Giovedì 26 Novembre 2020
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Rassegna alcol e guida del 27 dicembre 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta
 

Segnaliamo il blog dell’ASAPS
Etilometro: tra mito e leggenda c’è spazio per disinformazione e insicurezza (stradale)
http://ilblogdiasaps.blogspot.com/2010/12/etilometro-tra-mito-e-leggenda-ce.html


SEGNALAZIONE ACAT VERSILIA 




La prima discoteca libera da sostanze
Presso la Discoteca Passion (ex Lizzard) via Del Bravo 1 a Nazzano-CARRARA (Ms) aprirà una discoteca con musica dance con alcuni deejay della provincia, musica rock/punk con alcuni gruppi locali e tanto altro, dedicato ai giovani specialmente under 20. 
La discoteca nasce con il motto "free mind - dance free" (mente libera per un ballo libero) e si caratterizza per l’assenza all’interno del locale di bevande alcoliche e sostanze di altro genere.
La discoteca si pone come fine la promozione di stili di vita alternativi a ciò che sempre più fortemente sta diventando una moda fra i giovani: lo sballo in qualsiasi sua forma, ritrovando il piacere di potersi divertire "in libera mente".
Ci saranno:
- Cocktail analcolici a basso costo
- Focacce e stuzzichini gratuiti in orario preserale 
- ... e tanto altro! 
All’interno del locale sarà presente uno stand informativo sui rischi alcol correlati che fornisce informazioni di qualunque tipo riguardo a problematiche legate all’alcol o alle altre sostanze psicoattive. (*) 
La discoteca aprirà Domenica 09 Gennaio 2011 e sarà aperta ogni seconda e quarta domenica di ogni mese, festività escluse, per un totale di 10 eventi.
A breve, il calendario delle prime date con i gruppi locali ed i Deejay presenti.


(*) Nota: è una bella iniziativa. Alternative del genere dovrebbero rientrare nella normalità, non solo nel senso che dovrebbero essere perlomeno altrettanto frequenti che le proposte alcoliche, ma anche perché dovrebbero essere delle semplici offerte di situazioni di divertimento, senza stand informativi.

CORRIERE DELLA SERA – FORUM NUTRIZIONE

Domenica, 26 Dicembre 2010
Vino, digestione, assorbimento dei nutrienti
Gentile Ghiselli,
ho trovato un articolo a titolo "Scienza. Vino compagno ideale per le feste di Natale" http://notizie.virgilio.it/notizie/scienze_e_tecnologie/2010/12_dicembre/25/scienza_vino_compagno_ideale_per_le_feste_di_natale,27606740.html,  
Si sostiene che il vino "agevola la digestione" sulla base di uno studio pubblicato sul sito BMJ che "ha messo a confronto la digestione di un pasto a base di fonduta a seconda che lo si accompagni con tè o con vino bianco. Il risultato è che lo svuotamento gastrico è significativamente più veloce quando la fonduta è consumata con tè, piuttosto che con vino. Il rallentamento del processo garantito dal vino bianco comporta, affermano i ricercatori, un assorbimento più efficiente dei nutrienti". 
Posto che l’accostamento tra tè e fonduta è così orrido da far pensare che in quel caso il rapido svuotamento gastrico sia avvenuto per via orale, come si può sostenere che il vino agevola la digestione se rallenta il processo?
E poi io avevo sempre studiato che l’alcol peggiora l’assorbimento dei nutrienti. Mi sono perso qualche cosa? 
Grazie. Buon 26 dicembre.

Alessandro Sbarbada

Risponde Andrea  Ghiselli
E infatti è una str...upidaggine! Hai studiato bene: l’alcol (e con buona pace dei mescolatori di informazioni a loro vantaggio, il vino è una bevanda alcolica) peggiora la digestione. Lo possiamo leggere anche sulle linee guida (http://www.sapermangiare.mobi/7/linee_guida/bevande_alcoliche_se_si_solo_in_quantita_controllata.htm, ). Il fenomeno è lo stesso per cui potremmo dire che il fritto migliora la digestione, o anche un blocco intestinale insomma. Qualsiasi intoppo...migliora la digestione! ;-)
Buon 26 anche a te Alessandro



ASAPS

Estratto dell’intervista a Roberto Sgalla, Direttore del Servizio Polizia Stradale
27 dicembre 2010
https://www.asaps.it/il_centauro/rivista/2010/144/art.%20pag.%204.pdf, 
(…)

Quali sono i risultati iniziali dell’impegno al contrasto dell’alcol?
Quali sono stati i controlli con gli alcoltest nel 2009 e fino ad oggi nel 2010?

Cerchiamo ogni giorno di ottimizzare le risorse privilegiando i settori strategici, controlli del traffico commerciale, riduzione degli incidenti, controlli della velocità e dell’abuso di alcol e droga, per garantire la fluidità della circolazione e la sicurezza della mobilità. L’impegno della Polizia Stradale è un impegno a tutto campo a cui si affianca costantemente un’attività di educazione
stradale. Nei primi dieci mesi del 2010 la Specialità è stata presente sull’intero territorio con 28.276 pattuglie,
mantenendo ai livelli del 2009 il numero dei servizi di vigilanza stradale e i servizi mirati di controllo. Quanto all’alcol, con un sorriso spesso dico ai miei collaboratori che per il poliziotto della Stradale dovrebbe diventare un abitudine nel controllo quella di dire all’utente: “Patente, libretto e soffia”.
Tornando ai numeri, in quel periodo i conducenti sottoposti ad accertamento con alcoltest sono stati 1.271.798 con 20.858 persone denunciate per guida in stato di ebbrezza. I conducenti controllati con precursori nel corso del 2008 sono stati 1.393.467 mentre nel 2009 sono stati 1.601.080 con un incremento pari al 14%.
Accanto al momento repressivo si continuano a promuovere, d’intesa con tutti i partner che in questi anni si sono resi disponibili a sostenere progetti di prevenzione (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, ANIA, AISCAT, ASPI,…) le iniziative di promozione di un consumo responsabile degli alcolici e di una guida sicura rivolta al “popolo della notte”, quello statisticamente più coinvolto negli incidenti gravi e gravissimi del fine settimana. Tra le ultime campagne, “Guido con Prudenza”, ha interessato nelle settimane centrali dell’estate 2010 quattro località ad alta frequenza turistica giovanile nel centro e nel sud Italia: 7.931 conducenti controllati con etilometro, 68 con strumenti precursori per la droga, 35 veicoli sequestrati ai fini della confisca ex Art.186 c.d.s.
(…) 

LETTERA A L’ADIGE

del 11/01/2005
"FAVORISCA PATENTE, LIBRETTO E... ALCOL-TEST"
Secondo dati forniti dal movimento "Su la testa", il 95% degli incidenti stradali con esito mortale che avvengono in Trentino vedono coinvolto almeno un conducente ebbro o ubriaco: circa il cinquanta per cento di questi decessi sono considerati "da alcol passivo", ovvero riguardano persone investite e uccise da guidatori ubriachi.
Desidero proporre qualche altro dato, che dimostra come, di fronte a questa strage che coinvolge in tutta Italia moltissimi giovani e meno giovani, si facciano tante chiacchiere e pochi fatti.
Ho la sensazione che la difesa della cultura del vino venga considerata primaria rispetto alla sicurezza stradale.
Nel 2003 in Italia Polizia Stradale e Carabinieri hanno effettuato circa 120.000 rilevazioni con etilometri e precursori, nel 2004 sono aumentate fino a 148.118. Vi sembrano sufficienti? Guardiamo come si comportano gli altri paesi.
Anche i francesi difendono la cultura del vino, eppure nel 2003 in Francia sono stati rilevati 8.600.000 controlli del tasso alcolemico degli automobilisti: come dire che i controlli che in Italia si rilevano in un anno, in Francia vengono effettuati ogni cinque giorni!
Negli ultimi tre anni, solo 4 italiani su 100 sono stati controllati per il loro tasso alcolico alla guida, contro, per esempio, il 64% dei finlandesi.
Questi dati la dicono lunga sulla mancata volontà di incidere realmente su questo fenomeno, che sporca le nostre strade di sangue misto a vino, birra e altri alcolici, che annienta la vita di troppe famiglie: lo sapevate che la maggior parte degli italiani costretti a vivere su una sedia a rotelle vi sono finiti in seguito ad un incidente stradale?
Oggi finalmente il Codice della Strada consente di effettuare controlli qualitativi per l’alcol a tutti gli automobilisti, anche se non coinvolti in incidenti stradali, anche se non barcollano.
E’ necessario ed urgente introdurre anche in Italia controlli a tappeto, mediante l’utilizzo dei cosiddetti "precursori", così che divenga normale sentirsi chiedere dalla Polizia Stradale: "Favorisca patente, libretto e... soffi qui dentro".  
Nel nostro paese oggi il cittadino cui viene richiesto di sottoporsi al test dell’alcol si sente quasi offeso: sarà necessario fargli capire che questo procedimento è importantissimo e necessario, per tutelare la vita e la salute, la sua e quella degli altri cittadini.
Il messaggio deve essere chiaro ed esplicito: chi beve non guida.
Se veramente si vuole contrastare questa spaventosa carneficina, occorrono scelte politiche chiare: rinforzare gli organici delle Forze dell’Ordine, per arrivare finalmente ad un cambiamento radicale di cultura.
Alessandro Sbarbada - Mantova

SETTE
 "Su dieci automobilisti tre sono truffatori"
Intervista a Sandro Salvati
di Vittorio Zincone
Appena si siede sul divanetto dell’hotel milanese dove ci siamo dati appuntamento, comincia a rovesciarmi addosso dati e percentuali: «Più di trecentomila feriti, quattromiladuecentotrentasette morti, il 27% sono giovani under 30. Troppi, non crede?». Provo a frenarlo. «In Italia niente è più pericoloso della strada». Sandro Salvati, 65 anni, romano, è il manager che si è dato la missione di abbattere il numero di incidenti in Italia. Da due anni guida la Fondazione Ania per la sicurezza stradale, una onlus che fa capo alle imprese assicuratrici.
Salvati non si scompone quando gli faccio notare che chi finanzia la Fondazione (le assicurazioni) potrebbe trarre molti vantaggi dalla diminuzione degli incidenti, e non si agita più di tanto nemmeno quando comincio a srotolare dati sugli aumenti dei prezzi Rc Auto, un flagello per le tasche degli italiani. Appena può però torna sul suo obiettivo. Corrobora le argomentazioni con i risultati di uno studio francese: «Se guidando in autostrada ti metti a controllare una chiamata sullo schermo del cellulare, è come se percorressi bendato novanta metri». Drammatizza: «Alle famiglie dico sempre che è meglio una predica ai propri figli sulla guida sicura che un lumino funebre». Va a ruota libera: «Le dispiace? Tanto lei registra». E via con un altro dato: «L’80% degli incidenti stradali è causato dal comportamento dei conducenti. Stimiamo che il 30% sia dovuto alla distrazione».

Qual è la distrazione tipica di un guidatore?
«Scrivere un sms, rispondere al telefono. Persino una madre che si gira per controllare i propri figli perde 20 metri sui tempi di frenata. Anche accendere una sigaretta…».


Vorrebbe impedire a chi guida di fumare?

«No. È il traccheggiare con l’accendino a provocare distrazione. Se ci si fermasse sarebbe meglio. Stesso discorso per la gestione della tecnologia all’interno delle autovetture: prima di digitare sul satellitare per cambiare destinazione, si dovrebbe accostare. Lavoriamo sui comportamenti alla guida degli italiani».
Viene in mente il Tognazzi dei Mostri che insegna al figlio come comportarsi (male) in macchina.
«Da allora, la situazione è peggiorata. Prima l’automobilista era una figura folkloristica. Oggi è spesso espressione di un popolo narcisista e insofferente delle regole. Con la Fondazione, dopo esserci occupati di velocità, di droga e di distrazione, il prossimo anno andremo alla base del problema: la cultura delle regole».


A proposito. Lei ha proposto di condannare per omicidio volontario chi provoca incidenti in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe.

«Se è per questo ho anche proposto di cambiare la parola “incidente” con “violenza stradale”».


Non le sembra di esagerare?

«No. Anche un bicchiere di vino altera le capacità di guida».


Boom.

«Se non ci crede può fare un test. Io l’ho fatto. Lo stato di ebbrezza è fissato sul valore di 0,50 grammi di alcol per litro di sangue. Be’, anche con valori minimi, tipo 0,20, si hanno tempi di reazione rallentati».


Vuol dire che lei non guida se beve un goccetto?

«Esatto. Ma non sono mica un proibizionista. Io amo bere il buon vino. In Italia però, come nei Paesi anglosassoni, deve imporsi la regola: “Se bevi non guidi e se guidi non bevi”. Punto. Le assicuro che funziona. Ho le prove».


Quali prove?

«Da anni realizziamo il progetto Guida con prudenza in collaborazione con la polizia stradale e con le discoteche. Aumento dei controlli e un premio: al guidatore completamente sobrio viene regalato un ingresso in discoteca».


Risultati?

«Nella zona di Rimini c’è stato il 40% in meno di decessi. L’obiettivo è culturale. Io vorrei che con l’alcol e le distrazioni si ottenesse il risultato ottenuto con il fumo».


E cioè?

«Il disdoro sociale. Come non si accetta di mangiare con accanto un fumatore e lo si prega di smettere, così si dovrebbe fare con chi guida distrattamente o dopo aver bevuto. Le regole ci sono, vanno rispettate».

Lei ha detto che ormai l’effetto benefico della patente a punti si è un po’ fermato.

«Ha ottenuto effetti positivi per i primi 11 mesi. Poi italicamente si è trovato il modo per dribblare le sanzioni: accollando i punti sui nonni e via dicendo. Purtroppo mi capita anche di vedere vigili urbani sorvolare sulla guida con telefonino».


Quanto ha investito la Fondazione in questi progetti?

«Da quando è nata circa cinquanta milioni di euro. Più di quanto abbia fatto lo Stato».


Sbaglio o le assicurazioni hanno una convenienza in questa operazione? Meno incidenti vuol dire meno costi.

«Embè? È come se lei rimproverasse l’impegno contro l’inquinamento a un’azienda che produce pannelli solari. E poi gli incidenti sono un onere mostruoso per tutto il Paese. Oltre che una tragedia in vite perse, ci costano 30 miliardi di euro l’anno. Il 2% del Pil. La nostra è una strategia di social market economy».

Che cosa sarebbe?
«Obiettivi sociali perseguiti con criteri manageriali. È la prima volta che succede con la sicurezza stradale».


Visto che lei rappresenta il mondo delle assicurazioni: anche abbassare le vostre tariffe sarebbe un bell’obiettivo sociale.

«Lo abbiamo fatto per anni».

Negli ultimi dodici mesi le assicurazioni Rc Auto sono aumentate in maniera folle. Il Codacons, il consorzio per la difesa dei diritti dei consumatori, è stato inondato di lettere: c’è chi ha subito aumenti del 40% senza aver fatto incidenti.

«Su quaranta milioni di assicurati, qualche caso incongruo ci può essere stato».


Gli aumenti sono generalizzati. Diffusissimi.

«Come lo sono stati gli sconti negli anni scorsi».


Fate cartello: nel 2009/2010 tutte le compagnie hanno aumentato i prezzi.

«La storia del “cartello” è una balla. Come quella dell’aereo che non è mai caduto sul Pentagono».


Le tariffe schizzate in blocco non sono una balla.

«Fino all’anno scorso che cosa abbiamo fatto, il cartello al contrario? Con sconti selvaggi e diffusi? In America direbbero: it’s the market, baby».


Sarà pure il mercato. Ma perché i francesi pagano meno l’assicurazione?

«In Francia la frequenza dei sinistri è la metà di quella italiana. La metà. No illusion: noi possiamo essere più efficienti, migliorare i servizi, ridurre i costi superflui, ma alla fine l’85% del costo Rc Auto sono soldi che prendiamo e ridistribuiamo per rimborsare i sinistri. Il Paese dovrebbe fare uno sforzo di sistema e chiedere: qual è il prezzo delle Rc Auto a cui voglio arrivare? E poi agire di conseguenza».
(…)

LETTERA INVIATA AL PRESIDENTE DELL’ANIA

Buongiorno,
Ho letto la sua intervista su "Sette" dello scorso 2 dicembre. Ho apprezzato molto le sue considerazioni sull’uso comune dei telefonini in auto e sulla necessità di maggiori controlli e sanzioni.
Purtroppo sembra che la maggior parte degli automobilisti aspetti proprio di essere in auto per telefonare! E’ evidente quindi che i controlli sono del tutto insufficienti.
Riguardo poi alla giusta affermazione che "anche un bicchiere di vino altera le capacità di guida" penso che le compagnie assicurative dovrebbero differenziare le tariffe tra consumatori di alcolici e non.
Non mi pare una proposta assurda visto che molte compagnie già ora si informano sui chilometri percorsi all’anno, sull’età e sul sesso del guidatore, ecc.
La ringrazio per l’attenzione
Distinti Saluti
Ettore Putortì - Colle di Val d’Elsa (Siena)



ASAPS

Bere bene? Non conviene L’etilometro non perdona
L’etilometro vale anche da fermi : multa e patente sospesa sebbene l’uomo non stesse guidando
«Signor giudice, guardi che io ero fermo in sosta». Così si è difeso un cittadino di Pontassieve, il quale aveva subìto una maximulta e la sospensione per un anno della patente, dopo che gli agenti del Nucleo Volanti della polizia lo avevano sottoposto alla prova dell’etilometro. Ma il magistrato ha respinto il suo ricorso. La legittimità dell’adozione dell’atto impugnato, spiega la sentenza, si fonda sul rapporto stilato dalla polizia. Che rilevò il «comportamento penalmente rilevante di guida in stato di ebbrezza alcolica del ricorrente, accertato tramite le misurazioni del tasso alcolemico, risultate per ben due volte superiori al limite di legge (1,95 g/l-1,77 g/l nell’intervallo di 15’), e l’osservanza di dati sintomatici, desumibili dalle condizioni del soggetto (alito fortemente vinoso, occhi lucidi, frasi sconnesse, precaria deambulazione con difficoltà di equilibrio), a nulla rilevando che l’auto fosse ferma in sosta». Sul punto, dice il giudice, la Cassazione (37631/2007) afferma che in materia di circolazione stradale, deve ritenersi che la “fermata” costituisca una fase della circolazione, «talché è del tutto irrilevante, ai fini della contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza, se il veicolo condotto dall’imputato risultato positivo all’alcoltest fosse, al momento dell’effettuazione del controllo, fermo ovvero in moto». (DB 1303/2010)
Ubriachezza: si può essere sanzionati anche in bici
Non c’è bisogno di guidare l’auto per fare danni: la guida in stato di ebbrezza è vietata e pesantemente sanzionata anche per i ciclisti. Lo sa bene un giovane marocchino (29 anni), al quale la malefatta è costata un processo e 516 euro. Fu sorpreso ubriaco a bordo di un mezzo a due ruote (per la legge si chiama ancora velocipede) sulla Statale Aurelia: è stato condannato dal Giudice di pace, in base all’articolo 186/2 del nuovo codice della strada. Il giovane era stato intercettato dalla polizia municipale mentre zigzagava con la bici: dovettero ricoverarlo all’ospedale per intossicazione alcolica acuta. (ES 2006)
L’etilometro vince ancora: multa e patente sospesa a un uomo fermo in parcheggio
Hai bevuto un bicchierino di troppo? Non guidare. Anzi non metterti al volante, nemmeno per rimanere fermo. Non lascia dubbi una sentenza del giudice di pace.
Il magistrato ha respinto il ricorso di un automobilista multato dalla Stradale in pieno centro, nella zona della “movida”. All’uomo era stata anche sospesa la patente. «A seguito di una prima constatazione de visu* - rileva il giudice - e poi del test alcolimetrico effettuato dai verbalizzanti, gli stessi hanno accertato lo stato di alterazione psicofisica derivante dall’influenza dell’alcool”.
La pattuglia della polizia stradale riferiva nel suo verbale di aver notato l’uomo alla guida della propria autovettura, una Jeep Grand Cherokee, e constatato «lo stato di disarmonia psicofisica» dell’uomo. Che vanamente ha sottolineato al giudice «non stavo guidando: ero fermo in parcheggio». Perché secondo il giudice, «nel formulare l’articolo 186 del codice della strada, il legislatore ha inteso principalmente tutelare l’incolumità pubblica in ogni momento, prevedendo episodi dannosi dovuti a una guida condizionata allo stato di ebbrezza alcolica». (MTC 3833/2009).
* = visivamente, ovvero di persona
«Non bevo più»: restituita la patente. Il giudice di pace fa uno “sconto” di quattro mesi all’automobilista pentito
«E’ vero, quella volta avevo bevuto prima di guidare. Ma non l’ho fatto mai più, e l’automobile mi è necessaria per le esigenze lavorative e familiari».
Con questa motivazione un quarantenne si è presentato davanti al giudice di pace per opporsi, o almeno ottenere uno “sconto” alla sospensione della patente decisa dal prefetto, in seguito a un controllo della Polizia municipale che lo aveva sorpreso alla guida in stato di ebbrezza.
Il magistrato ha ritenuto legittima la misura cautelare disposta della prefettura (un anno di sospensione), ma ha voluto accertare che l’automobilista fosse in buona fede e gli ha chiesto di sottoporsi alle analisi del sangue «per accertare la situazione attuale dell’opponente nel suo rapporto con l’alcol ed anche per trarre elementi di giudizio in ordine alla di lui conclamata occasionalità dell’episodio». Le analisi hanno dato i risultati sperati (il sangue era “pulito”) e otto mesi di sospensione erano stati già scontati: gli ultimi quattro glieli ha cancellati il giudice. (CS 170/2009)

SEGNALAZIONE ACAT CESENA


Arriva il vino per bambini, è un lambrusco analcolico
Confcooperative Modena: Vogliamo proporlo alle mense scolastiche.
Si chiama ’Chicco d’uva’ il vino per i bambini realizzato della Cantina Formigine Pedemontana, cooperativa vitivinicola modenese. Si tratta di un succo d’uva e rappresenta il primo tentativo a livello locale fa sapere Confcooperative Modena in una nota di avvicinare una categoria di consumatori che per ovvie ragioni non e’ interessata al vino.
’’E’ un prodotto naturale legato al nostro territorio che contiene il 90 per cento di uva Grasparossa  afferma il presidente della cooperativa, Alberto Vaccari - nella zona del Lambrusco siamo la prima cantina sociale a realizzare un prodotto con queste caratteristiche, che amplia la nostra gamma e puo’ aprirci una nuova fascia di mercato’’.
Il colore e il profumo di Chicco d’uva ricordano il vino, ma il sapore e’ descritto come gradevolmente dolce e leggero. ’’Il nostro succo d’uva e’ totalmente privo di alcol - aggiunge l’enologo Maurizio Boni, direttore della Cantina l’uva viene pigiata, svinata e messa sotto freddo; attraverso la catena del freddo si evita la fermentazione’’.  
’Chicco d’uva’ e’ venduto in confezioni Tetrapak da un litro e costa 1,90 euro. Per ora la commercializzazione avviene direttamente in cantina. In un prossimo futuro precisa Confcooperative Modena ’’potrebbe essere proposto alle mense scolastiche per avvicinare i bambini ai sapori delle nostre campagne’’. (*) 

(*) Nota: lo scopo dei produttori di vino è vendere vino e per fare questo usano anche strategie discutibili. Per fortuna ci sono le Asl che li contrastano efficacemente. Provate a ciccare su questo link (l’asilo nido dell’Asl di Asti)…
http://nsf.asl.at.it:8000/Apps/QAS_NewSite.nsf/c174ccaebf7538eac12573e100546e85/3e0b10f7725b3eafc12577c3002fb4e1?OpenDocument&Highlight=0,UVA,


IL TIRRENO

LUNEDÌ, 27 DICEMBRE 2010
In tremila in piazza con il ponce 
Quattro ragazzi nei guai per una rissa e petardi nel mirino dei vigili 
LA FESTA
Il vicesindaco Mori: «Tutto bene malgrado il maltempo. Più giovani che adulti in centro»
LUCA BASILE
PIETRASANTA. 3000 anime a fare ressa, una pioggerella fastidiosa di contorno, tanto colore festaiolo e 7 identificati, alla fine della giostra alcolica, per qualche eccesso di troppo. Il “Camel Ponce”, si consuma, la notte della vigilia di Natale, come rituale impone: tanta gente - anche se il brulicare record di qualche anno fa è un ricordo -, ottimi affari per i bar di piazza Duomo e delle strade del centro storico, molta voglio di divertirsi, ridere e scambiarsi gli auguri fra i partecipanti all’happening, fiumi di ponce - al costo di 2 euro e 50 centesimi per bicchierino - e tutto sommato, a parte un solo episodio fuori dai canoni, una serata tranquilla.
 Pochi adulti, molti ragazzi. «E’ andata bene: ho visto molta gente, anche se oramai, come da tendenza, ci sono sempre più ragazzini e meno persone adulte. Anche i pietrasantini, e le famiglie in genere, rappresentano una minoranza, a conferma che il Camel Ponce - spiega l’assessore Luca Mori - è più tendenza modaiola che tradizione. Detto questo, a parte qualche petardo fatto scoppiare in pieno centro ed una rissa, non ci sono stati problemi di ordine pubblico e la città, al mattino, era già stata ripulita».
La rissa. Sono alla fine risultati 4 gli identificati per una rissa andata in scena davanti al bar Gatto Nero. Una colluttazione dalle dinamiche tutte da chiarire e con tanto di proseguo in ospedale, per le medicazioni di rito, agli stessi protagonisti. «Persone che sono state identificate, una volta portate al Comando e denunciate - è reato penale, ndr - per rissa. Si tratta di 4 versiliesi di età compresa fra i 19 e i 20 anni. Sempre davanti al Gatto Nero è stato danneggiato l’arredo esterno del bar. Per quanto riguarda i controlli per la guida in stato di ebbrezza, sono stati eseguiti una ventina di test ad altrettanti automobilisti risultati tutto negativi. Anzi molti giovani - spiega il comandante dei vigili Daniele De Sanctis, - in piazza Statuto, là dove era presente una nostra pattuglia, prima di mettersi alla guida hanno chiesto di sottoporsi in modo spontaneo al controllo.- Un segno di responsabilità e di collaborazione». Sempre durante la serata sono stati identificati altri 3 giovani per vere fatto scoppiare dei petardi particolarmente rumorosi.
Bar. Molta soddisfazione fra i vari esercenti di piazza Duomo e dintorni. «E’ andata bene - afferma Michele Bartoli, del bar Pietrasantese -: tanta gente come quest’anno era da tempo che non si vedeva. Abbiamo lavorato tutti in un clima, mi sembra di poterlo dire, abbastanza tranquillo e senza eccessi, a parte qualche caso sporadico. A mio avviso la notte del Camel Ponce va incoraggiata ed arricchita di iniziative, organizzate dal Comune: e penso a manifestazioni studiate per portare in piazza anche le famiglie in modo da rendere questa festa veramente per tutti e in questo modo svuotata di qualche eccesso di troppo». Imbarazzo in chiesa. Durante la Messa di mezzanotte in Duomo, nel silenzio che precedeva l’omelia, una persona è entrata in chiesa gridando, ad alta voce, una bestemmia. Momento di imbarazzo e sconcerto, sguardi perplessi fra i presenti e poi la stessa persona, evidentemente gratificata dal suo exploit, è uscita dal Duomo. Ancora attimi di silenzio e poi si è tornati a celebrare la Messa. Con sguardi interrogativi, di tanto in tanto, rivolti alla porta d’ingresso.



IL TIRRENO


LUNEDÌ, 27 DICEMBRE 2010
Nella notte a Firenze  
Maxi-rissa tra ubriachi sei in manette
FIRENZE. Battaglia in strada con calci, pugni ma anche un piccone, pezzi di bottiglia, spranghe di legno e perfino gambe in ghisa staccata dai tavolini di un locale frequentato da extracomunitari vicino alla stazione: questa la rissa, avvenuta nella notte dopo Natale a Firenze, per cui gli equipaggi delle volanti della questura hanno arrestato quattro eritrei, un etiope e un senegalese di età compresa fra 27 e 35 anni. Due sono clandestini e verranno espulsi dall’Italia. Abitanti di via Palazzuolo, svegliati ed allarmati dal frastuono e dagli strepiti in strada ieri mattina alle 5, hanno avvertito il 113. Le pattuglie hanno trovato i sei, tutti ubriachi, che si stavano picchiando. Vista la polizia si sono comunque fermati e si sono lasciati identificare.



IL CENTRO
Francavilla, incidente in galleria. Due morti e cinque feriti
PESCARA. 25 dicembre 2010 - Due anziani di Francavilla,  sono morti e altre cinque persone sono rimaste ferite in un frontale avvenuto intorno alle 18 tra un’auto e un furgoncino all’interno della galleria San Silvestro sulla variante della statale Adriatica, nei pressi di Francavilla che, stando alle prime informazioni, sarebbe stato innescato da un furgone guidato da un cittadino romeno poi risultato positivo all’alcol test.
Le vittime, Francesco Casarin nato a Chieti nel 1938 e Maria Alba Luciani nata a Francavilla nel 1934, erano a bordo di una Fiat 500 
Secondo una primissima ricostruzione un furgone Ford Transit guidato da un romeno risultato poi positivo all’alcol test che procedeva in direzione Pescara  ha tamponato, probabilmente in fase di sorpasso, una Fiat Punto. Nell’urto il furgone si è rigirato ed è finito di traverso sulla strada perdendo il motore. La macchina tamponata è finita invece sull’altra corsia. 
La cinquecento con a bordo i due coniugi francavillesi, che procedeva in direzione opposta, per evitare la Punto è andata a finire nell’altra corsia e a sua volta si è scontrata con una Toyota Corolla a bordo della quale c’erano quattro persone tra cui una bambina e un medico dell’ospedale civile di Pescara. 
Cinque i feriti: i quattro che occupavano la Corolla e l’autista del furgone. 
Sul posto è intervenuta la pattuglia della polstrada di Ortona guidata dal sovrintendente capo Antonio Paolini. I rilievi sono stati coordinati dal dirigente della polstrada di Chieti Fabio Santone

IL TIRRENO

LUNEDÌ, 27 DICEMBRE 2010
È intervenuta la polizia pochi minuti prima della mezzanotte 
Rissa sfiorata davanti al Duomo Ventenni schivano la denuncia 
MASSA. Mancava una manciata di minuti alla mezzanotte più importante dell’anno, quella che sanciva l’arrivo del Natale. Mentre in tutte le case si attendeva con trepidazione, in via Cairoli c’era chi entrava e usciva dai locali del centro bevendo a più non posso. I litri di alcol ingurgitati hanno scaldato gli animi un po’ di tutti e per poco non c’è scappata la zuffa. È volato qualche spintone, un paio di schiaffi e urla che hanno disturbato chi abitava nei dintorni. Tanto che è dovuta intervenire la polizia.
 Gli agenti hanno individuato chi erano i ragazzi che facevano baccano - sei o sette ventenni - e hanno chiesto spiegazioni. Tutto è nato per un apprezzamento di troppo a una ragazza. Il fidanzato non ha preso troppo bene quelle parole volgari e insieme agli amici ha cercato di farsi le sue ragioni con la forza. Anche gli altri però erano pronti a menare le mani. Poteva davvero scatenarsi il finimondo, proprio a due passi dal Duomo e proprio mentre c’era la messa. Nessuno comunque è stato denunciato.

TRENTINO
Sul pullman di linea Aggressione all’autista
RIVA. Era l’ultima corsa del pullman di linea dalle Sarche per Riva. Una corsa come tutte le altre fino a che, quando mancavano pochi chilometri all’arrivo, un passeggero alquanto esagitato ha movimentato la serata di giovedì scorso. M. M., queste le iniziali, 55 anni di Melegnano in provincia di Milano, ha iniziato ad urlare e ad inveire contro l’autista della Trentino trasporti. Dapprima con qualche parola sopra le righe, poi sempre più scalmanato ha tentato di aggredire l’autista che è riuscito a bloccare il pullman e a far intervenire i carabinieri. L’uomo, ubriaco fradicio, è stato fermato e accompagnato in caserma dove si è sentito male tanto che è stato chiesto l’intervento dell’ambulanza.

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Genetica: scoperto interruttore del raptus, l’alcol lo accende nei maschi
Milano, 27 dic. (Adnkronos Salute) - Scatta nei maschi sotto l’influsso dell’alcol l’interruttore genetico del raptus identificato da un team internazionale guidato dai National Institutes of Health (Nih) americani, che ha ’setacciato’ il Dna di alcuni cittadini finlandesi colpevoli di crimini violenti non premeditati. La ricerca è pubblicata su ’Nature’ e anche se, a detta degli stessi autori, la scoperta non basta da sola a spiegare tutta la gamma dei possibili comportamenti dettati da impulsi incontrollati, aiuta comunque a far luce sulle azioni violente spesso commesse da chi ha esagerato con l’alcol, aprendo la strada all’eventuale definizione di strategie diagnostiche e terapeutiche. La mutazione nel mirino riguarda il gene HTR2B, che regola la produzione di un recettore cerebrale della serotonina.
"L’impulsività è un fattore coinvolto in numerosi comportamenti patologici, dall’aggressività verso gli altri, al suicidio, alla dipendenza", sottolinea David Goldman, coordinatore dell’equipe di ricerca, a capo del Laboratorio di neurogenetica dell’Istituto nazionale sull’alcolismo e l’abuso di alcol degli Nih. Ma l’impulsività, precisa l’esperto, "è anche un tratto caratteriale vantaggioso in tutti i casi in cui bisogna prendere una decisione rapida, o quando può convenire assumersi un rischio".
In collaborazione con scienziati finlandesi e francesi, Goldman e colleghi hanno studiato un gruppo di finlandesi autori di crimini violenti commessi apparentemente ’a ciel sereno’. La scelta è caduta sulla Finlandia per ragioni di semplicità genetica: poiché gli attuali abitanti del Paese scandinavo discendono da un numero relativamente piccolo di antenati, le probabilità di individuare i geni che influenzano i comportamenti impulsivi sarebbero state superiori.
I ricercatori hanno mappato il Dna dei finlandesi autori di raptus criminali, confrontandolo con quello di altrettanti connazionali senza problemi di impulsività grave (gruppo controllo). Gli scienziati hanno così osservato che l’unico elemento predittivo di un comportamento patologicamente impulsivo era la variante di un gene, l’HTR2B, che codifica un recettore della serotonina localizzato nel cervello. La serotonina, ricordano infatti gli studiosi, è un neurotrasmettitore che influenza numerosi comportamenti, compresa l’impulsività.
"La cosa interessante - nota Goldman - è che abbiamo scoperto anche come essere portatori di questa variante genetica non sia sufficiente per agire con impulsività violenta. I possessori di questa mutazione a rischio raptus che avevano commesso un atto di questo genere erano maschi. E tutti erano diventati violenti soltanto sotto i fumi dell’alcol, sostanza che già di per sé contribuisce a sciogliere i freni inibitori". Per verificare la scoperta gli studiosi hanno quindi condotto un esperimento sui topi, confermando che, quando l’equivalente murino del gene umano HTR2B veniva eliminato o ’spento’, gli animali diventavano più impulsivi. Test sull’eventuale influenza dell’alcol anche nei topi sono ancora in corso.
Nonostante la variante genetica identificata sia "relativamente diffusa in Finlandia", Goldman e colleghi tengono a puntualizzare che l’impulsività dipende da un mix di fattori genici e ambientali. Ulteriori studi sono dunque necessari per chiarire meglio l’origine del raptus.



ASCA
SALUTE: BEVUTO TROPPO ALCOL? DA FRUTTOSIO DEL MIELE RIMEDIO ANTI-SBORNIA

Roma, 27 dic - Una buona scorta di miele da aggiungere al latte, al te’ o sulle fette biscottate, a colazione, potrebbe aiutare a smaltire i postumi dell’alcol bevuto la sera prima: il dolce consiglio anti-sbornia arriva da uno studio realizzato dalla Royal Society of Chemistry, in Gran Bretagna, e riportato dall’edizione online del quotidiano inglese Telegraph.
Il motivo per cui postumi di una sbornia sono cosi’ fastidiosi, spiegano i ricercatori, e’ che l’alcol viene prima suddiviso in acetaldeide, sostanza tossica per l’organismo. Solo dopo quest’ultimo viene poi convertito - grazie all’interazione col fruttosio - in acido acetico, che viene poi bruciato dall’organismo durante il normale processo metabolico e poi scomposto in anidride carbonica che viene respirata fuori dal corpo. (*) Sarebbe proprio il fruttosio contenuto nel miele ad aiutare l’organismo a scomporre l’alcol in sottoprodotti innocui: ’’La sbornia scompare se l’acetaldeide viene lentamente convertito in sostanze chimiche meno tossiche’’, spiega John Emsley, che ha guidato la ricerca.
noe/sam/alf
(*) Nota: i rimedi anti-sbornia per essere efficaci devono evitarla, non farla passare. Se proprio si vuole interferire nel metabolismo dell’acetaldeide attraverso un rimedio naturale, si possono mangiare (prima) dei funghi, chiamati volgarmente “Funghi dell’inchiostro”, nome scientifico Coprinus Atramentarius. Hanno, in pratica, lo stesso effetto dell’Antabuse.


LA NUOVA SARDEGNA
Ubriaco, molesta i clienti e urina sul bancone di un negozio: in cella

LA GAZZETTA MARTESANA

Un ubriaco alla guida di un autocarro causa incidente sulla circonvallazione

IL PICCOLO DI TRIESTE
Ubriaco in un bar di via Vecellio multa e denuncia per minacce
Slovenia, nuovo codice della strada contro l’uso di alcol e alta velocità

 

 

 

 

 

Martedì, 28 Dicembre 2010
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