Giovedì 20 Febbraio 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 11 settembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

LETTERA INVIATA QUESTO POMERIGGIO AL TG2 – MEDICINA33

Oggi, alle ore 13.40, TG2 “Medicina 33” ha proposto un “servizio-marchetta”, ovvero una palese promozione al prodotto vino, fatta passare per informazione scientifica.
E’ stato riproposta, dal nutrizionista Carlo Cannella, la vecchia leggenda del vino che previene le malattie cardiovascolari per merito del resveratrolo, contenuto nella buccia dell’uva.
Naturalmente il Professor Cannella si è dimenticato di dire che il resveratrolo non viene nemmeno assorbito dall’organismo umano quando introdotto mediante l’assunzione di vino.
Naturalmente ha omesso di dire che la molecola del resveratrolo è contenuta in 72 diversi vegetali, tramite i quali può essere assunta senza introitare alcol, sostanza tossica e potenzialmente cancerogena.
Naturalmente si è dimenticato di dire che, se pure venisse assorbito, per assumere una quantità “terapeutica” di resveratrolo attraverso vino, un umano dovrebbe bere una quantità giornaliera tale da far morire il povero telespettatore del TG2, il primo giorno di cura, da intossicazione acuta da alcol.
Un modo originale, ma sicuramente efficace, di prevenire le malattie cardiovascolari.
La prossima volta, almeno, siate più corretti e scrivete “MESSAGGIO PROMOZIONALE”, così che chi è a casa si possa regolare meglio.
Cordiali saluti.

Alessandro Sbarbada
a.sbarbada1@tin.it


IL VELINO

Alcol, Foglietta (Uen): Strategie comuni nella lotta agli abusi
Strasburgo, 11 set (Velino) - “Dobbiamo sensibilizzare i cittadini europei ad un consumo responsabile di bevande alcoliche. Dobbiamo tutelare la salute pubblica e proteggere i nostri giovani dall’abuso di alcol”. Sono parole di Alessandro Foglietta, eurodeputato del gruppo “Unione per l’Europa delle nazioni” (Uen), che interpellato dal VELINO spiega il pieno consenso ottenuto in sessione plenaria del Parlamento Ue sui punti salienti della sua relazione riguardante una strategia comunitaria per affiancare gli Stati membri nei loro sforzi per ridurre i danni derivanti dal consumo di alcol. Il Parlamento europeo ha infatti approvato la settimana scorsa un documento con cui chiede misure volte a prevenire il consumo nocivo e pericoloso di alcol da parte di minori, donne in gravidanza e guidatori, propone campagne di sensibilizzazione, limiti d’accesso severi agli alcolici per i giovani e zero alcol per i neopatentati. E per chi guida in stato di ebbrezza propone che venga inflitta una sospensione prolungata della patente.
“Si avverte la necessità di incoraggiare gli Stati membri a garantire la disponibilità di mezzi di trasporto pubblici alternativi per i conducenti che hanno consumato alcolici e promuovere l’estensione dei programmi sul conducente di turno attraverso canali educativi – spiega Foglietta –. Ritengo inoltre opportuno promuovere sanzioni più pesanti per la guida in stato di ebbrezza, quali la sospensione prolungata della patente di guida, e fissare un livello massimo di alcolemia nel sangue pari allo 0,5 g/l per i conducenti di un mezzo di trasporto che richieda una patente di guida di categoria A e B e pari allo 0,2 g/l per i conducenti di un mezzo di trasporto che richieda una patente di guida di categoria superiore e per gli autisti professionisti”. Per i deputati europei è necessario adottare misure volte a limitare l’accesso dei giovani alle bevande alcoliche e la loro disponibilità, ad esempio applicando rigorosamente la legislazione in vigore che proibisce la vendita di alcol ai giovani, intensificando i controlli sui rivenditori e i distributori, come bar e ristoranti, supermercati e punti di mescita. “I giovani spesso fanno uso di questi prodotti senza rendersi conto del loro notevole tasso alcolico: da adesso in poi dobbiamo in primis evitare che nei locali l’acqua costi più delle bevande alcoliche - continua l’eurodeputato -. È evidente che a livello europeo, anche se si possano riscontrare gli stessi preoccupanti vizi del bere tra giovani di diversi Stati membri, sarebbe impossibile varare un’unica politica uniforme in materia di alcol”. È necessaria pertanto, secondo Foglietta, “un’azione concertata a livello europeo, mentre la Commissione europea dovrebbe sollecitare gli Stati membri a perseguire una politica efficace e ambiziosa contro il consumo nocivo e pericoloso di alcol”. 
L’Ue esprime anche preoccupazione per l’aumento del consumo di alcol tra minorenni e giovani, prendendo atto della loro allarmante tendenza “a iniziare a bere in sempre più giovane età e ad assumere abitudini pericolose”. Il Parlamento chiede quindi alla Commissione europea di indicare e quantificare i concreti effetti nocivi del consumo di alcol tra i giovani negli Stati membri per poi procedere alla formulazione di obiettivi europei destinati agli Stati membri. Commissione e Stati membri sono inoltre invitati a lanciare campagne di sensibilizzazione sui rischi connessi al consumo nocivo e pericoloso di alcol, in particolare attraverso programmi educativi scolastici destinati ai bambini e agli adolescenti, incoraggiandoli soprattutto a praticare una regolare attività sportiva. Un diffuso consenso nel Parlamento e in Commissione ha registrato l’idea dell’on. Foglietta di diffondere lo strumento del cosiddetto “intervento breve” (un questionario Audit promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità – Oms) presso tutti i medici di base per garantire un maggiore screening del problema e che consenta di individuare rapidamente le persone a rischio ancor prima che si rendano conto di avere un problema legato all’alcol. “Bisogna contrastare con fermezza la cultura dello sballo tra i giovani che si sta diffondendo in maniera preoccupante anche nel nostro paese senza rinunciare alla nostra sana tradizione di un buon bicchiere di vino a tavola”, dice ancora Foglietta.
Il successo della relazione del parlamentare italiano consiste nell’aver raccolto un quadro completo sui danni causati dall’abuso di alcol, quadro quanto mai desolante e preoccupante: altissima mortalità giovanile, in particolare per incidenti stradali, maltrattamenti in famiglia, aumento dei casi di sindrome fetale da alcool, malattie epatiche e alcool-dipendenza sempre più diffusa, anche fra i giovani, in tutti gli Stati europei. “Grazie alla collaborazione di tutti è stato possibile ottenere una relazione ragionata, equilibrata e completa su un argomento particolarmente articolato e complesso che, infine, ha visto confrontarsi opinioni talvolta distanti - conclude Foglietta -. La strategia, così come modificata dal Parlamento, potrà apportare un valore aggiunto sostanziale rispetto alle singole politiche nazionali, soprattutto perché avrà il potere di indirizzare l’operato degli Stati membri verso obiettivi comuni”.
(Marino Petrelli)


L’ADIGE

Il presidente della Pro loco: «Evitare l’alcol? Sarebbe il fallimento»
Ton, «ecofesta» di grande successo

TON - Grande successo per la «Festa del turista» organizzata dalla Pro loco di Ton da anni guidata da Ettore Battan: almeno tremila persone hanno partecipato alla manifestazione, tutte le iniziative hanno avuto grande successo e i complimenti non sono mancati. Il presidente ringrazia per tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita, per primi i numerosi volontari; sottolineando il buon risultato ecologico: le stoviglie monouso sono state sostituite da quelle in ceramica. limitando fortemente la produzione di rifiuti. Ettore Battan spende invece un’ultima considerazione sulle feste «no alcol». «Evitare la somministrazione di alcolici vorrebbe dire il completo fallimento della festa, sia a livello di presenza di pubblico, sia a livello di introiti finanziari» (*), afferma. «Se vogliamo promuovere questo tipo di feste, almeno nei giorni della manifestazione, a livello comunale, si dovrebbe impedire la vendita di alcolici in tutti i locali pubblici presenti sul territorio: sarebbe altrimenti vanificato il lavoro, da parte dei Cominati organizzatori, ad evitare la vendita di tali bevande mentre sarebbero tranquillamente somministrati nei locali pubblici poco distanti dal luogo in cui la manifestazione si svolge».
(*) Nota: è una preoccupazione comprensibile, anche se proprio in provincia di Trento sono già numerose le occasioni di feste analcoliche che hanno riscosso grande successo di pubblico.
A volte basta provare per rendersi conto che sono moltissime le persone che sarebbero felici di partecipare a manifestazioni senza alcol.


ANSA

DUE UBRIACHI DANNEGGIANO 15 AUTO A CATTOLICA, ARRESTATI DA CC
(Ansa) - Rimini - 11 settembre 2007 - Hanno danneggiato 15 vetture, prendendole a calci, salendo sui cofani e rompendo gli specchietti retrovisori. Il ’raid’ di due clandestini ucraini di 24 e 19 anni a Cattolica (Rimini) è stato interrotto dai carabinieri, che li hanno arrestati per concorso in danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. I due, ubriachi, hanno compiuto la loro bravata l’altra notte e, all’arrivo dei militari, hanno assunto un atteggiamento aggressivo anche nei loro confronti, cercando di opporsi ai controlli. Sono stati immediatamente bloccati e arrestati.(Ansa)


COMUNICATO ACAT MILANO

Dopo un’estate durante il quale i media e i politici hanno scoperto l’alcolismo, la Regione Lombardia ci toglie la sede...
Carissimi tutti, sono Mariangela Terzi
come Voi tutti sapete, spero, abbiamo una sede in Via Alzaia Naviglio Pavese 256. La struttura è l’ex casello che comandava la chiusa dei Navigli anni e anni fa. Questa casa è di proprietà della Regione Lombardia che nel 1995 ci assegnò in COMODATO GRATUITO per l’interessamento della Dott.ssa Raffaella Rossin e del Sig. Bruno Volpi
La struttura, ci fu consegnata in uno stato di degrado assoluto e pertanto gli accordi furono che noi avremmo dovuto ristrutturarla.
Naturalmente furono impegnate tutte le poche forze economiche che l’Acat aveva, rinunciando anche a versare, per un periodo, le quote alla nostra Associazione Regionale (ARCAT).
La Caritas Ambrosiana ci venne incontro con una quota cospicua e la Regione Lombardia anche.
Il Sig. Bruno Volpi, responsabile della Comunità Famiglia di Villapizzona, allora nostro Presidente impegnò GRATIS alcuni uomini della Sua comunià, per i lavori di manovalanza. Due amici dell’associazione,in particolare Mario Boglioli e Andrea Montemezzani, impegnarono ore e ore anche loro per lavori di muratura e manovalanza, sempre gratis.
E così la casa si rese abitabile come ora la vedete. Lo scorso inverno si è resa necessaria la sostituzione della caldaia, poiché quella vecchia era irreparabile.
In data 23/12/2004 la Regione Lombardia ha deliberato che, alcuni immobili di sua proprietà, venissero messi in vendita. Venuti a sapere questa cosa per caso e ci premurammo di scrivere all’allora Presidente che è anche l’attuale, On Roberto Formigoni. Il suo ufficio, naturalmente, non tenendo minimamente in considerazione l’attività dei Club Alcolisti in Trattamento –CAT, ci girò al settore U.O. Patrimonio e Servizi
ci ricevettero in primavera del 2005 e ci dissero che avrebbero valutato la situazione e ci avrebbero fatto sapere.
A luglio 2007 si sono presentate in sede due persone della Regione per vedere la casa.
L’ 08/08/2007 il settore U.O. Patrimonio e Servizi ci ha inviato una raccomandata che, essendo noi in ferie e la sede chiusa, abbiamo ritirato in posta il 04/09/07. Nella raccomandata ci chiedono di lasciare libera la casa entro il 30/09/2007 con la seguente motivazione: “ L’immobile dovrà essere riconsegnato alla scrivente entro il 30/09/20078, essendo in corso a cura di Infrastrutture Lombarde S.p.A. la procedura di alienazione dello stesso alla quale, se interessata, codesta Associazione può partecipare”.
Il Direttivo Acat Milano si è riunito ed ha deciso rispondere alla U.O. Patrimonio e Servizi, che fino a che non sarà trovata una soluzione adeguata, da lì non ci muoviamo, e poi abbiamo riscritto a Formigoni.
Attendiamo qualche giorno la risposta e poi si pensa di partire con i giornali ecc.. Pertanto chiediamo la collaborazione di tutti Voi, i se avete qualche nominativo di giornalisti sensibili al problema, che ci possano dare una mano, o contatti con assessori vari, o Fondazioni o qualsiasi cosa Vi venga in mente fatecelo sapere.
Spero con questa mia di averVi trasmesso un po’ del mio vecchio entusiasmo, che purtroppo dopo venti anni va sempre più scemando.
Attendiamo
Mariangela Terzi
Cell 3392115053 -mail acat_milano@yahoo.it


HELP CONSUMATORI

SICUREZZA STRADALE. Incidenti, Asaps: "Troppi stranieri coinvolti.
Serve maggiore informazione"

Secondo l’Asaps i gli automobilisti stranieri rischiano di più rispetto agli italiani: secondo gli ultimi dati in possesso dell’associazione, nei primi sette mesi del 2007 il 20% degli incidenti ha coinvolto uno straniero. La ricerca - sostiene l’Asaps - non pretende di avere i crismi dell’ufficialità, ma dovrebbe stimolare ad approfondire il problema.
Secondo l’associazione, infatti, bisogna accertare più scientificamente il portato di questa situazione, analizzando i rilievi dei sinistri fatti da tutte le forze di polizia, e questo possono farlo solo le istituzioni. Inoltre, l’osservatorio Asaps ha rilevato che gli stranieri vittime di incidenti si dividono quasi equamente tra chi li ha causati e chi li ha incolpevolmente subiti. Ma cosa rende più rischioso il rapporto tra stranieri e strade? I fattori sono tanti, dalle macchine più vecchie e quindi meno sicure a una mobilità che ha fattori di rischio più elevato rispetto a quella nei Paesi d’origine, che però non vengono percepiti.
All’Asaps puntano inoltre il dito contro le conversioni automatiche delle patenti, dovute a rapporti di reciprocità con i paesi d’origine, che non presuppongono una reale verifica delle capacità di guida in contesti del tutto nuovi per chi è al volante. Serve, quindi, una grande campagna di comunicazione per spiegare bene in quali condizioni ci si mette in macchina, i limiti di velocità, di assunzione dell’alcol, i tempi di guida e di riposo, come si regolamenta il trasporto merci.


IL GAZZETTINO (Padova)

Viste le perizie il pm Sorti starebbe per formalizzare le accuse di tentato omicidio e lesioni personali 
Pugnalate ai body guard, indagine chiusa

(Ro) Lite con accoltellamento all’esterno della discoteca Uagamama, in viale Aquileia a Pordenone: la Procura pordenonese, sulla base delle perizie tecniche, starebbe per formalizzare le ipotesi d’accusa di tentato omicidio nei confronti dell’operaio romeno Oprea Mihaita, 24 anni, di Padova (a lungo ai domiciliari). Con la complicità di alcuni connazionali (alcuni sarebbero stati identificati, ma per il momento non risulterebbero indagati) il giovane - secondo quanto ricostruito dal pm Sorti sulla base degli elementi di prova raccolti dagli investigatori della Squadra Mobile della Polizia - avrebbe accoltellato due "responsabili della sicurezza" del locale pubblico. Il motivo? I "Body guard" avrebbero negato l’accesso alla discoteca al gruppo di romeni, giudicandoli "pericolosi e troppo turbolenti" in quanto - è emerso dalle indagini - avevano la mente annebbiata dall’assunzione di alcolici.
A quel punto ne sarebbe nata un’animata discussione, sfociata nella violenta aggressione. Mihaita - secondo gli investigatori della Polizia sulla base delle testimonianze raccolte - avrebbe estratto di tasca un coltello, colpendo alla schiena Mario Pizzaga, 38 anni, di Cordovado (gli bucò un polmone, procurandogli ferite che i medici lo giudicarono guaribili in 35 giorni) e ad una gamba Fabrizio Ferretti, 29 anni, di Sequals (ferita ad una gamba che il personale del pronto soccorso giudicò guaribile in almeno 40 giorni).
Dopo aver pugnalato i "buttafuori" i romeni pensarono a non farsi identificare. Nei minuti successivi Mihaita e i connazionali, arrivati con un’auto targata Padova, scapparono a piedi, prendendo direzioni diverse. Alcuni riuscirono a eclissarsi mentre Mihaita venne rapidamente individuato, bloccato e arrestato dai poliziotti della Sezione "Volanti", che erano stati fatti convergere su viale Aquileia da alcuni testimoni. Il romeno, che era però riuscito a disfarsi del coltello, venne poi condotto in carcere, con le ipotesi d’accusa di tentato omicidio e lesioni personali gravi.
Nei giorni successivi il giudice Eugenio pergola convalidò l’arresto, concedendo gli arresti domiciliari a Padova al cittadino straniero. La Procura, nel frattempo, aveva ordinato perizie tecniche sulle ferite dei body guard per determinare l’eventuale volontà d’uccidere dell’indagato. Nel frattempo gli inquirenti erano riusciti a ritrovare il coltello, utilizzato durante l’aggressione.


IL GAZZETTINO (Treviso)

LA POLIZIA 
Meno incidenti sulle nostre strade, ma più morti 
Il dato da uno studio del comandante Scali: «Sbagliato parlare di viabilità killer, la colpa è quasi sempre di chi è al volante»

Quelle che si inerpicano sul massiccio del Grappa, non sono strade killer. Perché quanto accaduto domenica pomeriggio, è frutto di una tragica fatalità. Ormai chiara nella sua dinamica. Una sottolineatura doverosa, quella fatta ieri dal dott. Giovanni Battista Scali, da nemmeno un anno al comando della Polizia stradale di Treviso. Il dirigente "assolve" dunque la provinciale 141, sia pure con la condizionale: «Certo, una qualsiasi barriera avrebbe potuto evitare all’auto di precipitare, ma questo non lo diciamo solo noi». Perché il povero Gianni Tombolato, che si trovava alla guida della Citroen C4 volata per oltre 400 metri dai piedi del Rifugio Bassano, forse avrebbe potuto mantenere il veicolo in carreggiata, visto che stava procedendo ad andatura turistica.
La dinamica appare ormai scontata, alla luce della testimonianza di Vito Mastroandrea, il militare in servizio alla Caserma Milano, a Cima Grappa, che ha seguito gli allucinanti secondi durante i quali la tragedia si è consumata. «Una fuoriuscita autonoma, le cui cause dovrebbero essere ricondotte ad una fatale imprudenza». Perché il guidatore avrebbe accostato troppo sul ciglio della carreggiata, distratto dal panorama, non rendendosi conto del pericolo. Le ruote di destra hanno perso aderenza, facendo scivolare la vettura nel precipizio.
Dinamica abbastanza chiara e certa, dunque, mentre l’unica incombenza rimane quella del recupero dell’ammasso di lamiere della Citroen, che verrà effettuato con l’utilizzo di un elicottero.
«Ripeto, non lo dice il dirigente della Polizia stradale, ma una barriera avrebbe potuto evitare la sciagura».
Considerazione, quella del dott. Scali, allargata a tutte le arterie della Marca: «Molto è stato fatto per migliorare la sicurezza delle nostre strade, ed è certo che nel 90 per cento dei casi, per non dire nel 99, gli incidenti sono causati da chi guida». Il dirigente sta approntando uno studio statistico sui sinistri stradali che avvengono nel Trevigiano: «Non sono aumentati rispetto allo scorso anno, sono invece aumentati i decessi. E casi come quello di domenica (quattro morti in una sola auto, ndr), spiegano tutto questo».
Sicurezza è anche prevenzione, e la Polizia stradale non abbassa la guardia in fatto di controlli. Ed ecco che lo scorso week end, 41 pattuglie sono state impegnate sulle strade della Marca, intervenendo in 16 incidenti, elevando 102 contravvenzioni e sottraendo 471 punti dalle patenti, cinque delle quali ritirate, così come altrettante carte di circolazione. Undici (su 184 persone "testate") le denunce per guida in stato di ebbrezza, compreso un ventenne di Orsago sopreso a correre in centro abitato a 108 km orari, una per guida sotto effetto di stupefacenti: complessivamente il 5 per cento degli automobilisti sottoposti al test, mentre in tutto, i veicoli controllati sono stati 548. Da rilevare anche l’arresto di un clandestino (sopreso col telelaser).

Giancarlo D’Agostino


BRESCIAOGGI

ORVIETO
RAPINA IL TIR AL PADRE E SI ROVESCIA SULL’ A1: ARRESTATO
Guidava un tir lungo l’A1, ubriaco, dopo avere rapinato il mezzo al padre: così uno slavo di 22 anni è stato arrestato dalla polizia stradale di Orvieto dopo che il tir si era ribaltato sull’Autosole


L’ADIGE

Mix di droga e alcol, muore a 32 anni
Daniele Montanaro di Cles trovato senza vita nell’auto
Alcol, tanto alcol e la droga
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Un mix fatale a Daniele Montanaro, 32 anni originario di Lecce e domiciliato a Cles. Il suo cuore non ha retto ed il corpo senza vita è stato trovato un giorno e mezzo dopo il decesso: era sulla sua auto, una Volkswagen Golf, seduto al posto di guida, con le mani appoggiate sulle ginocchia e a testa lievemente reclinata in avanti. Era composto. «Sembrava stesse dormendo» raccontano i gestori dell’area di servizio Q8 della tangenziale, in direzione sud. Ad accorgersi che qualcosa non andava in quell’auto parcheggiata con il cofano rivolto al distributore è stato l’autista della cisterna per il rifornimento di carburante: non riusciva a compiere una manovra, quindi è sceso dal mezzo e si è avvicinato alla Golf per svegliare il conducente. Ma non dormiva il giovane che era seduto al posto di guida. L’autista ha subito avvertito il gestore dell’area di servizio, Giuliano Odorizzi, e chiamato la polizia. Sono arrivate le volanti con la polstrada e la squadra mobile. Il medico del 118 altro non ha potuto fare che constatare il decesso. Daniele Montanaro sarebbe morto ancora sabato sera. Le immagini della telecamera di sicurezza del distributore, visionate dalla polizia, mostrano alle 22.30 circa di sabato le immagini della Golf che entra nell’area di servizio e si ferma nel parcheggio. Il mezzo era sistemato bene nella zona di sosta e l’automobilista, come detto, era seduto compostamente. Nessuno poteva pensare che non fosse caduto in sonno profondo. «Càpita che qui si possano fermare auto per qualche ora, che ci siano automobilisti che approfittino dei parcheggi per riposarsi un po’», spiegavano ieri al distributore. Nulla, dunque, poteva far pensare al peggio e non c’era neppure una siringa a rendere chiaro l’accaduto. Daniele Montanaro è morto per arresto cardiocircolatorio: il suo cuore non ha retto all’impatto con la droga e con l’alcol. All’interno dell’abitacolo gli agenti della volante hanno trovato una bustina in plastica con tracce di sostanza stupefacente. Secondo i primi accertamenti conteneva eroina: questa, dunque, la sostanza assunta da Montanaro, anche se sono in corso ulteriori indagini per capire chi abbia ceduto la bustina al giovane e che tipo di sostanza fosse dato che in un primo momento si pensava alla cocaina. Ieri pomeriggio ai fratelli Massimiliano e Alessio assieme al papà è spettato il drammatico rito del riconoscimento della salma, alla camera mortuaria del cimitero. Daniele collaborava con l’impresa edile familiare. I Montanaro sono originari di Lecce, dove tuttora Daniele aveva la residenza; da 15 anni vivono in Trentino per lavoro. «Ogni tanto tornava giù - spiegava ieri il fratello - trascorreva alcuni periodi in Puglia, altri in Trentino. Nostra madre è rimasta a Lecce». Daniele, dunque lavorava per l’impresa del papà con i fratelli Massimiliano e Alessio. Ieri, quando sono stati raggiunti dalla drammatica notizia, erano al lavoro. «Vorrei che se ne andasse in silenzio», mormora commosso il fratello Massimiliano, che abita a Flavon assieme alla moglie. «Un ragazzo taciturno e solitario» spiegano in un bar di Cles. Sul corpo di Daniele Montanaro verranno effettuati ulteriori accertamenti sanitari prima del funerale.


IL TIRRENO

Donna mette in trappola il molestatore 
Si è fatta seguire in auto dall’uomo fino davanti al commissariato 

PIOMBINO. Una relazione sentimentale che va avanti a strattoni, un’eccessiva passione di lui per gli alcolici, una domenica sera di quasi autunno in una città semivuota per ferie: questi gli ingredienti di una movimentata vicenda che la notte scorsa si è conclusa al commissariato cittadino con un bello spavento per lei e una denuncia per lui.
Sono le 22,30 di domenica quando due auto si fermano proprio davanti al cancello del commissariato in via Ferrer. Da una vettura scende un uomo in evidente stato di agitazione che si avvicina all’altra auto tempestandola di pugni sul cofano e sul tetto; dentro alla macchina c’è una donna. Un agente che vede la scena, esce subito in strada e cerca di bloccare l’uomo infuriato; in quel momento la donna, terrorizzata, si dà alla fuga.
Mentre altri poliziotti si danno da fare per far calmare l’uomo, altri rintracciano la donna che ripresasi, racconta cosa era successo. Con l’uomo, un piombinese di 30 anni, lei (che di anni ne ha 38) intratteneva una saltuaria relazione sentimentale. La sera di domenica, l’uomo si è presentato alla donna in un grave stato di ubriachezza; il suo comportamento, oltre che molesto, è stato anche violento, tanto da spaventare la donna la quale è salita sulla propria auto cercando di allontanarsi. L’uomo l’ha però seguita a bordo della sua macchina.
È stato a quel punto che la donna, mostrando freddezza e astuzia, ha lasciato che lui la seguisse e dopo alcuni giri è arrivata davanti al commissariato dove ha fermato la sua vettura e dove si è fermato anche il molestatore, e dove poi sono intervenuti gli agenti.
Per lui, risultato alla guida con un tasso alcolico di cinque volte superiore al consentito e forse anche sotto l’effetto di stupefacenti, è scattata la denuncia.


IL SECOLO XIX

Si accoltellano in pizzeria poi la rapina
Campo Ligure
Dopo la pizza e qualche birra di troppo, i cinque clienti sono passati ai coltelli. Con i quali hanno iniziato a colpirsi a vicenda, scatenando una rissa degna di un film western. Una scazzottata che ha fatto fuggire terrorizzati gli altri avventori del locale, una pizzeria di piazzale Marconi, a Campo Ligure. E dopo la quale i cinque hanno pensato bene di rapinare i due titolari del ritrovo, minacciandoli con i coltelli e una bottiglia di vetro rotta. Una scorribanda conclusa intorno alla mezzanotte e mezza di domenica con l’arresto dei cinque. Fermati dai carabinieri.
«Erano ubriachi, hanno distrutto il locale: noi ci siamo chiusi nel magazzino perché avevamo paura che ci aggredissero. Venite presto». È l’allarme che la padrona della pizzeria fa al 112. Le pattuglie arrivano nel ristorante di Campo Ligure quando ormai dei violenti non c’è traccia. La porta-vetri dell’ingresso è in frantumi. Macchie di sangue ricoprono buona parte del pavimento all’interno e l’asfalto fuori del ritrovo, cocci sono sparsi ovunque.
La donna e il marito raccontano ai militari l’accaduto. I cinque mangiano assieme. Sono due uomini di 44 e 49 anni, residenti a Campo Ligure. E un secondo gruppetto, composto da un portuale di 33 anni che abita a Pegli, un trentunenne pure lui pegliese e una ragazza di 21 anni che vive a Cornigliano. L’unica incensurata. La piccola comitiva cena. Il tempo passa e pure i boccali davanti ai cinque. Finché la quantità di alcol non scalda gli animi.
La compagnia inizia a litigare. A voce sempre più alta volano insulti, mentre il resto della clientela inizia a preoccuparsi. La coppia di gestori non riesce a capire il perché di tanta foga che i cinque sono già passati alle mani. Nella sala prende forma una rissa in grande stile. I clienti ancora nel locale si allontanano prima di rimanere coinvolti nella baraonda. Dentro i partecipanti alla zuffa non sembrano cedere. I titolari spaventati già pensano di chiamare i carabinieri, ma esitano.
I quattro uomini impugnano dei coltelli, che avevano con loro. Si feriscono, perdono sangue. Uno scontro all’arma bianca che prosegue, serrato, fino a quando uno dei partecipanti afferra una bottiglia vuota e la spacca sul bancone, dietro il quale sono rintanati i ristoratori. «Dammi i soldi che hai in cassa», grida l’uomo, minacciando col vetro tagliente la donna. I gestori scappano nel magazzino, nel retrobottega, e si chiudono a chiave. Il gruppetto arraffa banconote e spiccioli e si dilegua.
Una volta ricostruita la vicenda, i carabinieri si mettono alla ricerca dei responsabili della devastazione. Il quarantanovenne viene trovato nella sua abitazione: ha con sé il coltello sporco di sangue, e la moglie gli sta medicando diversi tagli al braccio. Pure il quarantaquattrenne è in casa. Entrambi vengono arrestati per rapina, rissa e porto abusivo di coltello di genere proibito. I tre fuggitivi sono scappati su una Fiat Punto bianca lungo la statale del Turchino. I militari li rintracciano a Voltri. Anche per loro arresto con le stesse accuse. Nell’auto vengono trovati altri coltelli sporchi di sangue.

Marco Fagandini


INTOSCANA.IT

Pontassieve, un incontro su “I giovani e l’alcol”
Il Club degli Alcolisti, con la collaborazione del Servizio tossicodipendenze ASL zona sud-est ed il patrocinio del Comune di Pontassieve organizza mercoledì 12 settembre alle ore 21,00 presso il circolo Croce Azzurra di Sieci un incontro sul tema dell’uso di alcol da parte dei giovani. Tale incontro fa parte del progetto “Salute e alcol: una rete per sviluppare le risorse nei comuni del sud est fiorentino”. Le associazioni che promuovono questo progetto sono associazioni di volontariato, senza scopo di lucro, che si occupano del trattamento e della riabilitazione di persone con problemi dovuti all’uso di alcol e delle loro famiglie e della prevenzione nella comunità. Nella provincia di Firenze sono presenti 43 Club. In particolare i Club degli Alcolisti in Trattamento (CAT) presenti nella Zona Fiorentina Sud-Est sono 6 e coinvolgono nei loro programmi circa 50 famiglie.


TICINO ONLINE

Alcol ai minorenni, la polizia grigionese è preoccupata
In un’indagine condotta dalla polizia cantonale a Coira sono risultati molti i locali in cui i giovani hanno potuto tranquillamente ricevere alcolici.

COIRA - A Coira i giovani non hanno nessun problema a procurarsi bevande alcoliche, sebbene la legge fissi a 16 anni l’età minima per acquistare birra e vino e a 18 anni quella per poter comprare superalcolici. Lo rivela un’indagine della polizia cittadina condotta lo scorso venerdì, fra le 16 e le 23, presso negozi, ristoranti, chioschi e spacci di distributori di benzina.
In 18 dei 23 casi i ragazzi mandati alle casse non si sono visti chiedere un documento, né a volte nemmeno l’età, indica oggi la polizia. Questo sebbene il personale - come risultato in seguito - fosse perfettamente al corrente delle disposizioni legali.
Gli esercizi interessati sono stati denunciati alla magistratura. Visto che i controlli hanno dato risultati molto preoccupanti, saranno ripetuti anche in futuro
, ha annunciato il comandante della polizia comunale Ueli Caluori.


LA SICILIA Siracusa

Ubriaco in auto tra la folla Sortino. 
I Cc lo fermano in tempo e lo denunciano. Ritirate numerose patenti 

Sortino. Un giovane sortinese, mentre erano in corso i festeggiamenti patronali, e quindi in corso Umberto c’era tanta gente, alla guida della sua auto percorreva la via senza curarsi della folla e dei limiti di transito. Bloccato da una pattuglia di carabinieri, il giovane automobilista è stato portato in caserma, anche perché erano evidenti i segni del suo stato di ebbrezza. Per misurare lo stato alcolico del sangue è stato fatto intervenire il nucleo radiomobile di Augusta che ha in dotazione un etilometro. L’esame ha dato un risultato record che, a detta degli stessi esperti dell’Arma, non era stato mai registrato. Infatti il giovane presentava il dato record di 3,40 grammi per litro: quasi sette volte superiore alla soglia di tolleranza stabilita che è di 0,50. Fortunatamente l’intervento dei carabinieri è stato effettuato in tempo. Il giovane è stato denunciato all’autorità giudiziaria in stato di libertà.
Sono state tante le patenti di guida che in quest’ultimo fine settimana i carabinieri del centro ibleo hanno ritirato ad automobilisti alla guida in stato di ebbrezza. I controlli dei militari dell’Arma sono scattati nella zona del quartiere periferico California e in centro. Quello della via principale di Sortino, il corso Umberto, è stato il caso più eclatante.
Quello che è accaduto nel centro ibleo è solo uno dei tanti episodi in cui ogni giorno rimangono coinvolti giovani e meno giovani al volante. In più occasioni si hanno queste situazioni, con automobilisti che, sottoposti al test dell’etilometro, ai controlli delle forze dell’ordine presentano un tasso alcolemico superiore alla norma. E la norma risponde a precise necessità di tutela della salute individuale e collettiva.
Nonostante che gli spot televisivi invitino gli automobilisti a «metterci la testa» e non mettersi alla guida dopo avere bevuto sostanze alcoliche, sono molti coloro i quali non hanno recepito questo messaggio. E’ ormai certo che l’alcol è la causa di oltre il 40% degli incidenti automobilistici
.
P. M.


IL GIORNALE DI VICENZA

CENTRO. UBRIACO TRAVOLGE TUTTO
Strike sul plateatico

Aveva tanto alcol in corpo da non essere più in grado di controllare la sua auto. All’1,20 di sabato scorso un giovane di Campese alla guida della sua Fiat Uno è piombato in via Vittorelli a velocità elevata, sbandando e finendo contro la pedana del plateatico della pasticceria-gelateria “Golosità”, esercizio posto al termine della via all’angolo con piazza Garibaldi. La Uno ha scaraventato pedana, tavolini e sedie contro due incolpevoli auto in sosta, una Smart e una Mercedes danneggiandole. Fortuna ha voluto che, pur essendo la notte tra venerdì e sabato, non ci fosse nessuno. In quei minuti, le due piazze erano affollate di giovani. Sul posto sono giunti agenti della polizia locali e del Commissariato di Bassano. Il giovane è stato sottoposto ad alcoltest che è stato assai eloquente: il giovane aveva in tasso alcolico quasi cinque volte superiore al limite massimo fissato dalla legge. CA.B.


IL GAZZETTINO (Rovigo)

Aveva bevuto più di tre volte il ...
Aveva bevuto più di tre volte il limite consentito. D.Z., 25enne di Bevilacqua (*) in provincia di Verona, è stato fermato dai carabinieri del Nucleo operativo Radiomobile mentre stavano effettuando un servizio di controllo e prevenzione sul territorio. All’altezza di Bergantino, la pattuglia ha intercettato una Seat Ibiza guidata dal giovane veronese che stava probabilmente tornando a casa dopo un sabato sera trascorso all’insegna del divertimento in qualche locale notturno e dell’eccesso. Verso le 6 del mattino il ragazzo aveva accumulato un tasso alcolico pari a tre volte il limite ed è stato denunciato all’autorità giudiziaria. Immediato il ritiro della patente e il sequestro dell’auto.
(*) Nota: non la faccio neanche, battuta: troppo facile.


LA PROVINCIA DI COMO

Controlli automatici per chi guida ubriaco
L’uggiatese Tersilio Quadranti ha brevettato il congegno
«L’etilometro scatta passando ai posti di blocco o ai caselli»

UGGIATE TREVANO Ridurre gli incidenti causati da mezzi condotti da conducenti ubriachi. È questo l’obiettivo di Tersilio Quadranti, artigiano nel settore automobilistico ormai in età di pensione, che ha ideato un dispositivo «per segnalare automaticamente a un posto di controllo fisso o mobile il valore del tasso alcolico superiore alla norma per il conducente di un veicolo in movimento». Dispositivo che ha depositato alla Camera di commercio di Como per l’esclusività del brevetto. «La guida in stato di ebbrezza ? spiega Quadranti - ha causato numerose sciagure stradali, tra queste anche quella del Gottardo, e in autostrada. Il mio dispositivo è in grado di segnalare a un posto di controllo fisso o mobile se nel sangue del conducente del mezzo in movimento c’è un tasso alcolico superiore al limite consentito. Nel caso verrà fermato prima dell’attraversamento del traforo alpino o dell’ingresso in autostrada». Il congegno brevettato da Tersilio Quadranti manda un segnale ai posti di blocco delle forze dell’ordine. È in grado, ad esempio, di scoprire il tasso alcolico presente nel sangue dei conducenti dei tir in transito dalla dogana di Chiasso. Segnalando anche se il conducente si è sottoposto autonomamente all’esame: in questo caso potrà essere facilmente individuato e, se ritenuto opportuno, fermato per le verifiche tradizionali. «Sul tir si dovrà installare questo dispositivo che - aggiunge Quadranti - abbinato a un sensore (nel quale il conducente dovrà soffiare) invierà i dati rilevati da una centralina elettronica installata nell’abitacolo del mezzo. La centralina selezionerà in base al dato raccolto: se il tasso risulta negativo invia un segnale al palo ponte radio, se invece risulta positivo il segnale arriverà al posto di controllo della polizia, con l’invio dei dati identificativi del tir, per procedere al fermo del mezzo e constatare lo stato di salute del conducente. Questa operazione è valida anche per i conducenti che non hanno voluto soffiare nel sensore». Quadranti ha inviato la documentazione al direttore del Dipartimento delle Istituzioni di Bellinzona, Luigi Pedrazzini precisando che si tratta «di un’informazione all’autorità competente per una maggiore sicurezza stradale, applicabile alle varie vie di comunicazione. Da ritenerla, nel caso non venga tenuta in considerazione, carta straccia anche se è coperta da brevetto». Il capo della polizia stradale del Canton Ticino, tenente Marco Guscio, rispondeva affermando che «pur trattandosi di un’iniziativa onorevole, le attuali disposizioni legali e finanziarie non ci permettono di entrare in merito». Entrando nel dettaglio Tersilio Quadranti spiega «che il dispositivo collegato alla chiave si attiva con l’avviamento del motore e si disattiva con lo spegnimento dello stesso. Nel caso il conducente si dimentichi di soffiare nel sensore, la centralina emette un segnale di allarme. Al casello dell’autostrada il posto di controllo sarà sostituito dalla sbarra che ricevuto il segnale di allarme dal palo ponte radio si abbasserà vietando l’ingresso del veicolo in autostrada». Tersilio Quadranti non è nuovo a questi tipi di invenzioni ne ha create altre che gli hanno procurato vari riconoscimenti sia in campo nazionale che internazionale. Grazie a queste sue invenzioni il suo curriculum si è ulteriormente arricchito: è stato premiato ai saloni internazionali delle invenzioni e tecnologie innovative di Ginevra e Bruxelles; ha ricevuto ampi riconoscimenti dal ministre de l’education nationale le ministre Bertoville e la medaglia d’oro dal Comune de Saint Josse Ten-Nood; ancora è stato premiato con medaglia d’oro di vermeil e d’argento al Bruxelles Eureka e medaglia d’oro e d’argento al tredicesimo salone di Ginevra.
Fortunato Raschellà


COMUNE DI BRESCIA

Incontro pubblico sul tema “ALCOOL e STRADA”
Sala Piamarta – Via S. Faustino
Lunedì 17 settembre 2007 ore 17
Programma
Ore 17.00 - Presentazione dei lavori e saluto ai partecipanti
Dr. Ettore Brunelli – Assessore Ambiente e Mobilità
Dionigi Guindani – Assessore alla Polizia Locale

Ore 17.15 – Il monitoraggio degli incidenti: il caso di Brescia
Ing. Stefano Sbardella – Responsabile Servizio Mobilità e pianificazione
Comune di Brescia

Ore 17.30 - Le novità legislative e le azioni della Polizia Locale
Dr.ssa Elsa Boemi – Comandante Polizia Locale
Comm.rio Agg.to Sergio Gelmini – Responsabile Infortunistica stradale

Ore 18.00 – Le strade, l’alcool, la droga ed il 118
Prof. Paolo Marzollo – Direttore Dipartimento Emergenza Accettazione Spedali Civili
Ore 18.15 – I problemi alcool correlati nella comunità
Dr. Ferdinando Brandi – Operatore della salute – Club degli alcolisti in trattamento. (*)
Ore 18.30 – Ed ora che fare? Spunti dall’etica
Dr.ssa Daniela Corioni – Operatore della salute – Club degli alcolisti in trattamento (*)
Modera il dibattito il Dr. Gianluca Gallinari del Giornale di Brescia
(*) Nota: sia Daniela che Ferdinando sono da tempo “abbonati” a questa rassegna stampa


BORSA ITALIANA

Russia: 40mila morti per alcol
Viceministro dell’Interno: 10mila vittime per droga

(ANSA) - MOSCA, 11 SET - Ogni anno in Russia muoiono circa 50 mila persone, di cui almeno 40 mila per alcolismo ed altre diecimila per droga. Il vice ministro dell’Interno, Cekalin, ha riferito alla Duma, il ramo basso del parlamento russo, che "il consumo pro capite di alcol in Russia supera del 100% il limite stabilito come critico dall’Oms". Inoltre, ha aggiunto, "il livello di alcolismo tra le donne e’ raddoppiato in 30 anni. Scesa a 14 anni l’eta’ media in cui i minorenni iniziano a bere". (*)
(*) Nota: allora in Italia i bambini iniziano prima.
Il limite stabilito come “critico” dall’OMS è 6 litri/anno pro capite.


TRENTINO

Laura Caldiroli solidale con l’assessore dimissionario 
«Manzana, ci mancherai» 

ROVERETO. Le dimissioni dell’assessore Manzana hanno innescato critiche e polemiche. Laura Caldiroli vuole esprimergli la sua piena stima e solidarietà.
«Non mi intendo tanto di politica - scrive - però vorrei dire la mia su questo assessore su cui si sono spese parole tutt’altro che positive. Perché, anche in questo caso, è più facile vedere un lato della medaglia piuttosto che la medaglia intera.
Nella mia esperienza, ho sempre visto durante i colloqui con lui una persona che ha saputo spendersi per i giovani della Città e i loro problemi. Tante critiche le ha avute da alcuni degli stessi giovani, ma credo che non sapremo mai quanti giovani ed educatori hanno apprezzato il suo stile.
Il merito di Manzana è quello di aver insistito tanto sulle problematiche giovanili affinché, finalmente, la Città ne prendesse consapevolezza. Nel suo modo di fare ho visto proprio il desiderio e la voglia di impegnarsi al massimo. Nel suo ruolo non ha cercato solo di aumentare le strutture, le occasioni d’incontro e le esperienze rivolte ai giovani, ma, cosa per me molto positiva, ha cercato di andare oltre imbastendo progetti educativi di lungo periodo.
Resto fuori dal mondo della politica che spesso risulta un mistero. Mi dispiace solo che Rovereto abbia perso una persona di così grande valore di cui certamente sentiremo la mancanza. E in mezzo a tante critiche, facendomi portavoce di altre persone che l’hanno apprezzato vorrei ringraziarlo».


CORRIERE ADRIATICO

Degustazioni alla festa del vino di Ortezzano
Fino a giovedì “Per Bacco”

ORTEZZANO – La passione per il buon vino non si spegne mai ad Ortezzano, fino a giovedì 13 settembre degustazione di alta qualità con il programma “Per…Bacco”. La 14^ edizione della Festa del Vino, continua a promuovere i prodotti della nostra terra anche nei giorni infrasettimanali con degustazione di prodotti tipici accompagnati da vini di qualità con l’iniziativa “Per…Bacco”, che sarà in funzione fino a giovedì dalle ore 20 in poi in piazza. Intanto continua a far parlare di sé il convegno di sabato a cui erano presenti molte personalità tra cui il sen. Amedeo Ciccanti e Natale Frega, preside della facoltà di Agraria della Politecnica delle Marche. (*)
(*) Nota: in questi anni ne abbiamo lette tante, di stranezze (le chiamo così per buona educazione), con uomini di scienza che sono andati a cercare infinitesimali particelle (benefiche) nell’uva, dimenticando la ben più cospicua presenza (tossica) dell’alcol nel vino.
Il nome di questo signore, mi richiama una delle migliori, veramente straordinaria: riuscire a sostenere l’utilità del consumo di vino per prevenire problemi epatici!!!
Vi copio questo articolo-capolavoro di quasi tre anni fa, che ricordo sempre con tanto affetto, ma senza nostalgia.


Mercoledì, 12 Settembre 2007
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