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Rassegna stampa Alcol e guida del 7 marzo 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

CORRIERE DELLA SERA – FORUM ITALIANS

Federvini e le stragi del sabato sera

Gentile Severgnini,

come è nel Suo stile, con schiettezza e senza giri di parole, sul "Corriere" del 26 febbraio ha chiesto alla Federvini se sia disponibile a fare la sua parte per aiutare i giovani a consumare le bevande alcoliche responsabilmente; forse per essere certo di avere la risposta, ci stimola domandandosi se Federvini abbia coraggio e volontà nel sostenere le Autorità.
In fondo è una domanda semplice ma la risposta, per essere realmente tale, richiede non solo coraggio e volontà, che pure non mancano, ma anche delle considerazioni a più voci, con una buona dose di onestà intellettuale ed il ripudio- mi passi il termine - di qualsiasi tentazione non solo proibizionistica che anche Lei riconosce inutile, ma anche semplicistica tanto per dire che qualcosa è stato fatto.
Le scorciatoie non pagano, spesso sono vicoli ciechi, ed ho la sensazione che vengano imboccate già consci della loro inefficacia.
Le Aziende che Federvini rappresenta sono impegnate e continuano ad impegnarsi per diffondere e sostenere modelli di consumo responsabile in linea con le tradizioni della cultura italiana. Se quel che facciamo non è sufficiente, siamo pronti a fare di più e meglio. E siamo anche pronti a collaborare con le Istituzioni.
Ma con altrettanta franchezza, riteniamo che solo la collaborazione tra tutti i soggetti che a vario titolo interagiscono su questa tematica può portare a risultati concreti.
Lo ripeto: siamo disponibili e non mancheremo di sostenere lealmente e coerentemente ogni iniziativa o misura che, lontana dal sensazionalismo, porti i ragazzi a vivere lo svago nel modo più sereno e sicuro possibile.
Lei questo lo considera un Suo impegno, noi lo sentiamo altrettanto nostro.
Cordialmente.

direttore generale FEDERVINI Ottavio Cagiano De Azevedo,

Caro Cagiano,

grazie per la risposta. Educata e sensata, come quella del ministro Amato (pubblicata il 27.2). Confesso, però: le avrei volute entrambe più concrete. "La collaborazione tra tutti i soggetti che a vario titolo interagiscono" è una bella cosa: ma, nell’attesa che i soggetti interagiscano, i ragazzi muoiono sulle strade (lo scorso week-end, un’altra ecatombe). Lei scrive: "Le scorciatoie non pagano, spesso sono solo vicoli ciechi". Ma era una scorciatoia, la proposta di piazzare pattuglie della polizia e dei carabinieri davanti a TUTTI i luoghi dove si consuma tanto alcol, come accade nei Paesi civili? Secondo me, sarebbe invece un segnale forte, e una lezione d’educazione civica. Ricorda cosa le dissi durante il nostro incontro? Se non volete che il "proibizionismo nordeuropeo", attraverso la UE, arrivi in Italia, prendete l’iniziativa. Oltre le Alpi - è vero - i ragazzi bevono di più e peggio; ma muoiono meno. Ha letto il reportage di Giusi Fasano sul "Corriere" di lunedì? Dopo aver girato i locali della Romagna, la collega scrive: "I ragazzi salgono in auto ubriachi, e non si vede alcun controllo". Intanto Federvini mette in guardia dal "sensazionalismo" (quale?), il ministro dei trasporti propone d’abbassare il limite di velocità a 120 km/h (quando nessuno rispetta i 130 km/h), il ministro degli interni mi assicura che "al di là dei controlli e delle sanzioni, ci sono comportamenti che devono essere cambiati in profondità" e mi invita "a non mollare la presa". Non ci penso nemmeno, signor ministro. Ma confesso: qualche volta, essere italiano, è faticoso.


CORRIERE DELLA SERA – FORUM ITALIANS

27.3.07

Gentile Ministro Giuliano Amato,

«sono certo che al ministro degli Interni non è sfuggito: mentre si discuteva della moralità politica di Follini e delle prospettive politiche di Casini, nove ragazzi italiani sono morti in auto, a poche ore di distanza. Nel Salento, scontro frontale: auto disintegrata, 5 giovani carbonizzati. A Cattolica, altri 4 morti (oltre a padre, madre e due bambini: investiti, sono in prognosi riservata). In Puglia come in Romagna, serata di divertimento, altissima velocità, schianto pazzesco. Insomma, le solite cose. Il motivo per cui ne parliamo oggi è che nove morti in due incidenti sono quasi un record. I morti singoli e le coppie che s’ammazzano ogni fine settimana non fanno più notizia, al fuori della provincia. Lì, foto sul giornale, genitori distrutti, amici in lacrime al funerale, col prete che dice: "Non deve accadere più!". E invece accadrà ancora, garantito. Anzi, se va avanti così, nemmeno nove ragazzi morti in due incidenti faranno più notizia. Nove morti in un unico incidente? Be’, allora se ne può parlare. Non è cinismo, Ministro: è frustrazione. Le crisi di governo succedono, certo, e vanno risolte; la metastasi calcistica che ha ucciso Filippo Raciti andava fermata. Ma mi domando se un governo del XXI secolo non debba fare di più per impedire la strage a puntate di una generazione. Ci conosciamo da qualche anno, e so che lei è ancora capace d’indignarsi. In un uomo politico è una virtù rara, non la butti via. Delle stragi del sabato sera - espressione orribile, che trasuda rassegnazione - ho scritto spesso sul "Corriere", negli ultimi anni. Promesse, molte; inviti (rifiutati) a inutili convegni, parecchi; risultati, zero. Però non mollo. Anzi, ho una proposta. Non è particolarmente originale, perché modellata su quanto accade negli Usa e in Nordeuropa: chi beve, fuma o s’impasticca dev’essere tenuto lontano da un volante, a tutti i costi, con le buone o con le cattive. Da chi? Dalla polizia stradale e dai carabinieri, ovviamente. Come? Piazzando pattuglie di notte davanti ai locali, sugli incroci, lungo le statali. Perché oggi - diciamolo - se ne vedono ben poche. L’ho scritto in gennaio, lo ripeto: nel 2002/2004 solo il 3% dei patentati italiani è stato controllato con l’etilometro, rispetto al 16% della media europea e al 38% dei Paesi più severi. In Francia si effettuano 7-8 milioni di controlli l’anno; in Spagna, 3-4 milioni. In Italia, 200.000 (duecentomila!). Su 35 milioni di patentati, significa una probabilità di controllo ogni 175 anni. Dimenticavo: le cifre vengono dall’ASAPS, Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale. Quindi, possiamo fidarci. Dopo quell’articolo, caro Amato, ci siamo scritti privatamente. Lei mi ha fatto capire: vorrei mettere più pattuglie sulle strade, ma non ci sono i soldi. Be’, troviamoli. Sarebbe un bel modo di spendere parte dei 37 miliardi di entrate fiscali inattese, di cui ha parlato il vice-ministro Visco. Anzi: un modo bello, utile, morale e popolare. Guadagnereste la stima - e magari i voti - di MILIONI di genitori italiani che, ogni sabato notte, stanno svegli col mal di pancia, aspettando una porta che si apre. E’ inutile illudersi che i nostri ragazzi cambino orari e abitudini. Cerchiamo, invece, di aiutarli a non ammazzarsi (è il compito degli adulti, da che mondo è mondo). Dimenticavo: se Visco non mollasse i soldi, cerchiamo aiuto alla Federvini. Il direttore generale Ottavio Cagiano de Azevedo, recentemente, mi ha chiesto cosa fare per evitare che l’inutile proibizionismo nordeuropeo sbarchi in Italia. Ecco, cosa fare: Federvini s’impegni a sostenere carabinieri e polizia stradale. Però occorrono soldi, volontà e coraggio. I primi, li avete. E il resto?
So che c’è la crisi di governo, caro Giuliano Amato, ma aspetto una sua risposta. Il pensiero politico del senatore Turigliatto è importante. Ma il destino dei ragazzi italiani è più importante. Lei è d’accordo, vero?

Beppe Severgnini

Caro Severgnini,

lei chiede giustamente più sicurezza sulle strade del sabato sera. Siamo d’accordo. Tanto che il governo presenterà tra due settimane un piano articolato che prevede, tra l’altro, il rafforzamento dei controlli e dell’apparato sanzionatorio contro coloro che alla guida creano gravi situazioni di pericolo per sé e per gli altri. Poiché, poi, si stima che almeno il 30% degli incidenti gravi sia legato all’uso di alcol e stupefacenti, verranno introdotte sanzioni penali dure contro questi comportamenti, prevedendo anche la confisca del veicolo. Sono misure vigorose. E saranno accompagnate da un’azione altrettanto importante, promossa dai ministeri dei Giovani e dell’Istruzione, sul fronte dell’educazione dei nostri ragazzi. In questa direzione, va detto, accanto alle iniziative del governo, serve anche un maggiore impegno dei media e delle famiglie stesse. Perché, al di là dei controlli e delle sanzioni, ci sono comportamenti che devono essere cambiati in profondità. Lei non molli la presa. La Polizia, può esserne certo, c’è e farà la sua parte.

Giuliano Amato


ASCA

SICUREZZA STRADALE: DA AMATO E MELANDRI DELEGAZIONE VENDITORI ALCOLICI

Roma, 7 mar. - Il Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, e il Ministro per le Politiche giovanili e le Attivita’ sportive, Giovanna Melandri, hanno ricevuto oggi al Viminale i rappresentanti delle associazioni dei locali pubblici e delle aziende produttrici e distributrici di bevande alcoliche. ’’L’incontro - si legge in una nota del Viminale - e’ servito per individuare possibili iniziative comuni nell’ambito della strategia del Governo contro le cosiddette ’stragi del sabato sera’’’. Durante l’incontro e’ stato avviato ’’un protocollo d’intesa, che prevedera’ e dara’ sistematicita’ a programmi condivisi come per esempio il guidatore designato che non beve, l’utilizzo di mezzi collettivi di trasporto e la collaborazione su campagne di comunicazione’’. Un nuovo incontro e’ gia’ fissato per la prossima settimana con l’obiettivo di varare il protocollo contestualmente all’approvazione da parte del Governo delle annunciate misure di legge. (*)

(*) Nota: è paradossale che la prevenzione di problemi legati all’alcol si debba concordare con chi guadagna dalla vendita dell’alcol.
Che naturalmente farà il possibile per evitare la riduzione dei consumi, ovvero, secondo l’OMS, il primo obiettivo da perseguire se si vuole compiere un’azione davvero efficace. Per ridurre gli incidenti causati dagli alcolici bisogna ridurre il consumo di alcolici. Tutto il resto sono chiacchere.


GOMARCHE.IT

Giovani e alcol: prevenire e informare

Mercoledì 7 Marzo 2007

ANCONA - Sulla scia di quanto sta accadendo in questi ultimi giorni anche nella nostra regione a proposito di incidenti stradali che coinvolgono i giovani al rientro dalle discoteche nelle notti del weekend si vuole mettere in evidenza il lavoro svolto dall’Unità di Strada Informabus del Comune di Ancona, in quanto costituisce un esempio di “buone pratiche” per la riduzione dei rischi dovuti alla guida in stato di ebbrezza.
Il progetto “Nelle tue mani”, nato operativamente nel maggio del 2005, si è mosso in questo lungo periodo nello scenario degli stili del divertimento notturno e dell’aggregazione giovanile, con obiettivi preventivi ed informativi rispetto ai rischi connessi all’uso/abuso di sostanze psicoattive.
I luoghi del divertimento notturno sono diventati così per gli operatori importanti occasioni di confronto e prevenzione con i ragazzi. Si parte dall’idea che fare prevenzione richiede che si instauri una relazione significativa attraverso l’ascolto, il dialogo, l’informazione, l’offerta di un supporto, oltre che attraverso l’uso di strumenti quali l’etilometro o il tendone allestito per il chill out.
L’equipe, nell’arco di nove mesi ha effettuato 17 uscite serali nei vari locali del comune di Ancona; in 15 uscite gli operatori hanno proposto l’ alcol test attraverso l’etilometro, uno strumento che in tempo reale permette di rilevare la quantità di alcol nel sangue analizzando l’alito.
Sono stati effettuati 744 alcoltest, i cui risultati ci possono indicare una certa tendenza, anche se i campioni analizzato sono assolutamente volontari e quindi non rappresentativi statisticamente.
In base ai dati raccolti si possono fare le seguenti considerazioni:
- Il maggior numero di test etilometrici sono stati effettuati durante serate con concerti, feste a tema o con musica e DJ set, in quanto si riscontra una maggiore affluenza, in termini di persone, in eventi di questo tipo.
- In tutte le uscite i soggetti maschi si sono rivelati come i più interessati a sottoporsi al test rispetto alle ragazze.
- Su tutto il campione volontario esaminato nel corso delle serate risulta superiore al 50% la percentuale di soggetti il cui tasso alcolico era superiore al limite legale dello 0,50 , mentre risulta minore la percentuale di soggetti guidatori con il tasso alcolico superiore al limite consentito;
- Si passa facilmente dalla birra al vino e ai superalcolici con mix piuttosto pesanti; inoltre le serate in cui si consumano più alcolici iniziano molto presto, a volte anche nel pomeriggio e proseguono con l’aperitivo, la cena e il dopocena in discoteca fino a tarda notte.
Tutto questo convince sempre più dell’importanza di una opera di prevenzione e di informazione che deve essere portata avanti dalle famiglie e dalla comunità nel suo complesso.
Il Comune da parte sua continuerà a promuovere queste campagne di informazione per aumentare la consapevolezza fra i giovani dei rischi dell’abuso degli alcolici con l’”Informabus” e con altri strumenti.


IL GIORNALE DI VICENZA

INCIDENTI.

Al Consiglio dei ministri il pacchetto di misure di Bianchi

Sicurezza stradale, 60 milioni per rispondere all’emergenza

Roma. Inasprimento delle sanzioni per chi guida ubriaco o sotto l’effetto di stupefacenti, non rispetta una precedenza o il semaforo rosso, mette in atto comportamenti «ad elevato rischio», tali cioè da essere causa di incidenti stradali. (*) È ciò che prevede il pacchetto «sicurezza stradale», un atto di indirizzo di una quindicina di provvedimenti che il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi illustrerà oggi al Consiglio dei ministri. Dal pacchetto, due-tre misure più urgenti potrebbero finire in un decreto legge. Nel piano-Bianchi sono inoltre previsti un diverso sistema di penalità per la patente a punti, provvedimenti più severi per i centauri che vìolano le norme stradali o non indossano il casco, una migliore segnaletica, interventi sulle dodici strade italiane statisticamente più pericolose, e un programma di educazione stradale nelle scuole.
La relazione che Bianchi illustrerà ai colleghi di governo è stata esaminata ieri dallo stesso ministro con il premier Romano Prodi per trovare risposte immediate idonee a porre un freno alle stragi sulle strade e, in particolare, a quelle del sabato sera, che coinvolgono i ragazzi.
Per combattere quella che ha i numeri di una guerra - nel 2005 ci sono stati 5.426 morti, circa 450 al mese, e 313.727 feriti gravi sulle strade, per un costo sociale che qualcuno quantifica in oltre 30 miliardi - Bianchi pensa di inasprire le multe ma anche di allungare i tempi del sequestro del veicolo, di decurtare più punti dalla patente, di presidiare elettronicamente (per esempio con autovelox) le dodici strade dove, secondo le statistiche, si verificano più incidenti, e fra queste la Pontina, la Romea e la Pontebbana.
La Finanziaria 2007 ha dotato il ministero dei Trasporti di 60 milioni di euro l’anno per il triennio 2007-2009 per l’aggiornamento dei piani di sicurezza stradale. Altri 20 milioni possono essere impiegati nell’informazione e nell’educazione alla sicurezza stradale e per rafforzare le attività di controllo su strada. Maggiori controlli della polizia stradale dipendono, invece, dal ministero dell’Interno che sembra non abbia risorse sufficienti. Secondo una statistica degli ultimi 25 anni, in Italia ci sono stati 190 mila morti, 400 mila invalidi permanenti e oltre 6 milioni di feriti per incidenti stradali.

Nel triennio 2002-2005 sono stati spesi 9,4 euro pro-capite per la sicurezza stradale in Italia a fronte dei 25-40 euro dei Paesi a più bassa incidentalità. Se nel prossimo triennio venissero applicate le progressioni previste del Piano nazionale della sicurezza, si arriverebbe a poco meno di 14 euro pro-capite, una cifra ancora distante da quella dei Paesi più attrezzati.

(*) Nota: l’inasprimento delle pene non avrà nessuna effetto se non si aumentano i controlli. Sfuggire ad una sanzione di 258 euro ha lo stesso effetto deterrente che sfuggire ad una sanzione di 516 euro.


L’ARENA

«Pattuglie davanti ai locali e controlli sui ragazzi prima di farli partire in auto»

Bojan Pavlovic, 29 anni, piastrellista, ieri mattina si trovava con un amico al bar «Art & Chocolate», a due passi da piazza Viviani.

Troppe stragi di giovani sulle strade, il ministro Bianchi chiede una linea più dura contro il consumo di alcol e l’eccesso di velocità...

«Sono assolutamente d’accordo, ormai gli incidenti del fine settimana sono diventati una tragedia costante e a perdere la vita sono sempre giovanissimi. Da una parte ho l’impressione che la colpa vada colta anche nel fatto che ci sono macchine troppo potenti e che i genitori le mettono nelle mani dei ragazzi che ancora non hanno l’esperienza sufficiente per guidarle; d’altro canto penso che sia proprio il fatto che nel fine settimana si beve a determinare molti incidenti. Forse ci vorrebbero delle pattuglie davanti ai locali più frequentati che facessero controlli ai giovani prima di lasciarli partire». (…)
(a.g.)


L’ARENA

Il presidente della Serenissima interviene nel dibattito seguito ai tragici incidenti stradali dell’ultimo fine settimana

«Avanti con i filmati shock»

Merlin accoglie con favore la proposta del prefetto: «Facciamoli vedere nelle scuole»

«Filmati shock? Sono favorevolissimo. Io li farei vedere nelle scuole». Il presidente della società autostradale Serenissima Aleardo Merlin ha accolto favorevolmente la proposta del prefetto Italia Fortunati di alzare il livello della prevenzione e dell’educazione stradale per contrastare le continue stragi del fine settimana. Nell’ultimo week end solo nella nostra provincia si sono contati 7 morti e per domani il prefetto ha convocato d’urgenza su questo tema il comitato per l’ordine pubblico.
«I ragazzi devono prendere coscienza, fin dalle scuole elementari, che l’auto che hanno in mano è una potenziale arma mortale, uno strumento pericoloso. Quindi devono essere responsabilizzati. E le immagini shock servono: i giovani devono prendere paura, devono capire».

Dall’osservatorio della Brescia-Padova, tutte queste morti sulla strada sono riconducibili alle cattive abitudini degli automobilisti o alla scarsità di controlli?
«Il problema di fondo è che l’automobilista troppo spesso si comporta da irresponsabile. All’origine di ogni incidente c’è una infrazione al codice della strada. Il vero problema è la maleducazione automobilistica: se chi guida evitasse di bere alcol mentre viaggia, se ci si fermasse a riposare quando si ha sonno, se si mantenessero le distanze di sicurezza quando c’è nebbia, se si usasse il vivavoce per telefonare mentre si guida...».
Il ministro Bianchi propone di abbassare il limite di velocità in autostrada da 130 a 120: risolverebbe qualcosa?
«Chi viola i 130 in autostrada, viola anche i 120. Non ha senso: è più pericolosa una Porsche ai 120 o una Panda? È il guidatore che deve essere responsabile. Ma è un problema culturale, che va affrontato nelle scuole e anche nelle scuole guida per approfondire la preparazione alla strada e all’autostrada. E in autostrada, tra l’altro, l’incidentalità è bassa se rapportata al volume di traffico. Gli ultimi incidenti sono avvenuti su strade extraurbane».
Quindi?
«Quindi guidare meglio, con più attenzione e responsabilità e soprattutto, questo sì, prevedere una limitazione delle cilindrate per chi ha appena preso la patente. Quanti ragazzi freschi di patente prendono l’auto di papà e fanno disastri a sè e agli altri?». (m. b.)


CORRIERE ADRIATICO

La Confesercenti sul divertimento dei giovani

“Più locali notturni per fermare le stragi”

PESARO - “E’ vero - scrive il segretario di Confesercenti, Daniele Cruciani - che a Pesaro c’è una carenza cronica di locali dove i giovani possano ritrovarsi e godersi un sano divertimento. E’ altrettanto vero che da un po’ di tempo, i pochi coraggiosi che hanno deciso comunque di investire in questo comparto, devono fare i conti con una normativa che in più di una occasione anche noi abbiamo definito vessatoria e inadeguata a quelle che sono le nuove tendenze delle giovani generazioni. Non vogliamo sicuramente trasformare la città in un divertimentificio (non rientra nel nostro stile di vita e nella nostra cultura), ma riteniamo assurdo che i pochi locali che propongono un qualche intrattenimento al loro interno, debbano fermare l’attività musicale a mezzanotte.
“Questo, oltre a penalizzare le imprese che devono far fronte alla concorrenza di località vicine, dove sono permessi ben altri orari per fare attività musicale, invoglia la stragrande maggioranza dei giovani pesaresi a migrare nel cuore della notte verso altri lidi -magari già dopo aver consumato una cena e bevuto anche qualche bicchiere di vino-, aumentando, inevitabilmente, il rischio di incidenti stradali. E proprio in questi giorni, nei quali l’amministrazione si appresta a varare le nuove normative che regoleranno l’attività dei pubblici esercizi, occorre una riflessione seria sul problema. Invitiamo, quindi, tutti i soggetti coinvolti a mettersi intorno a un tavolo per cercare risposte concrete: da una parte si permetta agli operatori di lavorare con maggiore tranquillità e dall’altra si offra la possibilità ai ragazzi di poter scegliere Pesaro come luogo per trascorrere serenamente e con meno pericoli le loro serate. Pensare poi - conclude Cruciani - che l’impegno delle forze dell’ordine, già significativo e importantissimo per l’incolumità di tutti, basti a risolvere una simile emergenza, è un’utopia”.


LA GAZZETTA DI MANTOVA

L’INTERVISTA

«Alcol a fiumi: basta niente e c’è la rissa»

CERESE. Abbigliamento sportivo, occhi sfuggenti, E. si presenta all’appuntamento con titubanza per raccontare cosa accade di notte. Perché risse e saccheggi proprio a Cerese? «A rompere le macchine ci va la gente che non ha testa. Vendono le autoradio, ci guadagnano qualcosina. Anche gente di Cerese. Le botte invece da qualche mese capitano spesso la mattina quando chiudono i locali e la gente ha bevuto». Perché ci si picchia? «Non c’è un motivo: una parola detta male, soldi non restituiti. Oppure gli apprezzamenti sulle ragazze. Dalle parole si passa ai fatti». «Sono bande organizzate, o gruppi spontanei... «Non sono bande.
Ci sono albanesi, marocchini, italiani. A volte succedono liti fra gruppi, a volte anche all’interno dello stesso gruppo. Ma adesso i casinisti li tengono fuori dai locali». Che luoghi di divertimento ci sono per i giovani? «Non ce ne sono. O si va a ballare, o al bowling. Di giorno c’è il centro d’aggregazione giovanile, ma fa poco. Potrebbe essere gestito meglio e proporre più cose». Che età hanno i frequentatori dei locali? «Adesso anche 14, 15 anni. A volte li portano i genitori e li vengono a riprendere». Circola droga? «Non posso dirlo. Ma di alcol ce n’è tanto».


IL GIORNALE DI VICENZA

La polizia indaga sulla rissa di domenica

Il sedicenne colpito rimane grave Sfilano i testimoni

Restano gravi le condizioni del sedicenne rimasto vittima di un forte colpo in testa domenica mattina in città. E. G., di origini sudamericane ma cittadino italiano, residente a Verona, è ricoverato al Borgo Trento e rimane in prognosi riservata. Ai poliziotti vicentini che volevano sentirlo i medici hanno risposto picche. Prima vogliono valutare come il suo fisico si riprenderà dalla frattura cranica che ha subito.
Nel frattempo, gli agenti delle volanti, guidati dal commissario Cecchetto, hanno iniziato a sentire le versioni di alcuni dei 19 identificati che hanno preso parte o assistito alla rissa scoppiata alle 7 di domenica davanti al “El noturno caribeno” (nella foto), un circolo privato che ha sede in via Divisione Folgore.
Fra di loro la maggior parte è costituita da vicentini, che fanno parte della società “Pantere security” che garantisce la sicurezza nel locale. Ma ci sono anche cinque sudamericani, probabilmente gli amici del ferito, e due marocchini. Sarebbe stato un africano, che è fuggito prima dell’intervento della polizia, a colpire il ragazzo.

Nelle ultime ore i contorni della vicenda si stanno chiarendo. Di certo c’è che quasi tutte le persone coinvolte avevano esagerato con l’alcol, tanto che tre di loro sono state denunciate per ubriachezza molesta. La zuffa sarebbe scoppiata per una parola di troppo, e poi un primo gruppetto è venuto alle mani subito seguito da altri connazionali che se le sono date di santa ragione fino a quando non sarebbe comparso un tubo di ferro col quale, forse, è stato colpito il sedicenne. Gli agenti lo hanno sequestrato.
A complicare le indagini il fatto che il minorenne, all’arrivo delle volanti, era stato già portato via. Si è sentito male a casa, al ritorno a Verona.


IL MATTINO

Litiga con il padre e lo uccide a coltellate

MARCO INGINO Serino. Non si spezza l’impressionante catena di delitti in Irpinia, non si ferma questa angosciante ondata di violenza. Ancora un omicidio, il sesto in poco più di due mesi. E, soprattutto, ancora una tragedia familiare. Venti giorni fa un ragazzo uccise il fratello, ieri un uomo è stato ammazzato a coltellate dal figlio. È accaduto, poco dopo le dieci di sera, alla frazione Sala di Serino. Al culmine di una violenta lite, Andrea Marra, 31 anni, operaio della Fma di Pratola Serra, si è scagliato contro il padre Giovanni, di 58 anni, operaio in pensione, e gli ha inferto quattro coltellate all’addome e al torace. L’uomo è morto dopo pochi secondi di agonia. La tragedia si è consumata in un’abitazione di via Raffaele Rocco, una strada periferica. Padre e figlio si trovavano in cucina, quando è scoppiato il litigio. La mamma, invece, era già andata a letto. La donna è in cura per problemi psichici e, poiché in serata aveva assunto dei tranquillanti, dormiva profondamente e non si è accorta di nulla. E sembra proprio che la malattia mentale della donna avesse scombussolato la vita familiare. In particolare, il giovane assassino soffriva molto per le condizioni della mamma ed aveva attraversato anche lui dei brevi periodi di depressione. Le liti tra il padre e il figlio erano frequenti, tanto è vero che l’uomo aveva anche pensato di andar vivere da solo. Ieri sera, nella piccola cucina, le tensioni sono esplose in maniera irrimediabile. Forse per darsi coraggio, Andrea aveva bevuto un paio di whisky (verso le nove lo hanno visto in un bar del paese). Le grida del padre e del fratello hanno richiamato l’attenzione dell’altro figlio, Adolfo, che si trovava nella sua camera. Il giovane si è precipitato in cucina ed ha avuto solo il tempo di vedere Andrea che sferrava l’ultima coltellata al padre. «Cosa hai fatto?», ha gridato e poi si accostato al muro, paralizzato dal terrore. Andrea non si è scomposto e non ha detto nulla. Con il coltello insanguinato in mano, il respiro affannoso e lo sguardo allucinato, è uscito dalla cucina ed è salito sulla sua Y10 che era parcheggiata proprio davanti alla abitazione. Adolfo ha atteso che l’automobile partisse e si è avvicinato al padre, riverso in una pozza di sangue. Ha capito subito che era morto e, con la forza della disperazione, è corso al telefono per avvertire i carabinieri di Serino: «Mio fratello ha ucciso mio padre ed è scappato». I militari hanno subito allestito dei posti di blocco per acciuffare l’assassino in fuga. E poco dopo le undici, la Y10 è stata intercettata in piazza Kennedy ad Avellino, dai carabinieri della locale compagnia, al comando del capitano Mirante, e del reparto operativo del maggiore Merone. Andrea Marra ha capito che per lui era finita. Mentre lo ammanettavano, ha farfugliato: «Sì, sono io quello che ha ucciso il padre». Il coltello era adagiato sul sedile del passeggero. Il giovane è stato portato nella sede del comando provinciale di via Roma, dove è stato interrogato dal sostituto procuratore, Maria Luisa Buono. 


 

IL MATTINO

UN TESTIMONE LI ACCUSA, SONO DUE RUMENI E UN POLACCO 

Rissa notturna alla stazione, incastrati i tre responsabili

È stato un giovane con precedenti penali ad aiutare, questa volta, i poliziotti di quartiere a individuare gli extracomunitari che, nella nottata tra venerdì e sabato, sono stati gli autori di una rissa alla stazione distruggendo il lunotto di un taxi parcheggiato in piazza Vittorio Veneto. Tre uomini, tutti stranieri, sono così stati denunciati a piede libero per rissa e concorso in danneggiamento. Si tratta di J. L., polacco di 40 anni; V. F., rumeno di 36 anni e L. F., rumeno di 34 anni. Ma le indagini dei poliziotti di quartiere proseguono per individuare altre persone che avrebbero potuto partecipare alla rissa. Secondo quanto appurato dagli investigatori, sarebbero stati tutti ubriachi. L’altra mattina, durante il consueto orario di pattugliamento, hanno individuato in via Carmine, il giovane «informatore», abituale frequentatore della stazione ferroviaria e lo hanno fermato. Questi, nella nottata tra venerdì e sabato era presente quando è scoppiata la rissa ed è riuscito a fornire ai poliziotti pochi elementi sui quali sono stati attivati nuovi canali d’indagine. E così gli agenti sono riusciti a ricostruire l’esatta dinamica del fatto e quindi sono arrivati ad individuare gli autori della rissa. I primi due sono stati subito rintracciati e portati in caserma per gli accertamenti.Dopo qualche ora è stato individuato anche il terzo rumeno in via Roma, accusato di aver lanciato la bottiglia. pe.car.


LA SICILIA

Maltrattamenti alla moglie, narese condannato a 9 mesi 

Si è concluso, presso la sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento, il processo nei confronti di un narese, imputato di maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie. Ieri, nell’aula penale del tribunale di via Saetta, il giudice monocratico Luca D’Addario, ha letto il dispositivo di condanna a 9 mesi di reclusione. La vicenda risale al febbraio dello scorso anno. L’imputato è accusato di avere maltrattato e picchiato la moglie. Secondo l’accusa l’uomo, in diverse occasioni, a seguito dell’assunzione di sostanze alcoliche, avrebbe assunto un comportamento dispotico e violento nei confronti del coniuge. Secondo quanto riportato negli atti giudiziari, l’imputato avrebbe anche apostrofato la propria consorte con espressioni volgari ed offensive della dignità della moglie. La donna, stanca dell’ennesima lite, decise di rivolgersi alla locale caserma dei carabinieri per denunciare i fatti. Raccontò ai militari dell’Arma di essere stata colpita con schiaffi e pugni e di avere anche ricevuto delle minacce da parte del marito. La vittima riferì ai carabinieri, che durante una lite particolarmente violenta, tra lei e il marito, fu costretta a recarsi in ospedale a causa di un colpo alla testa che gli procurò un trauma cranico e lesioni al busto. Il P.M. Luca Fuzio, aveva chiesto una condanna a 10 mesi di reclusione.
davide difazio


IL TRENTINO

Sanzioni da record, scatta la multa da 2.792 euro

Ebbro, senza patente e assicurazione ha provocato un incidente in via Perini

TRENTO. Se non è una multa da record, poco ci manca. In pochi minuti un automobilista trentino è riuscito a mettere assieme una serie di sanzioni che gli costeranno molto caro: 2.792 euro. A contestargli il tutto sono stati, giovedì scorso in via Perini, gli agenti del comando della polizia municipale.
L’uomo (H.E. le sue iniziali, ha 58 anni e vive nel capoluogo) giovedì pomeriggio era a bordo della sua Ople Corsa parcheggiata in via Perini quando ha aperto la portiera. Proprio in quel momento passava una Suzuki Vitara che è stata «toccata» dalla portiera della Corsa. Un incidente di lieve entità, sarebbe stato sufficiente mettersi d’accordo e compilare le carte necessarie ma quando gli agenti della polizia municipale sono arrivati sul posto si sono accorti che il conducente dell’Opel era un po’ alterato dall’alcol. Per verificare la supposizione H.E. è stato sottoposto ad un controllo con l’alcotest che ha evidenziato un tasso alcolemico oltre quattro volte superiore a quello previsto dalla legge. L’etilometro, in fatti, si è fermato a quota 2.17 grammi di alcol per litro di sangue quando il limite imposto dal codice della strada è di 0.5. Sono stati poi fatti ulteriori accertamenti che hanno permesso di verificare che l’uomo stava guidando nonostante gli fosse già stata sospesa la patente e per questo gli è stata revocata la licenza di guida. Ma non basta. E’ stato verificato che l’Opel Corsa non era stata sottoposta alla revisione periodica obbligatoria per legge e quindi gli è stata revocata la carta di circolazione. Inoltre l’automobile, al momento dell’incidente, non era assicurata e questo ha motivato il sequestro amministrativo ai fini della confisca. H.E. è stato anche denunciato per guida in stato di ebbrezza e a tutto questo si aggiungono una serie di sanzioni amministrative per un valore di 2.792 euro.


IL GAZZETTINO (Vicenza)

THIENE 

S’accascia sul volante dopo una lite al bar Malore o morte in seguito? La Procura indaga

C’è una relazione tra il decesso per arresto cardiocircolatorio di Antonio Pettinà, 62 anni di Carrè, via Marconi, morto ieri sera verso le 22,30 lungo la provinciale 11 a Zanè a bordo della sua auto Fiat Punto e la lite di cui era stato protagonista solo poco prima in un bar di Thiene?
A stabilirlo sarà il sostituto procuratore di Vicenza Monica Mazza che ha deciso di aprire un fascicolo dopo aver letto i rilievi eseguiti in mattinata dai carabinieri della stazione di Thiene sul luogo della lite. La ricostruzione dei fatti, così come l’ha raccontata ai militi dell’arma il titolare del bar Al Sole di via Monte Grappa, Mario Carollo vede Antonio Pettinà entrare nel bar verso le 20,30 e chiedere al titolare del locale una scheda telefonica e un bicchiere di bianco. Mentre l’uomo sorseggia il suo "bianchetto" appoggiato al bancone, in attesa che il titolare completasse l’operazione di ricarica telefonica del cellulare, urta accidentalmente col gomito, un secondo avventore (il nome non è stato rivelato dai carabinieri) pure lui appoggiato al banco che a sua volta sta sorseggiando un bicchiere di vino bianco. Tra i due corrono parole sgarbate che in pochi istanti si trasformano in parolacce, urla e insulti. Al punto che il padrone del locale è costretto a ordinare ai due di uscire. La lite però continua anche all’esterno, e alle parolacce si aggiungono spintoni e strattoni.
Poi, placati gli spiriti bollenti con l’aiuto di alcuni avventori presenti, i due salgono sulle rispettive auto e se ne vanno. Tutto sembrava finito lì, invece, poco dopo Antonio Pettinà trova la morte pochi chilometri più avanti per collasso cardiocircolatorio. Così ora i carabinieri vogliono vederci chiaro e cercano di capire con esattezza se tra la lite e il decesso vi siano o meno dei collegamenti.
Valerio Bassotto


LA GAZZETTA DI PARMA

Al volante ubriaco: paura in via Emilia Est

IL CASO. AUTO TRAVOLTE, PEDONI SFIORATI INCIDENTE UNA DONNA CON CARROZZINA E UNA RAGAZZA SCHIVATE PER MIRACOLO

Auto semina il panico: 3 mezzi travolti e distrutti Pirata della strada ubriaco, paura in via Emilia Est II Una folle corsa terminata con tre automezzi tamponati e semidistrutti e alcuni pedoni miracolosamente non travolti, tra i quali, anche una donna con la carrozzina che attraversava la strada sulle strisce.


AUDIONEWS.IT

Tifoso del Celtic ucciso da taxi

10.59: Un tifoso del Celtic investito e ucciso da un taxi la scorsa notte a Milano. Lo scozzese, in città per seguire la partita della sua squadra contro il Milan, secondo quanto riferito dalla polizia municipale, era ubriaco al momento dell’incidente.


IL RESTO DEL CARLINO

Scontro nello Stradone tra due auto guidate da ubriachi: ferito un immigrato


IL GIORNO

IL LIMITE Scatta il ritiro della patente se l’etilometro registra un tasso alcolico superiore allo 0,50. Si fanno 200mila controlli all’anno: il sabato notte il 45% è positivo

Ausiliari dell’alcol per fermare le stragi Non servano solo a multare i divieti di sosta


L’ADIGE

Multa record all’automobilista brillo


IL SECOLO XIX

Al servizio di ascolto alcoliste e depresse


ITALIA OGGI

Stragi del sabato Discoteche in campo


ALTO ADIGE

dà in escandescenze al bar, arrestato


IL TIRRENO

alcol e droga ritirate due patenti
ubriaco va contromano patteggia nove mesi
in stato di ebbrezza alla guida di un’auto
era alla guida drogato, ubriaco e senza patente
Pontedera. si era messo alla guida di un’auto, senza patente, ubriaco e in stato di alterazione
guidavano completamente ubriachi patente ritirata a tre automobilisti
era ubriaco, drogato e senza patente denuncia e novemila euro di multa


LA NUOVA VENEZIA

in discoteca arriva l’etilometro da muro


L’ECO DI BERGAMO

Ubriaco contro cantiere A4: 2 feriti


LA NUOVA FERRARA

l’alcol crea una distorsione della realtà


© asaps.it
Giovedì, 08 Marzo 2007
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