Domenica 23 Febbraio 2020
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Rassegna stampa alcol e guida del 28 luglio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

CORRIERE DEL VENETO

Gara alcolica in un locale a Treviso
Esposto in procura per bloccarla
Sabato è in programma una competizione: vince chi riesce a bere più degli altri. Dan (associazione Manuela): «Confronto immorale e pericoloso per la salute»
TREVISO - L’Associazione Manuela, per la sicurezza stradale, ha annunciato che presenterà un esposto alla procura di Treviso contro una «gara» alcolica prevista per sabato prossimo in un locale di Treviso. La gara - secondo quanto riferisce Andrea Dan, presidente dell’associazione Manuela - prevede un confronto tra avventori chiamati a cimentarsi su chi è in grado bere la maggiore quantità di alcolici divisi in categorie tra birra, vino e superalcolici. «Si tratta - avverte - di un confronto immorale, pericoloso per la salute e l’incolumità delle persone ma soprattutto come esempio per i più giovani». «L’esposto che i nostri legali presenteranno in procura - aggiunge Dan - è volto a bloccare questa manifestazione ma ci stiamo attivando anche con le forze di polizia e la prefettura di Treviso perché si attivino per evitare quanto annunciato, la nostra associazione se necessario organizzerà una manifestazione di protesta». La serata è stata organizzata - come ha spiegato il titolare del locale al Gazzettino - per festeggiare i quattro anni di attività sotto il segno della goliardia, senza alcun intento provocatorio, e prevede anche altri premi che vanno da quello alla simpatia fino all’immancabile miss. (Ansa)


IL GAZZETTINO (Treviso)

IL VICESINDACO Alla faccia dell’invito
Genty è furibondo: «Ibernare chi vince»
TREVISO - (P. Cal.) «Spero bene che il vincitore di questa assurda gara venga ibernato nel locale, messo sotto spirito e al sicuro fino a quando gli effetti della bevuta non siano passati. Iniziative di questo genere non vanno per niente bene». Il vice sindaco Giancarlo Gentilini, cultore del buon bere, boccia su tutta la linea l’iniziativa del locale trevigiano. «Una gara così è del tutto priva di senso - continua - con l’educazione al buon bere non ha nulla a che fare. Iniziative che non insegnano nulla, sono solo un eccesso che non va per niente bene. Non vedo proprio quali siano gli aspetti educativi di tutta questa vicenda». Insomma: si sbaglia di grosso chi pensa di poter avere la benedizione dello Sceriffo solo perché ha sempre appoggiato e difeso l’Ombralonga. Per lui, le due cose non sono minimamente paragonabili.
«Gli eccessi come questo tipo di gare sono da condannare - rincara il vice sindaco - è lo stesso discorso vale per le gare a chi mangia di più. Al massimo arriverei a capire una competizione per individuare il tipo e le caratteristiche di un certo tipo di vino. Ma non approvo di certo competizioni che premiano chi beve di più».
AGENPARL.IT

ROMA: LITIGA COL COMPAGNO E MINACCIA DI UCCIDERSI, 41ENNE SALVATA DAI CARABINIERI
(AGENPARL) - Roma, 28 lug - Momenti di paura si sono vissuti questa notte in via degli Olmi. Una donna di 41 anni, dopo aver discusso animatamente con il proprio compagno di 38 anni, in preda ai fumi dell’alcol, si è messa a cavalcioni del davanzale del balcone della loro abitazione, ubicata al terzo piano di uno stabile condominiale, minacciando di suicidarsi mentre il compagno si era già allontanato con in braccio il figlioletto di pochi mesi. I Carabinieri della Stazione Roma Alessandrina, che si trovavano a poca distanza dallo stabile impegnati in una serie di controlli alla circolazione stradale, attirati dalle urla della donna sul balcone sono immediatamente saliti al terzo piano, trovando la porta dell’abitazione chiusa. Dopo aver forzato le serratura, sono entrati ed hanno intavolato con la donna, fermamente convinta a lasciarsi cadere nel vuoto, una febbrile opera di persuasione. Solo dopo lunghissimi minuti di trattative, la donna ha deciso di desistere e di rientrare in casa. I militari hanno affidato la donna, in forte stato di alterazione psico-fisica dovuta all’eccessivo consumo di bevande alcoliche, al personale del 118 che, valutata la situazione clinica, ne ha disposto il trasporto all’Ospedale Sandro Pertini ove è stata trattenuta in osservazione.

CORRIERE DI BOLOGNA
Litiga con la moglie e minaccia una strage
Dopo una lite con la moglie (e alterato dall’alcol) un uomo di 53 anni si è barricato in casa, a Camugnano, ha bloccato la porta e ha aperto il gas in cucina, minacciando di far saltare tutto in aria. È successo ieri pomeriggio. Dopo un paio d’ore di trattativa condotta dal comandante della compagnia dei carabinieri di Vergato, che l’ha convinto ad arrendersi e ad aprire la porta, l’uomo è stato riportato alla ragione e accompagnato in ospedale a Porretta. Per precauzione sono state evacuate le case vicine. L’uomo rischia una denuncia per procurato allarme.
CORRIERE DELL’UMBRIA

Prestazioni di pubblica utilità - Guidano ubriachi, in venti per un lavoro.
Gli enti devono aprire posizioni Inail anche per pochi giorni. Poca chiarezza sul versante dei contributi assicurativi
Un’alternativa alla pena detentiva e pecuniaria per chi è stato sorpreso a guidare in stato di ebbrezza. Sono i lavori di pubblica utilità, da effettuare in enti pubblici ma anche in enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato o nei centri specializzati per la lotta alle tossicodipendenze. Sulla carta una soluzione costruttiva, specialmente per i più giovani, nell’applicazione qualche quesito da sciogliere si sta presentando, in particolare per quanto riguarda la posizione assicurativa, che rischia di mettere in difficoltà chi si prende in carico il “volontario”. E’ il caso di enti o organizzazioni di assistenza sociale o di volontariato, inseriti nelle possibilità previste dall’articolo 186 del codice della strada, che si trovano nella condizione di dover aprire una pratica all’Inail per ogni soggetto di volta in volta preso in carico, per un breve o lungo periodo. Ma trattandosi appunto di enti di assistenza o di volontariato non dispongono di fondi specifici da destinare a questo tipo di spesa contributiva, visto che servono in realtà per interventi di emergenza assistenziale. Diverso invece il caso di enti pubblici che possono, grazie anche a una macchina amministrativa diversa, risolvere più velocemente la questione senza avere ricarichi sull’opera assistenziale stessa, come succede invece nel caso delle comunità o delle associazioni di volontariato. L’interrogativo se lo sono posti anche alla Caritas dove c’è stato chi ha effettuato un periodo lavorativo in alternativa alla pena pecuniaria o detentiva per guida in stato di ebbrezza. Sorto il sospetto sulla necessità di una assicurazione, alla domanda se tutto fosse predisposto a priori per il soggetto è stato risposto dall’Inail che bisognava aprire una pratica per chiunque si fosse candidato a tale prestazione. Come sostanzialmente succede per i detenuti in semi libertà. E visto che la guida della Caritas è affidata al vertice dell’istituzione religiosa cittadina, l’arcivescovo stesso si troverebbe costretto ad aprire, di volta in volta, la pratica all’Inail. Cercando informazioni nei vari uffici viene spiegato che dall’inizio del percorso è tutto già confezionato dall’autorità, ma non è ben chiaro quale sia questa autorità che dovrebbe farsi carico del soggetto. E non si riesce a sapere di più bussando alle porte di consulenti del lavoro. Di chiaro c’è che ogni azienda o ente presso il quale si presta opera deve provvedere alla copertura assicurativa, obbligatoria per qualunque forma di lavoro. E associazioni di volontariato o comunità non fanno eccezione. Anche se si tratta di lavori di pubblica utilità. Va detto poi che in alcuni casi si tratta di pene di pochi giorni, che comportano impegni per l’inserimento del soggetto, a cui si vanno ad aggiungere dunque altri oneri. Il problema è che evidentemente non si fa distinzione tra la tipologia degli enti ricompresi nella convenzione, per cui in alcuni casi si verificherà l’eventualità che qualcuno si trovi nella condizione di doversi “ritirare”. Comunque al momento a Perugia sono una ventina i casi di persone che hanno accettato l’alternativa di “scontare” la propria pena mettendosi a disposizione della collettività. Per i quali potrebbe diventare difficile trovare un ente disponibile ad accoglierli come lavoratori temporanei
Giovanna Belardi
IL RIFORMISTA

Gb/ Familiari Winehouse: forse morta per avere smesso di bere
Il suo esile corpo non ha resistito all’astinenza
Roma, 28 lug. (TMNews) - Amy Winehouse potrebbe essere morta per avere smesso di bere: ne sono convinti i genitori della cantante di "Rehab", la quale nelle ultime tre settimane prima di morire non aveva più toccato un goccio di alcol. Un’interruzione così drastica - rivela il Sun - avrebbe provocato uno choc per l’esile corpo della star 27enne. Secondo fonti vicine alla famiglia, Amy avrebbe infatti ignorato il consiglio dei medici di abbandonare gli alcolici in modo graduale. Il padre Mitch ha rivelato durante la cerimonia funebre che la figlia le aveva detto che "non poteva farlo". Per lei era "tutto o niente" e ha "smesso del tutto". I familiari pensano che la giovane artista sia deceduta sabato scorso in seguito a un attacco epilettico, perchè il suo fisico gracile non è stato in grado di sopportare l’astinenza che si era imposta. La star di "Back to Black" tuttavia ci era ricaduta tre giorni prima, quando al festival iTunes alla Roundhouse a Camden, North London, si era bevuta un mix di gin e Red Bull. Bisognerà tuttavia aspettare le prossime settimane per conoscere gli esiti degli esami tossicologici chiesti dalla polizia di Londra e con essi la vera causa della morte dell’artista inglese.
CORRIERE DI MAREMMA

Finanziamenti su misura per gli imprenditori del vino
E’ stata firmata ieri l’intesa fra Regione, Fidi Toscana e il Consorzio del Chianti.
Credito su misura per le imprese vitivinicole toscane. E’ quanto prevede l’intesa fra Regione, Fidi Toscana e Consorzio Vino Chianti firmata oggi dall’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori, dal direttore di Fidi Toscana Giovanni Ricciardi, dal direttore del consorzio Vino Chianti Marco Alessandro Bani. L’intervento punta a sostenere le imprese del settore, sia nelle emergenze legate alla liquidità sia, soprattutto, negli investimenti.“Questo intervento rappresenta un nuovo tassello nel quadro dell’impegno forte della Regione – spiega l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori – a favore delle imprese di uno dei settori di punta della nostra economia (*), un settore che, nonostante i segnali di ripresa, deve essere incoraggiato a crescere e a innovarsi, per essere ancor più competitivo sui mercati mondiali”. L’intervento gestito dalla finanziaria regionale Fidi Toscana prevede che a beneficiare dei finanziamenti siano tutte le imprese economicamente e finanziariamente sane del settore vitivinicolo. Anche le imprese costituite da meno di tre anni possono beneficiare della garanzia di Fidi Toscana, a condizione che il finanziamento sia rilasciato a fronte di un progetto di investimento e che l’impresa contribuisca ad esso in misura non inferiore al 20%. L’importo massimo della garanzia è di 1 milione e 500 mila euro per ciascuna impresa. Vastissimo il ventaglio delle operazioni ammesse e le tipologie di finanziamento, sia lungo che a breve termine: mutui ipotecari fino a 30 anni possono essere richiesti per ampliare l’azienda, acquisire terreni, fabbricati e impianti e reintegrare liquidità per investimenti fatti fino a tre anni prima; per il reimpianto o l’impianto di nuovi vigneti sono ammessi finanziamenti ipotecari della durata di 25 anni, con un preammortamento di cinque anni. “Abbiamo previsto un finanziamento con un lungo preammortamento (periodo nel quale ad essere restituiti sono solo gli interessi, ndr) – sottolinea Salvadori – proprio per assistere al massimo le aziende nella loro capacità di investimento. Altri punti importanti sono la previsione di finanziamenti per chi realizza impianti fotovoltaici, o l’apertura di credito della durata di sette anni per chi richiede finanziamenti finalizzati all’invecchiamento di grandi vini e di vini di elite”. Il credito si estende poi alle operazioni di leasing, ai consolidamenti di passività e all’estinzione di finanziamenti già erogati. E non sono escluse nemmeno le operazioni di pronto soccorso, con finanziamenti a breve termine, legate alla gestione di danni provocati da fenomeni meteorologici eccezionali. “Ci auguriamo che questa risposta – conclude l’assessore – concertata e condivisa con le organizzazioni rappresentative del settore, sia in grado di correggere debolezze strutturali e problemi congiunturali che ancora assillano le imprese vitivinicole toscane, problemi in gran parte legati ai costi che non sono coperti dai prezzi ancora troppo bassi e alla mancanza di liquidità spesso legata alle piccole dimensioni dell’impresa. E che possa costituire un trampolino di lancio per una solida e duratura ripresa”. Il Consorzio Vino Chianti svolge l’importante funzione di sportello informativo e raccordo con il mondo imprenditoriale.

(*) Nota: se il vino è un settore di punta della nostra economia, come mai chi lo produce non riesce a fare a meno di tutti gli aiuti che gli vengono elargiti con denaro pubblico?
LA SICILIA

Venticinquenne ubriaca ha provocato un incidente

© asaps.it
Venerdì, 29 Luglio 2011
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