Martedì 28 Gennaio 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 12 settembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

IL TIRRENO

MERCOLEDÌ, 12 SETTEMBRE 2007

Il Sap: abolite la September Fest 

«Troppi pericoli», il sindacato di polizia pronto a una petizione 

CARRARA. “Una tradizione da abolire”: non usa mezzi termini il Sap, il sindacato autonomo di polizia, per chiedere lo stop alla September Fest. Una richiesta ufficiale, presentata al prefetto, al questore e al sindaco. La segreteria provinciale è del parere che sia arrivato il momento di dire basta: troppi disagi, troppi pericoli. «Ogni giorno - scrive il segretario Gian Piero Ignazio Floris - migliaia di persone partecipano a tale “Festa”. Tra questi naturalmente molti sono giovanissimi e minorenni. Ma questo poco importa. Come poco importa che gli stessi raggiungono la “Festa”, a bordo di auto da varie province, poco importa se questi giovani alle prime luci dell’alba rientrano a casa a bordo delle loro autovetture in condizioni psicofisiche non idonee alla guida».Aggiunge il Sap: «Poco importa se centinaia di persone completamente ubriache, all’uscita dalla “Festa”, urinano e vomitano o peggio per strada e addirittura all’interno dei giardini delle abitazioni adiacenti; o se giovani in preda all’alcool devastano per divertimento gli stabilimenti balneari». E ancora: «Poco importa se un ragazzo di 18 anni rischia di perdere un occhio perché colpito da un boccale di pesante vetro distribuito dagli organizzatori della “Festa”». Ricordano poi le risse, e la vendita di birra ai minorenni, vietata dal Codice. Il Sap parla di disagi gravi per le stesse forze dell’ordine, «che come al solito, all’uscita, si trovano in prima linea a fronteggiare centinaia di persone, di cui una buona parte ubriache e subire direttamente le offese, sputi e lanci di oggetti vari, senza alcuna possibilità di intervenire o evitare che tali persone si mettano alla guida di auto in stato di sicura alterazione di assunzione di alcool». Le forze dell’ordine (si ricordano anche le gravi lesioni subite da un agente colpito violentemente al volto) - scrive il Sap - «che per coprire i servizi di questa bellissima “Festa”, sono costretti a fare turni disagiati con ore di straordinario e senza riposo settimanale, distolti dal loro primario compito istituzionale di controllo del territorio. E’ anche vero che per tutto questo percepiscono anche 1250 euro al mese...». Secondo il Sap, nei 15 giorni della festa «quell’area diventa una zona franca: niente o pochi controlli amministrativi dagli organi competenti a differenza di altri commercianti che sistematicamente vengono sanzionati pesantemente». Critiche anche alle condizioni igieniche. «Tutto questo non ha senso», si conclude; «Non ha senso, perché la città di Carrara non ne trae nessun profitto economico; e valuteremo se promuovere una petizione popolare a sostegno per l’abolizione della “Festa”»; e il Sap chiede a politici locali, commercianti, cittadini o chiunque fosse eventualmente interessato, di essere contattato.


CORRIERE ADRIATICO

Dibattito in piazza organizzato dalla Stefab Proiezione di video da parte della polstrada sugli effetti devastanti degli incidenti stradali Illustrate le strategie per la prevenzione
Silenzi: “Stop all’alcol nelle discoteche”

M.S.Giusto, oltre mille persone all’incontro per ricordare due giovani vittime

MONTE SAN GIUSTO - “Occorre andare controcorrente. Non sono fra chi condivide questo consumo della notte. Sono per il no all’alcol in discoteca. E’ una battaglia difficile, politica e culturale. Ma è giusto combatterla”. Anche il presidente della Provincia Giulio Silenzi ha partecipato l’altra sera al “Primo memorial Stefano e Fabio. Per non dimenticare, per non dimenticarvi” organizzato a un anno esatto dalla scomparsa di due giovani vittime di un incidente stradale. Oltre mille le persone che hanno assistito al dibattito in piazza.
La serata è stata promossa dalla Stefab (associazione composta dai familiari dei due ragazzi) e organizzata in collaborazione con Anteros Produzioni: ha lasciato il segno tra commozione e riflessioni di ospiti e platea. Sul palco di piazza Aldo Moro, oltre ai due testimonial della conferenza, “Sali con noi a bordo della sicurezza, ascolta, rifletti, metti in moto”, la giornalista esperta di Formula Uno Claudia Peroni e il pilota abruzzese Gabriele Tarquini, tanti esperti di sicurezza stradale e rappresentanti delle istituzioni. Obiettivo: squarciare lo spesso velo di silenzio che in modo inesorabile avvolge il fenomeno forse più grave, e forse più ignorato, della provincia. E non solo. L’infinita catena di lutti legati agli incidenti stradali. Un paradosso: ne parlano tutti, i giornali locali danno ampia evidenza ai singoli episodi. Ma poi? Poi si dimentica.
Fra i presenti al dibattito, che ha chiuso le giornate di sport alle quali hanno partecipato decine di ragazzi di Monte San Giusto, il sindaco Franco Bordoni, quello della vicina Montegranaro Gianni Basso, lo stesso Silenzi, l’assessore provinciale Clara Maccari, il comandante della polizia stradale di Macerata Stefania Minervino, gli ispettori capo Rossano Re e Giordano Domizi, sempre della stradale, il maggiore dei carabinieri Francesco Zamponi, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Settimio Simonetti, il maresciallo Fabio Piola della Guardia di Finanza di Civitanova, la responsabile dell’associazione “Famiglia Nuova” Raffaela Jale e il presidente della Stefab Sandro Rossi.
Tutti quasi stupiti per l’incredibile successo della manifestazione. Video, spezzoni di real tv e statistiche sugli incidenti stradali nelle Marche hanno prodotto un grande impatto emotivo. Per un memorial che avrà un seguito anche nel 2008. La mobilitazione è partita dal basso, dalle famiglie vicine ai due ragazzi di Monte San Giusto: e si sta allargando a macchia d’olio con l’obiettivo di promuovere nei giovani la cultura della prevenzione e della sicurezza stradale. Il lavoro è lungo e difficile ma per la prima volta è stata organizzata un’iniziativa che potrebbe fare la differenza. La stessa proiezione dei filmati sugli incidenti, molto crudi, effettuata nel corso dell’intervento della Minervino, ha colpito gli animi e potrebbe essere una delle strategie a livello nazionale per convincere i ragazzi che andare veloci non è bello. Spesso è andare incontro alla morte. E che il pericolo è sempre in agguato, i rischi dietro ogni angolo. Anche un’innocua serata fra amici, un sabato sera come tanti, può trasformarsi in tragedia. “Riceviamo - ha detto Simonetti - tante chiamate, ma quando sappiamo che si tratta di un incidente stradale nel quale è coinvolto un ragazzo partiamo con il batticuore. Quando dobbiamo intervenire anche noi si tratta quasi sempre di un incidente grave”. Quello della Stefab non è che il primo passo: sono necessari altri incontri, opere di prevenzione nelle scuole, mobilitazione delle istituzioni. Non solo locali. Ma senza primo passo non c’è cammino.
DOMENICO CIARROCCHI


L’ADIGE


Tione, in esame la delibera anti alcol

GIUDICARIE - La prossima settimana, il Comitato di distretto sanitario Giudicarie-Rendena analizzerà la proposta di delibera che, su sollecitazione del comitato «Coordinamento salute e sicurezza - Comitato alcol guida», è stata formulata per regolare il consumo di alcolici durante manifestazioni patrocinate o sostenute dai Comuni (ritrovi culturali, sportivi, ricreativi e di promozione sociale). Se il Comitato approverà la proposta di delibera, essa passerà alle giunte dei Comuni per essere discussa e adottata. Dell’argomento si era già parlato nella riunione di luglio del Comitato, quando più d’uno erano stati i commenti scettici sull’efficacia del provvedimento. Il documento, molto concreto, fissa cinque linee guida: 1) divieto di intitolare la manifestazione ricorrendo a termini ascrivibili a prodotti alcolici (es: festa della birra, del vino, ecc…); 2) divieto di somministrazione e vendita di bevande superalcoliche; 3) sospensione della somministrazione e vendita di bevande alcoliche un’ora prima della chiusura della manifestazione, nel caso in cui sia protratta oltre l’una; 4) effettuazione di una giornata e/o serata «alcol free» nel caso di manifestazioni che durino più giorni; 5) il prezzo delle bevande alcoliche somministrate durante gli eventi non potrà essere inferiore a quello medio di vendita nei pubblici esercizi, allo scopo di limitarne individualmente la quantità consumata.


AREZZONOTIZIE

12 settembre
Discotaxi ed Happystreet: progetti per i più giovani

Con la fine della stagione estiva giunge al termine (il 22 settembre) anche il progetto E...state sicuri discotaxi, promosso dal Comune di Arezzo, assessorato alle politiche giovanili.
L´obiettivo è quello di offrire ai ragazzi aretini un servizio taxi per collegare il centro della città alla discoteca Dolceverde, luogo di ritrovo notturno per tanti giovanissimi, e renderli più consapevoli dei rischi legati alla guida e all´uso di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti.
In pratica, acquistando un braccialetto presso l´Informagiovani di Piazza Guido Monaco, oltre al viaggio in taxi, ad ogni ragazzo spetta una riduzione sul biglietto d´ingresso, il diritto di evitare la fila all´entrata (e non è poco!), il buono per una bevuta analcolica e, se l´alcool test è negativo, la possibilità di entrare gratis il sabato successivo.
Inoltre, per la tranquillità di tutti quei genitori che ogni sabato sera fanno fatica ad addormentarsi, a questo servizio si è pensato bene di associare "Happy Street", il progetto che la USL 8 porta avanti ormai da alcuni anni e che quest´anno si avvale della collaborazione dell´associazione D.O.G. (Dentro gli Orizzonti Giovanili) e dei suoi operatori di strada. Così, ogni fine settimana scendono a lavorare sul campo persone qualificate ed esperte che mettono la loro esperienza al servizio dei più giovani e delle loro famiglie.
Vista l´importanza dell´argomento, ad Arezzo Notizie abbiamo pensato di approfondire la conoscenza di questo progetto e di scendere in campo anche noi.
Sabato sera, dopo aver bevuto un bel caffè (d´altra parte la mia generazione è quella del "Boga": all´una tutti a letto), sono partita, pronta a far nottata, in direzione discoteca.
Proprio davanti all´entrata, attorno ad un camper che fa da postazione, una folla di ragazzi pimpanti: alcuni parlano con gli operatori di alcol, di droghe ma anche di scuola, di famiglia di amore; altri sono già in fila chiedendo di fare l´alcool test ; altri ancora se ne stanno un po´ in disparte ad osservare e ad ascoltare con curiosità. Contemporaneamente, all´interno della discoteca, altri operatori distribuiscono materiale informativo e questionari su alcool e sostanze.
"E´ proprio questo approccio informale", sostiene Roberto Norelli, coordinatore D.O.G., "che ci permette di stabilire con i ragazzi delle relazioni importanti; siamo riusciti a conquistare la loro fiducia e adesso si rivolgono a noi in cerca di quelle risposte che troppo spesso, in altri luoghi non riescono a trovare. Sono loro che chiedono di fare il test dell´etilometro, di riempire i questionari, sono loro che si avvicinano con le loro richieste di aiuto".
Norelli è più che sicuro dell´importanza di questi interventi "ma è necessario che siano continui e non soltanto eventi sporadici".
Interviene Carla Bigianti, sociologa della USL 8 che da anni lavora presso il Ser.T (servizio per le tossicodipendenze) "E´ necessario che le strutture operino in rete per poter adottare una strategia comune e intervenire a tutti i livelli, dalla prevenzione al monitoraggio fino alla consulenza per le famiglie ed è a questo scopo che abbiamo siglato un protocollo d´intesa con Prefettura, Provincia, Comune, Provveditorato e SILB (sindacato degli imprenditori locali da ballo)".
Rispetto all´utilità del progetto, nessuno dei ragazzi presenti ha dei dubbi. I più giovani si lamentano semmai del costo e chiedono, se non un servizio di trasporto gratuito, almeno una riduzione del prezzo.
I più grandi (20 anni!) sembrano meno preoccupati per le spese e la loro principale richiesta è che Discotaxi ed Happy street proseguano anche nella stagione invernale.


ASAPS

Milano
Il 70% dei traumi da incidente stradale è legato ad alcol e droga

Uno studio dell’Istituto Humanitas illustra nuove tecnologie per gestirli

Sette volte su dieci i grossi traumi legati a un incidente stradale sono legati all’abuso di alcol. I più frequenti sono i traumi all’addome, favoriti dallo stato di ebbrezza che rallenta i riflessi e “fa dimenticare” l’uso delle cinture. Questi dati sono forniti dall’Istituto Humanitas di Rozzano, dove si è tenuto un simposio sulle nuove tecnologie per gestire i traumi di un paziente sotto l’effetto di stupefacenti. Tra questi spicca la possibilità di utilizzare la radiologia interventistica, al posto del tradizionale intervento chirurgico, per bloccare un’emorragia addominale. Questo tipo di tecnica è utilizzabile solo nel caso in cui le condizioni del paziente non siano particolarmente critiche. Secondo Mauro Zago, capo della sezione di chirurgia d’urgenza e trauma dell’ospedale Humanitas, “i problemi ci sono soprattutto quando i pazienti hanno assunto cocaina perché la droga altera i parametri vitali della persona”. Questo significa che l’assunzione di sostanze stupefacenti modifica i valori del paziente e rischia di nascondere una situazione più grave e i medici potrebbero accorgersi dell’emorragia troppo tardi.


ASAPS

Nessun valore legale per i dispositivi anti-alcol installati su alcune auto
In caso di infrazione “l’ok ricevuto” non può essere usato per opporsi alla contravvenzione

Numerose case automobilistiche, Volvo, Nissan, Saab..., stanno installando o hanno già installato su alcuni modelli dei dispositivi tecnologici per evitare di mettersi alla guida ubriachi. Si tratta indubbiamente di congegni utili che, secondo quanto riportato dal sito www.blogsfere.it, non hanno alcun valore legale. Questo perché gli unici strumenti riconosciuti legalmente sono quelli in dotazione alle forze di polizia e omologati per accertare la “guida in stato di ebbrezza”. Nel caso infatti il meccanismo installato sulla vostra autovettura vi dia il via libera alla guida, magari perché ha rilevato un valore di poco inferiore al limite consentito per legge (in Italia è di 0,5 grammi per litro di sangue) e poco dopo vi ferma una pattuglia della Polizia Stradale e vi trova, dopo avervi sottoposto ad una prova con l’etilometro, con un tasso anche di poco superiore alla soglia massima, può contestarvi l’infrazione per guida in stato di ebbrezza. In quel caso il fatto che l’alcol test della vostra auto vi avesse permesso di guidare non avrà nessun valore legale. Stessa sorte se la medesima giustificazione si usa davanti a un Giudice di Pace per un eventuale ricorso. A seconda della casa costruttrice il dispositivo può funzionare in maniera diversa, ma tutti hanno lo scopo finale di impedire a chi ha alzato un po’ troppo il gomito di mettersi al volante. Ad esempio la Volvo ha presentato Alcoguard, con tecnologia fuel-cell. Il guidatore soffia in un’unità palmare senza fili, l’apparecchio “legge” il fiato e decide se far partire il motore. Anche la Nissan ha inventato un apparecchio simile, mentre la Saab ha inventato l’AlcoKey, una chiave di accensione speciale, che fa l’alcol test. Prima di avviare l’auto, chi guida deve soffiare nella chiave: se il guidatore è sobrio, la vettura parte. Nonostante la tecnologia stia facendo passi da gigante in materia di sicurezza stradale, in particolar modo per la “guida in stato di ebbrezza”, il consiglio è quello di non bere affatto prima di mettersi al volante.


LA STAMPA

“La vita è bella”, il basket sfida l’alcol

Sulle magliette della Virtus un appello ai giovani tifosi “Non giocatevi gli anni”

Franco Giubilei – corrispondente da Bologna

La scritta dello sponsor sulla canotta della Virtus ancora non c’è, ma già domani, primo derby della stagione con la Fortitudo, la rivale di sempre, sulla divisa ufficiale della squadra campeggerà solo uno slogan che con la pallacanestro non c’entra, non direttamente almeno: “La vita è bella, non giocatevela” un messaggio chiaro per i giovani tifosi della squadra, per sensibilizzarli contro i danni di droga ed alcol.

L’iniziativa è stata decisa dalla dirigenza in seguito alla morte del figlio di qualcuno vicino all’entourage della società, un tragico incidente che si è portato via un ragazzo di vent’anni a Ibiza lo scorso agosto.

Di qui l’idea del patron della Virtus Claudio Sabatini di fare qualcosa contro abitudini che possono essere molto pericolose: scrivere sulla maglia dell’idolo di serie A, ma anche delle squadre giovanili della Virus, poche parole di forte impatto.

“Lo sport piò fare molto per aiutare i giovani a crescere – spiega Sabatini – le nuove generazioni hanno opportunità che forse noi non avevamo, ma corrono anche pericoli che noi non conoscevamo. Innanzitutto come padre, sento il dovere di fare qualcosa per proteggere i miei figli”.

Sabatini cita Roberto Benigni e il titolo “La vita è bella”, cui si è ispirato per lo slogan: “Questa è una dichiarazione che la Virtus si impegna a portare sul cuore e a ripetere in ogni occasione di incontro con i ragazzi”. La campagna ha il patrocinio del ministro Meandri per le Politiche giovanili e le attivitàsportive, della Provincia e del Comune di Bologna. Il sindaco Srgio Cofferati approva: “Ringrazio la Virtus per questa iniziativa, spero che altre squadre seguano l’esempio”. Oltre alla scritta sulle canotte delle “V nere”, la società di basket prevede altri interventi: “La vita è bella non giocatevela” darà un nome ad un torneo internazionale in programma a Bologna il 21 e 22 settembre con Virtus , Cska Mosca, Scovolini Spar Pesaro e Besiktas.

Il trofeo Tim del 27 settembre sarà trasmesso da Sky con lo slogan in bell’evidenza e i giocatori della società bolognese faranno da testimonial tv per una serie di spot in collaborazione con una emittente locale.

La società metterà inoltre a disposizione dei giovani un servizio navetta per gli spostamenti serali.

Quando arriverà lo sponsor, e lo spazio sulla maglietta fatalmente si ridurrà, Sabatini si è impegnato a fare di tutto perché la scritta resti al suo posto.


F1GRADPRIX.IT

Michael Schumacher diventa il portavoce del messaggio di responsabilita’ sociale della Bacardi
Bacardi Limited, il piu’ grande produttore privato di liquori del mondo, ha annunciato quest’oggi di aver concluso un accordo con Michael Schumacher, ai sensi del quale il vincitore di sette campionati del mondo di Formula Uno FIA diverra’ ambasciatore globale del messaggio di responsabilita’ sociale della Bacardi.
A partire da gennaio 2008, Schumacher collaborera’ con la Bacardi ed il relativo portafoglio di marchi per comunicare il messaggio di responsabilita’ sociale ‘don’t drink and drive’(non guidate se avete bevuto).
“Sono entusiasta alla prospettiva di collaborare con la Bacardi a questa importante campagna di esortazione ad astenersi dalla guida quando si beve. Ho partecipato a numerose campagne sulla sicurezza stradale nel corso della mia carriera, con convinzione, e sostengo fermamente questa iniziativa. La Bacardi va elogiata per il suo impegno di lancio di questa campagna di responsabilizzazione verso un pubblico globale”, ha affermato Michael Schumacher.
“Michael e’ il pilota piu’ famoso e piu’ acclamato del mondo intero e non potremmo auspicarci un portavoce migliore. Egli gode di immenso rispetto per via della campagne sulla sicurezza stradale che ha sponsorizzato e noi siamo certi che riuscira’ a trasmettere il messaggio contro la guida sotto l’influenza di alcol ad un foltissimo pubblico a livello internazionale. L’anno prossimo annunceremo pubblicamente i nostri piani”, ha dichiarato Andreas Gembler, presidente e direttore generale della Bacardi Limited.
L’immagine di Michael Schumacher verra’ usata in diversi mezzi di comunicazione, tra cui televisione, stampa, pubblicita’ esterna ed internet. Il messaggio principale che verra’ comunicato sara’ ‘don’t drink and drive’ (non guidate se avete bevuto), che sara’ accompagnato da un messaggio generale sul consumo responsabile delle bevande alcoliche. La campagna verra’ lanciata agli inizi del 2008.
Agite in maniera responsabile – se avete bevuto, per favore non guidate!

Informazioni di carattere generale su Bacardi Limited

Bacardi Limited e’ il maggior produttore privato di liquori del mondo che produce e vende numerosi liquori di prestigio internazionale. Il portafoglio di marchi della Bacardi Limited e’ costituito da oltre 250 marchi ed etichette, tra cui: il rum BACARDI, il rum piu’ venduto del mondo; la vodka GREY GOOSE, numero uno tra le vodka pregiate a livello mondiale; scotch whisky DEWAR’S, lo scotch whisky miscelato piu’ venduto negli Stati Uniti; il gin BOMBAY SAPPHIRE, il gin con il piu’ elevato tasso di incremento nel settore dei liquori; la tequila a base di agave blu CAZADORES, una delle tequile a base di agave blu al 100 percento piu’ vendute a livello mondiale; il vermouth MARTINI & ROSSI, il vermouth piu’ amato al mondo; ed altri liquori pregiati.


IL GAZZETTINO

I COCKTAIL ANALCOLICI 
Pur riducendo la collaborazione, l’Ascom in seno a Pordenonelegge.it, il festival del libro con gli autori, organizzerà ancora la gara di cocktail "Parole versate", che si terrà come sempre in Fiera, ma in due tranche. Al mattino la sfida, dopo un convegno con le scuole sul problema dell’abuso dell’alcol, coinvolgerà gli allievi degli istituti alberghieri, i quali dovranno preparare delle bevande completamente analcoliche, dimostrando che il piacere non ha nulla che fare con la gradazione. «E le proposte saranno giudicate - spiega Sergio Lucchetta, vice presidente del comparto Turismo dell’Ascom - da una giuria composta non solo da esperti del settore, ma anche dagli studenti. Anche il convegno è stato organizzato a scopo educativo, per far capire ai ragazzi quali sono i problemi ai quali potrebbero andare incontro alzando un po’ troppo il gomito. Nell’occasione presenteremo anche la nostra campagna, promossa tra i bar dalla scorsa primavera, "Alcol vietato a meno 16", che ha coinvolto le scuole e l’azienda sanitaria. Una campagna - ha ricordato Lucchetta - che ha sensibilizzato gli operatori del settore, affinchè rispettino la legge e non somministrino alcolici ai minorenni. Nel pomeriggio, infine, sempre in Fiera, si terrà la tradizionale sfida di cocktail, questa volta alcolici, tra i barman.
A.S.


BRESCIA OGGI

L’ALLARME. I controlli compiuti sulle strade bresciane da stradale, carabinieri, finanza e polizie municipali evidenziano un costante aumento delle «positività»

Alcol: ritirate dieci patenti al giorno

In provincia l’etilometro non concede sconti Dall’1 gennaio al 31 luglio sono stati sospesi 2.128 permessi di guida, uno ogni 143 minuti È un problema di educazione e va affrontato innanzitutto dalle famiglie

GIACOMO BONTEMPI
PRESIDENTE DELL’ACI BRESCIA
Mimmo Varone
L’alcol continua a mietere giovani vittime sulle strade della provincia bresciana. E niente sembra poter fermare la strage. Quattordici morti a gennaio, 10 a febbraio… Dall’inizio dell’anno sono già 104. Numeri da bollettino di guerra.
Le forze dell’ordine, tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizie municipali, dal primo gennaio al 31 luglio hanno ritirato 2.128 patenti per guida in stato di ebbrezza in base all’articolo 186 del Codice della strada. In media, dieci al giorno, uno ogni 143 minuti. Molte più che nello stesso periodo di un anno fa, quando le patenti ritirate erano state 1.784, e dell’anno prima ancora (1.624).
L’AZIONE REPRESSIVA è stata intensificata, ma sembra tutto inutile. Per ultimo, l’Aci ha presentato uno studio che dovrebbe aprire gli occhi anche ai ciechi. Dimostra che il rischio di incidenti cresce in maniera esponenziale con l’aumento del tasso alcolemico nel sangue. Se si fissa a 1 quando si è sobri, il rischio cresce a 380 con un tasso pari o superiore a 1.5 grammi di alcol per litro. Vale a dire che l’incidente più grave non è più solo probabile, ma quasi certo.
DAL PRIMO GENNAIO al 31 dicembre 2006 solo la polizia municipale cittadina ha rilevato 1.422 infrazioni totali, tra cui 1.318 sinistri con 2.698 veicoli coinvolti. Solo in 41 casi (2.88 per cento) si è trattato di guida in stato di ebbrezza (con tasso alcolemico accertato) e in due di assunzione di stupefacenti. In un arco di tempo più lungo, dal primo gennaio 2004 al 30 giugno dell’anno scorso, su 4.203 infrazioni hanno registrato 3.824 sinistri con 7.695 veicoli coinvolti. La guida in stato di ebbrezza è stata rilevata in 158 casi (3.76 per cento) e in 9 ci sono stati anche stupefacenti.
I DATI DEI VIGILI URBANI sembrerebbero dire che l’uso di alcol era più diffuso negli anni scorsi, e ora vada scemando. Ma il numero dei morti sulle strade fa un discorso opposto. E la strage infinita, concentrata com’è nel fine settimana, farebbe supporre che l’acuirsi del problema dipenda dalla nuova tendenza alla sbornia del sabato sera.
Come che sia, lo studio Aci attribuisce il 46 per cento dei morti in incidenti stradali all’uso di alcol, e il 50 per cento di quelli non mortali vi sono correlati. Rileva che durante il week-end l’aumento dei sinistri riconducibili all’alcol è del 300 per cento e che un automobilista su 5 fermati dalle forze dell’ordine nei fine settimana risulta positivo all’alcol test.
SOTTOLINEA PURE che già con 0.2 grammi/litro di alcol si ha una riduzione dei tempi di reazione e di coordinamento dei movimenti oltre a una riduzione della visibilità notturna, e che il fegato ha bisogno di ben 7 ore per distruggere l’alcol presente in mezza bottiglia di vino o in 5 bicchierini di superalcolici.
Sono dati che fanno riflettere. Il presidente (dimissionario) dell’Automobil club di Brescia, Giacomo Bontempi, conferma che «anche secondo i dati della Polstrada l’uso dell’alcol è piuttosto disinvolto nella nostra provincia, fin dal mattino». Tuttavia, invita a utilizzare una terminologia che distingua chi eccede da chi supera i limiti di un paio di decimali.
«LA LEGGE fissa il limite di 0.5 grammi per litro e va bene così - dice -, ma dire che si è in stato di ebbrezza con un tasso di 0.7 o 0.8 è un’esagerazione». (*)
Sulla scorta dello studio nazionale Aci, Bontempi sottolinea che «il problema dell’alcol alla guida investe innanzitutto l’educazione, è affrontato dalle forze dell’ordine che fanno un lavoro egregio ma dovrebbe essere vissuto anche dalle famiglie, che devono trovare il modo di dissuadere i figli dal mettersi al volante non sobri». E però, quando uno viene pescato a guidare ubriaco «deve essere rieducato, chiunque esso sia - scandisce Bontempi -, e se è un giovane si dovrebbe intervenire pesantemente per impedirgli l’uso di un veicolo». Insomma, al di là dei numeri, l’azione va impostata in modo più ampio. E i tempi saranno lunghi. «Se due pattuglie in una notte fermano 70 automobilisti ubriachi - ragiona Bontempi - il problema è grosso e drammatico, e investe le altre istituzioni, non può essere risolto dalle forze dell’ordine». (**) Vale anche per Brescia, «provincia altamente motorizzata, che tuttavia presenta numeri di incidentalità percentualmente inferiori rispetto ad altre province».
QUANTO A CHI si rifiuta di sottoporsi all’etilometro per evitare sanzioni penali, «la legge lo consente, e rifiutare fa parte della libertà di ciascuno - osserva Bontempi - ma la stessa legge prevede sanzioni amministrative pesanti, e chi non accetta di fare l’esame ne soffrirà tutte le conseguenze». Con la sottolineatura che la repressione, pur necessaria, non risolverà da sola il problema.
(*) Nota: le persone con un’alcolemia di 0,7 o 0,8 si risentono di essere definiti ebbri o alcolisti per un dato culturale. Siamo abituati a considerare l’alcolismo come l’unica causa dei problemi alcol correlati. Questo non c’entra con il codice della strada. La maggior parte degli incidenti attribuibili agli alcolici sono causati da bevitori occasionali.
(**) Nota: nel discutere di problemi complessi come quelli correlati all’alcol è facile cadere nella trappola del "benaltrismo": la trasposizione cioè di ogni problema ad una sorta di metafisica, che spiega tutto e non risolve niente. Sarà forse l’influenza dello stile televisivo, dove ogni argomento viene discusso in fretta e senza approfondimenti. Anche nel dibattito politico è abitudine affrontare ogni critica spostando l’attenzione su altre questioni. Qualsiasi soluzione proposta per i danni causati dagli alcolici è necessariamente imperfetta e parziale. È un argomento quindi che si presta bene al “benaltrismo”. Nello stesso tempo è un problema che nei suoi aspetti più drammatici ha una grande esigenza di concretezza. Consideriamo inoltre che ci sono in gioco interessi contrapposti, se la discussione su quale siano le vere cause dei problemi alcol correlati supera i limiti rischia di trasformarsi in un battibecco da capponi di don Abbondio.


BRESCIA OGGI

LA RICERCA. Francesco Donato, ordinario di Igiene alla Statale, spiega l’origine dei «mali alcolici»
Epatite e cirrosi: siamo una provincia da record

L’abuso di alcol non solo espone alla certezza o quasi di incidenti stradali, ma crea gravi danni alla salute. E soprattutto espone i bresciani due volte più di altri (tipo i varesini) al rischio di tumore al fegato.
Solo a Brescia, e da nessun’altra parte in Italia, quel tumore è provocato dalla commistione di alcol e virus di epatite B e C. Perciò è meglio starci molto attenti. L’avvertimento viene dal professor Francesco Donato, ordinario di Igiene all’Università statale di Brescia, che ha condotto uno studio multicentrico sul tumore all’«organo bersaglio dell’alcol».
Le patologie alcoliche sono tradizionalmente note - spiega il professore - e interessano apparato digerente e sistema nervoso, con forme acute o croniche a seconda dell’entità del consumo. Sono forme che danno luogo a patologie degenerative facili ad evolvere in cirrosi (malattia «subdola» che può migliorare ma non regredire), e soprattutto a Brescia in epatocarcinoma, in tumore al fegato appunto.
Donato ha studiato le cause della cirrosi e del cancro epatico. In provincia ha esaminato 500 casi di tumore e mille di controllo. Ora può dire che le cause principali dell’epatocarcinoma sono tanto le epatiti C e B quanto l’alcol, che «per i bresciani ha un tasso di incidenza di cancro al fegato doppio rispetto a Varese e più alto rispetto a tutti i registri dell’Alta Italia».
Solo la Campania si trova nelle nostre condizioni per l’epatite C, ma «solo da noi nelle cause di tumore c’è una pericolosa commistione tra i virus dell’epatite e alcol». D’altronde, per le malattie del fegato «Brescia - ricorda il professore - ha sempre avuto una situazione difficile nel panorama nazionale».
Di positivo c’è che l’epatite C si cura e i consumi di alcol si riducono a livello nazionale, con la tendenza a preferire la birra a vino e superalcolici. Ed «è probabile che la riduzione interessi anche Brescia». Tuttavia «molto pericolosa - scandisce Donato - è la nuova tendenza alla sbornia di fine settimana», che porta a un pericoloso aumento degli incidenti stradali mortali. «Anche un uso non eccessivo di alcol - avverte il professore – provoca una riduzione dei riflessi». E uno studio della seconda metà degli anni Novanta concluso nel 2002 ha accertato che «un’elevata quota di bresciani, pari al 25 per cento dei maschi sopra i 50 anni senza malattie, consuma un litro di vino al giorno», cioè circa 60 grammi di alcol, che sono già una quantità a rischio e sopra il livello di tossicità. Ci sarebbe di che stare attenti. MI.VA.


L’ARENA

PREVENZIONE. La prefettura ha reso noti i dati dei controlli di luglio e agosto

Al volante uno su tre abusa di alcolici

Da gennaio sospese 2.060 patenti di cui 1.383 per ubriachezza Ad agosto, 199 sanzioni

Uno su tre degli automobilisti controllati è fuori legge con i valori dell’alcol. Il dato è rilevato dall’osservatorio della prefettura che ha diffuso una nota in cui appunto si evidenziano i numeri dei controlli effettuati.

Nell’ambito delle iniziative intraprese dal tavolo sulla sicurezza stradale presieduto dal prefetto Italia Fortunati in collaborazione con polizia stradale e municipale anche di alcuni comuni della Bassa volti ad arginare il problema dell’abuso di alcol è stato reso noto che da gennaio ad agosto sono stati adottati 2.060 provvedimenti di sospensione della patente di guida, di cui 1.383 per guida in stato d’ebbrezza e 72 per uso di sostanze stupefacenti. Nel solo mese di agosto sono stati adottati 309 provvedimenti di cui 199 per guida in stato d’ebbrezza e 28 per uso di sostanze stupefacenti e 27 per superamento di oltre 40 chilometri orari dei limiti massimi di velocità.

Per quanto concerne il progetto elaborato dal Siit3 di Mestre, denominato «MisuraLamisura», con finalità preventive e di sensibilizzazione dall’1 agosto all’1 settembre sono stati effettuati 3.179 controlli, e 998 conducenti sono stati trovati ubriachi e quindi è stata loro sospesa la patente. Se a questi dati si aggiungono quelli di luglio la cifra sale vertiginosamente: su 4.909 controlli 1.488 patenti ritirate per guida in stato d’ebbrezza.

In relazione all’ulteriore progetto finalizzato all’utilizzo di precursori nell’ambito degli abituali controlli i dati raccontano di una mole di lavoro smisurata. La polizia stradale ne ha fatti 1.827, contro i 429 con l’etilometro. La polizia municipale di Verona 1.230 contro i 341 con l’etilometro; quella di Garda altri 366 e nessuno con l’etilometro; quella di Peschiera 27 e tre con l’etilometro. Per un totale per quanto riguarda i mese di luglio e agosto di 4.629 controlli con precursore e altri 116 con il precursore.

 

Sono continuati anche i controlli sui dispositivi di sicurezza quindi uso di cinture e casco. Quest’ultimo continua a essere utilizzato dai più, mentre per le cinture c’è ancora una certa resistenza, circa il 15 per cento non la usa. A.V.


IL TIRRENO

MERCOLEDÌ, 12 SETTEMBRE 2007
Quattro denunce per guida in stato di ebbrezza

CARRARA. Ancora automobilisti alla guida dopo avere bevuto troppo. Nel controllo sul territorio i carabinieri dal nucleo radiomobile del Comando Compagnia, nel fine settimana, in particolare nella notte fra sabato e domenica, hanno fermato e controllano numerosi automobilisti, Quattro di questi, alla prova dell’etilometro, sono risultati positivi, con un tasso alcolemico superiore a quello previsto dalla legge: ossia 0.50 grami per litro.
Sono scattate quattro denunce per guida in stato di ebbrezza.
All’una e mezzo, su viale Colombo, un carrarese di 23 anni, aveva un tasso di alcolemico pari a 1,10.
Alle 5,30 sull’Aurelia a Nazzano un pisano di 30 anni, guidava pur avendo un tasso alcolemico di livello 2.
Alle 3 di notte altri due fermati: un carrarese di 43 anni, controllato in via Don Minzoni, aveva tasso alcolemico di 1,30 e un giovane di 26 anni controllato in vie Delle Pinete superava anche lui i limiti consentiti. Per tutti e quattro sono scattati i provvedimenti di legge, dal fermo dell’auto, alla sospensione della patente di guida


IL TIRRENO

MERCOLEDÌ, 12 SETTEMBRE 2007
Fa un incidente e fugge: arrestato

In auto aveva investito uno scooter lasciando i pezzi sull’asfalto

MONTECATINI. Non aveva la patente, aveva un tasso alcolico nel sangue superiore di quattro volte al massimo consentito e quando in un incidente ha steso uno scooterista procurandogli escoriazioni a una gamba si è dato alla fuga. Accusato di omissione di soccorso e lesioni personali un operaio di 38 anni residente in Valdinievole è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile. Il pirata della strada è stato rintracciato nella sua abitazione qualche ora dopo lo scontro avvenuto in via Marconi a Pieve. Erano circa le 2 quando alla centrale operativa è arrivata la segnalazione di un incidente tra uno scooter, condotto da un 27enne valdinievolino, e un’auto di grossa cilindrata, una Bmw berlina, dileguatasi dopo l’impatto senza neanche accennare a fermarsi.
I militari del nucleo operativo e radiomobile arrivati sul posto hanno provato a ricostruire la dinamica dei fatti anche se ancora non tutto è stato chiarito su responsabilità e traiettorie dei mezzi coinvolti. Si sa solo che lo scooter è stato investito e il conducente travolto e lasciato sull’asfalto.
Di fondamentale importanza le testimonianze raccolte in zona, ma soprattutto per identificare il proprietario della macchina sono stati decisivi i rottami dell’auto trovati sull’asfalto.
In particolare i carabinieri hanno recuperato un fanale anteriore e un pezzo di paraurti. A quel punto, grazie alle indicazioni fornite da alcuni residenti, i militari si sono messi alla caccia del pirata della strada.
Dopo aver bussato alla porta dell’operaio i militari hanno chiesto di vedere l’auto che riportava ammaccature compatibili con l’incidente accaduto in via Marconi. Paraurti e fanale raccolti in strada erano i pezzi mancanti della parte anteriore danneggiata della Bmw.
Ad aumentare i guai per il 38enne sono arrivati gli ulteriori accertamenti degli inquirenti.
È emerso, infatti, che l’operaio da luglio aveva la patente sospesa sempre per violazioni al codice della strada. Non solo. Sottoposto al test dell’etilometro l’uomo è risultato essere positivo con un valore di oltre 2 grammi di alcol per litro.
Dopo avergli sequestrato l’auto i carabinieri lo hanno arrestato. Lo scooterista investito ha riportato solo lievi escoriazioni a una gamba giudicate guaribili in 15 giorni dai medici dell’ospedale di Pescia.
P.B. 


VITA NO PROFIT ONLINE

Russia: aumento i morti per alcolismo

di Giovanni Molaschi

Il consumo pro capite di alcool supera del 100% il limite stabilito dall’Oms 

Mosca12/09/2007 - Dopo alcuni giorni dal reportage, tradotto per l’Italia dal settimanale Internazionale, nella quale si raccontava anche il pericolo abuso di alcool consumato da sempre più russi, il vice ministro dell’Interno, Cekalin, ha riferito alla Duma (il ramo basso del Parlamento locale) quante persone muoiono nel paese a causa dell’alcolismo.

Secondo i dati ufficiali il vizio della bottiglia castiga circa 40mila persona; per ogni morto da droga quattro sono alcolisti.

“Il consumo pro capite di alcool in Russia – ha dichiarato l’esponente politico - supera del 100% il limite stabilito come critico dall’Oms (l’Organizzazione Mondiale della Sanità). Inoltre il livello di alcolismo tra le donne è raddoppiato in 30 anni. Scesa a 14 anni l’età media in cui i minorenni iniziano a bere”.

Nelle stesse ore, in cui Cekalin ufficializzava i preoccupanti dati relative alle morte per alcolismo, il China Daily rendeva noto l’aumento dei suicidi delle donne. Lo stress e le varie preoccupazioni sarebbero le principali cause.

Secondo le statistiche ufficiali del Governo, ogni anno morirebbero suicide almeno 287mila persone.


L’ADIGE

Tione, in esame la delibera anti alcol

LA NAZIONE (Firenze)

"I GIOVANI E L’ALCOL": se ne discuterà questa sera alle 21 a Sieci...

Giovedì, 13 Settembre 2007

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