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Rassegna alcol e guida del 24 novembre 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta
 

ALLA CAMERA DEI DEPUTATI SI  CHIEDE MAGGIOR IMPEGNO IN TERMINI DI INVESTIMENTI ECONOMICI PER LA SICUREZZA STRADALE…
 
ASAPS

“L’Italia spende poco per la sicurezza stradale” a dirlo è la Fondazione Guccione per le vittime della strada
Nel nostro Paese ogni anno si investono meno di 50 centesimi per abitante in materia di sicurezza stradale
(ASAPS), 24 novembre 2010 – Maggiore impegno in termini d’investimenti economici per la sicurezza stradale e la realizzazione di una scuola di alta formazione destinata ad amministratori e tecnici. Queste sono alcune delle proposte della onlus Fondazione Luigi Guccione per le vittime della strada avanzate lunedì nel corso di un incontro alla Camera dei Deputati . Secondo il suo presidente Giuseppe Guccione, il nostro Paese dovrebbe varare un nuovo articolo ad hoc del Codice della strada, che metta in evidenza la volontarietà, in alcune circostanze, dei conducenti a provocare incidenti stradali, e realizzare un centro nazionale di assistenza alle vittime. Sempre secondo il responsabile della Fondazione, la politica nostrana si dimostra spesso sorda in materia di sicurezza stradale spendendo solo 20-50 centesimi di euro all’anno per abitante, mentre Francia e in Inghilterra erogano tra i 25 e i 30 euro per  cittadino. (ASAPS)


INVESTE POCO…. ma sta per istituire un nuovo osservatorio parlamentare sulla sicurezza stradale
 
IL VELINO

POL - Sicurezza stradale, Valducci: Si’ a Osservatorio Parlamentare
Roma, 24 nov (Il Velino) - “Stiamo valutando la possibilità di istituire un Osservatorio parlamentare sulla sicurezza stradale per individuare tutte le modifiche che servono per ridurre le vittime degli incidenti anche attraverso norme più efficaci in materia di visite mediche specie dopo i 50 anni”. E’ quanto dice al VELINO il presidente della commissioni Trasporti della Camera Mario Valducci a margine del convegno di presentazione della seconda edizione della campagna di AssoBirra-Unasca ‘O bevi o guidi’. La legge prevede già l’istituzione di un comitato d’indirizzo presieduto dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, ma manca ancora il regolamento che ne disciplinerà l’organizzazione.
Le disposizioni sulla sicurezza nella circolazione stradale prevedono inoltre alcune norme specifiche sui dati relativi all’incidentalità con la previsione di un decreto del ministro sui termini e le modalità di trasmissione dei dati stessi. Secondo gli ultimi dati pubblicati il numero delle vittime della strada, è all’incirca equivalente a quello dei caduti del contingente americano in Iraq. Dati ancora allarmanti anche se testimoniano la drastica riduzione dei morti dal 2001 ad oggi che secondo l’ultimo Rapporto dell’Istat-Aci è pari al 40,3%. Una percentuale che avvicina l’Italia all’obiettivo fissato in sede europea, e cioè la riduzione del 50 per cento delle vittime entro l’anno. “E’ necessario insistere con le attività di comunicazione” ha sottolineato Valducci commentando i risultati già ottenuti dalla campagna di sensibilizzazione sui rischi connessi al consumo di alcol in caso di guida, lanciata da AssoBirra-Unasca: nei primi 6 mesi del 2009 l’iniziativa ha raggiunto circa 200 mila persone, il 40 per cento dei neopatentati che, in base al nuovo codice della strada, sono obbligati a guidare in stato di assoluta sobrietà. Una misura che riguarda potenzialmente 3,5 milioni di giovani, mentre per i guidatori più esperti il limite legale del tasso alcol tollerato è fissato a 0,5 g/l.
 “Rimanere al di sotto deil limite di legge non vuol dire essere esenti da rischi: anche assumendo un quantitativo di alcol inferiore al limite legale di 0,5 g/l, il rischio di incidente aumenta comunque del 40% rispetto a quando si guida da sobri” sottolinea Piero Perron, presidente di AssoBirra che ammonisce: l’unico modo efficace di eliminare il rischio per la propria incolumità è semplicemente quello di non bere prima di mettersi alla guida. Ma già si cominciano a cogliere i primi risultati volti al consumo responsabile di alcolici: nei primi 10 mesi del 2010 – sottolinea Unasca-AssoBirra – le contravvenzioni per guida sotto influenza dell’alcol sono diminuite del 9,8 per cento. Numeri coerenti con i dati del Rapporto Istat-Aci che ha segnalato una calo delle vittime nel 2009 (-1,6% i sinistri, -10,3% i decessi e -1,1% i feriti)Di qui lo stimolo per la seconda edizione della campagna di sensibilizzazione: dopo aver contribuito all’inserimento nei quitz d’esame da gennaio 2011 di alcune domande sul tema del rapporto alcol-guida, Unasca-AssoBirra puntano all’approdo nelle università oltre che in 3000 autoscuole. Verranno consegnati 10 mila alcol-test e 20 mila leale che lanciano il messaggio della campagna
… CREA UN NUOVO OSSERVATORIO E  CANCELLA LA CONSULTA NAZIONALE SULL’ALCOL… “VALLO A CAPI’ STO GOVERNO”
 
A seguito della notizia di soppressione della “Consulta Nazionale sull’alcol e i problemi alcol correlati” l’Associazione ALIA ha emanato il seguente comunicato stampa:


Alia2008@hotmail.it
Tel 3492229732 (prof. Valentino Patussi)
ALIA - consorzio di società scientifiche, associazioni e di singoli cittadini senza legami con soggetti commerciali per la promozione ed il consolidamento della cultura di prevenzione e riduzione dei rischi e dei danni causati dal consumo di bevande alcoliche.

Comunicato Stampa
Abolita la CONSULTA NAZIONALE ALCOL: la denuncia di ALIA, Alleanza Italiana Alcol
La Direttiva del presidente del consiglio dei Ministri (4/8/2010) che individua gli organismi collegiali prorogati non prevede la proroga della Consulta nazionale sull’alcol e i problemi alcol correlati, prevista dalla legge quadro 125/2001.
ALIA, consorzio di società scientifiche, associazioni e di singoli cittadini senza legami con soggetti commerciali per la promozione ed il consolidamento della cultura di prevenzione e riduzione dei rischi e dei danni causati dal consumo di bevande alcoliche, denuncia questo grave atto.
Il referente, prof. Valentino Patussi, dichiara: “La soppressione di questo organismo non è assolutamente giustificata in un’ottica di riduzione dei costi e di eventuali sprechi: al contrario di altri organismi collegiali, la consulta nazionale alcol è composta da un numero limitato di soggetti e l’impegno economico che comporta sono i pochi rimborsi di viaggio per alcuni componenti che non abitano a Roma (e neanche da tutti richiesti, visto che molti vi provvedono autonomamente), oltre, forse, alle spese di cancelleria e di comunicazione telefonica per la convocazione delle riunioni.”
Per questo motivo è stata inviata una lettera al Presidente della Repubblica e ai Presidenti di Camera e Senato affinché venga riesaminata tale disposizione visto che nessun ministro competente, attraverso la predisposizione di una richiesta di mantenimento dello stesso, ha voluto preservare  questo luogo di confronto e di elaborazione di proposte mirate alla riduzione dell’impatto dei costi socio-sanitari legati all’alcol così come richiesto da tutte le strategie nazionali, europee ed internazionali in cui l’Italia è impegnata. Si ricorda che l’alcol è per il mondo occidentale la droga più pericolosa e il terzo fattore di rischio per la salute della popolazione generale (con una spesa socio-sanitaria in Italia pari a oltre 45 miliardi di Euro).
“E’ paradossale – sottolinea il prof.  Patussi - vedere come un lavoro di anni venga soppresso con un tratto di penna, senza un criterio logico e tanto meno economico. Oltre trenta anni di lavoro, di collaborazioni, di partnership, di alleanze strategiche e riconoscimenti a livello internazionale, rischiano di venire vanificati a scapito delle associazioni del settore, della comunità scientifica, dei volontari impegnati in un percorso di “cittadinanza attiva”, volto a modificare e migliorare gli indispensabili interventi sociali e sanitari in azioni concrete, quotidiane destinate ad affermare stili e abitudini di vita salutari, consapevoli e responsabili, in un’ ottica di reale promozione della salute”.

ALIA lancia contemporaneamente un appello affinché, tramite la sottoscrizione di una mail, diretta ai medesimi destinatari, i cittadini interessati manifestino il loro dissenso rispetto a questa decisione.
Qui sotto la mail da mandare al Capo dello Stato: https://servizi.quirinale.it/webmail
Al Presidente della Camera:  http://presidente.camera.it/760
Al Presidente del Senato: renato.schifani@senato.it
 
Illustrissimo presidente
 
Con la presente Le chiedo di intervenire per impedire la soppressione della “Consulta Nazionale sull’alcol e i problemi alcol correlati”, attualmente non inserita tra gli organismi collegiali prorogati ai sensi della direttiva del presidente del consiglio dei Ministri (4/8/2010).
La consulta, prevista dalla legge 125/2001 (Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol correlati) è stato uno strumento fondamentale in quanto è l’organismo in cui la società civile, la comunità scientifica, i rappresentanti dell’industria e dei produttori, i decisori politico amministrativi (regioni e governo), hanno potuto confrontarsi, lavorare insieme e produrre linee guida importanti che hanno ispirato alcuni provvedimenti governativi in tema di protezione e promozione della salute in campo alcologico.
La sua soppressione non è assolutamente motivata da risparmi o eliminazione di sprechi visto che non vi sono gettoni ma il solo rimborso del viaggio per i pochi membri che vengono da fuori Roma (che in molti casi provvedono anche autonomamente a pagarsi il viaggio).
L’alcol è per il mondo occidentale la droga più pericolosa e il terzo fattore di rischio per la salute della popolazione generale (con una spesa socio-sanitaria in Italia pari a oltre 45 miliardi di Euro).
Chiediamo pertanto il Suo intervento, certi della Sua sensibilità, visto che i problemi e le patologie alcol correlate rappresentano una reale piaga per le famiglie e un costo per la collettività.
Sarebbe un segnale di arretramento culturale verificare che, oltre alla mancata sensibilità dei ministri competenti che avrebbero potuto e dovuto evitare questa incresciosa situazione, si giungesse a penalizzare la società privandola di un rilevante strumento di concertazione utile alla costruzione di buone pratiche di governo, di riflessione e di impegno di tutti i cittadini mirati a ridurre l’impatto negativo dell’alcol sulla persona e sulla collettività.
La soppressione della consulta nazionale alcol non può passare sotto silenzio né è accettabile che per presunti e immotivate ragioni di tagli della spesa pubblica si contribuisca ad infliggere un forte colpo ad una storia di valori e di azioni che hanno creato un modello esportato nel mondo come esempio da seguire.
 
Distinti saluti
GUARDATE COME CERCANO DI FAR PASSARE  UN’INIZIATIVA  DI MARKETING DEL VINO PER UN PROGETTO  DI PREVENZIONE.
QUESTO  NON E’ UN PROGETTO DI SICUREZZA STRADALE MA UN PROGETTO PER COMMERCIALIZZARE IL VINO SFRUTTANDO LA BUONA FEDE DELLA REGIONE FRIULI, DELLA PROVINCIA DI UDINE, DELL’AUTOMOBILE CLUB E DELLA POLSTRADA!!!
 
MESSAGGERO VENETO

Educazione al bere per evitare lo sballo
Messaggero Veneto — 23 novembre 2010   pagina 06   sezione: UDINE
«I giovani friulani sono analfabeti dal punto di vista enologico». Questo il quadro fornito dal presidente del Ducato dei vini friulani, Piero Villotta, che imputa a tale mancata conoscenza l’associazione sballo-alcol. E per evitare che i ragazzi, e in particolare gli universitari, perdano l’occasione di conoscere l’enogastronomia, il Ducato organizza per il secondo anno il progetto “Educazione al bere - Assaggia il tuo territorio”. Fortunata iniziativa(*), totalmente gratuita, che sarà ospitata martedì 30 dall’Istituto Renati grazie al sostegno della Regione, dei Consorzi Doc e Dop del settore vitivinicolo e agroalimentare e dell’Acu (Automobile club Udine) nell’ambito di Easy foot, il progetto di sicurezza stradale promosso dalla Provincia di Udine. A Trieste invece l’iniziativa partirà giovedì nella sede dell’Expo Mittelschool, in via San Nicolò 5. «Il fatto che i ragazzi siano portati a usare il vino come sostanza psicotropa e non come alimento dimostra la scarsa cultura enogastronomica - ha ribadito Villotta -. Ma quando li si accompagna nell’educazione del gusto, allora i giovani sono affascinati da un mondo che fino a quel momento non avevano avuto occasione di conoscere». In forma totalmente gratuita (è necessaria però la prenotazione, chiamando in orario d’ufficio il numero 0432-499500 o inviando una e-mail all’indirizzo: aperitivi@ducatovinifriulani.it) un produttore illustrerà il prodotto proposto affiancato da un medico che spiegherà gli effetti nutritivi(**). E, al termine della sessione dedicata alle papille gustative, la Polstrada sottoporrà tutti i partecipanti a un alcol-test per dimostrare, a parità di condizioni, le diverse risposte del fisico. «La presa di coscienza degli effetti - ha sottolineato Maddalena Valli, direttore dell’Acu - permette di rendere consapevoli tutti che se decidiamo di bere non possiamo metterci alla guida. Per questo in ogni compagnia dovrebbe essere deciso a inizio serata chi sarà “Bob”, il guidatore designato». Ma sarebbe fuorviante pensare che il problema dell’alcol riguardi unicamente le nuove generazioni. «In Friuli Venezia Giulia - ha proseguito Valli - la fascia più colpita da sanzioni per guida in stato di ebbrezza è quella fra i 30 e i 50 anni e per di più in orario lavorativo. I ragazzi, dunque, non sono così incoscienti come crediamo. Il vino è una cultura che fa moda, perché non sfruttarlo?». “Educazione al bere - Assaggia il tuo territorio”, dunque, è innanzitutto un’operazione educativa(***). «Non siamo favorevoli al dilagante proibizionismo nei confronti del vino - ha detto Villotta -, ma invitiamo i ragazzi alla moderazione, anche grazie al supporto dei medici che durante gli incontri forniranno loro informazioni specialistiche sui benefici e sugli effetti negativi del bere». Opinione ribadita anche da Cristian Specogna, rappresentante di Giovane impresa Coldiretti e componente del direttivo del Ducato dei vini: «Abbiamo particolarmente apprezzato, nella passata edizione, la voglia di imparare dei ragazzi che hanno confermato come oggi la via giusta da seguire sia quella della prevenzione e della cultura, non della repressione». Michela Zanutto
 
(*)Nota: fortunata per chi vende il vino!
(**)Nota: il medico non spiegherà gli effetti negativo della sostanza alcol ma solo gli effetti nutritivi: è proprio il modo giusto per fare educazione!
(***)Nota: è un’operazione commerciale e non educativa!
ECCO COSA SUCCEDE A LASCIARE ENTRARE NELLE SCUOLE I COMMERCIANTI DI VINO
 
MESSAGGERO VENETO

Scatta l’allarme alcol fra gli studenti
Messaggero Veneto — 23 novembre 2010   pagina 04   sezione: PORDENONE
Alcol: è il problema del 57 per cento degli studenti delle scuole superiori del Pordenonese(*). Drink facile e sballo frequente, nella fascia dai 14 ai 19 anni. Le altre sostanze tossiche consumate e dichiarate da 1.387 ragazzi nel questionario anonimo curato dal Servizio di promozione alla salute dell’Ass6 sono: tabacco (il 45 per cento ne fa uso), cannabis (il 13,9 per cento si fa il classico spinello). Seguono cocaina (2,6 per cento), ecstasy (1,7) ed eroina (1,2). Questa mattina partirà a Pordenone, nel Dipartimento per le dipendenze al civico 5 di via Interna, il seminario di formazione sulle dipendenze patologiche: 40 insegnanti ranger sui banchi per assicurare la salute a scuola. Il quadro generale del sondaggio 2010 lancia l’allarme sulle pari opportunità “tossiche”. Il sorpasso delle studentesse sui compagni di scuola è storico, con il 66,8 per cento di consumo delle sostanze legali (tabacco e alcol) rispetto al 59,1 dei ragazzi. I risultati della ricerca, che è nata dal progetto triennale di prevenzione e promozione della salute “Rideremo tra 20 anni”, nella cornice del programma “0-23” dell’Azienda sanitaria, saranno presentati a gennaio, in prefettura a Pordenone, ai sindaci e ai dirigenti scolastici della Destra Tagliamento. «La sperimentazione delle sostanze psico-attive legali e illegali capita soprattutto nella fascia di età 15-17 anni – ha rilevato Virginio Beacco, responsabile del Servizio di promozione alla salute dell’Ass6, in cabina di regia con Roberta Sabbion, al vertice del Dipartimento per le dipendenze –. Di fronte a questi dati sui rischi nell’adolescenza, che riflettono quelli nazionali nel Pordenonese, mettiamo in campo il seminario di aggiornamento per docenti. Tre incontri che saranno presenziati anche dagli agenti di Questura, Guardia di finanza e Carabinieri». L’obiettivo è intervenire sui fattori di rischio di 11 mila 500 studenti, con l’intesa triangolare fra Prefettura, Provincia, enti locali e Ass6. «Bisogna anticipare a 13-14 anni l’azione di ri-orientamento alla salute, nelle scuole e fuori aula – ha aggiunto Beacco con Domenico Giotta, referente della scuola polo Isis “Zanussi” –. Servono azioni pratiche, per esempio gli enti locali dovrebbero investire sulle politiche giovanili. Le proposte degli studenti toccano il problema della carenza di spazi di aggregazione nelle periferie urbane e in centro città». Alcol e fumo i primi nemici da sconfiggere: gli altri step formativi sono fissati il 29 novembre e 9 dicembre. Chiara Benotti
 
(*)Nota: e poi lasciamo entrare nelle scuole i commercianti di vino per fare pubblicità ai loro prodotti!!!
INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE
 
LA NUOVA SARDEGNA

Incontro con il progetto Bacco
la Nuova Sardegna — 23 novembre 2010   pagina 30   sezione: SASSARI
OZIERI. Proseguono a Ozieri gli incontri informativi del progetto «Bacco. Cosa non sappiamo» coordinato dal Plus territoriale Ozieri-Bono in collaborazione con il Ser.D di Ozieri. Domani alle 15.30 presso la scuola media Grazia Deledda si terrà il primo incontro di informazione e sensibilizzazione sui problemi alcol-correlati. Info al Centro per l’Ufficio di Piano del Comune, 079 781215. (b.m.)
IL CENTRO

Convegno alcol e droga
il Centro — 23 novembre 2010   pagina 09   sezione: CHIETI
SCERNI, convegno alcol e droga. Domenica, alle 18, nella sala convegni del Comune, si terrà il convegno-dibattito organizzato dall’associazione “Libera espressione” sul tema “Alcol e droga, istruire per prevenire”. Interverrà Ferdinando Fantini , direttore del Sert di Vasto.
LA GAZZETTA DI REGGIO

«Prima le persone poi l’arte» Il parroco vuole il centro giovani
la Gazzetta di Reggio — 23 novembre 2010   pagina 03   sezione: PRIMO PIANO
REGGIO. Non ne ha fatto mistero, don Francesco Ranza. Di voler utilizzare, cioè, gli spazi in dotazione al presepe Beltrami per allestire una sorta di centro giovani. L’annuncio l’aveva dato urbi et orbi nei mesi scorsi, quando aveva «ringraziato gli assenti» alla manifestazione anti-alcol andata in scena la scorsa estate. Il parroco di San Francesco e San Nicolò aveva sottolineato all’epoca: «Il nostro impegno è quello di formare un gruppo attivo di genitori e amici contro le droghe e l’alcol, contro la maleducazione e la violenza in città. Chi vuole sa dove trovarmi. Proponiamo un venerdì in città contro ogni tipo di alcol. Offriamo gli ambienti parrocchiali occupati dal presepe di Beltrami a un’attività alternativa e formativa dei nostri giovani. Prima le persone, poi l’arte».  Un messaggio chiaro. Che sancisce in qualche modo la fine di un «patto» stipulato dieci anni fa tra Curia, Manodori, parrocchia e Beltrami stesso. Perché fu la Fondazione - presidente era Dario Caselli - a finanziare i restauri del luogo che ospita il presepe: «La collocazione - dice ora Caselli - ci fu indicata dalla Curia. E oggi rimango convinto che quel presepe vada salvato perché rappresenta la tradizione di questa città».
IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE PER ARGINARE I PROBLEMI ALCOLCORRELATI
 
IL CORRIERE DELLE ALPI

E l’alcoltest fa altre 9 vittime
il Corriere delle Alpi — 23 novembre 2010   pagina 23   sezione: PROVINCIA
CORTINA. I carabinieri della Compagnia di Cortina, al termine di un servizio finalizzato alla prevenzione della guida in stato di ebbrezza, hanno denunciato 9 persone (tutti uomini, di età compresa tra i 48 e i 33 anni, in gran parte della provincia di Belluno). Lungo la Sp 532 del passo di Sant’Antonio, un guidatore ha perso il controllo della propria autovettura andando ad impattare con alcune auto in sosta: sottoposto al test dell’etilometro, risultava ampiamente positivo. Domenica notte, in centro a Cortina, nonostante la neve, un intrepido guidatore (pur avendo in corpo una ingente quantità di alcol, 1,50 gr/litro), si è lanciato in un sorpasso ad una pattuglia dei Carabinieri. (a.s.)
LA GAZZETTA DI MODENA

Alcol dopo le 20: locali multati
la Gazzetta di Modena — 23 novembre 2010   pagina 14   sezione: CRONACA
I titolari di due attività commerciali, una artigianale e una di vendita al minuto, sono stati multati perché sorpresi a vendere sostanze alcoliche dopo le 20, in violazione all’ordinanza del sindaco. E’ andata ancora peggio al titolare di una pizzeria cittadinam che invece di sanzioni ne ha accumulate ben quattro per aver organizzato un “intrattenimento danzante” in un locale non adatto. Questi sono alcuni risultati relativi ad un’azione di controllo mirato svolto da tra pattuglie della polizia municipale venerdì sera dalle 21 alle 2 in varie zone della città. I primi due controlli sono stati svolti in due attività commerciali del centro storico, una artigianale a ridosso della via Emilia Centro e l’altra di vendita al minuto nei pressi dei viali cittadini, dove sono state accertate due violazioni all’ordinanza del sindaco sulla vendiita di bevande alcoliche: in entrambe le attività è stata constatata la vendita di bevande alcoliche dopo le ore 20. Le pattuglie dei vigili urbani si sono poi recate in una pizzeria in zona Crocetta, particolarmente frequentata. Il controllo ha portato alla contestazione immediata alla titolare di quattro verbali: piccolo intrattenimento danzante non autorizzato, violazione al regolamento comunale per disturbo acustico oltre la mezzanotte, per violazione relativa al mancato rispetto del divieto di fumare all’interno della pizzeria e omessa presenza della cartellonistica relativa al divieto di fumo. In tutti i locali controllati gli agenti hanno constatato che erano presenti - come stabilito dalla normativa - i precursori usa e getta o strumentazioni fisse in affitto per vrificare il tasso alcolico degli avventori.
LA TRIBUNA DI TREVISO

Ancora troppi guidano in stato di ebbrezza.
la tribuna di Treviso — 23 novembre 2010   pagina 24   sezione: PROVINCIA
CASTELFRANCO. Nonostante l’inasprimento delle sanzioni per chi guida ubriaco, gli incidenti stradali sono in aumento. Preoccupano i dati degli ultimi scontri rilevati dalla polizia stradale castellana. Negli ultimi dieci giorni, sono stati cinque i gravi incidenti causati da guidatori alticci. Si continua a bere senza regole e poi ci si mette alla guida. Dei 5 incidenti rilevati, 3 sono stati causati da perdita del controllo del mezzo e uscita autonoma, gli altri 2 sono stati collisioni con veicoli fortunatamente non frontali. Il tasso alcolemico dei 5 automobilisti che hanno provocato gli incidenti è superiore all’1.50 gr/l, vale a dire 3 volte superiore a quello consentito dalla legge. Nello specifico l’età di chi ha provocato l’incidente è: 28 anni con 1.88, 36 anni con 2.85, 25 anni con 1.52, 35 anni con 2.31, 55 anni con 2.80. Nei 5 incidenti stradali rilevati in poco tempo solo in uno l’automobilista era straniero. Questi dati preoccupano il comandante della polstrada Fabio Viale. «Nonostante quanto è stato fatto contro l’abuso dell’alcol alla guida - osserva - si continuano a rilevare questi paurosi tassi alcolemici, sono eccessi ingiustificati che potrebbero essere stati 5 potenziali incidenti mortali. Tutti e cinque i guidatori non sapevano che con questi tassi alcolemici, superiori all’1,50 gr/l, avranno la patente revocata e non sospesa. Potranno conseguirla di nuovo, ma non prima dei prossimi tre anni. L’automobilista non sa a cosa va incontro con le nuove regole, bevendo prima di mettersi alla guida. Nonostante l’informazione sia fatta di continuo con le iniziative organizzate dalle associazioni, la cittadinanza non partecipa e molti continuano a bere prima di mettersi al volante, ignorando a cosa vanno incontro, soprattutto oggi che la patente di guida è un bene prezioso». - Dario Guerra
IL CORRIERE ADRIATICO

Allarme del questore contro le nuove droghe
24.11.10
Teramo Fanno uso di oppiacei e cannabinoidi e lo fanno nelle ore pomeridiane, contrariamente a quanto si potrebbe pensare. Alcol e stupefacenti hanno cambiato orario: non più la sera o nelle ore notturne e, soprattutto, non solo nel fine settimana. E’ quanto emerge dal bilancio tracciato dalla Questura di Teramo relativamente alla prima fase di attuazione su strada del progetto Drugs on Street, che si avvale sul territorio della collaborazione della Asl e del Comune di Teramo, del Sert e della Croce Rossa.
Dai dati emerge che, per quanto riguarda i controlli ordinari condotti dalla polizia dal 9 giugno ad oggi, su 7315 controlli, 42 sono stati gli automobilisti accompagnati al 118 per gli esami di rito e 22 le patenti ritirate. A questi si aggiungono i controlli straordinari che rientrano specificatamente nel progetto Drugs on Street, finalizzati appunto alla repressione del fenomeno della guida sotto effetto di sostanze stupefacenti.
In questo contesto 19 sono stati i servizi su strada (rispetto ai 5 del 2009), che hanno portato all’identificazione di 584 conducenti (89 nel 2009), 71 le patenti ritirate (10 nel 2009) e 6 sono risultati positivi al test antidroga (nessuno nel 2009).
Per quanto riguarda, invece, la guida sotto effetto dell’alcool, 48 sono risultati positivi al test (contro i 10 del 2009). Il dato allarmante relativo alla guida sotto effetto di stupefacenti è, tuttavia, la crescente espansione delle droghe di nuova generazione, come ha spiegato il Questore Amalia Di Ruocco. “E’ un fenomeno in continua crescita, che merita un’attenzione particolare. Queste nuove droghe non sono ancora state inserite nelle tabelle ministeriali, ma sono delle vere e proprie bombe. Per questo vogliamo sensibilizzare i giovani e la società e lo faremo in un convegno previsto prima di Natale”.
ECCO LE CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI
 
VIOLENZA
 
IL CENTRO

Ubriaco rompe il naso alla moglie davanti ai passanti
il Centro — 23 novembre 2010   pagina 07   sezione: PESCARA
PESCARA. Prima si è ubriacato, poi ha preso a pugni in viso la moglie lasciandola a terra con il volto sanguinante. Alla fine, la polizia lo ha arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali volontarie gravi. L’uomo, del quale non sono state rese note le generalità, è un ucraino, disoccupato. La vittima è stata trasportata in ospedale: ha riportato la frattura delle ossa nasali. I medici l’hanno giudicata guaribile in almeno tre settimane, diagnosi sufficiente a far scattare l’inchiesta d’ufficio.  E’ accaduto due sere fa in pieno centro, lungo corso Vittorio Emanuele II, vicino a piazza della Repubblica. L’arrestato, che ieri mattina è comparso davanti al giudice, che ha convalidato l’arresto, ha picchiato la moglie, anche lei ucraina, impiegata come collaboratrice domestica e con regolare permesso di soggiorno. La donna è stata trovata a terra col volto sanguinante. A far perdere la ragione al marito, è stata l’abbondante dose di alcol che l’uomo aveva ingerito poco prima a cena, consumata in un ristorante cittadino.  L’uomo ha colpito violentemente la coniuge, facendola cadere a terra. Ad allertare la polizia, sono stati alcuni passanti che hanno notato la donna a terra sanguinante. L’aggressore è stato rintracciato nelle immediate vicinanze. L’uomo non ha fornito alcuna giustificazione e anzi, sotto l’effetto dell’alcol, in presenza dei poliziotti, ha continuato a infierire verbalmente contro la moglie. Soccorsa dal personale del 118, la donna è stata trasferita all’ospedale, dove sarà sottoposta a ulteriori analisi. L’ucraina, secondo la ricostruzione della Volante, per anni avrebbe subito i soprusi del marito, denunciandolo però una sola volta per paura di ritorsioni e poi prodigandosi per ritirare la denuncia, confidando nelle promesse di cambiamento del coniuge.
AGRIGENTONEWS

Ubriaco strattona e offende
24.11.10 I carabinieri della Stazione di Castrofilippo, coadiuvati dal personale della radiomobile, hanno arrestato il 35enne Giuseppe Casella per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, in evidente stato di ebbrezza, ha inizialmente offeso i militari e spintonato uno di loro; successivamente è salito sul suo furgone ed è fuggito per le vie del paese. Una volta rintracciato e bloccato, Casella ha strattonato i carabinieri per tentare di resistere all’arresto senza alcun successo. Condotto nella camera di sicurezza, è rimasto lì in attesa del giudizio per direttissima.
LA GAZZETTA DI REGGIO

«Chiedo scusa per quello che ho fatto»

la Gazzetta di Reggio — 23 novembre 2010   pagina 22   sezione: PROVINCIA
GUALTIERI. «Chiedo scusa per quello che ho fatto. E’ stata una serata da dimenticare. Sono consapevole di quello che ho combinato, ma ero alterato dall’alcol. Sono un padre di famiglia e non è da me fare ciò che ho fatto l’altra sera».  Senza alzare gli occhi da terra - nel corso dell’udienza di convalida del fermo, svoltasi ieri mattina in tribunale a Reggio - Mario Furno ha chiesto scusa alla ragazza con cui aveva allacciato una relazione e ai suoi parenti.  Verso di loro, sabato sera, si era scagliato nel culmine di una lite, ferendo in modo non grave sia la giovane donna sia la madre dell’ex, all’interno dell’abitazione del paese in cui la famiglia vive.  Sentito il racconto dell’uomo - un rappresentante 36enne originario di Benevento ma da qualche tempo residente con la moglie e la figlia in provincia di Ferrara - il pubblico ministero ha chiesto il suo trasferimento agli arresti domiciliari.  Di diverso avviso il giudice Renato Poschi che, dopo una decina di minuti di camera di consiglio, ha deciso per la scarcerazione del 36enne, così come richiesto dall’avvocato difensore Ernesto D’Andrea.  Il legale ha quindi chiesto e ottenuto dal giudice un rinvio del processo. Del caso se ne riparlerà quindi in tribunale all’inizio del prossimo mese di febbraio.  Pesanti le accuse di cui il rappresentante deve rispondere: resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Oltre ad aver spinto e causato lievi ferite all’ex fidanzata e alla madre di questa, Furno aveva infatti reagito malamente con i carabinieri intervenuti nell’abitazione della donna. Stizzito, il 34enne se l’era presa con due militari mentre lo stavano portando in caserma per formalizzare il fermo.
DENUNCE
 
ROMAGNAOGGI

Rimini, ubriaco dà in escandescenza davanti alla Polizia. Denunciato ed espulso
24 Novembre 2010 - 14.04 (Ultima Modifica: 24 Novembre 2010)
RIMINI - Ubriaco fradicio ha cominciato a dare in escandescenza alla vista della Polizia. Protagonista in negativo dell’episodio, avvenuto nel cuore della nottata tra martedì e mercoledì in un locale notturno di Marina Centro, un cittadino albanese di 31 anni, in Italia senza un regolare permesso di soggiorno. A chiedere l’intervento del 113 intorno alle 2 sono stati i gestori del locale. Ci sono voluti diversi minuti per calmare l’extracomunitario.
Gli ulteriori accertamenti hanno permesso di appurare che il 31enne era in irregolare sul territorio. Per questo motivo, oltre alla denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e alla multa per ubriachezza, le forze dell’ordine hanno proceduto all’espulsione dell’individuo.
AGRIGENTONEWS

Ubriaco ferisce poliziotti, arrestato trentaseienne
24.11.10 Un trentaseienne pluripregiudicato, in atto sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, è stato arrestato ieri dagli agenti del Commissariato di Canicattì, diretti da Corrado Empoli, per i reati di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. I poliziotti erano stati chiamati nel primo pomeriggio di ieri, intorno alle 17, dopo che Calogero Lo Giudice, questo il nome dell’arrestato, in evidente stato di alterazione alcolica stava importunando alcuni avventori di un bar in largo Aosta. All’arrivo degli agenti l’uomo si è scagliato contro i rappresentanti della legge sferrando loro dei pugni. Dopo breve è stato immobilizzato e trasportato al Commissariato.
ORDINANZE COMUNALI
 
IL CENTRO

Alcol vietato ai minorenni, consensi dai baristi

il Centro — 23 novembre 2010   pagina 07   sezione: L’AQUILA
CELANO. «Giusto vietare l’alcol ai minori». I baristi di Celano accolgono con favore la nuova ordinanza di divieto per la somministrazione di bevande alcoliche a quanti non hanno la maggiore età. Un coro di consensi anche sulla necessità di maggiori controlli, in particolare nel centro storico, durante le ore notturne. Divide, invece, la proposta del sindaco Piccone di rivedere gli orari di chiusura.  Solo pochi giorni fa la giunta ha varato il provvedimento sul divieto di alcol ai minori. Inoltre, il sindaco Filippo Piccone ha ipotizzato una chiusura a mezzanotte. Le reazioni non mancano. «Gli alcolici ai minori non devono essere dati», spiega il gestore del Danny bar, «nel mio locale questo è sempre accaduto. A chi non è maggiorenne non do alcolici. Sono d’accordo anche su un’estensione dei controlli da parte delle forze dell’ordine e dei vigili urbani. Così come non ritengo un problema l’eventuale diminuzione dell’orario di chiusura dei locali». Dello stesso avviso anche il titolare del bar Il grottino: «Non do da bere ai minorenni. È da sempre una regola nel mio locale. Sulla sicurezza ritengo che faccia bene il sindaco a potenziare l’organico dei vigili urbani e richiedere maggiori pattuglie delle forze dell’ordine. Inoltre, una riduzione dell’orario di apertura non mi darebbe noie, visto che di norma chiudo al massimo all’una». Pasquale Santilli del bar Meeting concorda su sicurezza e divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni. Ma sugli orari invita a riflettere. «Tale decisione», secondo Santilli, «potrebbe danneggiare alcuni locali».  «Non vendo alcol ai minorenni», avverte Daniele Catenacci del Baretto Dietro Castello, «anche i controlli sono necessari. La chiusura? Deve restare alle 4, anche perché se qui chiudiamo prima i giovani si mettono in auto e raggiungono discoteche o altri locali che rimangono aperti».  Dello stesso avviso Oreste Montagliani del Caffè Santucci: «Sì ai controlli. Ma l’ordinanza non serviva. Tutti sanno che non si può dare da bere ai minori.(*) Spero che non vengano modificati gli orari. Verremmo penalizzati. E non poco». - Dante Cardamone
 
(*)Nota: ai minori di che? La legge italiana prevede il divieto ai minori di anni 16 ed in questo caso il sindaco ha fatto una ordinanza per vietare la vendita di bevande alcoliche ai minori anni 18!
REPUBBLICA

Coprifuoco contro la movida in Ticinese
Repubblica — 23 novembre 2010   pagina 9   sezione: MILANO
IL COPRIFUOCO si allarga. Nonostante i ricorsi al Tar dei commercianti, il Comune è pronto a estendere l’ ordinanza antidegrado che prevede orari più restrittivi a bar e ristoranti alla zona di corso di Porta Ticinese, da anni uno dei principali centri della movida giovanile. Della questione si discuterà oggi in una riunione in prefettura, ma il sindaco Moratti è intenzionato a seguire la linea dura anche qui. In particolare sotto il mirino ci sono i locali di via Vetere, la strada che da corso di Porta Ticinese finisce al Parco delle due Basiliche, che ogni sera, specialmente nel fine settimana, diventa un enorme locale en plein air. Ma al vaglio della prefettura oggi ci saranno anche due nuovi palazzi, dove ieri il sindaco ha fatto un sopralluogo: viale Espinasse 104e via Cavezzali 11, condomini dormitorio dove dovrebbe partire l’ altra ordinanza, quella che riguarda il deposito dei contratti di affitto come già successo per viale Bligny 42. Il coprifuoco nel cuore della movida non piace all’ Epam, l’ associazione che riunisce i pubblici esercizi e che ha già avviato alcuni ricorsi al Tar in altre zone. Alfredo Zini, vicepresidente, spiega: «Se il sindaco pensa di risolvere tutto con le ordinanze faccia pure. Noi siamo pronti a impugnare anche questo provvedimento e a far valere le nostre ragioni. Mettere un limite ristretto di orario in alcune zone non fa che spostare il problema là dove le aperture sono ancora libere. Siamo i primi a richiamare al rispetto delle regole i commercianti e a chiedere più controlli da parte del Comune, ma vorremmo anche essere coinvolti nella ricerca di soluzioni condivise». La questione è delicata visto che l’ Epam ha già ottenuto le prime sospensioni del nuovo provvedimento (corso Lodi e piazzale Corvetto) e il Comune non ha intenzione di essere contestato ancora. E colpire uno dei centri della movida cittadina scatenerà senza dubbio la catena dei ricorsi. Quindi l’ amministrazione dovrà studiare una formula che imponga regole più ferree, ma difficilmente impugnabili dagli avvocati. D’ altra parte però i residenti di via Vetere denunciano da anni lo stato di degrado e abbandono di una strada costellata di locali aperti fino a notte fonda e che attirano ogni sera migliaia di giovani. «La situazione è ormai fuori controllo- racconta Claudio Bernieri, presidente del comitato Cittadella - , tanto che abbiamo già denunciato il sindaco, il vicesindaco, il prefetto, il questore, il capo dei vigilie il presidente dell’ Amsa intimandoli a intervenire al più presto in questa zona. È passato più di un mese e non è ancora successo nulla, per questo stasera l’ assemblea del quartiere voterà se far partire una seconda denuncia per omissione d’ atti d’ ufficio». Ma i residenti non chiedono il coprifuoco. «Nessuno vuole far chiudere i locali presto - continua Bernieri - , chiediamo solo che aumentino i controlli, che vengano chiusi quelli che evadono le tasse, multati quelli che vendono alcol ai minori, limitati gli schiamazzi per strada e ripulita la via». - TERESA MONESTIROLI
VARIE
 
LA NAZIONE

AGENDA FIRENZE – Pagina 24
Alcol e incidenti, la soluzione non può essere solo l’etilometro
24.11.10
Come combattere la miscela di alcol e droga che provoca incidenti e tragedie?
Quali rimedi?
Ecco alcune opinioni espresse su www. lanazione.it/firenze
 
IO FAREI una legge in cui qualsiasi guidatore di qualsiasi mezzo deve avere un tasso alcolico nel sangue pari a 0 (zero) e non 0,5 come ora, perché la gente non può rendersene conto se sfora con un solo bicchiere di vino, e se in questo caso il locale mette a disposizione l’etilolometro dopo che una persona ha bevuto, che senso ha? Non potrà guidare ugualmente… che leggi fatte male… Poi, se ci si mettono anche persone che abbiano consumato droga, allora la patente va sospesa fino a quando uno psicologo e un medico curante ritengono che il soggetto è guarito e non ritorna sano di mente e di corpo e non sbattendolo in carcere con la multa perché tanto lo rifà di nuovo.
L’indignato
 
ALL’ALCOL e alla droga aggiungerei… i telefonini. La droga stordisce ed inebria insieme all’alcol e alla musica. Ma spippolare mentre si guida è altrettanto pericoloso.
C.P.
 
SI FANNO  spot assurdi:<< Se guidi non bere. No, non bere comunque! Non perdere la dignità: essere ubriachi è degradante. Io ho vissuto la mia infanzia, adolescenza e il resto, con un padre alcolizzato. Dove sta il divertimento nel vedere una persona che vomita, vacilla, straparla? A maggior ragione non si può permettere a nessun ubriaco di salire in auto. Per ridurre gli incidenti occorre togliere l’alcol. Pura utopia lo so. Me ne rendo conto…
Nadia
 
LA MIA PROPOSTA  forse risulterà provocatoria, ma io un’idea ce l’avrei: perche non si fa una legge che ‘obblighi’ i gestori dei locali a far sottoporre a carattere gratuito i propri clienti all’etilometro? Il gestore del locale avrebbe diritto di ritirar la patente a quanti superino i limiti consentiti dalla legge onde evitare che si mettano alla guida. A quel punto, o hanno un amico che non ha bevuto e quindi guida lui, o ripiegano su un bel taxi per ritornare a casa! Ma siccome l’Italia è un bellissimo Paese ma anche “l’Ufficio complicazioni delle cose semplici”, sono certo che questa mia provocazione non avrà alcun seguito.
Federico
 
MA secondo voi, un soggetto ha bisogno di fare l’etilometro per sapere se ha alzato il gomito oppure no? Più controlli per le strade, questo è l’unico sistema. Dalla mia esperienza a Barcellona ( ma anche in Svizzera), i ragazzi non si mettono al volante se hanno bevuto, perché sono altissime le possibilità di essere fermati a un posto di blocco. Fai la multa a chi è sbronzo alla guida, urina sui portoni o commette atti vandalici… Vedrai che quando punti al portafogli delle persone si danno tutti una calmata. Una volta che il locale mette a disposizione un etilometro che risultato si ottiene? E’ un intervento di facciata e basta!
Steo
QUELLO CHE DEVONO FARE I GESTORI DEGLI ESERCIZI PUBBLICI DOVE SI SOMMINISTRANO BEVANDE ALCOLICHE DOPO LE 24.
 
ASAPS

La scheda
Somministrazione di bevande alcoliche o superalcoliche
Le regole per i titolari e i gestori degli esercizi dove si somministra alcol dopo le 24
Legge n.120 del 29 luglio 2010
A cura di Franco Medri*
La modifica apportata dalla Legge 120/2010 all’articolo 6 della Legge 160/2007 ha previsto un significativo giro di vite per i titolari e i gestori di locali che, svolgendo forme di intrattenimento e svago, somministrano bevande alcoliche o superalcoliche. Le prescrizioni principali possono essere così riassunte:
I titolari e i gestori degli esercizi muniti della licenza prevista dai commi primo e secondo dell’articolo 86 del TULPS (non possono esercitarsi, senza licenza del Questore, alberghi, compresi quelli diurni, locande, pensioni, trattorie, osterie, caffé o altri esercizi in cui si vendono al minuto o si consumano vino, birra, liquori od altre bevande anche non alcooliche, né sale pubbliche per bigliardi o per altri giuochi leciti o stabilimenti di bagni. La licenza è necessaria anche per lo spaccio al minuto o il consumo di vino, di birra o di qualsiasi bevanda alcolica presso enti collettivi o circoli privati di qualunque specie, anche se la vendita o il consumo siano limitati ai soli soci….omissis), ivi compresi gli esercizi ove si svolgono, con qualsiasi modalità, spettacoli o altre forme di intrattenimento e svago, musicali o danzanti, nonché chiunque somministra bevande alcoliche o superalcoliche in spazi o aree pubblici ovvero nei circoli gestiti da singoli, da enti o da associazioni, devono interrompere la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche alle ore 3 e non possono riprenderla nelle tre ore successive, salvo che sia diversamente disposto dal questore in considerazione di particolari esigenze di sicurezza (tali divieti non si applicano alla vendita e alla somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche effettuate nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio e nella notte tra il 15 e il 16 agosto).
L’inosservanza di tali disposizioni comporta l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 5.000 a € 20.000. Qualora siano state contestate, nel corso del biennio, due distinte violazioni del prescritto obbligo è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività ovvero dell’esercizio dell’attività medesima per un periodo da sette fino a trenta giorni, secondo la valutazione dell’autorità competente.
I titolari e i gestori dei locali che proseguano la propria attività oltre le ore 24, devono avere presso almeno un’uscita del locale un apparecchio di rilevazione del tasso alcolemico, di tipo precursore chimico o elettronico, a disposizione dei clienti che desiderino verificare il proprio stato di idoneità alla guida dopo l’assunzione di alcool. Devono altresì esporre all’entrata, all’interno e all’uscita dei locali apposite tabelle che riproducano: a) la descrizione dei sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica nell’aria alveolare espirata; b) le quantità, espresse in centimetri cubici, delle bevande alcoliche più comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico per la guida in stato di ebbrezza, pari a 0,5 grammi per litro, da determinare anche sulla base del peso corporeo (l’inosservanza del predetto obbligo comporta l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 300 a € 1.200; inoltre le disposizioni di cui al comma 2-quater del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160 si applicano, per i locali diversi da quelli ove si svolgono spettacoli o altre forme di intrattenimento, a decorrere dal terzo mese successivo alla data di entrata in vigore della Legge 120/2010).
I titolari e i gestori degli esercizi di vicinato, di cui agli articoli 4, comma 1, lettera d), e 7 del D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 (per esercizi di vicinato quelli aventi superficie di vendita non superiore a 150 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 250 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti) devono interrompere la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 24 alle ore 6, salvo che sia diversamente disposto dal questore in considerazione di particolari esigenze di sicurezza.
L’inosservanza di tali disposizioni comporta l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 5.000 a € 20.000. Qualora siano state contestate, nel corso del biennio, due distinte violazioni del prescritto obbligo è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività ovvero dell’esercizio dell’attività medesima per un periodo da sette fino a trenta giorni, secondo la valutazione dell’autorità competente.
Tali divieti non si applicano alla vendita e alla somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche effettuate nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio e nella notte tra il 15 e il 16 agosto.
I titolari e i gestori di stabilimenti balneari muniti della licenza di cui ai commi primo e secondo dell’articolo 86 del TULPS, sono autorizzati a svolgere nelle ore pomeridiane particolari forme di intrattenimento e svago danzante, congiuntamente alla somministrazione di bevande alcoliche, in tutti i giorni della settimana, nel rispetto della normativa vigente in materia e, ove adottati, dei regolamenti e dalle ordinanze comunali, comunque non prima delle ore 17 e non oltre le ore 20. Sono fatte salve le autorizzazioni già rilasciate per lo svolgimento di forme di intrattenimento e svago di cui al presente comma nelle ore serali e notturne. L’inosservanza di tali disposizioni comporta l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 5.000 a € 20.000. Qualora siano state contestate, nel corso del biennio, due distinte violazioni del prescritto obbligo è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività ovvero dell’esercizio dell’attività medesima per un periodo da sette fino a trenta giorni, secondo la valutazione dell’autorità competente.
TROPPA TOLLERANZA
 
IL TIRRENO

Etilometro, al via controlli nei ristoranti
MERCOLEDÌ, 24 NOVEMBRE 2010
LUCCA. Ancora pochi giorni di tolleranza poi i controlli della polizia municipale sulla presenza, in ristoranti e bar, di apparecchi per misurare il tasso alcolemico nel sangue, prenderanno il via. L’etilometro, in questo tipo di locali (per quelli che tengono aperto dopo la mezzanotte) è diventato obbligatorio dallo scorso 13 novembre, ma molti locali non lo hanno ancora acquistato. L’assessore Elio Cappellini spiega che controlli mirati partiranno a breve, la tolleranza per i ritardatari sta per finire
STATISTICA SUGLI INCIDENTI STRADALI
 
ASAPS

Informazioni sicurezza stradale 2
In quali mesi, giorni e orari avvengono gli incidenti?
Luglio ha il maggior numero, agosto il più alto indice di mortalità
A febbraio il minor numero
Il giovedì più incidenti, il sabato i più gravi
Le 18 è l’ora del botto ma di notte più lenzuoli banchi
 (ASAPS) Nel 2009 il mese fatidico per gli incidenti stradali è stato ancora Luglio con 21.858 sinistri in valore assoluto e con la media record di 705 incidenti al giorno. Secondo i dati ACI - Istat anche come numero di morti Luglio è il mese con i valori massimi, ben 498 vittime pari a 16 al giorno. Come indice di mortalità (cioè il rapporto tra il numero di morti e il numero degli incidenti, moltiplicato 100) è invece agosto a prevalere con 2,5 morti ogni 100 incidenti contro i 2,3 di luglio e i 2,0 di maggio e ottobre.
Ma cerchiamo di capire perché luglio è così pericoloso come frequenza sinistri, ancor più di agosto, il mese delle vacanze per eccellenza. Secondo l’analisi dell’Asaps il motivo può essere riconducibile ad un fattore. Luglio sta diventando sempre più anche un mese di movimenti turistici e di vacanza in generale, con la caratteristica però che il settimo mese dell’anno vede una maggior miscelazione di traffico turistico, quindi di gente meno esperta alla guida, meno abituata a viaggiare sulle autostrade e sulle statali, con un ancora intenso traffico commerciale, quindi connesso alla produzione e al lavoro, come i veicoli pesanti e i furgoni in generale. Traffico commerciale che invece subisce un ovvio rallentamento in agosto con la concomitanza della chiusura di molte fabbriche e imprese.
Il giovedì con 33.414 incidenti diventa il giorno più rischioso della settimana e supera di un soffio il venerdì con 33.349 scontri che era sempre in testa fino al 2008. I giorni con meno incidenti sono il sabato con 29.522 e la domenica con 23.073, che però sono i due giorni col maggior numero di morti, rispettivamente 708 e 696, come dire meno incidenti ma molto più gravi. In questo caso molta delle differenza la fanno le ore notturne del sabato e della domenica.
L’orario in assoluto nel quale si contano più incidenti è quello che va dalle 18 alle 19 con 17.367 impatti, che precede le ore 17 con 17.367 sinistri. Alta la frequenza degli incidenti anche dalle 8 alle 9 e dalle 9 alle 10 con 12.594 e 12.982 sinistri.
Ma le ore più rischiose come indice di mortalità sono assolutamente quelle notturne che vanno verso l’alba. Si consideri che di fronte ad un indice medio di 2,0 abbiamo un indice di 2,3 a mezzanotte. 3,2 all’una di notte, 4,9 alle due, 3,4 alle tre, 4,9 alle quattro, e l’ora maledetta con 5,2 alle cinque, 4,8 alle sei. Gli indici più bassi di mortalità sono proprio quelli delle ore con maggiore frequenza di incidenti: 1,3 alle otto, 1,4 alle nove, 1,7 alle diciotto. (ASAPS)
VISTA L’ARIA CHE TIRA SAREBBE MEGLIO CHE LA PROVINCIA INVESTA I SOLDI PUBBLICI IN PROGETTI PIU’ SICURI.
RISPARMIEREBBE ANCHE I QUATTRINI CHE SPENDERA’ POI PER LA CURA DELLE MALATTIE VINOCORRELATE…
 
TRENTINO

Pronto il piano di rilancio del vino
San Michele propone di valorizzare l’identità della singole cantine
La proposta prevede anche che le varietà autoctone siano commercializzate mettendo in risalto il legame col territorio
(U.C.)
TRENTO. E’ pronto il piano per il rilancio della viticoltura trentina. Lo ha preparato l’Istituto di San Michele per conto della Provincia. Prevede, a differenza del piano Pedron, che era stato commissionato dalla Cooperazione, la valorizzazione delle singole cantine e dei vini del territorio. Il piano adesso è all’esame dell’assessorato all’agricoltura. Prevede anche un’analisi delle varietà trentine e delle politiche commerciali che possono valorizzarle.
 L’assessore Mellarini spiega che si tratta di un piano ad ampio raggio: «Il piano di san Michele contiene proposte molto interessanti. Un contributo importante che delinea le direttrici lungo le quali sviluppare il futuro del vino trentino. Parla della produzione. Tiene conto delle varietà autoctone, di quali sono i vini commercialmente più appetibili, dell’identità del territorio e di come valorizzare il nostro prodotto». Dunque, a differenza del piano Pedron, affronta di meno l’aspetto industriale per occuparsi di più della parte strettamente viticola e di quella commerciale. «E’ un piano di rilancio della viticoltura nel suo complesso - spiega Mellarini - Prevede i distretti del vino e valorizza le nostre varietà». Per quanto riguarda le cantine sociali, il piano di San Michele si differenzia da quello di Emilio Pedron. Lo spirito è quello di valorizzare le singole cantine e i loro vini, proprio nell’ottica di un rilancio a partire dall’identità e dal legame con il territorio. Il piano Pedron, invece, prevedeva che Cavit acquistasse da LaVis Cesarini Sforza e Casa Girelli. Inoltre il piano commissionato dalla Cooperazione prevedeva che Cavit si dividesse in due. Da una parte ci sarebbe dovuta essere una società per azioni che doveva commercializzare il vino e dall’altra doveva restare il consorzio di secondo livello che doveva prestare servizi alle cantine socie.
Cavit ha già detto di non volersi trasformare una spa. D’altra parte LaVis si sta dibattendo tra mille difficoltà per trovare una soluzione che le permetta di far fronte all’altissimo debito. Mellarini sottolinea, inoltre, che il piano di San Michele tiene conto anche dei vignaioli: «Il piano dà a tutti pari dignità».
Anche il presidente Dellai ha salutato con soddisfazione il nuovo piano partecipando alla cerimonia in onore delle cantine che hanno ottenuto i «Tre bicchieri» del Gambero rosso: «Questa è la base dalla quale partire per tracciare un percorso paritetico, assieme agli operatori del settore e al mondo della cooperazione, al termine del quale la Giunta provinciale elaborerà una direttiva generale che comporterà impegni precisi per tutti».
A QUANTO PARE IL TRENTINO STA DIVENTANDO UNA PROVINCIA DI BEONI: POSSIBILE CHE AL DIO BACCO SIA TUTTO PERMESSO?
 
TRENTINO

L’happy hour a Natale è non stop
Dal Mercatino la movida trasferita in tre bar nei dintorni di piazza Fiera
JACOPO TOMASI
MERCOLEDÌ, 24 NOVEMBRE 2010
TRENTO. Il Mercatino di Natale diventa extra-large. Tre bar della città, infatti, hanno deciso di sfruttare il successo delle”casette” allestite in piazza Fiera ed il loro orario di chiusura”precoce” per lanciare una sorta di post-Mercatino nei loro locali sempre a base di vin brulè e bombardini dalle 19.30 alle 22. Un aperitivo lungo che farà sicuramente discutere.
 E’ da tempo, infatti, che si ragiona sull’orario d’apertura del Mercatino di Natale di piazza Fiera. Negli ultimi anni è diventato un vero punto di riferimento per la movida invernale. Moltissimi giovani, soprattutto il fine settimana, si ritrovano tra le casette per un happy hour in stile natalizio. Il problema è che alle 19.30 la festa finisce. Qualche gestore delle bancarelle, anche quest’anno, ha chiesto di prolungare l’apertura fino alle 21 nei fine settimana, ma la maggior parte dei commercianti che gestisce le casette ha votato no. Ecco, allora, che alcuni bar della città hanno preso la palla al balzo. Approfittando del successo del Mercatino si sono uniti per la continuazione della serata nei loro locali, sempre a base di vin brulè e bombardini, le bevande che “tirano” di più in piazza Fiera. L’iniziativa, ideata dalle pr Barbara e Karen, è sponsorizzata attraverso un volantino eloquente. “Date paze!”, si legge in bella evidenza, “datti pace!” E continua: «Se i mercatini chiudono alle 19.30... noi li facciamo continuare». Come? Tutti i giovedì, fino al 23 dicembre, dalle 19.30 alle 22 il ritrovo sarà al Bar Feudo in piazzetta Lainez, i venerdì al Caffé Rosmini New in via Rosmini ed i sabati al Café Sax in via Mazzini. L’iniziativa originale (anche perché nasce da una rara collaborazione tra baristi) è scattata venerdì scorso al Rosmini dove sono stati “bruciati” 40 litri di brulè in poche ore. Domani si riparte al Feudo. Gli ideatori non pensano solo ai trentini: sul volantino c’è una cartina della città dove sono segnati i tre bar, con i tempi di percorrenza da piazza Fiera. Oltre a brulè e bombardini a 2 euro, vengono proposti piatti di speck, salamino, cetrioli e formaggi, panettone e pandoro. Il tutto accompagnato da musica natalizia, baristi in stile tirolese e campanacci che ogni mezz’ora segnano il brindisi comune. «Ci sembra una proposta carina», spiega Sara Facchini del Feudo. «Chiudere il Mercatino alle 19.30 è proprio una cosa da trentini così abbiamo pensato di offrire un’opportunità ai giovani che altrimenti non sanno dove andare». Positivo anche il commento di Claudio Facchinelli, patron del Mercatino. «Vedo favorevolmente questa idea e sono contento che il Mercatino possa fare da traino ai bar della città. Prolungare l’orario in futuro? No, perché il Mercatino non è solo brulè. Bisogna tutelare tutti i 70 stand e credo che quello attuale sia un orario giusto».
TRENTINO

Da domani torna la manifestazione incentrata sullo spumante Trentodoc
Un mondo di bollicine
Degustazioni, incontri, approfondimenti e seminari
EMILY ORLANDO
MERCOLEDÌ, 24 NOVEMBRE 2010
TRENTO. “Bollicine su Trento” animerà Palazzo Roccabruna con una serie di incontri gastronomici, degustazioni, approfondimenti e seminari, dedicati a Trentodoc. La manifestazione voluta dalla Camera di Commercio e dalla Provincia Autonoma di Trento, organizzata in collaborazione con Trentino Marketing S.p.A. e con la partecipazione delle Strade del Vino e dei Sapori del Trentino, è stata presentata ieri. L’ampio programma di appuntamenti avrà inizio con la cerimonia inaugurale domani alle 18 con la presenza dei nomi più prestigiosi delle guide nazionali del vino e del cibo. Lo stesso giorno gli studenti dell’Istituto Professionale Alberghiero di Tesero e di Riva del Garda si cimenteranno nella creazione di una varietà di ricette gastronomiche da abbinare al brindisi con Trent
Giovedì, 25 Novembre 2010
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