Lunedì 20 Gennaio 2020
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Rassegna stampa Alcole e guida del 18 settembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

Nota: qualche giorno fa ho ricevuto un commento critico al mio servizio di rassegna stampa. Dopo un utile scambio di opinioni, ho deciso, insieme con il mio interlocutore Simone, di pubblicare questo confronto in fondo alla rasssegna di oggi, così da estendere il dibattito a chi eventualmente volesse intervenire.
Alessandro Sbarbada


LOCALPORT.IT

XXIII° raduno degli Alcolisti Anonimi Italiani
Negli ultimi tempi quasi non passa giorno senza che si verifichino drammatici incidenti in cui molti ragazzi perdono la vita dopo una serata in discoteca e sono sempre più frequenti le tragiche cronache di stragi compiute da autisti ubriachi che guidano contromano o piombano su ignari passanti. Questi fatti, che colpiscono per la loro brutalità, costituiscono forse l’aspetto più evidente di un fenomeno molto complesso e in continua evoluzione: oggi in Italia l’uso e la dipendenza dall’alcol hanno raggiunto dimensioni e risvolti davvero inquietanti. I dati dell’Osservatorio alcol dell’Istituto Superiore di Sanità non lasciano dubbi in proposito: oltre un milione di alcoldipendenti, oltre tre milioni di individui ad alto rischio, trentamila decessi l’anno, elevatissimi costi socio-sanitari per la collettività.
Nonostante queste cifre, si ha la sensazione che tale fenomeno, nel suo insieme, sia ancora sottovalutato dall’opinione pubblica e che la stessa informazione da parte dei media non riesca a coglierne per intero la complessità e il suo impatto sulla società.
Nell’intento di offrire un modesto contributo di conoscenza, l’Associazione Alcolisti Anonimi (presente in centosessanta Paesi e composta da milioni di alcolisti) avverte l’esigenza anche in Italia di mettere a disposizione di chiunque sia interessato il suo patrimonio di esperienza. Essendo i nostri Gruppi dislocati su tutto il territorio nazionale e composti da persone che l’alcolismo lo vivono sulla propria pelle, A.A. dispone di un osservatorio privilegiato in grado di monitorare costantemente la realtà italiana e di percepirne i continui cambiamenti.
Per fare qualche esempio, crediamo di poter confermare che, in correlazione all’abbassamento dell’età in cui si inizia ad assumere alcolici, si sta abbassando, e di molto, l’età di ingresso nell’area della dipendenza; nell’arco di una diecina d’anni, infatti, l’età media delle persone che arrivano ai nostri Gruppi è scesa dai 45/55 anni ai 30/40; e non è infrequente l’ingresso di giovani intorno ai 20/25 anni.
E’ sempre più raro che chi arriva nei Gruppi sia solo dipendente da alcol; molti infatti lo utilizzano in associazione con altre sostanze.
E’ in forte aumento nei nostri Gruppi la presenza delle donne, la cui età di ingresso si sta notevolmente abbassando e il cui numero si avvia a raggiungere quello degli uomini.
E’ ancora poco visibile l’effetto dell’abuso di alcol da parte degli immigrati. Anche se, per difficoltà linguistiche, non sono ancora molti coloro che frequentano i nostri Gruppi, si può ritenere che il fenomeno sia in espansione.
Per chi desideri approfondire questi (e molti altri) argomenti, magari attraverso testimonianze dirette, l’occasione può essere costituita dal nostro XXIII° Raduno Nazionale che si terrà dal 21 al 23 settembre a Rimini presso il Palacongressi (vecchia Fiera).
Il Raduno è l’evento più importante di A.A. Italia; si tiene annualmente a settembre, a Rimini, e vede la partecipazione di migliaia di alcolisti anonimi provenienti da tutte le regioni, e anche dall’estero E’ un festoso incontro di amici e anche un momento di emozionante condivisione dell’affrancamento dal problema.
Nel corso del Raduno si tengono incontri su argomenti di rilievo per il recupero individuale e per la crescita dell’Associazione, e si organizzano seminari e convegni su temi legati all’alcolismo, con interventi di personalità del mondo scientifico, culturale e politico.


IL MESSAGGERO

Etilometri? Annunciati e mai visti
Di Carlo Mercuri
A Marco Ahmetovic danno i "domiciliari" proprio il giorno prima (cioè oggi) della discussione in aula, al Senato, del disegno di legge sulla sicurezza stradale. Quello dell’annunciato "giro di vite", del pugno di ferro contro i killer della strada, lo stesso provvedimento che fu stralciato il 3 agosto scorso per farne un decreto "urgente", che aveva lo scopo di governare l’emergenza-incidenti stradali durante i giorni caldi dell’estate.
Quale effetto ha sortito quel decreto-stralcio sulla pubblica incolumità? Uno dei suoi punti-chiave era la lotta senza quartiere alla guida in stato d’ebbrezza, grazie anche all’acquisto - così disse il ministro Bianchi - di circa mille etilometri. Ecco che l’etilometro divenne, in quei giorni torridi, il totem della sicurezza stradale, l’ombrello sotto cui proteggersi. Senonché, a tutt’oggi, di quegli etilometri tanto sbandierati non se n’è vista traccia. Il Ministero dei Trasporti fa sapere che la gara per aggiudicarsi le forniture sarà bandita in settimana e che entro la fine dell’anno la procedura sarà ultimata. Intanto, sempre il Ministero informa che ha già provveduto a commissionare i ProVida e i "precursori", cioè i materiali di supporto agli stessi etilometri. Ci vuole un bando e una gara pubblica, prima di distribuire gli etilometri, non si scappa. Niente scorciatoie: è la democrazia, bellezza.
Però ce lo potevano dire. Ci potevano dire che, nonostante il decreto al fotofinish, la sicurezza stradale avrebbe continuato a essere tutelata come prima, scarsi mezzi e solo buona volontà
. Vedremo adesso che cosa uscirà fuori dal disegno di legge. Francesco Storace (La Destra) parla già di un «Ddl blando. Il governo - dice Storace - ha fatto grandi proclami, sbandierando l’inasprimento delle pene peri trasgressori ma, se andiamo a leggere bene il provvedimento, scopriamo addirittura che chi guida senza patente verrà arrestato solo se compirà due volte lo stesso reato in un biennio. Il primo reato, di fatto, viene "abbonato". Insomma -conclude- mentre annunciano la linea dura, si preparano a varare una sorta di indulto anche sulla sicurezza stradale».
Vedremo. Intanto, per fortuna, registriamo una sorta di "miracolo italiano". Ci informa infatti la Polizia stradale che, anche senza la ventilata invasione di, etilometri, gli incidenti stradali sono diminuiti.
Merito dell’aumentato impegno di cui si parlava più sopra. Fatto sta che in strada sono state messe più pattuglie (85.872) con un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo (luglio-agosto) dell’anno scorso. E i risultati si sono visti. Afferma la Polstrada: «Gli incidenti sono diminuiti de 15% rispetto all’anno passato, gli incidenti mortali del 3,6%». Non è solo etilometro insomma, sembrano dire i dirigenti della Polizia stradale. «L’etilometro è uno strumento importante, ma non è tutto», affermano. E per convincerci, snocciolano i dati: «Nei mesi di luglio e agosto abbiamo fatto 6.045 servizi di controllo per violazioni della velocità e abbiamo accertato 6.568 violazioni per guida in stato di ebbrezza. Abbiamo controllato 185.600 conducenti. L’anno scorso, nello stesso periodo, i controlli furono 52.600».


ROMAGNA OGGI

Ubriaco travolge ed uccide pensionato in bici
RUSSI – Si era messo al volante del suo Toyota Rav 4 nonostante avesse nel sangue valori di alcol quattro volte superiore ai limiti consentiti dalla legge (0,50 gr/lt). Mentre stava percorrendo la Faentina ha travolto ed ucciso sul colpo un pensionato di 84 anni, Z.T., che si stava spostando in bicicletta dal centro verso la periferia. L’ennesima tragedia stradale per colpa dell’alcol si è consumata lunedì attorno alle 19 a Russi. Chiesto per il giovane l’arresto.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale e i Carabinieri per i rilievi del caso. Secondo una prima ricostruzione, effettuata dagli agenti della Polizia Municipale e dai Carabinieri, l’automobilista, un ragazzo ravennate, ha travolto e caricato sul cofano del suo Toyota l’anziano poi caduto rovinosamente a terra. Per l’84enne la morte è sopraggiunta all’istante. Le forze dell’ordine hanno sottoposto il conducente all’alcol test riscontrando valori di alcol nel sangue pari a 2 grammi per litro.
L’incidente ha comportato inevitabili disagi alla circolazione stradale, tornata alla normalità solo a tarda serata.


CORRIERE ADRIATICO

Ieri mattina nell’ufficio del gip ha confessato di avere partecipato alla tentata rapina all’ufficio postale di Maltignano. Per questo subirà un altro processo
Ahmetovic va ai domiciliari

ASCOLI - Marco Ahmetovic, il Rom che con un furgone uccise quattro ragazzi guidando ubriaco, non è più in carcere. Si trova agli arresti domiciliari ospite di un ascolano in una località conosciuta solo ai magistrati e alle forze dell’ordine.
Dopo quasi 5 mesi di detenzione preventiva per omicidio colposo plurimo lascia la sua cella di Marino del Tronto, ma il 5 ottobre sarà di nuovo davanti al giudice Bartoli per la sentenza. Nel corso dell’udienza di ieri al tribunale di Ascoli il legale della difesa, Felice Franchi, ha chiesto di rinunciare ai testimoni e di proseguire il processo allo stato delle prove raccolte dal pm. Dopo il sì del pubblico ministero il giudice ha accolto l’istanza respingendo invece quella per il patteggiamento della pena.. Amaro il commento dei parenti delle vittime sui cui volti si leggevano ancora la rabbia e il dolore per aver visto spezzarsi in un attimo le vite di quattro ragazzi.
“Voglio augurarmi che alla fine venga emessa una sentenza equa rispetto alla gravità di quanto è accaduto la sera del 23 aprile scorso - ha detto Giuseppe Antolini, zio di uno dei ragazzi uccisi - anche se, ad esser sincero, al riguardo ho forti dubbi. Ahmetovic è uno di quelli che l’ amministrazione comunale di Appignano difendeva e proteggeva. Dieci anni fa i rom sono stati accolti nel nostro territorio e quando si sono accorti del pericolo che rappresentavano per le persone volevano mandarli via ma ormai era troppo tardi. La tragedia che stiamo vivendo sicuramente sarebbe stata evitata. E’ vero che è stato fatto quanto consentito dalle leggi per tenerlo dietro le sbarre, ma la verità è che in Italia molte leggi sono sbagliate e tendono a proteggere chi commette reati gravi”.
Il giudice Bartoli aveva stabilito, per motivi di ordine pubblico e di sicurezza, che potessero presenziare all’udienza soltanto 20 persone più i parenti delle vittime. Lo stesso Bartoli, che ha preso il posto del dimissionario Pocci, ha ammonito i presenti spiegando che non avrebbe tollerato alcuna intromissione che avesse disturbato il dibattimento. In ogni caso va rilevato che non ci sono stati episodi di intolleranza che caratterizzarono la prima udienza. Il legale dell’assicurazione Duomo, Davide Aliberti, ha chiesto al giudice che la compagnia venisse estromessa dal processo avendo depositato su un libretto la somma del massimale assicurativo, 750.000 euro complessivi, ma tale richiesta è stata respinta.
La mattinata del ventiduenne Marco Ahmetovic era iniziata molto presto nell’ufficio del Gip.
E’ lì che lo zingaro ha confessato d avere partecipato alla tentata rapina all’ufficio postale di Maltignano del novembre 2006. Anche per questo reato, nonostante il parere contrario del pubblico ministero Carine Pirozzoli, gli sono stati concessi i domiciliari.
Il Rom quindi subirà anche un altro processo dopo che gli esami sul Dna avevano dimostrato al 99 per cento la sua presenza durante quel colpo fallito. Difficilmente comunque tornerà dietro le sbarre.

GIANNI BERNARDI


CORRIERE ADRIATICO

Uccise i ragazzi del muretto
ASCOLI - Era il 23 aprile scorso quando quattro studenti tra i 16 e i 18 anni di Appignano furono falciati ed uccisi da un furgone guidato da uno slavo ubriaco. Li chiamavano “i ragazzi del muretto”. Alle 22.45 di quel maledetto lunedì si consumò la tragedia. Alla guida di quel “Ducato” c’era il ventiduenne Marco Ahmetovic, un Rom originario di Caserta, da diversi anni residente in un accampamento di zingari a Valle Orta. Le vittime, tutte del posto, furono: Alex Luciani, 16 anni, studente dell’Istituto d’Arte, Davide Corradetti, 16 anni, studente Ipsia, Danilo Traini, 17 anni, studente Ipsia ed Eleonora Allevi, 18 anni, studentessa presso l’Istituto Commerciale. La comunità di zingari che da anni si era insediata a Valle Orta, era al centro di una durissima polemica per le condizioni igieniche in cui versava e per la difficile integrazione con il territorio. Erano le 22 quando un gruppo di otto ragazzi, da tutti conosciuti come quelli del “Muretto”, perchè erano soliti sedere sul muretto della circonvallazione del paese, decise di andare a Castel di Lama per gustare un gelato, quattro non tornarono più.


IL TEMPO

Falciata a Torino
È fuori anche l’investitore di Claudia

IL 15 luglio scorso Corrado Avaro, 30 anni, a cui in precedenza era già stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza, ha investito Claudia Muro, una ragazza di Torino mentre questa usciva da una discoteca. Ed era di nuovo ubriaco. La ragazza è morta in seguito alle ferite riportate e l’uomo è stato incarcerato nel carcere di Saluzzo. Appena un mese di cella e lo hanno messo agli arresti domiciliari con la motivazione che l’uomo non ha compiuto il gesto con dolo, ma era convinto con la sua abilità di non costituire alcun pericolo. Dopo questo episodio il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi aveva chiesto di inasprire le pene e ricorrere all’arresto obbligatorio nel caso in cui si accerti che il guidatore sia ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. «Inaspriremo le sanzioni per le infrazioni più gravi, la sicurezza stradale è ormai una vera e propria emergenza», aveva detto il ministro Bianchi.


COMUNICATO ASSOCIAZIONE “VIVIAMO LA VITA”

Proposta dell’ associazione Viviamolavita presentata al ministro Bianchi il giorno 11/ 9 / 07 nell’ incontro avvenuto in provincia sul tema degli incidenti stradali.
Siamo una associazione di genitori e persone sensibili che si stanno impegnando sulle problematiche degli incidenti stradali, e in particolare per cercare di arginare il tragico fenomeno delle stragi del sabato sera.
Per questo abbiamo elaborato un proposta nella quale si chiede di anticipare opportunamente l’apertura di tutti i locali pubblici e privati e la loro chiusura alle ore 1 , per fare in modo che verso le 2 , 2,30 i giovani possano far rientro alle loro case. E questo a livello nazionale.
Tale proposta parte da una semplice considerazione: qualsiasi essere umano che si sveglia alle 7 del mattino e trascorre la giornata sul lavoro, studiando o praticando una qualsiasi attività, arrivato verso le ore 2 ha un drastico calo fisiologico dovuto ai limiti che la natura ci ha dato.
Oltrepassare incautamente tali limiti ci espone a rischi gravissimi poiché i tempi di reazione si allungano , il campo visivo si modifica ecc…causando in definitiva improvvisi colpi di sonno responsabili di tante morti assurde nei venerdì e sabati notte.
Fin qui per quello che riguarda un individuo che non ha assunto alcool.
Indubbiamente l’ alcool aumenta esponenzialmente i rischi illustrati.

Da più parti arriva la proposta apparentemente giusta di interrompere la vendita di sostanze alcoliche prima che i giovani si mettano al volante in modo che abbiano il tempo di smaltire il tasso alcolico affinché scenda al di sotto dei limiti stabiliti per la guida.
Tuttavia anche se l’ individuo dopo un certo lasso di tempo riuscisse a rientrare all’ interno del tasso previsto dalla legge, è innegabile che l’organismo è comunque in stato di sofferenza generale la quale amplifica la stanchezza.
Riteniamo inoltre che siano anche profondamente non educative e deleterie, oltre che logisticamente inattuabili, le proposte di navette per rientro dai locali notturni, in quanto oltre al problema di raggiungere capillarmente le abitazioni dei giovani, cosicché non abbiano da prendere l’ auto per tornare a casa dal luogo in cui la navetta stessa li ha scaricati, insorge anche il problema educativo in quanto iniziative tali servono comunque ad istigare e giustificare comportamenti di sballo, in quanto sapendo di tornare in un modo o nell’ altro a casa, non hanno più alcun freno nel consumo di alcool.
Sicuramente non è questo che una società veramente civile può avvallare e tanto meno un genitore, poiché i nostri figli li vogliamo a casa si vivi ma anche non alcolizzati
.
Come associazione riteniamo sia indispensabile spostare il campo di battaglia dalle ore 2 – 6 alle ore 20 –1: poiché di battaglia si tratta visto che centinaia sono i soldati americani morti sul fronte in Iraq dal 2003, e centinaia sono anche i giovani italiani morti nel venerdì sera e sabato sera sul fronte del divertimento…se non è guerra questa!
Stiamo avanzando su un campo minato con una serie di ostacoli insormontabili , anche se ogni automobile dei giovani che circolano in QUELLE ORE fosse seguita da una pattuglia non potrebbero impedire gli incidenti mortali dovuti alla stanchezza .
Con la nostra proposta siamo convinti che la grande maggioranza di ragazzi potrà essere a casa prima di quelle ore ad elevatissimo rischio e comunque la minima percentuale in circolazione con le forze dell’ ordine attualmente in campo, ragionevolmente potenziate potranno sicuramente svolgere un servizio con risultati molto più soddisfacenti di quelli attuali sia sul alcol che droga nonché velocità eccessive.
In questa nostra proposta naturalmente siamo tutti interpellati dal punto di vista educativo, in primis la famiglia , la scuola , le confessioni religiosi , la politica ecc. riteniamo che porre dei sani limiti che in questo caso è compito delle istituzioni politiche sia il solo modo di costruire delle stabili fondamenta sulle quali poggiare il positivo per il futuro .
Ogni genitore sa bene che se concediamo ai nostri figli tutto ciò che desiderano ben presto diventano incontentabili , non apprezzano più ciò che hanno ma vanno alla ricerca esasperata di cose nuove illudendosi che possano appagare i loro desideri. Il grave problema attuale è proprio questo, esiste un malessere di fondo per cui ormai troppi ragazzi non riescono a trovare la felicità nelle cose che la natura ci offre ed è per questo che sempre più si attaccano a paradisi artificiali con le conseguenze che tutti riscontriamo.
Noi non vogliamo sindacare sulle colpe , chi è senza peccato scagli la prima pietra .
Vogliamo semplicemente invertire la rotta.
In pochissimo tempo sono state raccolte più di 35.000 firme
. Abbiamo le firme di tanti anziani , nonni e nonne che ci raccontano il loro modo assennato di divertirsi : A mezzanotte tutti a casa .
Ci sono le firme di tanti papà e mamme che ci hanno cercati dicendoci , io ho un figlio di 13 anni , io ho una figlia di 20 anni , io ho un figlio di 25. Ci sono le firme di tanti , di troppi genitori che ci hanno detto ; Io avevo un figlio di 18 anni . io avevo una figlia di 22 anni , io avevo un ragazzo di 16 … e se ne vanno mormorando, fate qualcosa . Abbiamo le firme di tanti ma di veramente tanti papà e mamme giovanissimi che vengono a firmare spingendo una carrozzina, a questi noi facciamo l’ immancabile domanda . Ma voi non siete mai andati nei locali notturni? Eccome ci rispondono ..
E allora perchè venite a firmare? Ci siamo resi conto del rischio che abbiamo corso e non vogliamo pensare neppure lontanamente che i nostri figli possano essere esposti anche loro a tali rischi.
Abbiamo le firme di una parte di giovani , a loro e a tutti gli altri vogliamo dire , non aspettate di diventare papà e mamme per rendervi conto che la vita è bella , unica irripetibile e preziosa poiché molti vostri coetanei non ce l’ hanno fatta.
Ci sono infine i giovanissimi i minorenni che in tanti ci hanno manifestato la loro approvazione
.
E tutto questo è l’espressione popolare di una volontà che dice basta a questa anarchia : ripartiamo da regole di buon senso, i genitori sono esasperati di attendere tutta la notte i propri figli perché i locali aprono all’ora che dovrebbero chiudere.
Chiediamo inderogabilmente la chiusura alle ore 1 e da subito con questa azione faremo già un lavoro educativo enorme presso le giovani leve che ancora non frequentano i locali notturni, in quanto entreranno già nell’ordine di idee per cui il divertimento non è sballo tutta la notte.
Questo sarà il primo vero passo per il bene dei nostri figli, della famiglia e della società.
Sarà la strada che ci darà la speranza per uno stile di vita migliore per le nuove generazioni, in modo da evitare di dover tornare in futuro a discutere sulle solite proposte, che purtroppo per ora non hanno portato a nessun risultato tangibile sulla questione delle stragi del sabato sera.
Vogliamo ancora ribadire che questa proposta è una base di partenza sulla quale ognuno di noi deve sentirsi moralmente impegnato a dare il proprio contributo per far si che tutte le problematiche che portano a perdere la vita sulle strade siano affrontate con coraggio, pensando che certi drammi non sono soltanto ad appannaggio altrui.
Sicuramente questa proposta va a cozzare contro diversi ostacoli: uno è di carattere culturale, sovente infatti si sente affermare che questo stile di vita è ormai radicato nella nostra cultura e non si può più cambiare. Tuttavia una cultura che porta a questi risultati non è degna sicuramente di essere menzionata come tale, per cui siamo convinti che va urgentemente cambiata, eliminata.
Il secondo grosso ostacolo è indubbiamente quello economico però sabbiamo bene che se si vuole una soluzione si può comunque trovare, i nostri imprenditori del divertimento non peccano certamente di fantasia…però quando si perde un figlio nel fiore degli anni e potrebbe essere il figlio di ognuno di noi, non esistono più soluzioni ma solo tanto, tanto dolore e …silenzio.


CITY.CORRIERE.IT

Uomo ubriaco tenta di rapire un bimbo
Al flaminio

Un uomo ubriaco ha tentato di rapire un bambino che giocava a palla. È stato bloccato da una poliziotta libera dal servizio.
Era in piazza Melozzo da Forlì giocando con i suoi figli quando ha sventato il rapimento di un bambino.
Madre e agente
Una poliziotta libera dal servizio domenica pomeriggio, ma il fatto si è saputo solo ieri, era nello spazio pubblico del Flaminio con i suoi bimbi, quando è arrivato S. P., romeno di 36 anni. L’uomo evidentemente ubriaco cercava di avvicinare alcuni bambini che giocavano a palla. Qualche genitore ha cercato i farlo allontare. Ma il 36enne, per tutta risposta ha afferrato un piccolo di 10 anni e ha cominciato a fuggire. L’assistente di polizia immediatamente è scattata dietro il rapitore e si è qualificata. A quel punto il romeno ha lasciato il bambino cercando di fuggire il più velocemente possibile, ma la poliziotta dopo uno sprint di una cinquantina di metri è riuscita a bloccarlo. Nel frattempo è giunto sul posto un collega della donna.
Rabbia
La poliziotta ha anche dovuto difendere il fermato da un tentativo di linciaggio da parte di alcun testimoni la scena
. Il piccolo malcapitato, visitato poi al San Giacomo ha avuto tre giorni di prognosi. L’immigrato invece è stato denunciato per lesioni al commissariato Villa Glori.
Alessandro Conti


IL TIRRENO

Montecatini
Ubriaco investe una donna 
La passante si trova in prognosi riservata all’ospedale 
Tasso alcolico oltre il limite di legge ed erano le 9 di mattina 

PESCIA. Ha rischiato di uccidere una passante mentre si trovava alla guida della sua auto, ed erano appena le 9 di mattina. Vittima dell’incidente una donna residente a Pescia, di origine Rumena, che attualmente si trova in prognosi riservata all’ospedale. La donna è stata travolta, domenica mattina, in via Fiorentina da un automobilista pure rumeno. Sul posto è intervenuta dopo pochi minuti una pattuglia della polizia municipale, che ha sottoposto il guidatore alla prova dell’etilometro, che ha confermato un tasso alcolemico molto al di sopra di quanto prevede la legge per chi si mette alla guida di un qualsiasi mezzo.
La donna è stata trasportata immediatamente in ambulanza all’ospedale dove i medici, viste le sue condizioni, l’hanno sottoposta a un delicato intervento chirurgico all’addome, al termine del quale hanno emesso una prognosi riservata. Dopo le formalità di legge al conducente dell’auto è stata ritirata la patente di guida ed è stata sequestrata l’auto.
O.B.


IL TIRRENO

Piombino - Elba
Vandali scatenati contro le auto in centro storico 
Gomme tagliate e portiere sfregiate, la polizia ferma un gruppetto di minorenni 
Ubriachi e storditi dall’hashish avevano iniziato il raid senza curarsi delle tante persone che potevano vederli: gli agenti della volante hanno interrotto la scorribanda 

PIOMBINO. Ubriachi, la testa annebbiata da qualche spinello, un sabato sera da non saper come riempire. Non si sa chi abbia avuto l’idea, nel gruppetto di ragazzi, ma dev’essere subito piaciuta a tutti. Così dopo il giro degli aperitivi è iniziata la spedizione in centro storico, obiettivo le auto parcheggiate nel tratto che porta dagli ex licei a Marina: auto da sfregiare o a cui tagliare le gomme, usando probabilmente un pezzo di vetro. Almeno una decina le macchine danneggiate, prima che qualcuno si accorgesse di cosa stava accadendo e chiamasse il 113.
La miscela di alcol e fumo infatti deve aver fatto perdere ai ragazzi, tutti minorenni, oltre a ogni inibizione, anche un minimo di prudenza. Si sono lanciati così, in questo raid improvvisato, con assoluta incoscienza del fatto che erano in tanti quelli che potevano vederli, alle nove di sera di un sabato di fine estate col centro storico pieno di gente.
Ma nel breve periodo intercorso tra l’inizio dei vandalismi e l’arrivo della polizia, hanno fatto in tempo a fare danni davvero notevoli. Scegliendo a caso si sono accaniti su un gran numero di auto (al momento le segnalazioni sono una decina, ma è possibile che arrivino altre denunce) tagliando in qualche caso tutte le gomme, e in qualche altro sfregiando le fiancate.
In centro storico circolano ipotesi diverse sulle modalità che hanno portato alla fine della scorribanda, tra cui quella dell’intervento di altri ragazzi e di una breve colluttazione seguita dalla fuga del gruppetto. Ipotesi non confermate, con l’unica certezza costituita dall’arrivo della volante della polizia, che ha bloccato il gruppetto di ragazzi nella zona del porticciolo.
Dal commissariato di via Ferrer precisano che le responsabilità dei ragazzi fermati sono ancora in fase di esame, e che per attribuire a ognuno un ruolo nella vicenda dovranno essere completate le indagini che comporteranno anche la necessità di ascoltare alcuni testimoni.
I ragazzi comunque sono stati portati in commissariato, e in tasca a uno di loro sono stati trovati quattro grammi di hashish. Alterati dal fumo e dall’alcol hanno risposto con fatica alle domande degli agenti e dopo l’identificazione sono stati rilasciati, anche se per loro è in arrivo la denuncia. Stavolta nelle analisi del fatto e dei protagonisti non sarà possibile cavarsela con generici riferimenti alle difficoltà di inserimento o all’incultura di giovani immigrati, dal sud del Paese o dall’Africa piuttosto che dall’Est Europa: i ragazzi fermati sabato sera dalla polizia sono infatti tutti piombinesi, e di “buona famiglia”, come si usava dire fino a un po’ di tempo fa.
I proprietari delle auto in quasi tutti i casi si sono accorti dell’accaduto il giorno dopo e a loro non è rimasto che chiamare il carrattrezzi o portare la macchina dal carrozziere, a seconda dei casi.
Il raid vandalico di sabato è stato seguito ieri da tante proteste (anche al centralino della nostra redazione) da parte di chi abita nella parte vecchia della città, che si lamenta soprattutto del caos e del rumore a ogni ora del giorno e della notte: proteste che ripropongono la questione della non facile convivenza tra i residenti del centro storico e i frequentatori di bar, pub e ristoranti, tutti ormai concentrati a Trastevere.

C.Loz.


BRESCIA OGGI

L’ALLARME. A colloquio con il dottor Paolo Marzollo, responsabile del 118: «Con la droga forma un cocktail micidiale»
«L’alcol è la vera emergenza»
La fascia di età tra i 15 e i 24 anni è la più colpita nel periodo che va da venerdì a domenica

I tempi di reazione si allungano, si avverte difficoltà nella visione laterale, si fa fatica a coordinare i movimenti, si è abbagliati dalle luci dei fari, non ci si riesce a concentrare sulla strada. Sono solo alcuni degli effetti dell’abuso di alcol - che possono rivelarsi fatali quando ci si mette alla guida - elencati dal dottor Paolo Marzollo, responsabile del Servizio 118.
«La fascia di età fra i 15 e i 24 anni è la più colpita negli incidenti stradali dal venerdì notte alla domenica - spiega -. Spesso si tratta di ragazzi che hanno assunto non solo alcol, ma cocktail di alcol e droga, che possono portare fino alla perdita della coscienza».
Nell’estate del 2007, da giugno a settembre, il 118 ha affiancato alcune pattuglie delle forze dell’ordine sulle strade di città e provincia, per effettuare se necessario dei test sul livello di alcol nel sangue degli automobilisti fermati: 1.119 persone sono state sottoposte a controlli, e di queste, 686 sono risultate positive per alcol e/o droga. «Mentre il tasso di alcol nel sangue si può identificare facilmente con i test a disposizione, è più difficile dire con certezza se sono presenti anche altre sostanze stupefacenti - dice Marzollo -, dal momento che i test per rilevare l’assunzione di droghe esistono, ma sono ancora costosi, e richiedono quindi una selezione preventiva delle persone da sottoporre».
La guida in stato di ebbrezza è la prima causa di morte violenta per i giovani fra i 18 e i 30 anni, «i ragazzi spesso ignorano quali siano le responsabilità penali che derivano dalla commissione del reato, e non a caso stiamo notando, sulle strade, un aumento dei reati di omissione di soccorso, a conferma del senso di deresponsabilizzazione che non è facile arginare», dice il comandante di Polizia locale, Elsa Boemi. «Capita poi che nemmeno la normativa ci aiuti: succede di ritirare le patenti e poi doverle riconsegnare, perché il giudice decide il differimento della sospensione della patente, che rappresenta invece, a nostro parere, un ottimo deterrente».
Per arginare il rischio dei sinistri dovuti all’abuso di alcol, il decreto Bianchi, che in agosto ha modificato sull’onda delle emergenze estive alcune parti del codice della strada, ha aggravato le sanzioni previste per chi guida in quello stato, introducendo una gradualità nelle misure in base ai livelli di alcol nel sangue.

LI.CE.


IL TIRRENO

Guida ubriaco e si finge il gemello 
L’operaio aveva alcol nel sangue 4 volte il consentito e la patente scaduta 

VOLTERRA. Aveva un tasso alcolico nel sangue quattro volte superiore al limite consentito. Non solo: era ben consapevole di essere stato sorpreso alla guida con una patente scaduta da diversi mesi. Ma lui, il conducente alticcio, non si è perso d’animo, ha cercato di mettere nei guai il fratello-gemello. Tanto a quel punto aveva capito di essere finito in un bel guaio. Ha pensato di uscirne dando al carabiniere che lo stava controllando il nome del “povero” gemello. «Non ho la patente con me», ha detto il conducente in un primo momento. Poi quando il carabiniere gli ha fatto capire che dal riscontro al terminale risultava che la sua patente d era scaduta il conducente ha giocato un’altra carta. «La macchina è intestata a mio fratello gemello che ha la patente scaduta ma io sono l’altro fratello, la mia patente è in regola», questo in sintesi la scusa trovata. A quel punto ai carabinieri non è rimasto che scortare a casa - a Santa Luce - il “gemello diverso” per un confronto. Che però non è avvenuto: quando l’automobilista alticcio è arrivato a casa ha avuto un ripensamento. È arrivata l’ammissione... «No, il mio gemello non c’entra, sono io quello con la patente scaduta» Una serata da dimenticare per M. T., 60 anni, operaio, di Santa Luce. È stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, guida senza patente e per sostituzione di persona. La patente gli è stata ritirata e con la nuova normativa rischia pure la revoca.
È questa una delle denunce effettuate nei giorni scorsi dai carabinieri della compagnia di Volterra che sono stati impegnati in alcuni servizi coordinati disposti dal comando provinciale ed effettuati dopo l’arrivo del nuovo comandante della compagnia, il capitano Massimo Russo. Nell’ambito di un servizio che era mirato a contrastare la prostituzione sulle strade - fenomeno scarsamente presente nel Volterrano - i militari hanno denunciato per porto ingiustificato di un coltello di genere proibito T. V., 68 anni, nato a Portoferraio e residente a Rio Marina. Nei guai anche S. G., 25 anni, nato a Massa Marittima e residente a Campiglia, trovato con due coltelli di genere proibito.
È stato sorpreso alla guida in stato di ebbrezza anche C. A., 22 anni, di Bergamo. Il tasso alcolico è stato accertamento con l’etilometro. Per il giovane, patente ritirata e segnalazione alla prefettura. La stessa denuncia è scattata anche nei confronti di F. A. di Cecina, residente a Montescudaio.
Nell’ambito di un servizio che era finalizzato al contrasto del commercio di prodotti contraffatti è stato arrestato, dai militari di Ponteginori, un albanese di 25 anni che non era in regola con il permesso di soggiorno.
È stato inoltre denunciato in stato di libertà anche N. M., 24 anni, di Bolzano, trovato con due mazze da baseball nell’auto. Oggetti che sono stati sequestrati.

Sabrina Chiellini


PRIMADANOI.IT

Una task force contro la vendita di alcol ai minori
PESCARA. Un’azione di contrasto «immediata e decisa» per il divieto di vendita di alcolici ai minori di 16 anni. A richiederla Berardino Fiorilli di Pescara Futura.
Fiorilli chiede così al Comune di attivare «una task force permanente di Polizia Municipale per il controllo e la repressione del fenomeno» della vendita di alcolici ai giovanissimi. Una abitudine che in città esiste soprattutto nelle zone frequentate dai ragazzi nel fine settimana.
«Il ripristino della legalità su una materia che non ammette né deroghe né eccezioni è urgente»: l’esponente di Pescara Futura chiede che l’ordine venga risistemato al più presto. «Il compito è della Polizia Municipale, molto attiva nell’attività di esazione ma ultimamente non sufficientemente attenta ed operosa nella prevenzione e repressione verso illeciti come questi».
«Il fatto che l’alcol sia accettato socialmente e sia facilmente reperibile», continua Fiorilli, «espone a rischi enormi soprattutto i più giovani che non hanno gli strumenti necessari per comprendere il disvalore sociale dell’abuso di tale sostanza. Tuttavia, non ci sono azioni di contrasto decise verso la somministrazione di bevande alcoliche ai minori» Eppure il codice penale all’art. 689, prevede un divieto espresso per gli esercenti di pubblici esercizi di somministrare bevande alcoliche ai minori di sedici anni.
Un divieto che non sempre viene rispettato, come avevamo scritto anche PrimaDaNoi.it qualche mese fa, anche a causa di mancati controlli da parte di chi dovrebbe vigilare.


LETTERA AICAT

Cari amici,
Non so chi di voi ha visto la presentazione del film "I giorni perduti" che è stata fatta da Giancarlo Giannni, Katia Ricciarelli e Federica Andreoli la settimana scorsa nell’ambito del Festival del Garda su RAI 2.
Comunque ora ci sarà un’altra presentazione, giovedì prossimo, al Maurizio Costanzo Show, la sera verso le ore 23, in cui ci dovrebbe essere anche Enzo Iacchetti, ed in cui si parlerà dei problemi alcolcorrelati. Federica Andreoli dovrebbe fare un accenno anche all’AICAT, e probabilmente verrà a fare un saluto anche al nostro Congresso Nazionale.
Saluti a tutti
Ennio Palmesino


TGCOM

Costanzo show, al via su Canale5
Riparte dalle battaglie sociali

Al via da martedì 18 settembre, in seconda serata su Canale 5, il Maurizio Costanzo Show. Questa edizione autunnale 2007 prevede un doppio appuntamento settimanale: il martedì alle 24 e il giovedì sera alle 23.25. Il programma di Costanzo torna con uno dei suoi tratti caratterizzanti storicamente più forti: le battaglie sociali. La prima puntata è dedicata al dramma dell’alcolismo e agli incidenti stradali.
Ospiti: il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Antonio Di Pietro, il magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo, Eva Henger, l’attore Massimiliano Varrese come testimonial per la campagna contro l’alcool e Anna Barbieri, moglie di un ragazzo ucciso da un’auto guidata da un ubriaco.
Costanzo dedica poi un ricordo speciale a Gigi Sabani, mandando in onda un’intervista rilasciata dal presentatore, scomparso di recente, quando fu ospite del Maurizio Costanzo Show, subito dopo lo scandalo che lo vide coinvolto. In studio ci sarà anche la sorella di Gigi, Isabella Sabani.


L’ARENA di Verona

TREGNAGO. La luce (verde, gialla o rossa) avverte chi sta per rimettersi alla guida dell’auto
Sobri o ubriachi? La prova si fa al bar
Un giovane esercente adotta la macchina che misura il grado di ebbrezza: «Voglio solo far riflettere la gente»

Paola Dalli Cani
Al bar per fare l’alcoltest: da venerdì alla Bettola c’è una macchinetta che sta suscitando molta curiosità. Ricorda una slot machine ma promette di dirti se sei in grado di metterti alla guida oppure no. «La inseguivo da un anno perchè si fa un gran parlare di controlli sulle strade ma in pochi sanno fino a che punto l’alcool si concilia con la guida (*). Si va da un estremo all’altro, da chi fa il pieno al bar a chi al ristorante evita di ordinare il quartino perchè non sa se poi sarà fuori legge», spiega Nicola Battisti, 32 anni, titolare dell’albergo che in via Bettola è anche bar e ristorante. La macchinetta staziona su un tavolino all’ingresso del bar e il funzionamento è semplice: infilando un euro apre il vano delle cannucce e contemporaneamente espelle l’aria. Poi una voce metallica dà il via libera: basta infilare la cannuccia nell’apposito foro e soffiare per tre secondi. Dopo qualche istante si illuminano tre led, diversi a seconda dello stato rilevato, e la voce metallica commenta la prova.
Se si accende il led «Good», un po’ il semaforo verde, la voce attesta che è tutto ok. Il giallo è la spia del «warning» (attenzione) e la voce ti ammonisce con un «Hai alzato un po’ il gomito». L’accensione della spia «danger» (pericolo) si accompagna alla frase «Hai bevuto più della Ferrari, fatti accompagnare dalla mamma».
«La stima di attendibilità non è scritta da nessuna parte, ma posso confermare che la macchina si comporta diversamente a seconda di quanto si beve. Non ho mai pensato di averla per fare l’alcoltest, ma solo per far riflettere e per favorire una maggiore consapevolezza», dice Battisti. Quando parla pensa a tutta la clientela, al neopatentato e ai pensionati: «Tutti sappiamo qual è il limite massimo oltre il quale scatta la contravvenzione, ma nessuno sa a cosa corrisponda. In questi giorni in molti la provano, per scherzo o per curiosità. La cosa positiva è che dopo il test, che deve essere fatto almeno 15 minuti dopo aver bevuto e senza aver fumato, si discute. Per molti l’etilometro è uno sconosciuto», osserva il ristoratore, «ma se fosse a portata di mano, come in Germania o a Bibione, al problema della guida in stato di ebbrezza si penserebbe di più».
Senso civico a parte, è indubbio che il nuovo attrezzo sia anche occasione di guadagno: 30 centesimi di quell’euro per togliersi la curiosità restano alla Bettola, anche se c’è una certa differenza con le macchinette del gioco d’azzardo.
Sui titolari di locali e pubblici esercizi sistematicamente sul banco degli imputati, Battisti obietta: «Se uno vuole far festa e ubriacarsi l’alcol può portarselo da casa o andare a prenderselo al market. Non do da bere ad un ubriaco ma chi mi dice che quando se ne va non vada altrove per proseguire la sbronza? Ho voluto la macchinetta», aggiunge, «per offrire a tutti un momento per riflettere. Non posso vietare a nessuno di mettersi alla guida, ma posso far sì che uno sappia che può essere un pericolo per se stesso e per gli altri».
Intanto si procede coi test e Battisti è intenzionato a scoprire se al ristorante il quartino può esserci o meno: «Organizzerò con gli amici una cena completa dall’antipasto all’ammazzacaffè, vino compreso, e poi tutti faremo il test».
(*) Nota: eppure è molto facile. L’alcol non si concilia con la guida. In nessuna occasione e in nessuna quantità diversa da zero.


L’ARENA di Verona

VIGILI. Nessun ferito
Al volante ubriachi causano due incidenti

Ancora incidenti stradali causati dall’abuso di bevande alcoliche. L’altra sera una pattuglia della polizia municipale è intervenuta in piazza San Zeno per i rilievi di un incidente. Secondo quanto ricostruito dagli agenti del nucleo infortunistica, poco prima delle 22 una Mini Cooper era andata a schiantarsi contro gli ombrelloni del ristorante Al Calmiere, danneggiandone alcuni. Il conducente, sottoposto alla prova etilometrica, è risultato positivo, con valori superiori di cinque volte rispetto al tasso consentito. Ancora maggiore il tasso rilevato ieri mattina per un incidente accaduto in corso Venezia. Poco prima delle 11 una monovolume Chrysler, condotta da una trentasettenne straniera residente a Verona, è andato a scontrarsi contro tre veicoli in sosta, due dei quali sono stati danneggiati in modo piuttosto serio.
I vigili di quartiere, intervenuti sul posto per i rilievi, hanno sottoposto la conducente alla prova etilometrica: gli esiti sono risultati sette volte superiori a quanto consentito dalla legge (0,5 grammi di alcol per litro di sangue). Anche in questo caso, fortunatamente, non ci sono stati feriti. Entrambi i conducenti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza. Intanto i vigili proseguono il servizio nei quartieri: oggi saranno al mercato di Borgo Venezia, domani al mercato di Porto San Pancrazio e piazza Cavalleri; giovedì in piazza Erbe e piazza Corrubio; venerdì in via Emo.


LA NAZIONE del 17/09/2007

Divieto di somministrare e vendere bevande in bottiglie di vetro e lattine
Divieto di somministrazione e vendita per asporto, nonché l’asporto da parte dei consumatori, di bevande, alcoliche e non, contenute in bottiglie di vetro e in lattine. Lo ha deciso un’ordinanza del sindaco che rimarrà in vigore tutti i giorni, dalle 21 alle 6, fino al 7 gennaio 2008
Arezzo, 17 settembre 2007 - Vietata la somministrazione e la vendita per asporto, nonché l’asporto da parte dei consumatori, di bevande, alcoliche e non, contenute in bottiglie di vetro e in lattine. Lo ha deciso un’ordinanza del sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, che rimarrà in vigore, tutti i giorni, dalle 21 alle 6, fino al 7 gennaio 2008.
Il divieto è dovuto dall’abbandono di bottiglie e lattine che rappresenta un pericolo per l’incolumità dei cittadini e un danno al decoro ed all’immagine della città
. L’ordinanza è rivolta a tutti gli esercizi e alle attività che effettuano tale somministrazione e vendita, ai laboratori artigianali di prodotti alimentari, ai call-center, agli internet-point e ai distributori automatici.
Il provvedimento, inoltre, è esteso anche agli esercizi temporanei di somministrazione e vendita, allestiti in occasione di manifestazioni, fiere, sagre e spettacoli e alle imprese che esercitano il commercio o la somministrazione su area pubblica di generi alimentari e bevande, sia in sede fissa come i chioschi, che itinerante e che siano ubicati o si trovino nel centro abitato di Arezzo.


IL TEMPO Roma

Maxirissa fuori dalla discoteca Quindici rumeni nei guai
di ANNA PIERSANTI
DAL BALLO di gruppo al fermo di gruppo. È stato il pesante apprezzamento, forse nei confronti di una loro connazionale che, domenica notte, intorno alle tre, ha innescato, all’interno della discoteca «Bucaresti», in via del Barco, a Tivoli Terme, l’ennesimo episodio di violenza tra cittadini dell’Est europeo, protagonisti di una maxirissa scoppiati nel locale notturno. Una decina di giovani, e tra questi una donna, tutti in preda ai fumi dell’alcol, stavano dandosele di santa ragione, fuori dal piazzale del ritrovo quando sono arrivati i carabinieri di Tivoli. Urla, sedie e tavoli che volavano fuori dalla discoteca. Quattro le auto e le pattuglie dei carabinieri arrivate a rinforzo e due i giovani che poi sono dovuti ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale di Tivoli per fratture varie e una prognosi di venti giorni. Alla fine sono state otto le persone fermate mentre nelle stesse ore altri cinque stranieri sono stati fermati a Olevano Romano e due a Giardinetti dai carabinieri del gruppo di Frascati, tutti di nazionalità rumena.


ROMAGNA OGGI

Ubriaco prende a calci automobili, denunciato
FORLI’ – Ubriaco fradicio stava smaltendo la sbornia di alcol prendendo a calci alcune automobili parcheggiate nei pressi dell’Hotel Principe di Forlì.
Dopo la segnalazione arrivata al 113, una Volante della Questura si è portata immediatamente sul posto trovato un cittadino di nazionalità rumena che, alla vista degli uomini in divisa, gli si è scagliato contro. L’alcol è costato all’uomo una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.


L’ADIGE

I ragazzi rovinano l’happy hour
Il titolare del Fiorentina: gruppo di quindicenni incivili<

Mercoledì, 19 Settembre 2007
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