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Rassegna stampa Alcol e guida del 9 gennaio

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

LETTERA AL MINISTRO DELLA SALUTE

Firenze, 11 Dicembre 2007
Alla Gentile attenzione del: Ministro della Salute Senatrice Livia Turco

Oggetto: Campagna informativa per prevenire i danni fetali legati al consumo di alcol in gravidanza promossa da Assobirra
In relazione alla campagna in oggetto vengono sottoposte alla attenzione del Ministro Livia Turco alcune considerazioni.
Riteniamo che accreditare il mondo della produzione, con la presenza del Ministro della Salute su un tema così delicato, possa indurre sconcerto e perplessità, specie in ordine alle recenti posizioni assunte in materia di attenzione e controllo dei consumi in condizioni di rischio. E soprattutto quando la stretta pertinenza sull’argomento e il ruolo delle competenze sanitarie e di tutela della salute sono altre, come identificati dal Programma Guadagnare Salute e PNAS.
Il fatto che sia una società scientifica a farsi tramite di una campagna finanziata dall’industria, sia pure con fini apprezzabili e condivisibili, non esclude la necessità di valutare attentamente la forma della partecipazione delle Istituzioni a tutela e nel riconoscimento delle competenze. Su questo tema la discussione di principio che si è già attuata in Europa nel corso degli anni ha portato a conclusioni che non lasciano molti dubbi in merito. E’ dunque imperativo evidenziare la contraddizione di una pratica che preveda la gestione dell’informazione su problemi sanitari da parte di chi, in larga misura, può essere visto come colui che questi problemi concorre a creare. Ciò induce confusione nei cittadini che non riescono a cogliere la differenza tra informazioni scientifiche ed istituzionali ( a volte, difficili da interpretare anche dagli addetti ai lavori) e messaggi di propaganda e/o attenuazione di effetti che, in questo caso, l’alcol può produrre. E’ necessario che le informazioni di salute siano prodotte e avallate direttamente dalle Istituzioni competenti e non può e non deve essere permesso che, anche attraverso iniziative valide, coloro che in qualche modo possono determinare problemi di salute pubblica anche indirettamente, possano averne un indebito vantaggio, seppure solo attraverso un ritorno d’immagine.
Il contesto di riferimento a cui richiamarsi in tal senso è quello autorevole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che, nella Framework sulle Politiche sull’Alcol in Europa approvata da tutti gli Stati Membri cita testualmente: " Art. 47. Le politiche della salute pubblica riguardanti l’alcol devono essere formulate nell’interesse della salute pubblica, senza interferenze da parte degli interessi commerciali. Il coinvolgimento dei produttori e dei distributori delle bevande alcoliche, e delle organizzazioni connesse, nei programmi di educazione ed altre attività rivolte ai giovani, può dar luogo ad equivoci, perché il loro supporto, diretto o indiretto, potrebbe essere visto come un tentativo per guadagnare credibilità con il pubblico giovane." Non è più accettabile che il mondo della produzione, valendosi anche della propria ingente capacità economica, possa l’accreditarsi come provider dell’informazione e della prevenzione sanitaria; mandato, quest’ultimo di coloro che nel settore sanitario lavorano e che con adeguate capacità professionali possono tutelare la salute e il benessere della persona e della famiglia. Questa è la convinzione condivisa dalle associazioni degli utenti, degli operatori e delle Società Scientifiche che sono estremamente attente e sensibili al problema della tutela della sicurezza in gravidanza e della prevenzione della FAS. Come dimostrato dall’interesse crescente sulla questione dei warning sull’etichette degli alcolici introdotte in Francia e su quanto ampiamente richiamato dall’ultima Risoluzione del Parlamento Europeo.
Al tempo stesso appare singolare come simili iniziative si possano realizzare quando vi sono esperienze ed investimenti diffusi in tutto il territorio nazionale, in termini di formazione di operatori sanitari addetti alla gestione clinica della gravidanza ed alla preparazione al parto, totalmente orientate alla promozione e acquisizione di stili di vita sani e di scelte tutelanti madre e nascituro, in materia di consumo di tabacco ed alcol. Sulla base di queste considerazioni chiediamo con urgenza al Ministro della Salute che si è sempre dimostrata particolarmente sensibile ai problemi di genere a alla salute della donna, un incontro e la creazione di un tavolo di lavoro che comprenda: Società Scientifiche, Associazioni e Istituzioni per stabilire delle linee guida comuni e condivise su come fornire e divulgare informazioni di salute per i Problemi e le Patologie Alcol Correlati e in particolare per la prevenzione del danno prenatale. In quella sede sarebbe possibile anche definire i rapporti, le modalità e le regole con cui il mondo della produzione potrebbe intervenire nei flussi informativi sull’alcol. In attesa di essere ricevuti, restiamo a disposizione per qualunque ulteriore necessità di informazione specifica.
Cordiali saluti,


AICAT

ALISEO
Coordinamento Nazionale dei Servizi di Alcologia
Eurocare Italia
Gruppo Logos
Saman
Società Italiana di Alcologia
ARCAT

CEIS Pistoia

U.O. Alcologia Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi
CEIS Lucca
Centro Alcologico Regionale della Regione Lazio
Fondazione Andrea Devoto
Associazione Nautilus
Dipartimento delle Dipendenze Azienda Sanitaria Ulss3 - Regione Veneto Dott. Luigi Piloni

PRIMA

FOGGIA: CAMPAGNA SICUREZZA STRADALE, VENERDI’ TEST ANTIALCOOL GRATUITI
FOGGIA - L’Associazione provinciale titolari di farmacia sta lavorando per dare un seguito alle iniziative di carattere sociale intraprese nel 2007. “La nostra professione, nella quale il principio di difesa della vita è ampiamente propugnato e assunto come valore etico e comportamentale – sostiene il presidente dell’Atf, Gianfranco Curato – non poteva perciò trovarci insensibili di fronte al tentativo di salvare delle vite umane”. Per questo l’Atf ha fattivamente sostenuto l’iniziativa del Leo Club di Capitanata, che per venerdì 11 gennaio ha allestito, in due distinti momenti, una giornata dedicata alla “Prevenzione degli incidenti stradali”: prima tappa fissata per le 18 a Palazzo Dogana, col convegno “Secure on the road” a cui prenderanno parte amministratori pubblici, professionisti ed esperti in medicina sociale e sicurezza; il secondo momento è stato fissato, invece, a partire dalle 21 in pieno centro storico, per l’esattezza in piazza De Sanctis abitualmente chiamata “piazzetta”, con la distribuzione di 300 palloncini per l’esecuzione gratuita e ovviamente spontanea del test anti alcol tra i giovani che vorranno sottoporsi al rilevamento. Ed è in particolare per questa seconda parte dell’iniziativa che l’Atf ha messo a disposizione del Leo Club il proprio sostegno come categoria e come soggetto assistenziale esposto in prima linea, fornendo all’associazione organizzatrice i palloncini necessari per il test anti alcol e mettendo a disposizione l’osservatorio privilegiato di professionisti da sempre impegnati contro abusi ed eccessi di ogni natura. Le statistiche parlano chiaro, rivelando impietosamente che gli incidenti stradali restano la prima causa di decesso per la popolazione maschile al di sotto dei 40 anni. Se a questo dato si aggiunge che l’Italia detiene, suo malgrado, una delle percentuali più drammatiche del resto del mondo occidentale (circa il 7 per cento dei decessi dei giovani al di sotto dei 30 anni sono causati da sinistri in auto e moto o comunque generati da guida condotta in stato di ebbrezza) ci si rende conto che iniziative come quella dell’11 gennaio diventano più che utili ma indispensabili. L’Atf l’ha sposata in pieno per l’elevato senso di responsabilità che da sempre investe i propri iscritti, che non solo in circostanze ufficiali – come appunto quella di venerdì p. v. – ma tutti i giorni dissuade, scoraggia e in diverse occasioni vieta ad adulti e ragazzi l’utilizzo di farmaci che possono creare sonnolenza o disturbi prima di mettersi al volante. Per cui l’Associazione provinciale titolari di farmacia rinnova l’invito a recarsi in “piazzetta” venerdì sera per sottoporsi alla prova del palloncino: sarà un modo per ribadire la costruttiva vicinanza dei farmacisti alla cittadinanza e per sensibilizzare, soprattutto i più giovani, a evitare alcool e droghe pur di dimostrare di essere in grado di governarle. “E’ un gioco al massacro che non porta da nessuna parte – conclude Curato –. Un gioco che noi farmacisti combattiamo da decenni, ogni giorno che trascorriamo in farmacia. Anche in assenza delle pure utilissime manifestazioni pubbliche, come quella in programma venerdì. Perché non esiste nessun altra sensazione, oltre la vita stessa, che valga la pena di essere vissuta”.


IL MATTINO

Sempre più alcolisti, scatta l’allarme sociale

FRANCO POETA - Battipaglia. C’è un vero e proprio allarme alcool a Battipaglia e dintorni. Un dramma che non riguarda più una sola fascia sociale fatta per lo più di adulti o di anziani come nel passato, ma che sta investendo, anno dopo anno, anche i più giovani. E che di allarme si tratti è confermato anche da un’ordinanza del sindaco di Battipaglia emessa in estate che vietava ai bar la vendita di alcolici dopo le 22. A confermare tutto ciò ci sono anche i dati del Sert di Battipaglia che hanno visto schizzare in avanti il numero di coloro che abusano di alcol e che sono costretti a rivolgersi al servizio pubblico. E si tratta solo della punta di un iceberg ben più grande. Infatti al Sert arrivano quasi esclusivamente alcolisti ormai in uno stadio avanzato, nel quale sono già presenti i gravi danni epatici ad esso collegati. Per questo gli esperti ci tengono a precisare che i 122 alcolisti iscritti al servizio sono solo una parte minima del problema. Il dato ufficiale più grave è quello dei 400 consumatori di alcol che sono anche dipendenti da droghe. E si viaggia alla media di circa 4 nuovi iscritti al mese con questi problemi compositi. E’ il famoso fenomeno della "polidipendenza": tossicodipendenti che cercano di sfuggire all’eroina o alla cocaina, affidandosi all’alcool, o viceversa, giovani che hanno iniziato ad abusare di alcool abbassando le barriere protettive rispetto alle più classiche sostanze stupefacenti e che hanno iniziato quindi anche ad usare droghe. Sono proprio queste due categorie quelle che preoccupano di più gli operatori del settore. Esse infatti sono quelle composte da giovanissimi o da giovani già provati da problemi di disagio. Il problema sta tutto nel modo subdolo con cui l’alcool diventa parte dell’esperienza giovanile. Il fatto che sia legale, il fatto che non dia problemi immediati, il fatto che diventi quasi un modo di socializzare o di imporre un’immagine, ha portato proprio i più giovani a divenire vittime dell’alcool, magari passando attraverso non tanto ai superalcolici, ma alle più "innocue" birre. Anche le fasce di età coinvolte confermano quest’analisi. Se, infatti, sono costanti i dati degli adulti alcolisti (in aumento in questo caso le donne), risultano in crescita quelli dei più giovani. Iniziano già ad arrivare i primi ventenni. Ma la fascia maggiore dei nuovi ingressi è quella compresa tra i 30 ed i 39 anni, quando i problemi si sono iniziati a complicare con danni notevoli alla salute. Al Sert spesso arrivano inizialmente solo per problemi di droga, ma poi ci si accorge che i danni provocati dall’alcol sono in qualche caso anche più avanzati, con cirrosi epatiche, epatiti e pancreatiti, in prima fila. Da tempo i medici e gli esperti del Sert, in collaborazione con le altre strutture sanitarie e del volontariato, hanno iniziato una campagna di sensibilizzazione nelle scuole per prevenire l’alcolismo. L’obiettivo è quello di rendere maggiormente consapevoli i giovani dei problemi nascosti correlati all’alcol. Una mano importante la sta dando anche l’opera della Polizia Stradale con i controlli ai guidatori. Numerose infatti sono state le segnalazioni arrivate ai servizi sanitari attraverso questo servizio.


IL MATTINO

«Vittime i giovanissimi, iniziano quasi per gioco»
Battipaglia. «Il problema alcol è troppo spesso drammaticamente sottovalutato, soprattutto dai giovani». Mimmo Porcelli, responsabile della Comunità Emmanuel, fondata da padre Mario Marafioti e con una delle sue sedi proprio nei pressi di Battipaglia, è fortemente allarmato dalla crescita del fenomeno, ma soprattutto dalla mancata percezione da parte dei giovani e delle istituzioni su questo problema. «Non c’è consapevolezza da parte delle giovani generazioni dei rischi collegati all’alcool - spiega il volontario battipagliese - Ci troviamo sempre più spesso a contatto con giovanissimi che diventano alcolisti senza nemmeno accorgersi. Ma soprattutto ci sono sempre più spesso episodi di giovani che dopo aver iniziato ad abusare di semplici birre, passano con molta facilità alle droghe, abbassando le difese psicologiche. Così come - rivela ancora Porcelli - sono sempre di più quelli che uscendo con tanta fatica dal tunnel della droga cadono in quello dell’alcool che diventa così un sostituto dell’eroina o della cocaina». Ai centri di ascolto e nella stessa comunità Emmanuel di Monti di Eboli, si fanno i conti quotidianamente con questi nuovi problemi, tentando di trovare soluzioni complessive.
f.p.


IL GAZZETTINO (Belluno)

Non si beve o ci si ...
Non si beve o ci si fa solo il sabato sera con gli amici o in discoteca. Si beve anche durante la settimana, nelle notti in cui si dovrebbe riposare, e ci si presenta al lavoro stravolti da bisbocce ed eccessi invece che freschi come rose. Addirittura con la droga ancora nel sangue. L’allarme, fatto proprio nei giorni scorsi anche dalla Cgil, è stato lanciato dalla Cassa edile bellunese preoccupata delle tracce da sballo sempre più frequenti fra i giovani nei cantieri al mattino.
«Siamo di fronte a una piaga - denuncia senza mezzi termini il presidente della Cassa edile, Italo Tonet, d’accordo con il responsabile del Comitato paritetico territoriale, Giuseppe Fagherazzi - che incide notevolmente nella casistica degli infortuni sul lavoro. Siamo impotenti di fronte a operai che si presentano alticci all’inizio del turno di lavoro».
La Cassa edile si appella anche agli altri sindacati per una presa di posizione ferma su di un problema serio che non riguarda solo l’edilizia, ma interessa il mondo dell’artigianato e altri settori. «Tutto risulta più facile, se anche le organizzazioni sindacali fanno la propria parte». Accanto all’alcol c’è anche la droga, spesso associata in un cocktail micidiale, che viene usata sempre più anche da chi lavora e che per forza non può essere lucido. Gli imprenditori chiedono una sinergia nei percorsi per tamponare la piaga.


IL GAZZETTINO

L’autopsia sul corpo di Alessio Moro ha stabilito che al commerciante sono state fatali le fratture della spina dorsale e dell’aorta 

Tamponamento mortale, ubriaco e senza patente

Le fratture della spina dorsale e dell’aorta sono state le cause della morte di Alessio Moro, il cinquantaquattrenne commerciante cordenonese che ha perso la vita sabato sera in un incidente stradale. A stabilirlo è stata l’autopsia effettuata ieri all’ospedale di Pordenone, dove si trovano ancora ricoverati la moglie di Moro, Maria Antonietta Gardonio (che ancora non sa della morte del marito) e il conducente dell’auto, Giuliano Simionato, 31enne di Villorba di Treviso, che ha tamponato la vettura del commerciante ferma al semaforo. Il giovane che ha provocato l’incidente era alla guida di una Golf che è letteralmente piombata sulla Citroen monovolume di Moro a una velocità pari a più del doppio di quella consentita in quel tratto della Pontebbana, lungo viale Aquileia, (50 chilometri orari). È stato anche accertato, come peraltro sembrava essere evidente negli istanti seguiti al tamponamento mortale, che Simionato era ubriaco, dato che aveva in corpo una quantità di alcol di gran lunga superiore a quella consentita dalla legge e dal cervello. Inoltre, come non bastasse quanto elencato, il trentunenne non avrebbe nemmeno potuto guidare poichè gli era stata tolta la patente in agosto dopo che era stato sorpreso alla guida di un’auto completamente sbronzo.

Il tamponamento è accaduto sabato scorso poco dopo le 20 all’incrocio semaforico tra viale Aquileia e viale Libertà. Alessio Moro era alla guida di una monovolume e accanto aveva la moglie; la sua auto era ferma al semaforo quando è stata letteralmente investita dalla Golf di Simionato a una velocità tale da sembrare una cannonata (tant’è che l’impatto ha letteralmente spezzato in due la colonna vertebrale del commerciante). Per il 54enne non c’è stato nulla da fare.

E proprio lunedì il Procuratore della Repubblica Luigi Delpino aveva lanciato l’allarme per l’aumento degli incidenti stradali a causa dell’uso di alcol e droghe, annunciando al contempo un vertice tra le Forze dell’ordine per mettere un freno agli incidenti e avere più certezza della pena. Il tamponamento mortale di via Aquileia potrebbe essere, per quest’ultima, un inizio.

S.S.


CORRIERE ADRIATICO

Arresti domiciliari per l’agente di commercio. “Lo ammetto, avevo esagerato con l’alcol”

Il giovane: “Ho solo tentato un approccio”

PORTO RECANATI - Il giudice per le indagini preliminari Claudio Bonifazi ha concesso gli arresti domiciliari a D.B., 24 anni, l’agente di commercio di Porto Recanati accusato di avere violentato una diciassettenne durante una festa di compleanno. I fatti contestati risalgono alla notte tra sabato e domenica scorsi. L’indagato si è presentato in tribunale a Macerata ieri mattina, pochi minuti prima delle 10, accompagnato dagli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Montacuto. Indossava jeans e maglietta: gli stessi abiti della sera dell’arresto.

Assistito dall’avvocato Roberto Marini del foro di Ancona, D.B. ha risposto alle domande del giudice (l’interrogatorio è durato circa cinque minuti), al quale ha fornito la propria versione dei fatti, confermando parzialmente quanto dichiarato ai carabinieri la sera dell’accaduto. Il giovane ha ammesso di avere tentato un approccio con la ragazza, che si era assopita sul sofà della camera da letto dopo avere accusato un giramento di testa forse a causa di qualche bicchiere di troppo. Anch’io avevo esagerato con l’alcol, ha ammesso l’indagato, tenendo a sottolineare alcuni aspetti della vicenda.

In particolare ha affermato che sulle prime la diciassettenne aveva manifestato una certa disponibilità. Poi però avrebbe desistito dall’andare oltre, e per questo lui si sarebbe fermato. L’indagato ha dunque negato di avere avuto un rapporto sessuale, nonostante il referto medico dica il contrario. In ogni caso D.B. ha escluso ogni ipotesi di violenza. Lo stesso giovane ha respinto un’altra ipotesi, quella di sostituzione di persona: cioè che abbia tentato di spacciarsi per qualcun altro.

Ricordi confusi, comunque, quelli del giovane. Così come potrebbero essere offuscati o parziali, ha sottolineato l’avvocato Marini, quelli della presunta vittima e degli altri ragazzi sentiti dai carabinieri, visto che nella festa in molti si sono lasciati andare con l’alcol. D.B. ha anche parlato dell’aggressione subita ad opera del cugino e dei suoi amici.

Non capivo perché mi picchiavano: sapevo di non avere fatto nulla, ha ribadito davanti al giudice. Sono andato via da quell’appartamento per sfuggire all’aggressione. Poi ho telefonato a mio cugino per avere chiarimenti e una volta arrivato a casa ho parlato con mio padre, che mi ha riaccompagnato in viale Europa per riprendere la mia auto, che era stata danneggiata. Una volta tornato nei pressi dell’abitazione sono stato nuovamente aggredito ed ho chiamato i carabinieri. Alla fine il giudice ha convalidato il fermo di D.B., concedendo, come detto, gli arresti domiciliari (il pm Andrea De Feis aveva chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere). Il mio assistito è apparso molto provato dall’esperienza del carcere, ha fatto sapere l’avvocato Marini. Anche la famiglia, molto conosciuta a Porto Recanati, è sotto choc. Ora il legale sta valutando di presentare una denuncia per lesioni e danneggiamenti. Una vicenda, dunque, ancora da chiarire. Toccherà alla Procura delineare i contorni della questione e accertare eventuali responsabilità penali da parte del giovane.

DANIEL FERMANELLI


SANREMONEWS

Arma: scontro auto-moto, conducenti in stato di ebbrezza
Stanno indagando i Carabinieri di Sanremo e Taggia, sull’incidente avvenuto la scorsa notte, alle 22.30 sulla via Aurelia, all’incrocio di via Boselli ad Arma di Taggia. Un Suv, condotto da un 34enne di Sanremo (P.R.), ha tamponato un Motociclista, (B.C.) 49enne da Imperia, fermo all’incrocio. I militari della stazione di Taggia, intervenuti poco dopo, hanno subito notato stato di alterazione psicofisica del 34enne, sottoponendolo al test alcolimetrico. Il tasso era di 1,42 gl, decisamente superiore allo 0,5 previsto dal codice.
Il motociclista è stato soccorso e ricoverato all’ospedale di Sanremo, con una prognosi di 45 giorni per lesioni varie. Anche il motociclista, dopo i test tossicologici, è risultato positivo alle ‘Benzodiazepine’. Entrambi sono stati denunciati in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. I mezzi sono stati sequestrati.
Carlo Alessi


AGI

MINACCIA E PICCHIA L’EX RAGAZZA, ARRESTATO 41ENNE A MILANO
Milano, 9 gen. - Un uomo di 41 anni, Pietro Mor e’ stato arrestato dagli uomini delle Volanti di Milano con l’accusa di detenzione abusiva di arma da fuoco. L’uomo aveva per tutta la giornata minacciato, inseguito e picchiato la sua ex ragazza. Fermato dalla polizia, nella sua auto e’ stato rinvenuto un fucile con tre cartucce in canna. La denuncia della giovane, Manuela S., 29 anni, e’ stata raccolta ieri dalla polizia di Lecco, citta’ dove la ragazza lavora. Agli agenti ha raccontato che per tutta la giornata di lunedi’ era stata inseguita dall’uomo e che in auto in viale Monza l’aveva costretta ad accostare aggredendola verbalmente e fisicamente.
Poi l’ha seguita fino a Lecco continuando anche li’ con le sue angherie. L’uomo e’ stato rintracciato in serata in via Morosini a Milano, ubriaco con l’arma nel bagagliaio. A casa gli agenti hanno rinvenuto una pistola calibro 9 e un coltello a serramanico. L’uomo da poco tempo aveva ricevuto un provvedimento di revoca per la detenzione delle armi.


NEWS SICUREZZA E DIFESA

CUNEO: RIFIUTA TEST CON ETILOMETRO E SI SCAGLIA CONTRO I CARABINIERI
Torino, 8 gen. - (Adnkronos) - Non solo aveva bevuto un po’ troppo prima di mettersi alla guida, ma poi fermato dai carabinieri si e’ rifiutato di sottoporsi all’etilometro ed, anzi, si e’ scagliato contro i militari. E cosi’ per un giovane albese e’ stato denunciato non solo per guida in stato di ebbrezza, il suo tasso alcolico e’ risultato ben sei volte sopra il consentito, ma anche per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Il giovane e’ stato fermato durante controlli serrati dei carabinieri di Alba per contrastare la guida in stato di ebbrezza o sotto l’abuso di droga. Nel corso dell’operazione sono state denunciate 10 persone, tutti giovani automobilisti di eta’ compresa tra i 19 e i 27 anni. Per tutti e’ stato disposto l’immediato ritiro delle patenti e per tre di loro, fermati a seguito di incidenti, e’ scattata anche la denuncia per uso di droghe.


BOLOGNA2000

Reggio E.: guida sotto l’effetto di alcol-droga e provoca incidente, denunciato
09-01-2008 - Reggio Emilia - Un 23enne residente a San Polo d’Enza è stato denunciato dai carabinieri della locale stazione per aver tamponato in via Gramsci un’auto che lo precedeva sotto l’effetto di alcol e droga.
Nell’impatto le due persone che erano a bordo della vettura tamponata, sono rimaste lievemente ferite, mentre lui non ha subito alcuna conseguenza.
Dopo i rilievi del caso, i militari lo hanno denunciato per guida in stato d’ebbrezza e sotto l’influenza di sostanze stupefacenti e gli hanno ritirato la patente.


WALLSTREETITALIA

Rom ubriaco uccise 4 ragazzi Il gip lo libera poi fa retromarcia
di Andrea Acquarone
Mercoledì 09 gennaio 2008 - Invertendo i fattori il prodotto non cambia. Formuletta facile facile, incontrovertibile, in matematica. Un po’ meno se applicata alle regole del consesso civile. E soprattutto della Giustizia. Dove il prezzo di una vita non può essere solo numero, così come il peso di una scelta. Invece guardandola in cifre, almeno per qualche ora, questo era il risultato: se chi ha ammazzato quattro ragazzi guidando ubriaco può starsene quasi libero, allora perché sbatterlo in carcere per una «semplice, banale», tentata rapina?.
Così aveva deciso, l’altro ieri sera il gip di Ascoli Piceno Annalisa Gianfelice. Il caso, quello di Marco Ahmetovic, ricordate? Lo zingaro romeno dalla faccia contrita il giorno del processo (sei anni e sei mesi di condanna per omicidio plurimo), ma subito pronto a sorridere e a trasformarsi nel testimonial di una squallida campagna pubblicitaria una volta ai domiciliari. Lui, spaparanzato al sole nell’elegante residence di Ascoli, offertogli da un amico, mentre i genitori delle sue giovanissime vittime continuavano a gridare il proprio sdegno. (*)
Qualche giorno prima di Natale il ventiduenne gitano era però tornato a rivedere il sole a scacchi. Motivo, forse «pretesto» di fronte a una libertà scandalosa: violazione delle prescrizioni degli arresti domiciliari. Diverse telefonate intercettate dai carabinieri, tra lui e un pregiudicato avevano convinto la Procura a chiedere e ottenere un inasprimento della misura restrittiva. Dal carcere Ahmetovic minacciò subito il suicidio. «A Natale mi ammazzo», ripeteva. Nulla. Nel frattempo il giudice Gianfelice si era riservata di decidere se l’inasprimento della pena fosse giustificato o se invece concedere di nuovo al rom i domiciliari (accogliendo la richiesta dell’avvocato Felice Franchi).
Ed ecco il solito pasticcio all’italiana. O meglio, un compromesso degno di Azzeccagarbugli. Il gip di Ascoli, con una decisione (duplice) ci ricorda quanto sia possibile giocare d’equilibrismo sul filo della legge. Forse spinta dall’ondata di sdegno provocata dalla sua decisione di concedere ad Ahmetovich gli arresti in casa, magari anche un poco intimorita dalle «minacce» d’ispezione promesse da Mastella, Annalisa Gianfelice, con l’ennesimo colpo di scena, ha giocato in zona Cesarini. Facendo retromarcia.
(*) Nota: Marco Ahmetovic non è certo un personaggio che ispira simpatia. Dobbiamo tuttavia riconoscere che, tra quanti si sono resi colpevoli di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza, è l’unico finito in carcere.
ASAPS


Croazia

Passo indietro sul divieto assoluto di bere bevande alcoliche per chi deve guidare
La nuova coalizione di governo ripristina il tasso alcolico dello 0,5 per mille Rimane però il divieto assoluto per i giovani sotto i 24 anni
Ore contate in Croazia per il provvedimento “tolleranza alcolica zero” per chiunque deve guidare. Il premier incaricato Ivo Sanader, in accordo con il bicolore-social liberale, dovrebbe firmare in questi giorni il testo che consentirà l’abolizione del divieto assoluto di bere alcolici per gli automobilisti.
La norma venne introdotta nel paese tre anni fa per fronteggiare il grave problema della guida in stato di ebbrezza; fenomeno sempre più diffuso nel paese. In quaranta mesi di “attività”, però, il provvedimento non ha portato alcun beneficio, in quanto il numero di incidenti stradali causati dall’alcol è addirittura aumentato, come sono aumentate le perdite per i produttori di bevande alcoliche. (*) E proprio i produttori e i ristoratori sono stati i primi ad accogliere con favore ed entusiasmo la decisione di abolire il divieto, come all’epoca furono i primi a protestare e a criticare il provvedimento. Quindi, dopo tre anni la nuova coalizione di governo croato fa un passo indietro e torna alle vecchie regole vigenti in materia di alcol e guida. Infatti, dopo la firma del testo, si potrà tornare a condurre un automezzo o una due ruote con un tasso alcolemico non superiore allo 0,5 per mille. Il divieto assoluto di bere alcolici per chi deve guidare, però, rimarrà valido per chi ha un’età inferiore ai 24 anni. Inoltre niente alcol per i conducenti professionisti: anche questa è una regola in vigore da sempre.
(*) Nota: questa notizia mette in discussione due punti fermi delle nostre convinzioni su alcol e sicurezza stradale. Primo: l’equazione meno alcol = meno incidenti; secondo che, una volta entrate in vigore delle leggi per limitare gli alcolici alla guida non si sarebbe più tornati indietro, dati gli evidenti benefici dei provvedimenti. Qualcosa non mi convince. Perché mai dovrebbero essere aumentati gli incidenti con la riduzione del tasso alcolemico consentito? Forse sono stati rilevati più incidenti perché hanno fatto più controlli. E qualcuno ha trasformato le sue opinioni in matematica.


IGN

La ricerca pubblicata sull’’European Heart Journal’

Salute, un po’ d’alcol e sport per vivere più a lungo

Secondo uno studio danese chi beve almeno un drink a settimana e fa movimento ha il 50% di chance in meno di rimanere vittima di problemi ischemici rispetto ai non bevitori sedentari

Roma, 8 gen. (Adnkronos Salute) - Bere una moderata quantità d’alcol e fare movimento ogni giorno sono i segreti per vivere più a lungo. Chi non si concede mai un bicchiere di vino e allo stesso tempo non pratica attività fisica ha infatti il 30-49% di possibilità in più di morire per cause cardiovascolari rispetto a chi, invece, è solito accostare a un pasto qualche sorso di ’nettare degli dei’, e fa sport regolarmente.

Lo rivela il primo studio mai effettuato per analizzare i benefici per il cuore della combinazione alcol-fitness, portato avanti da esperti dell’università di Copenhagen (Danimarca) e pubblicato sull’European Heart Journal. Gli studiosi si sono serviti dei dati di quasi 12mila danesi, uomini e donne dai 20 anni in sù, raccolti nel Copenhagen City Heart Study, aggiornandoli grazie a un follow-up di 20 anni: in questo arco di tempo, fra i partecipanti si sono verificate 1.242 malattie ischemiche del cuore fatali e 5.901 morti per tutte le cause.

Dividendo i dati delle ’cavie’ secondo classificazioni basate sul consumo di alcol (nullo, moderato o forte) e sulla quantità di sport praticata (inattività, bassa e da moderata ad alta quantità di attività fisica), gli studiosi si sono accorti che i non-bevitori hanno il 30% in più di rischi di morte per malattia ischemica rispetto ai bevitori moderati. I non bevitori riescono comunque a ’bilanciare’ la loro situazione praticando sport, grazie al quale riescono comunque ad abbassare fino al 30% il pericolo di morte, rispetto ai non bevitori fisicamente inattivi. Le persone che bevono almeno un drink a settimana e fanno movimento conquistano infine il 50% di chance in meno di rimanere vittima di problemi ischemici rispetto ai non bevitori sedentari. E per quanto riguarda la morte per qualsiasi causa, questi stessi individui hanno fino al 33% in meno di ’incapparvi’ rispetto allo stesso gruppo. (*)

(*) Nota: di solito non prendiamo molto sul serio queste ricerche che cercano di stabilire una connessione tra qualsivoglia comportamento ed il rischio di ammalarsi.

La salute (e la vita) sono troppo complesse per essere ridotte ad una formula o descritte da qualche percentuale.

C’è un errore di fondo comune a quasi tutte le ricerche che si occupano di alcol: non considerano che esiste un rapporto tra il bere moderato ed il bere problematico.

Se cerco di stabilire un rapporto tra il bere una bassa quantità di alcol ed alcuni vantaggi per la salute, non posso escludere i bevitori eccessivi. Perché, anche a motivo delle caratteristiche della sostanza alcol, il bere "tanto" può essere una delle conseguenze del bere "poco".

Tutte le persone di questa ricerca classificati forti bevitori una volta sono stati "moderati", da lì hanno intrapreso la strada che li ha portati ad avere dei problemi.

Non solo.

La calcolatrice ricorda che un bicchiere a settimana corrisponde a un quattordicesimo di bicchiere a pasto.

Davvero si può credere che un quattordicesimo di bicchiere a pasto riduca del 30 per cento il rischio di morte per malattia ischemica?

E’ chiaro che c’è il trucco.

Ad esempio bisogna sempre vedere se tra i non bevitori sono state considerate anche le persone che hanno dovuto smettere di bere proprio perchè già avevano problemi di salute.


PANORAMA.IT

Un brindisi di salute? Meglio con frutta e verdura
9 Gennaio 2008 - Un brindisi tira l’altro: ogni occasione è buona per farsi irretire dalle bollicine di champagne e spumante. Con tutte le conseguenze del caso. Perché se si esagera, e in questo periodo eccome se si esagera, i risultati si fanno sentire e vedere. Anche a lunga distanza. Urge una cura detox che rischiari la mente e purifichi il corpo.
Allora, in alto i calici e prosit a Brindisi di salute (Apogeo Editore), il nuovo libro scritto da Jason Vale, guru del benessere, fitness coach e famoso “juice master” ovvero creatore di cocktail salutistici a base di frutta e verdura, golosi e, quasi, miracolosi.
Uno che se ne intende su come fare a riemergere dopo essere sprofondati in un mare di alcol: sono più di cento i succhi, i frullati e i centrifugati da preparare seguendo passo dopo passo le sue ricette, sperimentate in prima persona. Per disintossicare l’organismo, infondergli nuove energie, mantenere la forma. Con il piacere di scoprire nuovi sapori, come quelli ottenuti da mix inusuali: spinaci abbinati ad ananas, barbabietole con arancia, sedano insieme a uva.
Provare per credere, ci vuole poco. Imparando l’unica regola dell’arte del “juicing”: non ci sono regole. Ma un segreto sì: aggiungere piccole quantità alla volta di ingredienti nuovi a ingredienti conosciuti. Quini, prendere frutta e verdura a volontà, una manciata di spezie o di erbe aromatiche come zenzero e chili, cardamono e cannella, buttare tutto in una centrifuga-frullatore milleusi. Mixare con latte, gelato, yogurt o ghiaccio e una buona quantità di fantasia. Il cocktail, buono e sano, è pronto.


SEGNALAZIONE DI LUC THIBAULT

Intervento di Giorgio Celli

Come gli uomini anche gli animali si ubriacano

Molti uomini, purtroppo, sono dediti all’alcool, e ne ingeriscono delle quantità così cospicue da perdere il senno, e il senso dell’equilibrio, finendo per ammalarsi, e per cadere in preda alla cirrosi e al delirium tremens, due patologie con esito mortale. Che cos’è che induce gli uomini a bere?

Una curiosa teoria - Alcuni antropologi hanno elaborato una curiosa teoria, che si fonda su di una analogia con taluni strani comportamenti degli animali. Per esempio, una gazzella, quando vede avvicinarsi un leopardo, non fugge via rapida come il fulmine. Al contrario, se ne sta lì, e , invece di fuggire, si esibisce in una serie di salti in alto, che continua a fare, mettendo a repentaglio la pelle, mentre il predatore si avvicina. Si è supposto che con questa pericolosa, e funambolica acrobazia, voglia dire al leopardo “Bello mio, non ce la farai a prendermi, perché io corro così veloce che posso permettermi di fare tutti questi salti, e di darti così un bel vantaggio”. Un mio compagno di scuola molto forte, sfidava tutti a fare un po’ di pugilato con lui, che si legava il braccio sinistro dietro la schiena, per battersi solo con il destro. Anche lui, dava all’eventuale contendente un vantaggio per comunicargli la sua forza. E il risultato era che ben pochi, convinti della sua superiorità, accettavano di sfidarlo. Anche la gazzella conta sul fatto che il leopardo vedendola così arzilla, perda ogni speranza di poterla catturare e, se ne vada. Questa teoria si chiama esibizione di un handicap. Se ne può concludere che, siccome il bere è dannoso, chi beve dimostra la propria superiorità sui pavidi astemi, e spesso ho sentito della gente vantarsi a gran voce di reggere bene l’alcool, come se si trattasse di una virtù. Anch’io mi vantavo, lo confesso, se dopo la bagarre in osteria, ai tempi dell’università, ero sempre io ad accompagnare a casa i compagni, tutti più sbronzi di me, malgrado io avessi bevuto per lo meno come loro.

Anche gli animali si drogano e si ubriacano - Ho parlato del bere sostanze alcoliche come un modo di affermare la nostra superiorità. Mi sbronzo meno di te, anche se bevo lo stesso, quindi sono più forte. Questo vale, forse, per tutte le azioni che mettono a repentaglio la nostra vita. Vado forte in automobile? Non ho paura di andare fuori strada! Mi drogo? Ti faccio vedere di che cosa sono capace! Questo spiega anche perché chi si inetta dell’eroina usa la siringa in collettivo. Vuole mostrare di farsi beffe non solo della tossicodipendenza, ma anche dell’AIDS. Ma, dopo tutto gli animali si ubriacano, o si drogano, o siamo solo noi uomini proclivi a procurarci delle estasi chimiche? E’ fatale che anche gli animali ci seguano su questa strada, perché molte sono le piante ricche di sostanze stupefacenti, e di allucinogeni, ed è ben difficile supporre che gli animali non le abbiano mai mangiate, e non ne abbiano, di conseguenza, subito gli effetti. L’hashish è contenuto nelle foglie della canapa indiana, la cocaina in quelle della coca, l’oppio lo si ricava dai frutti del papavero sonnifero, la mescalina dal micelio di un fungo, e così via. Ma anche il semplice etanolo, che è l’alcool del vino, si forma spontaneamente in natura a seguito della fermentazione di frutti ricchi di zucchero.

I ricci adorano il vino - I contadini di certe regioni del mondo, quando vogliono attirare un riccio nel loro orto, perché divori gli insetti dannosi, seminano in giro delle ciotoline di vino. E il riccio se le beve, e privilegia la frequentazione dei luoghi dove trova di che dimenticare i propri guai. Per i babbuini, invece, sono preferiti i liquori forti, e un bel bicchiere di whisky potrebbe risultare gradito. E se il babbuino è moderato, non rifiuta un buon caffè, o un thè, meglio alle cinque del pomeriggio? Gli elefanti, dal canto loro, sembrano essere dei veri e propri beoni. Quando trovano dei liquidi derivati dalla frutta fermentata, li sorbiscono con la proboscide, e non finiscono di bere se non quando sono completamente sbronzi. Un elefante sbronzo sembra avere un gran caldo, perché agita freneticamente le orecchie per farsi vento, e per favorire la dispersione termica, nonché scuote il testone come se avesse le idee ben poco chiare, e se non ci ha dato troppo dentro lascia il branco per andarsene per i fatti suoi, lanciando dei barriti, e sbuffando. Ahimé, come succede a certi uomini, può diventare aggressivo e abbattere al suo passaggio tutte le capanne che incontra. Alla fine, se tocca il culmine dell’ubriachezza, cade al suolo con un gran tonfo di sette tonnellate, se si tratta di un elefante africano. Gli elefanti si sbronzano quando sono stressati - Ho accennato agli animali che si ubriacano. Perché lo fanno? Gli elefanti, per esempio, si ubriacano, sorbendo il liquido di certi frutti zuccherini fermentati, quanto più sono stressati. Per esempio, se in certi luoghi c’è una forte concentrazione di individui, e la cosa ingenera negli animali un diffuso malessere, beh, succede che le sbronze siano più frequenti. Ma come sempre ci sono degli scienziati che tendono a spiegare i comportamenti con delle motivazioni, e sono gli etologi e degli altri che preferiscono spiegarli in chiave chimica, e sono i fisiologi. I neurofisiologi, più precisamente. Di recente si è scoperto che chi beve sarebbe carente, nel suo cervello, di una sostanza, sigla NPY, formata da 36 aminoacidi. Dei topi privi dalla nascita di NYP sarebbero dei beoni inveterati, mentre altri che lo producono in grandi quantità si mostrerebbero proclivi a essere astemi. Sarà così, però l’alcolismo, come si sa, è sempre stato più diffuso nelle classi disagiate, e spesso tra gli artisti, persone di solito depresse a causa della loro sensibilità più acuta di quella delle altre persone. Si dice che si beve per dimenticare, magari che ci sono troppi elefanti tra gli elefanti, e troppi uomini nelle nostre città, ma purtroppo non si beve mai tanto da dimenticare di bere.


NOTIZIARIO DROGHE

Usa. Candidato presidenziale: la marijuana e’ piu’ innocua dell’alcol
L’ex senatore dell’Alaska Mike Gravel, durante la campagna elettorale per le primarie presidenziali per il partito democratico, ha dichiarato che "la guerra alle droghe e’ fallita".
Nel suo intervento alla Phillips Exeter Academy rivolgendosi agli studenti ha dichiarato: "Sono sicuro che vi siete ubriacati con l’alcol, ma e’ molto piu’ innocuo consumare la marijuana. Con lo Scotch o il gin si perde piu’ rapidamente la lucidita’ che fumando la marijuana". Il senatore ha poi aggiunto che l’abuso delle droghe e’ un problema di salute pubblica, non criminale, auspicando la regolamentazione delle droghe non il proibizionismo.
La scorsa primavera, Gravel dichiaro’ di essere in favore della decriminalizzazione della marijuana.


Giovedì, 10 Gennaio 2008
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