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Rassegna alcol e guida dell’8 novembre 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

NUOVASOCIETA.IT
Il pericolo in bottiglia
Intervista al dottor Roberto Argenta sull’alcolismo
di Vanessa Michielon

In Italia si stima che ogni anno siano tra diciassettemila e quarantaduemila i decessi legati all’alcol, a seconda delle fonti e delle metodologie adottate nelle rilevazioni. In questo panorama il Piemonte si colloca in una posizione leggermente superiore alla media nazionale, sia per il numero di bevitori a rischio che per le patologie alcol correlate. Per fare chiarezza sui rischi legati al consumo di alcolici abbiamo parlato con il dottor Roberto Argenta, alcologo e curatore della rassegna stampa quotidiana "Vino, birra e altri alcolci".
Quali sono i danni più comuni associati al consumo di alcol?
Sono oltre sessanta le patologie totalmente e parzialmente attribuibili all’alcol. Dagli incidenti stradali - secondo stime dell’Istituto superiore di Sanità - OMS è da considerarsi alcolcorrelato il 26,25 % della mortalità maschile e l’11,37 % di quella femminile causate da incidente stradale - ad altri incidenti, omicidi, suicidi, cirrosi epatica, patologie neuropsichiatriche, depressione, morti premature. Il 10% di tutti i tumori, il 7,4% di tutte le disabilità, il 10% dei ricoveri ospedalieri è causato dagli alcolici.
In particolare il 47,7 % dei decessi per cirrosi epatica tra i maschi e il 40 % tra le donne sono attribuibili al consumo di alcol.
Inoltre, così come esistono i danni da fumo passivo, esistono i danni da alcol passivo, basti pensare alle vittime di incidenti stradali, alle vittime di violenza. La quasi totalità degli stupri è associata al consumo di alcolici, considerato anche il consumo da parte delle vittime.
Chi è l’alcolista oggi? Com’è cambiato il suo profilo negli ultimi anni?
In realtà le definizioni di alcoldipendente e alcolista oggi non sono più sufficienti a comprendere la complessità dei problemi alcol correlati, si parla quindi di bevitori a rischio.
Il 56,7% degli adulti tra 18 e 69 anni di età può essere considerato bevitore e anche se la maggior parte di essi dichiara un consumo moderato di alcol, nel 18% si tratta di "consumo a rischio", o perché avviene prevalentemente fuori dai pasti (7,8%), o perché caratterizzato da forti bevute (il cosiddetto Binge drinking, pari al 5,6%), o perché sopra i livelli soglia del consumo moderato (9,3%), oppure per una combinazione di queste tre modalità.
Nell’anno 2007 gli alcoldipendenti presi in carico presso i servizi alcologici territoriali pubblici sono stati 58.378, il 77,8% dei quali erano uomini.
Il consumo a rischio è più frequente tra i giovani di età 18-34 (in modo particolare tra i 18-24enni), gli uomini, le persone con livello di istruzione medio-alto e chi non ha difficoltà economiche.
Un dato importante è poi l’abbassamento dell’età in cui si evidenziano i problemi alcol correlati. Questo per motivi sociali, ad esempio i maggiori controlli con l’etilometro sulle strade, e per motivi di costume: l’Italia a livello europeo ha la più bassa età di approccio agli alcolici, circa 11,2 anni. Nei giovani si sta affermando il cosiddetto "Binge drinking", ossia l’abitudine a consumare molti alcolici in poco tempo. In generale si assiste a un’uniformazione di alcol e altre droghe: gli alcolici si assumono sempre più ricercando direttamente e volontariamente i suoi effetti stupefacenti mentre le droghe illegali tendono ad assumere il ruolo, una volta esclusivo, degli alcolici, come consumo "normale" e, in parte, controllato.
In tutto questo non bisogna trascurare l’impatto economico del consumo di alcol...
Secondo un’indagine del Sole 24 ore, per la dipendenza da alcolici l’Italia paga, in un anno, circa 45 miliardi di euro per costi sociali e sanitari, corrispondente al 3,5% del Pil. In pratica per ogni euro guadagnato dai produttori di alcolici lo stato ne spende due e mezzo per i danni e i problemi conseguenti.
Ultimamente si possono identificare alcuni passi in avanti sulla conoscenza dei danni dell’alcol?
Anche se non si può parlare di vere e proprie scoperte, il dato forse più significativo è il consolidarsi dell’idea che non esiste un bere buono e uno cattivo, bensì diversi livelli di rischio: basso se si beve poco (ma non esiste un rischio zero), alto se si beve tanto. In particolare si sta confermando sempre più il ruolo degli alcolici coma causa di alcuni tipi di cancro, in particolare del seno, della faringe e del cavo orale, dell’intestino, per i quali non esiste una soglia di sicurezza.
Come si interviene oggi in termini di prevenzione e di cura?
Per via dell’attenzione crescente verso i problemi alcol correlati legati alle cosiddette "stragi del sabato sera", sono state attuate alcune restrizioni alla vendita di alcolici. A tutti i livelli, da quello nazionale a quello locale, ci sono iniziative di informazione e sensibilizzazione, quasi sempre rivolte ai giovani. Minore attenzione è invece rivolta a iniziative per la riduzione del consumo e della vendita di alcolici, questo perché gli interessi economici sono molto forti, come pure la loro influenza, al punto che a volte le iniziative di prevenzione vengono affidate ai produttori stessi.
Parallelamente da qualche decennio si sono sviluppati programmi per affrontare i problemi alcol correlati in gruppo, in particolare i Club degli Alcolisti in Trattamento (*) si sono dimostrati molto efficaci sia nel fronteggiare il problema sia nel modificare l’immagine degli alcolici nella società.
A proposito dell’immagine degli alcolici, quali sono i falsi miti più diffusi?
Innanzitutto non è vero che l’alcol aiuta la digestione, al contrario la rallenta; poi non è vero che il vino fa buon sangue, perché il consumo di alcol può essere responsabile di varie forme di anemia e di un aumento dei grassi presenti nel sangue.
E’ anche sbagliato pensare che le bevande alcoliche siano dissetanti, perché in realtà disidratano, e non è del tutto vero che l’alcol ci riscaldi, piuttosto produce soltanto una momentanea e ingannevole sensazione di calore in superficie che in breve comporta un ulteriore raffreddamento del corpo.
L’alcol non aiuta a riprendersi da uno shock e non dà forza: essendo un sedativo produce soltanto una diminuzione del senso di affaticamento e di dolore.
Inoltre è un’idea comune che l’alcol sia un eccitante, invece dal punto di vista farmacologico è un potente depressivo del sistema nervoso centrale, quindi non rende più sicuri. La verità è che agendo sulla parte del cervello che controlla il comportamento, provoca una disinibizione e una diminuzione della percezione del rischio e delle sensazioni di dolore.
Qualcuno sostiene anche che il vino fa bene alla salute perché riduce il rischio di malattie al cuore mentre per altri la ricerca che ha prodotto questi risultati non è attendibile...
Secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità non esistono motivi sanitari per consigliare di bere alcolici, in ogni caso nessun presunto beneficio può
compensare il rischio della convivenza con gli alcolici.
In questo panorama come si collocano i media? Pensa che assolvano bene il compito di informare sull’alcol?
Bisogna premettere che il contesto italiano - quello piemontese nello specifico - è piuttosto complesso, vista la diffusione di una forte cultura del bere, che è essa stessa un fattore di rischio. Fare una "corretta" informazione significherebbe in primo luogo cambiare la nostra cultura del bere.
In ogni caso la maggior parte dei media ha come principali clienti i fornitori di pubblicità più che i lettori e le informazioni sugli alcolici, persino la ricerca scientifica, sono da sempre pesantemente condizionati, direttamente o indirettamente, dagli interessi dei produttori. Da qualche anno si sta riscontrando una maggiore obbiettività nell’informazione ma essa è ancora ampiamente insufficiente se consideriamo che gli alcolici sono la prima causa di mortalità nei giovani e la terza causa di mortalità generale. L’avvento di Internet ha però dato la possibilità di accedere e di far circolare maggiormente informazioni solitamente non trattate dai mezzi di informazione. Basta digitare ’alcol’ o ’cancro’ su un qualsiasi motore di ricerca per rendersene conto. 
(*) Nota: da oggi li chiameremo “Club di alcologia territoriale”.

Questa importante novità sarà argomento del “supplemento del lunedì” di questa settimana, che verrà spedito tra qualche ora a tutti i destinatari di questa rassegna stampa.


LA PROVINCIA DI COMO
alcol alla guida
Qualche considerazione sulle pene alternative

Ho letto con interesse l’articolo de "La Provincia" del 2 /11 che riguarda le pene alternative per chi guida sotto l’effetto di alcool o stupefacenti, nonché la precisazione del Centro Servizi Volontariato in merito ai "furbi".
Alla fine però rimangono delle forti perplessità in merito al provvedimento così come descritto nell’articolo, che difatti ad un certo punto parla di "regalo".
Sintetizzo la notizia: a causa di un tasso alcoolemico sopra la norma, una persona viene condannata a ritiro patente per un anno , confisca auto e pena pecuniaria di 12.500 euro. Il legale della persona, appellandosi al nuovo codice della strada, ricorre perchè è previsto che la pena possa essere commutata in lavoro sociale, e fin qui tutto bene. Il risultato finale è però (secondo l’ articolo) la cancellazione della confisca, il dimezzamento della sospensione patente, e l’estinzione del reato.
Per la sanzione pecuniaria, 66 giorni di lavoro (e per quante ore?) valgono 12.500 euro. Calcolando che la mensa di via Tommaso Grossi funziona solo la sera (oppure no?) mi sembra un bel cambio, diciamo che questo servizio di pubblica utilità viene valutato oltre 190 euro al giorno. (*) Anche se si trattasse di otto ore lavorative, mettiamo per cinque giorni alla settimana, si tratterebbe 3.800 euro al mese: scusate se è poco!
Quindi, in barba a tutti gli inasprimenti, con questa procedura potremo bellamente cavarcela alla grande....mi auguro che questo valga solo la prima volta. Posto che ritengo l’istituto della giustizia riparativa uno strumento socialmente apprezzabile, però mi sembra sproporzionato il beneficio che ne riviene, così come riportato nell’ articolo, e questo spiega il massiccio ricorso a questa procedura.
Forse è stato omesso qualche passaggio esplicativo, altrimenti c’è qualcosa che non va. Mi auguro di poter ricevere, tramite il giornale, delle delucidazioni in merito, considerata l’attualità dell’argomento.
Cordiali saluti
Augusto Lucati
e mail 
(*) Nota: è ancora di più, se si considera il valore dell’auto che in questo modo non verrebbe più confiscata.

Risponde
Paolo Moretti
Egregio signor Lucati,
provo a fare un po’ d’ordine. Fino a poco meno di un anno e mezzo fa il protagonista della notizia oggetto della sua cortese lettera avrebbe ricevuto un decreto penale di condanna non di 12.500 euro, ma soltanto di 1.900. Il motivo è legato alla modifica dei parametri di conversione delle pene in ammende pecuniarie. Mi spiego: un giorno di galera, prima dell’introduzione del pacchetto sicurezza dell’estate 2009, poteva essere convertito in un’ammenda dai 38 ai 380 euro, a seconda del reddito del condannato. I cinquanta giorni di condanna del giovane automobilista di Albate, dunque, sarebbero costati il 15% della somma che si è invece visto contestare, a causa dell’inasprimento della conversione giorno/ammenda salita a un minimo di 250 fino a un massimo di 2.500 euro. La maggior parte degli automobilisti, dall’estate dello scorso anno, hanno quindi tutti fatto opposizione ai decreti di condanna preferendo patteggiare la pena, solitamente -nei casi più gravi - attorno ai 50/60 giorni di reclusione con sospensione condizionale. Tradotto: nessun giorno di carcere, ma fedina penale sporcata. Dal punto di vista dell’equazione pena uguale redenzione il risultato, come potrà immaginare, era quel che era. L’innovazione introdotta dal nuovo codice della strada offre sì una via d’uscita con sconto, ma - anche in considerazione del fatto che nessuno o quasi può permettersi di pagare quelle cifre, e che quindi avrebbe optato per il patteggiamento a giorni di carcere che non avrebbero mai scontato - si traduce almeno in una ricaduta socialmente utile. Da notare inoltre che alla fine dei giorni di lavoro alla mensa dei poveri (a proposito: l’orario giornaliero può variare - a seconda degli accordi - tra le 2 e le 6 ore) il giovane di Albate, così come tutti coloro che patteggeranno una pena analoga, dovrà sostenere un ulteriore giudizio e solo in caso di corretta espiazione della pena otterrà la cancellazione del reato. Ognuno può ovviamente formarsi la propria opinione, al riguardo, ma come giustamente sottolineava anche lei l’istituto della giustizia riparativa è sicuramente uno strumento socialmente apprezzabile, e forse anche più vicino all’equazione pena uguale redenzione di quanto non lo sia un’ammenda, per quanto salata, o una condanna con la condizionale.


LA PROVINCIA DI LECCO
Appello dei genitori per il Capodanno
«Niente superalcolici e più controlli»
Dopo gli eccessi legati ai coscritti, chiesto di lasciar fuori i sedicenni non accompagnati

PREMANA Il terzo incontro sul tema delle dipendenze, iniziativa nata dopo gli eccessi legati alla festa dei coscritti, era incentrato sull’«agire» dopo aver conosciuto e capito i problemi con cui i genitori, le famiglie e la collettività si misurano. È stato chiesto a più voci quindi a «Stafffeste», il gruppo di giovani che organizza le serate musicali per i giovani nel periodo tra Natale e Capodanno, di ridimensionare la festa non vendendo più superalcolici e non facendo entrare i minori di sedici anni, se non sono accompagnati.(*)
Una misura, la prima, che è già stata adottata in estate durante il torneo di calcio «24 ore», durante il quale è stato sancito il patto tra oratorio e l’As Premana che organizzava l’evento di favorire un contesto sobrio alla manifestazione sportiva.
Il gruppo «Stafffeste» dal 1999 allestisce per le festività natalizie il «capannone», una tensostruttura nella quale sono ospitati concerti e feste che hanno sempre dato come frutto, oltre al divertimento dei giovani, una cospicua somma devoluta ogni anno in beneficenza alle associazioni del paese.
La richiesta uscita durante l’ultima serata degli incontri per i genitori sposa la necessità di «cambiare la cultura», aspetto necessario dopo aver «capito ed ammesso che certe situazioni sono divenute la “normalità”, come ad esempio lo spritz, aperitivo che viene venduto a un euro e richiama persino giovani da fuori paese, oppure i tradizionali «past», che rispetto al passato sono degradati oltre quanto si possa immaginare.
La terza serata con Maurizio Mattioni Marchetti del servizio multidisciplinare Broletto ha raccolto un altro pienone al teatro San Rocco e ha posto come istanza generale la possibilità di proseguire il percorso iniziato: «Sono stati chiesti altri incontri perché per prevenire - sottolinea il vicesindaco Elide Codega - bisogna riconoscere il problema e affrontarlo senza giudicare. Giovedì prossimo verrà distribuito un questionario con quattro domande per vedere cosa i genitori hanno recepito. Il primo bilancio è positivo, perché sembra che tutti siano interessati a conoscere in senso generale e continuare a confrontarsi. Un’altra richiesta avanzata è stata quella di dare la possibilità a Mattioni Marchetti di parlare anche ai ragazzi, andando a scuola, cosa che vedremo se sarà possibile fare».
Alla serata ha partecipato anche il maresciallo capo Luigi Taricco, comandante della stazione dei carabinieri di Casargo, che ha parlato dei problemi che l’abuso di alcol oltre che l’uso di altre sostanze può avere in termini di provvedimenti come la sospensione o il ritiro della patente, che in alcuni casi può andare a sfociare in complicazioni più gravi legate al lavoro.
La quarta serata del percorso, che ricordiamo come sia partito su iniziativa del Comune in piena sintonia con la parrocchia e l’istituto comprensivo «Giovanni XXIII», è in calendario per giovedì 11 novembre e prevede la partecipazione di Giuseppe Meroni, dirigente del liceo classico «Giacomo Leopardi» di Lecco. Il tema affrontato sarà quello dell’educare, un’emergenza che interpella tutti.
Mario Vassena
(*) Nota: anche senza i superalcolici, vino e birra sono più che sufficienti a sballare, per chi lo vuole fare. La molecola dell’alcol è la stessa.


GOMARCHE.IT
Tumore allo stomaco, le Marche seconde per incidenza: colpa della carne rossa

Le Marche tra le Regioni più soggette al tumore allo stomaco. La causa principale di questa incidenza è la caratterizzazione tipica del nostro Paese che favorisce il consumo di carni rosse, affettati, cibi salati e affumicati ma anche conservati e cotti alla brace. Inoltre, secondo l’associazione italiana di oncologia medica che ha lanciato l’allarme, lo scarso consumo di frutta e verdure, insieme ad un’alimentazione sbilanciata e all’abuso di alcol e fumo soprattutto nel weekend quando gli impegni sono minori e lo svago spezza la routine. (*)
Tra le Regioni italiane, secondo il Presidente dell’Aiom, che ha aperto domenica il XII congresso nazionale dell’associazione a Roma, il primato per incidenza del tumore allo stomaco va all’Umbria, seguito dalle Marche, dall’Emilia Romagna e dalla Lombardia. Regioni in cui è molto forte il consumo di insaccati e carni rosse. Al contrario le isole, ed in particolare modo la Sardegna, sono tra le Regioni meno a rischio. In esse infatti è molto diffusa la dieta mediterranea che, secondo l’Aiom, aiuterebbe a mantenere un’alimentazione sana. Nelle isole l’incidenza del tumore allo stomaco sarebbe addirittura la metà.
Dunque il consumo esagerato di carni rosse ed insaccati, insieme ad una preferenza per la cottura alla brace e lo ’svago’ alimentare del fine settimana sarebbero la causa principale del tumore allo stomaco. Una malattia molto diffusa nelle Marche e che trova il suo punto massimo nella città di Pesaro. Secondo l’Associazione italiana di oncologia medica esisterebbe, a tal proposito, un ’triangolo maledetto’, che evidenzia le Regioni più a rischio, i cui vertici sarebbero Perugia, Pesaro e la bassa Romagna.
(*) Nota: le Marche sono una delle regioni italiane a più elevati consumi alcolici, in particolare di vino.

L’alcol è cancerogeno.


AGInews
PEDONE INVESTITO SULLE STRISCE A MODENA, CONDUCENTE UBRIACO
(AGI) - Modena, 8 nov. -Sotto l’occhio delle telecamere della video sorveglianza ,un automobilista ubriaco ha investito un uomo che stava attraversando via Crispi. Per l’incolpevole pedone i sanitari che lo hanno accolto al pronto soccorso hanno emesso una prognosi di 30 giorni; per l’automobilista, incolume dopo l’impatto, il ritiro immediato della patente di guida.
L’investimento è avvenuto sabato sera. N. L. 61 anni residente in città proveniente dal centro, ha tentato di attraversare via Crispi, utilizzando le strisce pedonali nei pressi del civico n. 2, quando è stato investito da una Fiat Punto che proveniente dal cavalcavia aveva iniziato la svolta a desta. Al volante dell’auto J.A. 50 anni ghanese regolare in Italia. L’uomo sottoposto ad alcool test è risultato ubriaco, secondo le analisi avrebbe bevuto alcool in quantità tre volte superiore da quanto permesso dal Codice della Strada. Per questo motivo gli è stata ritira la patente di guida. Di grande aiuto per la pattuglia della Polizia municipale la registrazione della telecamera di sicurezza presente in zona per determinare le fasi dell’incidente. (AGI)


IL GAZZETTINO (Treviso)
DALLA POLSTRADA
Ventuno patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza
Ventuno patenti ritirate, di cui 20 per guida in stato di ebbrezza alcolica dalla Polstrada. È il bilancio dei servizi di controllo effettuati lo scorso week-end dalla Polstrada tra le province di Treviso e Rovigo. Gli agenti hanno controllato complessivamente 230 automobilisti, di cui 171 uomini e 59 donne. Le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza hanno riguardato 19 uomini ed una donna per guida in stato di ebbrezza.


IL GAZZETTINO (Belluno)
SEDICO Servizio coordinato dei carabinieri al Paradiso
Controlli in discoteca
Notte di controlli alla discoteca Paradiso di Sedico. I carabinieri del reparto operativo di Belluno si sono presentati nel locale verso l’una di notte nell’ambito di un servizio coordinato.
La presenza dei militari, arrivati in forza, ha destato parecchio allarme. Nel mirino non solo i clienti ma anche il personale in servizio per verificare eventuali irregolarità nelle posizioni di lavoro. A molti giovani è stata chiesta la carta di identità per accertare se la somministrazione di alcol fosse stata regolare. Al di sotto dei 16 anni, infatti, è vietato servire bevande alcoliche. Così come è vietato dare ancora da bere a chi è già in stato di ebbrezza. Insomma, un controllo a tutto campo finalizzato a prevenire possibili incidenti. L’esito definitivo del controllo non è stato ancora reso noto dalle forze dell’ordine.


IL TIRRENO
Dopo il conto... l’etilometro 
Dal prossimo 13 novembre bar, pub, ristoranti e pizzerie dovranno avere uno strumento a disposizione dei clienti  
CHIARA CASTALDI 
ROSIGNANO. «Il conto, per favore... e l’etilometro». Dal prossimo 13 novembre, gli esercenti che si sentiranno dire così dai loro clienti saranno obbligati a fornire lo strumento che rileva il tasso di alcol. La nuova misura riguarda tutti i pubblici esercizi - dai bar, ai ristoranti, ai pub, alle pizzerie, ma anche i circoli privati con somministrazione ed agriturismi - aperti dopo la mezzanotte. Il provvedimento è dettato dal nuovo Codice della Strada entrate in vigore il 13 agosto scorso. «Ciascuno - dicono dalla Confcommercio di Rosignano - sarà libero di dotarsi di un qualsiasi strumento capace di rilevare l’alcol: dagli usa e getta alle apparecchiature più complesse, purché riconosciuto dal ministero dei trasporti».
Ma non è l’unica novità. Dalla stessa data tutti i locali che somministrano bevande, questa volta senza distinzione di orari, dovranno anche affiggere nuove tabelle alcolemiche all’entrata, all’interno ed all’uscita dei locali. Sì perché, a quanto pare, quelle che ormai da qualche tempo siamo abituati a vedere nei locali, sarebbero sbagliate. «Il ministero della Salute - proseguono dalla Confcommercio - in collaborazione con la Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe, ndr) ha stilato delle nuove tabelle che sostituiscono quelle diffuse fino ad ora».
Come si legge in comunicato Fipe «la mancata esposizione delle tabelle (la presenza di una o due copie delle tabelle invece delle tre previste dalla legge equivale a mancata esposizione)e la mancata messa a disposizione del precursore (etilometro) comportano la sanzione amministrativa del pagamento di una somma minimo di 300 fino a 1.200 euro».


IL TIRRENO
Centro residenziale per combattere l’abuso di alcol 
LUCA GIUNTINI 
PISTOIA. Un nuovo polo terapeutico per il trattamento e la cura della dipendenza da alcool. La cooperativa “Incontro”, potrà presto contare su una struttura sanitaria più ampia e rinnovata. La storica sede di Villa Conversini a Serravalle infatti verrà ristrutturata per aumentare i posti letto e creare un nuovo centro residenziale per la cura e la riabilitazione di persone con problemi di abuso di alcool.
I lavori sono partiti a inizio ottobre e si concluderanno entro la fine del prossimo anno. Verranno ricavati otto posti letto in più, che si aggiungeranno ai diciotto attuali. La “nuova” villa Conversini è messa a disposizione gratuitamente dagli Istituti Raggruppati del presidente Giancarlo Niccolai, partner storico degli interventi sociali della cooperativa Incontro.
«La realizzazione del nuovo centro residenziale - afferma Giuseppe Iraci, presidente di Incontro - ci permette di potenziare ancora di più i servizi terapeutici rivolti alle persone con disturbo da abuso di alcool. Già adesso, attraverso le nostre numerose strutture che impiegano professionisti affermati, siamo diventati un’eccellenza nella cura dell’alcooldipendenza, un vero e proprio punto di riferimento nazionale».
Negli ultimi dieci anni il centro di villa Conversini ha accolto e curato circa 250 persone. Molti gli over 35, liberi professionisti o padri di famiglia. Tanti anche i giovani che chiedono aiuto: «Una tendenza in aumento purtroppo - spiega Iraci -. Giovani di 24-25 anni che abusano di alcool, soprattutto il fine settimana, aggiungendo anche l’uso di sostanze stupefacenti. In media nelle nostre strutture abbiamo circa 45-48 ingressi all’anno. La maggior parte arriva da fuori Toscana: soprattutto da Lazio, Liguria, Umbria. Restano da un minimo di 1 mese a un massimo di otto, a seconda della terapia della quale hanno bisogno. Complessivamente il 60% dei trattamenti riabilitativi ha successo: si va dalla guarigione completa alla riduzione di uso e abuso di alcool». (*)
La cooperativa Incontro è affiancata nella realizzazione di specifici programmi riabilitativi dal Sert e dal Gruppo operativo alcooldipendenze dell’Usl di Pistoia. Grazie a un accordo fra queste tre realtà, la cooperativa Incontro beneficia di un continuo interscambio di professionalità socio-sanitarie grazie al quale può garantire un intervento medico-sanitario costante e specialistico.
(*) Nota: è veramente molto difficile dare un significato a queste parole (“guarigione completa”, “riduzione di uso e abuso di alcol”), quando si parla di sofferenze alcolcorrelate.

Sarebbe interessante sapere che cosa intendeva dire il presidente della cooperativa “Incontro” con questa frase.


IL GAZZETTINO (Treviso)
Ubriaco aggredisce carabiniere: arrestato
MONTEBELLUNA - (l.bel.) In stato di evidente ubriachezza aggredisce i carabinieri e ne ferisce uno, finendo in manette. È accaduto l’altra notte verso le 4, lungo la Feltrina dove una gazzella dei carabinieri si è imbattuta in un giovane che camminava in evidenti condizioni di ubriachezza. Alla vista dei militi, si è messo a inveire e ha aggredito la pattuglia, arrivando a colpire con una gomitata uno dei carabinieri. Non ha potuto far altro, perché bloccato e identificato per il marocchino Imad Boutaleb, 21 anni, con regolare permesso di soggiorno, dimorante a Crocetta, ed è stato arrestato per resistenza, violenza e lesioni.


AGINEWS
UBRIACO AL VOLANTE MORDE AGENTE AL POLPACCIO, ARRESTATO
(AGI) - Genova, 8 nov. - Ubriaco alla guida, arrestato, prende a morsi un poliziotto. E’ successo ieri a Genova, in via lungomare di Pegli alle 20.20. In manette e’ finito un ecuadoriano di trentasei anni. L’uomo, dopo aver commesso numerose infrazioni al codice della strada mentre si trovava alla guida di un’auto, e’ stato fermato dai poliziotti iniziando ad ingiuriarli e minacciarli, rifiutandosi di sottoporsi all’alcoltest. Ubriaco ha opposto resistenza al controllo, reagendo con violenza nei confronti degli agenti, mordendone uno, piu’ volte, al polpaccio. I poliziotti lo hanno immobilizzato e arrestato. (AGI)


BRESCIAOGGI
A LONATO
UBRIACO AL VOLANTE: AGGREDISCE UN CARABINIERE
A Lonato verso le 4 una pattuglia del Radiomobile della Compagnia di Desenzano del Garda è intervenuta a supporto della Polizia Locale bloccando una Fiat Punto il cui conducente non si era fermato all’intimazione dell’Alt. Questi, allo scopo di sottrarsi al controllo, si è scagliato contro i Carabinieri ingaggiando una colluttazione (un militare ne avrà per 8 giorni) venendo però bloccato e quindi tratto in arresto per lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.


ENOTIME.IT
VINO NOVELLO AL TRACOLLO: DA 18 A 8 MILIONI DI BOTTIGLIE NEGLI ULTIMI 8 ANNI!
In pochi anni la produzione si è più che dimezzata e rappresenta solo lo 0,18% della produzione enologica nazionale
Anche quest’anno il 6 di Novembre è stata la data ufficiale della messa in commercio per il vino novello italiano, il primo frutto della nuova vendemmia appena conclusa. Qualcuno continua a crederci, ma i più sono ormai disillusi: gli anni d’oro del novello italiano sono definitivamente tramontati. Per quest’anno si annuncia un vero tracollo della produzione, circa 8 milioni di bottiglie in totale con un meno 10% per cento rispetto al 2009. L’anno d’oro è stato il 2002, quando furono stappate oltre 18 milioni di bottiglie di novello, Nel 2002 la produzione di “novello” toccò il suo picco storico sfiorando i 18 milioni di bottiglie, ma già dal 2006 il consumo ha iniziato a calare drasticamente con 15,5 milioni di bottiglie prodotte fino a toccare il minimo storico odierno.
Il novello è stato vissuto per alcuni anni come un primizia in grado di generare un fenomeno di moda, ma come tutti i consumi legati alla moda anche il novello viene ora dimenticato, a favore dei vini rosati, specialmente spumeggianti, che ora stanno vivendo un momento di estrema vitalità.
L’incidenza del “novello” sulla produzione enologica nazionale è dello 0,18 per cento e i prezzi per quest’anno registrano una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente, e vanno dai 3 ai 7 euro a bottiglia, con punte di 8,50/9 euro. Il 60% dei vini novelli viene dalle regioni del Nord Italia ed è prodotto da poco più di 200 cantine; oltre un terzo del totale delle bottiglie che esce dalle cantine del Veneto che, insieme al Trentino, copre quasi la metà della produzione nazionale, mentre a seguire si posizionano la Toscana, la Sardegna, l’Emilia Romagna e la Puglia. Il 12% della produzione va all’estero, soprattutto in Germania e Giappone,
Il novello è nato negli anni ’ 50 in Francia, nella regione del Beaujolais, e le sue caratteristiche sono determinate dal metodo di vinificazione utilizzato, che è stato messo a punto dal ricercatore francese Flanzy ed è fondato sulla macerazione carbonica, che prevede la macerazione dell’uva intera in un ambiente privo di ossigeno. Leggero, con bassa gradazione (11 gradi) e bouquet aromatico di piccoli frutti rossi con il lampone e la fragolina di bosco in primo piano, il novello viene consumato soprattutto dal pubblico dei più giovani in abbinamento con i prodotti autunnali, dalle caldarroste ai prodotti tipici del territorio come salumi, verdure in pinzimonio e formaggi piccanti a pasta molle, degustati in casa o in pizzerie, enoteche, winebar, ristoranti e nelle piazze durante le Sagre e le Feste paesane.
La produzione italiana è caratterizzata sopratutto da novelli monovitigno con l’utilizzazione di un’ampia gamma di vitigni autoctoni (Teroldego, Ciliegiolo, Nero d’Avola, ecc.) anche se quelli più utilizzati sono nell’ordine Merlot, Sangiovese, Cabernet, Montepulciano e Barbera.

Fabrizio Penna


GAZZETTA DI PARMA
Ubriachi: nove denunce dei carabinieri
Nove denunce per ubriachezza o guida in stato di ebbrezza. Questo l’esito di un’operazione straordinaria dei carabinieri di Borgotaro fra i centri urbani e le arterie stradali volta a contrastare l’abuso di alcol. In totale, sono stati controllati 179 veicoli.
A Borgotaro, in due occasioni, sono stati denunciati tre ragazzi tra i 20 e i 45 anni. Nel primo caso, due auto sono state fermate mentre percorrevano ad alta velocità le vie della periferia; nel secondo i militari sono intervenuti in seguito a un incidente: una vettura era andata a sbattere contro un ostacolo fisso. I carabinieri hanno fatto accompagnare il conducente - sebbene non fosse grave - all’ospedale e hanno richiesto fosse sottoposto all’alcoltest. Si è rifiutato: il mezzo è stato dunque sequestrato, la patente ritirata (decurtazione di 10 punti) e l’uomo denunciato.
Un’altra persona di 29 anni è stata segnalata all’autorità giudiziaria perché guidava senza la patente che gli era già stata ritirata. Il veicolo è stato sequestrato.  A Bedonia, invece, i militari hanno denunciato la titolare di un esercizio pubblico per "somministrazione di bevande alcoliche a persone in stato di manifesta ubriachezza". La donna stava infatti servendo alcol a quattro uomini tra i 21 e i 79 anni ubriachi che sono a loro volta stati denunciati per il loro stato di ubriachezza (multa tra € 51,00 e e 309,00).


IL TIRRENO
Controlli. I carabinieri sequestrano anche tre auto 
Alcol alla guida, via sei patenti 
ROSIGNANO. Continuano i controlli dei carabinieri della compagnia di Cecina per fermare chi guida sotto effetto di alcol o stupefacenti e che, oltre a danneggiare la propria salute, mette seriamente a repentaglio la vita degli altri automobilisti.
Nel corso dell’ultimo fine settimana, nell’ambito dei servizi finalizzati a prevenire il fenomeno, i militari della compagnia di Cecina hanno effettuato numerosi controlli soprattutto nel comune di Rosignano e Cecina, effettuando 5 contravvenzioni ed una sanzione amministrative per guida in stato di ebbrezza ritirando dunque sei patenti di guida.
In particolare le persone, di età compresa fra i 26 e i 48 anni, alla prova con l’etilomentro hanno fatto riscontrare tassi fra i g/l 1,35 e g/l 0,75. Sono state così sequestrate 3 auto ai fini della confisca.
In due diverse circostanze due persone venivano denunciate per porto di strumenti da punta e taglio. In un caso un 21enne veniva trovato in possesso di un coltello e di un tirapugni, in un altro un cittadino albanese di 48 anni veniva trovato in possesso di un coltello.


CORRIERE ADRIATICO
Nonnino guidava ubriaco
Bloccato alle 11 dai vigili mentre in auto sbandava pericolosamente
Fossombrone

Lungo la superstrada, alle 11 del mattino, guidava in stato di ebbrezza. Il tasso alcolico è risultato elevatissimo. Oltre al ritiro della patente dovrà subire anche un procedimento penale perchè l’ha fatta davvero grossa.
Protagonista dell’insolita avventura, se non altro per l’ora in cui è stata rilevata (*), un fanese di 67 anni che stava rientrando a gustarsi il pranzo domenicale dopo che, come lui stesso ha dichiarato, si era portato nella zona collinare per raccogliere funghi.
Gli agenti della polizia municipale di Fossombrone, alle prese con la postazione autovelox, hanno visto che l’auto stava procedendo sbandando leggermente. Hanno dato l’alt. La manovra di accostamento è risultata ancor più complessa. Una volta che gli agenti si sono resi conto dello stato in cui versava l’automobilista hanno provveduto all’accertamento tramite etilometro. Se quell’auto avesse proseguito nel suo percorso non si sa cosa avrebbe provocato. Aveva appena corso il rischio di causare un parapiglia mentre stava sopraggiungendo un camion. Incredibile ma vero. L’unico commento possibile. La presenza della polizia municipale lungo la superstrada si conferma, ancora una volta, indispensabile. E’ giusto ribadire, dopo varie e ripetute polemiche che si sono rivelate completamente prive di fondamento, che lungo la superstrada quel tipo di intervento non solo è pienamente legale, ma rientra in un calendario prestabilito dalla prefettura in alternanza e piena complementarietà con la polizia stradale.
Quanto successo è la conferma che la vigilanza non è mai abbastanza. Il moderno etilometro in dotazione alla polizia municipale di Fossombrone ha comportato un altro ritiro di patente con conseguente procedimento amministrativo che comporterà una sospensione di tre mesi. Sabato sera gli stessi agenti della postazione forsempronese con tre persone e la dotazione attrezzata dell’etilometro, ha operato intensamente fino alle 24. I controlli sono stati intensi.
Una patente è stata ritirata perché scaduta. Ieri mattina il traffico della superstrada, dallo svincolo di Fossombrone ovest è stato deviato nella vecchia Flaminia a causa di un incidente che per fortuna non ha avuto conseguenze particolari se non per i mezzi. Due persone, ricoverate al pronto soccorso del locale ospedale sono state subito dimesse.

Roberto Giungi
(*) Nota: è insolito l’utilizzo dell’etilometro alle 11 del mattino su una persona di 67 anni, non il fatto che una persona di 67 anni guidi in stato di ebbrezza alle 11 del mattino.


MUSICALNEWS
’E continuo a cantare. Piero Ciampi Live’ esce il 9 Novembre un doppio cd
Esce domani, 9 novembre,su etichetta Promo Music Records e distribuzione Edel il doppio cd live ’E continuo a cantare. Piero Ciampi live’ un album che contiene i grandi cavalli di battaglia del cantautore e poeta livornese nell’anno del trentennale della sua scomparsa. (*)
Il progetto, che nasce da un’idea di Enrico de Angelis, responsabile artistico del Club Tenco e profondo conoscitore dell’opera di Ciampi, si articola in un doppio cd: il primo raccoglie due performance live, entrambe datate 1976, la prima al “Tenco”, la seconda al Ciucheba di Castiglioncello, nelle quali Ciampi alterna canzoni, poesie e divagazioni, con quel fare turbolento e ironico che lo ha reso uno degli artisti più inquieti e controversi della musica italiana d’autore.
Il secondo cd “E continuo a cantare. Omaggio a Piero Ciampi” è la registrazione di un evento live tenutosi nel 2008 al Teatro Regio di Parma, su iniziativa di Enrico de Angelis, Alessandro Albertini e Désirée Lombardi, in cui grandi nomi della musica italiana di oggi (Samuele Bersani, Vinicio Capossela, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Luca Faggella, La Crus, Pino Marino, Morgan, Nada, Marco Ongaro, Pino Pavone) reinterpretano i brani di Ciampi.
Nei suoi testi ricorrono costantemente i temi dell’abbandono (Tu no, Eri proprio tu), della solitudine (L’amore è tutto qui), della paura del fallimento, a cui si mescola il rimorso per un passato felice e lontano (Tu no), il sesso senza amore (Il merlo), e, ancora, l’amore per una donna che puntualmente lo abbandona (Adius), la fuga nell’alcool (Tu no, Il vino), il vagheggiare il mare e un riscatto sociale forse irraggiungibile (Te lo faccio vedere io chi sono, Il lavoro).
A distanza di tanti anni, Piero Ciampi appare ancora come un artista spesso misconosciuto, straordinariamente attuale perché capace di accorpare in sé violenza e tenerezza, ironia e aggressività, come sottolinea Enrico de Angelis che così illustra il progetto: “Piero Ciampi tutto live in questo album. Due suoi recital dal vivo ripescati dal dimenticatoio. Una recente serata teatrale dove un manipolo di interpreti di oggi, tutti ciampiani doc, ripercorrono, ciascuno a modo proprio, le sue canzoni. I due recital di Piero sono entrambi del 1976. Uno è quello memorabile tenuto al “Tenco 76”, la Rassegna della canzone d’autore che il Club Tenco organizza a Sanremo; fu pubblicato solo in un cd a tiratura limitatissima, allegato a una rivista nel 1995. L’altro, completamente inedito, fu tenuto da Piero in un locale storico del “suo” territorio, il Ciucheba di Castiglioncello. La serata collettiva, ancora col marchio del Club Tenco, è invece del 21 giugno 2008 e si svolse nell’ambito del Parma Poesia Festival, in un Teatro Regio di Parma esaurito, con la regia teatrale di Michelangelo Ricci e con i cantanti eccezionalmente accompagnati dall’Orchestra del Regio, diretta da Marco Biscarini che curò anche le orchestrazioni ispirandosi per lo più ai memorabili arrangiamenti originali di Gianfranco Reverberi (anni ’60) e Gianni Marchetti (anni ’70).
Sfilarono vecchi compagni di strada di Piero insieme a cantautori delle generazioni più recenti, per alcuni dei quali quello con Ciampi fu un sorprendente incontro. Basta scorrere l’elenco dei cantanti nella tracklist, che riproduce la sequenza reale delle interpretazioni di quella serata, per capire la portata dell’evento, ora a disposizione di tutti in questo disco”.
“Le due esibizioni di Ciampi, però, sono sconvolgenti. Anche perché - conclude de Angelis - dimostrano in maniera palpabile che le “leggende” che hanno sempre avvolto Piero come persona insofferente, rissosa, violenta e tenera insieme, e naturalmente alticcia anche in scena… non sono affatto leggende, ma realtà viva, mista di dolcezza e rabbia, prorompente di emozioni, di evocazioni e di valori. La poesia transita anche per queste strade. Non ci sono passaggi obbligati, non ci sono frontiere. Come grida Piero al Ciucheba, “non c’è passaporto per la cultura”.

Il doppio album, una vera chicca per i ciampiani doc e un’ottima chance per quanti non lo conoscessero per avvicinarsi ad un artista geniale, verrà presentato in anteprima all’Ariston Sanremo nel pomeriggio di giovedì 11 novembre in occasione del Premio Tenco.
CD1
Piero Ciampi live al “Tenco 76”

1. presentazione di Antonio Silva / 2. “Il marciapiede” / 3. Te lo faccio vedere chi sono io (Ciampi - Marchetti) / 4. parlato / 5. Adius (Ciampi - Marchetti) / 6. parlato / 7. “Tu che dici” / 8. Ma che buffa che sei (Ciampi - Marchetti) / 9. parlato / 10. Il giocatore (Ciampi - Marchetti) / 11. “Sì. Volevo vederti” / 12. “Notte”
Piero Ciampi live al “Ciucheba”

1. parlato / 2. “Il marciapiede” / 3. parlato / 4. L’amore è tutto qui (Ciampi - Pavone - Marchetti) / 5. parlato / 6. Te lo faccio vedere chi sono io (Ciampi - Marchetti) /

7. “Il paralitico” / 8. Adius (Ciampi - Marchetti) / 9. parlato / 10. Ma che buffa che sei (Ciampi - Marchetti) /11. parlato / 12. Il giocatore (Ciampi - Marchetti) / 13. parlato / 14. “Notte” / 15. epilogo (Mustafa)
CD2
E continuo a cantare. Omaggio a Piero Ciampi

Morgan 1. L’amore è tutto qui 2. Il denaro
Pino Marino 3. Sporca estate 4. Tu no
Marco Ongaro 5. In un palazzo di giustizia
Pino Pavone 6. Sobborghi
Samuele Bersani 7. Qualcuno tornerà
Niccolò Fabi 8. Fino all’ultimo minuto
Luca Faggella 9. Livorno 10. Il lavoro
La Crus 11. Il vino
Simone Cristicchi 12. Autunno a Milano 13. Io e te, Maria
Nada 14. Confiteor 15. Eri proprio tu

Vinicio Capossela 16. Adius
Bonus track§
Orchestra del Teatro Regio di Parma:
17. suite strumentale di frammenti da canzoni di Piero Ciampi: Il vino, Tu no, Ho bisogno di vederti, Io e te Maria
(*) Nota: sarebbe un’ottima cosa che chi si interessa ai problemi alcolcorrelati conoscesse la musica e la poesia di Piero Ciampi: (“e tu che dici che ho distrutto la tua vita / capirai mai / che il tuo dolore / si è aggiunto al mio” – “Sporca estate”).


LIBERTA’
Ubriaco fradicio alla guida del tir: ora rischia anche il licenziamento


LA NAZIONE (Lucca)
Etilometro obbligatorio per tutti i locali «Attenzione a non prendere fregature»


IL RESTO DEL CARLINO (Imola)
Etilometro nei locali over 24’ Multe salate per i furbetti
«L’ho già acquistato Chi alza il gomito prenda il taxi»


IL RESTO DEL CARLINO (Modena)
Ubriaco picchia i vigili in mezzo alla strada


LA SICILIA
EnoEtna, un «tuffo» nel vino e una spruzzata di cabaret

 

Martedì, 09 Novembre 2010
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