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Rassegna alcol e guida del 14 dicembre 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta
 

Riproponiamo un articolo di qualche giorno fa relativo alla iniziativa della Coldiretti su alcolici e guida. Di seguito le considerazioni di Andrea Ghiselli indirizzate a un medico sostenitore dell’iniziativa.

LA STAMPA
Torino, 11/12/2010 - Non tutti reggono il vino nello  stesso modo. Si basa su  questa convinzione l’idea della Coldiretti Piemontese  di un certificato medico personale che attesti il grado di tollerabilità individuale, ritenendo ingiustificato quello generalizzato, fissato dalla  legge in 0,5 grammi per litro nei controlli con l’etilometro.
Nel nuovo codice della strada è stata stabilità la tolleranza zero per chi ha meno di 21 anni, per i patentati da meno di 3 anni e per i conducenti professionali o di  autoveicoli con patente C, D, E. Scelta radicale fatta anche da tutti i paesi dell’Est Europa. Più larghe le maglie, 0,8 il limite consentito, in Gran Bretagna, Irlanda, Slovenia, Spagna e Svizzera. In linea con l’Italia la maggior parte dell’Ue e la Turchia. Alcuni studi dimostrano che basta una  piccola percentuale di alcol nel sangue per alterare il sistema nervoso, rallentare i riflessi, ridurre il campo visivo e la capacità di percepire gli  stimoli, ma gli agricoltori piemontesi si basano, per sostenere la loro tesi, sul parere di medici e specialisti, come quello del direttore del reparto di  gastroenterologia dell’ospedale Maggiore di Novara, Mario Del Piano per cui  “non è automatico che chi viene scoperto con un livello di 0,51 sia ubriaco. Molti consumatori – spiega – con quella concentrazione restano sobri, perché abituati al consumo di vino e perché lo sono la famiglia e il popolo a cui appartengono, producendo l’enzima che tratta l’alcol in maniera doppia rispetto ad altri”.
Proprio questo è il punto. Il mondo agricolo alza le  barricate contro la “criminalizzazione del vino”, preoccupato per il crollo dei consumi per la “sindrome da etilometro”, che nei ristoranti si  attesterebbe sul -15%. “Veri nemici della sicurezza sono i superalcolici e gli 800mila ragazzi sotto i 16 anni che li consumano – sostiene ancora Del  Piano – il vino, meglio se rosso, di buona qualità, ha negli adulti proprietà antitumorali e antiossidanti”. Sempre con moderazione.


LETTERA DI ANDREA GHISELLI AL DR. DEL PIANO 

Egregio Professor Del Piano,
leggo con preoccupazione, certamente non con sorpresa, l’ennesimo tentativo da parte di Coldiretti di promuovere il consumo di vino a fronte di un calo dei consumi. Non con sorpresa, ripeto, perché Coldiretti fa il suo mestiere, che consiste nel promuovere un prodotto per ottenere un ritorno economico, mestiere che sa fare egregiamente.
La promozione di molti prodotti, se pur legittima da parte dei produttori, non è però sempre sostenibile da medici e nutrizionisti poiché può capitare che l’interesse dei produttori collida con l’interesse della salute pubblica. E’ legittimo che il tabaccaio protesti se gli si impone di scrivere sul pacchetto di sigarette che il fumo provoca il cancro, ma non altrettanto legittimo che un tecnico avalli un’ipotetica proposta di fare un certificato per quel 20% di fumatori e quel 50% di fumatrici che non muoiono di cancro del polmone. Un messaggio che alza polvere, mettendo sullo stesso piano salute e abilità alla guida, ingenerando il dubbio che la comunità scientifica sia divisa, è decisamente fuorviante per un consumatore che non aspetta altro che giustificazioni scientifiche per i suoi vizi, cioccolato compreso. Il mondo della produzione questi messaggi li sa costruire molto meglio di quanto sappiamo fare noi. E’ preoccupante però che certe posizioni risultino sostenute anche dalla controparte scientifica.
Sono certo, quindi, che il suo virgolettato, che riporto qui sotto, sia stato male interpretato da una stampa un po’ superficiale e in cerca di notizia. Se così fosse, credo sia il caso che Lei pretenda una rettifica sugli organi ufficiali, con tanto di scuse per la cattiva interpretazione del suo pensiero.
Non vi è dubbio infatti che una persona con un’alcolemia superiore a 0.50 g/l non sia in condizioni di guidare (per la verità non lo sarebbe nemmeno con un’alcolemia di 0.2). Il fatto di essere abituati o meno a bere e di avere una capacità metabolica altissima o bassissima, doppia o tripla non fa differenza alcuna sulla capacità di guidare. La differenza, caso mai, consiste solamente nel fatto che chi ha una capacità di metabolizzare velocemente l’alcol raggiungerà lo stesso valore alcolemico di una persona con capacità metaboliche inferiori consumando una quantità maggiore di alcol, che vedrà poi scomparire dal suo torrente ematico in un tempo più breve. Ma nel momento in cui due persone con differenti capacità metaboliche hanno un livello di alcolemia di 0.51 g/l, esse  hanno la medesima abilità di guida: non sufficiente. Lei dice (o Le fanno dire) che "non è automatico che chi viene scoperto con un livello di 0.51 sia ubriaco"; siamo d’accordo, la legge parla di guida in stato di ebbrezza, non di ubriachezza, anche se francamente mettersi a scegliere tra i vari aggettivi "ebbro, alticcio, arzillo, brillo, bevuto, stonato, ecc" sia fuorviante; qualsiasi aggettivo si scelga indicherà una non idoneità alla guida dell’automobile; non possiamo certamente definirci sobri con un’alcolemia di 0.51. La perdita di abilità a guidare una macchina non è inoltre certamente imputabile al tipo di bevanda, ma alla quantità di alcol ingerito, indipendentemente da ciò che si beve. Se si è consumato vino o un superalcolico, a parità di alcolemia si avrà la medesima inabilità alla guida dell’auto e quindi il pericolo per i nostri ragazzi (ma anche per gli adulti) è rappresentato dall’alcol e non dal superalcolico.
E fin qui abbiamo parlato di sicurezza stradale. Sulla sicurezza per la salute invece non esiste nessuna evidenza, nemmeno un’indicazione vaga come un abstract ad un convegno, che possa far pensare al vino come un alimento antitumorale e al vino rosso come diverso dal vino bianco; anzi il vino è una bevanda che contiene uno dei più potenti cancerogeni oggi conosciuti, oltretutto nella non trascurabile quantità di almeno 100 grammi per litro. E quindi anche per consumi di piccole quantità giornaliere di vino (10 grammi, cioè l’equivalente di un bicchiere scarso) si corre un certo rischio di cancro (6-10%), tanto che l’OMS non parla più di consumi moderati ma di consumi a basso rischio.
Gli antiossidanti del vino (sempre che qualcuno dimostri che siano utili e necessari) sia del bianco che del rosso, sono presenti in una concentrazione di circa 10.000-100.000 volte inferiore (quattro-cinque ordini di grandezza!) a quella dell’etanolo, il potente cancerogeno del vino. Inoltre quegli stessi antiossidanti, tali e quali, sono disponibili, e in quantità ben superiori, in tutto mondo vegetale, in alimenti senza alcol e virtualmente senza calorie. Perché a proposito di calorie, come Lei saprà, tra i più importanti fattori di rischio alimentari per malattie cardiovascolari e cancro ci sono il sovrappeso e l’obesità. Ebbene, chi sono i soggetti che potrebbero godere della vantata, anche se non dimostrata, azione protettiva dell’alcol sulle malattie cardiovascolari? I soggetti maschi di mezza età. Soggetti che in Italia hanno un’altissima probabilità di trovarsi in eccedenza ponderale (65,75% nella fascia 45-64 anni) con un rischio per malattie cardiovascolari quindi più che raddoppiato dal sovrappeso e più che quintuplicato dall’obesità. Basterebbe che bevessero due bicchieri di vino in meno ogni giorno (proprio quelli promossi per il benessere cardiovascolare) e risparmierebbero 180 kcal al giorno, equivalenti a più di 8 chili di peso corporeo in meno all’anno: un crollo sensibile di rischio per mortalità da malattie cardiovascolari e cancro.
Spero quindi che vorrà adoperarsi per rettificare un messaggio che, se confermato, può compromettere gli sforzi che la società scientifica e le forze politiche stanno conducendo con molta fatica per la corretta informazione a tutela della salute pubblica, e spero altresì che questa mia possa costituire un punto di partenza per tenere alta la guardia e rafforzare la collaborazione e tra strutture pubbliche che si occupano di educazione, informazione alimentare e tutela del consumatore.
Una corretta informazione sulle bevande alcoliche infatti è quella che dice ai giovani e ai meno giovani: "anche se fa parte della nostra tradizione, il consumo di bevande alcoliche, di qualsiasi tipo esse siano, non è necessario e può anzi essere pericoloso anche in quantità molto basse. Se si è in buone condizioni di salute, non in gravidanza o allattamento, se non si usano farmaci, se non di deve guidare ecc. e qualora si desideri, si possono consumare bevande alcoliche, nella quantità strettamente necessaria ad esaltare il gusto degli alimenti, senza attribuire loro valenze salutistiche e rispettando il principio che meno è meglio, preferendo quindi quelle a minore gradazione".
Con i miei più cordiali saluti

Andrea Ghiselli
Dr. Andrea Ghiselli, M.D. Istituto Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione Via Ardeatina 546  00178 Roma

COMUNICATO STAMPA ASSOCIATION OF EUROPEAN CANCER LEAGUES 

Libera traduzione di Roberto Argenta
ALCOL E CANCRO: EVIDENZE DELLA RICERCA E INCIDENZA SULLA POLITICA
7 Dicembre 2010 - Per la prima volta al Parlamento europeo, il gruppo di interesse MAC - MEPs Against Cancer (deputati europei contro il cancro) ha organizzato un convegno per trattare del rischio di cancro associato al consumo di bevande alcoliche e il potenziale impatto di questa conoscenza in materia di politiche alcol-correlate. L’iniziativa nasce dalla preoccupazione per la mancanza di sensibilizzazione dell’opinione pubblica circa la cancerogenicità di alcol.
I deputati, gli scienziati, i rappresentanti delle associazioni che si occupano di cancro in Europa, la DG SANCO (Direzione Generale della Salute e della tutela del consumatore) e le ONG hanno tutti espresso il loro sostegno per un intervento immediato al fine di aumentare la consapevolezza sui rischi per la salute derivanti dal consumo di alcol, soprattutto tra i giovani, in relazione ai tumori della faringe, laringe, esofago, mammella e colon-retto.
Nonostante che le ricerche indichino in modo definitivo la cancerogenicità di tutte le bevande alcoliche, la connessione tra alcol e cancro spesso non è nei pensieri del consumatore.
Al contrario, una relazione di Eurobarometro nel 2010 ha rilevato che un cittadino europeo su dieci non sa che esiste anche un legame tra alcol e cancro.
Lo stesso studio ha indicato che un cittadino su cinque non crede che ci sia una connessione tra le bevande, che milioni di noi consumano e apprezzano, e cancro.
Il Dr Robert Baan, della Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha presentato la cronistoria della ricerca sulla cancerogenicità dell’alcol. Ricerca che ha identificato i primi legami assodati tra alcol e cancro nel 1987.
Il volume 44 delle Monografie IARC (International Agency for Research on Cancer)  ha stabilito l’esistenza di “prove sufficienti per la cancerogenicità di bevande alcoliche negli esseri umani”.
L’insorgenza di tumori maligni del cavo orale, faringe, laringe, esofago e fegato è causalmente connessa al consumo di bevande alcoliche.
Dal 1987 sono state anche identificate le connessioni tra assunzione di alcol e cancro del colon retto, mammella e fegato.
Infatti una monografia del 2010 ha identificato un maggior rischio relativo di cancro al seno, secondo il quale “anche il consumo regolare di 18 g di alcol al giorno aumenta significativamente il rischio relativo”. 18 grammi al giorno equivalgono a un consumo di  poco meno di 2 bicchieri di vino o champagne, 1,3 pinte di birra o quasi 6cl di whisky”.
Allo stesso modo, le monografie confermano un aumento del rischio relativo di tumore del colon-retto per i bevitori abituali di 50g di alcol al giorno.
Di qui la ratio del Codice europeo contro il cancro di raccomandare una sola bevanda alcolica al giorno per le donne, e due per gli uomini.
I deputati Alojz Peterle, Liz Lynne, Dagmar Roth-Behrendt, Frieda Brepoels, Pavel Poc, Christel Schaldemose e Childers Nessa hanno espresso il loro sostegno alla necessità di una maggiore sensibilizzazione della popolazione sui pericoli del consumo smodato di alcol.
Pavel Poc ha colto l’occasione per informare i delegati che la sua dichiarazione scritta sulla lotta contro il tumore colorettale è stata approvata da schiacciante maggioranza di deputati. Nella piena consapevolezza che la riduzione del consumo di alcol, all’interno di uno stile di vita sano, svolga un importante ruolo nella prevenzione di questo tumore .
La deputata Schaldemose è stata particolarmente schietta nella sua richiesta di un’azione preventiva, ha invitato i partecipanti a chiedersi se davvero volevano prevenire il cancro? Se è così, allora si possono trovare soluzioni per superare le sfide per accrescere la consapevolezza.
Diverse azioni sono già state adottate negli Stati membri come il Regno Unito, Danimarca e Portogallo, in particolare dalle associazioni per la lotta contro il cancro, per sensibilizzare sui pericoli dell’alcol.
Il Dr Storm Hans, responsabile per la prevenzione della Danish Cancer Society, ha condiviso la sua esperienza del tentativo di cambiare le raccomandazioni ufficiali sull’alcol in Danimarca. Ha sottolineato la necessità di lavorare assieme utilizzando documentazioni basate sull’evidenza scientifica e di utilizzando il coraggio politico che serve per raggiungere i risultati più efficaci. Il Dr. Storm ha dichiarato che si potrebbero evitare il 7% tumori al seno entro il 2050 con una riduzione immediata del consumo femminile 12g di alcol al giorno.
Sostenendo le linee guida descritte dal Codice europeo contro il cancro, le monografie IARC mostrano il modo più efficace per ridurre l’incidenza del cancro e la mortalità alcol-correlati.
La necessità di una chiarezza delle informazioni a livello europeo è stata sollecitata da Eurocare, da attuare anche attraverso le etichette sulle bevande alcoliche che non solo specifichino la percentuale di alcol contenuto nelle bevande, ma anche il numero di calorie e le avvertenze per la salute.
L’etichettatura come strumento per informare i consumatori in modo più ampio è stata discussa anche nel Forum “Alcol e salute", una piattaforma d’azione delle parti interessate per ridurre i danni alcol-correlati.
Pieter de Coninck della Commissione europea DG SANCO, direzione generale per la Salute e tutela dei consumatori, ha presentato il lavoro della Commissione in materia di alcol e cancro. Ha fatto il punto sull’attuazione della strategia dell’UE alcol, adottato nel 2006 e funzionante fino alla fine del 2012.
In seno alla commissione nazionale politica e azione per l’alcol (CNAPA), un organismo degli Stati membri rappresentanti, è stata prestata attenzione al legame tra alcol e tumori e sono stati discusse le implicazioni possibili politiche. 
L’Associazione delle Leghe europee Cancro esplorerà come affrontare il rischio alcol/cancro nel corso della Settimana europea contro il cancro nel maggio 2011, e in collaborazione con Eurocare incoraggerà gli Stati membri, attraverso le Cancer Leagues, per chiedere iniziative nazionali in materia di etichettatura che potrebbero fornire un impulso per la legislazione europea .
Così come è stato riconosciuto utile attivarsi per concentrarsi sui giovani, l’ Istituto europeo per la salute della donna ha anche richiesto un intervento mirato alle donne, per accrescere la consapevolezza sui rischi di cancro al seno.

CORRIERE ADRIATICO

Cercasi giovani per la festa in piazza
Il Comune mette a disposizione budget, musica e un palco contro l’allarme dell’alcol
Senigallia Aperto il casting per la puntata zero dello “Sballo positivo” atto secondo. La prima festa per i giovani, organizzata dai giovani, con il Comune in cabina di regia. Dopo la prima fase, che ha visto i ragazzi alle prese con interviste ai coetanei nel corso dell’estate, adesso si entra nel vivo. L’Amministrazione comunale ha reclutato un gruppo di giovani ai quali ha affidato un budget, un server e degli strumenti musicali, oltre ad un palcoscenico ed una piazza. A loro il compito di dimostrare che le nuove generazioni sanno fare ben altro che sbronzarsi. La sfida è coinvolgere quante più persone possibili per offrire un’alternativa allo sballo. Appuntamento quindi sabato prossimo dalle 17 alle 20 in piazza Roma.
“E’ un evento che vedrà i giovani protagonisti – dichiara Gennaro Campanile, assessore alle Politiche giovanili –, abbiamo voluto affidare a loro il compito di lanciare un messaggio e dimostrare che ci si può divertire rimanendo nell’ambito della sicurezza e della legalità. Cosa accadrà nel dettaglio lo vedremo direttamente sabato perché sarà una festa in itinere, che si farà in diretta. Insomma un evento “live”, dal vivo”. Sarà presente anche una postazione della Polizia municipale, da cui è partita l’idea.
Il progetto “Sballo positivo”, vincitore di un bando regionale, ha ottenuto un finanziamento di 85.000 euro. “La scena è stata lasciata interamente ai ragazzi, veri artefici della manifestazione – interviene Flavio Brunaccioni, comandante della Polizia municipale nonché ideatore del progetto –, noi saremo presenti con una postazione per far conoscere gli strumenti che abitualmente utilizziamo nel corso dei controlli. Con questo progetto però l’idea di prevenzione parte a monte del problema, offrendo ai ragazzi un’alternativa alla cultura dello sballo, tristemente di moda”. “Stiamo cercando: gruppi musicali, musicisti, giocolieri, ballerini, pittori, poeti, attori e qualsiasi artista pronto ad esibirsi per la realizzazione di eventi nel Comune, per incentivare l’aggregazione e l’espressione giovanile all’insegna del divertimento positivo”.
Questo l’annuncio contenuto nel volantino in diffusione da oggi in città. “Lo stesso volantino è stato realizzato dai ragazzi – aggiunge Andrea Garbin, responsabile delle Politiche giovanili –, abbiamo lasciato fare tutto a loro. Noi, oltre a mettere le risorse finanziarie, supervisioniamo ma senza intrometterci troppo perché i veri protagonisti devono rimanere i ragazzi. Incontreremo anche i rappresentanti degli studenti degli istituti superiori per coinvolgerli”.
Guerra al consumismo e alle serate da trascorrere in bar o in discoteca, incollati al bicchiere. “I ragazzi proporranno anche una sorta di scenografia – anticipa il tenente Barbara Assanti, curatore del progetto –, che poi verrà riutilizzata anche per le feste successive”. Nell’ambito della sicurezza stradale i primi risultati stanno arrivando. “Ci vuole del tempo per vedere gli effetti – spiega Flavio Brunaccioni –, dai controlli che effettuiamo la notte stiamo comunque riscontrando che è cresciuto il senso di responsabilità alla guida. Spesso chi è al volante non beve e sono proprio i ragazzi che chiedono di sottoporsi al test dell’etilometro, per conoscere i loro limiti perché non vogliono correre rischi. Le denunce per guida in stato d’ebbrezza sono diminuite a fronte di un aumento di controlli, grazie anche all’utilizzo dei precursori, che permettono di effettuare un primo test, più veloce, oltre all’etilometro”.
SABRINA MARINELLI

LETTERA INVIATA ALL’ASSESSORE ALLE ATTIVITA’ SOCIALI  E ALLE POLITICHE DI PACE DI MORI

Buon giorno Maria,
ci è appena pervenuta una cartolina inviata ai nostri due figli (dell’asilo) dal Consorzio CentriAmo Mori. Sulla cartolina si invita i bambini della scuola materna a partecipare ad un’attività sulla piazzetta (del comune) presso l’ex Municipio di Mori.
Ti scrivo l’ultima parte dell’invito: ...il trucca bimbi e tanta animazione..... tè, vin brulè e stromboli"
Ti chiedo se il tuo assessorato desidera rettificare l’autorizzazione per l’utilizzo del piazzale comunale perchè vengono invitati i bambini a bere vino.
Personalmente sono convinto che sia una cattiva pubblicità che il Consorzio ha utilizzato speranzoso che sia solo un atto fatto con leggerezza senza pensare le conseguenze sociali che l’alcool provoca nei giovani e negli adulti della nostra borgata. Sappiamo molto bene che ci sono non poche famiglie a Mori che non sono in PACE a causa dell’alcool, tema che interessa anche a te, Assessore alla Pace.
Atti come questi non possono e non devono passare inosservati se si lavora per il bene comune.
Ti chiedo per cortesia di attivarti subito anche se sono cosciente che sia un tema difficile da affrontare con la comunità o gli interessati e di tenermi aggiornato.
Grazie molte,
Gigi Torboli

YAHOO NOTIZIE

Vino: sondaggio, per il 90% alcol e droga non sono paragonabili
Siena, 14 dic. - (Adnkronos) - Mettere sullo stesso piano l’alcol e la droga? Gli eno-appassionati italiani non ci stanno: per il 90% degli amanti del buon bere le due sostanze non possono essere assolutamente paragonate. Semmai, secondo l’83%, e’ arrivato il momento che il vino prenda le distanze dal mondo degli alcolici in generale, per evitare di essere messo sullo stesso piano di cocktail o alcolpops, utilizzati dai giovani come mezzo per ’’sballarsi’’. (*)
Indispensabile allora, per il 92% degli eno-appassionati, che istituzioni e produttori realizzino campagne di educazione e sensibilizzazione per educare al consumo consapevole di vino, avendo come target tutta la societa’ nel suo insieme, con un’attenzione particolare per scuole e giovani. Gli strumenti per educare e coinvolgere possono essere molti, dalla Pubblicita’ Progresso ai corsi gratuiti di degustazione aperti a tutti, passando per la comunicazione attraverso Facebook e Twitter.
Sono questi i risultati del sondaggio realizzato da www.winenews.it, uno di siti piu’ cliccati dagli appassionati italiani, e Vinitaly (www.vinitaly.it), appuntamento enologico di livello internazionale.

(*) Nota: se si facesse un sondaggio simile tra i fumatori chiedendo se la nicotina può essere considerata una droga, le risposte sarebbero simili. Lo stesso varrebbe per chi usa le altre droghe. Riguardo alle droghe, per avere più garanzie di obbiettività delle valutazioni e degli interventi, è meglio rivolgersi a persone che non ne fanno uso. Ad affermarlo suona come banalità, ma non è per nulla scontato. 

ASAPS

Cagliari
Sentenza shock per chi guida in stato di ebbrezza
Uomo trovato ubriaco al volante condannato dal Tribunale a fare volontariato sulle ambulanze del 118
14 dicembre 2010 - Il nuovo Codice della Strada entrato in vigore la scorsa estate prevede norme più rigide per la guida in stato di ebbrezza. Chi viene sorpreso a guidare con un tasso di alcool nel sangue superiore a 0,5 grammi per litro, viene considerato in stato d’ebbrezza e incorre nelle sanzioni previste dal codice. Su richiesta al prefetto, se il conducente del mezzo non ha provocato incidenti, vi può essere una conversione della pena detentiva o pecuniaria con lavori di pubblica utilità nell’ambito della sicurezza o dell’educazione stradale.
Questa norma è stata applicata per la prima volta da un giudice del Tribunale di Cagliari, che ha condannato un giovane, sorpreso ubriaco alla guida, a lavorare come volontario su un’ambulanza del 118, evitandogli in questo modo un mese e 10 giorni di arresto e il pagamento di un’ammenda di 750 euro. L’imputato era stato fermato ad un posto di blocco dopo una serata trascorsa al ristorante ed era risultato positivo al test dell’etilometro che gli aveva riscontrato nel sangue un tasso di alcool superiore di tre volte quello consentito dalla legge.

VARESENEWS

Sbronzo col Cayenne investe poliziotto in viale Europa
Arrestato un 42enne che aveva bevuto troppo e procedevano sbandando nonostante avesse a bordo il figlio di 8 anni.
Un agente in borghese ha cercato di fermarlo

Varese, 14/12/2010 - Domenica alle ore 15.30 circa, un agente della Polizia di Stato della Questura di Varese, libero dal servizio, nei pressi della circonvallazione di viale Europa, si accorgeva di un’autovettura Porsche Cayenne che procedeva sulla carreggiata sbandando. Il poliziotto, dopo aver tentato di richiamare l’attenzione del conducente, veniva palesemente sfidato dallo stesso fino a tamponare il suo mezzo. A quel punto, entrambi scendevano dal veicolo e l’agente si avvedeva immediatamente dello stato di ebbrezza del conducente e che a bordo dell’autovettura vi era suo figlio di otto anni. Dopo essersi qualificato, il poliziotto invitava il conducente ad attendere l’intervento di personale in divisa. Questi, noncurante, decideva di ripartire immediatamente con il proprio veicolo, nonostante il poliziotto cercasse di fermarlo, ponendosi dinanzi all’autovettura. Difatti l’accelerazione della macchina costringeva l’agente ad aggrapparsi al tergicristalli del mezzo al fine di non essere sbalzato, ma nonostante ciò l’autista continuava nell’accelerazione trascinando l’agente per circa 50 m, riuscendo a scappare e lasciando il poliziotto ferito. Da quel momento, grazie all’attività di indagine degli operatori di Polizia oramai allertati, si risaliva all’identità dell’uomo, cittadino italiano, nato a Milano il 27.06.68, residente a Varese con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali, minaccia, guida sotto l’influsso dell’alcool, ed ai componenti familiari. Dopo un vano tentativo di rintraccio presso l’abitazione dello stesso, in serata personale della Polizia di Stato si portava presso il luogo di lavoro dell’ex moglie del balordo, in centro città, la quale attendeva il ritorno del figlio. Giunto nei pressi, il pirata della strada veniva fermato da un agente della Polizia di Stato ed invitato a scendere dall’autovettura, questi chiaramente in stato di ebbrezza, opponeva resistenza, ferendo il personale intervenuto. Successivamente veniva accompagnato in Questura per l’arresto per i reati di tentato omicidio aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate.

IL SECOLO XIX

Ubriaco contromano sul raccordo
LA SPEZIA, 12 dicembre 2010 - La polizia spezzina ha denunciato per guida in stato di ebbrezza e resistenza un quarantenne trovato nella notte a viaggiare contromano, sulla bretella autostradale che collega la città agli innesti della A12 e della A15. L’uomo era al volante di una Golf, e si era fermato ad un autogrill, quando ha imboccato la strada al contrario, dirigendosi verso il centro. In quel mentre sopraggiungeva una volante che se l’è trovato di fronte. Alla vista della polizia, il conducente, invece di obbedire all’alt della polizia, ha tentato un’inversione. Entrato di nuovo alla stazione di servizio, ne è uscito in direzione giusta, e si è fermato soltanto dopo un lungo inseguimento, che si è concluso poco prima di Santo Stefano Magra, sempre sulla bretella. L’alcoltest ha confermato lo stato di alterazione. All’uomo è stata sospesa la patente. Inoltre gli è stata confiscata l’auto.

IL MATTINO

MOVIDA
Alcol e patenti undici denunciati
AVELLINO, 14/12/2010  - Due persone sono state denunciate perché trovate alla guida di veicoli sottoposti a sequestro e affidati in custodia agli stessi conducenti. Altre tre persone sono state denunciate per guida senza patente poiché mai conseguita. Tra queste ultime vi era una 31enne ucraina che era anche priva di permesso di soggiorno e per questo è stata accompagnata in un centro di accoglienza di Roma. Un 47enne di Solofra è stato denunciato perché resosi responsabile dell’inosservanza delle prescrizioni imposte con provvedimento del questore di Avellino e conseguenti all’utilizzo di sostanze stupefacenti. Un 43enne di Roccabascerana è stato trovato alla guida di una auto con contrassegno assicurativo contraffatto e denunciato per uso di atto falso mentre ad Avellino un 44enne è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. I militari di Solofra hanno denunciato un 79enne che si è reso responsabile del reato di danneggiamento, per aver forato in più circostanze i pneumatici di un’autovettura. Importanti risultati sono stati raggiunti anche per ciò che concerne il traffico e l’utilizzo di sostanze stupefacenti. Infatti ad Avellino un 22enne è stato denunciato perché trovato in possesso di 26 semi di marijuana mentre a San Martino Valle Caudina un 51enne è stato denunciato per aver ceduto una dose di cocaina ad un 36enne di Cervinara. 

IL TIRRENO

MARTEDÌ, 14 DICEMBRE 2010
Guida all’alba con un super tasso alcolico 
Protagonista un ragazzo di 22 anni, i carabinieri hanno ritirato altre quattro patenti 
PITIGLIANO. All’alba guidava la sua auto con un tasso alcolemico più di quattro volte oltre il limite consentito dalla legge. Protagonista un ragazzo grossetano di appena 22 anni pizzicato dai carabinieri di Pitigliano.
Nel prosieguo dei controlli volti al contrasto della guida in stato di ebbrezza, che come di consueto, vengono intensificati in occasione dei fine settimana, i militari anche nell’ultimo week-end sono stati impegnati a far rispettare il codice della strada sulle colline del Fiora e dell’albegna. Proprio le verifiche, che sono partite già dalla serata di giovedì, soprattutto nei comuni di Pitigliano e Sorano, ma anche nella località di Saturnia, hanno permesso ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Pitigliano, coadiuvati anche dai militari delle locali stazioni, di ritirare complessivamente quattro patenti nelle notti tra giovedì e domenica. Molte le persone sottoposte al test preliminare, ma solo quattro guidatori sono risultati positivi uno per notte. Si tratta di tre uomini ed una donna tutti giovanissimi, di età compresa tra i ventidue ed i ventotto anni. Si tratta in maggioranza di giovani maremmani tranne che per una giovane donna Viterbese (che ha fatto registrare il valore più basso di 0,73 g/l per cui riponderà solo di illecito amministrativo). Il valore più alto lo ha fatto registrare il giovane grossetano che ha fatto fermare 2,29 g/l nonostante il controllo sia avvenuto alle 7,30 del mattino.

IL TIRRENO

MARTEDÌ, 14 DICEMBRE 2010
I controlli dei carabinieri nel weekend 
Addio a tre patenti e a un motorino per colpa dell’alcol 
CECINA. Nel corso dell’ultimo fine settimana i carabinieri hanno effettuato numerosi controlli effettuando tre contravvenzioni penali per guida in stato di ebbrezza, ritirando altrettante patenti e sequestrando ai fini della confisca un motociclo. Alle persone, di età ricompresa fra i 29 e i 33 anni, alla prova con l’etilometro sono stati riscontrati tassi fra 0.90 e 2,20 g/l. Uno di questi accertamenti è scaturito da un incidente stradale avvenuto sul viale Marconi, causato da un cittadino di origine ucraina alla guida di un motorino a cui è stato riscontrato un tasso alcolemico pari a 2,20 g/l. Il motociclo è stato sequestrato ai fini della confisca.

RIVIERA24

50enne trovata ubriaca alla guida, l’auto non viene confiscata perchè era intestata alla figlia
Imperia - Al processo la donna ha patteggiato la pena: 40 giorni e 800 euro di multa. Ma nessuna confisca dell’auto, appartenente alla figlia universitaria
Le macchine guidate da persone fermate dalla polizia o dai carabinieri perchè guidano ubriache non sono da confiscare se l’automobilista non risulta proprietario del veicolo. Questa la sentenza del tribunale di Imperia a cui era ricorsa la Procura, facendo appello per il caso di una 50enne, inserviente in una casa di riposo di Imperia, trovata alla guida alticcia a un posto di blocco la sera del 14 marzo 2009 a Borgo Peri. I carabinieri le avevano ritirato la patente. Al processo la 50enne ha patteggiato la pena: 40 giorni e 800 euro di multa. Ma nessuna confisca dell’auto, appartenente alla figlia universitaria.
di Ma. Gu

IL SECOLO XIX

Alcolici vietati agli under 16

 

 

 

Mercoledì, 15 Dicembre 2010
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