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Rassegna alcol e guida del 29 gennaio 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

INIZIAMO LA RASSEGNA CON UNA INTERESSANTE INTERVISTA CHE CI DOVREBBE FAR RIFLETTERE …

LA NAZIONE

"L’alcol fa più paura della droga

I genitori non lo sanno"

Il centro di recupero di Villa Lorenzi. Zaira Conti: "Abbiamo 38 ragazzi, il più piccolo ha 9 anni. L’allarme è il crollo del rendimento a scuola"

Firenze, 28 gennaio 2010 - «Sono 38 i ragazzi dai 9 ai 18 anni che stiamo seguendo». Affermazione cruda che Zaira Conti dice con voce sottile dalla quale, però, traspare tutta la determinazione per mettere un freno a due piaghe sempre più profonde della società di oggi: alcolismo e tossicodipendenza. Lascia disorientati, e preoccupati, da quanto inizi presto il cosiddetto disagio giovanile. Nove anni sono veramente pochi, ma danno l’esatta dimensione di un problema che tocca il suo apice tra i 14 e i 16 anni. Da Villa Lorenzi a Careggi, dove si trova il centro di recupero dove lavora (la sua è una vera e propria missione, iniziata negli anni Settanta), Zaira Conti traccia un quadro davvero preoccupante del fenomeno.

«Nel corso degli anni è diventato sempre più facile venire a contatto con sostanze proibite e alcol».

I ragazzi hanno più problemi con alcol o con la droga?

«L’alcol. Non ci sono dubbi, soprattutto tra gli adolescenti. E’ troppo più facile, con rischi assai minori, trovare birra o superalcolici. Le dico di più».

«E’ sempre più frequente che i ragazzi mettano da parte i soldi della cosiddetta paghetta per comprare, il sabato, le bottiglie. Quindi si ritrovano con gli amici a bere ai giardini o in piazza. L’alcol è davvero devastante negli ultimi anni».

Ci sono alcuni segnali che possono essere interpretati come spia di un problema ben più radicato?

«La cartina di tornasole più chiara è la scuola. Spesso il rendimento scolastico ha un picco verso il basso proprio quando le difficoltà diventano più evidenti. In molti casi si arriva ad abbandonare la scuola, perdendo qualunque tipo di interesse verso lo studio e quello che ruota intorno alle attività scolastiche».

E’ il momento più critico?

«Direi quello che crea maggiori difficoltà. Da lì intervenire è sempre più complesso. Quando si perde interesse per qualunque cosa il nostro lavoro è tutto in salita».

In base alla sua esperienza, perché i ragazzi si rifugiano nella ‘sbornia’ del sabato?

«C’è tanta solitudine. Troppa. E gli obiettivi da raggiungere non esistono più, ci sono pochi modelli da imitare e non si hanno più punti di riferimento. Si vuole provare tutto e l’alcol resta il rifugio più comodo: basta andare in un qualsiasi supermercato...».

Ma come si è arrivati a questo?

«Il problema è stato troppo sottovalutato. E la prima a sottovalutarlo è la famiglia. Si tende sempre a far passare tutto come una ragazzata o qualcosa che capita una volta. Spesso, non è così. Sono sempre più numerose le persone che si rivolgono a noi e mi immagino che anche altri centri siano nelle nostre stesse condizioni».

Parlava di famiglia...

«Sì, il suo ruolo è decisivo e purtroppo lo è in negativo».

In che senso?

«Forse non c’è la consapevolezza di quello che accade tra le mura domestiche, si tende, come detto, a lasciare correre. Poi, quando il problema è evidente si corre ai ripari pensando però che gli altri, da soli, risolvano la situazione. Non è così».

Un esempio?

«Non è raro che i genitori arrivino da noi consegnandoci il ragazzo come se fosse un pacco, lavandosene poi le mani. Le dirò di più. Dopo il colloquio, alcuni, continuano a sottovalutare i segnali che arrivano. Il primo intervento deve essere fatto proprio in famiglia. Ma purtroppo ci si scontra anche con realtà difficili. I disagi si risolvono tutti insieme, riportando il giovane al centro. Si deve sentire importante e considerato. Ripeto, la solitudine è l’aspetto più grave».

E se la famiglia resta ‘assente’?

«Se manca la collaborazione tra noi e la famiglia si rischia davvero che sia troppo tardi. La depressione è dietro l’angolo e uscirne è un’impresa anche per chi non ha problemi di dipendenza da alcol o droga».

Diamo anche un segnale di speranza.

«Tanti ragazzi sono riusciti a superare le loro difficoltà, riscattandosi e ritrovando il proprio equilibrio. Uscirne si può, ma non bisogna lasciarli soli».

Il centro di Villa Lorenzi non segue solo adolescenti, però.

«Si, abbiamo anche una ventina di adulti che hanno problemi con la cocaina, un’altra piaga della nostra società».

Ma cosa è cambiato rispetto agli anni in cui ha iniziato la sua ‘missione’?

«Rispetto ad allora i ragazzi sono più vuoti. Non hanno ideali e si lasciano andare».

Dove si deve intervenire?

«Soprattutto nella prevenzione avendo un dialogo con i ragazzi e non pensare che una ubriacatura è solo una ragazzata e che il giorno dopo non lascerà tracce».

Come si può fare per contattarvi?

«Al numero 335/394992 (dalle 9 alle 19, ndr) si possono avere tutte le informazioni».


GIAMPAOLO MARCHINI

ANCHE DA QUESTO ARTICOLO C’E’ DI CHE PREOCCUPARSI….

BRESCIAOGGI

Il «Mago di Oz» raddoppia gli sforzi contro le dipendenze

REZZATO. Dopo Ospitaletto, apre in via Garibaldi il nuovo centro della cooperativa Fraternità e Pinocchio Group

29.1.10 Le persone assistite hanno superato il migliaio: dalla cocaina all’alcool, dall’eroina al gioco patologico. Gli operatori: «Sgomenta la crescita del numero di utenti»

Gli utenti raddoppiano e «Il Mago di Oz»… raddoppia. Nell’ultimo anno il Servizio multidisciplinare integrato (Smi) per il trattamento delle dipendenze (alcool, droga, gioco) del Mago di Oz di Ospitaletto, la cooperativa sociale creata da Fraternità di Ospitaletto e Pinocchio group, ha registrato un forte incremento degli utenti affetti da dipendenze presi in carico fino ad oggi: sono quasi raddoppiati, salendo dagli 625 di fine 2008 fino agli attuali 1.115. E così quest’oggi a Rezzato verrà inaugurato un nuovo centro in via Garibaldi (ex Tempini).

Nel 2009 Mago di Oz ha accolto e preso in carico 490 nuovi assuntori di sostanze. «Non sappiamo neanche noi se gioire per il successo del nostro servizio o se se restare sgomenti per il forte incremento del numero di utenti, segno inequivocabile della sempre più grande e preoccupante diffusione del fenomeno» spiega Ermete Cominelli, amministratore delegato del Mago di Oz, da vent’anni nel settore anche come educatore.

DANDO un’occhiata ai dati, emerge il forte aumento del consumo di alcool. «Dall’avvocato all’operaio, dal libero professionista all’artigiano: è un problema dilagante che non ha confini sociali e che sta emergendo in tutta la sua gravità anche in seguito al nuovo Codice della strada, che impone ai soggetti sorpresi alla guida con tasso alcoolemico superiore al consentito che si ritrovano con la patente sospesa di seguire anche un percorso di rieducazione e recupero in strutture come la nostra - aggiunge Cominelli. - Parlando di cifre, il totale di nuovi soggetti alcoolizzati che abbiamo preso in carico nel 2009 è di ben 229 persone, portando il totale a 416 contro i 187 del 2008». L’analisi degli altri dati del 2009 rivela che sul totale di 1.115 soggetti in carico, 970 sono uomini e 145 donne. La fascia d’età più colpita è quella dai 26 ai 35 anni (364 casi), seguita da quella 36-45 (300 casi) e quella dai 19-25 (208 casi). 78 gli utenti stranieri. 702 gli utenti al primo trattamento e 413 seguono pluritrattamenti.

CIRCA IL TIPO di dipendenza, oltre ai 416 in carico per problemi con l’alcool, 386 hanno problemi con la cocaina (erano 244 nel 2008), 138 con l’eroina, 107 con i cannabinoidi e 68 con il gioco patologico. Dei 1.115 soggetti presi in carico a partire dal gennaio 2007, 561 casi sono ancora aperti e in fase di trattamento, 269 quelli conclusi, 282 gli abbandoni e 3 i decessi. Dei 561 casi aperti, 458 sono curati ambulatorialmente, 95 in Comunità e 8 direttamente in carcere.

Per quanto attiene i servizi invianti, 200 pazienti sono arrivati su segnalazione o intervento dei loro familiari, 198 in maniera autonoma, 190 inviati dall’Asl, 120 dalla Prefettura, 105 dai Servizi sociali, 97 dalle comunità, 80 dal Gruppo Fraternità, 68 dal mondo del volontariato, 23 dai Nuclei operativi di alcoologia, dagli alcoolisti anonimi, dal club alcoolisti e dai giocatori anonimi, 22 dai Sert e 12 dalla coop sociale Pinocchio. Emblematica della qualità e importanza del servizio anche la provenienza dei pazienti presi in carico finora: 925 arrivano praticamente da ogni capo della nostra provincia, 123 da altre province lombarde, 49 da altre regioni, 18 sono senza fissa dimora. Paolo Tedeschi

ANCHE QUESTA TESTIMONIANZA CI RICHIAMA AD UNA MAGGIOR PRESA DI COSCIENZA DEL PROBLEMA ALCOL

http://blog.libero.it/HIBISCUS/8345462.html

L’alcol è come l’amore: il primo bacio è magico, il secondo è intimo, il terzo è routine.. (Raymond Chandler)

Post n°216 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da vespa.primavera125

Seduta ad un tavolino di un punto ristoro in un frequentatissimo centro commerciale genovese, oggi pomeriggio sono stata spettatrice di una avvilente scena di ordinaria indifferenza umana.........

altri tavolini erano occupati...... poco oltre una festa di compleanno e un allegro schiamazzo

di piccole pesti che si rincorrevano tra palloncini e nastrini colorati..... distratta da quella innocente gioia

non mi sono accorta del ridacchiare dei ragazzi seduti vicino a me...... stavano scommettendo su quando "qualcuno" sarebbe precipitato a terra..... ma cosa blateravano?????

Seguo con il mio, i loro sguardi e improvvisamente noto un uomo, tre tavoli avanti. Barcolla spaventosamente sulla sedia..... sembra addormentato.... la mano destra pende in maniera innaturale lungo il fianco.... sul tavolo c’è un piattino con i resti di un panino..... un bicchiere mezzo vuoto di birra.... indossa un piumino beige una sciarpa con doppio giro sul collo e un berrettino di lana grigio.... non è trasandato, tutt’altro..... potrebbe avere una cinquantina d’anni , portati male, ma non di più, uno "schifoso ubriacone repellente" stando alla definizione di una ragazza del gruppo..... l’uomo oscilla sempre di più

e proprio mentre pensi che stia davvero crollando dalla seggiola, con scatto improvviso, il corpo recupera una dignitosa postura.... ed ogni volta che ciò accade i ragazzi si esibiscono in cori di delusione....... li osservo allibita cercando nei loro sguardi una qualsiasi giustificazione a tanto scherno...... se non vogliamo farne un’analisi sulle motivazioni che portano un individuo all’oblio dell’alcool, è così assurdo pensare di nutrire sentimenti di compassione????

Come trovare divertente la sofferenza altrui? riosservo l’uomo..... nel frattempo si è avvicinato a lui , con un carrellino, la donna che pulisce ai tavoli...... allunga la mano preleva il piattino di carta rimuove le briciole con un panno blu e ...... si allontana come se niente fosse........ alle mie orecchie la sua indifferenza fa rumore esattamente come le risate dei ragazzi.......... in quel momento ho provato vergogna...... mi sono alzata e l’ho raggiunto....... "mi scusi...signore? mi scusi......tutto bene?" niente. I commenti dei ragazzi creano il ottofondo..... decido di appoggiare la mano sulla sua spalla esercitando una certa pressione "mi scusi?"

l’uomo si scuote improvvisamente , apre gli occhi..... è stralunato.... si guarda intorno guarda me prova a mettermi meglio a fuoco... il suo respiro odora tremendamente d’alcool..... "cosa dice"? fa lui... "mi scusi, sta bene? vuole che chiami qualcuno?" ora sembra che mi osservi davvero...... e dopo un istante che mi è parso un’eternità "si, la ringrazio"..............

UN’ALTRA TESTIMONIANZA DI CHI LOTTA PER CONQUISTARE LA SOBRIETA’

IL GAZZETTINO

«Da sedici giorni di fila sono sobrio»

Venerdì 29 Gennaio 2010,

(Fe.Be.) È partito tutto dall’abitudine di prendere qualche “balla” durante il week end in compagnia degli amici. Poi la situazione è sfuggita di mano fino a precipitare. E l’alcol è diventato indispensabile anche durante la settimana.

Marco, lo chiameremo con questo nome di fantasia, ha ventotto anni e da qualche tempo frequenta le riunioni dell’associazione Alcolisti anonimi di Piove di Sacco. Con soddisfazione, nel corso dell’ultimo incontro ha dichiarato: «Da sedici giorni sono sobrio, non ho più toccato l’alcol». La sua parziale vittoria è la vittoria di tutto il gruppo, compresi i famigliari e gli specialisti del Sert che lo seguono nel percorso di disintossicazione. «Le nostre riunioni, che si svolgono ogni giovedì e sabato, dalle 18 alle 20, nella sede di via Dante Alighieri – spiegano i referenti dell’associazione – iniziano sempre con la conta dei giorni di sobrietà da parte di ognuno dei partecipanti. Ogni ora è una conquista, un passo in più verso la meta».

Da marzo Alcolisti anonimi e Alanon si trasferiranno nei locali della scuola dell’infanzia di Piovega.

ECCO COSA COMBINANO IL VINO, LA BIRRA E LE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE

VANDALISMI

VENETO

IL CORRIERE DELLE ALPI

Turista stacca un braccio a una statua di ghiaccio: bloccato dai carabinieri

28 gennaio 2010 pagina 25 sezione: PROVINCIA

CORTINA. Annebbiato dai fumi dell’alcol, se l’è presa con una delle statue di ghiaccio di Corso Italia, «L’atleta», staccandole un braccio. Ma i carabinieri della compagnia di Cortina facevano buona guardia e il ragazzo, un casertano di 24 anni, è stato bloccato e identificato. E’ la seconda volta in due anni che le statue in centro vengono prese di mira e che i carabinieri bloccano subito i responsabili. L’ultimo episodio è avvenuto nella notte tra sabato e domenica: erano appena passate le 3 e ad entrare in scena è stata una pattuglia del nucleo radiomobile, che transitava a passo d’uomo per controllare negozi e locali pubblici. I militari dell’Arma, durante il giro di pattuglia, stanno controllando che gli esercizi siano chiusi e che nulla turbi il sonno di turisti e residenti, quando notano un uomo all’interno di una delle staccionate in legno che proteggono le opere di ghiaccio, intento a rompere quella intitolata “L’Atleta”. Subito scendono dalla macchina e lo raggiungono: l’uomo non cerca neppure di fuggire. Lo identificano e scoprono che si tratta di un ragazzo della provincia di Caserta, classe 1986, ubriaco. L’uomo viene accompagnato alla sede della compagnia carabinieri di via delle Guide dove viene multato per ubriachezza molesta e segnalato per il danneggiamento ai danni del Comune. Esattamente un anno fa un altro turista era stato rintracciato nella notte e denunciato dai carabinieri per il danneggiamento e furto di una delle statue in tasselli di mosaico raffiguranti degli animali che il Comune aveva posizionato per abbellire il centro storico. Allora fu semplice per i carabinieri arrivare all’autore del reato: quella sera, infatti, c’era un’abbondante nevicata e l’uomo, portando via la statua in mosaico a forma di pinguino, aveva lasciato evidentissime tracce di scarpe sulla neve. Sabato notte si è ripetuto lo stesso copione: il vandalo dovrà ora ripagare i danni, oltre alla multa di 102 euro per essere andato a spasso così ubriaco.

SQUILIBRI PSICHICI

EMILIAROMAGNA

LA GAZZETTA DI REGGIO

Indiano scompare dopo un controllo Gli amici in ansia

28 gennaio 2010 pagina 19 sezione: PROVINCIA

FABBRICO. Appello alla comunità indiana della provincia di Reggio per ritrovare Gurmukh Singh Sarkaria, 37 anni, residente a Fabbrico, dipendente della Landini e giornalista on-line, di cui non si hanno più notizie dal 19 gennaio. Il giovane viaggiava in compagnia di un amico sulla Statale 415 Paullese di ritorno dall’aeroporto di Milano. Nei pressi di Cremona, ad un controllo della Polstrada, il 37enne è sceso dall’auto perché non aveva la patente di guida, ritiratagli tempo fa per guida in stato d’ebbrezza. Anche la sera del 19 gennaio Gurmukh Singh, aveva alzato un po’ il gomito. Per questo, alla vista della pattuglia della Polstrada, con la complicità della fitta nebbia, si era fermato per cambiarsi, al posto di guida, con il suo amico. Forse Gurmukh Singh ha avuto paura e ha cercato di nascondersi tra i campi. Difficile capire se abbia perso l’orientamento, vuoi per i fumi dell’alcol vuoi per la nebbia ma da quel momento, di lui, si è persa ogni traccia. Gli amici sono preoccupati e temono per la sua incolumità. Chiunque lo avesse visto o avesse notizie, è pregato di chiamare urgentemente il numero 339/3050093. (m.p.)

VIOLENZA

TOSCANA

CORRIERE DI SIENA

Tifoso ubriaco allo stadio.

E’ stato denunciato in occasione della partita Siena-Cagliari. Daspo e divieto di accesso nel comune di Siena per 3 anni.

SIENA29.01.2010

Si è presentato ai cancelli dello stadio "Artemio Franchi - Arena Montepaschi", prima dell’inizio della gara Siena-Cagliari disputatasi domenica scorsa, e, in evidente stato di ebbrezza alcolica, seppur privo di titolo di accesso, ha tentato ripetutamente di superare il varco d’ingresso per assistere all’incontro. Ai poliziotti in servizio di ordine pubblico, che, coadiuvati dagli steward, si sono opposti ai ripetuti tentativi di varcare l’ingresso, l’uomo, un trentacinquenne residente a Montevarchi, tifoso di calcio ma né del Siena né del Cagliari, ha cominciato a rivolgere frasi oltraggiose, apostrofando i poliziotti con le parole "nazisti" e "fascisti" e gli steward con altri epiteti offensivi, tutto ciò alla presenza di decine di persone via via radunatesi in prossimità dei tornelli di accesso all’impianto, creando anche notevole intralcio alle operazioni di prefiltraggio. Lo stesso tifoso, peraltro, era già stato identificato in occasione della partita Siena-Fiorentina, in analogo atteggiamento di disturbo, ma in quella circostanza, essendo stati i toni più smorzati, non erano stati adottati provvedimenti. Domenica, il comportamento è andato oltre ogni ragionevole tolleranza e il personale presente ha proceduto alla identificazione e alla denuncia in stato di libertà dell’uomo per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, nonché per l’analoga fattispecie di reato prevista dalla normativa in materia di manifestazioni sportive nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi ove di svolgono manifestazioni sportive. Per il tifoso è scattato immediatamente anche il Daspo: il questore di Siena, Massimo Bontempi, ha disposto infatti nei suoi confronti il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono le manifestazioni sportive per il periodo di tre anni. Contestualmente, gli accertamenti condotti dagli uomini della Divisione Anticrimine diretti dal dottor Giuseppe Mauceri, hanno determinato il questore ad adottare nei confronti dell’uomo anche un provvedimento di divieto di ritorno nel Comune di Siena per il periodo di 3 anni. Pertanto, l’uomo non solo non potrà assistere a tutti gli incontri di calcio, ufficiali ed amichevoli, dei campionati o tornei nazionali, professionisti e dilettanti, dei tornei internazionali, delle Nazionali di calcio che verranno disputati nel territorio nazionale, né potrà accedere ai luoghi interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che si recano allo stadio, ma non potrà entrare nel territorio del Comune di Siena per i prossimi 3 anni

LAZIO

ADNKRONOS

Roma, cameriere accoltellato in via dei Giubbonari: denunciati 2 giovani

(Adnkronos) - Si tratta di un Roma, 29 gen. - pregiudicato minorenne di 15 anni e un pluripregiudicato di 21: secondo la ricostruzione dei militari, la vittima aveva rimproverato più volte i due giovani che, ubriachi, stavano infastidendo gli altri clienti del locale. Già dieci giorni prima i due pregiudicati erano stati arrestati dopo aver preso parte ad una violenta rissa

EMILIAROMAGNA

GAZZETTA DI PARMA

Vandali al Barilla Center

29.1.10

Per gli abitanti di largo Luigi Calza non c’è pace. Dopo le bottiglie di birra spaccate sotto il porticato del palazzo, gli schiamazzi e la sporcizia dei giorni scorsi, ieri sera la banda di teppisti che sta rovinando la tranquillità della zona ha alzato il tiro, arrivando a sfondare la porta a vetri di uno dei palazzi di fronte al Barilla center.

I vandali sono entrati in azione ieri sera poco prima delle 20, spaccando il vetro, forse con una mazza di metallo.


I CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE

IL GAZZETTINO

Ventiquattrenne ubriaco al volante, patente ritirata

Venerdì 29 Gennaio 2010,

(C.Arc.) Un’altra "vittima" dell’etilometro è cascata nella "rete" dei controlli della polizia. Aveva trascorso una serata con amici, passando da un bar all’altro di Padova. Alle 3.30 della scorsa notte, mentre si trovava con la sua auto in via Melette è stato fermato per un controllo da una Volante della questura. A.R., 24 anni, residente a Noventa Padovana ha subito manifestato un certo nervosismo. All’esame dell’alcoltest è risultato ben oltre il livello di 0.50 consentito dal codice della strada. È stato denunciato per guida in stato d’ebbrezza e gli è stato ritirato il documento di guida.

MARCHE

IL CORRIERE ADRIATICO

I controlli dei militari dell’Arma

Alcolici a un ubriaco denunciato un barista

Esanatoglia Un esercente di Esanatoglia, di cui non sono state rese note le generalità, è stato denunciato dai carabinieri di Camerino per somministrazione di alcolici a persona in evidente stato di ubriachezza. Il provvedimento è stato adottato nell’ambito di un servizio di prevenzione e controllo che ha portato anche alla denuncia di un cittadino albanese, il cliente del bar a cui erano stati venduti alcolici, per ubriachezza molesta. La vendita di alcolici, dunque, torna a far parlare di Esanatoglia, già famosa per l’ordinanza emessa alcuni mesi fa dal sindaco della piccola cittadina che vieta la somministrazione di questo tipo di bevande dopo la mezzanotte. A Camerino, invece, nell’ambito dello stesso servizio di controllo e prevenzione attivato su tutto il territorio di competenza, i carabinieri del nucleo operativo hanno denunciato un ventiduenne per detenzione di sostanze stupefacenti. Si tratta di E.F., originario di Porto Recanati, trovato, a seguito di perquisizione personale e veicolare, in possesso di oltre un grammo di eroina.

Denunicata, ma per l’ipotesi di reato di guida in stato di ubriachezza, anche una studentessa universitaria di Camerino di ventotto anni. L.S., queste le iniziali della giovane, oltre al ritiro della patente, dovrà rispondere del reato di guida in stato di ebbrezza. Come da prassi in questi casi verrà aperta un’inchiesta da parte della procura della Repubblica presso il Tribunale di Camerino

L’ANGOLO DELLA SCIENZA

NEWSFOOD.com

Una ricerca dell’Institute of La Jolla, diretta dalla dottoressa Roberto e pubblicata da "Biological Psychiatry"

Alcolismo: colpire un ormone per eliminare la dipendenza

"Bloccando" la corticotropina si riducono i sintomi

di Matteo Clerici/

28/01/2010 - La corticotropina, (CRF,Corticotropin Releasing Factor) è corresponsabile dell’alcolismo. Colpendo perciò tale ormone, è quindi possibile aiutare i malati a liberarsi dalla dipendenza.

Lo dice una ricerca dell’Institute of La Jolla (California), diretta dalla dottoressa Marisa Roberto e pubblicata da "Biological Psychiatry".

I ricercatori hanno lavorato con alcuni topi da laboratorio, trattati per sviluppare la dipendenza da alcol. Se a tali animali veniva bloccato l’ormone in questione, si riducevano i sintomi della dipendenza.

Secondo gli scienziati, il loro lavoro (ancora in corso) è un passo avanti per capire i meccanismi del cervello quando s’instaura la dipendenza da alcol, quando cioè lo stimolo a bere non è un piacere, ma un modo per fuggire al timore d’astinenza.

DGMag.it

Le donne manager bevono più alcol delle altre

29/01/10 ore 14:56 in donne

Le donne in carriera bevono molte più bevande alcoliche rispetto alle donne che lavorano in maniera normale almeno stando allo studio condotto dai ricercatori inglesi dell’Office for National Statistics.

L’analisi, condotta su un campione di 14.000 persone, ha dimostrato che le donne in carriera consumano quasi un litro e mezzo di vino a settimana, ovvero circa 10,2 drink da 125 ml rispetto alle 6,5 consumazioni delle donne che svolgono impieghi

Dalla ricerca è anche emerso che una donna su cinque assume più di 15 drink a settimana e che, rispetto al 2008, mentre il consumo di alcol si è ridotto fra gli uomini, quello femminile è cresciuto da 7,7 a 9,5 consumazioni a settimana.

Di fronte a questa emergente classe di donne che amano gli alcolici i proprietari dei locali inglesi si stanno attrezzando per cavalcare l’ondaL*) una catena di pub ha infatti introdotto l’uso di bicchieri da vino più grandi ed eleganti e ha decorato i tavolini con fiori, riviste patinate e campioni omaggio di articoli da bagno, nel tentativo di soddisfare e incrementare ulteriormente la clientela femminile.

(*) Nota: volevo ben dire che non ne approffittassero!

PURTROPPO I PROBLEMI ALCOLCORRELATI NON GUARDANO IN FACCIA A NESSUNO

GOSSIPBLOG

Ben Affleck ha sete...di alcol

pubblicato: giovedì 28 gennaio 2010 da il_Superficiale in: Gossip Estero Hollywood Ben Affleck

Ben “Padre Perfetto” Affleck è stato fotografato mentre beveva vodka al Sundance Film Festival, nello Utah. Niente di grave, se non fosse che l’attuale marito di Jennifer Garner ha avuto in passato problemi con l’alcol. Nel 2001 Ben fece una capatina in rehab per mettere la parola fine alla sua dipendenza.

In molti adesso si chiedono cosa succederà: riprenderà a bere oppure era solo una tantum? C’è qualcosa che non va nella sua vita? Il matrimonio? E i pargoli? Insomma, che le danze abbiamo inizio. Noi ci auguriamo soltanto che tutte queste voci non danneggino la sua deliziosa famigliola. Non se lo meritano!

UNA INTERESSANTE LEZIONCINA SU ALCOL E…

SVIZZERA

Alcol, "cattivo compagno" d’inverno

28.1.10 SVIZZERA - Sfidare il freddo invernale ricorrendo all’alcol non è una buona idea. Il vin brulé o il grog possono darci un’illusoria sensazione di calore, ma in realtà sotto l’influsso dell’alcol il corpo si raffredda di più. Altrettanto inutile è il tentativo di risollevarsi il morale con l’alcol durante la stagione più buia dell’anno. L’Istituto svizzero di prevenzione dell’alcolismo e altre tossicomanie (ISPA) vi spiega il perché e vi dà qualche consiglio preventivo per i giorni freddi.

In queste giornate corte e fredde può capitare di venir assaliti da quello che gli anglosassoni chiamano "winterblues", ossia una sensazione di malinconia tipica della stagione più buia dell’anno. D’inverno, il 10% circa della popolazione si sente stanco, giù di morale, senza energie e fatica a concentrarsi. Le cause sono da ricercare nella scarsa luce diurna e nelle giornate brevi e gelide. Per rilassarsi, per risollevarsi il morale o semplicemente per scaldarsi, alcuni ricorrono alle bevande alcoliche. L’alcol, infatti, può attutire le sensazioni negative e infondere un gradevole senso di calore. L’apparenza, però, inganna. Dopo poco tempo la tristezza torna, spesso più profonda di prima. La sensazione di calore dipende dal fatto che l’alcol dilata i vasi sanguigni e la pelle risulta quindi maggiormente irrorata. Tuttavia, quando le gelide temperature esterne aumentano la perdita di calore del nostro corpo, il tentativo di tirarsi su di giri o di scaldarsi ricorrendo al mobile bar (o, quando si va a sciare, al bar sulle piste), è destinato a fallire.

Calore senza rischi - Che fare allora? L’importante è non eccedere con l’alcol, neanche quando fa freddo e ci si sente giù. Per un uomo adulto un consumo alcolico a basso rischio significa bere al massimo due bicchieri al giorno, per le donne la quantità giornaliera non dovrebbe superare un bicchiere. Chi si sente triste e vorrebbe risollevarsi il morale, farebbe meglio a stare alla larga dall’alcol. "Il rischio è di bere sempre di più", spiega Irene Abderhalden, esperta di prevenzione all’ISPA. È molto meglio fare movimento, uscire all’aria aperta tutti i giorni, gustarsi un buon pasto equilibrato, dedicarsi ad un hobby, fare una sauna o vedere gente. In tal modo il calore e il buon umore sono garantiti, senza correre rischi.

L’attività dell’Istituto svizzero di prevenzione dell’alcolismo e altre tossicomanie (ISPA) è imperniata sulla protezione della salute. L’ISPA intende prevenire o diminuire i problemi causati dal consumo di alcol e di altre sostanze psicoattive o da determinati comportamenti che potrebbero potenzialmente creare dipendenza. L’ISPA studia e realizza progetti di prevenzione, si impegna nella politica sanitaria e nella ricerca psicosociale.

L’ANGOLO DELLA SALUTE

E’ UNA BELLA RIFLESSIONE E SOPRATTUTTO NON AFFERMA CHE BISOGNA BERE IL VINO PER PREVENIRE I TUMORI

L’ESPRESSO

Ecco la dieta anticancro

di Umberto Veronesi

Un’alimentazione ricca di grassi, dolci e bevande gassate favorisce tutti i big killer del nostro mondo. Ma fa anche male al pianeta. Eppure si può cambiare registro per salvare la nostra vita e quella della Terra

Qualche secolo fa, anche le nazioni che adesso chiamiamo i paesi del benessere, facevano la fame. C’erano gli happy few, i pochi felici che mangiavano sontuosamente, e c’era la quasi totalità della popolazione che stringeva la cinghia. Oggi c’è ancora metà del pianeta in quelle condizioni, ma ci si comincia a chiedere se la povertà e la fame dei Paesi sottosviluppati non sia in relazione diretta con il consumismo delle nazioni industrializzate, lo stesso consumismo alimentare, spesso guidato da scelte alimentare sbagliate, che causa i big killer del nostro mondo.

Secondo Jean Mayer, nutrizionista dell’università di Harvard, riducendo del solo 10 per cento l’allevamento del bestiame destinato alle bistecche si potrebbero nutrire con grano e legumi 60 milioni di persone nel mondo. E penso, come molti economisti, che il vegetarianesimo potrebbe essere una delle possibili soluzioni per combattere la fame nel mondo. Intanto, come per una specie di legge del taglione, sono proprio le popolazioni dei paesi ricchi ad ammalarsi per gli stili di vita scorretti (poco movimento, alcol, fumo) e per le cattive abitudini alimentari, le quali sono responsabili addirittura del 30 per cento dei tumori, senza parlare di patologie cardiovascolari come infarto ed ictus. Credo che sia giusto inquadrare in questo contesto iniziative come quella che l’Airc, l’Associazione per la ricerca contro il cancro, riproporrà anche quest’anno con le Arance della Salute, distribuite il 30 gennaio nelle piazze italiane per finanziare i progetti di ricerca, circa 140, e per richiamare tutti al progetto di una vita più sana, in cui l’alimentazione divenga la base della prevenzione.

La relazione tra alimentazione e stato di salute è riconosciuta fin dalla preistoria dall’uomo, che aveva imparato a comprendere l’effetto dei diversi alimenti sull’organismo, evitando l’assunzione di cibi nocivi o tossici, perché l’alimentazione è atto cosciente di assunzione selettiva di alimenti. Bisogna tornare a questa funzione di salvaguardia fornita dall’esperienza e dalla ragione, perché purtroppo negli ultimi decenni è successo proprio il contrario, e il modo di vivere delle società sviluppate minaccia di mandare a male i principi di un’alimentazione sana.

Tra le abitudini nefaste per la salute, c’è la consumazione di bevande gasate, creme ghiacciate, eccesso di dolci, e c’è - soprattutto tra i più giovani - il continuo sgranocchiare di alimenti grassi, che tolgono l’appetito per gli alimenti utili. Intanto si va perdendo l’abitudine ai cibi freschi che forniscono vitamine, come la frutta e la verdura. Le Arance della Salute, arance rosse di Sicilia, servono anche a ricordarci che per stare in salute, secondo le linee-guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, è importante mangiare ogni giorno cinque porzioni di frutta e verdura.

Purtroppo possiamo constatare che soprattutto i più giovani non

Sabato, 30 Gennaio 2010
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