Martedì 11 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 10 settembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta


A partire da oggi il lunedì verranno inseriti in rassegna articoli su vino, birra e alcolici tratti dalla stampa francese.
Gli articoli sono raccolti e tradotti da Luc Thibault a cui va il nostro ringraziamento.
INTERVENTI
Il commissario della Polizia Municipale, autore dello sfogo sui ricorsi ai GdP, risponde al presidente dell’associazione camperisti
Spett.le Presidente, ho letto il suo veemente attacco al mio sfogo, che avevo inviato all’amico Biserni non perchè fosse pubblicato, ma perchè sapevo di trovare in lui un attento ascoltatore interessato da tempo a questi argomenti e più in particolare alla sicurezza stradale.(Poi su richiesta dello stesso Biserni ho accettato che venisse pubblicato il solo testo, perché ritenuto da Asaps molto significativo).
Ritengo comunque positivo che si sia dato il via ad una discussione che spero proficua e costruttiva. Devo dire, riferendomi al comunicato stampa da Lei promosso, che, pur sollevando tematiche importanti e condivisibili, nulla ha a che fare con quelle da me richiamate. Lungi da qualsiasi operatore di polizia stradale l’idea che non sia giusto rendere effettivo in tutti i modi possibili il diritto del cittadino di ricorrere al Giudice. Gli ostacoli normativi da Lei citati sono stati giustamente rimossi per via giurisprudenziale ed io ne condivido il valore. Avrei qualcosa da dire sul richiamo per il quale "di fatto il cittadino che vuole che il Giudice approfondisca il tema, deve nominare un avvocato con i relativi costi". La mia esperienza mi dice che spesso non c’è bisogno del difensore per trovare le parole giuste, le suggerisce direttamente il Giudice, andando ben al di là di quanto richiesto dal cittadino con il ricorso introduttivo. Quanto poi agli Avvocati, meriterebbero un discorso a parte. Quante volte abbiamo ascoltato il conducente coinvolto in un incidente stradale ammettere le proprie responsabilità e poi ci siamo trovati davanti un ricorso dove le cose venivano "abilmente" ribaltate su evidente suggerimento dell’Avvocato?
Ma, ripeto, è giusto e sacrosanto che il cittadino (alla cui categoria appartengono anche gli operatori di polizia stradale, non lo si scordi!) abbia assicurata la più ampia possibilità di fare ricorso al Giudice o al Prefetto (davanti al quale non è necessario presentarsi personalmente). Quanto alle ordinanze "controlegge" contro le quali si scaglia non sono buon conoscitore del problema, pur essendo stato per molti anni un accanito vacanziero in caravan, ma ritengo che poco questo tema abbia a che fare con la sicurezza stradale e più con ragioni turistico-commerciali, ai quali gli organi di polizia stradale sono estranei.
Il problema resta comunque immutato. Il mio sfogo non dovrebbe indignare le persone che credono nella necessità che ci siano delle regole per garantire l’ordinata e sicura fruibilità della strada da parte di tutti. Se chi è chiamato a far rispettare quelle regole viene delegittimato, e per di più ad opera di una figura che per antonomasia deve esaltare il valore della terzietà ed imparzialità, ci rimettiamo tutti. Nessuno avrà più fiducia in nessuno. Il pubblico ufficiale sarà sempre "macchiato" dal sospetto di voler "fregare" il cittadino (non si sa a che scopo, visto che lo stipendio è sempre quello, indipendentemente dal numero dei verbali o dalle somme incassate). Tutti si sentiranno vittime del sistema, soli contro le vessazioni del potere. E’ un po’ questo il quadro che mi pare Lei voglia far emergere, anche se in una dimensione molto particolare legata al problema dei camperisti (ne ho conosciuti tanti e non sono disposto a mettere la mano sul fuoco che siano tutti rispettosi dell’ambiente e delle regole). Anche la pubblica amministrazione può sbagliare, ed è bene ci sia qualcuno che lo evidenzia quando necessario. Ma una base minima di certezza del diritto, per cui se una persona sbaglia sa che dovrà giustamente pagare quanto prevede la legge, dovrebbe essere interesse di tutti. Ecco, io mi sono permesso, con parole colorite perchè rivolte ad un "collega" e non destinate ad essere rese pubbliche, di obiettare all’operato del Giudice di Pace, che crede di ristabilire la giustizia ma invece finisce o per rendere ridicoli gli organi di polizia stradale o con il premiare i "furbi". Concludo permettendomi di ribattere all’affermazione secondo la quale l’autovelox serva a far "rallentare per tempo chi guida creando così...sicurezza stradale ". E quando l’autovelox non c’è, si può fare a meno di rallentare? "Per tempo" rispetto a che cosa? Per evitare il verbale oppure per evitare un pericolo alla sicurezza? Se, come credo, è la sicurezza quella che conta, allora non ci vorrebbe l’autovelox per far rallentare "obtorto collo" gli automobilisti. Come sarebbe bello se, fissati limiti di velocità ragionevoli e senza valutazioni ipocrite, tutti fossimo consapevoli che se corriamo troppo mettiamo in pericolo la nostra e l’altrui sicurezza, e che rischiamo "di sicuro" una sanzione!

Mail firmata

ASAPS
La strana critica di una associazione di camperisti alla lettera sfogo di un commissario della Polizia Municipale per le sentenze dei GdP Un modo originale... di difendere la sicurezza stradale.

La replica dell’Asaps
La lettera comunicato del signor Ciolli, presidente dell’Associazione Camperisti, che fa riferimento allo sfogo di un commissario della Polizia Municipale a proposito dei ricorsi ai Giudici di Pace, ci stupisce molto. Innanzi tutto poteva rivolgersi a chi ha pubblicato questa lettera del commissario della PM cioè all’Asaps, invece si sono volute fare le cose alla grande con un Comunicato stampa che ci sembra sia stato poco ripreso dalle agenzie, ma (giustamente) rilanciato dai curatori della rassegna stampa sull’alcol.
Il signor Ciolli elenca una serie di motivazioni che "vessano il cittadino e lo riducono al rango di suddito", motivazioni che sono contenute nella normativa vigente, discutibile finché si vuole, ma che nulla hanno a che vedere con i concreti argomenti elencati dal funzionario e riferiti esclusivamente ad un modo assolutamente originale di interpretare e applicare la norma da parte di alcuni Giudici di Pace. Infatti il commissario fa riferimento a precisi comportamenti:
"Pensi che una volta un Giudice, interpellato sul perché si adottasse una linea così permissiva, ha risposto che le decisioni venivano prese seguendo il cuore e non il diritto. Ricorsi inammissibili perché il verbale è stato pagato che vengono comunque esaminati e accolti. Riammissione in termini scaduti da anni. Udienze celebrate prima che ne venga data comunicazione all’organo di polizia o in orari diversi da quelli comunicati perché più comodi agli avvocati, tanto la polizia non si presenta mai. Improvvisi bisogni fisiologici giudicati “stato di necessità”.
Cosa c’entra tutto questo con gran parte degli elementi indicati dai punti 1 a 9 del comunicato?
E come fa il presidente dei camperisti ad insinuare che tante situazioni critiche non siano state segnalate del commissario della PM e dai suoi colleghi?
Cosa c’entra tutto questo col fatto che in molte sedi oltre il 60% dei ricorsi viene accolto con motivazioni spesso assurde? Per carità tutti possono sbagliare, ma gli operatori di polizia sono diventati tutti degli incapaci?
Il vero problema è che tutti vorremmo norme efficaci e severe, ma per gli altri. Poi ci si ammanta del ruolo - ormai inflazionato - di tutori della sicurezza stradale. Strano!

Giordano Biserni Presidente Asaps


IL GAZZETTINO

JESOLO 
Sicurezza alla guida, più di ottocento giovani volontari alla prova dell’alcol test

JESOLO - (F.Cib.) Oltre ottocento prove del tasso alcolico. Una sorta di gioco, così è diventato l’esame cui i giovani si sono sottoposti l’altra notte al Marina Club, dove l’Anvu (l’associazione dei vigili) e la Polizia Locale avevano messo il loro gazebo per l’iniziativa "Pensa alla vita guida con la testa", una campagna di sensibilizzazione volta a creare una cultura dell’attenzione, per il rispetto delle regole del codice della strada e per il rispetto di se stessi. È ormai qualche anno che questa iniziativa viene ripetuta tutte le estati, avviata in collaborazione con il Silb (il sindacato dei locali da ballo) e il Comune, prima ancora che partissero le varie campagne e iniziative varie a livello nazionale; anzi si può dire che molte idee sono iniziate proprio a Jesolo, non a caso il comando è stato più volte premiato per la bontà di questo progetto che viene ripetuto anche durante l’autunno-inverno nelle scuole, opportunamente adattato per le esigenze dei più piccoli. E qualche notte fa c’è stata, appunto, la tappa di Jesolo. Ad ogni serata viene dato ampio spazio all’informazione, anche attraverso delle prove pratiche, ad esempio al test dell’alcool; ed è proprio qui che oltre ottocento giovani si sono prestati alla verifica. "È un buon segnale - dicono gli organizzatori - significa che c’è un buon approccio con queste iniziative, che sono seguite e che anche la figura dell’agente non viene vista con distacco, con diffidenza o preoccupazione, ma come aiuto e collaborazione".


L’ADIGE

Lotta all’alcol, grazie a Manzana

La fuoriuscita dell’assessore Manzana dalla giunta di Rovereto lascia perplessi coloro che avevano colto con sollievo e ammirazione il taglio ai contributi comunali per le feste a contenuto alcolico. Un’iniziativa forte che ha fatto conoscere Rovereto in tutta Italia e che ha contribuito ad innescare un fenomeno a cascata sulle varie amministrazioni comunali. E di questo ringraziamolo pure poiché ha voluto e saputo veicolare l’idea che il benessere dei cittadini passa anche attraverso queste decisioni che oggi noi vediamo come impopolari. Manzana ha capito che la presenza dell’alcol alle feste non deve essere in nome del Comune e sul conto delle tasse dei cittadini ma soprattutto ha capito e fatto capire che il benessere e la sicurezza di una comunità è prioritario rispetto ad altri interessi. Se per realizzare degli incassi si è costretti a vendere birra e vino significa che qualche riflessione bisogna assolutamente farla. Applicare norme e limitazioni all’uso di alcolici è soprattutto un atto di civiltà, di etica, di responsabilità ai quali poi potrà seguire tutta un’altra gamma di iniziative personali, di scelta, di opportunità e interesse per salute e benessere .Ma almeno facciamo salve alcune norme! È davvero un peccato rinunciare ad un assessore che da questo punto di vista ha fatto tanto. La comunità, almeno per questo, deve essergli grata.

Franco Berlanda e Candido Seppi , Presidenti dei club per famiglie con problemi di alcol (Acat Vallagarina e Montalbano)


OPINIONI

LEGISLAZIONE ANTI-LCOL ALLA GUIDA

(…)

Faccio parte dell’ACAT VR-EST con sede a Verona in p.zza Frugose.

Ecco, per dirtela in breve: io sono arrivato alla conclusione che "fino a quando non succederà qualcosa a "qualcuno che conta" (a lui/lei personalmente o ad un proprio familiare), nulla o ben poco cambierà!"

Pensa se fosse investito da un automobilista ubriaco o alterato il Presidente di una Regione del Nord, o un Ministro di quelli che pesano molto nel Governo: ci crederesti che solo allora e nel tempo tecnico di scrivere un D.L., verrebbero prese misure serie e concrete come esistono normalmente in altri Paesi d’Europa e del mondo (anche cosiddetti sottosviluppati economicamente ma mentalmente sani), per scoraggiare la guida in stato di ebbrezza e tasso alcolico dello "0"?

Ti ricordi il caso Moro? A quell’epoca i sequestri, le gambizzazioni e le uccisioni di docenti universitari, giornalisti, dirigenti d’azienda, sindacalisti, ecc. ecc. da parte di gruppi terroristici (rossi-neri-variamente colorati) erano all’ordine del giorno.... seguivano manifestazioni pubbliche di condanna, celebrazioni solenni di funerali di Stato, omelie funebri di circostanza, medaglie alla memoria, targhe commemoratrici, e i politici a fare a gara per trovare le parole più serie di condanna; e chi più ricorda ne aggiunga. "Promesse" di intervento infinite, fatti zero!

Questi delinquenti non si trovavano, non si sapeva chi fossero, nè dove si nascondessero.

Accade che un giorno fu rapito l’On Moro (uno di quelli che allora contavano, e molto) con l’uccisione di tutta la sua scorta di protezione: purtroppo quei delinquenti commisero addirittura anche l’ omicidio dello stesso Moro.

Coloro che allora "contavano" ebbero realisticamente paura, poichè anche le scorte a quel punto erano inutili, anche loro potevano essere gambizzati, rapiti, uccisi. Hanno dovuto fare i conti molto terra terra, considerare che non erano degli dei chiusi e inattaccabili. E finalmente qualcosa fecero.

Due/tre anni dopo circa, qui a Verona fu rapito il Gen. Dozier. Nel giro di qualche giorno (o qualche ora) le forze dell’ordine individuarono chi fossero, dove si nascondessero, quando fu il momento opportuno agirono: il Gen. Dozier fu liberato sano e salvo e quei terroristi tutti presi.

Dio non voglia che non dobbiamo aspettare che ci scappi il morto di "uno che conta" anche nel campo delle misure di prevenzione della guida in stato di ebbrezza o di incoscienza che dir si voglia, affinchè siano presi e "adottati concretamente" provvedimenti allo scopo.

Di questo sono ormai purtroppo convinto.

Silvano Pintani


IL SECOLO XIX

Ma c’è chi si approfitta dei giovani che si ubriacano

Le responsabilità

PURTROPPO la cronaca registra un altro episodio che ha per protagonisti, in negativo, persone giovani che hanno pensato bene di divertirsi (o di sbollire i fumi dell’alcol) rovinando, spaccando, devastando. E lo sfogo, comprensibile, di chi c’è già andato di mezzo, è quello del "Adesso basta!". Senza voler scomodare concetti noti e valori alti (l’educazione, specialmente in famiglia; la necessità di offrire modelli positivi ai giovani; l’obbligo di combattere la cultura dell’alcol, ormai devastante quanto, se non di più, della cultura della droga), è necessario che siano aumentati i controlli non soltanto sul territorio, ma anche nei confronti di chi questi giovani li "imbenzina" a dovere, li "pompa" con una pressione esagerata giocando sul gruppo, li lascia liberi di fare "basta che non rompano le scatole a me". C’è qualcuno che a questi ragazzi vende birra e alcolici con modi e tempi che vanno al di là di quello che stabiliscono la legge e addirittura le regole del buon senso. Basta con i vandali, ma basta anche con chi se ne approfitta.

p. cav.


IL SECOLO XIX

Per chi beve e corre arriva "Alcoolquat"

Vigili urbani

Diano Marina. La polizia municipale di Diano Marina sta per dotarsi dell’alcoolquat. Si tratta di uno strumento sofisticato che serve a riscontrare la presenza di alcool sia nel sangue sia nell’aria. In sostanza, si tratta di un sistema all’avanguardia che consente, anche a pochi centimetri dall’individuo, di constatarne o meno l’abuso di sostanze alcoliche. «Seppur in via sperimentale - garantisce il comandante Daniela Bozzano - Alcooltest è in grado di rispondere alle esigenze richieste in questo tipo di controlli in minor tempo rispetto al classico etilometro. E’ uno strumento non invasivo, ma orientativo. Più o meno corrispondete ad una torcia è caratterizzato sia dalla presenza del erogatore del ticket sia da un dispositivo luminoso in grado di captare le tossine nell’aria. In sostanza - spiega la Bozzano - basta un respiro dell’interessato dai controlli - per capire o meno se abbia alzato il gomito. Questa innovazione consente quindi di individuare abusi non solo agli automobilisti ma anche ai pedoni». Alcoolquat dovrebbe "piombare" lungo e strade del dianese nel giro di pochi giorni quando le presenze saranno diminuite in modo da poterne verificare realmente l’efficacia. Comodo e di facile apprendimento, il nuovo strumento, presumibilmente servirà da pre-test al vero e proprio kit dell’etilometro in dotazione a tutte le forze dell’ordine.


IL TEMPO

Alcuni giovani volevano forzare il blocco con un’auto Durante la rissa uno di loro ha tirato fuori un coltello
di DANIELE DI MARIO VIGILI urbani aggredito a Ponte Garibaldi; ventimila bottiglie di birra sequestrate; ambulanti che vendevano bevande in contenitori di vetro in barba all’ordinanza del prefetto che lo vietava espressamente; ben 145 interventi degli uomini dell’Ares 118 con nove codici rossi. È questo il lato oscuro della Notte Bianca, il bilancio di scontri, risse e irregolarità che hanno fatto da corollario dall’evento dell’anno. «A ponte Garibaldi intorno all’1.30, mentre due agenti impedivano l’accesso nella Ztl a via Arenula, tre uomini tra i 25 e i 30 anni hanno tentato di forzare il posto di blocco con un automobile, ma venivano fermati. Questi sono scesi e hanno aggredito una vigilessa a tempo determinato di 46 anni che ha riportato ecchimosi e contusioni per tre giorni di prognosi», fa sapere Alessandro Marchetti, segretario romano del Sulpm. «A quel punto - aggiunge Marchetti - sono arrivati altri due agenti, è nata una colluttazione, durante la quale uno dei tre uomini, un pregiudicato di 24 anni, romano, ha estratto un coltello con una lama da 22 cm minacciando gli agenti, ma uno di questi era fortunatamente armato e ha estratto immediatamente la pistola costringendo il delinquente a gettare il coltello, quindi lo hanno arrestato. Gli altri due sono stati denunciati». Per l’aggressione un pregiudicato è stato arrestato nel pomeriggio di ieri. Quella di ponte Garibaldi, precisa comunque il segretario romano del Sulp, «non è stata l’unica aggressione». Altri agenti sono infatti rimasti contusi nel tentativo di sedare una rissa scoppiata per futili motivi a largo Corrado Ricci. L’episodio di ponte Garibaldi riporta d’attualità il tema della sicurezza dei vigili urbani. «Ormai la delinquenza è efferata - attacca Marchetti - tirano fuori il coltello e ti ammazzano. Abbiamo il diritto di avere gli strumenti per poter difendere noi e i cittadini, prima che ci scappi il morto tra le nostre fila. Basta, non siamo carne da macello». «Il sindaco Veltroni - spiega ancora Marchetti - deve tirare fuori il coraggio di fornire di pistola, spray e bastone distanziometro gli agenti della Polizia Municipale come ormai avvenuto in tutte le più grandi città italiane». In ogni caso, aggressioni a parte, la Notte Bianca è stata una notte di straordinari per vigili urbani e forze dell’ordine. Nonostante l’ordinanza antivetro emessa dal prefetto, infatti, diversi ambulanti, soprattutto in via del Corso, in piazza Venezia e in via dei Fori Imperiali, hanno venduto bevande, birra in primis, in bottiglie di vetro o in lattina. Su via del Corso, proprio nelle vicinanze di piazza del Popolo, c’era un venditore con un carrello e sopra una grossa bacinella piena di ghiaccio e birre in bottiglia e lattina. Poco più avanti un altro venditore aveva una cassa intera di birre, pronte alla vendita. Ancora qualche passo, in direzione di piazza Venezia ed ecco un’altra grossa bacinella piena di bibite in bottiglie di vetro e in lattine. All’angolo con via Condotti, un venditore ambulante con tanto di tavolo pieno panini, pizze e altri generi alimentari, esponeva una parata di lattine di birra. La stessa cosa in via della Vite. E in terra, in via del Corso, si notavano mucchi di bottiglie di vetro di birra, molte rotte e varie lattine. I vigili, anche in ottemperanza all’intensificazione dei controlli ordinata dall’assessore comunale alla sicurezza Jean-Leonard Touadi, hanno sequestrato circa ventimila bottiglie e lattine di birra nel solo centro storico. I controlli e i successivi sequestri, che hanno interessato circa duecento venditori ambulanti in tutta la città, sono scatti subito dopo la mezzanotte. Secondo il vicecomandante della polizia municipale di Roma Angelo Giuliani, dai primi riscontri, i venditori, la maggior parte di origine campagna, farebbero parte di un’unica organizzazione anche alla luce del fatto che avevano tutti la stessa attrezzatura: una grossa bacinella di plastica piena di ghiaccio con dentro le bottiglie e le lattine, un ombrellone e sopra lampadina accesa grazie a un apposito gruppo elettrogeno. I venditori sono stati tutti identificati e si è proceduto al sequestro della merce. Nottata di superlavoro anche per gli uomini dell’Ares 118. Sono stati in totale 145 gli interventi effettuati durante la Notte Bianca. Nove i codici rossi. Dalla centrale operativa dell’azienda hanno fatto sapere che, nonostante la mole di lavoro e gli ulteriori interventi durante le prime ore dell’alba, gli interventi dell’Ares 118 hanno riguardato quasi esclusivamente episodi «non gravi» (specialmente risse, tafferugli e malori causati da sbronze) e che, complessivamente, quella trascorsa è stata una Notte Bianca «tranquilla e senza incidenti di rilievo». Per finire, i vandali. Anche loro si sono dati da fare nel corso della Notte Bianca. Emblematico il caso di Palazzo Venezia, dov’era in corso la mostra su Pinturicchio. Alcune persone hanno deciso di non limitarsi a godersi l’esposizione, divertendosi a sfregiare i pannelli del percorso guidato. E alcuni collettivi giovanili e studenteschi hanno approfittato dela Notte Bianca per indire alcune manifestazioni di protesta. Striscioni e fumogeni si sono così impadroniti dei Fori Imperiali e di ponte Garibaldi. Le iniziative, hanno fatto sapere i collettivi, «erano rivolte contro la militarizzazione in atto del quartiere di Trastevere». d.dimario@iltempo.it


IL TEMPO

Dimesso dal S. Giacomo, accoltellato

La lite era scoppiata in piazza del Popolo sabato notte. I testimoni: erano ubriachi Curato dopo una colluttazione, un ventenne colpito di nuovo dai «rivali» alla gola di AUGUSTO PARBONI - PENSAVA di essere ormai scampato all’ira di un gruppo di ragazzi quando è salito a bordo di un’ambulanza. Non si sarebbe mai aspettato infatti che un’ora e mezza dopo il «salvataggio» fuori dall’ospedale San Giacomo ci fossero ad attenderlo gli stessi giovani con i quali aveva litigato in piazza del Popolo durante la Notte Bianca. Una volta girato l’angolo dell’edificio del nosocomio, ecco la seconda aggressione, culminata con una ferita al collo inflitta con una lama. Ed ecco il secondo intervento dei sanitari del 118, che lo hanno trasferito in ospedale, dal quale è stato dimesso ieri sera. La vicenda di un ragazzo di 20 anni è iniziata sabato sera poco prima delle 2 del mattino, durante una rissa scoppiata tra un gruppo di giovani italiani in stato d’ebbrezza. Nella violenta colluttazione, probabilmente scoppiata per futili motivi, il giovane è stato ferito lievemente, riportando alcune contusioni. I suoi aggressori dopo aver tentato, invano, di impedire che i soccorritori dell’Ares 118 lo caricassero sull’ambulanza, hanno atteso che il giovane uscisse dall’ospedale San Giacomo, dove era stato intanto medicato, e lo hanno colpito con un coltello alla gola. A «fronteggiarsi», da quanto si è appreso, due gruppi di ragazzi italiani. Lo scontro tra i ragazzi ubriachi è stato particolarmente violento, tanto che sono stati alcuni passanti a chiedere l’intervento dell’ambulanza. Arrivati nella zona della rissa, gli operatori dell’Ares hanno soccorso un giovane ferito, provando a caricarlo sul mezzo di soccorso, ma è intervenuto un gruppo di giovani della «fazione» rivale che ha tentato con un assalto di forzare le porte dell’ambulanza per proseguire l’aggressione ai danni dei ragazzo. Gli operatori sono riusciti, seppur con molte difficoltà, a trasportare il ferito all’ospedale San Giacomo, dove è stato medicato e dimesso. Appena uscito dal nosocomio, il giovane è stato però nuovamente aggredito dai ragazzi che lo avevano atteso, per circa un’ora e mezza in strada, e lo hanno colpito con due coltellate. Solo ieri sera il ragazzo è stato dimesso dal San Giacomo. Nei confronti di S.T., di 20 anni, i medici hanno emesso una prognosi di dieci giorni dovuta a una ferita alla gola e un’altra all’addome. Nessun a traccia per ora degli aggressori. a.parboni@iltempo.it


IL GIORNALE DI VICENZA

DENUNCIATI. IN CITTÀ E BASSANO
Guidano in stato d’ebbrezza e fanno danni nella notte così la patente prende il volo

Due schianti nella notte che sembrano uscire da verbali fotocopia della polizia. Due giovani automobilisti che avevano alzato il gomito e che a entrambi gli investigatori hanno ritirato la patente per la guida in stato d’ebbrezza che costerà loro la denuncia alla magistratura e l’apertura di un’inchiesta penale.
Il primo a finire in macchina contro un ostacolo è stato Ruben Picano, 28 anni, formalmente residente a Latina, che al volante di un’Alfa Romeo 147 a Bassano all’altezza dell’incrocio tra le vie Monte Asolone e Piave è andato a centrare una vecchia Mercedes 280 parcheggiata, pare regolarmente, a fianco della carreggiata. Era l’1.55 quando la polizia stradale ha eseguito l’alcoltest nei confronti del conducente che è risultato positivo e, pertanto, gli è stato ritirato il permesso di guidare.
Due ore e mezza più tardi a Vicenza, in viale Dal Verme, è toccato a Fabio Viero, 27 anni, residente nel capoluogo, finire alla guida di una Polo contro un ostacolo. Anche in questo caso, per fortuna, si sono registrati solo danni ai mezzi.
Il ragazzo era andato a fare bisboccia e quando la pattuglia della polstrada di Vicenza l’ha sottoposto all’alcoltest era sicura, vista l’esperienza ormai acquisita, che sarebbe risultato positivo. Come poi è avvenuto.
In entrambi i casi la sanzione amministrativa sarà pepata alla luce del provvedimento governativo che ha modificato, aggravando, le nuove sanzioni per chi guida la macchina abusando di sostanze alcoliche (come in questo caso) oppure sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.


IL GAZZETTINO (Padova)

Ubriaco picchia i carabinieri e prende a calci la "gazzella"

Arzergrande

Ubriaco fradicio ha insultato, minacciato, picchiato i carabinieri chiamati per allontanarlo da un pubblico esercizio. Ha rimediato le manette Vittorio Frescura, trentaquattrenne residente a Piove di Sacco. È accaduto la scorsa notte, a Vallonga di Arzergrande. Era da poco passata la mezzanotte quando la titolare del bar "Tappa Fissa" ha telefonato ai carabinieri perchè un ubriaco infastidiva gli avventori. Giunti sul posto, i militari hanno cercato di convincere con le buone l’uomo ad allontanarsi e a tornarsene a casa. Ma quello è andato in escandescenze. Si è scagliato contro i carabinieri colpendoli. A fatica sono riusciti a trascinarlo verso la "gazzella". Prima di essere caricato a bordo ha pure preso a calci la portiera danneggiandola.


IL TEMPO

Tampona centauro e fugge in manette autista ubriaco

È stato arrestato per guida in stato di ebbrezza ed omissione di soccorso N.M., trentacinquenne aquilano, pirata della strada, che ieri pomeriggio si è reso protagonista di uno dei tanti episodi che riempiono le cronache. Al volante della sua vettura, l’uomo, dopo aver evidentemente alzato il gomito, ha tamponato un motociclista senza fermarsi per prestare soccorso. Il tutto è avvenuto attorno alle 15 su una circonvallazione sulla Ss 17 nei pressi di Navelli: da una prima ricostruzione sembra che N.M. non abbia rispettato la distanza di sicurezza, tamponando inevitabilmente la moto che la precedeva e perdendo la targa anteriore del mezzo. Senza preoccuparsi, o rendersi conto, di quanto accaduto ha proseguito per la sua strada lasciando il centauro sull’asfalto. Proprio grazie alle indicazioni di quest’ultimo la Polstrada è riuscita a rintracciare il pirata che successivamente è stato sottoposto al test alcolemico (risultato positivo). Immediato è scattato l’arresto per una vicenda che poteva avere conseguenze tragiche. Il motociclista, infatti, non è rimasto ferito in maniera grave ed è stato curato sul posto dai sanitari del 118. Sempre ieri, intorno a mezzogiorno, si è verificato un incidente stradale sulla via Mausonia, anche questo fortunatamente senza gravi ripercussioni per le persone coinvolte. Un fuoristrada modello Rav 4 della Toyota, che percorreva la strada in direzione Avezzano, dopo essersi fermato ad un incrocio nei pressi di una concessionaria di auto è stata investita mentre si immetteva nella carreggiata da una Renault 19 che sopraggiungeva da quella che comunemente viene chiamata "via L’Aquila-Pianola". A dispetto dei gravi danni riportati dalle autovetture i due conducenti non hanno riportato gravi conseguenze. Dopo essere stati trasportati al S. Salvatore dal 118, infatti, i medici non hanno ritenuto necessario il ricovero. Sul posto sono intervenuti anche Vigili del Fuoco e Polizia Stradale che ha effettuato i rilievi per stabilire le responsabilità dell’incidente.


IL MATTINO

È ubriaco, patente ritirata

Dal cuore della movida salernitana a Sala Consilina: la strada sarebbe stata lunga, molto lunga per un quarantenne messosi alla guida ubriaco. L’uomo non è sfuggito ad un pattuglia del nucleo radiomobile della compagnia di Salerno (diretta dal tenente Ficuciello) che ha subito fermato l’automobilista. Il 40enne è risultato positivo al testo alcolometrico. Così gli è stata ritirata la patente. Il sabato sera finisce male, dunque, per l’uomo ma il pronto intervento dei militari ha evitato l’ennesima tragedia della strada.


ADNKRONOS

CALCIO: LIVERPOOL, PENNANT UBRIACO COINVOLTO IN UNA RISSA
Liverpool, 10 set. - Nuova disavventura per Jermaine Pennant, ala del Liverpool con il vizio della bottiglia. Approfittando della pausa per la Nazionale, il giocatore ha passato una serata decisamente movimentata insieme a qualche amico, tanto da finire completamente ubriaco e rimanere coinvolto in una rissa. Secondo quanto racconta il tabloid ’The Sun’, Pennant si e’ recato in un club esclusivo di Bournemouth nel Dorset, dove ha bevuto al punto tale da non essere in grado di reggersi sulle proprie gambe.


AGENCE FRANCE PRESSE

RENAULT
L’A.F.P. nota che Dominique Bussereau, segretario di Stato ai trasporti, ha ottenuto l’accordo di principio del presidente del gruppo automobilistico Renault, Carlos Ghosn, per installare degli etilometri nelle vetture. Il segretario di stato ha dichiarato : "Carlos Ghosn mi ha dato un accordo di principio per farlo, dopo aver studiato con i suoi fornitori quanto costerà e chi potrà farlo". Secondo questa notizia l’impresa Renault ha confermato essere "d’accordo per iniziare un’operazione test" dell’etilometro che sarebbe allora "un accessorio del veicolo" sulle vetture nuove. Dominique Bussereau ha affermato che "per un costruttore automobilistico, questo rappresenta un servizio reale per l’automobilista e per lo stato, in termini di sicurezza stradale e un elemento in più per permettere l’autodisciplina dei guidatori". Per quanto riguarda l’etilometro con sistema del bloccaggio del veicolo, il segretario di Stato dichiara che si tratta "di una falsa buona idea" "perché nessun’ altra persona al di fuori del conduttore potrà utilizzarla", riferisce l’ A.F.P. Infine, l’agenzia indica che Dominique Bussereau, che riceverà il presidente di PSA Peugeot Citroen il 25 settembre, preferisce piuttosto "una scelta volontaria dei costruttori" che un "obbligo legale".


AGENCE FRANCE PRESSE

EURODEPUTATI /ALCOL

Secondo l’ A.F.P. gli eurodeputati hanno rinunciato a chiedere delle regole comuni di etichettatura sui rischi dell’ alcol, preferendo esigere che uno studio sull’efficacia di questi metodi sia pubblicato prima della fine del 2009.

Ricordando che il testo originale esigeva la preparazione alla fine del primo gennaio 2010, di una direttiva sulla prescrizione del pericolo per la salute sulle bottiglie di alcol o altrimenti spiegare perché la Commissione non la giudicava necessaria, l’agenzia sottolinea che questo paragrafo è stato sostituito da un emendamento chiedendo uno studio sull’oggetto, emendamento adottato a una "schiacciante maggioranza" grazie a un’alleanza tra conservatori e socialisti. L’ecologista tedesco Hiltrud Breyer "si è arrabbiato" "il parlamento ha ceduto agli interessi dell’ alcol e dà un cattivo segnale in materia di lotta contro i danni dell’ alcol". La conservatrice tedesca Renate Sommer da parte sua dichiara "questi avvertimenti in ogni caso sono senza effetti e sono molto controversi".

Secondo l’agenzia, gli eurodeputati stimano tuttavia che le donne come gli uomini devono essere meglio informati sui rischi dell’alcol durante la gravidanza e "sui legami che esistono tra l’alcol e l’impotenza" notando che gli eurodeputati si sono pronunciati per l’adozione di un piano europeo "su un tasso alcolico più possibilmente vicino a 0g/l", l’agenzia fa notare che in questo dominio la competenza non è della UE ma degli Stati.


AGENCE FRANCE PRESSE

Perù-Lima-Sicurezza stradale.
L’A.F.P segnala un rapporto della polizia di Lima, indicando che i pedoni in stato d’ebbrezza causano due volte più incidenti mortali che i guidatori ubriachi. Affermando che la guida è molto pericolosa nella Capitale per il fatto che numerose patenti sono false e per l’attraversamento dalla tangenziale e delle autostrade da pedoni non sempre ubriachi, L’Agenzia nota tuttavia che secondo il rapporto della polizia, il numero di incidenti mortali, implicando delle persone in stato d’ebbrezza è aumentato del 30% dal inizio dell’anno, con 26 incidenti mortali provocati da guidatori ubriachi e 52 pedoni nello stesso stato. L’Agenzia sottolinea che le autorità hanno lanciato una campagna contro l’alcol alla guida, con il slogan "se tu bevi, tu non guidi" o pure "Se tu bevi, prendi un taxi" Comunque, sottolinea l’agenzia niente è stato previsto per i pedoni ubriachi.


LA TRIBUNE

"PARADOXE FRANCAIS"
Analizzato il "paradosso francese che riconcilia alcol e salute", sapendo che, "secondo alcuni ricercatori, è grazie al nostro consumo di vino che viviamo più a lungo in Europa".
"Mito o realtà" si interroga il giornale, che ricorda che "il paradosso francese" è apparso trent’anni fa per spiegare l’apparente paradosso fra la nostra mortalità cardiovascolare più piccola di quella di nostri vicini e nostra alimentazione più grassa, soprattutto nel Sud-Ovest. Indicando che in Francia il numero di malattie coronarie per 100 000 abitanti sono di 104 per gli uomini e di 44 per le donne contro 340 e 157 nel Regno Unito. Il quotidiano sottolinea che i ricercatori hanno emesso l’ipotesi che il nostro consumo de vino è dieci volte più importante di quello degli inglesi ci darebbe un effetto cardiovascolare protettore.
Secondo il giornale, tuttavia, i studi epidemiologici di partenza non sono senza peccati e si possono immaginare degli errori nel analisi de l’alimentazione dei francesi o pure la parte che prende le malattie cardiache nella causa dei decessi, perché la mortalità globale dei francesi non è inferiore a quella degli inglesi, con morte violente legate a l’alcol o legata ad un consumo cronico e eccessivo tre volte superiori a quella dei britannici. Affermando che "quello che si guadagna da una parte, se lo perde da l’altra", il giornale sottolinea così che un uso moderato si accompagna di un aumento del HDL colesterolo e di una diminuzione della coagulazione, con la conseguenza di una diminuzione degli incidenti cardiaci da ostruzione, sapendo comunque che il consumo di alcol, va di pari con une elevazione della pressione arteriosa con il rischio d’incidenti cardiovascolari da emorragia. La Tribune stima che per dare ragione a Pasteur che considerava il vino come la bibita "la più igienica", bisogna avere un consumo moderato, possibilmente con i parametri possibilmente inferiori a quelli dell’ O.M.S. La Tribune giudica tuttavia che la difficoltà con l’alcol è di rimanere nei limiti di un consumo moderato, sapendo, per esempio, che non c’è nessuna differenza fra l’alcolismo mondano e un altro tipo di alcolismo. Secondo il giornale, "la presa di coscienza di una dipendenza alcolica necessita un lavoro progressivo, appoggiandosi sui i familiari e il medico".
Da notare un articolo sul "costo sociale elevato" del alcol, seconda causa di mortalità evitabile nel nostro paese (45000 morti a l’anno). Il quotidiano, note che l’alcol è un fattore associato a numerose malattie, il rischio di cancro al seno aumenta da 10% quando il consumo medio al giorno aumenta da un bicchiere, che la forte intossicazione alcol/tabacco moltiplica per 44% il rischio di un cancro a l’esofago, senza dimenticare che l’alcol è implicato negli incidenti stradali e le violenze. Sottolineando che il costo sociale del alcol è stimato a più di 37 miliardi di euro.

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