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Rassegna stampa Alcol e guida del 11 ottobre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

KATAWEBMOTORI

L’ETSC (European Traffic Safety Council) non ha dubbi ed ha appena presentato tutti i dati, dimostrando che il nostro è fra i paesi più lontani dall’obiettivo dell’UE
Dimezzare gli incidenti entro il 2010 la Francia ce la farà, l’Italia no
L’obiettivo di ridurre del 50% gli incidenti stradali entro il 2010 - una chimera per l’Italia - sarà raggiunto da Francia, Lussemburgo e Portogallo. E già si pensa all’obiettivo di 20.000 vittime per il 2012.
11Ottobre2007 - L’ETSC (European Traffic Safety Council) non ha dubbi ed ha appena presentato tutti i dati, dimostrando che l’Italia è tra i paesi più lontani dall’obiettivo dell’UE di dimezzare la mortalità.
"I risultati dello studio della ONG - spiegano all’Asaps, associazione amici polizia stradale - sono inequivocabili e confermano, almeno in parte, le impressioni dei nostri studi sull’argomento. L’Italia, fanalino di coda (seguita solo dai paesi dell’est europeo), mentre Francia, Lussemburgo ed il sorprendente Portogallo hanno praticamente già centrato l’obiettivo e dovranno ora solo guardarsi dal pericolo sempre incombente di una recrudescenza della mortalità".
Ancora una volta, però, dobbiamo osservare che l’Italia è l’unico paese a non essere stato in grado di fornire i dati relativi al 2006: mettendo insieme i dati provenienti dai vari stati dell’area continentale, le vittime complessive dello scorso anno sono state 39.200, dimostrando che i paesi più insicuri (almeno sulla strada) hanno finito col rallentare il previsto indice annuale di riduzione dell’incidentalità, oggi apparentemente stabile al - 4,9% mentre - per centrare l’obiettivo e portare a 25.000 il numero totale di morti - avremmo dovuto tutti mantenere un indice del - 7,4%. E pensare che a Bruxelles, nel 2001, si era addirittura pensato ad un secondo obiettivo, già fissato per il 2012: scendere a 20.000 morti.
I vertici dell’ETSC dicono che dovremmo uniformemente imprimere un’accelerazione maggiore, ma oggettivamente ci sembra che il traguardo non possa più essere colto. Vorremo poter dire "pazienza", vorremmo poter dire che le impressioni europee non sono reali, ma davanti alla statistica ci dobbiamo fermare. Qui non c’è alcuna strategia economica da difendere: c’è solo la matematica, e davanti all’evidenza scientifica - viziata anche dall’incapacità di elaborare in tempo reale i dati provenienti dalla strada - la realtà dei fatti è quella dei grafici e delle proiezioni.
Il Lussemburgo ha ottenuto una riduzione della mortalità pari al 48%, che vale al principato il titolo di campione. Non c’è medaglia di bronzo, in questo podio immaginario, perché il secondo posto è condiviso dalla Francia - dalla quale ci aspettavamo una performance così buona - e dal Portogallo, entrambi stabili al 42%. - 32% per la Svizzera, destinata ad avere migliori risultati in un prossimo futuro perché ha adeguato solo di recente (a 0.5 g/l) la soglia legale alcolica.
Malta ha ottenuto il - 31%, ma la situazione dell’isola non può essere preso ad esempio stabile, visto che in relazione alla scarsa popolazione, è sufficiente un solo incidente plurimortale ad incidere sulla statistica. Seguono Belgio (-29%) e Danimarca (-28%).
Il resto dei paesi se la giocano fino al - 19%: la Germania tiene ancora la nona posizione (-27%), ma sappiamo che insieme all’Austria, 12esima a - 25% - salvo difficili recuperi nel secondo semestre di quest’anno - è destinata a denunciare una brusca battuta d’arresto quando si valuteranno anche i dati del 2007. La Spagna, dalla quale ci aspettavamo qualcosa di più, è undicesima a - 26%.
L’Italia è sedicesima con - 19%. Stati come o la Norvegia, piazzata al 18esimo posto con - 11% o la Gran Bretagna, 21esima a - 8%, sono virtualmente escluse dalla competizione. Chi si occupa di sinistrosità sa infatti benissimo che in questi luoghi si è praticamente raggiunto il livello minimo di rischio.
Nei prossimi giorni prepareremo un accurato rapporto sullo studio ETSC, ma ci sembra evidente che per l’Italia, campione del mondo di calcio, nella gara per la vita non otterrebbe nemmeno la qualificazione ad un torneo di serie C.
(*) Nota: il mancato raggiungimento dell’obbiettivo di dimezzare la mortalità sulle strade è reso ancora più avvilente dal confronto con la Francia. I nostri cugini d’Oltralpe, con una viabilità, cultura ed interessi produttivi simili a quelli del nostro Paese, hanno ottenuto importanti risultati. L’incidentalità stradale è un problema complesso. La ricerca di soluzioni lo è ancora di più, se ricercata attraverso ideologie, luoghi comuni e interessi contrapposti. Seguire un buon esempio sarebbe molto più semplice.


IL SECOLO XIX

Motori, vietato dal giurì l’accostamento

AVETE presente Valentino Rossi che fa la pubblicità della birra? Ebbene Durì Bardola direttore creativo dell’agenzia Pbcom che domani all’interno del convegno terrà una relazione sul tema della pubblicità, dice che deve essere sfuggita all’istituto dell’autodisciplina che «è più rapido, veloce e inappellabile della stessa magistratura». Infatti Bardola spiega che per creare pubblicità correlata all’alcol ci sono le forche caudine di una serie infinita di divieti: non si può incoraggiarne l’uso, nè manifestare l’attaccamento al prodotto, non ci deve essere alcun riferimento diretto o indiretto ai minori, nè all’efficienza e alla prestanza fisica e sessuale, meno che mai abbinato ai motori. Il caso Valentino Rossi dunque fa specie.

I tempi cambiano, eccome: il celebre "chi beve birra campa cent’anni" del popolarissimo Arbore oggi potrebbe essere sforbiciato dalla censura.

Durì Bardola ritiene sia giusto interrogarsi anche su altri prodotti come integratori, probiotici e perché no? Automobili che, rispetto all’alcol, in pubblicità, sono altrettanto diffusi e a suo dire non meno pericolosi. E precisa «Domani nel mio intervento spiegherò che noi lavoriamo per aiutare la marca e non per lo sviluppo del prodotto, e per un mercato maturo. Tenendo presente che quello dei superalcolici sta flettendo, mentre è stabile la birra e cresce il vino». E spiega che «chi crea in pubblicità approfondisce il target, di cui va definito il comportamento, ma è chiaro che nel caso dei giovani soprattutto l’identificazione non sarebbe comunque pubblicabile». Il giurì interviene implacabile e se il cliente ha speso magari 150 mila euro peggio per lui: non si torna indietro.

I giovani del resto si è detto son oramai ripetutamente il punto cruciale di queste indagini: nell’ultima settimana, in riferimento all’indagine, in Valtrebbia ha bevuto vino il 20% dei giovanissimi, il 60% birra, il 40% aperitivi amari e cocktail, il 60% superalcolici. In Valbisagno si è dato al vino il 43%, alla birra il 64%, ai cocktail il 40% ai superalcolici il 49%.

D.B.


IL GAZZETTINO

SICUREZZA STRADALE 
Protesta contro il decreto sull’alcol: gestori delle discoteche in marcia su Roma

Roma

(m.bol.) Sono pronti a marciare su Roma. Si sentono troppo discriminanti i gestori di discoteche e locali di spettacolo e intrattenimento. L’ultimo giro di vite sull’orario per la mescita di alcolici ha innescato preoccupazione e proteste. Sfoceranno tutte nel sit-in organizzato a fine mese, quando a Roma e davanti al Parlamento faranno sentire la loro voce.

«Questo provvedimento dichiara la chiusura dei nostri locali a favore dei soliti pubblici esercizi - dice imbufalito Antonio Degortes, presidente di Asso intrattenimento, l’associazione di categoria aderente a Confindustria - grazie ad una classe politica che dimostra di non conoscere assolutamente il mercato del divertimento e che sotto i colpi dell’opinione pubblica si è fatta condizionare su una battaglia che si dimostrerà assolutamente perdente. Nel frattempo abbiamo chiesto immediatamente la sospensione del protocollo che la nostra associazione aveva firmato con il governo ad aprile riguardo la lotta alle stragi sulle strade».

Gli operatori che si rivolgono prevalentemente al "popolo della notte" si sentono discriminati rispetto a pub e ristoranti. Lo ribadiranno direttamente ai politici della Camera dei Deputati. Chiudere alle 2 di notte è sinonimo di fallimento. Tutta colpa del decreto n.117/2007 convertito in legge lo scorso 2 ottobre. L’art. 6 del provvedimento prevede il divieto di somministrazione di alcolici dopo le ore 2 nei locali ove si svolgono, con qualsiasi modalità e in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento, congiuntamente all’attività di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche. La norma è stata introdotta durante l’esame in Aula alla Camera con emendamento proposto dagli onorevoli Moffa, Landolfi, Ciccioli e Nespoli, tutti di An.

«Nonostante i senatori - puntualizza Degortes - si siano resi conto della sciocchezza dell’emendamento, è stato votato quasi all’unanimità. Ciò determina una inconcepibile concorrenza sleale e incoraggia una sorta di migrazione verso quei locali autorizzati a continuare a somministrare alcolici, senza peraltro limitare i fattori di rischio nella circolazione stradale. Perché lo stop non è imposto a pub, ristoranti, laboratori alimentari artigianali, bar, ambulanti, circoli privati e centri sociali?». (*)

Anche, Carmelo Lentino, portavoce della campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera "BastaUnAttimo" concorda che tale proibizionismo non serve: «Il provvedimento nel decreto legge Bianchi non solo rischia di non risolvere la situazione, ma può addirittura aggravarla. Siamo contro il proibizionismo, non ha nessuna funzione formativa. Il continuo abuso degli alcolici tra i giovanissimi non può essere contrastato solo con limitazioni. Devono esserci interventi per informare e soprattutto prevenire».

Intanto la protesta del 24 ottobre porterà a Roma almeno un migliaio di operatori del settore provenienti da tutta Italia

(*) Nota: ce lo siamo chiesti anche noi. Una soluzione ci sarebbe, ma è inutile parlarne con i gestori dei locali di intrattenimento notturno.


SESTOPOTERE

SICUREZZA STRADALE: DISCOTECHE CONTRO DIVIETO ALCOL DOPO LE 2, INTERVENTO CODACONS
Roma - 11 ottobre 2007 - “La salute dei giovani e la sicurezza sulle strade vengono prima del profitto dei locali”. Così Carlo Rienzi, Presidente Codacons, risponde ai gestori delle discoteche che oggi hanno annunciato iniziative contro le nuove norme per la sicurezza sulle strade che impongono il divieto di somministrare alcol dopo le 2.
“La protesta dei gestori è sbagliata, perché in gioco non ci sono i profitti di questa o quella tipologia di locale, ma la salvaguardia della salute dei cittadini, in particolare dei giovani – prosegue Rienzi – Non ha senso parlare di concorrenza sleale, semmai occorre puntare l’obiettivo sulla carenza di controlli fuori dai locali, pub o discoteche che siano, carenza che rischia di vanificare gli effetti delle nuove norme senza tutelare i ragazzi”.


IL GAZZETTINO (Udine)

PREVENZIONE 
Studio del Sert avverte: «In troppi oltre il provare»

Latisana
(ab) Una vicenda quella del minorenne latisanese che inevitabilmente induce una riflessione sui limiti e i confini della responsabilità dei genitori e della scuola sui minori e sui ruoli che famiglia e agenzie educative svolgono per sostenere la transizione all’età adulta e la responsabilizzazione dei ragazzi.
Recenti studi psicologici hanno dimostrato che l’aumento della responsabilità negli adolescenti facilita lo sviluppo dell’autonomia emozionale, rilevando una correlazione positiva tra autostima e responsabilità. Interessante in questo contesto il progetto tra Sert e l’Isis di Latisana per prevenire il disagio e l’uso di alcool e sostanze stupefacenti tra i giovani. Frequentemente ha spiegato la dottoressa Meri Marin del dipartimento di Salute Mentale di Palmanova l’uso di sostanze maschera dei disturbi psichici, che inducono il ragazzo ad assumere alcool o droghe per timore di essere emarginato o per contenere dei conflitti e delle insicurezze interiori.
Per comprendere la realtà del fenomeno è stato somministrato un questionario, elaborato dagli stessi ragazzi, ad un campione di studenti dai 14 ai 19 anni. I dati confermano che l’alcool è la sostanza più diffusa, oltre il 70 % infatti ammette di farne uso. Meno esteso invece è l’uso di sostanze stupefacenti, circa un terzo dei ragazzi però afferma di aver provato a fumare cannabis.
La prima sensazione che associano all’uso di queste sostanze è l’euforia e un dato significativo per la dottoressa Zamparini del Sert è che circa il 20% dichiara di continuare ad assumere sostanze anche dopo aver raggiunto la soglia di tolleranza percepita.
Il contatto dei giovani latisanesi con queste sostanze avviene, secondo la ricerca, quasi esclusivamente nei fine settimana e spesso l’assunzione si manifesta in gruppo.
Nel campo della prevenzione uno dei problemi più rilevanti è quello di individuare dei linguaggi efficaci per diffondere i messaggi e le informazioni tra i ragazzi ma anche sensibilizzare gli adulti a valutare con maggior attenzione dei segnali inequivocabili che si manifestano con l’uso di queste droghe.


IL SECOLO XIX

Allarme alcol tra i minori

Esagerano ogni settimana

Donata Bonometti

Il dato drammatico ancora una volta è ad appannaggio dei più giovani. Non è una conferma, è la brutta novità di un peggioramento: dai 14 ai 19 anni il 60% dei maschi e il 30% delle femmine ha bevuto almeno un superalcolico nell’ultima settimana. Vodka preferibilmente.

Risultano quelli che bevono di più in assoluto considerata una popolazione che arriva fino all’età anziana. Molti dei giovani, minori compresi, tendono anche al bere compulsivo, una volta alla settimana, in gruppo, attorno a una bottiglione di vino. Cresce l’affezione delle donne alla bottiglia, fino a qualche tempo fa una femmina ogni quattro maschi, oggi ogni 2.

Questi i risultati più eclatanti di un’indagine tramite questionari svolta dal Sert nella zona Valbisagno -Valtrebbia, la prima indagine che confronta la campagna alla città, con un’impronta di tipo sociologico includendo varie fasce della popolazione, modi e maniere di trasformare l’abitudine amica del nocino col dottore in visita o del bicchiere in osteria in un piccolo o grande pericolo.

Se risulta difficile fornire un risultato univoco perché le realtà si differenziano, l’“area giovani” è osmotica. Bevono tutti e tanto, troppo. Nel verde e nel cemento. Sullo sfondo c’è la recentissima relazione dell’Istat: la Liguria è la seconda regione dopo le Marche per quantità di alcol assunto con quotidiana regolarità. Dove sono finiti Veneto, Friuli, Piemonte? Sono dietro di noi. Il lavoro è stato portato a termine da Elena Ducci, psichiatra responsabile del Sert Valbisagno e attualmente reggente del Sert in seguito al pensionamento di Semboloni, lo psicologo Ivano Baldassarre che è coordinatore del progetto, Marco Gaspari assistente sociale ricercatore.

Domani ci sarà la presentazione del lavoro in un convegno che si terrà dalle 8 alle 18 nell’ex chiesa di San Salvatore a Sarzano alla presenza di nomi importanti fra gli altri Giuseppe Testino, Jole Oberti e Luigina Mariani, Gabriella Zanone e Gabriele Sorrenti, i sindaci dei paesi della Valtrebbia, i portavoce della Comunità Montana. Dunque sono stati distribuiti 2.352 questionari, con un capillare coinvolgimento di scuole, circoli ricreativi, associazioni, sedi di “croci” e di medici di base, locali pubblici, posti in cui veniva sistemata un’urna in cui depositare le risposte, rigorosamente anonime.

Le domande: quanto bevi rispetto a vino birra aperitivi e superalcolici e amari, la composizione del gruppo familiare e quanto un familiare bevitore trova ascolto, luoghi comuni sul bere (l’alcol fa bene al cuore, la donna che beve è peggio dell’uomo, acqua e vino fanno meno male, il bicchiere influisce sulla guida, bere fuori pasto fa più male) e le quattro modalità, gli stili della bevuta. Il consumo storico più diffuso nella zona rurale, tra le persone più anziane, rivolto preferibilmente al vino e ai pasti.

Il consumo problematico, che indica un malessere, più diffuso nella zona urbana e fra gli uomini, presente ma sottostimato fra le donne, spesso solitario. Vino birra e superalcolici. Il consume binge o compulsivo esteso nella fascia 14-34 anni e soprattutto 14-24. Un rito collettivo, soprattutto dei fine settimana. «Si beve per raggiungere lo sballo utilizzando l’effetto psicotropo del vino e non per il piacere del gusto» osservano Baldassarre e Ducci. Infine il consumo moderato: fra le donne di ambedue le zone, colpendo soprattutto l’età fra i 35-65 anni.

In campagna si beve più vino e meno birra, si è meno precoci nell’iniziazione all’alcol, aperitivi amari e cocktail sono quasi sconosciuti alle persone sopra i 45 anni, quanto ai superalcolici sono preferiti dagli uomini che abitano in città e più dalle donne di campagna. Che fare? Aprire un presidio Sert in Valtrebbia per esempio non sarebbe un’idea peregrina: per diffondere prevenzione soprattutto fra i giovani che dimostrano dai questionari di sapere poco dei rischi e della patologie correlate all’alcol, per correggere il tiro di alcune brutte abitudini e di alcuni luoghi comuni, favorendo l’utilizzo di unità di strada per avvicinare i giovani e giovanissimi e stabilendo una collaborazione con i gestori dei locali della zona.


LA SICILIA

Alcol e guida, mix pericoloso «Incidenti, dati allarmanti» 

Istituito dal sindaco secondo gruppo di lavoro 

Alcool e guida. Insieme si tramutano in un binomio di morte. Il Sert di Vittoria propone sul tema una riflessione corale con il convegno regionale che si terrà il prossimo 25 ottobre a Ragusa.

"Non possiamo sottovalutare - spiega Giuseppe Mustile, responsabile del Sert di Vittoria - le dimensioni di un fenomeno che dal 1996 si attesta su valori oscillanti dai 6.500 ai 6.700 morti e circa 320.000 feriti ogni anno. Si tratta di cifre allarmanti in netto contrasti con l’obiettivo posto dall’Unione Europea di abbattere del 40% il tasso di incidentalità". Un bollettino catastrofico, scandito a ritmo quasi ossessivo, che compare soprattutto in occasione del sabato sera. Segno che, molto spesso, le vittime hanno a stento diciotto anni.

"E’ necessario - aggiunge il responsabile del Sert - promuovere interventi di carattere generale che non si limitano alla sola repressione, ma che si estendano a sviluppare una vera e propria concertazione tra tutte quelle agenzie pubbliche e private che operano a vario titolo della sicurezza stradale". Schierati accanto ai Ser: la Provincia regionale, la Questura, la polizia stradale, la Motorizzazione.

Alla giornata di presentazione interverrà il professore Paolo Crepet e darà il suo contributo l’associazione Dario Nicosia onlus che racconterà l’esperienza significativa del discobus.

D. C.


IL GAZZETTINO (Padova)

TORNA IN VIGORE LUNEDI L’ORDINANZA PER IL CENTRO 
Vietata dopo le 20 la vendita di lattine e bottiglie

Da lunedì 15 ottobre torna in vigore l’ordinanza prefettizia che vieta la vendita di bevande in lattina e in bottiglia di vetro dopo le 20. Il provvedimento adottato dal prefetto Paolo Padoin è esteso a tutti i locali e i pubblici esercizi del centro storico, nell’area delle antiche mura medioevali.
Obiettivo dell’ordinanza è innanzitutto quello di tenere più pulite le piazze e il ghetto che tornano puntualmente il mercoledì sera ad essere un letamaio, con la speranza che ciò comporti anche la moderazione nell’assunzione di alcolici, e di conseguenza le sbronze, allegre, tristi o moleste che siano.
Il testo dell’ordinanza è identico a quello del provvedimento in vigore l’anno scorso che vietava la vendita per asporto di bevande di qualunque gradazione, in vetro o in lattina, applicato nelle serate di maggiore affollamento - mercoledì, venerdì e sabato - dalle 20 alle 6.30, nella zona compresa tra riviera Mussato, vie Savonarola e del Carmine, corso Garibaldi, riviere dei Ponti Romani e Tito Livio, via XX Settembre, riviere Sant’Agostino e San Tomaso.
L’obiettivo resta quello di non militarizzare il centro storico appena tramonta il sole, ma di restituire un clima di sano divertimento per un rito che non è solo padovano. Difendere il diritto nonchè il piacere dei giovani a ritrovarsi attorno al Salone, così come le esigenze di tranquillità, almeno notturna, degli abitanti. Vanno combattuti solo i comportamenti scorretti di una minoranza, l’aggressività e la violenza contro i residenti, il rumore, la sporcizia.
Il rito dello spritz, insomma, non deve remare contro la riqualificazione della vivibilità del centro storico. Deve vincere la politica del buonsenso.
Ad occuparsi del controllo di eventuali trasgressori i vigili urbani, affiancati dagli agenti delle altre polizie. Non ci saranno distinzioni tra supermercato ed enoteca.


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da CYBERMED.IT)

Antiepilettico utile contro dipendenza da alcol

ALCOOL: STUDIO USA, ANTIEPILETTICO E’ UTILE CONTRO DIPENDENZA

Un farmaco utilizzato per la cura dell’epilessia potrebbe rivelarsi utile per il trattamento della dipendenza da alcol. Gli alcolisti che lo assumono, bevono meno e riescono a stare sobri piu’ a lungo. La notizia viene da uno studio multicentrico apparso su Jama e coordinato dall’Universita’ della Virginia. Il farmaco appare in grado di ridurre il rafforzamento al consumo di alcol e la tendenza a bere grazie alla capacita’ di inibire il rilascio di dopamina in alcune aree cerebrali.

I ricercatori di diversi atenei americani l’hanno confrontato con placebo, coinvolgendo 371 alcolisti di entrambi i sessi: di questi, 188 hanno ricevuto per 14 settimane 300 mg al giorno di topiramato, mentre a 183 e’ stato dato con la stessa cadenza placebo. Al termine dello studio, i soggetti trattati col farmaco avevano bevuto pesantemente per meno giorni, con riduzione dei giorni dediti all’alcol dell’8 per cento rispetto a quelli trattati con placebo, pur considerando le interruzioni del trattamento come degli insuccessi (escludendo le interruzioni, la differenza raddoppia). Il topiramato ha inoltre consentito alle persone che lo prendevano di rimanere in astinenza piu’ lungo: piu’ elevata e’ stata infatti la percentuale di alcolisti rimasti per almeno 28 giorni consecutivi senza bere pesantemente o addirittura senza bere del tutto. E’ ancora presto tuttavia perche’ il farmaco possa essere utilizzato nella pratica clinica, nonostante sia in commercio da tempo e impiegato non solo per l’epilessia ma anche per la prevenzione dell’emicrania. Le unioni dei consumatori negli Usa non sono molto favorevoli alla sua introduzione per la cura dell’alcolismo, ritenendolo poco efficace e con qualche effetto collaterale di troppo.


ROMAGNAOGGI

Polizia Municipale, raddoppia il numero di patenti ritirate per alcol 
CESENATICO – Da 9 del 2006 a 17 nel 2007. E’ raddoppiato il numero di patenti ritirate per guida in stato d’ebbrezza dagli agenti della Polizia Municipale di Cesenatico dal primo gennaio al 30 settembre.
Complessivamente sono stati 20 gli automobilisti che si sono visti togliere le patenti (tre delle quali per guida sotto effetto di stupefacenti). Diminuiti, invece, i sinistri rilevati fino al 15 settembre: da 121, 70 dei quali con feriti, a 112 (con 58 feriti).


IL GAZZETTINO (Venezia)

Guidavano ubriachi Ritirate dieci patenti

Ritirate dieci patenti di guida per guida in stato di ebbrezza.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Mestre, nell’ambito dei servizi finalizzati al controllo della circolazione stradale, hanno ritirato la patente di guida a dieci persone di varia nazionalità, per evidente stato di ebbrezza, mentre si trovavano alla guida delle proprie autovetture.

I controlli sono avvenuti in tutte le maggiori arterie del veneziano.

In particolare il servizio, finalizzato ad evitare gli incidenti causati dall’alta velocità ha portato alla denuncia in stato di libertà di B.C., 68 anni italiano, I.S., 27 anni giordano e N.S., 30 anni italiano.

Altri controlli sono stati effettuati nelle principali strade provinciali, in particolare quelle che attraversano i centri abitati. In questa operazione sono stati denunciati S.R. 36enne italiana, B.M. 31enne italiano e P.F., 31enne italiano. Infine controlli all’uscita dei locali pubblici hanno portato alla denuncia di ulteriori quattro soggetti tutti di nazionalità italiana.


L’ADIGE

Sarnonico, prima aveva cercato di rubare alcuni bicchieri in un locale del posto

Ubriaco aggredisce i carabinieri: arrestato 

SARNONICO - Prima ha infastidito i clienti del locale, poi è uscito portando via alcuni bicchieri ed infine ha aggredito i carabinieri arrivati sul posto. Protagonisti del parapiglia un raccoglitore di mele stagionale slovacco, di 24 anni, Ratislav Pendrak. Il giovane stava trascorrendo la serata in una birreria di Sarnonico, ma dopo mezzanotte e trenta, complice l’eccessivo alcol che aveva in corpo ha iniziato ad infastidire il proprietario e pure i clienti. Invano il titolare avrebbe cercato di tranquillizzare il clienti un po’ troppo su di giri. E proprio per vendicarsi del proprietario lo slovacco è uscito dal locale portando con sé alcuni bicchieri. In quel momento, però, all’interno della birreria era presente anche un militare in borghese, al quale il gestore ha segnalato il problema insorto con il giovane raccoglitore di mele. Il carabinieri ha dunque deciso di seguire il 24enne per identificarlo. Visto lo stato di evidente alterazione alcolica dell’uomo, però, il carabinieri ha allertato la centrale operativa e sul posto è arrivata una pattuglia di carabinieri della stazione di Cavareno che si trovava in zona. Alla vista delle divise il giovane ha dato in escandescenze ed ha reagito con violenza, sferrando un pugno ad uno dei carabinieri. Un atteggiamento aggressivo, innescato probabilmente dalle troppe birre bevute, che sarebbe proseguito anche quando i militari lo hanno caricato in macchina per portarlo in caserma per identificarlo, essendo stato privo di documenti. Ratislav Pendrak è stato dunque arrestato per tentato furto aggravato, violenza e minacce a pubblico ufficiale ed ubriachezza.


IL TIRRENO

Ebbro insulta e aggredisce i carabinieri, arrestato 

Il 31enne già noto alle forze dell’ordine si è rifiutato di esibire i documenti 

PONTREMOLI.

Aggredisce verbalmente e fisicamente i carabinieri intervenuti per calmarlo, dato che era visibilmente in preda all’alcol. Protagonista dell’episodio che gli è costato l’arresto è D.P., 31enne spezzino ma residente a Pontremoli, che nella notte di sabato si è scontrato con i militari nei pressi di un bar del centro. Già noto per tali comportamenti, stavolta però il 31enne ha esagerato e quindi è stato ammanettato e condotto in carcere. Lpaltra mattina D.P. è stato processato per direttissima e condannato a 4 mesi di reclusione, con sospensione della pena.


IL GAZZETTINO (Padova)

Un trentenne operaio ucraino ha patteggiato due anni di reclusione L’incidente era accaduto un anno fa a Voltabarozzo 
Ubriaco uccise due giovani badanti

Uscì di strada con la Punto sul lungargine del canale San Gregorio. Le due ragazze annegarono

Ruslav Ilkiv si disperava sul lungargine del canale San Gregorio, mentre la sua Punto veniva inghiottita dalle acque con le due ragazze a bordo. Annegate tutte e due. Era la domenica pomeriggio del 15 ottobre dello scorso anno. Ilkiv voleva che uno dei carabinieri accorsi sul posto gli prestasse la pistola per uccidersi. Sì, il trentenne ucraino, operaio in possesso di regolare permesso di lavoro, residente a Vo’ Euganeo, si disperava perchè si sentiva responsabile della tragedia. Purtroppo le due connazionali sono morte a causa sua. L’incidente l’ha provocato lui a causa della velocità e del fatto che aveva bevuto più del consentito. Difeso dall’avvocato Donatella Tretti, lo straniero ha patteggiato due anni davanti al giudice dell’udienza preliminare, Rita Bortolotti, per duplice omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza. Nello schianto, accaduto a pochi passi dalle chiuse di Voltabarozzo, sono morte Oksana Kurpil, quarant’anni, ucraina, fidanzata dell’imputato, e Nadeina Bragari, trentatreenne, connazionale, entrambi badanti.
È stata una fine orribile. Le due ragazze sono rimaste imprigionate nella Punto che si è inabissata di colpo nelle acque del canale San Gregorio. Una è riuscita ad uscire dall’abitacolo, ma non ha avuto le forze per raggiungere la riva. L’altra l’hanno rinvenuta sul sedile posteriore della vettura, quando la macchina è stata ripescata dai vigili del fuoco. L’incredibile tragedia è accaduta di domenica pomeriggio, alle 14,30, sul lungargine Rovetta, in via Asconio Pediano. «L’auto mi ha superato a forte velocità in una nube di polvere. Poi c’è stata una frenata quando hanno imboccato la stradina sterrata. Il conducente ha perso il controllo della Punto, che è sbandata e ha cappottato, prima di inabissarsi lentamente nelle acque. Quando ho visto salire sull’argine un giovane straniero ho avuto un attimo di sollievo. Poi fortunatamente ne è riemerso un altro. Ma subito mi hanno detto che dentro c’erano anche due donne. E ho telefonato immediatamente al 113». L’agghiacciante tragedia ha avuto un testimone. Luigi Favaro, residente a Vigonza. Era sull’argine in sella alla sua bicicletta. La Fiat Punto di color verde, targata Vicenza, con i quattro stranieri a bordo, lo ha superato proprio mentre pedalava sul lungargine.


IL TIRRENO

ARRESTATO 
Ubriaco alla guida tampona quattro auto

PISA.
Completamente ubriaco, un camionista polacco di 35 anni ha tamponanto ieri mattina in via Bonanno con la sua auto una raffica di macchine tentando poi la fuga.
Ma gli è andata male: in primo luogo perché, dopo aver tamponato gli automobilsti rimasti esterefatti, ha perso la targa e poi perché poco più in là, davanti alla Cittadella, l’auto su cui viaggiava lo ha abbandonato fermandosi per un guasto probabimente provocato dall’incidente.
L’uomo è stato denunciato dai carabinieri per guida in stato di ebbrezza.
Aveva nel sangue un tasso alcolico quattro volte superiore ai limiti consentiti dalla legge.


IL GAZZETTINO (Venezia)

SCORZÈ 
Costa caro a un giovane l’aperitivo prima dell’incidente

(r.f.) L’aperitivo prima di pranzo è costato caro a un giovane di Scorzè mentre stava rincasando domenica mattina poco prima di mezzogiorno. F.M. 35 anni alla guida della sua utilitaria Fiat stava per immettersi in via Roma da via Cercariolo proprio in prossimità della caserma dei carabinieri. Pare chela vettura fosse al centro della carreggiata con la freccia a sinistra quando è stato urtata violentemente sulla parte anteriore da una Yamaha che forse era in fase di sorpasso in direzione Trebaseleghe. L’impatto è stato violento tanto è vero che per il motociclista si era temuto il peggio dato che è stato balzato sull’asfalto a diversi metri di distanza dall’impatto. Il motociclista è stato poi ricoverato al pronto soccorso di Mirano e le sue condizioni non sono sembrate gravi. Indenni invece il giovane e l’amico che si trovavano a bordo della vettura. Ma quando è giunta la pattuglia dei carabinieri per i rilievi dell’incidente il giovane è stato sottoposto all’esame dell’etilometro e gli agenti hanno rilevato un grado di alcool superiore a quello consentito dal codice della strada. Alla paura del botto violento con la moto è seguito così anche il ritiro della patente e il sequestro della vettura.


L’ECO DI BERGAMO

BERGAMO
Processo al vino in Corte d’Assise Assolto (per insufficienza di prove)

Giudici popolari, avvocati ed esperti di Slow food in aula. Il verdetto: fa bene al cuore, ma non si deve esagerare Medici e gastronomi a confronto. Danni alla salute? Inesistenti se bevuto con moderazione
DAL NOSTRO INVIATO
BERGAMO — «Declini le sue generalità». Quando l’imputato, in due differenti vesti (una nel decanter, l’altra nella confezione di cartone) viene scortato da due «guardie enologiche » davanti alla corte, appare evidente la prima difficoltà. «Signor giudice — dice il pubblico ministero — sorvolerei sull’identità perché esistono 250 tipologie di vino. Diciamo solo che l’imputato è nato in un luogo non determinato, è recidivo e senza fissa dimora ». Subito dopo il «malvivente » viene portato nella gabbia. «È un tipo evanescente, c’è pericolo di fuga», argomenta il presidente. «Trattamento illegittimo — eccepisce la difesa — l’imputato deve essere condotto in tribunale a piede libero ». Obiezione accolta: decanter e tetrapak vengono spostati sul banco dei giudici e, nell’aula vera della Corte d’Assise, con magistrati finti ma avvocati veri ed esperti di Slow Food, nell’ambito della rassegna «BergamoScienza», va in scena il processo al vino.
Capi di imputazione: danno alla salute, falsa testimonianza, frode, sofisticazione. Presiede la Corte, con tanto di toga, Ettore Tibaldi, zoologo e vicepresidente del Cesvi (onlus attualmente impegnata a promuovere la viticoltura in Albania), che mostra sin dall’inizio una certa simpatia per l’imputato. Sfilano i testi dell’accusa. Ecco Margherita Antonelli, attrice, qui nelle vesti di astemia. Che dice di non bere perché «il vino fa perdere l’autocontrollo », ma poi ammette di prendere due-tre volte l’anno un bicchiere di Brunello di Montalcino allungato con acqua (per questo sacrilegio qualcuno in aula chiede il suo arresto). Tocca poi a Stefano Galliani, che si occupa di alcoldipendenze, spiegare che «il vino è subdolo e assunto in quantità notevoli già a 40 anni produce effetti importanti». Mentre Mauro Febbrari, medico endocrinologo, sottolinea: «Bere in quantità misurata, un bicchiere a pasto, aiuta la circolazione. L’alcol è come l’aspirina: se ne prendi una o due ti fa bene, se ne prendo dieci ti si buca lo stomaco».
La difesa chiama i suo testimoni. Pia Berlucchi, dell’omonima azienda, si chiede: «Perché qui c’è imputato il vino che è la migliore delle bevande, ottenuta da una fermentazione naturale, e non altri alcolici fatti con si sa quali miscugli? ». Meglio il vino nel decanter o quello nel cartone? Per Berlucchi hanno pari dignità, ma Gian Arturo Rota, direttore della Veronelli editore, boccia il tetrapak: «Non so che c’è dentro e non ho interesse a saperlo ». L’accusa, stranamente, non raccoglie lo spunto. Ma poi contesta le affermazioni di Fabio Brugnoli, produttore del bianco «Est!Est!Est!», che sostiene il proverbio latino
In vino veritas: « Come la mettiamo con il metanolo?». Risposta: «Quello fu un gesto criminale fatto consapevolmente ».
Brevi conclusioni di pm e difesa, poi arriva il momento della decisione. Mentre il pubblico in fondo all’aula gusta calici di bianco, giudici popolari (studenti universitari) e presidente scrivono la sentenza.
Tutti in piedi. «In nome del popolo goloso, la corte assolve l’imputato per insufficienza di prove quanto all’asserito danno alla salute perché, se assunto con moderazione, il vino fa bene al cuore. Per gli altri reati ascritti è evidente che il soggetto non è in grado di commetterli perché legati al consumatore, quindi non è punibile ». Il pubblico festeggia con un brindisi. (*)
Luigi Corvi
(*) Nota: non avevamo dubbi su quale sarebbe stata la sentenza. Ma anche da un evento frivolo si può fare qualche considerazione più profonda. Il palesarsi della conoscenza e della verità passa attraverso diversi stadi e diverse voci. Le prime che si esprimono sono quelle degli artisti, (spesso i comici), quindi i professionisti della conoscenza, e poi le idee diventano patrimonio di tutti. Molti farse hanno avuto come soggetto ciò che poi sarebbe diventato argomento di un vero processo.


Venerdì, 12 Ottobre 2007
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