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Rassegna alcol e guida del 25 gennaio 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

INIZIAMO LA RASSEGNA CON ALCUNI ARTICOLI CHE PARLANO DI PREVENZIONE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI.

IN QUESTOA RTICOLO VEDIAMO COME LA PREVENZIONE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI VIENE SFRUTTATA PER UNA PUBBLICITA’ INGANNEVOLE.

EDUCARE I GIOVANI E MENO GIOVANI A BERE IL VINO NON E’ FARE PREVENZIONE.

NELL’ARTICOLO NON SI DICE CHE IL VINO CONTIENE LO STESSO ALCOL DEI SUPERALCOLICI E CHE E’ CONSIDERATO COME UNA DROGA PERCHE’ ALTERA IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE, CREA DIPENDENZA, ASSUEFAZIONE E IMPLICA PERICOLOSITA’ INDIVIDUALE, SOCIALE E FAMILIARE.

MESSAGGERO VENETO

Prevenzione per combattere l’abuso di alcol

24 gennaio 2010   pagina 04   sezione: GORIZIA

Prevenzione: una parola sempre più d’attualità e una strategia che nelle politiche per la salute pubblica sta acquisendo un’importanza crescente. Impedire l’adozione di abitudini potenzialmente dannose, attraverso la comunicazione e promozione di stili di vita virtuosi, rappresenta un efficace strumento nell’attuazione di questa strategia. In primo piano, quindi, anche il ruolo svolto dall’alimentazione, intesa come consumo corretto di cibi e bevande. È all’interno di questo nuovo scenario politico e sociale che si situano le premesse che hanno portato agli innovativi programmi preventivo-educativo a favore del “bere moderato e consapevole” e contro l’abuso. Per ridurre con successo il consumo smodato di alcolici servono programmi fondati su una prevenzione reale e non di facciata, che propongano un approccio positivo, supportino l’attuazione di leggi nazionali non emanate sulla scia di spinte emotive, forniscano informazioni precise e pertinenti, educhino il consumatore. E ciò soprattutto agendo sui giovani (“l’anello più debole della catena”) che vanno responsabilizzati nelle scuole e nelle famiglie. Questo, in sintesi, quanto è emerso in uno stage di portata nazionale che la tenuta villa Russiz di Capriva ha organizzato, nei giorni scorsi, per i propri quadri tecnico-amministrativi, rappresentanti e collaboratori attivi su tutto il territorio nazionale. Dopo gli interventi del presidente, Silvano Stefanutti, e del direttore, Gianni Menotti, le relazioni sono state affidate a Doriana Potente, medico chirurgo e cardiologo (“Il vino in una corretta alimentazione”) e a Claudio Fabbro, agronomo ed enologo (“Aspetti giuridico-amministrativi e socio-economici dell’enologia ai confini fra prevenzione e proibizionismo”). «I primi a essere contrari all’abuso sono proprio le aziende vitivinicole – è stato detto – e il consumatore di un vino di qualità, assunto moderatamente ai pasti, difficilmente si ubriaca mettendo a repentaglio la propria vita e quella degli altri, considerando il vino un piacere della buona tavola e un elemento utile alla socialità». «Ben diverso – secondo i relatori – è il problema dell’assunzione di superalcolici che, in miscele “esplosive” con droghe, farmaci, sigarette e sonno arretrato, continuano a creare guai seri nel cuore della notte e all’alba da parte di tanti giovani (“il popolo della notte”) che all’incalzante “proibizionismo”(*) rispondono con rinnovate sfide devastanti per gli altri e per se stessi. Non poche le riserve nei confronti dell’“etilometro”, strumento cui è stata delegata responsabilità e competenza a dividere “i buoni dai cattivi”, ma che tiene solo parzialmente conto di comportamenti soggettivi (sesso, peso corporeo, razza) influenti su un più importante coordinamento neuro-muscolare che un occhio esperto ha sempre saputo ben valutare anche senza supporto strumentale. Resta il fatto che l’abbassamento del valori ammesso per la guida al nuovo limite dell’0,50 g/l contro il precedente 0,80 g/l (tuttora in vigore in Inghilterra, Irlanda, Lussemburgo, Usa) troppo spesso colpisce proprio i cultori della cosiddetta “dieta mediterranea”, per cui le famiglie tendono a rinchiudersi in casa per evitare ritiri di patente e sanzioni da capogiro.

(*) Nota: dov’è il proibizionismo se tanti giovani possono bere i superalcolici?

 

QUESTO ARTICOLO E’ LA MIGLIOR RISPOSTA A QUELLO PRECEDENTE.

lunedì 25 gennaio 2010

L’ACAT Federiciana a "La vita in diretta"

L’A.C.A.T. Federiciana Nord Barese a “La vita in diretta”

Non ci è sembrato vero che a distanza di più di un anno la nostra associazione fosse richiamata alla trasmissione televisiva “LA VITA IN DIRETTA”, condotta da Lamberto Sposini, che andrà in onda mercoledì 27 Gennaio c. a. alle ore 16,15.

In studio è stato invitato il Presidente Gianfranco Dalla Fiore con la moglie per l’intervista.

Sarà presentato un servizio realizzato dalla RAI che documenta la realtà dell’ACAT Federiciana Nord Barese con riprese filmate e interviste ad alcolisti in trattamento, al Vice Presidente Nino Milazzo, presso la sede legale di Ruvo in Via Indullo 54 e presso la sede operativa di Andria, Parrocchia San Giuseppe Artigiano, dov’è attivo il NUMERO VERDE “SOS ALCOL” 800 59 75 45 ventiquattro ore su ventiquattro con segreteria telefonica e lunedì – mercoledì – venerdì dalle ore 18,00 alle ore 20,00 con operatore volontario, finanziato dal Comune di Andria – Assessorato alle Politiche Sociali e che risponde alle chiamate provenienti da tutto il territorio nazionale.

Il servizio, curato dalla giornalista RAI Carmen Di Stazio, vuole mantenere alta l’attenzione sul consumo di alcol, che è bevuto con il vino, la birra e gli alcolici in genere, specie nella fascia adolescenziale e giovanile, e delle conseguenze che ogni giorno si registrano nell’ambito ristretto della famiglia con maltrattamenti, violenze, ecc…, nell’ambito delle comunità locali con schiamazzi notturni, risse, vandalismo, ecc… fino ai tanti incidenti stradali, alle “Stragi del Sabato Sera”, all’alcolismo giovanile e degli adulti.

A distanza di più di un anno dall’ordinanza anti alcol del Sindaco Zaccaro cosa è cambiato ad Andria? Ce lo siamo chiesti in un incontro aperto alla cittadinanza nel mese di Dicembre: ma non abbiamo avuto risposte da parte degli principali estensori del “Protocollo d’intesa” che si impegnavano in iniziative di sensibilizzazione ai problemi alcol-correlati, cioè gli esercenti dei bar. Le forze dell’ordine fanno sentire, lodevolmente, la mano pesante delle sanzioni e dei ritiri di patente per la guida in stato di ebbrezza, ma manca la parte educativa ed informativa. Sono carenti, per usare un eufemismo, i controlli ai supermercati, dove non si possono vendere alcolici ai minori di 18 anni, nelle pizzerie e ristoranti, ma una nota di merito va data a chi ha osteggiato l’ordinanza, cioè ad Unimpresa con Savino Montaruli, che ha permesso all’ACAT di presentare le problematiche alcol-correlate a parecchi gruppi di personale che lavora nel settore alimentare durante i corsi sulla salute, intervento che ci è stato negato per i corsi organizzati dalla Confcommercio firmataria del protocollo.

La convinzione di molti benpensanti o interessati commercialmente è quella propagandare la “cultura del bere moderato e responsabile” specialmente indirizzata ai giovani.

Il nostro parere, suffragato dall’esperienza con gli alcolisti in trattamento e dai dati scientifici dell’Istituto Superiore della Sanità, è che “non esiste alcun metodo per bere bene”. Il passaggio o meno al bere problematico, come scrive A. Di Salvatore, non dipende da una capacità, ma da situazioni psicologiche scarsamente modificabili razionalmente. A una persona a cui l’alcol produca un effetto ansiolitico, disinibente, o qualsiasi altro effetto vissuto come gratificante, le conoscenze e la cultura non modificheranno il suo rapporto con gli alcolici. Gli daranno semplicemente la falsa sicurezza di potersi controllare. Se una persona fuma poco non è certo per qualcuno che gli ha insegnato la moderazione, ma semplicemente perché quello è il suo modo di fumare. Con il vino è la stessa cosa, con la differenza che nessuno gli dice che non bere può essere meglio.

L’ACAT Federiciana rimane sempre a disposizione della comunità per interventi informativi e di sensibilizzazione ai problemi alcol-correlati.

Per contatti: NUMERO VERDE 800597545

http://acatfedericiananordbarese.blogspot.com/


NON CAPISCO PERCHE’ HANNO INSERITO IN UN ARTICOLO SULLA PREVENZIONE, LA PUBBLICITA’ DI UNO SPUMANTE. CI SARA’ ANCHE QUI LO ZAMPINO DEL MINISTRO ZAIA?

ORIUS Sensibilizzati i giovani. E l’Astoria Vini lancia "9.5 Cold Wine" primo spumante a bassa gradazione

Bere con moderazione e responsabilità

Lunedì 25 Gennaio 2010,

"Drink not Drunk: bevi, ma fallo responsabilmente”. Che a dirlo siano i giovani ai loro coetanei è la vera novità. Ci credono i soci di Orius, l’associazione culturale nata nel 2008 da un gruppo di studenti universitari rodigini che ha già alle spalle un convegno informativo con noti esperti medici, legali, politici e che punta a diffondere il progetto e il messaggio che nei prossimi mesi arriverà anche nelle scuole polesane. E’ così che sabato sera Orius ha organizzato una serata a tema ai "Tempi Moderni", per farsi conoscere e sensibilizzare i giovani sugli effetti dell’abuso(*) di alcool. «La nostra idea non è quella di vietare, proibire o fare la morale – ha affermato Andrea Sivier, presidente di Orius, -. Ma di capire insieme, quanto possa essere pericoloso per la salute propria e degli altri abusare di bevande alcoliche. Durante la serata abbiamo eseguito alcol test gratuiti, raccolto una serie di dati sulle abitudini dei giovani, distribuito volantini informativi e moltissimi gadgets da portare con sé, come magliette, penne, gomme per ricordare sempre: Drink Not Drunk». Il progetto proseguirà con altre iniziative che saranno presentate nei prossimi mesi. «Ringraziamo il patrocinio dalla Provincia e del Comune di Rovigo - ha detto Sivier - e soprattutto il finanziamento e il sostegno del Rotary International ci permette di diffondere il nostro messaggio a tanti giovani polesani».

      Un problema quello di contenere l’alcol sentito anche dalle case vinicole, tanto che l’Astoria Vini, azienda leader nella produzione del prosecco, è venuta incontro alle nuove esigenze dei consumatori con il primo spumante a bassa gradazione. Sfruttando lo sviluppo tecnologico applicato alle tecniche di vinificazione ha creato un vino che, a parità di caratteristiche organolettiche, ha una gradazione alcolica minore. Si chiama "9.5 Cold Wine": è uno spumante brut a base di Prosecco Chardonnay che, come dice il nome stesso, offre il piacere di un buon spumante italiano con un grado alcolico di soli 9.5 gradi, grazie a una vendemmia anticipata e all’utilizzo di lieviti speciali che fermentano a una temperatura più bassa della norma. «Abbiamo cercato una nostra strada alternativa attraverso l’innovazione del prodotto e del packaging – sostengono i titolari di Astoria Vini Paolo e Giorgio Polegato. - Non ci limitiamo a raccomandare un consumo consapevole del vino: possiamo sfruttare i passi da gigante fatti dalle tecniche di vinificazione per creare vini di grande spessore e ricchezza organolettica pur con una limitata gradazione alcolica. In questo modo chi vorrà godersi un buon bicchiere di prosecco potrà farlo con maggiore serenità».(**)

 

(*)Nota: forse è meglio parlare di “consumo” di una droga e non di abuso. Il solo “consumo” è un “rischio”!    

INIZIATIVE DI PREVENZIONE

FRIULI

IL GAZZETTINO

Giovani e alcol

Lunedì 25 Gennaio 2010,

PORDENONE - Ventiquattromila decessi all’anno per patologie collegate all’abuso di alcol, circa il 3% della popolazione con problematiche legate all’alcol, cronache quotidiane di incidenti provocati da guida in stato di ebbrezza e ancora una scarsa consapevolezza, soprattutto fra i più giovani, degli effetti negativi dell’abuso di alcol. Sono questi gli elementi emersi nel corso dell’incontro-dibattito sul tema “Giovani e alcol: rischi e prevenzione” organizzato dal Centro Formazione Pordenone in collaborazione con l’Associazione “Agopolis–Città attiva”.

      L’incontro, rivolto agli allievi dei corsi di qualifica, ha visto la partecipazione di Paolo Cimarosti, responsabile del Servizio alcologia dell’Ass 6; Enza Santo, infermiera professionale nel dipartimento delle dipendenze di Pordenone e di Giovanni Rorato, tenente della Polizia municipale di Pordenone. «Sapere, capire, scegliere e fare: queste – ha evidenziato Enza Santo - sono le fasi del cammino verso l’adozione dei comportamenti necessari a prevenire qualsiasi rischio per la nostra salute». Il dottor Cimarosti ha invitato i ragazzi a riflettere sui diversi guai che l’abuso di alcol può provocare: malattie, disturbi psichici e relazionali, problemi in ambito scolastico e lavorativo. «Il problema – sottolinea il medico – è che la nostra è una cultura del bere, nella quale l’uso di sostanze alcoliche è considerato normale, se non addirittura socialmente necessario. E ciò costituisce terreno fertile per il proliferare di luoghi comuni, secondo cui il vino dà forza, riscalda, rende sicuri. Occorre invece ribadire che l’alcol crea dipendenza, è pericoloso per il benessere, e che anche il bere moderato è comunque un rischio per la salute nostra e degli altri».

      Il tema della responsabilità nei confronti delle altre persone è stato approfondito dal tenente Rorato, che ha ammonito i ragazzi a non sottovalutare i rischi dell’alcol: «Dal punto di vista legislativo, ricordate che anche per i minori è reato superare il tasso alcolemico fissato dalla legge, e che per il codice della strada sono veicoli anche le biciclette e i motocicli». Con questo incontro sulle problematiche derivanti dall’abuso di bevande alcoliche il Cfp Villaggio del Fanciullo intende contribuire alla crescita e allo sviluppo educativo dei propri allievi anche come ragazzi che devono essere in grado di compiere scelte adulte e consapevoli. Ulteriori iniziative in tal senso riguardano la sensibilizzazione su tematiche quali l’abuso di sostanze stupefacenti, la sessualità, la legalità e la cittadinanza europea.

TOSCANA

(AGI)

ALCOOL: AL VIA CAMPAGNA PREVENZIONE QUESTURA FIRENZE

- Firenze, 25 gen. - "Binge Drinking" e "Alcolpops" sono i due nuovi fenomeni legati all’abuso di bevande alcoliche su cui si incentra la nuova campagna per la prevenzione dedicata ai giovani. La nuova guida realizzata dalla Questura di Firenze per la prevenzione dell’abuso di sostanze alcoliche e’ disponibile sul sito internet http://questure.poliziadistato.it/Firenze, ed e’ stata curata dall’Ufficio Minori della Divisione Anticrimine della Questura, coordinato dal Sostituto Commissario Nadia Giannattasio. Nel documento sono raccolti una serie di consigli per i piu’ giovani sui rischi derivanti dall’eccessivo consumo di alcool.

  Sono proprio gli adolescenti infatti le persone piu’ esposte, anche in relazione ai contesti ambientali -come feste e serate nei locali- in cui vengono coinvolti. La guida, pensata e realizzata in forma sintetica, mira proprio a mettere i giovani a conoscenza dei pericoli che provengono dal nuovo fenomeno del cd. "Binge drinking", ossia dalle occasioni legate a feste e luoghi di ritrovo in cui si tende ad una eccessiva assunzione di bevande alcoliche. Massima attenzione anche sui rischi generati dagli "alcolpops", bevande dal gusto dolciastro con gradazione alcolica compresa tra i 4 e i 7 gradi, e che, servite ghiacciate, facilitano l’assunzione in quantita’ eccessive. La campagna di prevenzione sul tema, piu’ volte affrontato in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, coinvolgera’ le scuole e sara’ orientata ad un doppio canale comunicativo. La guida, infatti, potra’ essere veicolata dai singoli docenti ai giovani studenti, scaricando il materiale da sito della Questura. Per gli Istituti scolastici interessati, invece, il personale dell’Ufficio Minori interverra’ in incontri tematici con i giovani per illustrare cosa fare per prevenire i rischi legati all’alcol.

  Nel pomeriggio il Questore Tagliente ha convocato i rappresentanti degli esercenti per valutare eventuali misure per la prevenzione del fenomeno dell’abuso di sostanze alcoliche. Contestualmente la Questura continua ad alimentare i controlli per il contrasto del fenomeno della guida in stato di ebbrezza, con il coinvolgimento delle Volanti e delle pattuglie della Polizia stradale, soprattutto nei fine settimana ed in prossimita’ dei locali notturni e delle principali arterie stradali urbane ed extraurbane. Sul fronte dei locali, invece, la Polizia amministrativa continuera’ con nuovo impulso nei controlli, rivolgendo particolare attenzione alla vendita di bevande alcoliche a basso costo, nonche’ ad eventuali episodi di somministrazione di alcolici a persone gia’ visibilmente in stato di ubriachezza. (AGI) Sep

LOMBARDIA

http://www.motoeauto.eu/un-simulatore-di-ubriacatura-per-l%E2%80%99educazione-stradale/

Un simulatore di ubriacatura per l’educazione stradale

24 gennaio 2010

Gli studenti di tre istituti della Lombardia (l’Artemisia Gentileschi, l’Ipsia di Monza e l’Itsos Albe Steiner di Milano) in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale hanno realizzato un simulatore di ubriacatura online al fine di educare i giovani alla sicurezza stradale. La creazione del simulatore fa parte della prima fase del progetto Braindrive. Come si puà leggere sul sito del progetto lo slogan è “Guidare con la testa allunga la vita”.

Si tratta di una campagna per sensibilizzare, soprattutto i più giovani, alla guida sicura. Lo stesso progetto è realizzato direttamente dai ragazzi, e in questo momento comprendo due spot (già in onda in televisione), un sito con giochi, test e simulatore di ubriacatura, un contatore con il numero di incidenti nell’anno e una pagina su Facebook. In futuro l’iniziativa si dovrebbe allargare con prove di guida sicura, realizzazione di documentari e mini fiction.

Il “Druk Simulator” è un’applicazione interattiva molto semplice ma allo stesso tempo ingegnosa. Ogni utente potrà provare lo stato di sentirsi brillo, con 5 diversi livelli di tasso dell’alcol nel sangue. In pratica l’utente dovrà cercare di inserire la chiave nella serratura dell’auto; se questo può sembrare semplice allo 0% di alcol il tutto si complica all’aumentare dell’alcol fino ad arrivare (se ci si arriva è solo per fortuna) al tasso del 2%.

 “Il simulatore” – spiegano gli ideatori – “permette di vedere come un ubriaco e mostra come anche le più normali azioni risultano confuse e difficili. Se hai difficoltà nell’inserire la chiave nella serratura, come credi di poter affrontare una curva o un sorpasso, o la comparsa di un ostacolo imprevisto? Ricordati che chi guida, non beve”.

Alla presentazione dell’iniziativa Giuseppe Colosio, il direttore dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia, ha dichiarato: “Siamo stanchi di andare ai funerali dei nostri studenti, o a trovarli in ospedale o a seguirli a scuola con la carrozzella”. Ed è proprio per questo motivo che è stato deciso di coinvolgere direttamente i ragazzi, visto che la maggior parte degli incidenti riguardano persone tra i 19 e i 30 anni.

ANCORA SUI MANIFESTI DI TARZO.

IL SINDACO DICE DI ESSERSI DOCUMENTATO MA PENSO CHE NON ABBIA SICURAMENTE LETTO "VINO E BUFALE".

LA TRIBUNA DI TREVISO

Bof: «Il vino non va demonizzato»

  24 gennaio 2010 TARZO. I manifesti sul vino sono pronti. «Li farò affiggere domani nei bar - anticipa il sindaco Gianangelo Bof -. E’ una lettera aperta dove spiego il valore  dell’uva e del vino». Nel documento non si fa riferimento ai due bicchieri. «Dobbiamo condannare abuso di alcol - dice Bof- e l’uso da parte dei minori, ma non  dobbiamo condannare l’uso in quantità moderata e intelligente del vino, che non  solo rappresenta la nostra storia, ma serve anche per mantenersi in buona forma e salute».  Il sindaco leghista di Tarzo, dopo le polemiche dei giorni scorsi dovute alle sue posizioni sui due bicchieri di vino al giorno, spiega la ratio della inconsueta battaglia pro vino.  «Mi rendo conto che la mia presa di posizione sull’uso del vino abbia dato adito a critiche - spiega Gianangelo Bof -. La scelta che ho fatto è certamente forte ma ha una sua logica. L’ho fatta per venire incontro soprattutto ai giovani. Se avessi organizzato la solita conferenza sull’uso e abuso di sostanze alcoliche pochi giovani sarebbero venuti ad ascoltare.

 Così ho scelto la linea della comunicazione choc. Credo che se ai ragazzi diciamo solamente di non bere, non ci ascoltino, interrompiamo con loro la comunicazione. Se mandiamo invece un messaggio realistico e consapevole non ci allontaniamo da loro, pur mettendo dei paletti. Il messaggio che deve passare è che non si

deve bere in maniera smodata perché fa male. Non ho mai visto nelle discoteche un giovane bere un bicchiere di vino. Sul banco degli imputati non ci va quindi il bicchiere di vino, ma i superalcolici e le droghe».  Tra i detrattori del sindaco c’è chi lo ha accusato di fare gli interessi dei produttori di vino. «Non ho alcun legame con alcun produttore di vino e non faccio i loro interessi - continua Bof -. Credo solo che il vino non vada demonizzato e cerco di non adeguarmi al proibizionismo, che non ha mai portato a nulla di positivo». Il sindaco di Tarzo ieri mattina ha presentato il manifesto, dove cita anche studi scientifici.

La lettera aperta ai tarzesi si conclude con un avviso: «l’abuso di sostanze alcoliche può provocare danni irreparabili alla vostra salute e a chi vi sta attorno». Bof nel suo volantino, che ha diviso l’opinione pubblica, non solo a Tarzo, punta anche al ruolo nutrizionista e curativo dell’uva e del vino.  «L’uva e il vino - scrive il sindaco - sono prodotti che da sempre hanno accompagnato la vita e la nutrizione dei nostri popoli e da sempre sono stati considerati validi anche a scopo curativo».  Bof in un altro passaggio della lettera aperta dice: «con questa presa di posizione non voglio nascondere le gravose problematiche inerenti l’utilizzo indiscriminato ossia l’abuso di questo prodotto, ma nel contempo voglio difendere il vino da attacchi smisurati che probabilmente vanno oltre i veri dati scientifici». Il sindaco prima di lanciare la campagna pro vino dice di essersi documentato ed esibisce un dossier su la vite e il vino. «Ho letto la collana ideata e coordinata da Renzo Angelini - sottolinea Bof - e ho letto materiale tratto dal libro di Attilio Giacosa e Mariangela Rondanelli”La verità sul vino: come, quando, perché il vino fa bene”». Perché puntare proprio sul vino, con tutte le cose che deve fare un sindaco?  «Basta vedere in quale territorio viviamo - risponde Bof -. Comunque a chi mi dice che perdo tempo lo invito a verificare cosa ha fatto questa giunta da quando si è insediata». Dure critiche al primo cittadino di Tarzo sono arrivate, dopo quelle del Sert, Acat e politici, anch

e da don Federico De Bianchi, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale della sanità, che ha detto che «se c’è una cosa da non ricordare ai nostri giovani e ai nostri adulti è proprio quella di bere». «Invito don Federico alle prossime conferenze che faremo a Tarzo su alcolismo e nutrizionismo così potrà farsi un’idea esatta sul messaggio che questa giunta vuol far passare ai cittadini», replica Bof. All’anteprima del manifesto ieri in municipio c’erano il vicesindaco Ennio Casagrande, gli assessori Andrea De Polo e Lino Bianco.  «Concordo con il sindaco - dice Casagrande - ma ricordo ai neo patentati che è vietato bere anche due bicchieri di vino se si mettono alla guida e che oltre i due bicchieri a pasto il vino fa male».

LA TRIBUNA DI TREVISO

L’elogio del buon bere divide la comunità

  24 gennaio 2010 TARZO. Divide l’iniziativa del sindaco Gianangelo Bof di affiggere un manifesto nei bar per elogiare le proprietà del vino. I tarzesi non lo hanno ancora letto, lo vedranno affisso solo domani.  «Ritengo importante insistere sulla necessità di insegnare e imparare a bere correttamente il vino - scrive Bof alla fine della sua lettera aperta ai cittadini - ma non a denigrarlo e a bandirlo dalla nostra alimentazione o vita, a considerarlo con connotati positivi. Il vino è festa e allegria, è religione cristiana, è cultura, è un prodotto primordiale carico di tradizioni, è un prodotto della natura con virtù benefiche e terapeutiche per il corpo umano, è un prodotto che da salute, lavoro, ricchezza».  «Sono contrario ai manifesti che incitano al bere - dice Giuseppe Del Puppo -. E’ un’iniziativa sfacciata. Che il sindaco parli del bere consapevole va anche bene, ma non affiggendo manifesti. Non tutti sono in grado di capire il messaggio che intende dare. Credo che si voglia invitare la gente a bere e questo non va bene». «Gestisco un locale pubblico - dice un anziano del posto -. Non c’era assolutamente bisogno di fare un manifesto per spiegare le virtù del vino, perché ognuno si regola da sé. Da quello che noto, nel mio locale i giovani chiedono super alcolici».

  «Ho sempre bevuto un bicchiere di vino a pasto, posto che ho svolto un lavoro faticoso - racconta Severino Meneguz di 74 anni -. Non ho mai avuto problemi e quindi credo che l’iniziativa del sindaco sia giusta, che dia informazioni». «Credo si tratti di un’iniziativa pubblicitaria per aiutare i produttori di vino - spiega Giuseppina Fogli -. E’ una campagna che mi lascia perplessa. Certo lo spritz con l’amaro è più alcolico di un bicchiere di vino, ma non so se la scelta fatta dal sindaco sia giusta». «Sono d’accordo con la campagna del sindaco se vista in un’ottica di educazione al buon bere - afferma Daniela Danieli -. Credo che tutto vada però fatto con moderazione. E poi vorrei ricordare al sindaco che non esiste solo il vino da valorizzare, ma anche la coltivazione dell’olivo o di altri prodotti della nostra terra che sono stati dimenticati. Certo concordo che il vino è meglio dei cocktail». «Se l’intento del sindaco Bof è avvicinare i giovani a parlare del problema del bere la lettera aperta va bene - dice l’edicolante Nicola Pol -. Il problema è capire quale messaggio passa con questa iniziativa nella testa delle persone». (s.r.)

UNA STORIA COME TANTE

ALTOADIGE

Dirigente licenziato dopo 30 anni di lavoro finisce in dormitorio

24 gennaio 2010   pagina 23   sezione: PROVINCIA

  MERANO. Lo chiameremo Giovanni, ma potrebbe chiamarsi anche Hans, perché queste storie - sempre più frequenti - riguardano tutti i gruppi linguistici. Oggi Giovanni, 57 anni, vive nel dormitorio Archè della Caritas: ma in precedenza ha lavorato per trent’anni, prima che il mondo gli crollasse addosso. Ecco come racconta la sua storia.  Difficoltà in famiglia, un figlio con problemi, un matrimonio che va in frantumi, la crisi personale, la perdita del lavoro, il richiamo dell’alcol.(*) E gli ostacoli per trovarne uno nuovo e potere ricominciare. Questa la vicenda di Giovanni - il nome è ovviamente fittizio -, una storia drammatica inasprita ulteriormente dalla crisi economica che in questi mesi non ha risparmiato nemmeno Merano.   Signor Giovanni, quale è la sua storia?   Ho iniziato a lavorare a 14 anni e sono stato un buon lavoratore. Per 25 anni ho lavorato presso un supermercato in cui partendo da semplice magazziniere mi sono costruito una carriera lavorativa che mi ha portato ad assumere il ruolo di vicedirettore per dieci anni. Nel corso del tempo mi sono sposato e ho avuto due figli. Purtroppo le cose all’interno della famiglia non si sono sviluppate come io speravo. Da qui la rottura del matrimonio aggravata da problemi derivati anche da uno dei miei figli. Sono entrato in una crisi depressiva alla quale comunque ho cercato di tenere botta. Nel frattempo ho deciso anche di cambiare lavoro e sono passato alle dipendenze di un’altra importante azienda del circondario. Vi rimasi tre anni, poi consensualmente abbandonai anche quest’attività.   Senza l’idea di farsi assumere da qualcun altro?   Certamente, quella era l’intenzione, ma improvvisamente tutto mi si è presentato più difficile e nonostante potessi presentare un buon curriculum iniziarono a piovere i “no”. Così ho scoperto che un individuo sulla cinquantina, oggi come oggi, per il mondo del lavoro è una persona troppo vecchia. Io da parte mia mi sentivo e ancora mi sento pieno di forza e in grado di lavorare. Certo quella difficoltà di trovare un lavoro è stata una rivelazione atroce.   Era ancora solo?   Sì, mi sono ritrovato completamente solo. Alle spalle non avevo più una famiglia che potesse aiutarmi a reggere il colpo. La depressione è stata inevitabile e a quel punto ho cercato una via di fuga nell’alcol.   È allora che è arrivato al dormitorio della Caritas?   Non sapevo più dove andare, cosa fare. E finalmente tre anni fa ho trovato ospitalità qui. E qui, anche grazie agli operatori della casa, lentamente sto cercando di ricostruire la mia identità. Quella di una persona onesta, che ha sempre lavorato, stimata dai colleghi di lavoro d’allora, che quando ancor oggi mi incontrano per strada non mancano di salutarmi e di fermarsi a chiacchierare con me. Qui mi hanno dato fiducia assegnandomi dei compiti precisi all’interno della casa e in altre strutture della Caritas.   E come vede il suo futuro prossimo?   Non mi faccio grandi illusioni, ma certo mi sento determinato a mettermi nuovamente in gioco. Ovviamente mi rendo conto che il mercato del lavoro non è in un buon momento. Chi non chiude un’attività, in ogni caso riduce al suo interno le unità lavorative. E poi c’è il macigno della mia età, che spesso è determinante per non farmi assumere... Le storie come le mie sono numerose, anche se magari si innescano con la dinamica opposta, ossia la perdita del lavoro che sfocia nel divorzio. È la cruda realtà. Ma non per questo ci si rassegna. - Gigi Bortoli

 

(*)NOTA: l’esperienza mi suggerisce che forse l’ordine cronologico degli avvenimenti è un po’ diverso: l’avvicinamento all’alcol (che non significa dipendenza) lo metterei prima della crisi del matrimonio.

ANCHE QUESTO E’ UN CHIARO AVVERTIMENTO CHE NON SONO SOLO I GIOVANI AD AVERE BISOGNO DI ESSERE EDUCATI A NON BERE BEVANDE ALCOLICHE

LA TRIBUNA DI TREVISO

Aumentano gli ubriachi al volante

24 gennaio 2010   pagina 33   sezione: PROVINCIA

  VITTORIO VENETO. Incidenti stradali in aumento, ma soprattutto una certa preoccupazione per le guide in stato d’ebbrezza. Degli 85 incidenti rilevati dai vigili urbani, sei sono dovuti alla guida sotto l’effetto di alcol e droga. «Di questi cinque sono avvenuti in pieno giorno - dice il comandante Angela Zoppè - di sera invece abbiamo fatto dei controlli vicino ai locali, ma i giovani non hanno superato il limite, segno che forse anche loro stanno prendendo coscienza»(*). Questi sono solo alcuni dei dati sul resoconto dell’attività 2009 della polizia locale in occasione della festa di San Sebastiano, celebrata a Conegliano. Il sindaco Gianantonio Da Re, ricordando come Conegliano e Vittorio non siano «rivali», ma siano due realtà con le stesse aspettative e le stesse problematiche, ha raccomandato «comprensione quando il cittadino sbaglia in buona fede», ma affermato che sarà pronto a difendere i vigili quando saranno attaccati per il loro lavoro. Per quanto riguarda le infrazioni al codice della strada, si segnalano 34 sanzioni per mancanza di copertura assicurativa, 69 per omessa revisione, 103 per velocità eccessiva (8 oltre i 40 chilometri sopra il limite), 45 per soste sui parcheggi per invalidi. Sul Fadalto tra giugno e settembre 2009 sono state impiegate 75 pattuglie, controllati 507 veicoli (in prevalenza motocicli), 38 le sanzioni stilate (come sorpassi, velocità eccessiva), 6 i documenti ritirati. Gli accertamenti in materia di codice della strada sono stati 5.070 con 375.744 euro di introiti. Nel 2009 sono partiti il servizio di vigile di quartiere e i servizi serali/notturni distrettuali. Nelle 330 ore di pattugliamento sono state accertate 284 violazioni del codice della strada, 89 i controlli sugli esercizi pubblici, 225 gli alcoltest effettuati. Per quanto riguarda l’attività di polizia amministrativa, 488 le denunce di infortuni sul lavoro, 19 le ordinanze ingiuntive (o sequestro e confisca). Il comandante Zoppè ha raccomandato la cortesia a tutti gli agenti, ricordando come i vigili urbani siano ormai diventati veri e propri poliziotti, ma restino sempre la divisa più vicina al cittadino. - (Salima Barzanti)

 

(*) Nota: secondo me c’è un “anche” di troppo. Sono i meno giovani che ora devono imparare dai giovani!

ALCOL E SPORT: “UN MATRIMONIO CHE NON S’HA DA FARE!!!”

IL VELINO.IT

Vino, a Olimpiadi Vancouver 3.700 etichette italiane

Roma, 25 gen (Velino) - Brindisi alle Olimpiadi con 3700 etichette italiane. Dal 6 al 28 febbraio, a Vancouver, calici in alto con le eccellenze delle aziende presentate da Enoteca Italiana che, su incarico del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, sarà protagonista a “Casa Italia”. “Grazie allo sport ancora una volta abbiamo l’occasione di promuovere le nostre eccellenze in giro per il mondo – afferma il Ministro Luca Zaia - Sono sempre stato convinto che enogastronomia e sport siano un binomio vincente ed è per questo che non potevamo mancare l’appuntamento di Vancouver. I Giochi Olimpici sono solo una tappa del percorso che abbiamo intrapreso da tempo in occasione dei grandi eventi sportivi”. L’Enoteca italiana si è occupata di selezionare i vini per i due ristoranti presenti nello stand, oltre che per quello sui campi di gara di Whistler. Con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze enogastronomiche italiane, difatti sarà predisposta una Carta di vini italiana che proporrà sapienti abbinamenti con i vari menù regionali, alle migliaia di persone che frequenteranno Casa Italia.

Presso il Wine Bar i vini saranno sempre protagonisti con due momenti aperitivo: alle 12.30 con prosecco e spumanti e alle 18.30 con il classico happy hour, abbinato ai prodotti a marchio Dop e Igp, proposti dalla A.I.C.I.G. (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche). Durante la giornata non mancheranno, inoltre, momenti di degustazione a tema, mini corsi e giochi, sempre all’insegna della giovialità e della conoscenza sull’uso corretto e moderato di uno dei prodotti più conosciuti e apprezzati, che come molte ricerche scientifiche dimostrano, è un prodotto che fa bene anche a chi pratica sport, sia a livello amatoriale che professionistico. Sono più di 120 le aziende italiane che aderiscono al progetto, tra cui non solo i grandi nomi del vino, ma anche etichette meno conosciute, espressione di tutto il territorio nazionale. Per tutti i produttori, quindi c’è l’opportunità di una grande visibilità internazionale; in linea con i compiti istituzionali dell’Enoteca Italiana che vuole offrire nuove opportunità a tutte le aziende, anche quelle non presenti in quel mercato.

 “Per noi partecipare a un progetto così importante, voluto dal Mipaaf – afferma Fabio Carlesi, direttore dell’Enoteca Italiana - è una grande soddisfazione, ribadisce il ruolo e l’importanza che l’Ente Vini ha nel mondo per la promozione del vino italiano. La collaborazione con il Ministero è sempre stata intensa e proficua. Anche questa volta, sarà un’occasione per continuare il lavoro di valorizzazione e promozione, che dal 1933, ci vede impegnati, nel portare in giro per il mondo i migliori prodotti italiani. Come dire, noi, andiamo per vincere le olimpiadi del vino, per far apprezzare ancora una volta la qualità che le nostre aziende sono in grado di esprimere”. A differenza di altre occasioni, Casa Italia sarà ubicata nel centro nevralgico della città canadese. Si tratta di un’ulteriore opportunità per far degustare e conoscere i nostri prodotti in un territorio che apprezza molto il vino Made in Italy, anche in vista dell’attesa ripresa economica. Il Canada è un mercato complesso, regolato da Monopoli di Stato. Ogni regione ha un monopolio separato: l’approvvigionamento di prodotti alcolici, nazionali e/o internazionali, e la loro distribuzione su ogni regione sono regolati dallo Stato sia per quel che riguarda i vini distribuiti nei negozi (anche questi di stato) sia per i vini distribuiti nella ristorazione. Il Canada rappresenta da anni per i vini italiani il quinto mercato estero in valore con 85 milioni di euro. Nell’ultimo anno, in valore, c’è stata una flessione consistente dovuta principalmente alla crisi internazionale che sfavorisce in modo particolare alcuni mercati. Per quanto riguarda il volume di vino esportato, le quantità consumate sono in leggera e costante crescita. (com/rog)

 

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INCIDENTI STRADALI

LIGURIA

ASAPS DA IL SECOLO XIX –

Sestri, inseguimento sul lungomare: un arresto

di Simone Schiaffino

LEVANTE – 24 GEN 2010 Lo ha incastrato la sua spavalderia: fermato dai carabinieri, denunciato per guida in stato di ebbrezza e privato della patente, è sfrecciato poco più tardi di fronte alla stessa pattuglia, rischiando di travolgere un maresciallo del nucleo radiomobile. Ne è nato così un inseguimento ad alta velocità conclusosi con un incidente stradale. Albert Papushai, 24 anni, originario dell’Albania, è stato arrestato l’altra notte a Sestri Levante. Lo straniero, assistito dall’avvocato Domenico Scrivo, è comparso ieri mattina di fronte al giudice di Chiavari e ha patteggiato una pena a un anno e sei mesi di reclusione: doveva rispondere delle accuse di guida in stato di ebbrezza alcolica, rifiuto di sottoporsi al test alcolimetrico, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Il tribunale gli ha concesso gli arresti domiciliari. La notte brava di Albert è iniziata poco dopo le 2. Il giovane era al volante della sua auto, in compagnia della fidanzata convivente, quando è stato fermato dai militari impegnati in un normale servizio di vigilanza. Lo straniero è stato sottoposto all’esame del “palloncino” ed è risultato positivo. La segnalazione all’autorità giudiziaria è scattata immediatamente e così pure il ritiro della patente del ventiquattrenne. La vettura è stata affidata alla compagna dell’extracomunitario, per far ritorno a casa. Tutto finito? Nient’affatto. Albert Papushai, due ore dopo il primo controllo, avvenuto in via Fascie, s’è rimesso al volante. Incurante della denuncia a piede libero, il giovane è transitato davanti agli stessi carabinieri che lo hanno riconosciuto e bloccato. Secondo la ricostruzione, il ventiquattrenne ha reagito malamente ai nuovi accertamenti. Di più, lo straniero, invece, di sottoporsi a nuovi test, è tornalo alla guida, ha innestato la marcia ed è ripartito sgommando. Un sottufficiale ha rischiato di essere travolto, ma è riuscito a gettarsi ai margini della strada. Subito dopo, la pattuglia ha iniziato un drammatico inseguimento. Papushai ha percorso viale Mazzini, poi contromano il lungomare sestrese, infine è tornato in viale Mazzini e si è diretto a Riva Trigoso, sempre tallonato dall’auto dei militari. Nel borgo marinaro, il giovane albanese ha, però, perso il controllo del suo mezzo ed è andato a schiantarsi su una vettura in sosta. Raggiunto, Albert è stato arrestato.  Nel corso della stessa serata, i carabinieri hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza alcolica anche un altro ragazzo, un diciottenne fermato ugualmente in via Fascie e risultato positivo all’alcol-test.Martedì, 26 Gennaio 2010
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