Martedì 11 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida dell’8 maggio 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta
 

 

 

Nota: vi segnalo questo documento, davvero buono.

Solo c’è una imprecisione: dove si dice che un giovane su quattro muore per alcol si induce in errore: grazie al cielo non è così.
La frase esatta sarebbe: tra tutti i giovani che muoiono tra i 15 e i 29 anni, uno su quattro muore a causa dell’alcol.
http://sia.dfc.unifi.it/gruppi/gruppo_alcolguida/diapositive_gruppo_informativo_186_C.d.S..ppt


AVANTI

ALCOOL E AUTO, GLI SPOT DEL PARADOSSO

Pericoli della pubblicità

Nella vita quotidiana il paradosso è oramai norma acquisita. Ma il paradosso se utilizzato in letteratura o nel cinema è figura retorica elegante; se le vicende della esistenza lo concretizzano articolando opposte situazioni è segno della varietà della nostra stessa vita. Ma all’opposto se il paradosso è conclamato negli spot televisivi senza che tuttavia alcuno si curi di individuarlo, e soprattutto, se tale paradosso è negativo per l’utente allora è il caso di intervenire. Mi riferisco alle pubblicità di automobili e di alcolici. Per le seconde non c’è molto da dire. L’alcool è causa di morte in Italia e nel mondo: provoca numerose malattie, eppure è tranquillamente venduto e spesso senza che si presti attenzione alla soglia dell’età dei diciotto anni che dovrebbe essere almeno un limite per i minorenni (ricordiamo l’inchiesta di Striscia la Notizia dove ragazzini, teen agers compravano supercolici senza che nessun esercente chiedesse loro le carte d’identità). Le pubblicità che reclamizzano alcolici, mai che ne evidenzino la pericolosità per la salute e la pericolosità sociale - incidenti che possono coinvolgere persone ubriache, litigi che alimentati dall’alcool sfociano in tragedia - al contrario viene accentuato l’aspetto ludico, innocuo, quasi ingenuo. E’ naturale che qualsiasi manuale di tecnica pubblicitaria sostenga queste caratteristiche: espungere qualsiasi elemento che possa direttamente o meno nuocere alla vendita del prodotto e isolarne anzi le virtù, anche quando non ne esistono, magari associando al prodotto una bella ragazza così da creare una correlazione per analogia tra bevanda e sesso. Un tempo anche le automobili assecondavano il medesimo assioma semiotico. Ancora oggi negli auto-saloni vediamo splendide ragazze sdraiate sopra i cofani di scintillanti fuoriserie. E fin qui siamo nella norma, appunto. Nessun paradosso; tutt’altro: un invito a comperare l’autovettura che potrà essere viatico per straordinarie conquiste. Invito senza dubbio semplice, arguto, e perché no, simpatico. Ma ciò che è realmente paradossale è la pubblicità delle automobili di questi ultimi tempi. Quasi la bionda di turno è scomparsa. Le co-protagoniste, oltre che la macchina, sono la velocità unita con performances da veicoli di supereroi. E’ l’esatta metafora del livello iperbolico di comunicazione che accelera i desideri, li deforma, li accosta alle vite rare delle rockstar, tende all’identificazione con l’eccesso. Vediamo macchine che salgono sopra i palazzi, che vincono la forza di gravità, che fuggono misteriosi inseguitori, emulano il film Mission Impossible, ora pattinano perfino sopra il ghiaccio. Tralasciando qualsiasi analisi semiologica, queste rozze metafore invitano anche in modo subliminale ad imitare questi modelli impossibili, inumani, in cui l’allegoria è fonte di frustrazione qualora non venga applicata nella vita di tutti i giorni, qualora non ci si attenga a quei modelli, non fuori norma, ma fuori ogni logica naturale, scientifica, morale. Una sera qualunque, prima di uscire, nell’arco di mezz’ora mi sono passate sul piccolo schermo tre pubblicità: una, dove in una festa piena di belle donne, scorrevano fiumi di alcolici, l’altra dove una macchina correva sopra marciapiedi, palazzi, e scivolava fluida e incurante di ogni pericolo come in un videogioco. A seguire, per coronare l’ossimoro degli ossimori: la pubblicità di una birra, che è sponsor di partite di calcio. A voi le conclusioni.

Luigi Senise


IL GIORNALE DI VICENZA.IT

Fissata l’udienza preliminare sulla disgrazia di via Nicolosi del 30 settembre

Motociclista morì sul colpo «Processate la conducente»

(i. t.) Lei tornava dalla festa, lui andava al lavoro. Lei svoltò a sinistra per immettersi nel giardino della propria casa, ma così facendo tagliò la strada al motociclista Giampaolo Marenda che venne travolto è ucciso sul colpo. Al termine delle indagini preliminari il pm Monica Mazza ha chiesto il rinvio a giudizio dell’automobilista Barbara Venzo, 35 anni, residente in città in strada Nicolosi 247, con l’accusa di omicidio colposo e guida in stato d’ebbrezza alcolica. L’udienza preliminare è stata fissata a fine mese davanti al gup Agatella Giuffrida quando l’imputata, difesa dall’avv. Stefano Peron, non è escluso chieda di patteggiare visto che la consulenza della procura la chiama direttamente in causa.
La disgrazia, come ha ricostruito la polstrada di Vicenza, avvenne alle 6 di sabato 30 settembre 2006.
Il dipendente delle Aim Gian Paolo Marenda, 46 anni, abitava a Monticello Conte Otto in via Moro 25/B e quando accadde la disgrazia era alla guida di una motocicletta Suzuki GSX 600, che percorreva strada Nicolosi con direzione Vicenza.
All’improvviso, come ha stabilito il consulente della procura, all’altezza del numero 247 di strada Nicolosi il povero Marenda si trovò la strada sbarrata da Barbara Venzo, che al volante di una Opel Tigra stava svoltando verso il passo carraio di casa propria.

La donna, come accertò la polizia, aveva bevuto perchè aveva un’alcolemia di 103, dunque doppia rispetto al minimo stabilito per legge in 50.
La collisione fu molto violenta e avvenne nella parte di carreggiata di competenza della moto. La Tigra in seguito all’urto eseguì una breve rotazione con la parte posteriore e si fermò fuori dalla sede stradale.

Per contro, la Suzuki dopo lo scontro deviò la propria traiettoria verso sinistra e finì la corsa nel fossato della corsia opposta. Marenda, purtroppo, nonostante indossasse il casco morì sul colpo, come accertò il dr. Stefano Casella del Suem, che scrisse il certificato di morte.
Il motociclo sull’asfalto lasciò quasi 14 metri di frenata prima dell’impatto e la perizia commissionata dal pm Mazza ha accertato che Marenda in un tratto di strada in cui c’è il limite dei 70 viaggiava di poco sopra al limite, attorno agli 80-85 chilometri all’ora.
Alla luce delle risultanze investigative - considerando che non si è finora appreso se la difesa abbia fatto eseguire una propria consulenza tecnica sulla dinamica, la quale peraltro appare chiara alla luce dei rilievi della polizia stradale -, appare probabile che l’avv. Peron presenti un’istanza di patteggiamento. Proprio in considerazione dei molteplici elementi che concorrono contro l’automobilista Barbara Venzo.
Il tribunale a fissato a fine mese l’udienza preliminare contro l’automobilista con l’apertura della fase processuale. Nel frattempo, la compagnia assicurativa “Sara” ha provveduto a liquidare oltre 200 mila euro, quale parte rilevante del risarcimento danni, ai famigliari della vittima.
 


ILGAZZETTINO (TREVISO)

Un test del palloncino "fai da te...

Un test del palloncino "fai da te": dopo il pranzo al ristorante, all’uscita dalla discoteca, si soffia e si scopre se si può mettersi alla guida in tutta sicurezza o è meglio cercare un passaggio. Prima che lo accerti la Polizia o, quel che è peggio, prima di provocare qualche incidente a causa dei riflessi allentati. Nelle undici farmacie comunali di Treviso, dai prossimi giorni, saranno in vendita al prezzo simbolico di un euro (prezzo di costo) degli alcolimetri con cui ognuno potrà misurare il proprio tasso di alcol in corpo.
Il funzionamento è elementare: si gonfia una sorta di sacchetto, espirando in un beccuccio; poi, inserita un’apposita valvola, si fa uscire l’aria comprimendo; una sostanza reagente darà il responso: se si colora di verde l’esame è positivo, ovvero è presente alcol nel sangue, e soprattutto se raggiunge una determinata tacca, significa che si è al di sopra del mezzo grammo per litro, il massimo consentito dalla legge italiana per guidare. Il kit, non più grande di può stare nella tasca della giacca o nella borsetta.La prova non ha alcun valore legale (solo quelle effettuate con le apparecchiature in dotazione alle forze dell’ordine o al servizio di alcologia ne hanno), ma può dare un’attendibile valutazione sul proprio stato psicofisico. E - almeno così sperano Ulss 9 e Farmacie Trevigiane (la società che gestisce le farmacie comunali nel capoluogo), i due enti che hanno promosso l’iniziativa - dissuadere qualche guidatore dall’impugnare il volante dopo aver ecceduto nei brindisi. Cosa che fanno ancora troppi trevigiani, come confermano i dati della Prefettura: nel 2006 le infrazioni per guida in stato di ebbrezza sono state 1.437, più altre 531 nei primi quattro mesi di quest’anno, in totale 1.968, mentre, nel medesimo periodo, gli eccessi di velocità sono stati 1.542. Da notare che, su scala nazionale, la proporzione è invertita, con le seconde violazioni più frequenti delle prime. Tra gennaio e settembre scorsi, la Commissione medica patenti ha effettuato 6.758 visite ad automobilisti "alterati" (compresi i 48 casi di uso di stupefacenti): quasi due terzi sono giovani tra i 18 ed i 38 anni e la metà aveva un’alcolemia superiore a 1,5 grammi per litro (il che, oltre alla multa, comporta il ritiro della patente) o era talmente brilla da non riuscire a fare il test o si è rifiutata di sottoporvisi.

«L’obiettivo è quello di aumentare la percezione del rischio - spiega la dottoressa Patrizia Riscica, responsabile dell’unità di Alcologia di Borgo Cavalli -. Ciò non significa vietare di bere, ma che bisogna imparare a mettersi a mettersi alla guida in condizioni non rischiose». (*) Il progetto dei rilevatori tascabili, battezzato "Se guidi, non bere alcol. Se hai dubbi, controlla" (**), fa parte della più ampia battaglia "Kambia marcia" che l’’Ulss ha lanciato da alcuni anni contro la guida sotto l’effetto di alcolici o altre sostanze. Se questa prima sperimentazione sarà soddisfacente, verrà estesa a tutte le altre farmacie del territorio.«Spesso diciamo "bevo un paio di bicchieri, tanto reggo bene" - chiosa Andrea Zanchetta, presidente di Farmacie Trevigiane -. Purtroppo non è così».

Mattia Zanardo

(*) Nota: per mettersi alla guida in condizioni non rischiose non va assunto alcol prima di guidare.

E per sapere se si ha bevuto non serve avere un etilometro.

 
(**) Nota: appare evidente la contraddizione logica del messaggio.

La prima parte (“se guidi non bere alcol”) è così chiara da non lasciar spazio a dubbi.

Forse, me lo permetterete, i dubbi sono nella testa di chi dice “se guidi non bere alcol” senza esserne davvero convinto…


 

ANSA.IT

RAGAZZINA VIOLENTATA IN PUGLIA

VICO DEL GARGANO (FOGGIA) - Violentata, accoltellata e abbandonata nelle campagne di Vico del Gargano in una pozza di sangue. E’ finita così per una diciassettenne una serata al pub in compagnia di tre ragazzi. La minorenne è ricoverata in prognosi riservata nell’ospedale di San Severo (Foggia): le sue condizioni sono gravi ma è fuori pericolo. I tre presunti stupratori sono già stati arrestati dai carabinieri: sono tre ventunenni del posto, nullafacenti. Uno di loro ha fatto qualche ammissione.
I quattro, che forse già si conoscevano, ieri sera si sono incontrati nel pub del centro storico di Vico del Gargano, località molto apprezzata dai turisti. Hanno cominciato a bere, fino all’una di notte. Poi, fuori del locale, i tre ragazzi hanno costretto la ragazza a seguirli. L’hanno così trascinata in una zona di campagna, ma distante solo poche centinaia di metri dal locale dove erano stati, dove l’hanno violentata a turno e, per indurla al silenzio, hanno inferito sul suo corpo con un coltellino. L’hanno colpita per cinque volte al collo, al torace, alle spalle e alle braccia. Poi le hanno sferrato due fendenti all’addome che le hanno lacerato il colon e lo stomaco.
"La ragazza - ha spiegato Luigi Cordone, dirigente medico del reparto di chirurgia dell’ospedale di San Severo - ora sta bene ma poteva morire nel giro di 50 secondi se una delle coltellate avesse raggiunto l’aorta e l’avesse recisa".
Dopo aver abusato della diciassettenne per almeno mezz’ora, i tre l’hanno abbandonata e sono fuggiti. La ragazzina non si è persa d’animo. Si è trascinata fino al cancello di una delle villette della zona e ha suonato con forza il campanello dell’abitazione di un farmacista, Claudio Michele D’Orsi. "Erano le due di notte - ricorda il medico - quando ho sentito suonare al cancello di casa. Io e mia moglie siamo scesi ad aprire. Ci siano trovati di fronte una ragazzina insanguinata che, urlando, ci diceva: ’Vi prego, aiutatemi, sono stata picchiata, accoltellata e violentata’". La diciassettenne indossava un giubbotto, maglietta e pantaloni. "Era piena di sangue - continua l’uomo - aveva taglietti sulle braccia, sul volto, sull’addome. Con una mano si teneva un fianco dove c’era una ferita profonda e da dove fuoriusciva molto sangue".

Vedendo la minorenne in quelle condizioni i coniugi D’Orsi hanno allertato subito il 118 e i carabinieri. Ai militari la ragazzina, che era vigile, ha raccontato subito quello che era successo e avrebbe rivelato anche i nomi dei suoi aguzzini. Poche ore più tardi i tre presunti aggressori - Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e Vincenzo Pane, tutti di 21 anni, appartenenti a famiglie di operai che non hanno mai avuto guai con la giustizia -sono stati rintracciati e arrestati. Nell’abitazione di uno di loro i militari avrebbero trovato abiti macchiati di sangue. Dopo alcune ore di interrogatorio, uno di loro, Vicenzo Pane, è crollato e ha fatto qualche ammissione attribuendo ai suoi presunti complici responsabilità.
Sull’ennesima violenza ai danni di una minorenne è intervenuto, tra gli altri, il ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, che ha espresso solidarietà alla diciassettenne: "Sono sconvolta. Mi sento profondamente vicina alla ragazza e alla sua famiglia. Contro un’infamia come questa - ha detto - non c’é che tolleranza zero. Faccio un appello al Parlamento perché venga accelerato l’iter del ddl contro violenze e molestie approvato dal Governo nel dicembre scorso".


 

LA SICILIA

Morigerato sacerdote ortodosso in Romania rapinatore dilettante e violento a Floridia 

Floridia. Eusebiu Andrei, romeno di 40 anni double face: sacerdote ortodosso al suo paese, Vraclea, rapinatore a Floridia. Le conclusioni le hanno tratte i carabinieri della locale tenenza, comandati dal tenente Salvo Di Gesare.
I militari dell’Arma erano stati chiamati ad intervenire, nel tardo pomeriggio dell’altro ieri, in una via del centro di Floridia, per la segnalazione di una aggressione. Un episodio apparentemente banale di microcriminalità urbana. Un uomo, in evidente stato di ebrezza alcolica, aveva aggredito – colpendola con pugni e calci – una donna, alla quale poi aveva sottratto il portamonete contenente la somma di 55 euro.
L’aspetto singolare della vicenda è venuto subito alla luce. Aggressore ed aggredita erano entrambi romeni e avevano lavorato assieme nelle campagna del comprensorio floridiano. Tutto chiarito? Macchè, tutto si è improvvisamente complicato: l’aggressore, violento ed avvinazzato, bracciante agricolo a Floridia, è risultato dagli accertamenti investigativi prete ortodosso celebrante in Romania.
Eusebiu Andrei, sposato ma divorziato, era venuto in Italia, stabilendosi tre mesi addietro a Floridia per lavorare in campagna, racimolare del denaro e poi ritornare a Vraclea, un borgo romeno, dove avrebbe ripreso a celebrare messa col rito ortodosso. A Floridia aveva conosciuto la romena che aveva iniziato a frequentare. Sabato era stato liquidato dal datore di lavoro: in campagna non c’era più lavoro per lui. Allora aveva reagito bevendo. Poi, ubriaco, domenica pomeriggio si è appostato sotto la casa della connazionale, attendendo il suo ritorno in casa. L’ha aggredita selvaggiamente, rapinandola, ma non è riuscito a dileguarsi. E’ stato rintracciato dai carabinieri: addosso aveva ancora il portamonete con i 55 euro. Quindi l’arresto in flagranza di reato e la clamorosa scoperta investigativa. La romena guarirà in una decina di giorni.


Saretto Leotta


 

IL GAZZETTINO (PADOVA)

Le piazze a rischio ordine pubblico?

A Milano il Prefetto ha vietato la vendita di alcolici in occasione della partita di calcio Milan-Manchester, giudicando la situazione come un possibile rischio per l’ordine pubblico. A Padova c’è un Prefetto? E se c’è come può non giudicare a rischio gli assembramenti non autorizzati nelle piazze alimentati da fiumi di alcol?


 

IL GAZZETTINO (BELLUNO)

AGORDO Sport in piazza dal 19 al 20 Weekend di svaghi battezzato da Fauner 

Il campione testimonial dell’evento

 Il 19 e 20 maggio Agordo ospita per il secondo anno consecutivo la manifestazione "Sport in piazza", organizzata dal Coni provinciale in collaborazione con il Comune e la Consulta comunale per lo sport. L’edizione 2007 sarà caratterizzata dalla presenza di Silvio Fauner, testimonial dell’evento.
L’iniziativa, che ha avuto un grande successo alla sua prima apparizione nella vallata, è stata molto gradita non solo ai più giovani, ma anche alla popolazione che vi ha preso parte con interesse e curiosità.

Il buon risultato di allora ha convinto il comitato organizzatore a ripresentare la manifestazione anche oggi, sulla falsariga del 2006, arricchendo il carnet nelle due giornate che, nell’intento dei promotori, dovrebbero catalizzare l’attenzione di folte schiere di giovani.

La manifestazione quest’anno nasce all’insegna del messaggio sport è salute. Per questo saranno presenti stand promozionali rivolti alla tutela della salute, in particolare della Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e del Sert di Agordo, in collaborazione con l’Acat (alcolisti in trattamento), biglietto da visita rispettivamente contro fumo e alcool. Anche la Pro loco proporrà un punto di ristoro alcool-free per le due giornate.
Saranno presenti oltre una ventina di associazioni sportive che presenteranno un ventaglio interessante di giochi e svaghi in un weekend che si annuncia davvero movimentato per il capoluogo agordino. Il sabato mattina, in particolare, sarà rivolto alle scuole primarie e medie della vallata, che parteciperanno in maniera attiva ai Giochi della Gioventù, riproposti dal Csa di Belluno in collaborazione con il Coni, per le classi prime delle medie di tutto l’Agordino.
La presentazione ufficiale della manifestazione, con relativa conferenza stampa, si terrà sabato 12 maggio, alle ore 11, nella sala consiliare del Municipio di Agordo, alla presenza degli organizzatori e delle autorità locali.


Mirko Mezzacasa


 

L’ADIGE

Troppo alcool ragazzi in coma

VIENNA - Tre ragazze, di 13 e 14 anni, e due ragazzi di 17 anni sono finiti in ospedale in Austria per eccessivo consumo di alcool. Due delle giovani hanno perso i sensi. E’ solo l’ultimo di una lunga serie di casi di giovani che bevono fino all’incoscienza. I media hanno per questo coniato l’espressione: «Koma-trinken» (bere fino al coma).


 
IL TEMPO

L’8 per mille destinato ad un progetto contro il diffondersi dell’Alcol

Numerose associazioni impegnate sul territorio affinchè i giovani comprendano la pericolosità di questa cattiva abitudine

di CAMILLO VITI

CAMPOBASSO – «Alcool che fare?» questo in sintesi il progetto ,finanziato con l’8 per mille delle due Caritas di Campobasso e Trivento.La promozione del progetto,invece, è stata affidata all’Associazione Carità per l’uomo che opera in seno alla Caritas. Il problema dell’alcolismo esiste e ce ne dobbiamo fare carico. Bisogna compiere qualche sforzo in più per affrontare la problematica di scottante attualità. Fermiamoci a riflettere sul proprio comportamento ed atteggiamento nei confronti della sostanza. Il bere è ormai risaputo è un comportamento a rischio. E’ necessario fare informazione sulle conseguenze del fenomeno che viene preso sottogamba. Innanzitutto occorre fare promozione della salute e prevenzione della stessa. Sappiamo che la cultura dell’alcool è radicata sul territorio.Aprirsi al colloquio , al confronto ed alla riflessione generale è un modo significativo per affrontare l’importante tematica. Da un apposito studio sulla quantitàa del progetto sono stati presi come punti di riferimento i due ospedali regionali: il Cardarelli di Campobasso e la struttura di Agnone nell’Alto Molise. Nei due nosocomi rappresentativi delle due realtà è emerso un campione di 1775 casi, di cui 1487, relativi a Campobasso e 288 all’ospedale di Agnone. I dati presi in esami nella ricerca sono relativi alle diagnosi tratte dal registro nosologico di ricovero e riguardano il quinquennio 1999-2004. Dall’accurata analisi si è evidenziato solo i casi di patologie strettamente correlate all’alcool, costituendo questa casistica una notevole fetta del campione preso in esame. Inoltre si è ritenuto opportuno avvalersi di dati certi, alfine di rendere più mirato l’intervento sul territorio. In questi due anni si è iniziato un interessante lavoro di informazione e di supporto con la messa in rete di supporti a sostegno delle famiglie interessate al problema dell’alcolismo. E’ una questione di particolare delicatezza che va affrontata con l’impegno e la determinazione di tutti, nell’interesse della collettività e per una sana prevenzione della salute dei cittadini.


 
IL TEMPO

Lavinio, coinvolte 50 persone

Rissa tra immigrati indiani davanti alla stazione In sei finiscono all’ospedale

 di COSIMO BOVE

UN vero e proprio regolamento di conti ha animato la nottata del quartiere di Lavinio, alla periferia di Anzio. È la tarda serata di domenica, quando nel piazzale antistante la stazione ferroviaria si scatena una maxirissa tra cittadini indiani appartenenti a due distinte fazioni. «In un attimo – spiegano i commercianti della zona – sono arrivati circa 50 indiani che, mazze da baseball, spranghe di ferro e coltelli in mano, si sono affrontati senza alcun freno». Dieci minuti di pura follia quindi, con la piazza teatro dello scontro completamente avvolta dal sangue dei contendenti. «Non si sono mai verificati problemi con la comunità indiana – continuano i commercianti – ma ieri la situazione è andata degenerando in pochi minuti. Alcuni dei partecipanti alla rissa, visibilmente ubriachi, hanno rotto delle bottiglie di birra, e con quelle hanno affrontato i propri nemici». Tanto che a farne le spese, più di ogni altro, è stato un trentenne residente a Velletri, Singh Surjit, ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Giovanni per un forte trauma cranico. Meno gravi invece, le condizioni di Singh Sajit, 35enne residente ad Aprilia immediatamente ricoverato presso l’ospedale «Riuniti» di Anzio e Nettuno. Assieme a loro, gli agenti della squadra volante del Commissariato neroniano, sono riusciti a fermare altre 6 persone: Gurm Dharahjt, 31enne di Aprilia, Singh Lakhwinder, 29enne di Aprilia, Singh Mukhvinder, 31enne anche lui di Aprilia, e Singh Kulwinder, 34enne residente ad Anzio. Ancora poco chiare, come confermato dalla polizia, le cause degli scontri. «Al momento – chiariscono dal commissariato – non si escludono né i futili motivi dovuti all’eccesso di alcool, né problemi più seri». Certo è, che a scontrarsi, sarebbero stati due distinti gruppi di indiani: uno proveniente da Aprilia e Velletri, e un altro composto da stranieri residenti in zona. Secondo alcuni testimoni, la lite tra i gruppi di indiani sarebbe cominciata all’interno di un locale della zona, dove nella serata di domenica era prevista l’esibizione di due cantanti indiani molto apprezzati dalla comunità di Lavinio. Da lì poi, i due gruppi si sarebbero dati appuntamento alla stazione di Lavinio, dove la rissa stava per degenerare in tragedia. 


 

 
IL TEMPO

Brevi

SERVIZIO DI ALCOLOGIA

Incontro all’ospedale civile

Proseguono le giornate informative sui consumi alcolici e rischi correlati, organizzate dal Servizio di Alcologia della AUSL di Pescara, diretto dalla dottoressa Splendora Rapini, coordinatrice del Progetto Regionale di prevenzione alcologica: "Alcol: più sai meno rischi" voluto dall’Assessore Regionale alla Sanità, Dott. Bernando Mazzocca. I molti riscontri positivi e gli apprezzamenti ai vari livelli, testimoniano l’interesse crescente della comunità nei riguardi dei problemi correlati ai consumi alcolici, tuttora sottostimati e non affrontati con le opportune strategie di contrasto: da quelle educative e di sensibilizzazione, a quelle sanitarie e di controllo per il rispetto delle regole. Oggi il Servizio opererà dalle 9 alle 14 all’ospedale civile presso l’ingresso visitatori.


 
ADNKRONOS

Sugli schermi lucido e con molti chili in meno

Maradona: ’’Ho bevuto troppo ma non ho rischiato la vita’’

Diego si confessa in tv: ’’Non sono ubriacone ma ora devo volermi bene’’. E’ la prima apparizione pubblica dell’ex Pibe de Oro dopo l’uscita dalla clinica psichiatrica ’Avril’
ascolta la notizia Buenos Aires, 8 mag. - (Adnkronos/Ign) - "La mia nuova crisi è stata dovuta probabilmente ad un eccesso di alcool, ma non sono mai stato in pericolo di morte". Diego Armando Maradona, appena uscito dalla clinica psichiatrica ’Avril’, e’ tornato in tv e a ’Canal 13’ ha parlato delle proprie condizioni di salute, tranquillizzando i presenti e il pubblico di casa circa la presunta gravità della situazione.

Dopo aver ammesso che il suo ultimo ricovero è stato dovuto a qualche bevuta di troppo, nonostante il divieto fattogli dai medici, Diego ha spiegato che dal momento del suo ultimo malore non ha più toccato alcolici. "E comunque non sono un ubriacone", ha aggiunto. (*)
Per quanto riguarda l’uso di sostanze stupefacenti, "Sono due anni e mezzo che non mi drogo". Alla domanda del presentatore tv sull’esistenza di rischi di ulteriori ricadute a causa dei suoi risaputi eccessi, Maradona si è aperto. "Io mi castigo da solo, sono sempre stato capriccioso, non creare problemi agli altri per me significa creare problemi a me stesso. Ora è giunto il momento di volere bene a me stesso e di godermi le mie figlie".
Il prossimo 16 maggio la figlia Gianina compie infatti 18 anni, e Diego ha spiegato di voler vivere questa festa "dall’interno, insieme a lei", perché da lei in questo periodo si è sentito molto aiutato.

Stesso supporto Maradona ha detto di aver ricevuto, durante le diverse fasi dei suoi recenti ricovere, anche dall’altra figlia Dalma, "nonostante lei soffra molto questa situazioni e nonostante lavori e studi". Per la prima volta, dopo circa 40 giorni, Maradona ha parlato in pubblico delle proprie vicende di salute, dopo che domenica i responsabili della clinica ’Avril’ dove era ricoverato dal 13 aprile gli avevano concesso per la prima volta di uscire.

Diego è apparso lucido, con molti chili in meno rispetto al giorno del suo ricovero, e anche se in generale non di ottimo umore, ha apprezzato l’accoglienza ricevuta dal pubblico in studio. "Non so se me lo merito, però ho passato momenti molto tristi, hanno fatto piangere i miei genitori -ha spiegato parlando delle notizie diffuse a più riprese sulla sua presunta morte-. Non so chi sia stato a far circolare queste notizie, ma non sono mai stato sul punto di morire".

 
(*) Nota: rifuggire etichette che presuppongono giudizi morali è comprensibile, l’importante però è avere la consapevolezza della situazione.


 
ALICE.IT

CALCIO/ TORNA MARADONA: CON L’ALCOL HO CHIUSO, ORA SOLO SUCCHI

"Sono vivo e voglio continuare a vivere"

Buenos Aires, 8 mag. (Ap) - Alcol addio, parola di Diego Armando Maradona. L’ex Pibe de Oro è apparso di fronte le telecamere di una tv argentina per comunicare al mondo di aver chiuso con l’alcol, che l’aveva portato all’epatite per cui è stato a lungo ricoverato nelle ultime settimane. "Non berrò più alcol e sono due anni e mezzo che non assumo droghe. D’ora in avanti solo succhi", ha detto un Maradona apparso assai dimagrito. L’ex numero 10 della Nazionale argentina ha poi espresso il desiderio di tornare a giocare lo "showbol", un torneo esibizionistico di calcio a 7. "Per le mie figlie continuerò ad esserci fino alla fine. Sono vivo e voglio continuare a vivere", ha chiuso Maradona.


 
IL GIORNALE DI VICENZA.IT

Sono stati sorpresi dalla polizia e denunciati

Schiamazzi in centro Nei guai tre ventenni

 (d. m.) Sono passati solo pochi giorni dall’allarme lanciato dal Comune sulla diffusione dell’alcol tra i giovanissimi ed ecco che in pieno centro storico deve intervenire la polizia per placare un gruppetto di giovani in preda ai fumi dell’alcol.
Il fatto è avvenuto in via Vittorelli all’1.25 della notte tra sabato e domenica, quando alcuni passanti hanno chiamato il 113 lamentando che in strada c’erano dei giovani che creavano disturbo.

In base a quanto riferito, tra urla e schiamazzi, gli esagitati si divertivano anche a far scorrazzare di qua e di là un bidone dell’immondizia.
Sul posto è intervenuta la polizia, la quale ha effettivamente sorpreso i tre nel bel mezzo della marachella. Si tratta di L.T., 20 anni, di Galliera Veneta, B.T., 19 anni, di Galliera Veneta, e di G.S., 20 anni di Castelfranco, evidentemente in stato di ebbrezza. Per i tre è scattata una denuncia per ubriachezza e una segnalazione alla prefettura.


 
BRESCIA OGGI

ORZINUOVI. La scorsa notte in via Piave

Tenta di bruciare il bazar: arrestato

 È finito in manette un tunisino di 39 anni che la scorsa notte a Orzinuovi, anche a causa dell’alto tasso etilico, ha cercato di bruciare il negozio di alcuni indiani. Erano le 22 dell’altra sera quando A.O. il tunisino residente a Orzinuovi con regolare permesso di soggiorno, visibilmente ubriaco, ha cominciato a litigare con alcuni indiani che gestiscono un bazar in via Piave. Non si sa cosa sia stato il motivo scatenante della lite, ma di sicuro nulla di importante. Forse è bastata una parola di troppo, forse tra il tunisino e gli indiani c’era della vecchia ruggine, quel che p certo è che la lite è degenerata. In pochi istanti gli animi si sono infiammati e gli indiani, per non avere guai, hanno pensato bene di ritirarsi e sparire.
La rabbia del tunisino non è sfumata e si è accanito contro il negozio. Ha cominciato con alcuni sassi: ha raccolto un paio di pietre e le ha lanciate contro la vetrina del negozio. Non contento ha anche pensato di appiccare un incendio: il tunisino ha realizzato una sorta di innesco rudimentale, infilando alcuni stracci in una busta. Poi con un accendino ha appiccato il fuoco allo straccio e ha lanciato la busta nel negozio. L’allarme è stato dato subito e i carabinieri della compagnia di Verolanuova, che si trovavano in zona, sono arrivati in pochi istanti. Il tunisino era ancora davanti al negozio con l’accendino ancora in mano. In sostanza il 39enne è stato arrestato in flagranza per danneggiamenti e per tentato incendio.

w.p.


 
BRESCIA OGGI

L’assessore Corrado Ghirardelli ha illustrato le iniziative del Broletto affiancato dal vicepresidente della Camera Giorgia Meloni

Giovani, la Provincia ha un progetto

Le campagne per la sicurezza stradale sono un po’ il fiore all’occhiello

Trovare nuove modalità per comunicare con i giovani, uscendo dagli uffici istituzionali e incontrando i ragazzi durante i momenti aggregativi e di gruppo. È questo il nuovo percorso battuto dalla Provincia di Brescia, con l’assessorato ai Giovani e Università.
Cercando di uscire dai tradizionali schemi, ci si è messi in gioco, «portandoci in un contesto assolutamente diverso, dove i giovani vivono il tempo libero e il divertimento, luoghi per loro importanti, per avvicinarci alle loro esigenze», spiega Corrado Ghirardelli, assessore ai Giovani e Università, che ha presentato la nuova «linea» affiancato dalla giovane vicepresidente della Camera Giorgia Meloni, ricordando che Brescia è l’unica Provincia lombarda a essersi dotata di un assessorato ai giovani.
Il progetto ha avuto inizio nel 2006, con il lancio di una campagna salvavita riferita all’abuso di alcool e al rischio della guida in stato di ebbrezza, con alcool test gratuiti forniti ai ragazzi, e la campagna preventiva «Crash! Da ubriachi è più facile morire che guidare», con incontri nelle scuole e la presenza di operatori e volontari della Protezione civile sulle strade per sensibilizzare e assistere i giovani nei momenti critici del fine settimana.
Anche la campagna «Uno sballo non vale la tua vita» ha fatto parte integrante del progetto, portando un bus in trentun scuole superiori, due Università e dieci discoteche per distribuire materiale informativo, eseguire test di psicomotricità e somministrare gli alcool-test: in tal modo sono stati contattati più di 20 mila giovani, ed effettuate 1.200 prove di alcool-test.

Il lavoro da fare è ancora molto, come dimostrano i risultati parziali dei primi 20 mila questionari: la maggioranza degli intervistati afferma di consumare regolarmente alcolici, soprattutto nel fine settimana, e di usare stupefacenti. Ai più è capitato di guidare l’auto in stato di ebbrezza, mentre quasi tutti dicono di uscire spesso la sera, anche durante la settimana, e di non fare alcun tipo di attività di volontariato, se non, in rari casi, nella Protezione civile, lamentando inoltre la mancanza di luoghi aggregativi a loro dedicati.
«Tutto questo servirà a orientare alcune scelte dell’assessorato, tenendo conto che dobbiamo riferirci a un territorio variegato, anche dal punto di vista geografico, in cui i giovani si confrontano con la noia, i tentativi di emulazione, la ricerca di qualcosa di più, cui le istituzioni sono chiamate a dare risposta».
Il progetto di apertura alle nuove generazioni ha previsto anche la partecipazione a eventi come il Rally 1000 Miglia, il Grestival, festa degli animatori degli oratori, e proseguirà dal prossimo settembre con una campagna nelle discoteche, per far comprendere il pericolo dell’abuso di alcool e sostanze. E a ottobre prenderanno il via corsi di guida sicura per neo patentati, mentre per novembre è prevista la realizzazione di un Forum provinciale di tre giorni sulla cittadinanza attiva, cui parteciperanno le maggiori organizzazioni giovanili.

Lisa Cesco


 
CORRIERE ADRIATICO

Matelica, al teatro Piermarini

Un convegno sull’abuso di alcolici

MATELICA -Bere per facilitare le relazioni sociali, bere per divertirsi o bere per cercare l’altro sesso?

Questo il tema del convegno Alcol a nudo, tra miti e riti, che si svolgerà giovedì, alle ore 8,30, al teatro Piermarini di Matelica. L’iniziativa Alcol a nudo, promossa dalla Comunità montana Alte Valli del Potenza e dell’Esino, nasce dall’esigenza di sensibilizzare i giovani sul problema dell’abuso di alcool.
L’abuso si ferma con il controllo e il controllo si ottiene con l’informazione - spiega l’assessore alle Politiche sociali della Comunità, Gianni Dialuce -. Negli ultimi anni è aumentato l’abuso di alcool da parte di giovani e giovanissimi, grazie al basso costo e all’idea diffusa di una possibile ed innocua convivenza con la sostanza alcolica. Il tentativo è di informare ragazzi e ragazze sia attraverso la distribuzione di materiale informativo, sia attraverso lo spettacolo teatrale Giovani spiriti della compagnia La pulce, che adotta un linguaggio vicino ai ragazzi, senza ipocrisie e falsi moralismi. Interverrà il presidente della Regione Spacca.


 

 
CORRIERE ADRIATICO

Controlli dei carabinieri

Guida e alcol Ritirate sei patenti

JESI - Sono 6 le patente ritirate dai carabinieri nello scorso fine settimana, e altrettante le denunce per “guida in stato d’alterazione dovuta all’eccesso di alcol”. Continua senza soste l’impegno dell’Arma per prevenire “le stragi del sabato sera”. E quelle patenti ritirate potrebbero aver evitato altrettanti incidenti. Meritorio l’impegno dell’Arma nelle vicinanze di discoteche e locali notturni, ma per risolvere il problema alla radice occorre che le discoteche, come avviene in Inghilterra e non solo, alle 01,30 smettano di vendere alcolici, facendo in modo che chi ha bevuto troppo smaltisca lì dentro la sbornia.
A Monte San Vito, i carabinieri hanno identificato e denunciato all’autorità giudiziaria un giovane di Mondolfo (A.G. di 30 anni) ritenuto autore del furto in un esercizio commerciale del paese avvenuto nella giornata di sabato scorso.


 

L’ADIGE

Arrestate per rapina. Una ha 20 anni ed è incinta

Le squillo negano «Ci ha picchiate»

Respingono l’accusa di aver rapinato il cliente le due prostitute nigeriane arrestate dalla polizia nella notte tra venerdì e sabato. Le due donne sono comparse ieri in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto e davanti al giudice hanno raccontato la loro verità che diverge radicalmente da quella riferita dal cliente. Sostengono di essere state malmenate dall’uomo, un 55enne residente in piazza Mostra a Trento, e di essere fuggite senza rubare una lira. La faccenda sarà chiarita nel processo per direttissima che si celebrerà il 21 maggio perché ieri la difesa ha chiesto un rinvio dell’udienza. Intanto le due clandestine nigeriane rimarranno in carcere a Rovereto. L’uomo venerdì aveva preso un taxi e si era fatto accompagnare in via Brennero. Qui aveva concordato una prestazione sessuale. Secondo la ragazza l’accordo prevedeva una prestazione orale mentre l’uomo alla polizia aveva detto di aver pagato 50 euro per un rapporto completo. Insieme alla ragazza, una giovanissima ventenne che ieri ha riferito di essere incinta, sul taxi era salita anche un’amica perché la prostituta non si fidava di andare a casa del cliente da sola. I problemi sono sorti quando il terzetto ha raggiunto l’appartamento. L’uomo dice che la ragazza avrebbe rifiutato la prestazione completa, ne sarebbe sorta una discussione, a questo punto la seconda prostituta avrebbe fatto irruzione in camera colpendo il poveretto con un calcio ai genitali. Poi le due immigrate sarebbero fuggite con 420 euro. Le donne, invece, ieri hanno spiegato che l’uomo aveva dato 100 euro ad entrambe (ma su questi dettagli le due ragazze si sono contraddette). Secondo le prostitute il cliente era ubriaco e sarebbe diventato violento strattonandone una per i capelli. Per questo le due ragazze sarebbero fuggite dall’appartamento: «Ma noi - hanno ripetuto al giudice - non abbiamo rubato nulla. Avevamo solo i soldi guadagnati». La vicenda ha aperto uno squarcio sul mondo della prostituzione nigeriana: ragazze trattate come carne da macello. Giovani (una ha 20 anni, quella più "anziana" ed esperta 27), irregolari, domiciliate a Verona, costrette a battere il marciapiede. E a soli 20 anni una di loro aspetta già un figlio.


 
TRENTINO

Malé. Affollato il convegno su un fenomeno in aumento tra i giovani che, comunque, hanno promosso il discobus 

Legge provinciale contro l’abuso di alcol 

 
La proposta, firm

Mercoledì, 09 Maggio 2007
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