Sabato 19 Settembre 2020
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna alcol e guida del 1° luglio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

ASAPS
La testimonianza
I promotori della proposta di legge popolare sull’Omicidio stradale, Stefano e Stefania Guarnieri, commentano la lieve condanna del conducente che ha ucciso loro figlio Lorenzo

33627
  

Lorenzo Guarnieri  

L’Agenzia Ansa recita così: "FIRENZE, 30 GIU - Ubriaco e positivo alla cannabis, mentre era alla guida di uno scooter si scontro’ con un altro motorino guidato da un diciassettenne, Lorenzo Guarnieri, che mori’. Per questo un fiorentino di 46 anni e’ stato condannato dal tribunale di Firenze a due anni e otto mesi di reclusione per omicidio colposo pluriaggravato. L’incidente avvenne nel giugno 2010 in zona Cascine a Firenze. Il giudice ha anche disposto la revoca della patente dell’imputato (ANSA)". Dietro a questa agenzia c’è un ragazzo di 17 anni che non c’è più, una famiglia distrutta, una madre che ha lasciato il lavoro, una comunità affranta che ha perso un adulto del futuro. C’è anche un uomo di 46 anni che consapevolmente si è messo alla guida con un tasso alcolico più di tre volte superiore al consentito, sotto l’effetto della cannabis e che ha invaso la corsia di marcia di Lorenzo, andando contromano e investendolo.
Da padre e da cittadino italiano e europeo, faccio fatica a chiamare questa giustizia. Se l’omicida di mio figlio avesse borseggiato mio figlio rubandogli 100€ sarebbe stato arrestato immediatamente a condannato per direttissima a 1 anno e mezzo. Avendolo ucciso, guidando in quelle condizioni, non si è fatto un giorno di carcere e, in considerazione della pena così bassa, mai se lo farà. Io non vedo la proporzione fra le due cose, voi la vedete ? In Inghilterra la condanna sarebbe stata dai 6 agli 8 anni con arresto immediato.
Ma oggi così è, non c’è giustizia per questo nel nostro paese. Per il nostro codice, nella testa di avvocati, procuratori e giudici, gli omicidi come quello ai danni di mio figlio, sono "omicidio di serie C", un reato "nano". Addirittura le questure non li contano come omicidi nel territorio. Gli addetti ai lavori non hanno ancora la percezione dello stato di alterazione provocato da alcol e droga alla guida. Lorenzo è stato ucciso perché era il primo della fila, ma potevano morire gli amici che lo seguivano. Poteva accadere a tutti. Chi guida in quel modo accetta il rischio di poter uccidere. Questa assenza di giustizia, anzi chiamiamola con il suo nome cioè "ingiustizia", è gravissima perché oltre a non svolgere la funzione "preventiva" che dovrebbe avere per evitare altri omicidi, toglie ai giovani la fiducia nello Stato, nella Giustizia. "Ma se non va in carcere chi ha ucciso mio fratello chi ci va?". Questa è la domanda che mia figlia Valentina 17 anni continua a porre. Domanda che rimane sempre senza risposta.
Allora, chiediamo cosa ognuno di noi può fare per cambiare, per dare ai nostri ragazzi la speranza di vivere in un paese più civile, che affronti in modo serio questa piaga della violenza Stradale. Togliamo l’aggettivo "colposo" a questi omicidi omicidi e chiamiamoli "omicidi stradali", eleviamo le pene minime (tanto i giudici si posizionano sempre vicino al minimo), facciamoli diventare omicidi di "serie A". Ogni anno si possono stimare in circa 1000 questi casi, quasi il doppio degli omicidi con arma da fuoco o da taglio. Non facciamo finta di niente.
Insieme ad Asaps, Comune di Firenze e altre associazioni stiamo raccogliendo manifestazioni di consenso per l’introduzione del reato di "omicidio stradale" nel nostro ordinamento. Per leggere la proposta e firmare andate su www.occhioallastrada.it, oppure
www.omicidiostradale.it, Albert Einstein diceva "il mondo è quel disastro che vedete non tanto per i guai combinati dai malfattori ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare". Muoviamoci per rendere questo nostro paese più civile. A Lorenzo non serve più ma servirà a tutti gli altri ragazzi.
Stefano e Stefania Guarnirei



BOLOGNA2000
Città europee a Reggio Emilia per studiare le azioni di contrasto al ‘Binge drinking’ e all’alcolismo

01 lug 11- Con il termine ‘binge drinking’ si intende il rapido consumo di grandi quantità di alcool, in un tempo ristretto. Un fenomeno in crescita tra la popolazione giovanile, che riguarda la maggior parte delle città europee, per le quali è divenuto una priorità e in alcuni casi un’emergenza.
Il binge drinking comprende diversi rischi. A breve e lungo termine, i rischi di implicazioni per la salute e di comportamenti aggressivi e atti violenti. Esiste poi il rischio di considerare i bevitori potenziali vittime, aumentato dalla vulnerabilità derivante dalla consumo di alcool.
Per affrontare il problema, molte città stanno studiando e realizzando pratiche ed esperienze positive in questo ambito. Anche se i primi risultati sono stati incoraggianti, dal 2011 il Forum francese per la Sicurezza urbana, che da quattro anni riunisce 10 città francesi in un gruppo di lavoro dedicato al binge drinking, ha ritenuto necessario promuovere un progetto di lavoro sul tema a livello europeo, dal titolo ‘Safer drinking scenes’ (Sds), che riunisce le città di Brest, Bourdeaux, Nantes, La Rochelle, Liege, Anvers, Rotterdam, Stuttgart, Kingston (Londra) e Reggio Emilia.
Il progetto si basa su tre aspetti: la conoscenza delle esperienze di ricerca e di lavoro sul campo; le visite nelle città partner, che consentono lo scambio di iniziative e l’incontro con i diversi attori locali interessati (istituzioni, associazioni, Dipartimenti di Polizia); l’elaborazione di un ‘kit’ di strumenti, che includa teoria e buone pratiche.

Dal maggio 2011, sono in corso visite nelle città europee coinvolte nel progetto. Dopo La Rochelle, in Francia, è in questi giorni il turno di Reggio Emilia che dal 29 giugno a oggi ospita una delegazione di funzionari, tecnici e amministratori delle città partner, con i quali si alternano momenti di osservazione del lavoro sul campo e di scambio di conoscenze.
Nella mattina di ieri, si è tenuto un incontro nella sede comunale, al quale hanno partecipato il sindaco Graziano Delrio e l’assessore comunale alla Coesione e Sicurezza sociale Franco Corradini (v. foto allegate), che hanno tra l’altro spiegato ai partner europei le peculiarità educative che caratterizzano Reggio Emilia nell’opera di contrasto al binge drinking. Ciò che dell’esperienza reggiana ha suscitato particolare interesse da parte degli interlocutori europei è stato il lavoro di contatto diretto con le persone da parte degli operatori, in particolare nella zona stazione; una strategia che ha consentito di ottenere buoni risultati riguardo ai comportamenti dei consumatori e all’atteggiamento nei loro confronti dei residenti. Importanti sono anche il lavoro di rete da parte dei servizi che si occupano del problema e l’opera di prevenzione nelle scuole svolto dall’Ausl.
Nel corso della tre giorni, sono stati inoltre illustrati i progetti reggiani di prevenzione e contrasto dei fenomeni di disordine urbano legati all’uso e abuso dell’alcol, in particolare i progetti Unità di prossimità e Unità di strada della zona stazione, che hanno lo scopo di prevenire e contenere l’abuso di alcool, e le strutture sanitarie per la prevenzione e a la cura delle dipendenze patologiche. Approfonditi anche gli aspetti istituzionali, in termini di competenze dell’ente locale su questi temi, in presenza di funzionari della regione Emilia Romagna e della Polizia municipale.
La delegazione è stata accompagnata dagli operatori di strada dell’Unità di prossimità del Servizio sociale e dagli operatori del ‘Progetto Stazione’ dell’Assessorato comunale Coesione e Sicurezza sociale a “vedere da vicino” la realtà del nostro territorio, hanno incontrato l’equipe medica ed educativa del Sert e del drop-in Villetta Svizzera e visitato ‘Luoghi di prevenzione’, servizio dell’Ausl dedicato alla prevenzione dei comportamenti a rischio soprattutto fra i giovani.


MERATEONLINE

Lecco: dalla prefettura un codice etico per prevenire i rischi legati all’abuso di alcolici
Lecco - Durante la stagione estiva, complici le alte temperature, aumenta il numero di feste organizzate sul territorio. Uno dei rischi che deriva da questo tipo di manifestazioni è legato alla somministrazione di bevande alcoliche di cui i giovani spesso fanno abuso.
C’è poi un secondo aspetto legato al rischio di non osservanza delle regole di comportamento da parte dei gestori dei locali. Proprio questo contesto ha spinto le autorità cittadine competenti ad intervenire con un programma volto a richiamare l’attenzione delle amministrazioni competenti, affinchè rilascino i relativi provvedimenti autorizzativi sulle specifiche norme che disciplinano la materia.
Presso la Prefettura di Lecco in mattinata si è riunito il Tavolo Tecnico per la Sicurezza Stradale composto dalle autorità civili e militari, i primi cittadini dei comuni della Provincia, il Prefetto di Lecco, il direttore generale dell’Asl e alcuni degli stessi gestori e amministratori degli eventi sopraccitati, al fine di presentare l’atto di indirizzo "Azione e prevenzione sui rischi alcool correlati per un codice etico di comunità" che gli organizzatori degli eventi saranno tenuti a firmare per poter procedere nella loro attività. Il codice etico in questione prevede dei consigli di comportamento volti a sensibilizzare non solo gli organizzatori ma tutta la collettività: 16 punti per una migliore gestione di un problema che si sta diffondendo, soprattutto tra i giovanissimi.
Ribadito l’obbligo per titolari e gestori dei locali pubblici di esporre all’esterno del locale le tabelle alcolemiche, evitare la vendita di alcolici ai minori di 16 anni e a soggetti in evidente stato di ebbrezza alcolica, così come sono state ribadite le comuni sanzioni per i guidatori che presentino tasso alcolemico sopra i 0.5 g/l e l’invariata tolleranza zero per i neopatentati e gli autisti di professione.
Le richieste spaziano dall’evitare di nominare le manifestazioni con diretti riferimento alle bevande alcooliche (per es: festa del vino, festa della birra), al rilanciare le bevande analcoliche e fruttate, più fresche e salutari di un cocktail zuccherato.
Una nuova norma riguarda i locali che prolungano l’apertura dell’esercizio oltre le ore 24: l’obbligo di mettere a disposizione l’etilometro all’uscita della struttura per consentire ai soggetti di misurare il loro livello alcolemico e, in caso di eccesso, evitare di mettersi alla guida. La sottoscrizione di tale atto di indirizzo dovrà essere effettuata dalle amministrazioni comunali.
Caterina Franci


BRESCIA OGGI
Alcol e «sballo», i giovani giocano in difesa
PROGETTI. Ascolto individuale, coinvolgimento, sport e giochi le armi utilizzate dalle cooperative Il Calabrone, La Vela e San Giuseppe per fare prevenzione Tra i gruppi c’è la crescente attenzione ad astenersi dal bere se si guida , ma sono poco valutati i danni per la salute
01/07/2011 - L’abitudine a bere alcolici si diffonde sempre più anche tra gli adolescenti, con punte fino agli under 12 Rinforzare le abilità dei ragazzi, offrire nuove consapevolezze, aprire pagine di riflessione: è così che si combatte il rischio di cadere nella rete degli stupefacenti o dell’abuso di alcol fra i giovanissimi, secondo i più recenti indirizzi formativi.
Su questa traccia hanno lavorato le cooperative Il Calabrone, La Vela e San Giuseppe, con il coordinamento del Comune di Brescia, per fare prevenzione fra i ragazzi sull’onda di tre progetti biennali, che ora sono giunti a conclusione.
«Per realizzare queste iniziative abbiamo investito 146 mila euro all’anno, perché crediamo nell’educazione ai corretti stili di vita - dice l’assessore alla Persona e Servizi sociali, Giorgio Maione -. La vera svolta è stata riuscire a parlare a tutta la città, raggiungendo le diverse aree che prima non erano coperte, e coinvolgendo non solo le scuole, ma anche gli oratori, le famiglie e le comunità».
IL PRIMO PROGETTO a cura del Calabrone, intitolato «Gioco - Giovani competenti», ha coinvolto le circoscrizioni Est e Nord con l’obiettivo di aiutare adolescenti e preadolescenti a compiere scelte di tutela di sé e della propria salute riguardo alle sostanze stupefacenti.
Come spiega il coordiantore Massimo Ruggeri, si è abbassata l’età dei destinatari degli interventi, partendo dalle scuole elementari, e coinvolgendo anche una decina di oratori e le scuole medie, e utilizzando il metodo dell’ascolto individuale di genitori e ragazzi.
«Stupefacy» è il nome del secondo progetto realizzato dalla cooperativa Il calabrone, rivolto alle scuole superiori della città e centrato sulla prevenzione dell’uso di stupefacenti fra i ragazzi più grandi: 18 gli istituti coinvolti, per un totale di 1400 ragazzi raggiunti e 65 gruppi-classe.
«Sono state sperimentate nuove modalità di intervento, integrandole con la didattica e coinvolgendo gli studenti in azioni di sensibilizzazione verso la città», spiega Cristian Marmaglio che ha seguito il progetto. Sono stati realizzati lavori sulla prevenzione ed è stata pensata un’agenda come strumento di prevenzione sull’uso di sostanze.
L’ULTIMO progetto biennale, «Bs centro ovest: da casello a casello», nell’ambito dell’iniziativa «Effetti collaterali», ha interessato i territori delle circoscrizioni Centro e Ovest sempre sul tema degli stupefacenti, a cura delle cooperative San Giuseppe e La Vela, intercettando più di duemila ragazzi.
È stato anche realizzato un percorso di ricerca-azione per orientare le attività sul fenomeno del consumo giovanile di alcol, come sottolinea il referente Marco Grechi. Fra i dati più significativi emersi tra i gruppi c’è la crescente attenzione ad astenersi dall’alcol se si guida, ma la scarsa considerazione di danni e rischi per la salute; la difficoltà dei più giovani ad astenersi o moderarsi dovuta alle pressioni del gruppo di amici o alle spinte commerciali; l’associazione sempre crescente, anche in età precoce, tra alcol e divertimento; la connessione tra gli episodi di consumo e altri aspetti quali la disponibilità di denaro e la capacità di porsi in relazione con gli adulti.
Lisa Cesco


IL TEMPO
Stop all’alcol in strada. Anche a Ostia
Il sindaco Alemanno firrma la nuova ordinanza che limita il consumo di bevande dopo le 23. L’ultima ordinanza antialcol era entrata in vigore il primo aprile ed è scaduta ieri a mezzanotte.
01/07/2011 - Anche questa estate è stretta sull’alcol e sulle zone della movida romana. Il sindaco Gianni Alemanno ha firmato un’ordinanza valida da oggi al 30 settembre che pone limiti alla vendita e al consumo di bevande alcoliche nei luoghi della movida. Un provvedimento che arriva anche dopo le polemiche sulla sicurezza scaturite dall’aggressione che sabato scorso ha ridotto in fin di vita un giovane musicista al centro della Capitale. Nello specifico, l’ordinanza vieta la vendita al dettaglio o per asporto di bevande alcoliche dopo le ore 23, il divieto di somministrazione e il consumo di alcol su strade pubbliche o aperte al pubblico transito dalle ore 23 alle ore 6. Il divieto è valido in tutti i giorni della settimana e i municipi interessati sono il I, il III, il VI, l’XI, il XX e per la prima volta il XIII. «Il provvedimento - si legge in una nota del Campidoglio - è stato preso per contrastare i ricorrenti episodi di disturbo alla quiete pubblica e i comportamenti aggressivi e violenti causati principalmente dal consumo di bevande alcoliche al di fuori degli esercizi autorizzati.
L’ordinanza è stata adottata anche tenendo conto che durante l’estate la maggiore partecipazione alla movida può assumere connotati di pericolosità per l’incolumità pubblica, come avvenuto nel Rione Monti dove per un gravissima aggressione un giovane è in fin di vita». Tra le zone interessate dal provvedimento, Trastevere, Testaccio, Monti, il centro storico, San Lorenzo, Stazione Tiburtina, Piazza Bologna, Pigneto, Torpignattara, ma anche alcuni tratti di via Ostiense, San Paolo, Saxa Rubra, Ponte Milvio. A Ostia il divieto riguarderà, tra le altre, la via Litoranea fino al confine comunale, un tratto del Lungomare da via del Lido di Castel Fusano al Porto Turistico. Prima di questa l’ultima ordinanza anti alcol il sindaco l’aveva firmata il primo aprile ed è stata in vigore fino alla mezzanotte di ieri. Il nuovo testo firmato dal sindaco dà così continuità al provvedimento.


CORRIERE ROMAGNA
MARINA: SI VOLTA PAGINA
Pd: «Nessuno vuol tornare indietro Ora cambiamo insieme il modello»
Il vicesindaco Mingozzi: «E’ in atto un gioco al massacro»
RAVENNA. Non si placano le polemiche e le proposte su Marina di Ravenna. Dopo le dichiarazioni del sindaco Matteucci, è sceso in campo anche il vicesindaco Giannantonio Mingozzi. «E’ in atto un gioco al massacro - afferma - che vuole screditare sindaco, giunta e forze di polizia quando difendono a tutti i costi rispetto delle regole, lotta contro sballo e rovina dell’alcol in città e nei lidi. Voglio ribadire che sostengo il sindaco nel suo impegno contro lo sballo perché ha prodotto buoni risultati e non si può demordere e rinunciare a una linea di rigore e di rispetto della legge». La strategia è quella giusta, sostiene Mingozzi, ma occorre sostenere le istituzioni «perché siano capaci di coinvolgere la cittadinanza e il mondo dell’economia e delle imprese con un impegno altrettanto importante di investimenti e di innovazione turistica».
Gli esponenti del Pd Alberto Pagani, segretario provinciale, Danilo Manfredi, segretario comunale, e Matteo Cavicchioli, capogruppo in consiglio comunale, puntano decisi verso l’apertura di una fase nuova di dialogo e confronto. «Inviteremo subito i rappresentanti delle categorie economiche a un incontro politico - affermano - per ascoltare il loro punto di vista, le loro considerazioni e proposte. Ci pare evidente che nessuno vuole tornare indietro, e che si può lavorare insieme per rivoluzionare il modello turistico, qualificarlo e produrre nuove occasioni di lavoro e di divertimento per i giovani. Successivamente promuoveremo, insieme al sindaco, un confronto con le forze politiche della maggioranza, per discutere delle possibili iniziative dell’amministrazione a sostegno dell’innovazione del modello turistico di Marina di Ravenna». Anche i Giovani democratici non si tirano indietro davanti a un nuovo dialogo sul lido e nei prossimi giorni presenteranno tutte le loro proposte a riguardo, a partire dalla riqualificazione degli stradelli retrodunali e dalla viabilità. Il problema Marina va invece affrontato nei tempi opportuni e non in piena stagione balneare, afferma la consigliera Sarah Ricci (Sel), proponendo che sia il consiglio comunale, da settembre, a farsene carico garantendo attraverso le sue commissioni un percorso di partecipazione di tutti i soggetti coinvolti, per giungere a un accordo di sistema capace di dare certezze a investitori e turisti. Dopo «la scomunica del sindaco in vista della Notte Rosa» e il monito dell’assessore Martina Monti di rispettare il lutto della famiglia della ragazza morta a Marina lo scorso fine settimana, ci sono questioni, afferma invece il capogruppo Alvaro Ancisi (LpRa), «che non vanno ridotte a macedonia» e aggiunge: «I consiglieri dell’opposizione fanno il proprio dovere nel rappresentare la verità, scongiurando che la si riconosca e pretendendo che si rimetta mano a un sistema di regole improvvisato e inefficiente, come si sono rivelate le ordinanze, inapplicabili e inapplicate, del sindaco». Mentre Sel, alleata del sindaco, fa sue delle proposte, sottolinea Ancisi, che l’opposizione invoca da mesi. Tornando invece alla tragica vicenda della ragazza «che si afferma, senza poterlo dimostrare, essere “morta per cause naturali” - afferma Ancisi -, l’ho pienamente rispettata e la rispetterò. Ma proprio per rispetto a lei, non posso accettare, a prescindere dalle cause del suo decesso, che possa ripetersi la situazione in cui questo è avvenuto. Inaccettabile, ripeto, e questo sì, dimostrabile». Una posizione opposta è quella di Laimer Armuzzi, segretario provinciale Pdci-Federazione della sinistra. «Per la Notte Rosa arriveranno decine di migliaia di giovani. Che non accada nulla è un auspicio, ma non una certezza. Il fatto è che certe situazioni non sono evitabili a priori». Secondo Armuzzi c’è una linea che lega alcune forze politiche ad alcuni imprenditori e il riferimento, non troppo velato, è ad Ancisi, che l’anno scorso aderì alla manifestazione “Scateniamoci”. «Che Marina non possa continuare è evidente, ma ci sono fenomeni, come l’abuso di alcol, che sono un problema sociale, non di una località». Armuzzi lancia una proposta - «feste senza limite di orario per chi offre solo bevande analcoliche - e chiede che ci si occupi di Marina non a luglio, ma durante tutto l’anno, instaurando un rapporto politico continuo e costruttivo tra l’amministrazione, gli operatori e gli abitanti.


LA NAZIONE
IL PROVVEDIMENTO VIETA DI VENDERE BOTTIGLIE
Alcol dopo le 22 Scattano le denunce
FIRENZE – NON SI ATTENUA l’attenzione delle forze dell’ordine soprattutto in via Palazzuolo e nelle strade vicine. Per questo sono stati effettuati controlli straordinari da uomini della polizia in divisa, ma anche in borghese. Alla fine sono stati denunciati due esercizi commerciali per la vendita di sostanze alcoliche dopo le ore 22 e due marocchini per violazione delle norme sull’immigrazione.
Era da poco passata la mezzanotte quando gli agenti di una volante mentre passava da via Palazzuolo notavano un uomo che stava passeggiando insieme ad altri con una bottiglia do vodka in mano, ancora da aprire, segno evidente che era stata acquistata poco prima e in zona.
Dopo aver fermato il protagonista, un turista tedesco del 1942, i poliziotti sono risaliti al negozio dove aveva comprato la bottiglia: un market di via dell’Albero. Per il titolare, un pakistano, è scattata la denuncia. Poco dopo stessa scena, questa volta è stato sorpreso un ragazzo, di un gruppo di italiani, con due bottiglie di birra. Stessa scena e nuova denuncia per un esercizio commerciale in via Maso Finiguerra.
DURANTE la stessa notte, gli agenti si sono imbattuti in due marocchini di diciannove e trenta anni che, alla richiesta dei poliziotti, non sono stati in grado di fornire alcun documento, dichiarando, inoltre, di non avere il permesso di soggiorno. I due, effettuati ulteriori accertamenti, sono stati denunciati per non essere in regola sul territorio dello Stato e messi a disposizione dell’ufficio Immigrazione.



ECODELMOLISE
Tolleranza zero all’alcool
TERMOLI, 01 / 07 / 2011 - I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia hanno denunciato per resistenza a P.U. un 55enne del luogo, nullafacente, C.A., il quale, in evidente stato di ebbrezza alcolica, aveva molestato i clienti della pizzeria “Due Archi”; all’arrivo dei militari, supportati da una pattuglia del locale commissariato Polstato, l’uomo dava in escandescenze facendo resistenza all’azione delle forze dell’ordine che volevano impedirgli di accedere ulteriormente al locale.
A Campobasso e Larino i Carabinieri dei Nuclei Operativi e Radiomobili della locali Compagnie, in occasione di servizi mirati a contrastare il fenomeno dell’abuso di alcol, hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza tre persone, un campobassano 28enne, un 21enne di Benevento ed un 25enne di Casacalenda, i quali, fermati alla guida delle rispettive autovetture , risultavano positivi al test etilometrico; in particolare il 25enne di Casacalenda si rifiutava di sottoporsi al test. Tutti e tre subivano il ritiro della patente.


CORRIERE DELL’UMBRIA
“Giusto, ubriachi a lavorare”
La misura trova consensi fra la gente: aiuta l’individuo e serve alla comunità. Un coro di sì alla novità per gli automobilisti trovati in stato di ebbrezza.
PERUGIA, 01.07.2011 - Perugini avvisati. Prima della fine dell’estate per la guida in stato di ebbrezza non basterà pagare una semplice sanzione. Ai trasgressori toccheranno, invece, lavori socialmente utili. (*) E quindi pulizia e manutenzione dei parchi, di aziende partecipate, di aree sportive e verdi, passando per i servizi cimiteriali, le strutture museali e giovanili; le biblioteche e addirittura, perché no? Il provveditorato. Alla convenzione stipulata tra Provincia di Perugia, Asl e Procura della Repubblica, aderiscono anche diversi Comuni del Perugino. E, intanto l’innovativa punizione inflitta ai trasgressori del volante, a Perugia miete consensi unanimi con molteplici motivazioni. Non ha dubbi Marco Lapenna, commerciante del centro storico, è una misura giusta "perché i lavori socialmente utile servono alla comunità e aiutano l’individuo a maturare una coscienza nei confronti del bene comune. Ancora più proficua, secondo Lapenna, sarebbe la disincentivazione dell’uso dell’auto, attraverso convenzioni con i taxi ed il rafforzamento del trasporto pubblico. Lavori socialmente utili sì, ma a patto che si lavori davvero e che ci sia una sorveglianza ben attenta, secondo la signora Paola Renzini, che puntualizza: "Spesso le multe ricadono sulle famiglie dei ragazzi e quindi da quel punto di vista ben venga l’occasione di responsabilizzare direttamente i trasgressori". Totalmente d’accordo con il provvedimento anche Alessandro Bochicchio, studente di comunicazione. Il ragionamento è semplice. Il denaro si paga e la multa si dimentica, ma ciò che stanca rimane molto più impresso nella memoria. "E’ anche vero - riflette lo studente - che attualmente le soglie consentite sono un po’ restrittive, d’altronde il rischio c’è e la guida in stato di ebbrezza rimane comunque pericolosissima per sé e per gli altri". Anche per Lina, maestra in pensione, "l’iniziativa è interessante perché la misura punitiva potrebbe risultare più che istruttiva colmando il gran bisogno di dialogo percepito dai giovani, spesso senza lavoro e soli nelle abitazioni dei genitori". Quindi, meglio integrare, anche con un Lsu, piuttosto che continuare ad emarginare. Favorevoli al provvedimento si dichiarano anche Salima e Homa. Le due studentesse afgane, da tre anni a Perugia, in un fluente italiano spiegano che la sanzione ha un minor effetto di un lavoro che richiede un impegno di molte ore. Senza parlare del beneficio che la comunità può trarne. Si ribalta inoltre una logica sbagliata, quella che permette di sbarazzarsi degli errori senza sviluppare un maggior senso etico. L’iniziativa perugina troverebbe consensi anche nel Savonese. Ne sono certi Liliano Travaglia e Gisella che in Umbria si trovano in vacanza. E tanti bei ricordi riporta alla memoria piazza IV Novembre e la sua bellissima Fontana maggiore a Liliano, che a Perugia ben 40 anni fa ha fatto il militare. Molto d’accordo con la misura che è stata adottata, si dichiara Silvana Belcastro , insegnante di storia dell’arte. Il lavoro socialmente utile - riflette l’insegnante - può addirittura portare a riscoprire la propria città, ad indagare le proprie origini e la propria identità. E la misura piace anche a Maria Teresa Vizioli, che frequenterà la terza classe al liceo scientifico Alessi. E non soltanto per il motivo che non tutti si possono permettere di pagare. "Già a scuola - racconta la ragazza - le sospensioni sono state trasformate in ore di lavoro gratuito e i compagni hanno capito bene l’errore compiuto e l’importanza di essere utili ad una comunità"
Isabella Rossi

(*) Nota: i lavori socialmente utili non sono in aggiunta alla sanzione, ma in luogo della confisca del veicolo e di metà della sospensione della patente. Sono tutt’altro che una condanna, sono una scappatoia alle sanzioni.
È il solito problema del “comma 2”. Ogni qualvolta si fa una legge – in Italia – nel primo comma si descrive la prescrizione e nel secondo il modo per evitarla. Verrebbe la tentazione di vietare i “commi 2” con una legge. Composta di un comma solo ovviamente.


ASAPS
Milano
Ubriaco alla guida investì e uccise un ragazzo, il Gup nega il patteggiamento
1 luglio 2011 – Ad aprile dell’anno scorso, con un tasso alcolemico nel sangue tre volte sopra il limite consentito, investì e uccise un giovane studente universitario. Oggi l’uomo, accusato di omicidio colposo, ha provato a patteggiare una pena di un anno e 5 mesi, con il consenso del pm. Richiesta che è stata però rifiutata dal Gup di Milano, Maria Vicidomini, ritenendola non congrua rispetto alla gravità del fatto. La vittima, un 28enne originario di Avellino, laureando alla Bocconi, stava attraversando la strada sulle strisce pedonali insieme ad un’amica. La ragazza riuscì a salvarsi, mentre il giovane morì dopo due giorni. L’investitore venne sottoposto al test alcolemico che evidenziò un tasso di alcol nel sangue di 1,6 g/l. La decisione del Gup milanese è stata accolta con soddisfazione da Domenico Musicco, avvocato dell’Associazione italiana vittime della strada. “Dal Tribunale di Milano è arrivato un segnale forte che qualcosa sta cambiando riguardo alla tutela dei familiari delle vittime – ha commentato Musicco”. L’avvocato Musicco, legale anche dei genitori della giovane vittima, parti civili, ha spiegato di aver depositato al giudice una serie di memorie nelle quali chiedeva di non concedere il patteggiamento, anche perché il conducente stava guidando ubriaco a 90km/h. Il Gup, nonostante l’imputato fosse incensurato e il consenso del pm, ha negato il patteggiamento e fissato una nuova udienza per il 14 luglio, quando la difesa potrebbe chiedere il rito abbreviato.

 



MERATEONLINE
Olginate: patrocinio all’evento ’’inneggiante’’ all’alcool, ma il comune non aveva dato l’ok
Olginate - Da una parte l’appoggio all’Associazione Alcolisti anonimi, dall’altra il patrocinio ad un evento che prende il nome da una marca di birra (con una bottiglia della stessa in bella evidenza sui manifesti affissi in paese) e promette musica e gadget per tutti.

 

Il manifesto affisso in paese

La "contraddizione" da parte dell’amministrazione comunale di Olginate non è sfuggita alla minoranza del paese, che nella mattinata di venerdì 1° luglio ha presentato in comune una mozione diretta al sindaco Rocco Briganti, all’assessorato allo sport e alla stessa associazione che combatte le dipendenze, a firma del consigliere di minoranza Giuseppe Pata. L’esponente del gruppo "Per Olginate - Gnecchi sindaco" nel documento chiede spiegazioni in merito al patrocinio del "Water Asahi Party", in programma in Via Campagnola a partire dalle ore 18.00 di sabato 2 luglio. Un evento presentato con una modalità che sembra "inneggiare" al bere, come sottolinea il consigliere.
"La sollecitazione della minoranza è perfettamente legittima, in realtà non c’è alcun cambiamento di vedute da parte dell’amministrazione" ha spiegato il sindaco Rocco Briganti. "Il patrocinio comunale è stato dato ad una iniziativa di aggregazione, ma i manifesti affissi in paese non sono stati vidimati dall’amministrazione e non hanno quindi il nostro accordo. Chiariremo il disguido con gli organizzatori o i responsabili della realizzazione del manifesto".
Questo il testo del documento presentato dal consigliere Pata:

Olginate, 1/7/2011
Egr. Sig. Sindaco Olginate Rocco Briganti
Egr. Sig. Assessore Sport
Sede
p.c. Associazione Alcolisti Italiani
Egr. Sig. Sindaco,
Lo scrivente Pata Giuseppe, consigliere di minoranza, con la presente espongo la mia perplessità, nonché stupore, nell’apprendere che in tutto l’olginatese sono stati affissi locandine, da voi sponsorizzate, inneggiando il consumo di birra.
Badate bene, non sono certo un puritano, ma ritengo che il vostro coinvolgimento, diretto, in quella manifestazione si scontri con la lodevole iniziativa che vi vede in prima linea, attraverso la sponsorizzazione e patrocinio dell’associazione Alcolisti Italiani.
Delle due, una si scontra con l’altra.
Infatti, se da una parte patrocinate e sponsorizzate l’associazione, che mi permetto di condividere l’iniziativa, dall’altra vi fate allo stesso modo promotori di altra manifestazione che inneggia al consumo di alcool.
Ricordo che il comune di Olginate, da sempre, ma certamente negli ultimi anni, ha negato tali manifestazioni inneggiano al bere.
Non si capisce come mai questa inversione di tendenza.
Delle due, l’una.
O patrocinate sponsorizzando l’associazione alcolisti italiani, oppure vi fate garanti della manifestazione inneggiante il consumo di alcol.
A voi l’ardua sentenza.
a parte mia certamente la condanna nel vostro voler stare con due piedi in una scarpa.
Buon lavoro
Consigliere di minoranza Pata Giuseppe




LA GAZZETTA DI MANTOVA
Guidava l’auto ubriaco: dieci giorni ai domiciliari

IL RESTO DEL CARLINO (Bologna)
La movida diventa un caso politico «Referendum contro lo sballo»

CORRIER DI BOLOGNA
Ubriaco con un bicchiere ferisce il titolare della Linea


 

Sabato, 02 Luglio 2011
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK