Giovedì 20 Febbraio 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 21 settembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

Ricevo e volentieri diffondo.

Proposta inserimento programmi informativi e/o riabilitativi per persone fermate per alcol e guida

Nell’iter per trasformare decreto 117 in legge passato al senato e che dovrà passare alla camera , accanto all’inasprimento delle pene non vi è nessun accenno all’obbligatorietà di partecipazione per i trasgressori articolo 186 ad incontri di informazione e responsabilizzazione e a percorsi riabilitativi per coloro che abbiano problemi alcolcorrelati. Quanti da anni lavoriamo in questo ambito conosciamo le potenzialità preventive di questi incontri. Attraverso questo canale in questi anni, in alcune provincie (es Trento e Cremona )si sono raggiunti con successo moltissimi giovani. L’obbligatorietà permetterebbe di raggiungere un grandissimo numero di persone in tutte le regioni con notevole ricaduta su un gruppo già ad alto rischio per alcol e guida.

Si potrebbe provare a proporre come già fatto da alcune associazioni questa integrazione dentro il decreto per affiancare alle sanzioni anche dei percorsi educativi.



PROPOSTA

ART 5 comma 7 ….il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8. Tutte le persone fermate per violazione art 186 dovranno partecipare obbligatoriamente ad incontri informativi e/o riabilitativi in caso di presenza di problemi alcolcorrelati. A carico delle regioni e delle provincie autonome di Trento e Bolzano, con l’attivazione dei Servizi competenti, la definizione dei modi e tempi di espletamento dell’obbligatorietà dei programmi .

Il coordinamento interistituzionale “Alcol sicurezza e promozione della salute della Vallagarina” è pienamente d’accordo con la proposta

Luigino Pellegrini

Coordinatore Servizio Alcologia

Distretto Sanitario Vallagarina

Tel 0464/ 403611 fax 0464/403690


L’ADIGE

I carabinieri fermano l’auto e denunciano il conducente

Barista chiama il «112» per un ubriaco alla guida

Grazie all’attenzione ed alla solerzia della barista un uomo che, ubriaco, si è messo alla guida è stato fermato dai carabinieri prima che potesse provocare un incidente. Il controllo è avvenuto verso le 18 di mercoledì, a Trento sud. Sottoposto ad alcoltest, superava di ben quattro volte il limite. A finire nei guai - con la denuncia per guida in stato d’ebbrezza e la patente ritirata - è un 43enne di Trento, S.P. le iniziali del nome. L’uomo era chiaramente alterato dall’alcol quando si è messo alla guida: la scena non è passata inosservata alla barista a cui si era rivolto poco prima per avere qualcosa da bere. La donna si è rifiutata di versargli alcolici, come è previsto dalle norme, e l’uomo ha preso la via dell’uscita. Era così brillo che è caduto subito dopo aver superato la soglia, ma imperterrito si è messo al volante. La donna, preoccupata per le condizioni di quella persona e per le conseguenze che un uomo poco lucido alla guida porta con sé, ha chiamato il 112 spiegando la situazione. La pattuglia del radiomobile ha intercettato pochi istanti dopo l’auto descritta dalla barista e ha proceduto con i controlli. L’automobilista era evidentemente alterato dall’alcol e il test a cui è stato sottoposto ha dato esito positivo, fra i 2.10 ed i 2.20 su un limite di 0.50 milligrammi per litro. (*)

(*) Nota: il lodevole comportamento di questa barista, in una comunità di persone responsabili, è un comportamento normale.

Diventa notizia perché il senso civico dei cittadini spesso lascia a desiderare, in una cultura del “farsi gli affari propri” che è l’esatto contrario della solidarietà.

Se questo automobilista, recidivo per guida in stato di ebbrezza, verrà costretto a riflettere sul suo comportamento , magari in uno dei corsi auspicati da Luigino Pellegrini nella comunicazione riportata ad inizio rassegna, capirà che deve essere grato alla barista per aver fatto sì che venisse fermato.


TRENTINO

Alcol, denunciato grazie alla «soffiata» 

Era entrato in un bar e poi è stato fermato dai carabinieri alticcio 

 TRENTO. Si era presentato in un bar mercoledì sera ma era così evidentemente ubriaco che la cameriera lo ha invitato ad uscire e ad andare a casa. E la cameriera non aveva torto. La stessa persona, infatti, è stata fermata dopo pochi minuti da una pattuglia dei carabinieri che, grazie all’etilometro, ha scoperto che aveva un tasso di alcol nel sangue pari a 2.20. Ricordiamo che il limite previsto dalla legge è di 0.5 microgrammi per litro.

 Il tutto è successo mercoledì sera. La persona in questione, un trentino di 43 anni (P.S. sono le sue iniziali) ad un certo punto entra in un locale e chiede qualcosa da bere. Chi in quel momento è dietro il bancone si rende conto che il cliente ha già esagerato con l’alcol e quindi si rifiuta di servirgli dell’altro alcol. L’uomo, senza replicare, è ritornato sui suoi passi inciampando anche prima di risalire in macchina. A questo punto dal bar è partita una telefonata alla centrale dei carabinieri per avvertire che una persona ubriaca si era messa al volante di una macchina. Il timore era che in quelle condiziono potesse fare un incidente facendosi del male o ferendo altre persone. La pattuglia dell’Arma si è quindi messa sulle tracce dell’auto in questione rintracciandola a ridosso del centro della città. La vettura è stata bloccata e l’autista è stato sottoposto ad un controllo con l’etilometro. Il risultato è stato positivo. In quarantenne aveva nel sangue un tasso di alcol pari a 2.20, quindi quattro volte superiore a quello previsto dalla legge.

 A questo punto è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza oltre al ritiro della patente. Una procedura non sconosciuta alla persona che l’ha subita visto che non era la prima volta che veniva beccato alticcio al volante. E quindi era già stato denunciato per guida in stato di ebbrezza.


IL GAZZETTINO (Treviso)

Sei mesi per un omicidio colposo ...

Sei mesi per un omicidio colposo causato da guida in stato d’ebbrezza. (*) Un furgone che travolge un ciclista, alle 22 della notte del 20 novembre 2006 in via Guizza a Covolo di Pederobba, causando la morte dell’investito una settimana dopo il sinistro. Il conducente dell’autocarro aveva nel sangue 1,88 grammi /litro di alcol. La pena, chiesta dall’imputato (Stefano Poloniato di 43 anni) e concordata con il pm Antonio De Lorenzi, è stata di 6 mesi. Il minimo edittale, che il gup Gianluigi Zulian si è sentito chiedere ieri mattina durante l’udienza preliminare celebrata in tribunale. Sei mesi per aver travolto un ciclista causandone la morte, guidando ubriaco con un tasso alcolico quattro volte superiore al limite consentito dalla legge. La richiesta concordata dalle parti è stata presa in visione dal dottor Zulian, che ieri l’ha respinta: il minimo edittale gli dev’essere sembrato una pena comunque un po’ troppo lieve. Anche perchè l’investitore, dopo soli due mesi dall’incidente, ha avuto indietro la sua patente e attualmente circola libero sulle strade. Ora andrà nominato un nuovo giudice (l’attuale è incompatibile) a cui potrebbe essere richiesto un nuovo patteggiamento. Il presupposto ad una richiesta di soli 6 mesi si pena è che il ciclista avrebbe proceduto contromano: in realtà, secondo le perizie e i verbali in mano al gip, procedeva a sinistra e quindi comunque regolarmente. Proprio per questo, essendo il conducente del furgone in stato di ebbrezza, non sussisterebbe un concorso di colpa tale da giustificare il minimo della pena. L’incidente era avvenuto a Covolo il 20 novembre del 2006; nell’investimento, cadendo dalla bici, Roccon aveva riportato una lesione cranica e diverse fratture alla cassa toracica. Ricoverato in Rianimazione a Montebelluna, non era mai migliorato; si era spento il 26 novembre. L’uomo abitava in via Giotto a Cornuda. Al momento dell’incidente, ha valutato il gup Zulian, via Guizza a Covolo era ben illuminata, ed anche la bicicletta aveva i fanalini accesi. Il ciclista poteva quindi essere ben visibile, anche se la fatalità a volte gioca brutti scherzi.

Se al Poloniato è andata male per quanto concerne l’accoglimento del patteggiamento, così non può dirsi per la sua patente che gli è già stata restituita, a gennaio 2007. Con il nuovo decreto Bianchi avrebbe aspettato da uno a due anni; la legge prevede addirittura la revoca del documento in caso di recidiva. Chissà se il nuovo giudice, nominato dal presidente del tribunale, avrà la stessa convinzione del dottor Zulian. La nuova pena concordata tra l’accusa, sostenuta dal pm Antonio De Lorenzi, e la difesa del Poloniato, dovrà comunque essere superiore ai 6 mesi già "tentati". Mediamente la pena comminata per un omicidio colposo su strada è di 12 mesi: nonostante l’ubriachezza evidente, il patteggiamento in questa occasione avrebbe voluto ottenerne esattamente la metà.

Serena Masetto

(*) Nota: a questo proposito vi invito alla lettura dell’articolo al seguente link http://forum.studenti.it/generale/608358-giustizia-italiana.html


ASAPS.IT

Genova

Claudio Burlando, attuale Presidente della Regione Liguria, percorre un chilometro di autostrada in contromano

Si qualifica come deputato e gli agenti della Polizia Stradale hanno potuto solo redigere una relazione di servizio. Per la multa probabile seguito

 (ASAPS) – Percorre più di un chilometro in contromano ma nessun punto decurtato dalla patente di guida e nessuna multa elevata. Per il momento. A commettere l’infrazione è stato Claudio Burlando, ex Ministro dei Trasporti, oggi Presidente della Regione Liguria. Domenica scorsa lungo l’autostrada A10 una pattuglia della Stradale è stata chiamata per un intervento al casello di Genova-Aeroporto. Ad attenderli alcuni automobilisti infuriati e spaventati perché si erano visti la morte in faccia, materializzata nella Mitsubishi Space Runner guidata da Burlando. Gli agenti hanno calmato gli animi e si sono avvicinati alla macchina parcheggiata. Solo che Burlando, al posto di mostrare la patente di guida, ha fornito agli agenti la tessera da deputato, tra l’altro scaduta. Gli “stradalini” hanno preso nota del documento, telefonato in centrale per gli accertamenti e poi si sono dovuti limitare a redigere una relazione di servizio, che sarà ora esaminata dal comando della Stradale e alla quale potrebbe conseguire la redazione del relativo verbale. Nella relazione si legge: “Alla guida della Mitsubishi si trovava tale Burlando Claudio, nato a Genova il 27.04.1954, identificato mediante tessera della Camera dei Deputati numero 938... Quest’ultimo ammetteva quanto sostenuto dagli utenti senza dare un giustificato motivo alla manovra effettuata”. E in coda alla relazione: “La pattuglia, non avendo comunque accertato l’infrazione in oggetto, si asteneva dal contestare alcun tipo di sanzione, limitandosi ad informare il comandante telefonicamente e a redigere la presente”. Secondo la ricostruzione dei poliziotti, il presidente ligure proveniva dagli Erzelli, una collina dove sono depositati i container vuoti del porto di Genova e voleva dirigersi verso il mare, ma ha sbagliato strada. All’altezza dell’ingresso autostradale con ogni probabilità intendeva fare inversione e passare sull’altra carreggiata. Le due strade, però, sono divise prima da una barriera di catene, poi dal guard-rail in cemento. Così è partito in contromano, tenendosi rasente ad un muraglione sulla sinistra, forse sperando di trovare uno spazio nella barriera e cambiare senso di marcia. Tutto sommato è andata bene. Non si è fatto male nessuno. Ha patito solo un po’ l’immagine per quel tesserino esibito che non era proprio necessario. (ASAPS) (*)

(*) Nota: qualcuno potrebbe chiedersi che cosa ci fa questo articolo in una rassegna stampa su vino, birra e alcolici. Il problema è che non potevamo sapere se questa vicenda c’entra con l’alcol, perché l’ex Ministro dei Trasporti non è stato sottoposto ad etilometro.


TRENTINO

Una festa per dire che senz’alcol è bello 

 Ziano, ritorna domani sotto il tendone «Diversamente divertente» 

FRANCESCO MORANDINI 

 ZIANO. Non ci sarà l’invito formale agli avventori dei bar a non consumare bevande alcoliche come lo scorso anno, ma la festa “Diversamente divertente” nonostante la defezione dei giovani del gruppo parrocchiale di Ziano che avevano diligentemente curato questo aspetto della manifestazione, verrà riproposta domani presso il tendone di Ziano, per l’occasione opportunamente riscaldato.

 Alla presentazione c’erano l’assessore comunale Maria Chiara Deflorian, referente del progetto, i rappresentanti dell’As Cauriol, che cura la parte burocratica, il dottor Claudio Zorzi, Loris Capovilla, per i giovani del Decanato di Fiemme e amministratore di Molina, Michele Fontana ed altri dello spazio giovani “L’idea” di Cavalese e quelli della “Baracca” di Ziano. La festa quest’anno presenta alcune novità e molti giovanissimi gruppi musicali. Si inizierà nel pomeriggio alle 15 con i giochi gonfiabili e con un divertentissimo torneo di calciobalilla umano cui tutti possono iscriversi gratuitamente. Ci sarà anche un toro meccanico per chi vorrà cimentarsi in un rodeo affiancato all’esibizione delle ragazze della “Line dance country”. Alle 17 si inizierà con la musica del gruppo del Centro giovanile di Cavalese “Lost in Doom”. Alle 18.15 sarà la volta dei “Sounth Punk” e alle 19.30 della cena a base di penne all’amatriciana offerte dalla Famiglia cooperativa Val di Fiemme. Si riprenderà alle 20.30 con “Line dance country” mentre alle 21.30 ci sarà la lotteria musicale, gestita dal Dj Farina che sarà anche protagonista in chiusura dalle 24 alle 1. La musica dal vivo si concluderà con i gruppi “Silly Boys”, che si esibirà alle 22, e “Back trip”, alle 23. Visto il successo dello scorso anno ci sarà ancora il barman Giuseppe Facchini, insegnante della scuola alberghiera di Tesero, che non solo preparerà assieme ai ragazzi degli squisiti cocktail analcolici, ma che terrà anche una sorta di improvvisato corso per preparare cocktail, sempre rigorosamente senza alcol. Perché il messaggio importante per i giovani - spiega Michele Fontana - è appunto quello di far loro capire che possono divertirsi anche senza lo “sballo”. «L’importante è la partecipazione dei giovani - gli fa eco Loris Capovilla - molti non ci credevano al 100%, ma l’importante è tentare di far passare il messaggio». Molti i premi della lotteria tra cui 4 skipass.


TRENTINO

«Paura? No, credo nel progetto del sindaco».

La priorità: riannodare il discorso sugli asili nido 

«Il regolamento andrà ridiscusso» 

E sulla battaglia all’alcol ammorbidisce l’intransigenza di Manzana 

L’INTERVISTA Mirella Stofella assessore al debutto 

 ROVERETO. E’ stato un po’ come il primo giorno di scuola, ieri, per Mirella Stofella. Tutto il giorno a ricevere complimenti e auguri, prima di fare una capatina in ufficio per salutare e conoscere lo staff. Che fosse lei il nuovo assessore in sostituzione del dimissionario Renato Manzana lei lo ha scoperto assieme ai colleghi della maggioranza pochi minuti prima dell’annuncio del sindaco in consiglio comunale. Mirella Stofella ha fatto l’insegnante per quarant’anni, prima alle medie poi all’Ipc don Milani ed è stata scelta anche in virtù di questa esperienza professionale. Non sono ancora state ufficializzate le deleghe, ma è scontato che le saranno affidati gli stessi incarichi che aveva Renato Manzana, l’assessore dimissionario: e cioè istruzione e informazione. Lunedì, Stofella parteciperà alla sua prima giunta.

 Più emozionata o più preoccupata?

 Tutt’e due le cose, se devo essere sincera. C’è l’onore di essere chiamata a questo incarico e nello stesso tempo la preoccupazione di fare bene in un settore molto delicato come quello dei giovani. Ho ricevuto tantissime telefonate di congratulazioni e di augurio “bipartisan” e di questo sono felice. Spero che siano state tutte sincere.

 Il sindaco doveva scegliere fra lei e Milena Bertolini. C’è stata competizione tra voi?

 Direi proprio di no. Marilena è stata leale e corretta. La maggioranza è unita anche da questo punto di vista. Il sindaco ha fatto le sue valutazioni, potendo contare sulla fiducia di tutti quanti.

 Lei è digiuna di politica. Non teme di restare schiacciata da logiche che, in un certo senso, avevano lasciato deluso il suo predecessore Manzana?

 Nel 2005 avevo sposato il progetto civico di Valduga con convinzione, proprio nella logica di sostituire i partiti che avevano portato la città in una spirale di litigiosità insopportabile. Ma io non sono contro i partiti, anzi li ritengo importanti. Ma in quel momento serviva un progetto civico che desse slancio alla città.

 Ma quel progetto è ancora in piedi?

 Certo, e i risultati si vedono. Ci credo e anche per questo ho accettato l’incarico.

 Dovrà riprendere il discorso lasciato in sospeso da Manzana. A cominciare dal regolamento degli asili nido.

 Manzana ha lavorato bene. Solo su questo aspetto ci sono state delle difficoltà che hanno portato alle sue dimissioni.

 E lei cosa pensa del regolamento?

 Che lo porteremo avanti facendo le giuste correzioni. Torneremo al dibattito e al confronto a cominciare dalla commissione.

Poi c’è l’altro argomento caldo su cui Manzana ha combattuto a lungo, scontrandosi parecchio con giovani e associazioni. Lei concorda sulla linea “zero alcol”?

 Direi che io sto sulla linea “alcol meno”. Qui Manzana è stato drastico, ma è ben vero che con i giovani bisogna stare attenti con le mezze misure. E’ un argomento molto delicato come lo sono tutti quelli che riguardano i giovani. Ho insegnato tanti anni e li conosco, conosco le loro difficoltà nel ritrovarsi in una società piena di disvalori.

 Allora ammorbidirà il decalogo antialcol di Manzana?

 Mi pare assolutamente prematuro parlare di questo. Il sindaco non mi ha ancora dato formalmente la delega.


CYBERMED.IT

PRODUTTORI ALCOLICI AL MINISTERO, CAMPAGNA A GIOVANI

ROMA, 20 SET - Si e’ svolto questa mattina al ministero della Salute un incontro tra i produttori di bevande alcoliche e il sottosegretario Gian Paolo Patta per individuare soluzioni per l’avvio di una campagna informativa che freni l’uso smodato dell’alcol tra i consumatori, specie tra le giovani generazioni. (*) ’’Il ministero ha dichiarato Patta si sta muovendo a tutto campo al fine di migliorare la qualita’ della vita dei cittadini, avviandoli ad un consumo ragionevole delle bevande alcoliche con esortazioni non terroristiche o di stampo proibizionista ma con consigli dettati dal buon senso e dalle indicazioni degli esperti’’.

L’incontro, inserito nell’ambito del progetto Guadagnare Salute avviato dal dicastero da alcuni mesi, si muove nell’ottica della sensibilizzazione della collettivita’ a un uso consapevole dell’alcol da parte di soggetti a rischio come i giovani, prevenendo le disastrose conseguenze provocate dalle stragi del sabato sera.

Fonte: Ansa/Federfarma

http://www.cybermed.it/index.php?option=com_content&task=view&id=15267&Itemid=134 

(*) Nota: più volte abbiamo espresso la nostra perplessità: queste iniziative sono efficaci solo se portano a diminuire i consumi, l’interesse dei produttori alcolici è opposto.


IL GAZZETTINO (Padova)

SPRITZ. BOCCIATA L’IDEA DI SALMASO (FI) PER UNA COMMISSIONE SPECIALE 

«I bar spingono a bere, le associazioni tacciono»

Il volantino distribuito al Naviglio che pubblicizza il bar Ai Dadi con lo slogan "più bevi meno spendi", ha fatto infuriare il vicesindaco con delega al sociale, Claudio Sinigaglia. Una réclame che di fatto scredita la campagna contro l’abuso di alcol da parte dei giovani portata avanti proprio da lui e dall’assessore alle Politiche giovanili, Claudio Piron.

«Una pubblicità di questo tipo è da irresponsabili - ha sentenziato Sinigaglia - e soprattutto non capisco come mai le tre associazioni di categoria non intervengano. Il loro silenzio mi fa pensare a una complicità con tutti quei baristi che mancano totalmente di senso civico. Questo volantino rappresenta lo sbando della coscienza etica. Chi lo ha prodotto oltre a volere fare un dispettuccio al Comune, danneggia quei giovani che, attirati dalla pubblicità, abusano con l’alcol. Posso capire il senso degli affari, ma non è possibile fare sempre quello che si vuole». A pubblicizzare il consumo di alcol, però, ha provveduto pure il Comune patrocinando la manifestazione "Vivi il fiume" (golena del Green Village Peoceto da domani fino al 30 settembre) con una serie di serate musicali con annesso parti alcolico.

«Non so chi abbia autorizzato il Comune a patrocinare un tale tipo di iniziativa - ha affermato Sinigaglia - io comunque non sono d’accordo». Interviene anche l’assessore alla Polizia municipale, Marco Carrai: «Il volantino prodotto dal bar Ai Dadi è il simbolo di una politica commerciale deplorevole. Un’azione che guarda al portafoglio e non alla salute dei ragazzi. Per quanto riguarda invece - ha continuato Carrai - la manifestazione "Vivi il fiume" c’è da dire che è stata presentata come un’iniziativa culturale e poi si sono privilegiate altre logiche». Si difende così il concessionario dell’area di verde "Green Village Peoceto", Fabrizio Arena: «Si tratta di un evento culturale non di un business alcolico. All’interno di serate dedicate allo spettacolo si offre agli associati la possibilità di bere un cocktail in tema. Non lo faccio per vendere spritz».

Intanto, ieri pomeriggio a palazzo Moroni, si sono riunite tre commissioni, Politiche educative, Politiche alla persona e Politiche economiche per esaminare la situazione. Dopo le relazioni degli assessori Pieruz e Carrai e quello di tecnici e capisettore c’è stato poco spazio per la discussione. Alla fine i capigruppo hanno deciso che il dibattito sullo spritz sarà rimandato al secondo consiglio utile. In mezzo si riuniranno le commissioni, non si sa ancora se insieme o separate, per approfondimenti. Alberto Salmaso, Forza Italia: «Nella mia mozione avevo proposto la Commissione speciale per lo spritz. È necessaria ma non la vogliono fare. Secondo: avevamo sospeso la discussione nell’ultimo consiglio perché non c’era il sindaco e ora vogliono dilazionare i tempi». Aurora D’Agostino: «Meglio così. La mia mozione invece va nel senso di individuare azioni sociali positive per risolvere il problema. Per me prima di andare in consiglio basterebbe un solo approfondimento in commissione».

Marco Aldighieri


IL GAZZETTINO (Rovigo)

ASCOM CONFCOMMERCIO 

Tecchiati: «La lotta all’alcol non si combatte con il proibizionismo» 

«Il divieto di somministrare alcol dall’una alle sei del mattino decorre dal sesto mese successivo l’imminente pubblicazione della legge medesima e previo analogo provvedimento delle regioni e delle province autonome confinanti con il Veneto. In mancanza di tale provvedimento il divieto scatterà dalle ore 2». Lo precisa una nota dell’Ascom Confcommercio. «Indipendentemente dall’adeguamento o meno delle regioni limitrofe, rimane comunque una misura proibizionistica che oltre a risultare inefficace per la lotta all’abuso di alcol, colpirà pesantemente i 20 mila pubblici esercizi veneti», dice Daniele Tecchiati direttore dell’Ascom di Rovigo e segretario provinciale della Fipe, la federazione più rappresentativa della categoria. «Sono infatti scontate - aggiunge Tecchiati - le ripercussioni negative sul turismo e sui livelli occupazionali causate da un provvedimento che ignora le vere stategie contrastanti l’abuso di alcol. (*) Strategie che dovrebbero essere incentrate sull’educazione, sulla formazione, sulla prevenzione, sui maggiori controlli all’esterno dei locali e non su un proibizionismo che ha sempre fallito dove è stato attuato in quanto facilmente raggirabile da coloro che consumano alcol in maniera irresponsabile». L’Ascom fa sapere di attendere il testo definitivo della legge con la pubblicazione della stessa sul Bur per poi illustrare agli associati i contenuti di una normativa che presenta comunque numerose ed interessanti innovazioni, come l’eliminazione delle quattro tipologie in cui attualmente si distinguono i bar, dai ristoranti e dai locali di intrattenimento con l’accorpamento in un’unica tipologia o come la maggiore discrezionalità offerta all’esercente in materia di chiusura settimanale o la nuova disciplina in materia di pubblicità dei prezzi. «Soprattutto - conclude Tecchiati - la regolamentazione molto più rigida riservata ai circoli privati che sostanzialmente vengono equiparati ai pubblici esercizi ponendo fine alle forme di concorrenza sleale sempre più frequenti negli ultimi anni. Attenzione poi ai requisiti professionali per accedere alla professione acquisibili esclusivamente con l’apposito corso di 120 ore in quanto sono state abolite le agevolazioni previste dalla vecchia normativa».

L’Ascom è naturalmente a disposizione per ulteriori informazioni telefonando al 335.7054098.

(*) Nota: è vero il contrario: intervenire sugli orari di somministrazione è proprio uno dei provvedimenti considerati efficaci dai maggiori esperti di settore.


IL GAZZETTINO (Pordenone)

ASCOM-FIPE 

Alcol e promozione della cultura della salute

Prevenzione e promozione della cultura della salute sono al centro del convegno "Alcol? No grazie! Io ci tengo al mio futuro", promosso da Ascom-Confcommercio e Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), in collaborazione con la Provincia di Pordenone e dell’Ass 6, sul tema dell’abuso di bevande proibite tra i minori, che si terrà, domani, dalle 9.30, in Fiera. «Il consumo di alcol fra i giovani - ricorda Sergio Lucchetta, dell’Ascom - è un fenomeno preoccupante e in forte incremento. Su come tentare di arginarlo si ritroveranno a discuterne Paolo Cimarosti, responsabile Servizi alcologia dell’Ass. 6; Edi Sommariva, direttore generale Fipe-Confcommercio di Roma; Paolo Foramiti, referente Aibes. Nell’occasione - aggiunge - presenteremo la nostra campagna "Alcol vietato a meno 16" avviata la scorsa primavera tra i baristi, affinchè non somministrino bevande alcoliche ai ragazzini». Dopo il convegno prenderà il via la Gara di Cocktail analcolici - Trofeo Bruno Redivo riservata ai ragazzi degli Istituti alberghieri del Triveneto. "Parole versate" è il titolo della competizione successiva con gli operatori del settore che parteciperanno all’Open inserito nel circuito Aibes del Triveneto. Il via è fissato per le 14.30. Nel Padiglione 5 della Fiera si può visitare anche la mostra Golden Prisma sui calendari fotografici d’autore e quella sul Corridoio 5. Si tratta di una mostra multimediale sul corridoio trans-europeo, che porterà il visitatore dall’epoca romana ai giorni nostri fino a dare uno sguardo a quelli che saranno gli effetti e le ricadute che la realizzazione di quest’opera implicherà nella nostra regione.


VITA

Bere moderato, piacere a prova di palloncino

di Paolo Massobrio

La storia della Fondazione Cuniolo nasce da un fatto tragico: Pier Paolo Cuniolo, socio di una società di comunicazioni, viene investito da un camion, mentre torna a casa da Bologna. L’autista era ubriaco, Pier Paolo muore sul colpo. Uno shock. Ma gli amici non si perdono d’animo e lo ricordano con un Istituto che vuole mantenere vivo il problema. Ora, mi ha colpito l’altro giorno ricevere da Efrem Bovo, il fondatore, una lettera sul tema del vino, dove non c’erano i toni da reprimenda che si leggono sui giornali, ma un consiglio. “Anche a me questa estate veniva l’orticaria a vedere fiumi di articoli sull’alcol e la guida. Ma vogliamo dirlo una volta chiaramente che si può cenare e degustare un buon vino senza essere fuori legge? Innanzitutto il vino si degusta e l’acqua si beve e poi ti racconto un episodio. Ci siamo trovati una sera proprio per verificare su di noi se il palloncino per il tasso alcolemico ci beccava in castagna. Abbiamo preso un primo, un secondo, un dolcino e accompagnato il tutto con un calice a portata. Dopo una ventina di minuti abbiamo soffiato dentro il sacchetto comperato in farmacia per verificare se eravamo in condizioni regolari ed era tutto a posto. Dubbiosi abbiamo costretto Lorenzo a bere un liquore e soffiare subito dentro al palloncino senza aspettare quei 20 minuti richiesti e i cristalli del beccuccio si sono colorati di quel verde pericoloso indicato sulle istruzioni”. Bè, è stato illuminante il racconto, se non altro perchè smentisce quell’eccesso di preoccupazione che il tono gridato dei giornali aiuta a incrementare. Non c’è piacere più grande che bere moderato, così come non c’è cosa migliore che essere presenti a se stessi. (*) Anche i ristoratori dovrebbero adeguarsi, ad esempio tornando a dare il vino a bicchiere, oppure con il servizio che consegna la bottiglia ancora da finire a fine pasto. In ogni caso consiglio anche di riscoprire un vino ideale, come il Lambrusco, costa poco, è buono e la sua alcolicità è contenuta. Il migliore assaggiato di recente è quello di Sorbara. Provate quello di Paltrinieri di Sorbara o di Bicocchi di Nonantola. Starete bene.

(*) Nota: il problema è che ciascuno considera “moderato” e corretto il proprio bere, pur a quantità diverse, il problema è che la sensazione di “essere presenti a se stessi” ce l’hanno anche persone con i riflessi ormai appannati.

Anche per questi motivi, prima di guidare non bisogna consumare bevande alcoliche.

Questo articolo mi ha lasciato perplesso.

L’Osservatorio Omnes sulla sicurezza stradale http://www.omnesosservatorio.it/ , che è un’emanazione dell’Istituto Cuniolo, è stato in prima linea nella battaglia contro la “Drive Beer”, che proprio di un consumo moderato di alcol prima di guidare faceva il suo punto di forza.

Attendiamo un chiarimento dall’amico Efrem Bovo.


LAMEZIAWEB.BIZ

Ubriaco investe auto e picchia il guidatore

Guida in stato di ebbrezza, tampona un veicolo, aggredisce il conducente dell’auto tamponata e poi si dà alla fuga. È successo l’altra sera, in pieno centro storico. Protagonista un giovane di 23 anni, Andrea Cavaliere, che è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo radiomobile della locale compagnia e dagli uomini della compagnia di pronto intervento operativo del battaglione "Sicilia".

Il giovane è stato arrestato in flagranza di reato. È accusato di lesioni dolose, guida in stato di ebbrezza e fuga in occasione di sinistro stradale con feriti.

Secondo quanto hanno ricostruito gli uomini dell’Arma, l’uomo, nel pieno centro storico di Nicastro era ubriaco e stava guidando la propria auto quando ha investito un’altra macchina in transito, a bordo della quale viaggiava un uomo di 40 anni insieme alle figlie di 12 e 5 anni. Dopo l’urto, Andrea Cavaliere ha aggredito a pugni il conducente dell’altra auto per poi darsi alla fuga con la sua vettura, nel tentativo di far perdere le sue tracce e quindi sfuggire alle sue responsabilità.

Ma grazie alla pronta reazione della vittima che ha telefonato al "112" la fuga è stata breve. Infatti dalla centrale operativa dei carabinieri della Compagnia lametina sono state inviate sul luogo dell’incidente due pattuglie che dopo brevi ricerche hanno intercettato il fuggitivo e l’hanno portato in caserma. Portati nel locale ospedale civile, la vittima dell’aggressione e le due figlie sono stati medicati avendo riportato ferite guaribili con alcuni giorni di prognosi.

L’arrestato, durante le formalità di rito, è stato sottoposto ad esame alcol-test, risultando positivo. Nei suoi confronti, pertanto, è stata applicata la nuova normativa recentemente approvata dal governo con decreto legge che dispone l’arresto di chi guida ubriaco. La magistratura ha subito convalidato l’arresto.


TARGATOCN.IT

Alba: questa sera si riflette sull’alcol

Alba: questa sera con il CSV si riflette sull’abuso di alcol

Riflettere sulle motivazioni e sugli effetti dell’uso smodato di alcol, pratica sempre più diffusa tra le donne ed i giovanissimi. E’ questo l’obiettivo della serata che le associazioni che compongono la Delegazione CSV di Alba, Langa e Roero propongono questa sera alle 21 nel Cinema Moretta di Alba. Nel corso della riunione, intitolata ’Alcol piacere di conoscerti! Testimonianze, riflessioni, presentazioni e proposte del Volontariato di Alba, Langhe e Roero’ interverrà anche Mario Bertani, referente del Ser.T. di Asti oltre che servitore ed insegnante di un C.A.T..

Parteciperanno alla serata i vertici del Centro Servizi per il Volontariato ’Società Solidale’ di Cuneo, oltre alle Associazioni: ’Proteggere Insieme’, A.C.A.T. Alba, Langhe e Roero, ’ALEC’, ’Geografalbum’, ’L’arcobaleno VIP’, ’C.V.A.’ e il Centro culturale San Giuseppe. I volontari proporranno interessanti filmati e sketch a tema.

La serata è ad ingresso libero ed aperta a tutti.

Per informazioni contattare la sede di Cuneo del CSV al numero 0171/605660.


L’ARENA di Verona

BUSSOLENGO. Oggi un incontro dell’Ulss

Alcol e guida, rischi che si moltiplicano

 Due incontri sul tema delle dipendenze da alcol e droga.

Oggi alle 9 nella sala riunioni del Centro Polifunzionale dell’Ulss 22 e 28 settembre ’07, alle 9 presso la Sala Riunioni del Centro Polifunzionale dell’Ulss 22 in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, l’assessore regionale ai Politiche Sociali , Stefano Valdegamberi inaugurerà il primo dei due incontri formativi sul tema “Responsabilità professionali nell’ambito dei Servizi per le Dipendenze”. L’altro è in calendario venerdì 28 settembre.

Le relazioni sono state affidate all’avvocato Ernesto Mancini, responsabile del Servizio Legale Interaziendale delle Ulss 20 e 22. Il Dipartimento delle Dipendenze dell’Ulss 22, diretto dal dottor Raffaele Ceravolo, gestisce, tra l’altro, la “Rete Alcologica”dipartimentale, per la prevenzione e la lotta all’alcolismo.

Ad esso si affiancano il progetto «Alcol e Guida», interventi di informazione e prevenzione nelle scuole guida del territorio, il progetto Pilota “Siamo…sicuri?”; il progetto «Benessere donna straniera», ovvero l’ assistenza sociosanitaria alle prostitute che frequentano la statale 11. L.B.


OPINIONE.IT

Caro Direttore,

sono favorevole all’arresto per chi guida in stato di ebbrezza, smaltire la sbornia con una notte in galera non fa male a nessuno. Sono d’accordo al ritiro della patente a chi causa incidenti mortali e che non gli sia più ridata vita natural durante. Preciso che vino non è uguale ad alcool, e che si sta criminalizzando una bevanda che, se assunta in moderate dosi, ha benefici che nessun altro alimento può vantare. Così facendo siamo arrivati al proibizionismo del vino. (*) La nostra società incapace di insegnare si limita a vietare. Con il divieto al fumo abbiamo assistito ad una momentanea contrazione dei consumi, oggi tornati ai livelli precedenti e abbondantemente superati, specie dai giovani, che da sempre mal tollerano le imposizioni… anche noi vecchietti… ai bei tempi!! Quando negli anni venti l’America introdusse il proibizionismo, i consumi raddoppiarono, decuplicando i conti in banca di famiglie, oggi all’apice dell’economia statunitense. Ci dimentichiamo della storia e delle nostre radici. Nei secoli, il vino ha rappresentato la base della farmacopea conosciuta, per non parlare delle implicazioni religiose filosofiche, sociali, artistiche…Da Ippocrate alla scuola romana, Catone, Galeno alla scuola salernitana, persino nei secoli bui del medioevo, nei monasteri oltre, a rifocillare i pellegrini, si prestava assistenza medica con il vino, sostanza base di numerosi medicamenti, fino ai giorni nostri, dove le ricerche mediche nel settore, promettono interessanti risultati. Invece di reprimere si insegni a godere diversamente, convincendo i nostri giovani all’apprezzamento delle qualità della bevanda vino in giusta dose. Il proibizionismo non ha mai portato benefici anzi ha sempre peggiorato le cose: la storia insegna ma l’uomo non impara!

Walter Perotti

Presidente dell’Associazione Osterie Italiane

(*) Nota:mi devo essere perso qualcosa. Voi sapete di proposte di legge tese a proibire di bere vino? Di che cosa sta parlando questo signore?


LA PROVINCIA DI SONDRIO

Il sindaco di Delebio, Bonacina, si dice disponibile al confronto sulla richiesta dei ragazzi di trasporto serale nel weekend

«Il bus navetta va bene, ma non sia un alibi per bere»

DELEBIO (m.c.p.) Arrivano dal sindaco di Delebio, Lidia Bonacina, le prime reazioni alla proposta giunta da un gruppo di ragazzi del paese di attivare un bus navetta nelle serate dei fine settimana, nella tratta che potrebbe coprire la zona fra Colico e Morbegno, dove sono situati numerose discoteche e locali pubblici frequentati dal popolo della notte. Negli ultimi tempi infatti, molti giovani delebiesi e dei paesi limitrofi preferiscono spostarsi a piedi o in bicicletta, lasciando l’automobile parcheggiata sotto casa, per non rischiare, il sabato sera di vedersi ritirata la patente. «Non vogliamo un alibi per ubriacarci - affermano i ragazzi - ma il livello alcolemico oltre il quale scatta il provvedimento di ritiro della patente secondo noi è troppo basso e il rischio di non poter usare l’auto per un mese o magari di più, è alto». Il primo cittadino di Delebio, informato dell’iniziativa si dice disposto a portare la questione in giunta, purché arrivi sul suo tavolo una richiesta formale. «Sono disposta a discuterne, anche perché la percentuale degli incidenti stradali dovuti all’abuso di alcool è molto alta anche nella nostra provincia, però attenzione - tiene a sottolineare Bonacina - va bene il bus navetta, se questa iniziativa può servire a salvare una vita umana, ma non vorrei che istituendo questo servizio si rischiasse di lanciare ai nostri ragazzi un messaggio sbagliato: va bene, ubriacatevi e poi salite sul pullman». Per Bonacina si tratta di un fatto culturale legato a questa generazione di giovani che «sembra che non riescano a divertirsi se prima non tracannano una certa quantità di bevande alcoliche e, secondo me, questo è sbagliato». In ogni caso, ben venga anche la proposta del bus navetta, servizio già attuato con successo in altre zone della provincia proprio sulla scia di gravissimi incidenti stradale nei quali persero la vita giovani di ritorno dai pub e dalle discoteche. La proposta dei ragazzi vorrebbe coinvolgere attori pubblici come i Comuni e la Comunità montana di Morbegno, ma anche i gestori dei locali o le aziende di trasporto private che, su questa iniziativa potrebbe anche guadagnarci. I giovani infatti sarebbero disposti anche a pagare un biglietto.


TRENTINO

Polemica in via Portici dopo le dichiarazioni della titolare del locale 

«L’Art Cafè? Ci ha rovinato la vita» 

I residenti furiosi: altro che riqualificare il centro, creano solo disagio 

 ROVERETO. Da tre anni sopportano. Tutt’al più, quando esasperati, si lamentano col titolare. E mai hanno voluto fare polemica. Ma quando si sono letti sul Trentino le dichiarazioni della titolare dell’Art Cafè, secondo la quale il bar riqualifica il centro storico nonostante le lamentele dei vicini, non ci hanno visto più. Perchè - spiegano i residenti di via Portici - vivere tra sporcizia e musica techno sparata a mille è già una tortura. Ma sentirsi presi in giro è peggio.

 E’ gente tranquilla, quella che vive in via Portici. Ha l’aria pure di essere gente che si sa divertire. E’, soprattutto, gente che nulla ha contro i locali pubblici: «Siamo pieni di locali qui intorno - spiegano i residenti, riuniti in un comitato - E ne siamo contenti. Ci sono il Doge, la Cripta, la pizzeria, il ristorante cinese, il “Le mani al cielo”. E nessuno di loro ci disturba, anzi. La Cripta, che tiene aperto fino alle due, in dieci anni non ha mai creato problemi. Ed è una regola vedere i diversi gestori, il mattino presto, mentre puliscono fuori dal locale. E’ gente molto corretta».

 La questione è proprio l’Art Cafè. Perché - spiegano - nonostante gli sforzi di convivenza pacifica, la vicinanza si è ormai trasformata in un disagio continuo: «Il primo problema è la musica techno, sparata a mille. Non è un’esagerazione: fa venire le palpitazioni. La sparano a volte a partire dalle 17 e fino alle 23. Ma è capitato che arrivassero anche fino alle 2. Ormai non possiamo più stare in casa, vibrano le pareti. In alcune occasioni, per rallegrare gli ospiti, sono pure state messe le casse in strada, per aumentare l’intensità della musica».

 E a dimostrazione che non stanno esagerando, mostrano la perizia - fatta fare a proprie spese - di un tecnico. Che ha misurato l’intensità del rumore concludendo che, al momento della misurazione, i limiti erano «ampiamente superati». Con questi dati in mano il comitato si è presentato in municipio, chiedendo di essere tutelato. L’amministrazione ha quindi realizzato un’ulteriore misurazione, sulla base della quale si valuteranno i provvedimenti da adottare.

 Ma a rendere la vita complicata ai residenti non è solo la musica. E’ - dicono - l’intero contesto: «Il locale dovrebbe chiudere alle 23 ma in realtà, spesso, a quell’ora vengono solo abbassate le tende e si continua a vendere bevande. E la clientela crea disagi. Ci sono spesso ubriachi, si ascoltano bestemmie e volgarità urlate a pieni polmoni, urinano sui muri e sulle porte delle nostre case, rompono bottiglie e lasciano un’enorme quantità di mozziconi di sigarette. E mai è stato pulito in modo decente. Solo lunedì scorso, abbiamo notato una pulizia straordinaria, per la quale ringraziamo il titolare. Ma abbiamo paura che tra 20 giorni saremo da capo. Abbiamo chiesto più volte al titolare di venirci incontro, non ci ha mai ascoltato. Così come non ascolta, quando gli chiediamo di invitare i suoi clienti a tenere legati i cani, che spaventano i bambini e aggrediscono i nostri animali. Abbiamo persino partecipato ad una riunione con lui e l’assessore Sala, per raggiungere un accordo. Ma ci ha solo preso in giro, assicurandoci che avrebbe venduto di là a breve. Non ce la facciamo più».

 Per risolvere la situazione, i residenti hanno pure fatto un’offerta d’acquisto del bar. Ma anche quella strada si è rivelata non percorribile.


ALCOLONLINE

Programma di formazione per l’identificazione precoce e per l’attuazione dell’intervento breve finalizzato alla prevenzione dell’abuso alcolico e del bere problematico

18 - 19 ottobre 2007

organizzato da

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ

Ufficio Relazioni Esterne

Il programma di formazione per l’identificazione precoce e per l’ intervento breve finalizzato alla prevenzione dell’abuso alcolico e del bere problematico mira ad incrementare le abilità, le conoscenze, le attitudini e la motivazione dei professionisti ed operatori sanitari coinvolti nella valutazione del rischio alcolcorrelato degli individui che bevono in maniera rischiosa o dannosa e che afferiscono ai contesti sanitari

specifici del SSN.

Il programma di formazione è il risultato di uno sforzo congiunto dei ricercatori dell’Osservatorio Nazionale Alcol del CNESPS e del Centro OMS per la Ricerca sull’Alcol dell’ISS e dei professionisti italiani ed internazionali che hanno partecipato al progetto europeo PHEPA (Primary Health care Project on Alcohol, www.phepa.net ).

Obiettivi specifici:

. Acquisire le competenze specifiche sulla progettazione, sui contenuti e sulle modalità tecniche, didattiche e di attuazione di un programma di formazione per l’identificazione precoce e di intervento breve rivolto al bere problematico.

. Attuare, attraverso le competenze acquisite, un programma di formazione per l’identificazione precoce e di intervento breve rivolto al bere problematico e alla prevenzione dei problemi alcolcorrelati.

. Integrare nella pratica professionale attività di identificazione precoce e di intervento breve dei problemi alcolcorrelati.

Il programma completo è scaricabile alla URL:

Sabato, 22 Settembre 2007
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