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Rassegna alcol e guida del 29 novembre 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta
 

CORRIERE DELLA SERA - FORUM NUTRIZIONE

Dieta mediterranea: immaterialmente materiale
Lunedì 29 Novembre 2010
La dieta mediterranea è stata iscritta nella lista dei patrimoni culturali IMMATERIALI dell’umanità  (http://www.unesco.org/culture/ich/index.php?lg=en&pg=00011&RL=00394, ). Nella descrizione si dice che "La dieta mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra le colture, la raccolta, la pesca, conservazione, trasformazione, preparazione e, in particolare, il consumo di alimenti".
Bene! Non c’è stato quotidiano, sito web, telegiornale, personaggio pubblico che, intervistato, abbia parlato di cultura, di tradizioni orali, di paesaggio, di stile di vita (beninteso quello di un tempo, non quello occidentale di oggi che non è certamente mediterraneo). Nessuno ha parlato di modo di essere, ma solo ed esclusivamente di modo di avere. MATERIA, pecunia, danaro. Coldiretti si frega le mani per i milioni di euro che il riconoscimento vale (http://www.coldiretti.it/docindex/cncd/informazioni/873_10.htm, ) e i quotidiani riempiono le pagine di bucatini, ampolle di olio, bicchieroni di vino...tutte cose "immateriali" (tra l’altro la spiritualità del vino è tutt’altro che immateriale... parola di fegato, faringe e mammella).
Tutti felici di esportare, vendere, promuovere non certo la cultura (si sa che non la cultura non si mangia...dicono), non il messaggio che abbiamo imparato dalla dieta mediterranea, non stile di vita ma stiamo vendendo la lista del supermercato: un etto di pasta, due di pane, olio extravergine di oliva, salumi, formaggi ecc.
Come sarà  che in Giappone senza bucatino, senza olio di oliva e senza vino, campano ed hanno campato perfettamente con un’incidenza di mortalità  per malattie cardiovascolari e cancro molto inferiore alla nostra e un’aspettativa di vita superiore alla nostra?
Perchè mangiano più mediterraneo di noi, questa è la risposta (centenari inesistenti a parte), pur trovandosi in mezzo al Pacifico! Perchè dieta mediterranea è patrimonio culturale immateriale del mondo, anche di chi vive fuori dal mediterraneo.
Invece di vendere dovremmo imparare che quel modo di alimentarsi era perfetto in individui dal fabbisogno altissimo, ma che oggi deve essere adattato alla sedentarietà dello stile di vita moderno (visto che la percentuale altissima di persone in eccedenza ponderale ci insegna che non riusciamo ad adattare la sedentarietà  a quello che mangiamo). Forse non si faranno soldi, ma tanta salute pubblica se smettessimo di mostrare teglie di lasagne, vagonate di olio e botti di vino come prototipo di alimentazione sana.
Ghiselli


CORRIERE DELLA SERA – FORUM NUTRIZIONE

Domenica, 28 Novembre 2010
Dieta mediterranea
Buongiorno Dottore! 
ancora io ed ancora con una domanda...
proprio ieri ho acquistato un giornale che reclamizzava la dieta mediterranea. L’ho acquistato pensando che un aiuto ’salutare’ nell’organizzazione della mia settimana alimentare mi avrebbe fatto comodo. Apro il giornale e leggo: 
Colazione: latte, 1 fetta di pane
Spuntini: frutta
pranzo: 80gr. pasta al pomodoro e ins.mista
cena: 150 gr. coscia di pollo. verdure miste e 1 bicchiere di vino rosso, 
ma...basta un bicchiere di vino rosso a rendere una dieta dissociata un’ottima dieta mediterranea? 
Sono molto confusa a questo punto.
La ringrazio per i suoi preziosi commenti. 
aivlis

Risponde Andrea Ghiselli
Il guaio è che oggi troppi parlano di dieta mediterranea (ovviamente a sproposito) pensando che dieta mediterranea significhi olio, vino e pane. Ergo non possono non spararle grosse.

VIAEMILIANET

Guida sicura con i giovani
Il senatore Carlo Giovanardi ha presentato il progetto pilota che si svolge da oggi a sabato, a Modena, e coinvolge 60 studenti delle scuole superiori della città.
Obiettivo: convincere i giovani a non guidare sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Tutte le news.
60 studenti del Tassoni, Corni, Deledda, Selmi e Cattaneo, tra i 15 e i 18 anni, entro sabato realizzeranno, divisi in gruppi e assieme ad esperti, sei spot d’animazione sul tema del rischio che si corre a guidare sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti. Un progetto pilota, dove a parlare ai ragazzi saranno gli stessi ragazzi. Sabato, alle 16, presso il Corni, gli spot verranno presentati e premiati. Obiettivo del progetto, voluto dalla presidenza del consiglio dei ministri, la prevenzione, che vede Modena ancora una volta in prima fila. Tante, infatti le iniziative, per sensibilizzare i giovani a una guida sicura e corretta. Ma tanti anche i controlli. Da luglio sono stati sottoposti al alcoltest 1.274 automobilisti, a 69 è stata ritirata la patente. E presto le forze dell’ordine avranno a disposizione il “drogometro”, strumento che permetterà, attraverso la saliva, di verificare rapidamente l’uso di sostanza stupefacente. La guida in stato di ebbrezza, ha però spiegato il prefetto, è un fenomeno in calo, come l’uso di droga.

LOSCHERMO.IT

La sicurezza nelle cave al centro di un convegno dell’Asl
CASTELNUOVO GARFAGNANA (Lucca)
28-11-2010 - Si svolgerà giovedì 2 dicembre dalle ore 9 alle 13,30 nella sala “Luigi Suffredini” in Piazzetta Ariosto a Castelnuovo Garfagnana il seminario organizzato dall’Azienda USL 2 sul tema “La prevenzione degli infortuni nelle cave - Problemi tecnici e stili di vita”. Al seminario sono invitati lavoratori ed aziende estrattive, nonché i loro consulenti e i medici competenti. Sarà presentato lo stato di avanzamento di un progetto portato avanti insieme da Azienda USL2 ed INAIL sul consumo di alcol e sulle problematiche emerse dalla vigilanza sulla sicurezza nelle cave effettuata dagli operatori del Dipartimento della Prevenzione. Verrà inoltre presentato un nuovo importante progetto regionale per innalzare i livelli di sicurezza nel settore estrattivo.

GENERAZIONE ITALIA
BIELLA

Giovani a rischio: Troppo alcol, poco sport
28.11.10 Lo rivela l’inchiesta condotta su 1660 studenti delle superiori (25 nov) Uno spaccato completo e molto esaustivo su abitudini, stili di vita, scuola, rapporti con la famiglia e prospettive future. Lo fornisce lo studio (finanziato dalla Fondazione Crb e in parte dalla Provincia) “Uscire dal cerchio” di Bruno Guglielminotti e Gabriele Biscaro, presentato mercoledì mattina in sala Becchia. Lo studio (1.660 questionari somministrati ai giovani di seconda, terza, quarta e quinta superiore) pone in evidenza alcune criticità forti. Come ad esempio la poca propensione per lo sport.

LA GAZZETTA DI PARMA


Meno fumo e alcol, piu’ ’canne’ e diete per gli adolescenti
ROMA, 29 NOV - Cala il consumo di sigarette e alcolici ma cresce quello di ’canne’ cosi’ come un’altra pericolosa abitudine, quella delle diete fai da te. E’ questo il quadro che emerge dal Rapporto 2010 della Societa’ italiana di pediatria sugli adolescenti. Meno di uno su tre dichiara di fumare sigarette, dato in lieve calo rispetto al 2009, come diminuisce il consumo di alcolici, che comunque rimane alto (beve birra il 47%, vino il 40%, liquori il 18%). Cresce invece il consumo di canne. Il 9% dice di aver provato almeno una volta uno spinello contro l’8% del 2009 e l’1,5% (contro lo 0,3% di un anno fa) e’ ricorso all’ecstasy che viene percepita sempre meno come una droga pericolosa. Oltre un ragazzo su 5 ha fatto una dieta dimagrante ma solo il 32% si e’ rivolto a un medico. Dilaga dunque la dieta fai da te, sperimentata dal 35% degli adolescenti, dato che arriva al 43% fra le ragazze. Tra gli adolescenti inoltre aumentano comportamenti potenzialmente a rischio come inviare foto, dare informazioni personali, farsi vedere in webcam, accettare incontri con sconosciuti. Oltre il 16% (contro il 12,8% del 2009) dichiara di aver dato il proprio numero a uno sconosciuto e il 24,6% non ha esitato a inviare una sua foto. Nel Mezzogiorno il fenomeno assume proporzioni maggiori, dove quasi un adolescente su 3 dichiara di aver dato informazioni personali, nella stragrande maggioranza dei casi ad altri adolescenti ma non sono rari i casi in cui l’interlocutore e’ un adulto. E per la prima volta c’e il sorpasso di Internet sulla tv: circa il 17% passa piu’ di tre ore al giorno sul web contro il 15% di quelli che trascorrono lo stesso tempo davanti alla televisione.

IL TIRRENO

Così si rafforza la lotta all’alcolismo
Si abbassa l’età delle dipendenze, più visibilità al trattamento integrato
SARA LIGUTTI
CARRARA. Triad sta per «Trattamento riabilitativo integrato alcolismo/dipendenze» ed è una costola dell’Asl nata, ormai una ventina d’anni fa, per aiutare coloro che si stanno rovinando la vita a causa delle dipendenze. Insieme all’associazione In-Dipendenza e Ogap aiuta coloro che non riescono a dire di no all’alcool, attraverso un percorso fatto insieme alla famiglia. E fra questi, negli ultimi anni, ci sono sempre più giovani.
 Per chiedere l’aiuto del Triad bisogna rivolgersi al centro in via Carriona (angolo Brigate Partigiane), per un colloquio con un operatore che cercherà di capire le motivazioni che hanno spinto la persona a cadere nell’alcolismo e lo inviterà a partecipare agli incontri. Dopo questo primo passo, s’inizia a frequentare un seminario della durata di cento giorni, con due appuntamenti a settimana. Ogni volta escono dal seminario almeno trenta persone. In seguito, passati questi tre mesi di incontri, i partecipanti vengono smistati in uno dei dieci gruppi provinciali. Alcuni arrivano anche da Spezia. Dopo cinque anni si accede al gruppo senior.
 Ma il percorso non è fatto solo di seminari e incontri, perché i membri di In-Dipendenza, insieme (i soci sono circa duecento), si divertono, e anche tanto: autotassandosi con dieci euro a testa al mese, fanno gite, visitano musei, organizzano corsi di cucina (rigorosamente senza alcol), hanno un cineforum settimanale dove commentano i film. E di film ne hanno girato pure uno: con loro come attori e Cinzia Grassi come regista.
 Inoltre, c’è una novità. Se fino ad ora il Triad è andato avanti solo grazie al passaparola, dal prossimo anno aprirà anche un consultorio all’ospedale, gestito completamente da volontari dell’associazione. Inoltre il centro verrà pubblicizzato attraverso volantini, lasciati negli studi medici e in altri punti strategici. Infatti, spiega un membro del gruppo senior, «il problema dell’alcolismo si è ingrandito ulteriormente, tanto da coinvolgere anche moltissimi giovani, che non si limitano più alla bevuta del sabato sera, ma bevono anche durante la settimana e durante il giorno».
 E lo stesso racconta così la propria esperienza: «Oltre dieci anni fa, dopo molti tentativi di non bere più, venni a sapere tramite amici che esisteva questo centro. Dopo varie volte riuscii finalmente a salire la rampa di scale che portava agli uffici del Cai (Centro alcologico integrato)».
 In queste riunioni viene spiegato, da personale qualificato, il danno che l’alcol fa sia alla persona che nell’ambito familiare, lavorativo, sociale, e come si possa combatterlo e vincerlo, senza bisogno di ricoveri ospedalieri, medicine varie o sedute con psicologi o psichiatri».
 Per informazioni telefonare ai n.: 0585/85794, 334/1010714, 333/5991880

LA REPUBBLICA

"Etilometro inattendibile"
La polemica
L’elilometro non è attendibile per calcolare il tasso di alcol nel sangue. Lo sostiene la Fivi (Federazione italiana vignaioli indipendenti) che rilancia la battaglia con parere scientifico di un medico americano, Michael Hlastala, professore emerito in Fisiologia, Biofisica e Medicina dell’universita’ dello stato di Washington. Le analisi condotte da Hlastala «hanno messo in luce - afferma Costantino Charrere, presidente della Fivi - le imprecisioni legate all’uso dello strumento in dotazione alle forze dell’ordine per i controlli sulle strade e l’inadeguatezza dell’etilometro per la rivelazione dello stato di ebbrezza». (*)
(*) Nota: se si dimostrasse che gli etilometri non misurano esattamente l’alcolemia, occorrerebbe abbassare il tasso alcolemico consentito per compensare l’approssimazione dello strumento. Questo per mantenere lo spirito e la lettera della legge, fatta per garantire la sicurezza stradale. 
Il problema non sta nella misurazione dell’espirato, estremamente precisa, quanto nello stabilire il corretto rapporto tra l’espirato e l’alcol nel sangue. Viene contestato che tale rapporto possa cambiare da individuo a individuo. A complicare le cose, questo rapporto è una convenzione che cambia da Paese a Paese: in Italia è di 2300/1, cioè viene considerato che 2,3 l di aria espirata contengano tanto alcol quanto 1 ml di sangue. In Francia, ad esempio, il rapporto è di 2000/1, quindi sottostimanto  rispetto al nostro. Per confondere ancora di più le cose, in alcuni paesi, come la Germania, la misurazione non viene fatta in peso/volume, cioè grammi/litro, ma in peso/peso, cioè grammi/chilogrammi. Il peso specifico del sangue è 1,06. Quanti problemi in meno se l’alcolemia consentita alla guida fosse zero!

ASAPS

Giurisprudenza di legittimità
Guida in stato di ebbrezza - Sospensione della patente - Provvedimento prefettizio di sospensione fino all’esito della visita medica del conducente - Natura cautelare - Sussistenza - Condizioni - Opposizione in sede giudiziale civile - Oggetto – Conseguenze
(Cass. Civ. sez. II, 26 maggio 2010, n. 12898)
In tema di sanzioni connesse alla guida in stato di ebbrezza, il provvedimento dì sospensione della patente di guida che il Prefetto adotta nel caso di cui all’art. 186, comma nono, cod. strada, sino all’esito della visita medica del conducente prevista dal precedente comma, ha natura cautelare, essendo adottato sulla base del mero riscontro di un tasso alcolico superiore a quello prescritto, e, quale presupposto per la sua emissione, non è affatto richiesta l’esistenza di un accertamento giudiziale definitivo; ne consegue che il ricorso proponibile dinanzi al giudice di pace in sede civile non può che riguardare la sussistenza o meno delle condizioni legittimanti l’applicazione della suddetta misura cautelare, e non anche la verifica dell’esistenza della condotta oggetto di accertamento in ambito penale.
(*) Nota: Per leggere il testo intero della sentenza: https://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=29898&categoria=Giurisprudenza&sottocategoria=Corte di Cassazione&pubblicazione=29.11.2010.

CORRIERE ADRIATICO

Controlli con l’etilometro, ritirate 17 patenti
Porto Recanati. Polizia stradale e carabinieri hanno messo a segno numerosi controlli lungo la costa nella notte tra sabato e domenica. Un’operazione finalizzata a contrastare le cosiddette stragi del sabato sera. Ma andiamo con ordine. La polizia stradale (in azione tre pattuglie) ha ritirato tredici patenti di guida. I controlli sono stati effettuati lungo la costa, tra Civitanova e Porto Recanati. Tra i tredici conducenti finiti nel mirino ci sono quattro donne. In un caso si è proceduto al sequestro dell’auto in quanto la persona alla guida aveva un tasso superiore all’1,5g/l. 
In azione anche i carabinieri della Compagnia di Civitanova. Attività di controllo intensificata in concomitanza con le serate organizzate dai pub e dalle discoteche presenti sulla costa maceratese. I giovani spesso alzano il gomito e puntualmente si mettono al volante delle proprie auto per raggiungere le rispettive abitazioni. Nella notte tra sabato e domenica la locale Compagnia dell’Arma ha schierato quattro pattuglie che si sono posizionate nei pressi delle discoteche di Civitanova e dei pub di Potenza Picena e Montelupone, quasi per dissuadere chi aveva bevuto a mettersi al volante delle loro auto. 
Una patente è stata ritirata a Civitanova sulla Statale 16 e tre a Montelupone, verso le 3 di ieri mattina. Per i quattro giovani sanzionati non è scattata la sanzione accessoria del sequestro del veicolo, avendo sfiorato ma non superato il tasso di 1,5 g/l. Sono tutti giovani, fra i 20 e i 30 anni, tre di Montelupone e uno di Macerata.
Nei loro confronti sono scattati il ritiro della patente di guida e la denuncia alla magistratura per guida in stato di ebbrezza. Sulle strade sono stati rilevati tre incidenti, fortunatamente senza feriti.
d.fer.,

LA GAZZETTA DI MANTOVA

Guidava l’auto senza patente
MONZAMBANO. I carabinieri di Monzambano lo hanno fermato ad un posto di controllo ed hanno scoperto che stava guidando la sua auto senza essere in possesso della patente. Si tratta di un brasiliano che gli uomini dell’Arma hanno denunciato. L’uomo non ha nemmeno tentato di giustificarsi. E sempre a proposito di patenti negli ultimi tre giorni i carabinieri ne hanno ritirate ben quattordici per un eccessivo abuso di alcol, per un totale di 105 punti sottratti. I controlli dell’Arma, anche in questa direzione, continuano ad essere molto puntigliosi proprio per garantire la sicurezza sulle strade mantovane, spesso teatro di tragici incidenti.

IL TIRRENO

LUNEDÌ, 29 NOVEMBRE 2010
I controlli sulle strade 
Alticci al volante tre ventenni multati e denunciati
GROSSETO. Tre neo-patentati nei guai: pizzicati alla guida con un tasso alcolemico superiore rispetto al consentito. Ma i carabinieri tranquillizano: «L’esito dei controlli ha confermato una tendenza positiva rispetto al passato», vale a dire una maggiore consapevolezza e reposnsabiliutà di chi si mette al volante.
 I controlli del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Grosseto sono stati eseguiti la scorsa notte sulle principali vie di comunicazione tra i locali notturni e il capoluogo. Una trentina di giovani sono stati controllati tra le una e le sei.
Un giovane di 21 anni, studente universitario, è stato pizzicato lungo la strada della Trappola, intorno alle 4.30, alla guida della sua Fiat Punto con un tasso alcolemico di circa 1,2 g/l e pertanto denunciato per guida in stato di ebbrezza. Altri due giovani invece sono stati sanzionati con una contravvenzione amministrativa, per guida con un tasso inferiore a 1 g/l. Per tutti, ventenni di Grosseto, è stato disposto il fermo dell’autovettura ed il ritiro della patente. La maggior parte dei controllati, come i tre sanzionati, sono risultati neopatentati per questo motivo la sanzione, in applicazione alla recente riforma del codice della strada, è stata raddoppiata. «I controlli - spiegano i militari - proseguiranno nei prossimi fine settimana».

ASAPS


Gli agenti della Polizia Municipale fermano ubriachi in contromano e vengono accerchiati e aggrediti
Roma - Erano ubriachi a bordo di un’auto e hanno preso una strada contromano. Si sono dati alla fuga quando una pattuglia della Polizia Municipale ha intimato loro l’alt. A quanto si apprende dal comando dei caschi bianchi capitolini i tre occupanti, cittadini romeni, si sono poi fermati davanti a un bar nei pressi della stazione Anagnina dal quale sono usciti una decina di connazionali che hanno accerchiato i vigili del Gruppo X. Gli agenti, dopo essere stati spintonati e aggrediti (uno di loro si è liberato dopo essere stato preso per collo), sono riusciti a fermare i tre cittadini. L’episodio andrà ad "arricchire" il nostro tradizionale Report delle aggressioni alle divise, che diventa sempre più lungo.

IL TIRRENO

Grave dopo lo schianto in auto
Il ferito ha speronato un’altra macchina, positivo all’alcoltest
GROSSETO. Era in macchina con la fidanzata e dagli esami a cui è stato sottoposto il suo tasso alcolemico è risultato più alto rispetto a quello consentito. Dall’altra notte Edoardo Garofalo, 24 anni, grossetano, è ricoverato in prognosi riservata al Misericordia dopo che l’auto sulla quale viaggiava si è scontrata frontalmente con una Volkswagen Passat con tre persone a bordo.
 L’incidente è avvenuto intorno alle tre dell’altra notte lungo la Castiglionese, all’altezza di via Quarzo. Secondo quando hanno potuto ricostruire gli agenti della polstrada di Massa Marittima anche ascoltando i testimoni, la Peugeot sulla quale viaggiava la coppia di fidanzati grossetani stava rientrando in città. Dall’altra parte della carreggiata, invece, in direzione opposta, la Passat procedeva verso Castiglione. In mezzo anche un forte temporale.
 I tre passeggeri della Passat hanno raccontato agli agenti che l’altra macchina ha attraversato la strada. «L’abbiamo vista venirci addosso», hanno detto. Una ricostruzione, questa, che sarebbe stata confermata anche dai segni degli pneumatici lasciati sull’asfalto anche se dovranno essere fatti ulteriori accertamenti.
 Dopo lo schianto è stato uno dei passeggeri rimasti illesi a chiamare la centrale del 118 per allertare i soccorsi. Fin dall’arrivo dei sanitari è stato chiaro che la situazione più grave riguardava Edoardo Garofalo, mentre sia la sia ragazza che era con lui, che i tre passeggeri dell’altra macchina, condotta da Matteo Fedele, sono rimasti praticamente illesi se si esclude qualche graffio.
 Il ferito è stato dunque trasferito d’urgenza all’ospedale Misericordia. Ieri mattina il ventiquattrenne è stato operato. Le sue condizioni sono gravi e i medici si sono riservati la prognosi. Intanto sono arrivate anche le analisi sul test alcolemico al quale è stato sottoposto. Il valore esatto è ancora top secret, ma gli investigatori confermano che è superiore rispetto al limite di 0,50 grammi per litro.

CORRIERE ADRIATICO


Ubriaco e senza patente semina il panico
Sequestrato lo scooter a un diciottenne in centro. Controlli notturni contro l’abuso di alcol
Senigallia - Sequestrato lo scooter ad un giovane ubriaco dalla polizia municipale, in un altro sabato notte trascorso sulle strade e tra i giovani. I vigili non mollano. Ad assicurarlo il comandante che, nel turno compreso tra le 24 e le 6 della domenica mattina, ha avuto un ospite di eccezione. Per la prima volta ha partecipato anche un consigliere comunale. Mario Fiore, presidente della Commissione per il personale, ha voluto seguire il lavoro svolto dai vigili di persona e sul campo.

LA NUOVA SARDEGNA

Scappa dopo l’incidente ma perde la targa e la polizia lo trova subito
SASSARI 28 novembre 2010 - Aveva preso la patente da pochissimo tempo. E in altrettanto pochissimo tempo l’ha “persa”. E non certo perché l’ha dimenticata da qualche parte. Il giovane studente universitario di Alghero - denunciato dalla polizia - l’ha combinata grossa. In più ci si è messa pure la sfortuna. Ha bruciato uno stop, ha travolto un’altra macchina e anziché fermarsi per soccorrere chi era alla guida ha pensato bene di scappare. Peccato che la sua Smart, forse proprio in seguito all’impatto piuttosto violento, abbia perso la targa. Per la polizia è stato dunque un gioco da ragazzi risalire al proprietario. Il ragazzo, un ventenne, è stato denunciato per omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza e, come se non bastasse, gli è stata sospesa la patente per cinque anni. È successo tutto ieri mattina in Corso Angioy. Le volanti della questura di Sassari sono state chiamate per un incidente stradale al centro. Al loro arrivo sul posto c’era già un’ambulanza del 118 che soccorreva una donna. Quest’ultima ha raccontato ai poliziotti di esser stata travolta da una Smart che non si era fermata allo stop ed era poi scappata senza prestare soccorso.  Attraverso il numero di targa - persa durante l’incidente - gli agenti delle volanti sono risaliti allo studente universitario algherese che è anche risultato positivo all’alcol test. Al ventenne sono stati contestati i reati di omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza, per i quali è prevista la sospensione della patente per cinque anni.
Nadia Cossu



LA VOCE DI ROVIGO

Il caso E’ successo a Borsea. Un episodio che riporta in primo piano l’abuso di alcol fra i giovani
Sette giri di rhum, minorenne all’ospedale
ROVIGO - Attorno all’ambulanza, che aveva appena caricato la barella con il ragazzino svenuto, un capannello di adolescenti. “E’ svenuto, pare in coma etilico. Aveva bevuto sette rhum, ma non era abituato”. E ancora: “Lo conosco è un mio amico, ha 16 anni. E’ arrivato a bordo dello scooter, poi è sceso, ma si è subito sentito male. Ha vomitato ed è svenuto”. “Gli infermieri lo chiamavano, ma lui non rispondeva agli stimoli. Anche gli schiaffetti dati sul viso non avevano effetti. Poi lo hanno trasportato all’ospedale”. 
Una scena da sabato notte a Rovigo, con un giovane di 16 anni, forse non ancora compiuti, che si dà all’alcol senza che nessuno riesca a frenare un abuso che rischia di trasformarsi in tragedia. 
E’ successo nella notte fra sabato e domenica a Rovigo. E’ da poco passata la mezzanotte quando uno scooter si ferma nel parcheggio del McDonald vicino al centro commerciale La Fattoria. Gruppi di ragazzi fanno la fila al bancone per ordinare hamburgher cocacola e patatine. Dallo scooter scende un ragazzino, uno come tanti. Ma ancor prima di entrare nel locale si sente male, vomita e poi stramazza a terra. Gli amici gli si fanno attorno, sembra svenuto. Una dirigente del locale allora chiama il 118. “Appena ci siamo accorti che era svenuto - racconta la responsabile del punto vendita - abbiamo chiamato i soccorsi. Il giovane era appena arrivato. Ho sentito dire dai suoi amici che era stato in un locale doveva aveva bevuto alcolici”. La prima volta, secondo alcuni adolescenti, “e - raccontano - non essendo abituato non ha retto e si è sentito male”. Quasi una scena normale ai loro occhi, magari nemmeno tanto drammatica. Forse era stata una sfida fra amici, “vediamo che riesce a bere più bicchieri di rhum”, una prova di resistenza, quindi, tanto stupida quanto pericolosa.
Sul posto si è precipitata un’ambulanza partita dall’ospedale di Rovigo, i medici hanno soccorso il ragazzino, poi lo hanno trasportato all’ospedale per accertamenti.
Che si sia trattato di coma etilico, di un malore, indigestione o altro, il fatto riporta in primissimo piano il tema dell’uso di alcolici fra i giovanissimi. Un fenomeno in aumento, che negli ultimi anni ha fatto registrare impennate preoccupanti e pericolose. Un tema dai risvolti sociali che ha attirato in più occasioni le attenzioni di medici, sociologi ed esperti di tematiche giovanili.
Il fatto successo nella notte rodigina è solo un esempio di quello che succede nelle movide notturne, con protagonisti sempre più giovani, e con una propensione al consumo di alcolici, ma in molti casi anche di stupefacenti, che alza l’asticella dell’allarme sociale. Fra le tante domande, però, anche quella di come sia stato possibile che un minorenne, 15 o 16 anni poco importa, abbia potuto bere fino a sette bicchieri di un superalcolico in un locale pubblico, uno dei tanti pub che al sabato sera si riempiono di giovani clienti. Chi doveva controllare dov’era? Chi doveva vietare la vendita ai minori di alcol dov’era? Domande che esigono risposte.
Alberto Garbellini

CORRIERE ADRIATICO


Sfregiato davanti alla discoteca
Lite al Sui, poi due giovani si affrontano nel parcheggio.
Ferito al volto da un coltello
Ancona Una coltellata in faccia, lo sfregio di una notte in discoteca accesa dal mix di alcol, musica e luci psichedeliche che stordisce e toglie i freni inibitori. (*) In pista scoppia un accenno di parapiglia, con i primi pugni subito sedati dal tempestivo intervento della security, ma il regolamento di conti vero proprio avviene all’esterno, con la lama che riga di sangue la guancia di un giovane, fortunato a cavarsela solo con un taglio superficiale. Notte di violenza all’esterno del Sui, il music club che dà appuntamento al popolo del divertimento by night nella suggestiva location del porticciolo turistico, specie nel fine settimana. 
Era un sabato sera come tanti, cadenzato dai ritmi dance e drink. E qualcuno che finisce fuori giri per un cocktail, uno sguardo o una spinta di troppo. E’ scoccata così, per un nonnulla come sempre in questi casi la scintilla del corpo a corpo dentro il locale. Da piccole spinte diventate robuste spallate, fino a manate più violente. E alla caduta a terra di un giovane. Poteva bastare per gli addetti alla security del Sui Suite la tolleranza al giochino degenerato in zuffa. Hanno individuato i due ragazzi più esagitati, che sono stati invitati ad uscire dai buttafuori. Ma il fuoriprogramma non era finito lì, doveva anzi vivere il suo atto più drammatico. 
I due giovani di 23 e 30 anni, entrambi anconetani, si sono affrontati in una specie di duello inscenato sul parcheggio della discoteca. Sono volati manate e cazzotti, poi la lite è salita di tono con lo scintillio della lama di un coltello impugnato dal più giovane dei due, M.O. le sue iniziali. Ha tirato un fendente prendendo l’altro in faccia, per fortuna di striscio, aprendogli una ferita sulla guancia. La scena da brivido non è passata inosservata, anche se accaduta attorno alle 4 e 30 del mattino e avvolta dal buio del parking di Marina Dorica. E’ stato lanciato l’allarme, è arrivata un’ambulanza del 118 per prestare i primi soccorsi al 30enne ferito (F.S. le sue iniziali, dipendente di un’azienda pubblica) che grondava sangue dal viso. E’ stato medicato sul posto e poi accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette. I medici hanno verificato la gravità della ferita in faccia e lo hanno trattenuto per una visita specialistica col chirurgo plastico per appurare quanto profondo fosse il taglio e cosa fare per rimediare. Mentre il ferito era sottoposto alle cure dei sanitari della cittadella sanitaria di Torrette, al porto turistico i carabinieri avevano iniziato a sentire testimoni e raccogliere tutti gli elementi utili a ricostruire la notte di tensione. I militari dell’Arma in breve hanno identificato il 23enne protagonista della sfida che ha tirato il fendente mandando all’ospedale il rivale. 
La notte ad alta tensione di questo fine settimana ha avuto un prologo il weekend precedente. Tra sabato 20 e domenica 21 novembre scorsi l’allarme si era acceso due volte, la prima proprio nel parking del Sui dove l’altra notte è sibilata la coltellata. Erano stati due drappelli di giovanotti a venire a contatto, uno veniva da fuori città. E carabinieri e polizia non avevano fatto in tempo neppure a sedare gli animi, che un’altra zuffa era esplosa in via Mattei, nelle vicinanze del porticciolo.
emanuele coppari


(*) Nota: non vorrei sembrare troppo fissato sull’alcol, ma insisto nel sostenere che, se c’è scappata la coltellata, la colpa non è della musica o delle luci.

IL GIORNALE DI VICENZA

Rissa in discoteca
Due agenti feriti e scatta l’arresto 
Polizia e carabinieri accorsi alle 3 in via Zamenhof Caos e botte tra vari gruppetti di clienti all’interno del Princeville Africano finisce in manette per resistenza, il locale sequestrato
29/11/2010 - Ballo, sballo e botte. La nottata al Princeville di Vicenza Est era iniziata come molte altre serate in discoteca, a ritmo di musica e con tanta gente in pista a muoversi e saltare. Tanta gente, anzi - si scoprirà - troppa. E soprattutto agitata oltre i limiti della convivenza civile. Ad un certo punto è scoppiata una rissa furibonda che ha coinvolto più o meno direttamente almeno una decina di persone. È stato necessario l’intervento di polizia e carabinieri. Bilancio: due agenti finiti al pronto soccorso, un immigrato africano arrestato per resistenza e sigilli al locale per sovraffollamento e alcune irregolarità.

MAXI-RISSA. I fatti sono avvenuti ieri notte all’interno della discoteca Princeville che sorge in via Zamenhof 26, a Vicenza Est. Il locale, noto in particolare agli appassionati di musica hip-hop, è molto frequentato sia da clienti italiani che stranieri, soprattutto di origine americana e africana. Anche ieri notte l’ambiente era animato da un’eterogenea clientela. Musica, balli, cocktail al bancone del bar. Una serata come molte altre, almeno fintantoché tutto è filato liscio. Ad un tratto, però, qualcosa è andato storto: una parola di troppo ha innescato un acceso diverbio tra alcuni avventori, sfociato infine in una maxi-rissa tra oltre una decina di persone. Dal locale, appena è stato chiaro che la situazione stava degenerando, è partito l’allarme alle forze dell’ordine.

L’INTERVENTO. Erano all’incirca le 3 di notte quando in via Zamenhof si sono precpitate diverse pattuglie: con i poliziotti delle volanti della questura sono accorsi i carabinieri del radiomobile e i militari della Setaf, dal momento che all’interno del locale si trovavano parecchi clienti americani. All’arrivo di agenti e uomini dell’Arma i focolai di rissa erano più d’uno.
Sono stati minuti di alta tensione, corroborata dall’elevato tasso alcolico di una parte della clientela surriscaldata. Nel tentativo di sedare la rissa, due agenti di polizia sono rimasti feriti e hanno dovuto ricorrere alle medicazioni del pronto soccorso. Alla fine, però, l’intervento delle forze dell’ordine ha consentito di riportare la calma.
UN ARRESTO E LOCALE CHIUSO. Il bilancio è di diverse persone identificate e di una arrestata per il reato di resistenza a pubblico ufficiale: da quanto appreso finora si tratta di un cittadino di origine africana, sul quale nella giornata di ieri erano ancora in corso accertamenti. La polizia ha effettuato anche una serie di controlli amministrativi per accertare se il locale fosse in regola. All’interno della discoteca c’erano centinaia di persone e, da quanto è emerso dalle prime verifiche, erano ben di più di 500, la capienza massima.
Le irregolarità riscontrate hanno indotto gli agenti delle volanti a far scattare il sequestro preventivo del Princeville. Altri accertamenti sono ancora in corso. I due agenti feriti, medicati al pronto soccorso del San Bortolo, guariranno in una settimana.
Marco Scorzato

METROPOLISWEB

Ubriaco accoltella convivente per soldi. Arresto a Nola
29/11/2010 - Torna a casa ubriaco ed accoltella la convivente perché non vuole dargli il danaro per comprare altri alcolici. E’ accaduto a Nola (Napoli), dove un 37enne ucraino è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di estorsione continuata e maltrattamenti in ambito familiare. Gli uomini dell’Arma sono intervenuti in un appartamento di Nola dopo la richiesta di aiuto da parte di una rumena di 35 anni, ferita ad un braccio con un coltello da cucina dal convivente ucraino, al culmine di una violenta ed ennesima lite scoppiata per le continue richieste dell’uomo di danaro per comprare alcolici.
I militari sono riusciti a bloccare il 37enne mentre cercava di scappare passando per gli appartamenti attigui all’abitazione. I carabinieri hanno poi accertato che l’uomo era tornato a casa in evidente stato di ebbrezza alcolica, ed aveva poi cominciato a picchiare e minacciare con un coltello da cucina la donna per farsi dare i soldi e comprare altri alcolici. La rumena ha ripotato lesioni ad un braccio guaribili in tre giorni. I militari hanno arrestato l’uomo, e sequestrato l’arma.

CORRIERE ADRIATICO

Danneggia le auto vicino al porto
Civitanova - Si aggirava nei pressi del porto per poi mettersi a dare in escandescenze e a danneggiare le auto posteggiate in piazza Gramsci. Lo stupore suscitato in un primo momento nei passanti si è poi tramutato in allarme finché alcuni cittadini non hanno segnalato quello che stava accadendo al comando dei carabinieri. Tutto è accaduto nel pomeriggio di sabato. I militari del Nucleo radiomobile di Civitanova sono tempestivamente intervenuti nei pressi dell’area portuale civitanovese. L’uomo è stato intercettato e bloccato: era ubriaco, di origine bosniaca, colto mentre spezzava i tergicristalli di alcuni veicoli in sosta nel vicino parcheggio. Dai primi accertamenti è risultato che l’uomo aveva danneggiato almeno cinque auto.

CORRIERE DELL’UMBRIA

Ubriaco arrestato dopo un inseguimento.
Notte brava di un italiano e di un tunisino pregiudicato: in auto tentano di sfuggire ai carabinieri da via Berlinguer a Madonna Alta.
Volano pugni e calci.
PERUGIA 29.11.2010 - Inseguimento da film Notte movimentata per i carabinieri del nucleo radiomobile di Perugia: fermato tunisino pregiudicato che non si ferma all’alt. Dopo un lungo e pericoloso inseguimento, durato circa 10 minuti, i militari del Radiomobile di Perugia hanno tratto in arresto un cittadino tunisino: F.Y., Tunisia 1985, celibe, senza fissa dimora, nullafacente, pregiudicato, resosi responsabile di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Sorpreso in via Berlinguer alla guida di un’autovettura di proprietà di un italiano che gli aveva chiesto di poter guidare la sua macchina. I due, alla vista della pattuglia che aveva notato la macchina procedere in maniera non conforme alle norme sul codice della strada e che nel frattempo aveva intimato l’alt, si sono dati alla fuga percorrendo la zona di Madonna Alta all’impazzata, collidendo però più volte contro il marciapiede ed altri ostacoli incontrati lungo il tratto stradale. Una volta fermati il tunisino palesemente ubriaco, ha tentato di sferrare calci e pugni contro i militari operanti che comunque lo hanno bloccato, arrestato e portato in caserma.

LA GAZZETTA DI REGGIO

Guida ubriaco e senza patente: denunciato
28 novembre 2010 - Per guida in stato di ubriachezza, gli era stata ritirata la patente di guida appena un mese fa, ma lui ha continuato nella sua condotta illecita. Ieri notte è finito fuori strada in auto nella zona di Gavassa: era di nuovo ubriaco e guidava senza patente. E’ stato di nuovo denunciato.  Verso le 2 di ieri una pattuglia della Polizia stradale di Guastalla si è rerata in via Vertoiba per i rilievi di un incidente avvenuto poco prima.  Giunti sul posto gli agenti hanno identificato il conducente di un’auto, F. B., di 33 anni residente in città, il quale alla guida della propria Peugeot 307, nel percorrere via Vertoiba in direzione Correggio, poco prima dello svincolo che immette in tangenziale, ha sbandato ed è uscito di strada, schiantandosi contro dopo averlo danneggiato per circa 10 metri.  Gli agenti della Polstrada hanno subito rilevato un abuso di alcol, ed hanno sottoposto il conducente alla prova dell’etilometro che ha accertato un tasso alcolemico 3 volte oltre il limite consentito dalla legge. Poi, da un controllo più accurato, è emerso che il 33enne, protagonista dello spettacolare incidente, era stato denunciato di recente per lo stesso reato. Il 16 ottobre scorso, infatti, gli è stata ritirata la patente da un’altra pattuglia della Polizia Stradale di Reggio, sempre perché sopreso ubriaco alla guida.  Per questo motivo, oltre all’ennesima denuncia per guida in stato di ebbrezza alcolica, gli agenti hanno contestato al 33enne la violazione al codice della strada per guida con patente sospesa.  I poliziotti inoltre hanno provveduto al sequestro, ai fini della confisca, dell’auto Peugeot 307, avendo accertato un tasso alcolemico di oltre 1,60 grammi al litro.  Le attività di controllo e di prevenzione, per contrastare i reati di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, continueranno nei prossimi giorni, intensificandosi durante i fine settimana.



ASAPS

Svizzera, pirata italiano ubriaco che investì e ferì gravemente un motociclista non si presenta al processo: è alla quinta guida in stato di ebbrezza
Il giudice: “è una bomba ad orologeria, manca solo il morto” e lo condanna a 20 mesi
LUGANO, 29 novembre 2010 – In Italia, lo dobbiamo riconoscere, si tratta di un fatto ordinario. Così tanto normale che, ormai, anche noi dell’Asaps ci abbiamo fatto l’abitudine. Parliamo della recidiva, ovviamente legandola  alla fattispecie dei reati stradali. Insomma, storie di pirati della strada alla seconda o alla terza vittima, sono già state oggetto di ampia trattazione sulle pagine de Il Centauro o di quelle del nostro sito. Invochiamo pene più severe, ci indigniamo, sbattiamo i pugni sul tavolo ma quando il sole sorge, l’indomani, è tutto finito nell’oblio. Per far capire quanto siamo lontani dal poter sembrare un popolo civile, sulla strada, vogliamo raccontare la strana storia di un pirata italiano in trasferta all’estero, per la precisione in Svizzera, a Cadenazzo. Qui, una sera imprecisata del 2008, il 55enne italiano prima investe un motociclista, rimasto invalido a seguito di quell’incidente, e poi scappa. Gli agenti della Polizia Cantonale lo catturarono tre ore dopo e dopo averlo fatto  soffiare nell’etilometro aggiunsero il reato di guida in stato di ebbrezza a quello di omissione di soccorso e lesioni gravissime. Gli investigatori elvetici hanno lavorato sodo e alla fine hanno ricostruito la carriera automobilistica del pirata tricolore, gravata da quattro precedenti stati di ebbrezza alcolica e da un altro incidente stradale appena tre settimane prima. Secondo quanto riportato dal portale della Svizzera Italiana Ticinoline (clicca qui per il collegamento), proprio in occasione di questo evento, occorso ad Ascona, un comune del Ticino svizzero sul Lago Maggiore, il nostro connazionale incolpò della guida un parente, che si trovava in auto con lui, venendo comunque smascherato. Ciò che ha colpito l’opinione pubblica, Oltralpe, non è solo il fatto che questa persona continui a circolare impunemente, ma soprattutto il fatto che non si sia poi presentato al processo. Ad ogni buon conto, la requisitoria del procuratore pubblico ha colpito nel segno ed è stato condannato a 20 mesi di carcere da scontare. “Nella sua carriera automobilistica manca solo il morto”, ha detto il presidente della Corte d’Assiste Correzionale di Bellinzona Claudio Zali, che ha aggiunto: “Quest’uomo è un bomba a orologeria e se finora non ha ancora ucciso qualcuno è solo grazie al fato”. Noi non sappiamo se il pirata italiano viva in Svizzera, ma sappiamo che quei venti mesi di carcere, se varcherà ancora quel confine, li dovrà scontare tutti, fino all’ultimo. La sua mancata sensibilità, come l’hanno definita i cronisti elvetici, noi la conosciamo bene: è tipica di molti nostri connazionali, anche di chi, in divisa o con la toga indosso, non fa il proprio dovere fino in fondo. In molti obietteranno che anche gli stranieri, quando vengono in Italia, trovano più facile dare gas e lanciarsi in corse folli in autostrada o sui passi montani, ma la risposta è sempre una questione nazionale: qua sì, glielo facciamo fare. Ed è sbagliato.

AUSTRALIAN NATIONAL DRUG STRATEGY

Alcol, la cattiva salute riduce il consumo
Malattia e disturbi rendono più facile l’abbandono del vizio

28/11/2010 - Il troppo piacere per l’alcol può trasformare innocui rituali in abitudini ambigue ed in vizio vero e proprio. A questo punto smettere cogli eccessi è molto difficile, a meno di non ricevere una spinta dai problemi di salute.
Questo messaggio arriva da una ricerca dell’Australian National Drug Strategy (NDSH).
Gli studiosi NDSH hanno lavorato con più di 20.000 soggetti, intervistandoli e sottoponendoli ad esami. Obiettivo dei ricercatori era chiarire quanto i volontari bevessero (nel presente e nel passato), se gli fossero state diagnosticate malattie e come essi vedessero la propria salute.
Il lavoro ha fatto emergere come le maggiori probabilità di riduzione dell’assunzione dell’alcol erano causate dalla diagnosi di qualche malattie. Tra le più "convincenti", diabete, ansia ed ipertensione.
In generale, spiegano gli esperti, la riduzione del consumo di alcol era direttamente proporzionale allo stato di salute, sia reale che percepita.
Secondo i ricercatori NDSH, i risultati ottenuti sono in linea con la maggior parte delle analisi del genere. Inoltre, diminuendo il consumo di alcolici cala anche la vulnerabilità a diversi problemi.
Perciò, qualunque sia la morale alla base, l’azione degli intervistati è sensata. Come infatti conclude la ricerca australiana, l’importante è che il consumo di alcol si sia ridotto. Con un consumo equilibrato, è indubbio che ne gioverà lo stato di salute generale presente e futuro.
FONTE: "2007 National Drug Strategy Household Survey: first results (AIHW)"

SALUTE E TECNOLOGIA

Il Dottor Porzio: ’grave fenomeno mondiale che altera la personalità dei giovani’
Alcol e ’Binge drinking’
27.11.10 In Inghilterra e in molti paesi del nord europa e’ un’abitudine da decenni. Ora si e’ diffusa anche in Italia.
Parliamo del ’Binge drinking’. Il Binge drinking consiste nel bere fino ad ubriacarsi, in una sorta di ’viaggio-sballo’ spesso molto pericoloso.
Perche’? Chiediamolo al noto farmacista, il nostro consulente il dottor Rosario Porzio. 
’Al di’ la’ delle problematiche comportamentali che l’abuso di alcol, anche solo nel fine settimana, puo’ indurre, pensiamo alle risse frequenti, agli incidenti con i mezzi di trasporto, agli omicidi per guida spericolata, le bevande alcoliche provocano danni costanti al fegato e in parte anche al cuore. Danni fisici reversibili se si elimina in tempo questa pericolosa abitudine. Ma siamo qui’ a parlare di altri danni, quelli a lungo temine e di natura psicologica e psichiatrica. Consumare a lungo termine gli alcolici sin da ragazzini, favorisce ansia e depressione con il passare degli anni. Una ricerca della ’Loyola University’ presentata durante il meeting della ’Society for Neuroscience’, a San Diego, in California lo ha dimostrato. Gli scienziati, diretti dal professor Tony Park, hanno studiato topi da laboratorio di età corrispondente agli adolescenti umani, dividendoli in due gruppi. Al primo gruppo per tre giorni si sono somministrate alte dosi edi alcol (i valori ematici raggiunti erano in un range tra 0,15 e lo 0,2%).
Il secondo gruppo ha bevuto invece soluzione salina. Dopo un mese i topi adulti sono stati divisi in tre gruppi: il primo gruppo assumeva soluzione salina, il secondo alcool a dosi basse, e il terzo una grande dose di alcool. I topi a cui era stata somministrata la quantità di alcool piu’ grande hanno mostrato anomale concentrazioni ormonali ogni volta che assumevano alcol, mentre i livelli degli ormoni si abbassavano più della media nella fase di astinenza. L’alcool può quindi creare un’alterazione permanente ormonale con una super produzione di ormoni che reagiscono allo stress e una ipo produzione nelle fasi di astinenza: tutto ciò può innescare una serie di disturbi comportamentali in età adulta.’
Luisa Odierno

 

 

 

Martedì, 30 Novembre 2010
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