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Rassegna alcol e guida del 15 gennaio 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

VI SEGNALO  UN ARTICOLO IN FONDO ALLA RASSEGNA, ARRIVATO ALL’ULTIMO MOMENTO

 

LA STAMPA ITALIANA NON HA DATO MOLTO RISALTO ALLA NOTIZIA. LO VOGLIAMO DARE NOI OGGI APRENDO LA RASSEGNA CON QUESTO TOCCANTE ARTICOLO DELL’AMICO LORENZO BORSELLI

 

ASAPS

In morte di Maripe, 19 anni, filippina, vittima “contromano” di una strada che uccide tutti ma che parla ancora in modo diverso
C’è razzismo anche nella morte?
La vera lezione arriva dagli amici della ragazza scomparsa: guardate il video

Di Lorenzo Borselli

 (ASAPS) MILANO, 15 gennaio 2010 – Il suo nome era Maripe Manguerra Pangan, ma tutti la chiamavano “Budz”. A vedere il suo viso, sul video che gli amici hanno postato su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=o478ROuH3-E), doveva essere una persona davvero speciale. È morta lunedì sera, a Milano, ad una fermata dell’autobus. I giornali ne hanno parlato appena e, francamente, non capiamo perché. Forse perché Budz non era italiana, o forse perché, al contrario, era italiano il conducente che l’ha travolta, straziandola, mentre aspettava il bus. Uno dei soccorritori, secondo un articolo apparso sul Corriere online, avrebbe detto ai Vigili Urbani che il conducente della Peugeot 307 che ha imboccato contromano via Benedetto Croce, ammazzando “Budz”, aveva un alito fortemente alcolico. Ma nulla, dei controlli effettuati, è trapelato. I perché che avremmo voluto sapere sono scivolati via, nella direzione opposta a quella alla quale la “normalità” delle news ci ha ormai abituato. Maripe, ragazza filippina di 19 anni e mezzo, è dunque morta “contromano”. Con le cuffie dell’Ipod alle orecchie, schiacciata tra il muso dell’auto che sfrecciava senza controllo verso la periferia e la pensilina dell’ATM, fracassata. Oltre questo schianto, che ha segnato l’ultimo attimo di vita della ragazza, ci sono cartelli divelti, plastica, vetri e perfino il tronco spezzato di un albero. Dell’investitore si è saputa soltanto l’italiana età: 42 anni, e che si troverebbe ricoverato al Fatebenefratelli, in condizioni “non gravi”. Buon per lui. Ma perché un’auto contromano, condotta probabilmente da una persona in condizioni psicofisiche alterate, che piomba su una fermata d’autobus e uccide una ragazza nel fiore degli anni, stavolta non ha fatto notizia? Il dubbio che il silenzio degli organi di stampa nazionali sia dovuto ad uno strisciante e inconsapevole razzismo, stavolta ci sembra pienamente giustificato. Gli ingredienti per la notizia, infatti, c’erano tutti. Lo terremo a mente per il futuro. Intanto clicchiamo sul tasto play del video di Budz, presente su Facebook come tutti i suoi coetanei, o quasi, gli stessi che chattano da un continente all’altro grazie a internet, che battono frenetici le tastiere inventando parole nuove, quasi onomatopeiche, per risparmiare tempo e poter così dire più cose, ascoltandone molte altre ancora. Ragazzi e ragazze che hanno deciso di riempire il rumore di fondo della vita di tutti i giorni con una cuffia e tanta musica in formato mp3. Ascoltiamo il sottofondo di Elton John, “Candle in The Wind” e rispondiamo all’appello degli amici di Maripe, che chiedono solo di ricordare “Budz” per quello che era. “Se porteremo con noi quello che ci ha dato durante il nostro incontro e lo faremo nostro, allora lei rimarrà sempre viva!”. L’odio, nei cuori di Maripe e dei suoi amici, che definiscono la vita come un “incontro”, è davvero un sentimento sconosciuto. E allora a questi amici vogliamo dire grazie, per un’incredibile lezione.

 


ALTRO ARTICOLO E ALTRA TRAGEDIA FORSE DOVUTA ALL’INTOLLERANZA RAZZIALE

 

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

«Hanno gettato Yussuf nell’acqua gelida»

Piazza Cavour, i volontari del Comune: ora la polizia indaghi sulla morte del marocchino di 37 anni

14.1.10 NAPOLI — Il freddo non l’avrebbe ucciso, probabilmente, se un gruppo di giovani non l’avesse gettato nell’acqua gelida di una fontana. Yussuf Errahali, marocchino di 37 anni, è stato trovato morto martedì mattina alle 10,15 a pochi metri dalla stazione «Museo» della metro collinare, in piazza Cavour. Il suo corpo, dicono i volontari del Comune di Napoli giunti sul posto insieme ai medici del 118, era bagnato fradicio. Poche ore prima era morto nella stazione «Colli Aminei» il 45enne Carmine Minucci, residente a Mugnano, padre di due figli e già conosciuto dai servizi sociali per i suoi problemi di alcolismo. Il racconto di Graziella Lussu, responsabile della cooperativa sociale «Il Camper», che offre assistenza ai senzatetto per conto di Palazzo San Giacomo, è scientifico, gelido, come il corpo di Yussuf che giaceva mezzo nudo su una panchina della linea 1. «Siamo arrivati sul posto poco dopo le 10 del mattino, quasi in contemporanea con l’ambulanza del 118. I medici hanno tentato diverse manovre rianimative, purtroppo senza alcun successo. Nel pomeriggio, in piazza sono giunti i volontari del turno pomeridiano, che hanno raccolto numerose testimonianze dai senza dimora che popolano la zona».

Persone che, chi per problemi di droga e chi per altri motivi, non si sognerebbero mai di andare a sporgere denuncia in un commissariato di polizia. Dei volontari, invece, si fidano. Ed è a loro che hanno raccontato un episodio agghiacciante. «Ci hanno detto che Yussuf era stato gettato nell’acqua gelida della fontana, e che era rimasto per diverse ore con gli abiti inzuppati d’acqua prima di morire. Quando i medici l’hanno soccorso, era mezzo nudo e bagnato fradicio». Il freddo, e le pessime condizioni psicofisiche in cui versava il marocchino, hanno fatto il resto. Yussuf Errahali, scappato dall’ospedale Incurabili dov’era in trattamento per dipendenza da alcol e cocaina, non aveva la lucidità e la prontezza sufficienti per reagire. Anzi, come raccontano i suoi compagni, si trovava in uno stato di forte confusione. Ma i clochard che quotidianamente popolano panchine e aiuole all’esterno della metro, hanno detto molto di più ai volontari del Comune di Napoli. Gli autori dell’aggressione sfociata nella morte dell’immigrato, non sarebbero nuovi a questo tipo di raid. Dicono di aver visto gli stessi volti, le stesse risate, la stessa violenza, le stesse persone che nel mese di settembre scorso incendiarono vivo Antonio Montella, un anziano clochard che per le ferite riportate venne ricoverato d’urgenza al reparto grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli, poi in terapia intensiva, e poi avanti in un calvario che probabilmente non terminerà mai. La responsabile dell’unità mobile parla di Antonio come di «una persona umile, tranquilla, che non ha mai dato fastidio a nessuno». Gli operatori sociali, riferisce Lussu, hanno fornito alla polizia tutti gli elementi raccolti sul posto.

Le testimonianze indirette dei clochard sono attualmente al vaglio degli investigatori. «I senzatetto che vivono in piazza Cavour — racconta la responsabile dell’unità mobile — parlano dell’ennesima scorribanda di un gruppo di giovani provenienti dal quartiere Sanità. Crediamo che l’area dove sono avvenuti entrambi gli episodi necessiti di una maggiore sorveglianza, soprattutto nelle ore notturne». A sottolineare la drammaticità dell’episodio, rilanciando sulla necessità di una maggiore sorveglianza nell’area del Museo Archeologico e della metro di piazza Cavour, è l’assessore comunale alle Politiche sociali, Giulio Riccio. «Il fatto che l’autorità giudiziaria non abbia archiviato il caso come ‘morte naturale’, è un dato molto positivo, che segnala una chiara volontà di vederci chiaro. I nostri operatori, qualora non fossero sufficienti le dichiarazioni già rese alle forze dell’ordine, saranno completamente a disposizione della polizia per aiutare gli investigatori nel migliore dei modi. E’ evidente, ormai, come i raid in piazza Cavour, conclusisi in entrambi i casi in maniera drammatica, siano diventati un problema di ordine pubblico. Al di là tutto, va evidenziato come casi del genere sarebbero molto più rari se anche l’Italia, come altri Paesi, istituisse una forma di reddito stabile a sostegno delle persone incapienti».  Stefano Piedimonte

 

L’AMICO ADELMO DI SALVATORE HA SCRITTO IN RIFERIMENTO ALL’ARTICOLO IN CUI L’AIRC SOSTENEVA CHE IL VINO NON HA EFFETTI NOCIVI RILEVATI SUL RISCHIO DI CANCRO E CHE RIDUCE IL RISCHIO DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI NEGLI UOMINI DI MEZZA ETA’ E ANZIANI.

 

Gentile dottoressa Cauda,

in riferimento alla Sua risposta alle osservazioni di Baselice e Sbarbada intorno all’ articolo "Speciale arance", apparso sul Notiziario AIRC il 12.11.2009,  desidero manifestarLe alcune riflessioni.

            Intanto La invito a leggere i capitoli del mio ultimo lavoro Manuale di alcologia sociale. Il superamento della "cultura alcolica", ed. Erickson, 2009, ai capitoli 9 Il vino e il cuore (pagg. 219-238) e 10 Il bere e il cancro (pagg. 239-248). Vi troverà tutte le argomentazioni scientifiche e umane prodotte nelle lettere di Baselice, Sbarbada e Palmesino. In aggiunta:

 

* la Sua affermazione "gli studi epidemiologici dimostrano che un consumo molto modesto di alcol (nella misura totale di un bicchiere al giorno per le donne, due al massimo per gli uomini) non ha effetti nocivi rilevati sul rischio di cancro.  Inoltre, riduce il rischio di malattie cardiovascolari negli uomini di mezza età e anziani."  trova ampia smentita nelle decine di documenti scientifici citati nel libro in questione;

* nel libro troverà descritte le contraddizioni, l’ambivalenza e le ambiguità della (pseudo)scienza intorno al consumo di bevande alcoliche, le questioni sui grassi e il paradosso francese, sugli antiossidanti  e il resveratrolo, sulla vasodilatazione e sulle  lipoproteine ad alta densità (HDL); vi troverà le ricerche più recenti sui meccanismi di insorgenza del tumore attraverso l’assunzione di bevande alcoliche, anche in quantità corrispondenti ad un solo bicchiree di vino al giorno;

* è necessario fare attenzione alla terminologia, perché un bicchiere di alcol corrisponde a circa 8-9 bicchieri di vino: meglio sarebbe parlare di bevande alcoliche e non di alcol (che nessuno beve assoluto);

* gli effetti "benèfici" dell’alcol non sono difesi più da nessuno, perché ormai tutti  (compresi gli stessi produttori di vino e delle altre bevande alcoliche) riconoscono che l’alcol etilico è una sostanza tossica, cancerogena e con le caratteristiche di una droga: per questo motivo non è una bestemmia affermare che il vino e gli altri alcolici sono bevande tossiche, cancerogene e droghe (di largo consumo, facilmente reperibili, legali, di basso costo, molto dannose e pericolose per la salute fisica, sociale e psichica di chi le consuma e di tutte le altre persone);

* la faccenda degli antiossidanti e del resveratrolo nel vino è una bufala e una grande illusione; diventa una "sporca faccenda", se si tiene conto degli enormi interessi commerciali in gioco;

* gli studiosi che ricercano gli effetti salutari del vino sono di solito consumatori di vino e tendono a trovare quello che devono trovare: lo dimostrano le numerose ricerche finanziate dagli stessi produttori di vino (ci si potrebbe aspettare il contrario? come si fa a dire se uno studio è qualificato? chi certifica la qualità degli studi? i produttori? gli studiosi prezzolati?); per favore, si rilegga le conclusioni dello studio Fillmore citato nella lettera di Sbarbada e nel mio libro;

* se anche vi fossero alcuni effetti benèfici dal consumo di vino (ma non sono affatto dimostrati), sarebbe come mangiare una fetta di pane spalmata di una gustosa marmellata, con una spruzzatina di topicida (tossico), di cocaina (droga) e di un agente cancerogeno (a scelta, considerata la facile reperibilità in commercio);

* duole constatare che alcuni medici si prestano a pubblicizzare notizie fasulle su presunti effetti salutari del vino durante convegni sponsorizzati dai produttori di vino; altri - riconosciuti oncologi ma pessimi alcologi - consigliano in diretta TV a donne in gravidanza di bere un bicchiere di vino al giorno (ma sono diventati matti?);

* a me non piacciono le persone dal "doppio volto", le Associazioni dal "doppio volto" né le "sostanze dal doppio volto". E a Lei?. Continuerò a sostenere la Vostra associazione soltanto quando avrò chiara la direzione che avrete preso da qui ad un anno riguardo al consumo di bevande alcoliche.

      Cordialmente.

      Adelmo Di Salvatore        Psichiatra, Direttore del Servizio di Alcologia della ASL Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Membro del Gruppo tecnico "Alcol" presso la Commissione Salute, Conferenza Stato-Regioni.


 

SE GLI AMMINISTRATORI DI CATENANUOVA SONO COSI’ PREOCCUPATI PER IL FUTURO DEI GIOVANI PERCHE’ NON ORGANIZZARE UN CARNEVALE “ALCOL FREE”?

 

SICILIAONLINE

Aspettando «re Carnevale»Catenanuova.  

Sarà incrementata la partecipazione di gruppi in maschera e carri allegorici  

15.1.10 Catenanuova.  Sono stati già avviati dall’assessore allo Spettacolo, Turismo e Pi, Laura Colica, i preparativi per lo svolgimento del Carnevale che, com’è intendimento dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Aldo Biondi, coinvolgerà tutte le fasce della popolazione, ma soprattutto i più giovani che con le loro idee e la loro creatività dovranno apportare tante innovazioni nelle manifestazioni di quest’anno.

"E’ nostra intenzione - spiega l’assessore Laura Colica - accrescere la partecipazione della gente e dei giovani ed incrementare la cultura per il Carnevale catenanuovese. Ma i massimi protagonisti del Carnevale catenanuovese, così com’è stato l’anno scorso, saranno soprattutto i ragazzi e i giovani che con la loro massiccia ed attiva partecipazione contribuiranno alla buona riuscita delle manifestazioni conferendo ad esse dinamismo ed allegria.

"Lo scorso anno i giovani coinvolti sono stati almeno un migliaio. Con la loro fantasia e creatività sono riusciti a creare un grande coinvolgimento della cittadinanza. Incrementeremo la partecipazione dei gruppi in maschera dei carri allegorici".

Le centrali vie Vittorio Emanuele e Principe Umberto e l’ampia piazza Marconi saranno le location dove maggiormente avranno luogo le manifestazioni del Carnevale.

In occasione dei preparativi per il Carnevale l’assessore Laura Colica e il sindaco Aldo Biondi si rivolgono ai giovani invitandoli ad allontanarsi dall’alcol e dalla droga. Questo l’appello dell’assessore e del sindaco:

"Le sostanze stupefacenti, l’alcol ed altre diavolerie - ammoniscono - il sindaco Biondi e l’assessore Colica - gradualmente rubano la vostra vita giovanile e anche quella futura. La vita, una volta entrati in questi tunnel buio, ne uscirà sempre condizionata e offesa. Pensate anche al grave disagio familiare causato, oltre a quello sociale". NICOLÒ SACCULLO

 


A VILLAFRANCA HANNO GIA’ ORGANIZZATO UNA DISCOTECA ANALCOLICA

 

VILLAFRANCA. L’amministrazione accoglie la richiesta dei familiari di giovanissimi e organizza un divertimento sicuro

Genitori sollecitano il Comune Nasce la discoteca senza alcol

Domani sera nel castello festa per i ragazzi dai 13 ai 18 anni Musica fino all’una di notte, ma a volume più basso dei locali

Nasce la discoteca analcolica. Nella tensostruttura all’interno del castello scaligero, domani sarà allestita la “My space", un locale allestito per far divertire i giovanissimi. La serata è infatti dedicata a ragazzi d’età compresa tra 13 e 18 anni e si terrà dalle 21 all’una. All’interno, si potrà ballare e ascoltare musica e il bar servirà soltanto bibite e cocktail analcolici.

«Abbiamo accolto le richieste dei genitori», spiega l’assessore alle manifestazioni Gianni Faccioli. «Lamentano il fatto di essere costretti ad accompagnare i loro figli in discoteca a tarda ora e fuori paese. Iniziando alle 21, offriamo invece un orario consono a tutti. Nella struttura, i ragazzi potranno passare una serata spensierata, senza mettere a repentaglio la propria vita. Divertendosi senza bere e sorvegliati da personale adulto».

L’iniziativa ha preso piede nella vicina Mantova, per volontà dell’associazione ricreativa e culturale “I saturnali". Il gruppo ha ideato la discoteca analcolica a Goito, dove da tre anni giungono fino a 600 ragazzi del comprensorio. Molte città del settentrione sono interessate al progetto, che potrebbe diffondersi sul territorio in maniera capillare.

«“My space"», spiega il rappresentante dell’associazione Massimo Giannachi, «è un progetto che si pone in modo critico rispetto agli eccessi e alle trasgressioni, considerati componenti irrinunciabili del divertimento. Valorizziamo la musica e il ballo, come fattori positivi di aggregazione, offrendo uno spazio idoneo per un divertimento sano ed educativo».

Oltre all’assenza totale di alcolici, una peculiarità di “My space" sarà il volume della musica, più basso rispetto alle tradizionali discoteche. Saranno, inoltre, proiettati spot contro l’uso di alcolici e sostanze stupefacenti. La fascia d’età è tassativa: non potranno entrare ragazzi più giovani o più vecchi del target scelto. L’ingresso è di sette euro, per chi si iscrive on line, allegando l’autorizzazione dei genitori. Questa modalità è caldeggiata dagli organizzatori, per questioni di sicurezza. È possibile, tuttavia, acquistare il biglietto al momento, pagando nove euro. Il progetto “My space" è patrocinato dal Comune di Villafranca e ha vinto il bando Lab.Com (spazio dei giovani nella comunicazione) della provincia di Mantova. Ha ottenuto nel 2009 il riconoscimento della Regione Lombardia e del ministero della Gioventù.

L’amministrazione comunale intende proporre quattro serate in tutto, da gennaio ad aprile, che seguiranno un tema specifico, a cominciare da quella di carnevale. Date e luoghi non sono ancora definitivi. Rimane, infatti, l’incognita del palatenda, allestito durante le vacanze natalizie per ospitare la festa di capodanno.

«La carenza di luoghi ricreativi per i giovani è cronica a Villafranca», conclude l’assessore Faccioli, «con la tensostruttura nel castello riusciamo a sopperire. Per questo speriamo che la Soprintendenza ci permetta di mantenerla sino a primavera. Se otterremo l’assenso, potremo organizzare diversi eventi».

Tra questi si annoverano spettacoli teatrali e il famoso cineforum, previsto a novembre al palacover di via Fantoni, tuttavia mai partito.

 


UN MODO PER ORGANIZZARE UN FUTURO MIGLIORE

 

POLAVENO

Alcolismo: c’è una risorsa per sostenere le famiglie

Lo scopo è quello di aiutare il ritorno a uno stile di vita equilibrato persone che stanno attraversando un periodo difficile della propria vita, centrando l’obiettivo attraverso un processo educativo che prevede il coinvolgimento della famiglia. Un tentativo che a Polaveno viene fatto da «La magnolia è fiorita»: una realtà appena nata e che fa riferimento all’Associazione dei club degli alcolisti in trattamento.

Dopo quelli di Brozzo di Marcheno e Sarezzo, quello polavenese è il terzo gruppo del genere che nasce in Valtrompia. E si riunisce ogni mercoledì (salvo i giorni festivi), dalle 20.30 alle 22, nella sala civica di via D’Annunzio 10 a Gombio, presentandosi come una comunità autonoma pensata per affrontare i cosiddetti problemi «alcolcorrelati» e complessi che possono nascere nei nuclei familiari. Chi partecipa alle sedute è chiamato a esporre e condividere storie personali, difficoltà, speranze e progetti in un clima di amicizia e solidarietà.

Così si cerca di mutare l’atteggiamento dei partecipanti non solo in relazione all’alcol, ma anche a migliorare la qualità di vita in casa e sul lavoro. Per saperne di più: 338-6555782.N.BON.

 


ANCORA POSTI LIBERI PER IL CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE DI ROVERETO

 

TRENTINO

Capire l’alcolismo

VENERDÌ, 15 GENNAIO 2010

 ROVERETO. Ci sono ancora posti disponibili per partecipare al corso di sensibilizzazione all’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi. Il corso, proposto da Apcat Trentino, si svolgerà da lunedì 1 a venerdì 5 febbraio nel centro “Beata Giovanna” di via Setaioli. Gli incontri sono aperti a tutti e durante le serate saranno affrontati temi come gli stili di vita e di relazione, gli aspetti sociali, relazionali e sanitari dei problemi legati all’alcol. Il tutto per promuovere la salute nella comunità, affrontando anche tutti gli aspetti della sofferenza e del disagio di chi è dipendente dalle sostanze alcoliche (sofferenza psichica, uso di altre sostanze, gravi problemi sociali). La partecipazione al corso è gratuita, ma le iscrizioni scadono oggi. Per ulteriori informazioni chiamare gli uffici di Apcat Trentino - Centro Studi allo 0461 391482 oppure inviare un’e-mail a csdpa@iol.it. (pat)

 

CONTINUA IL DIBATTITO SULLA LEGGE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO CHE VIETA LA VENDITA E LA SOMMINISTRAZIONE DI ALCOLICI AI MINORI DI 18 ANNI.

 


TRENTINO

Non sparate sulle feste campestri

Cirolini (Pro Loco): contro l’alcol più educazione

VENERDÌ, 15 GENNAIO 2010

 CLES. D’accordo con il gestore del pub Old Arthur’s Livio Daprai sulla scarsa efficacia del proibizionismo calato dall’alto e impegno a rendere le feste campestri, che pure sono obbligate a non vendere bevande alcoliche ai minori di 18 anni, momenti educativi contro l’abuso di alcol. Questa la reazione di Leone Cirolini, presidente del consorzio delle Pro Loco della val di Non, che respinge la definizione delle feste campestri come “terra di nessuno” dove sostanzialmente tutto sarebbe permesso.

 «Da anni sono impegnato personalmente, adesso a livello di valle di Non e prima come responsabile della Federazione provinciale delle Pro Loco, a far crescere tra gli associati l’esigenza di qualità e la qualità non si misura con il numero dei fusti di birra spillati», spiega Cirolini, sottolineando che i controlli ci sono anche nelle feste campestri, non solo nei pub e nei bar. «Il problema dell’abuso di alcol non è questione di ordine pubblico ma di educazione. Su questo versante al primo posto ci deve essere la famiglia, poi la scuola e, quasi allo stesso livello, anche la rete dei pubblici esercizi se davvero, come dice Daprai, ai gestori stanno a cuore i clienti dentro e fuori il loro locale».

 Su un altro punto Cirolini concorda con Daprai: lo scarso impegno dei Comuni nella prevenzione dell’alcol che si sta diffondendo a macchia d’olio tra fasce sempre più giovani. «Si finanziano feste campestri che hanno le migliori intenzioni, ma dovrebbe esserci più attenzione nel prevenire le manifestazioni dove la birra scorre a fiumi: su questo terreno ci dovrebbe essere tolleranza zero. Se dipendesse da me condizionerei le licenze per le feste all’aperto all’assoluto bando dell’alcol, ma mi rendo conto che è una proposta irrealizzabile, almeno fino a quando non cambierà la cultura secondo cui non esiste divertimento senza alcol». Cirolini preannuncia per la prossima estate, quando si concentrano decine di feste campestri organizzate in gran parte proprio dalle Pro Loco, una campagna di prevenzione per i maggiorenni.(*) Per i minorenni c’è già il divieto, vedremo se sarà efficace davvero. «Per gli under 18 la questione è chiusa per legge: il divieto di vendere alcol sarà d’obbligo - conclude Cirolini - ma per rendere efficace il provvedimento occorre puntare su alternative che possono venire solo dagli stessi ragazzi e dall’esempio che possono portare verso i coetanei tentati dall’euforia e dall’autostima fittizia che viene dall’alcol». (g.e.)

 

(*)Nota: io proporrei una campagna di informazione e sensibilizzazione alle associazioni e alle persone che organizzano le feste campestri!

 


I CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

LA PROVINCIA PAVESE

Era ubriaco alla guida Denunciato

14 gennaio 2010   pagina 21   sezione: CRONACA

 VOGHERA. Ubriaco alla guida, è stato bloccato e denunciato da una pattuglia dei carabinieri per guida in stato di ebbrezza. E’ accaduto nella notte tra martedì e ieri. Verso le 3 di notte una pattuglia del nucleo radiomobile ha notato una Smart che procedeva a forte velocità e in modo piuttosto incerto, quasi a zig-zag. I militari hanno quindi deciso di fermarla. Alla guida dell’utilitaria c’era F.M., un vogherese di 48 anni. L’uomo ha accettato di sottoporsi al test dell’etilometro, che ha dato esito positivo. F.M. aveva più di 1,5 grammi di alcol per litro di sangue, mentre il limite massimo consentito è di 0,5. L’uomo è stato quindi denunciato a piede libero, con patente ritirata. L’auto non è stata confiscata perchè non apparteneva a lui ma ad altri. (p.fiz.)

 


L’ARENA

NOGAROLE ROCCA. Attimi di tensione nel bar Sport in via Europa

Beve e minaccia la barista

I carabinieri lo arrestano

15.1.10 Operaio ubriaco rompe una bottiglia e urla Poi insegue in strada il fidanzato della ragazza

Un marocchino arrestato a Nogarole per minacce a una barista e al suo fidanzato. E tre giovani, di cui due minorenni, denunciati a piede libero durante i controlli al mercato di Villafranca. Sono il frutto di due distinte dei carabinieri di Vigasio e Villafranca.

A Nogarole, nel pomeriggio dell’altro ieri, i militari hanno arrestato Zyat Boubker, 39 anni, operaio edile. Secondo i testimoni, Boubker aveva ordinato vino e liquori al “Bar Sport" di via Europa. La cameriera, accortasi che l’operaio era brillo, si è rifiutata di dargli ancora da bere se prima non avesse saldato il conto dei bicchieri precedenti. Boubker ha cominciato a inveire. La ragazza spaventata, ha chiamato in aiuto il suo fidanzato, che vive in una casa vicina al bar. Boubker, dopo l’arrivo del giovane, ha rotto una bottiglia e, continuando a bere, ha minacciato i due con i cocci che teneva in mano. Il fidanzato, approfittando di una distrazione di Boubker,è scappato dal bar. Il marocchino lo ha inseguito per un po’. Il giovane, nella fuga, è riuscito con il cellulare a chiamare il 112. I carabinieri di Vigasio hanno arrestato Boubker al bar, dove era tornato dopo l’inseguimento, e portato in caserma a Villafranca. Ieri mattina Boubker ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione. Sempre mercoledì a Villafranca i carabinieri del nucleo radiomobile hanno fermato e denunciato a piede libero tre ragazzi, H.A., 20 anni, di Padova e due minorenni, tutti residenti nel campo nomadi di Rizza. I tre sono stati sorpresi a bordo di una Punto guidata dalla ragazza, sedicenne, ovviamente senza patente. Durante il controllo i militari hanno trovato in auto un piede di porco. Sono stati denunciati alla magistratura per il possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso e la ragazza per guida senza patente. L’altro minorenne è stato denunciato per non aver rispettato l’obbligo cautelare della permanenza in casa.F.T.

 


ECCO COSA COMBINANO IL VINO, LA BIRRA E LE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE

 

INCIDENTI STRADALI

 

CAMPANIA

LA CITTA’ DI SALERNO

Ubriaco alla guida, si schianta con l auto

14 gennaio 2010   pagina 14   sezione: NAZIONALE

Nottata movimentata, quella di martedì, per gli agenti della sezione "volanti" della questura, intervenuti in due strade cittadine per rilevare altrettanti incidenti stradali causati da persone ubriache al volante. L’incidente più eclatante è quello che si è verificato, intorno alle 2.30 di notte, in via Indipendenza. Un uomo di quarantasette anni, alla guida di una Ford Ka, mentre stava tornando a casa ha infatti perso il controllo del mezzo. Prima si è scontrato con un muretto, poi con un palo della luce, infine si è capovolto per poi "frenare" contro una Opel Agila che è rimasta parzialmente danneggiata dal tamponamento. A far scattare l’allarme sono stati alcuni residenti della zona, svegliati dal trambusto. I poliziotti hanno sottoposto il conducente all’alcol test: l’uomo, D.P. le sue iniziali, è risultato positivo ed è stato denunciato in stato di libertá per guida in stato di ebbrezza. Gli è stata ritirata la patente e la macchina è stata posta sotto sequestro. Il quarantasettenne non ha miracolosamente riportato nessuna ferita e per lui non si è reso necessario il trasporto in ospedale. • Un secondo incidente stradale si è invece verificato poco prima, intorno all’una di martedì notte, in piazza XXIV Maggio. Questa volta, a perdere il controllo della macchina, è stato un trentenne che stava rincasando alla guida di una Ford Fiesta. Ha urtato un palo della luce: anche in questo caso, i controlli dell’etilometro hanno confermato che aveva bevuto oltre la soglia consentita e pertanto è stato deferito in stato di libertá.

 


DENUNCE

 

TOSCANA

ADNKRONOS

FIRENZE: UBRIACO ENTRA CON AUTO IN AREA PEDONALE, DENUNCIATO

Firenze, 14 gen. - (Adnkronos) - Ubriaco, percorreva a bordo della propria auto, a velocita’ sostenuta, la zona pedonale compresa tra Ponte Vecchio e Borgo San Jacopo, a Firenze. L’uomo, un fiorentino 34enne, e’ stato inseguito e fermato poco dopo da una pattuglia delle Volanti. Visibilmente ubriaco ha cercato di sottrarsi alla misura dell’alcol-test dicendo che era un medico e che soffriva di asma e solo dopo aver compreso le conseguenze penali del rifiuto si e’ sottoposto volontariamente al test.

Il tasso alcolemico, superiore a quello consentito ha fatto scattare la denuncia per guida in stato di ebbrezza con immediato ritiro della patente. L’auto e’ stata affidata al padre. Sono cosi’ 7 le persone denunciate in questi ultimi quattro giorni per guida in stato di ebbrezza nel corso di controlli fatti dalla Polizia Stradale ed agenti delle volanti.. Per tutte e’ scattato l’immediato ritiro della patente.

 


VENETO

IL GAZZETTINO

15.1.10 C. Arc.) Aveva bevuto talmente tanto che alla fine si è addormentato per smaltire la sbornia negli uffici della questura. La segnalazione è arrivata al 113 l’altro giorno alle 14.50. È stato richiesto un intervento al bar trattoria “Al Ricordo” di via San Francesco dove si trovava una persona molesta che disturbava. Una volta sul posto, gli agenti delle volanti hanno trovato un tedesco, N.L., completamente ubriaco. L’uomo, dopo aver consumato alcune birre senza pagarle in un bar del centro, si era diretto nella trattoria e dopo aver consumato un pasto del valore di 16 euro, si è rifiutato di saldare il conto. Il tedesco è stato accompagnato in questura e indagato per insolvenza fraudolenta in quanto sprovvisto di denaro per il pagamento delle consumazioni. Smaltiti i fumi dell’alcol l’uomo è stato rilasciato.

 


CAMPANIA

IL MATTINO

Momenti di panico ieri mattina all’alba: un uomo di 65 anni, alla guida in stato di ebbrezza, ha centrato con la sua Opel Corsa i cantieri della metropolitana di Piedigrotta. Per sfuggire agli uomini della vigilanza che sono subito intervenuti, si è poi dato alla fuga a tutta velocità attraverso la grotta, colpendo molte auto in sosta. L’uomo è stato bloccato in piazza Italia dai vigili della sesta unità operativa al comando del tenente Gaetano Frattini. Alle sei del mattino ha rifiutato di sottoporsi al test anti-alcool. Si è poi presentato agli uffici dei vigili chiedendo di effettuare i controlli. Alle 13 il livello di alcool nel sangue era ancora 5 volte superiore al consentito. L’uomo, che aveva già la patente sospesa per guida in stato di ebbrezza è stato denunciato.

 


VIOLENZA

 

MARCHE

IL CORRIERE ADRIATICO

Aggredisce gli agenti Arrestato al Piano

Ancona Spacca una cornetta del telefono poi aggredisce i poliziotti che tentano di fermarlo. Un napoletano di 38 anni (S. S.) è stato arrestato per danneggiamento aggravato, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Ieri pomeriggio, attorno alle 17.45, gli agenti della Volante in servizio di controllo al Piano, in corso Carlo Alberto hanno notavano un uomo che stava danneggiando la cornetta di una cabina telefonica sbattendola violentemente e rompendola in due parti. I due agenti hanno cercato inutilmente di calmarlo: l’uomo, ubriaco, ha iniziato ad urlare e ha insultato pesantemente gli agenti, colpendo in faccia uno dei due tirandogli la patente di guida e la carta d’identità. Poco dopo li minacciava con i pugni: nel tentativo di divincolarsi dalla loro presa ne ha ferito uno (cinque giorni di prognosi gli sono stati poi riconosciuti in ospedale. L’esagitato è poi finito nelle Camere di Sicurezza della Questura in attesa della convalida dell’arresto.

 


LAZIO

ASCA

ROMA: TORNA A CASA UBRIACO E ACCOLTELLA IL PADRE, ARRESTATO

 - Roma, 15 gen - Torna a casa ubriaco e per una banale lite accoltella il padre. E’ accaduto a Genzano, in provincia di Roma.

Il ferito, che nel tentativo di sfuggire alle numerose coltellate infertegli dal figlio, O.R. 40enne romano, era riverso a terra nel pianerottolo di casa, e’ stato subito soccorso dall’ambulanza e trasportato in codice rosso all’ospedale di Albano Laziale, dove dopo essere stato sottoposto ad intervento chirurgico d’urgenza, si trova attualmente ricoverato in prognosi riservata.

O.R. con piccoli precedenti penali, tra cui una denuncia per guida in stato d&rsq

Sabato, 16 Gennaio 2010
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