Martedì 11 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 21 giugno 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 SALUTE EUROPA

http://www.saluteeuropa.it/news/2007/06/0621001.htm

Basta un solo bicchiere di vino in gravidanza per avere figli handicappati

Può bastare un solo bicchiere di vino, soprattutto nel primo trimestre di gravidanza, perché il bimbo nasca ritardato, aggressivo, con malformazioni del viso e della testa. O perché abbia problemi di apprendimento, di attenzione, di iperattività. O ancora disturbi affettivi cognitivi o psicologici, alterazioni cerebrali e disturbi neurologici. E’ il sorprendente risultato dei dati epidemiologici raccolti dal prof. Mauro Ceccanti, docente all’Università "La Sapienza" e Direttore del Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio, secondo cui può bastare anche un solo bicchiere di vino perché il nascituro sia vittima della fetopatia alcolica (FAS), sorte che tocca oggi al 4% dei nuovi nati.

Ma il dato più sorprendente è che molti ginecologi ignorano il rischio che corrono le donne incinte. Secondo i dati statistici (che saranno presentati al convegno medico sulla Sindrome Fetoalcolica il 22 giugno a Roma presso l’Auditorium di via Rieti 7) solo nel 10% dei casi i ginecologi italiani consigliano alle donne in gravidanza di astenersi totalmente dal bere alcolici. Si rischia dunque, inconsapevolmente, l’handicap per moltissimi bambini.

La FAS non riguarda solo i figli di madri alcoliste né di donne che eccedono occasionalmente con l’alcol. Può riguardare donne che hanno bevuto un solo bicchiere di vino nei primi tre mesi di gestazione: questo rischia di compromettere irrimediabilmente il normale sviluppo neurologico del feto.


IL GAZZETTINO

I genitori accusano: «Lo stop alla legge favore alle lobby» 

Dopo lo stop da parte del Consiglio regionale del Veneto alla legge antialcol varata a febbraio, cresce la protesta delle associazioni di familiari delle vittime della strada che accusano i politici di essere "schiavi" delle lobby commerciali e di aver fatto dietrofront dopo l’annuncio di un giro di vite contro gli ubriachi al volante: «Si accorgeranno di noi in campagna elettorale», minacciano annunciando iniziative clamorose. Replica del vicegovernatore veneto Luca Zaia: «Il proibizionismo non serve a risolvere il problema».


IL GAZZETTINO

Cresce la protesta contro la Regione che ha deciso di non limitare la vendita di vino e drink nelle ore notturne 

«Interessi più importanti delle vite umane» 

I familiari delle vittime della strada accusano i politici veneti per il dietrofront sulla legge antialcol

«Dopo che la Regione Veneto ha fatto il voltafaccia sulla legge anti-alcol, per fermare il fenomeno degli ubriachi al volante servono lo stato d’emergenza e i poteri della Protezione Civile». L’Associazione familiari vittime della strada (Aifvs) non usa mezze misure e coinvolge nella battaglia contro le stragi sulle strade le più alte cariche istituzionali «da Napolitano in giù passando per Galan, Illy, Cacciari e altri. Ormai i numeri pur spaventosi - attacca la responsabile veneta dell’Aifvs, Pierina Guerra - non fanno più paura a nessuno. Per frenare la "corsa alla morte" che colpisce in primis i giovani deve scendere in strada l’esercito o almeno la Protezione civile con poteri straordinari peraltro già previsti dal nostro ordinamento per le emergenze. E se non è emergenza il bollettino di guerra degli incidenti?».

Da Treviso, a nome di diverse associazioni che si battono per la sicurezza stradale, interviene anche Andrea Dan anima dell’associazione "Manuela" (il nome di sua figlia, morta in auto a 6 anni). La sua reazione al dietrofront della Regione è dura: «Si chiedeva al Consiglio veneto di votare una legge già approvata all’unanimità dalla commissione in febbraio, invece, nulla. Si chiedeva di vietare la vendita dell’alcool dall’1 alle 6 di mattina. Vorrei che quei consiglieri regionali che hanno cambiato idea facessero conferenze stampa per spiegare perchè ora la pensano diversamente. Per spiegare perchè i giovani devono bere dopo l’1 di notte; se non credono che bere a quell’ora sia ancor più pericoloso: è provato scientificamente il danno fisico. Se non pensano che sia proprio lo stato di ebbrezza a far breccia per provare droghe o allucinogeni, devastanti per il cervello. Se non credono che 53 morti dal 1 gennaio nella sola Marca trevigiana valgano infinitamente di più di un po’ di denaro alle lobby dell’alcol. E infine se non pensano che consentire ai giovani di mescolare alcool, bolidi veloci e fumo sia come autorizzare a farsi del male. Perchè mai un genitore deve soffrire ogni sera consegnando l’auto al figlio? Quando sarà tempo di elezioni - conclude Dan - farò nomi e cognomi di quei politici che da febbraio ad oggi hanno cambiato idea. Dalla prossima settimana ci saranno in tutto il Veneto i banchetti per raccogliere firme. Vedremo chi la pensa come i Consiglieri. Non si gioca sulla vita dei giovani: bastava un po’ di coraggio, si tratta di non farli bere solo per 5 ore approvando quel disegno di legge».

Le norme in questione prevedevano l’anticipo della chiusura delle discoteche alle 3 di notte e la sospensione di vendita e somministrazione di alcolici dall’1 fino alle 6. La presidente dei Familiari Vittime della Strada, Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, già in febbraio aveva diffuso l’iniziativa della Regione Veneto definendola «tanto innovativa da dover essere imitata senza badare a interessi di parte». Adesso che è giunto il dietro-front i vertici dell’Aifvs si dicono «delusissimi e increduli. È inspiegabile la marcia indietro. Alla Regione è forse arrivato qualche scienziato che promuove l’alcol negli orari dello sballo in discoteca?».

Intanto contro norme troppo permissive sugli alcolici si scaglia anche il presidente degli Amici della Polizia Stradale, Giordano Biserni: «Un numero altissimo di incidenti, troppo spesso non investigati, avviene per abuso di alcol. I nostri controlli sono pochi per la scarsità di uomini e mezzi: la Francia ad esempio effettua 11 milioni di controlli antialcol ogni anno. (*) Qualcuno sostiene che da noi frenino le corporazioni (il vino è una voce importante del mercato), altri sostengono che politicamente, liberalizzare rende. Fatto sta che i nostri giovani muoiono e noi invece di ’stringere la vite’ e serrare i ranghi sulla prevenzione, allentiamo la presa».

Analoghi appelli a "un giro di vite" antialcol vengono dall’associazione Aprosir di Bassano e dal comitato Gianna di Padova che puntano il dito sugli enormi costi sociali dell’incidentalità stradale: 4 miliardi di euro fra Veneto e Friuli nel 2006.

Antonella Federici

Gigi Bignotti

 

(*) Nota: nell’ultimo anno rilevato, i controlli con etilometro sono stati (circa) 11 milioni in Francia, circa duecentomila in Italia.

Ieri, 20 giugno, alla Camera dei Deputati, il ministro dei Trasporti Bianchi ha dichiarato, nel corso di un suo intervento: “Il numero di tali controlli peraltro nel nostro paese è molto ridotto (ne vengono effettuati circa 500.000 l’anno, contro i due milioni e mezzo circa della Francia)” (pagina 20 degli atti in pdf).

Come dire che il ministro pensa che in Italia i controlli con etilometro siano circa un quinto che in Francia, mentre nella realtà sono meno di un cinquantesimo.

Ma se nemmeno il ministro conosce i dati corretti, come possiamo pensare che i nostri politici legiferino con cognizione di causa?


IL GAZZETTINO

Zaia: «Il proibizionismo non serve Basta non far bere chi deve guidare»

Venezia

«Il proibizionismo non serve a nulla». Il vice presidente della giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, non è che esulti per la battuta d’arresto (forse definitiva) delle norme che intendevano vietare la vendita di alcolici per parte della notte e anticipare l’orario di chiusura dei locali, ma nemmeno risparmia aspre critiche a quelle che erano le intenzioni dei legislatori veneti.

E per fare valere le proprie ragioni, si richiama a «due buoni osservatori» come quello di presidente della Provincia di Treviso prima e di assessore regionale al turismo poi. «Abbiamo ricevuto tre premi, due internazionali e uno nazionale, per la sicurezza stradale a Treviso - ricorda - dove in dieci anni siamo passati da 180 a 70 morti l’anno». «Nel 1993 in Veneto - rinfresca la memoria ai proibizionisti - ci fu un’analoga sollevazione contro l’alcol in quanto si stava predisponendo la deregulation, ovvero si toglieva l’obbligo per gli esercenti di chiudere tutti alle 2 del mattino lasciando la possibilità che ciascuno si regolasse in accordo con i Comuni. Tutti pronosticarono stragi ancora più pesanti e invece da quell’anno i morti si sono drasticamente ridotti, almeno un 40 per cento».

«Se qualcuno pensa di essersi messo il cuore in pace sull’alcol per aver pensato che un provvedimento del genere servisse a salvare delle vite, io ho invece grossi dubbi - aggiunge il vicegovernatore del Veneto - I veri interventi devono andare in direzione di una educazione alimentare corretta (*): l’informazione e la prevenzione che abbiamo fatto a Treviso hanno pagato. In Nord Europa, se vai a qualsiasi festa, trovi una fila di bicchieri trasparenti con l’acqua: sono per i guidatori. È un fatto culturale come la raccolta differenziata dei rifiuti: qualche anno fa nessuno la faceva, oggi ci dà fastidio gettare la lattina nell’umido».

In qualità di assessore regionale al turismo Zaia è drastico. «Rispetto al turismo, sarebbe la fine - sentenzia - Banalizzando, il turista tedesco che mangia la pizza a mezzanotte deve dimenticarsi la birra: io sono tra quelli che dicono che se uno si vuole ubriacare lo deve poter fare, salvo farsi portare a casa da un altro. E poi ci sono alcune questioni pratiche poco chiare: se mi trovano con alcolici nel baule dell’auto, cosa succede dopo l’1 di notte? Se ordino la birra alle 0.45 e me ne faccio servire un litro e mezzo, fino a che ora posso berla? Ho l’impressione che stiamo rasentando il ridicolo». (**)

Quanto a una riscrittura della legge, non vuol sentirne parlare. «Non servono proposte alternative: vorrei ricordare che la legge sull’abuso di alcol esiste già in Italia. Se vieni beccato a guidare in stato di ebbrezza ti ritirano la patente e forse sarebbe solo il caso di inasprire le sanzioni perchè io sono per il ritiro graduale della patente, non per i punti: non indossi la cintura e ti ritiro due giorni la patente. Non facciamo le solite cose all’italiana dove, per evitare un pasticcio, ne facciamo un altro. La norma è chiara: l’alcol lo puoi assumere solo se non guidi, punto e basta».

Giuseppe Tedesco

 

(*) Nota: consumare alcol alle 4 del mattino può rientrare nei canoni di una educazione alimentare corretta?

 

(**) Nota: dopo avere letto attentamente queste osservazioni di Luca Zaia, sarete d’accordo sul fatto che c’è qualcuno che sta rasentando il ridicolo...

Su una questione, però, che è tragica.

Dire che questo provvedimento comporterebbe la fine del turismo in Veneto, significa che il turismo veneto si fonda sul consumo di alcol nelle ore notturne.

E io che pensavo a Venezia, le ville venete, l’Arena di Verona, le Dolomiti….

 
LETTERA APERTA

Gentile Ignazio Roberto Marino, Presidente Commissione Igiene del Senato.

Gentile Cesare CURSI, Vice-Presidente Commissione Igiene del Senato

 Gentile Luca MARCORA, Senatore della Repubblica

 

La prego di ascoltare l’opinione di un nonno e della sua nipotina a riguardo della vendita di bevande alcoliche negli autogrill italiani.

Hai sentito mia carissima Emma? Ancora una volta il Dio Denaro sta per avere il sopravvento sulla vita delle persone.

Tu sei ancora piccolissima, hai solo qualche mese di vita, ed ogni volta che qualcuno ti parla, tu sorridi. Non conosci ancora tutte le contraddizioni di questo mondo.

Vedi, noi umani siamo degli esseri un po’ strani.

Facciamo l’esempio delle bevande alcoliche che sono quelle bevande che contengono più di un grado di alcol. Il consumo di quelle bevande provoca, in Italia, la morte di quasi 30/40.000 persone all’anno, un morto ogni 15 minuti, e la perdita di circa il 2-5% del nostro PIL. Ciò nonostante continuiamo a pubblicizzare questi prodotti per venderne sempre di più, perché ci sono delle persone che vivono, e bene, sulla loro vendita.

Ora, un ministro del nostro paese addetto alla salute di tutte le persone, vorrebbe limitare i danni ed i drammi provocati da queste bevande e tra le altre disposizioni e leggi che ha già emanato, vorrebbe anche proibire la vendita e la somministrazione negli autogrill che si trovano lungo le nostre autostrade.

Però, un altro ministro, dello stesso nostro governo, addetto all’agricoltura, cioè, tra le tante altre cose, alla coltivazione e commercializzazione della vite e del vino, è naturalmente contrario a questa proposta.

Pensa, Emma, nel nostro civilissimo paese, ci sono leggi che permettono anche ad un bambino di acquistare delle bottiglie di alcolici, ed altre leggi che permettono di guidare veicoli con un’alcolemia fino a 0,49 grammi di alcol per ogni litro di sangue.

Con la tua innocenza, cara Emma, mi faresti certamente delle domande imbarazzanti quali:

“Ma la vita di una persona, la mia piccola vita, vale meno di un litro di vino?”

“ Ma i nostri politici hanno una coscienza?”

“Forse sarebbe il caso di ripeterlo, a quei signori, che quella sostanza che vogliono continuare a vendere anche sulle autostrade – come dicevi tu nonno – provoca tanto dolore e tanti morti!”

Mia piccola nipotina io posso solo risponderti che anche i nostri politici hanno le mani legate e se vogliono continuare a mantenere il loro dorato posto di lavoro devono sottostare alle regole d’ingaggio, soffocando la loro coscienza e spingendo il carretto dove i padroni delle bevande alcoliche indicano.

Forse se anche le loro famiglie venissero toccate dal dramma ed anche loro dovessero provare la disperazione di un padre o di una madre nel riconoscere la salma di un figlio, forse cambierebbero idea, ascolterebbero la loro coscienza e capirebbero che è meglio vivere con qualche euro in meno che con qualche figlio in meno!

Guido Dellagiacoma Predazzo (Tn)


ILVELINO.IT

Rnp contro supersanzioni per alcool e droga

Roma, 20 giu (Velino) - Contrasti oggi in aula fra la maggioranza e la Rosa nel Pugno sulle norme che inaspriscono le sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Una serie di emendamenti sostenuti da Rnp propongono infatti di mitigare multe e durata delle sospensione della patente per chi incorre in questo tipo di infrazioni. Ma per ora il testo originario del disegno dei legge sembra tenere. Un testo che peraltro ha già subito una attenuazione su questi punti dopo un nuovo passaggio in commissione Trasporti successivo alla discussione generale in aula di un mese fa. Il capogruppo di Rnp Roberto Villetti ha comunque accusato oggi in aula il governo e il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi in particolare di "emanare grida manzoniane secondo una logica reazionaria" senza poi farle seguire da controlli capillari sulle strade. In ogni caso finora l’impianto originario del ddl tiene e quindi resistono sia le ammende (massimo di 2.000 euro che sale a 4.000 in caso di provocato incidente) sia il ritiro della patente fino ad una anno. Tutte pene che tra l’altro aumentano ulteriormente se il tasso alcoolemico supera 1,5 grammi per litro di sangue, con l’aggiunta in quest’ultimo caso del fermo amministrativo del veicolo incriminato fino a novanta gironi.

A sostenere le proposte di diminuzione delle sanzioni è stata anche una parte dell’opposizione e Forza Italia in particolare, mentre il ministro dei Trasporti ha respinto le critiche di Villetti, ricordando che il governo ha già predisposto un aumento sistematico e significativo dei controlli della polizia stradale in tutta Italia. Il ddl viaggia comunque con ritmo blando ma costante verso il via libera definitivo di Montecitorio. Secondo il relatore Meta, che è anche presidente della X Commissione, si dovrebbe arrivare al sì finale della Camera entro domani, "anche perché - spiega - quello delle norme su alcool e droghe al volante dovrebbero essere l’ultimo scoglio da superare". Ieri intanto è stata approvata la norma che consente di esercitarsi già a 16 anni al volante col foglio rosa, ma avendo sempre accanto una persona che abbia la patente da almeno 10 anni e solo dopo 10 ore di scuola-guida. Il sì in questo caso è arrivato per la verità per un soffio, e grazie con il contributo determinante dell’opposizione. Respinta invece dall’assemblea la proposta leghista di commisurare le multe per eccesso di velocità al reddito dichiarato del trasgressore. Mentre la proposta di Mario Tassone (Udc) di predisporre su ogni autoveicolo un dispositivo elettronico che evita i colpi di sonno è stata trasformata in un ordine del giorno che impegnerà il governo ad incentivare lo sviluppo di questa tecnologia verificandone così l’’effettiva funzionalità.


TGCOM

Aborigeni: vietati alcol e porno

Australi, crescono abusi sui minori

Giro di vite del premier australiano John Howard sugli aborigeni. A fronte di un’impennata degli abusi sui minori commessi dagli indigeni che vivino nel nord del Paese, le autorità locali hanno annunciato un piano che vieta loro alcol e pornografia e intensifica i controlli sui servizi sociali garantiti alla comunità. Nel mirino del governo anche l’alto tasso di disoccupazione, il degrado culturale e la povertà.

"Questa è un’emergenza nazionale - ha spiegato il conservatore Howard al parlamento - riguarda un gruppo di giovani australiani che non ha mai tenuto in considerazione il valore dell’innocenza dei bambini". Diversa invece la presa di posizione di alcuni leader aborigini, secondo cui il piano è soltanto un inutile atto paternalistico messo a punto senza consultare la comunità interessata.

Le nuove misure riguardano circa metà del Territorio del Nord dove vivono gli aborigeni e prevedono una fase di prova. Secondo quanto stabilito, la vendita, il possesso e il trasporto di alcol sarà bandito per sei mesi, poi verrà effettuata una verifica sui risultati raggiunti. La misura è stata approvata dopo la pubblicazione di uno studio sugli abusi ai minori in cui si sottolinea come proprio il consumo di alcol sia uno dei fattori chiave della crisi della cultura aborigena.

Discorso simile per quanto riguarda la pornografia. Il rapporto ha evidenziato un diffuso consumo di contenuti hard tra gli aborigeni, tanto che il materiale è a disposizione anche dei bambini. Per arginare questo fenomeno, il governo australiano intende assicurarsi che i computer forniti dallo Stato non siano in grado di scaricare immagini pornografiche. Ma non è tutto qui. Il piano del premier Howard prevede inoltre riduzioni dei sussidi riconosciuti agli aborigeni, in modo da costringere i genitori a spendere metà di tale contributo per beni essenziali. Nello specifico, gli aiuti dell’amministrazione verranno infine legati alla frequenza scolastica dei figli.


IL GIORNALE DI VICENZA

In primo grado a Vicenza era stato condannato a 5 anni e 8 mesi

Violentò una ragazza africana Parà Usa ottiene 6 mesi di sconto

 Ha patteggiato in Appello 5 anni e 2 mesi di reclusione, ottenendo così uno sconto rispetto alla sentenza di primo grado con cui il tribunale di Vicenza, nel novembre 2005, gli aveva inflitto una condanna di sei mesi più pesante. Si è chiusa l’altra mattina la vicenda giudiziaria dell’ex parà americano James Brown, 28 anni, che era accusato di aver violentato con modi animali una giovane africana.

I fatti risalivano al febbraio 2004. Il soldato James Brown, assistito dall’avv. Antonio Marchesini, condannato per lo stupro di una ragazza africana alla quale ne aveva fatte di tutti i colori in una notte a base di sesso e alcol, dopo due anni di detenzione e l’espulsione dall’esercito statunitense era tornato libero nell’aprile 2006. Il caso di Brown, che era stato arrestato dalla polizia dopo una indagine lampo in collaborazione con i carabinieri della Setaf, aveva suscitato un vasto dibattito perché con la pubblicazione delle motivazioni il tribunale collegiale presieduto da Giovanni Biondo, giudice estensore, gli aveva concesso le attenuanti generiche poiché essendo reduce dalla guerra in Iraq era in uno stato di logorio psicologico influenzato dagli atti di violenza che aveva visto al fronte. Egli infatti era appena rientrato alla Ederle a Vicenza dopo essere stato al fronte e quella notte aveva caricato in macchina la giovane di 27 anni e gliene aveva fatte di tutti i colori.

Dopo i primi sei mesi di detenzione in Italia, le autorità americane lo avevano trasferito nel carcere militare in Germania per un altro anno e mezzo fino a quando Brown non è stato espulso dall’esercito. Da quel momento egli è tornato ad essere un borghese ed è stato rimesso fuori, tornando in America.

L’africana, che lavora come ballerina e vive a Verona, ha spiegato di non aver mai visto i 100 mila euro di risarcimento che il tribunale aveva indicato come risarcimento per il trauma subito. La sentenza col patteggiamento entro breve diventerà definitiva.


IL SECOLO XIX

Picchia moglie e figlio, arrestato

pegli

IL CALDO e l’alcol hanno fatto perdere il controllo a un cittadino ucraino di 33 anni. Un papà e un marito, che per sfogare la rabbia generata dai bicchieri di troppo ha malmenato prima la moglie e poi il suo bambino di appena un anno. Mandando tutti e due all’ospedale. È questa la triste storia vissuta martedì scorso da una famiglia di via Merano, a Pegli: l’uomo, alla fine, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo radiomobile per maltrattamenti in famiglia e lesioni.

Sono le 17 quando alcune signore del quartiere ascoltano le grida di una donna in strada. È una ventinovenne originaria dell’Ucraina. Con in braccio un neonato. «Mio marito ci ha picchiati - grida - aiutatemi». Le abitanti accolgono la poverina, coperta di lividi, e contattano il 112.

Sul posto si precipita una pattuglia dell’Arma. I militari ascoltano il racconto della giovane mamma e chiamano il 118 per far accompagnare lei e il figlio in ospedale. Una volta messi al sicuro i due, si precipitano nella roulotte dove questi ultimi vivono. Dentro trovano il trentatreenne, ancora alterato dal bere. L’uomo è agitato, ma non fa troppa resistenza: sa, con tutta probabilità, di aver esagerato. I carabinieri lo accompagnano in caserma per ascoltarlo. Dopo l’interrogatorio, scatterà per lui l’arresto: maltrattamenti in famiglia e lesioni, l’accusa.

La moglie infatti, a causa delle percosse rimediate dall’uomo, viene medicata al pronto soccorso del San Martino. Ha contusioni sul tutto il corpo, che guariranno in cinque giorni, ma, fortunatamente, nessuna lesione grave. Il bambino di un anno invece viene accompagnato al Gaslini: i dottori non rilevano nessuna ferita. Per sicurezza però ricoverano il piccolino in osservazione per una notte.

M. Fag.


IL GAZZETTINO (Treviso)

Bambini in pericolo ...

Castelfranco

Bambini in pericolo ai giardinetti pubblici di via Malvolta. Sugli scivoli, la mattina vengono trovati cocci di vetro che sembrano lasciati apposta per ferire i ragazzini che si recano al parco per giocare. La situazione, venuta alla luce dopo che alcune mamme l’hanno segnalata alle forze dell’ordine, rappresenta il culmine di una situazione fatta di degrado e di sporcizia che continua a protrarsi da tempo.

I giardinetti di via Malvolta, da luogo riservato ad accogliere le famigliole, sono diventati il bivacco di decine di extracomunitari che praticamente tutte le sere vi si danno appuntamento. Il risultato? Ogni mattina si trovano bottiglie e vetri spaccati disseminati ovunque, sporcizia, cartacce, persino i resti di fuochi accesi all’aperto presumibilmente per cucinare. Ed oltre agli extracomunitari, per lo più magrebini e gente di colore come testimonia chi vive nei paraggi, si deve fare i conti anche con giovani del posto che si divertono ad imbrattare con le bombolette spray i giochi dei ragazzini e le panchine (spesso con scritte volgari o con simboli politici), tanto che oramai non rimane più alcun pezzo di tavola pulito. Difficile dire chi possa essere stato a piazzare i vetri sui ripiani degli scivoli, se i primi oppure i secondi. Fatto sta che la situazione è particolarmente allarmante e la gente che frequenta il parco chiede che venga posta la parola fine al degrado.

«Nei giorni scorsi mi è capitato più volte di arrivare e di trovare i cocci posizionati sullo scivolo - dichiara una mamma - Si vedeva che erano stati messi apposta. Per fortuna me ne sono accorta e li ho tolti. Ma se non li avessi notati? Se mio figlio si fosse ferito?». «Tutte le sere vedo gruppi di extracomunitari che stanno qui ore ed ore - racconta un uomo che vive proprio di fronte, ieri mattina al parco insieme ai suoi due figli - Rimangono ben oltre la mezzanotte e la mattina si trova di tutto. Non può andare avanti così. Bisogna chiudere i cancelli la sera». «Non solo accendono fuochi per cucinare - denuncia un nonno a passeggio con la nipotina - ma dormono pure sulle panchine e addirittura sui giochi dei bambini. Ogni mattina la stessa storia: bisogna fare slalom tra le bottiglie di birra lasciate a terra. In altri giardini pubblici, penso a quelli di via Verdi, queste cose non accadono, non lasciano entrare la gente di notte. Non capisco perché qui tutto debba essere abbandonato a se stesso».

Matteo Ceron


IL GAZZETTINO (Treviso)

Arcade, per prevenire gli incidenti controlli serali con gli etilometri

Arcade

Controlli con l’etilometro per affrontare la piaga degli incidenti stradali. Arcade si dimostra ancora una volta un comune particolarmente sensibile al tema sicurezza. I controlli serali della polizia municipale sono stati effettuati anche con l’uso dell’etilometro. Ma il sindaco, Emanuela Pol, si è spinto oltre, coinvolgendo pure i titolari dei bar e locali pubblici del territorio, per invitarli a collaborare a questa iniziativa, volta a dare agli automobilisti la consapevolezza del loro livello alcolemico. I gestori hanno aderito di buon grado all’iniziativa e così i vigili si sono messi all’opera invitando giovani e meno giovani a sottoporsi alla prova del palloncino: i cittadini hanno gradito l’esperimento perchè hanno potuto rendersi conto del proprio stato di ebbrezza, constatare quanti bicchieri influiscono sul test.

«I comuni piccoli come il nostro sono in prima linea nella prevenzione, non multiamo per fare cassa, come impropriamente veniamo accusati». Perchè il problema, per Emanuela Pol, è anche di ordine culturale: «La bravura sulla strada, per il nostro paese, si manifesta nel saper evitare i controlli attraverso segnali tra automobilisti e comportamenti furbeschi in genere, e ciò è oggi reso più drammatico da una mancanza di cultura per la vita da parte dei giovanissimi».

Paola Gazziola


IL GAZZETTINO (Treviso)

Rumori fuori dai locali? Ora arriveranno subito i vigili 

Accordo fra polizia municipale, TrevisoViva, residenti e titolari: nessun tentativo "privato" di placare gli animi se non si tratta di clienti

D’ora in poi, quando ci saranno accenni di rissa e schiamazzi fuori dai locali da parte di gruppi esterni che con i bar non c’entrano niente, i gestori chiameranno le forze dell’ordine senza cercare di far desistere gli esagitati. Questo il primo risultato dell’incontro-fiume di ieri mattina al Comando dei vigili tra la comandante Federica Franzoso, la presidente di TrevisoViva Mirella Tuzzato, il portavoce del Comitato antirumore Auro Palomba e una trentina di gestori di locali notturni trevigiani.

La riunione è iniziata riconoscendo che non sono i pub a creare schiamazzi e chiasso, bensì gruppi provenienti da fuori città che nel fine settimana, soprattutto il sabato e la domenica, arrivano nel centro storico e si ubriacano. Più volte i baristi hanno tentato di zittirli, proprio per timore che dai controlli dei vigili emergesse una responsabilità del locale, ma alcuni sono stati minacciati con bottiglie rotte e messi a tacere. In alcune occasioni i residenti si sono lamentati del chiasso e il pub è stato multato. «I controlli che faceva il precedente comandante dei vigili Danilo Salmaso erano scandalosi perchè non centravano l’origine del problema: si pensava solo a sanzionare i locali non considerando che i controlli sui gruppi di ubriachi nelle piazze era indipendente dai baristi - ha commentato la Tuzzato a margine dell’incontro -. Nella dottoressa Franzoso abbiamo trovato una persona comprensiva e chiara nei suoi intenti. In questo avvicinamento tra baristi e residenti è contato molto anche il sindaco Gobbo che ha autorizzato l’incontro con i vigili».

E proprio dalla comandante della polizia locale è arrivato l’invito a creare un decalogo di regole per ufficializzare il dialogo tra baristi e residenti: «Se i titolari dei pub, quando succede qualcosa cui sono estranei, chiamano le forze dell’ordine invece che tentare di arrangiarsi - continua Tuzzato - si tuteleranno al meglio ed eviteranno di essere coinvolti nei guai». Se qualcuno farà il furbo, anche tra i baristi, verrà messo al bando proprio dai suoi colleghi: «Non è giusto che per pochi che non rispettano le regole, tutti i locali debbano rimetterci in quelle che finora sono state solo campagne per far multe. Noi aiuteremo a migliorare la città, ma anche dai residenti deve venire un aiuto: non si può chiamare i vigili già alle otto e mezza di sera, bisogna venirsi incontro». L’auspicio per questo nuovo dialogo però è dei migliori: «Si è parlato in una atmosfera rilassata e collaborativa. È significativo che si sia riconosciuta la volontà di cooperazione della nuova comandante della polizia locale rispetto al precedente dirigente e che i baristi abbiano ringraziato il sindaco Gobbo: di fatto porteremo a lui il decalogo di collaborazione tra locali e residenti».

Serena Masetto


TRENTINO

Il Bondone come la gara delle auto: bella salita

 La lenta e faticosa ripresa economica e turistica del Monte Bondone ha nella famosa gara automobilistica una metafora perfetta: anch’essa è lunga, tortuosa ed in salita. Sarà per questo che noi operatori della montagna l’amiamo tantissimo, perché è una festa splendida, ci fa immaginare per qualche istante com’era la nostra montagna in piena attività, prima che tante altre manifestazioni della stessa caratura venissero soppresse o trasferite altrove come per esempio - ricordate? - il Trofeo Topolino, il Trofeo del Barba, fin’anche la 3-Tre. Ma forse, più semplicemente, la cronoscalata ci piace perché ci consente di aprire in bellezza la stagione con gli alberghi ed i locali al completo, ci regala un po’ di ossigeno per continuare un’estate che si prospetta asfittica, ci dona visibilità e promozione di livello internazionale come pochi altri eventi riescono a fare. Magari nell’attesa di maturare altre proposte ed attrazioni turistiche ed ambientali più consone e coerenti con la montagna. Ma intanto la Trento Bondone rappresenta l’eccezione che conferma la regola. Pochi davvero sono i casi di un coinvolgimento di operatori, volontari, forze di polizia così massiccio e coordinato. Pochi davvero sono i tracciati che vantano un così basso numero di incidenti, e - va detto - mai mortali. La Trento -Bondone è un fiore all’occhiello del Trentino per tradizione, sicurezza, efficienza ed anche pulizia. Noi che parliamo coi piloti, è unanimemente giudicata la migliore a livello nazionale ed europeo. Con l’organizzazione e la tenacia della Scuderia Trentina, sono migliaia le famiglie che si godono in tranquillità la gara ed una bella giornata sul Bondone, mentre piccoli gruppi di giovani se ne stanno in tenda incuranti a smaltire la sbronza della sera prima: se hanno scambiato la gara per una festa di strapaese, dove l’unico imperativo è gonfiarsi di birra, le colpe non sono da ricercare nella manifestazione, ma altrove, nella sfera dei valori e nell’educazione che abbiamo dato ai nostri ragazzi. Gli operatori del Monte Bondone sono abituati a resistere, perché anche il loro percorso è sempre stato in salita. Noi vogliamo la cronoscalata, e non temiamo le immancabili piccole polemicucce che da sempre precedono e seguono la gara: sono antiche di 80 anni, come la Trento - Bondone.

Stefano Zampol Alberto Barbieri MONTE BONDONE


CORRIERE ADRIATICO

Per sabato c’è la deroga fino a notte

Musica e negozi aperti

ANCONA - In occasione della Festa della Musica, che si svolgerà ad Ancona sabato 23 giugno, a partire dalle 19 e fino a tarda sera, un’ordinanza sindacale stabilisce che le attività economiche cittadine - nel corso dello svolgimento della manifestazione - possono derogare agli orari di apertura e chiusura delle loro attività. Dopo le 20 è peraltro fatto divieto di vendita di bevande alcoliche per asporto su vetro per tutta la notte fino alle 6 del giorno successivo, domenica 24 giugno, in linea con la legge regionale n.30/2005 che consente tra l’altro di limitare il consumo delle bevande alcoliche.


 

CORRIERE ALTO ADIGE
Alcol, scintille tra Forza Italia e Svp


LA STAMPA
Quindicenne ubriaco era alla guida del motorino


LA NAZIONE (Siena)
"IL VINO fa buon sangue": è il titolo dell’appuntamento giunto alla sua s...

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Venerdì, 22 Giugno 2007
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