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Rassegna stampa Alcol e guida del 18 gennaio 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 

HELPCONSUMATORI
SICUREZZA STRADALE.
Se bevi non guidare: nei locali a Modena torna il progetto Bob

Da domani, 19 gennaio etilometro nelle discoteche e chi non beve riceve un premio.

Con lo slogan "Se bevi non guidare, se guidi non bere", torna nelle discoteche di Modena e provincia il progetto Bob. La prima delle tredici serate in programma per questa stagione sarà venerdì 19 gennaio al Jam di Baggiovara, mentre sabato 20 gli operatori si sposteranno al Cristal di Sassuolo. Il progetto porta nei locali, in accordo con i gestori, materiale informativo, etilometro e alcool test gratuiti per chi desidera verificare il proprio tasso alcolico. I ragazzi e le ragazze Bob sono quelli che possono attestare un tasso alcolico pari a zero e si fanno carico di trasportare a casa gli amici, e vengono premiati con biglietti scontati e buoni per consumazioni analcoliche. I ragazzi si sottopongono al test in modo volontario e senza sanzioni.
Chi presenta un tasso alcolico al di sopra del limite di legge di 0,5 grammi per litro viene invitato a non guidare. Gli operatori hanno riscontrato che il test dell’etilometro viene spesso utilizzato spesso anche da chi sa di non dover guidare, ma vuole verificare gli effetti dell’alcol assunto. I prossimi appuntamenti con Bob sono venerdì 26 gennaio alla Crepa di Tre Olmi, sabato 27 alle Scuderie di Spilamberto, venerdì 2 febbraio allo Zucchero di Canna di Carpi, sabato 3 all’Oltre Cafè di Limidi di Soliera. Il progetto continua fino al tre marzo e farà tappa anche al Felix di Maranello, al Buena vista di Montale Rangone, al Mamma Orsa di Formigine, allo Snoopy e a Villa Freto a Modena e all’Alice di Pavullo. L’iniziativa è promossa dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Modena in collaborazione con l’Assessorato alla Sanità e politiche sociali della Provincia di Modena e il Sindacato italiano locali da ballo Silb Confcommercio di Modena.


BRESCIA OGGI
DARFO BOARIO. La campagna di Provincia di Brescia, Polizia stradale, «118» e Procivil Camunia
«Crash, ubriachi si muore»

Sull’ambulanza lo slogan per prevenire le stragi del sabato sera

di Giuseppe Cappitta

«Da ubriachi è più facile morire che guidare». Riprodotta sulle fiancate laterali dell’ambulanza della Procivil Camunia, operativa in Valcamonica e nel Sebino, sarà la frase che i giovani automobilisti del sabato sera leggeranno più spesso percorrendo, nelle notti del venerdì e del sabato, la ss 42 del Tonale. Più in basso, spicca a caratteri cubitali la scritta «Crash», riprodotta su un’ambulanza particolarmente colorata, così predisposta per meglio richiamare i giovani ad una guida più responsabile e per ricordare loro che ogni anno il 45% degli incidenti che accadono sulle strade sono attribuibili direttamente o indirettamente all’alcol. Ogni quattro giovani che muoiono, uno muore a causa dell’alcol.
L’iniziativa di predisporre una speciale ambulanza che ricordi i pericoli, per chi guida, dell’abuso di alcol, è la prima di quattro azioni, denominata «L’ambulanza comunica», facenti parte della campagna di sensibilizzazione contro le stragi del sabato sera, promossa dall’assessorato Giovani e Università della Provincia di Brescia e realizzata dalla Procivil Camunia, in collaborazione con il distaccamento della Polizia stradale di Darfo Boario Terme e con la centrale operativa di Brescia del 118.
Per presentare il progetto, mirato alla sensibilizzazione e alla prevenzione del grave fenomeno delle stragi del sabato sera e rivolto ai giovani fra i 18 e i 29 anni residenti in Valcamonica e sul lago di Iseo, un incontro con la stampa si è tenuto, nella mattinata di ieri, al cinema Garden di Darfo Boario Terme. Con l’assessore provinciale Corrado Ghirardelli, erano presenti il comandante della polizia stradale di Brescia Mario Nigro, il dottor Paolo Marzollo, direttore del Centro operativo del 118 di Brescia, e Massimo Negrini, responsabile del gruppo sanitario Procivil Camunia.
«Il progetto - ha esordito l’assessore Ghirardelli - partito alla fine dello scorso anno sarà attuato con 4 diverse azioni: «L’ambulanza comunica», il pattugliamento stradale notturno, la divulgazione nelle scuole, i corsi di primo soccorso».
«A legare tutto ciò - ha continuato l’assessore Ghirardelli - sarà l’opuscoletto colorato «Crash! Da ubriachi è più facile morire che guidare», una sorta di manuale che mira a disincentivare i giovani nell’uso di alcol e nella guida in stato di ebbrezza».
L’opuscolo fornisce una serie di informazioni che dovrebbero fare riflettere i giovani sui pericoli della guida in stato di ebbrezza. Condizione, questa, che aumenta la tendenza ad agire in modo imprudente, in virtù di una riduzione della percezione del rischio; l’alcol rallenta la capacità di vigilanza, riduce il campo visivo, fa percepire con notevole ritardo gli ostacoli. All’ambulanza, che affiancherà la polizia stradale durante i posti di blocco del venerdì e del sabato sera, si accompagneranno due momenti formativi: uno nelle scuole, rivolto agli studenti delle ultime due classi delle superiori, e uno alla popolazione locale giovanile, che sarà coinvolta utilizzando anche i crediti formativi, per maturare e sviluppare risorse inespresse.
Alla necessità di accompagnare il progetto con un «momento repressivo», si è richiamato Mario Nigro, comandante della polizia stradale di Brescia.
Il dottor Paolo Marzollo ha consigliato i gestori delle discoteche a tenere, nel parcheggio della discoteca, un’ambulanza con personale specializzato, pronto ad intervenire nel caso si notassero giovani aver ecceduto nel consumo di alcol.
Massimo Negrini ha sottolineato l’impegno che attende la Procivil Camunia, chiamata fra l’altro a concretizzare il momento didattico.


IL GIORNALE DI VICENZA
Tezze. Un convegno promosso dall’assessorato allo sport sul mondo degli adolescenti

Giovani e comportamenti a rischio

Il mondo del calcio s’interroga sull’aumento di doping e droghe

(m. b.) Aumenta il numero delle persone che fanno uso di stupefacenti, cambiano modelli e finalità, mentre il numero dei giovani coinvolti desta preoccupazione. I controlli da parte dell’antidoping della Figc e del ministero si fermano ai campionati interregionali. Sotto, nelle categorie minori e nel settore giovanile, regna il vuoto, nonostante i rischi disciplinari e le conseguenze sul piano penale che potrebbero derivare da eventuali esiti positivi dei controlli.
Questo, in sintesi, il contenuto dell’incontro nella sala consiliare di Tezze, su iniziativa dell’assessorato allo sport e delle politiche giovanili, e seguito da un numeroso pubblico composto da responsabili ed allenatori delle varie società sportive locali.
I lavori, che avevano come tema “Adolescenza e comportamenti a rischio”, sono stati introdotti da Valeria Carli, sociologa che opera nel contesto del Centro vicentino di solidarietà. L’uso delle sostanze stupefacenti è in rapida crescita. Nel 2005, gli italiani che hanno fatto uso di cannabis sono stati 3 milioni e 800 mila contro il milione e 200 mila del 2001. Mezzo milione di questi è rappresentato da giovani di età compresa fra i 19 ed i 21 anni. I cocainomani sono passati dai 350 mila del 2001, ai 700 mila del 2005.
Aumenta anche il numero di assuntori di sostanze illegali associate, per un totale di due milioni nel corso del 2005. Alcol e tabacco rappresentano le droghe “cancelletto”, in quanto aprono la porta all’assunzione di altre sostanze più pericolose. I giovani tendono a sottovalutare i rischi derivanti dall’uso di alcol, fumo e cannabis, considerati forme di ingresso nella società e strumento necessario per l’accettazione in campo sociale.
Cambia anche il modello sociale legato all’uso di stupefacenti. Negli Anni Sessanta, il drogato era soprattutto un giovane che cercava di fuggire da una società di cui non condivideva i valori. Ora, alcol, fumo e droga vengono considerati come strumento per l’inserimento sociale e come stimolo per l’efficienza in campo produttivo e sportivo. Raffaella Corsaro, psicologa, ha evidenziato i rischi che corrono gli adolescenti, in un’età che registra profondi cambiamenti sul piano fisico e psicologico.
Ha invitato le società sportive a collaborare per promuovere il benessere dei giovani, tenendoli lontani dalle lusinghe di sostanze dopanti e di stimolatori artificiali legati alle droghe e all’alcol. Ha dato il suo contributo alla serata anche il gen. Martino, vicepresidente della commissione antidoping Figc di Roma. Ha ricordato che compito dell’istituzione è garantire la correttezza dell’attività sportiva.
L’uso di sostanze stupefacenti per migliorare le prestazioni comporta gravi conseguenze sul piano disciplinare con sospensioni fino a due anni, e su quello penale. I controlli a campione vengono garantiti, dal ministero della salute e dalla commissione antidoping, fino alla categoria interregionale nel mondo del calcio.
Tra le società dilettantistiche, c’è il vuoto. Il relatore ha auspicato che, a livello regionale, il Veneto metta a disposizione le risorse morali, economiche e di fantasia per attivare un sistema di controllo e di prevenzione sull’uso di sostanze nel settore giovanile del calcio.
Gli incontri formativi, diretti ad allenatori e dirigenti del mondo sportivo, continueranno lunedì 29 gennaio. Si parlerà di sport ed educazione. Interverranno Donato Sozzo, dell’ufficio indagini della federazione e Marcello Manea, psicologo.


LA SICILIA

Ricerca Sert: abuso diffuso tra i giovani 

Incidenti stradali? Colpa delle condizioni precarie in cui versano le diverse arterie che collegano il Calatino al resto della provincia e della Sicilia, ma colpa pure delle frequenti violazioni al codice della strada, prima fra tutte l’abuso di alcol da parte di quanti si pongono alla guida dei veicoli.
La conferma di ciò giunge dall’attività degli ultimi giorni della polizia stradale del distaccamento di Caltagirone. Gli agenti hanno denunciato in stato di libertà, all’autorità giudiziaria territorialmente competente (la Procura della Repubblica calatina), tre giovani - tutti d’età compresa fra i 25 e i 27 anni - protagonisti e, nello stesso tempo, vittime di altrettanti sinistri avvenuti fuori dai centri abitati. Per i tre, oltre alla segnalazione alla Procura, sono scattate pure la sospensione della patente (sino a tre mesi) e la decurtazione di 10 punti per guida in stato di ebbrezza.
A finire sul «libro nero» della Polstrada sono stati i conducenti delle vetture coinvolte in due incidenti sulla strada statale n. 417 Catania-Gela (il bilancio di uno dei quali, avvenuto lo scorso ottobre, fu di ben cinque feriti) e in un sinistro verificatosi sulla strada provinciale n. 34 in direzione di Santo Pietro. In quest’ultimo caso (il giorno di Capodanno), secondo gli accertamenti dei poliziotti, si trattò di un sinistro «autonomo», costato al guidatore della macchina finita fuori strada ferite e contusioni giudicate guaribili in 30 giorni.
Infine, sono al vaglio degli inquirenti - che non trascurano di compiere accurate verifiche a 360 gradi - le cause dell’incidente verificatosi la notte fra sabato e domenica al Km 45+300 della Catania-Gela, in località Sciara, nel territorio del Comune di Ramacca. Anche in questa circostanza si è trattato di un incidente «autonomo», con una Hunday «Gets» finita contro il guardrail opposto alla propria corsia di marcia, con gravi conseguenze per gli occupanti dell’auto, entrambi di Ramacca: il conducente di 26 anni che, dopo il ricovero all’ospedale Gravina di Caltagirone per trauma facciale, è stato trasferito al Vittorio Emanuele di Catania (per lui prognosi di 25 giorni), e il passeggero, un giovane di 17 anni ricoverato in prognosi riservata nel nosocomio calatino.
Intanto, proprio per prevenire ed eventualmente reprimere il fenomeno della guida in stato di ebbrezza, il comandante della Polstrada di Caltagirone, ispettore Emilio Ruggieri, ha disposto un ulteriore «giro di vite» con controlli tramite l’utilizzo dell’etilometro che, nel prossimo fine settimana, interesseranno la «città della ceramica» e il suo hinterland.
Mariano Messineo


VIRGILIO NOTIZIE
NAPOLI/ PRESIDENTE TRIBUNALE PROPONE COPRIFUOCO PER MINORENNI

Ragazzi in giro di sera solo con genitori o parenti maggiorenni

Napoli, 18 gen. (APCom) - Coprifuoco per i minorenni che devono essere accompagnati dai genitori o da un maggiorenne oltre una certa ora. Stop alla vendita di alcolici per gli under 18 e proibizione dell’accesso ad alcuni locali, ma anche abbassamento dell’età imputabile a 12 anni. Sono alcune delle misure che propone il presidente del Tribunale per i minori di Napoli, Stefano Trapani, dopo l’accoltellamento mortale di un sedicenne nel centro di Napoli.
L’intervista a Trapani è stata rilasciata all’inserto partenopeo del Corriere della Sera (Corriere del Mezzogiorno). Il presidente spiega: "Il legislatore deve avere il coraggio di intervenire in maniera severa. A mali estremi, estremi rimedi, se non vogliamo trovarci adire sempre le stesse cose e a piangerci addosso. È impopolare ma è quello che serve se vogliamo una vera svolta".
Secondo Trapani i minori dovrebbero essere accompagnati in giro per la città soltanto da maggiorenni proprio per evitare risse o aggregazioni in baby gang, fenomeno che soprattutto nell’ultimo periodo ha causato gravi episodi di violenza a Napoli e provincia. Trapani aggiunge che l’età imputabile va abbassata a 12 anni" come già accade in Inghilterra, dove, anche i bambini di otto o dieci anni che delinquono vengono giudicati e puniti".


IL GAZZETTINO (Padova)
GLI ABITANTI DEL GHETTO «LA GIUNTA CI PRENDE IN GIRO».LA PROPOSTA DI CONTIN CHE ACCUSA IL COMUNE DI NON INTERVENIRE CONTRO CHI SPORCA E DISTURBA. 
Ronde in bici tra i ragazzi dello spritz, organizzate dai baristi

(M.A.) Le ronde anticrimine vanno di moda e per Federico Contin, presidente del comitato "Bar per il centro", potrebbero essere il giusto strumento per controllare anche il popolo degli spritz. «Visto che l’amministrazione comunale - ha esordito Contin - non è riuscita a risolvere i problemi di ordine pubblico legati al fenomeno dell’aperitivo di massa, si potrebbero organizzare delle ronde per sorvegliare i ragazzi che bevono e si divertono. Del resto, già lo scorso maggio, il nostro Comitato aveva proposto alla giunta Zanonato dei pattugliamenti in bici effettuati da del personale pagato dai baristi. La risposta di palazzo Moroni fu negativa. Saltata pure l’ipotesi Fiera - ha proseguito Contin - tra tre mesi al massimo le piazze e il Ghetto torneranno ad essere un macello. Il Comune installa sistemi di videosorveglianza, ma il risultato è nullo. Inolte i vigili urbani non intervengono a punire chi lorda e disturba perchè hanno paura. Insomma tutto è rimasto come prima e all’orizzonte non si scorge alcuna soluzione. Assurdo, poi, - ha terminato Contin - che l’amministrazione comunale non ci dia ancora per questa estate il Portello. Senza il movimento creato da noi questa area della città è in mano agli spacciatori e ai tossicodipendenti. La giunta Zanonato non ci ha dato il permesso di riorganizzare la manifestazione perchè teme la protesta di un gruppetto di abitanti del quartiere violenti e che occupano le case». Le accuse di Federico Contin rivolte a palazzo Moroni trovano riscontro, soprattutto, nel Ghetto. E’ sufficiente effettuare una passeggiata in via Soncin tra il bar "Beluga" e l’agenzia di viaggi "Luz de Luna", per riscontrare un importante degrado urbano e sociale. Sotto i portici campeggiano in bella vista centinaia di scritte con lo spray, mentre il mercoledì sera e il fine settimana decine di giovani, oltre a bere a dismisura e a fare uso di stupefacenti, urinano e vomitano ovunque. La strada e il marciapiede, dunque, risultano coperti di liquami umani, cartacce, bicchieri di plastica e bottigliette di birra. Commercianti e residenti della zona sono furiosi, ma la giunta Zanonato fa "spallucce" convinta che il lato oscuro del fenomeno degli spritz stia scemando. Prova ne è la dichiarazione dell’assessore al Commercio Ruggero Pieruz. «Il problema dello spritz nel centro storico - ha detto Pieruz - è andato diminuendo e la concentrazione di giovani è meno importante». Pensiero non accettato dall’associazione "Per le piazze", composta da 260 residenti del centro. «Ci sentiamo presi in giro - ha affermato Dino Ponchio, presidente del movimento - per come il Comune ha gestito il fenomeno dello spritz. Chi amministra la cosa pubblica a Padova non ha mai avuto un piano preciso. Questa giunta sta annaspando nel buio nella speranza che il fenomeno finisca da solo».


IL GAZZETTINO (Padova)
IL DIRETTORE DELL’USL 16 SMENTISCE L’IPOTESI DELLA CGIL 

Rao:«Non chiude Alcologia»

Smentita categorica da parte del direttore dell’Usl 16, Fortunato Rao, circa la chiusura dell’Unità funzionale di Alcologia annunciata dalla Cgil per bocca del suo segretario generale Ilario Simonaggio. "Una notizia fuori dal mondo - la bolla Rao - figuriamoci se viene meno un servizio come quello reso da Alcologia, inserita nel piano triennale delle tossicodipendenze e tra i nostri impegni precipui. Macchè interruzione di pubblico servizio, l’attività continua".
La fine dell’Unità funzionale era stata annunciata nelle ore scorse da Simonaggio che aveva affidato la comunicazione a un documento nel quale sosteneva che la Cgil era intervenuta nel dicembre scorso con i vertici dell’Usl per sollecitare le delibere relative ai cosiddetti "contrattisti", personale dirigente impegnato in progetti e talvolta a copertura di posti di dotazione organica per attività istituzionale. "Il direttore generale - scriveva il leader della Cgil - ci aveva garantito le seguenti condizioni: copertura dei posti di dotazione organica tramite procedure concorsuali nei limiti previsti dalla Legge Finanziaria, delibera per il rinnovo degli incarichi dei contrattisti (non facenti parte del novero dei posti stabilizzati da procedure concorsuali) entro il 29 dicembre 2006 per garantire la continuità assistenziale e dei servizi erogati, fornitura di elenco aggiornato della situazione del personale a progetto, totale copertura dei servizi in essere. Invece siamo a conoscenza che per effetto del mancato rinnovo dei due contratti a tempo parziale su cui si reggeva l’Unità funzionale di alcologia, non sono stati rinnovati. La conseguenza è nei fatti la chiusura del servizio con grave nocumento dell’assistenza erogata. L’interruzione di servizio pubblico è ancor più grave perché avviene in una attività di particolare interesse come il contrasto all’uso e abuso di alcol in città". Nientaffatto, replica il dirigente chiamato in causa, si tratta di una notizia priva di fondamento.
F.Capp.


CORRIERE DELLA SERA – FORUM ITALIANS
La polizia risponde alle domande sul suo sito

Gentile dottor Severgnini,
mi pregio di confermarle che la sua collaborazione sta dando ottimi risultati.
In questi giorni abbiamo ricevuto numerosissime mail, molte di queste sono state inoltrate dagli utenti del suo forum.
Il contenuto delle richieste ha riguardato non soltanto temi relativi alla sicurezza stradale ma anche argomenti di specifica competenza della Polizia di Stato.
Nella convinzione che "l’essere vicini alla gente" e al servizio del cittadino sia un obiettivo da raggiungere anche offrendo risposte nel modo più veloce e adeguato, saremmo grati se volesse ospitare sulla homepage del suo forum un link che permetta agli utenti l’accesso direttamente al nostro sito ufficiale.
Nella speciale sezione "scrivici" www.poliziadistato.it/pds/cicomunicate/ci_comunicate_che.php, infatti, ci sono esperti dei vari settori della Polizia di Stato che possono rispondere alle istanze rappresentate in modo tempestivo e competente.
Cordiali saluti
Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ufficio Stampa,

Sono contento di sapere che "Italians" è utile; anche il ministro Amato mi ha risposto privatamente (e gentilmente), ringraziandoci. Però io sono testardo, e aspetto ancora la risposta alla domanda formulata sul "Corriere" il 4 gennaio: è vero che i controlli con l’etilometro sono 8 milioni l’anno in Francia, 4 milioni in Spagna e solo 200.000 in Italia? Mancano le pattuglie, le norme, i soldi o queste cose insieme? Qualcuno mi ha spiegato che ai 200.000 controlli "ufficiali" se ne aggiungono molti ufficiosi: la pattuglia vede il giovanotto sbronzo fuori dalla discoteca, e si limita a dirgli di non azzardarsi a salire in macchina. E’ vero? E se è vero, perché queste cose non ce le spiegate voi?


LA REPUBBLICA SALUTE
L’alcol è presente nei cibi più innocui

Cara Salute,
il problema è il seguente: sono affetta da Epatite C cronica, contratta in ospedale. L’epatologo che mi segue dice che due sono i nemici contro cui dobbiamo resistere: l’alcol e il sovrappeso. Da quando sono ammalata, ho scoperto che l’alcol è in moltissime cose che si comprano normalmente come innocue: quasi tutti i dolci dei ristoranti hanno (pochissimo o moltissimo) alcool, paste innocenti (come un "diplomatico" o una pasta con base di pandispagna) nelle pasticcerie, il gelato allo zabaione (e altri gusti) nelle gelaterie, la Fiesta Ferrero, e così via (per non parlare dei primi o dei secondi fiammeggiati o irrorati di alcool/vino). Ora, io sto attenta e chiedo sempre prima di ordinare, ma mi domando se tutto ciò non sia dannoso, oltre che per chi ha la mia stessa patologia, per esempio per i bambini.
Vorrei anche che qualcuno informasse il grande pubblico che l’epatite C non è la peste bubbonica e che si può tranquillamente convivere con una persona affetta da tale patologia (io vivo con la mia famiglia e, tranne alcune elementari precauzioni che comunque dovrebbero usare anche i "sani", stanno tutti bene!). Ma mi sono trovata ad affrontare anche persone ignoranti che mi avrebbero volentieri attaccato un campanellino al piede, di manzoniana memoria, per segnalare la mia presenza!
Simonetta Franchi


IL TRENTINO
Fermato nella notte fra martedì e mercoledì

Beccato ubriaco in auto quattro volte in 7 anni

TRENTO. Dal 1999 ad oggi gli è stata ritirata la patente quattro volte. E tutte e quattro le volte per guida in stato di ebbrezza. Lui è un 45enne di San Michele all’Adige che nella notte fra martedì e mercoledì è stato fermato dai carabinieri in via Bolzano perché ubriaco. La stessa scena si era già verificata nel 1999, nel 2004 e nel febbraio del 2005. In tutti questi quattro episodi l’uomo è stato beccato dai carabinieri alticcio al volante e per le tre occasioni precedenti, la patente gli era stata ritirata per sessanta giorni ed era stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. Alle 3.10 della notte fra martedì e mercoledì è successo ancora un’altra volta. L’uomo era alla guida della sua macchina quando è stato intercettato e fermato da una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri di Trento all’altezza del distributore. Sottoposto all’alcol test è risultato decisamente positivo facendo raggiungere all’etilometro il livello di 2.10 ossia più di quattro volte del limite consentito dalla legge. Ai militari dell’Arma non è rimasto altro da fare che denunciare l’uomo - per l’ennesima volta - per guida in stato di ebbrezza e ritirargli la patente. Poco prima, alle 1.45, un’altra macchina era stata fermata dagli uomini del nucleo radiomobile in via Esterle. E anche in questo caso il conducente, 48 anni di Trento, è stato sottoposto all’esame dell’etilometro che è arrivato a 1.82. Quindi anche in questo caso l’uomo si era messo alla guida con un livello di alcol molto superiore a quello consentito.


AGI
UCCISE GIOVANE LECCHESE DURANTE LITE, INCHIESTA CHIUSA

(AGI) - Lecco, 18 gen. - Il Sostituto Paolo Del Grosso della Procura di Lecco ha chiuso l’inchiesta sull’omicidio avvenuto la notte del 15 aprile scorso all’esterno di un pub di Ballabio, in Valsassina, e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio dell’ex poliziotto Michele Burghardt, titolare del ’Biker’s Ranch’ che fece da sfondo al tragico fatto di sangue.
L’accusa e’ di omicidio aggravato dai futili motivi. Secondo le risultanze investigative, quella notte Mario Taddeo, originario della zona, sarebbe entrato in stato di ebbrezza nel pub minacciando il titolare per farsi consegnare dei soldi: "Devi mettere una somma di denaro in una busta e darmela", gli avrebbe detto scatenando una lite fra i due, proseguita poi all’esterno con il tragico epilogo. L’ex poliziotto si armo’ di una sbarra in ferro che picchio’ con particolare violenza sulla testa di Taddeo. Poi raggiunse Lecco e getto l’arma del delitto nel lago. Il 35enne fu rinvenuto agonizzante la mattina dopo lungo il ciglio della strada da un operaio ma all’arrivo dei soccorsi era gia’ deceduto. Burghardt, assistito dall’avvocato Saverio Megna, e’ ora agli arresti domiciliari presso la casa dei genitori e ha ammesso da subito le sue responsabilita’ in relazione al decesso del 35enne residente a Pagnona, dove vi era arrivato da una settimana dopo una vita spesa in Germania.
I familiari della vittima avevano preso molto male la decisione del Gip Gianmarco De Vincenti di concedere i domiciliari: "Sconvolgente e scandalosa" definiscono ancor oggi la decisione. L’ex poliziotto davanti al Gip si era detto ’disperato’ per l’accaduto chiedendo ’perdono a tutti’". Ma per i familiari della vittima l’invocazione di perdono non basta e attraverso il loro legale di fiducia, l’avvocato Menarini di Lecco, fanno sapere che daranno battaglia affinche’ venga rivisto il provvedimento di scarcerazione. "E’ vergognoso - spiegano i famigliari di Taddeo - che l’assassino sia stato messo fuori ancor prima che venissero fissati i funerali di Mario".


IL GAZZETTINO (Padova)
ESTE
In Italia con un permesso turistico era ospite di una connazionale e doveva prendere l’aereo per rientrare. Ma ha cominciato a dare fastidio e la ragazza ha chiamato soccorso 

Russo ubriaco rifila un "diretto" al carabiniere
 

Il militare colto di sorpresa mentre si avvicinava per chiedere i documenti. Arrestato e portato in carcere per lesioni e resistenza
Se la ricorderà per un pezzo questa vacanza atestina il cittadino russo che, l’altra notte, ha voluto dare l’addio al Belpaese prendendo a cazzotti un carabiniere e finendo direttamente in carcere.
Il fatto è avvenuto verso l’una della notte fra martedì e mercoledì, quando il giovane russo si è preso una bella sbornia ed ha costretto la sua ospite a chiedere soccorso ai militari per evitare guai peggiori. Alexi Kamin, 30 anni, era in Italia con un permesso turistico perfettamente in regola ed avrebbe dovuto tornare a casa entro pochi giorni, tanto che aveva già la valigia ed il biglietto aereo pronti. Stava a casa di una connazionale, della quale non sono state rese note le generalità, ma l’altra sera deve aver alzato un po’ troppo il gomito, perché la donna si è recata nella stazione di via San Martino per segnalare che il suo amico stava creando qualche problema di troppo. Contemporaneamente era giunta ai militari una segnalazione su di una valigia sospetta abbandonata in vicolo Marconi, proprio a due passi dalla piazza Maggiore. Si trattava probabilmente del bagaglio dell’uomo, che forse se ne stava andando dall’abitazione dell’amica.
Sul posto è giunta in breve un’auto del Radiomobile atestino, dalla quale sono scesi due carabinieri, che hanno trovato anche il russo ubriaco. Il turista, che era parecchio agitato ancor prima dell’arrivo della pattuglia, ha iniziato a dare in escandescenze e quando uno dei due rappresentanti dell’Arma si è avvicinato gli ha rifilato un pugno al volto, colpendolo con forza al mento. L’altro carabiniere è accorso per dare man forte ed in breve l’uomo, ancora imbufalito, è stato preso e portato in caserma. Arrestato, è stato subito trasferito nel carcere Due palazzi di Padova, dove è tuttora custodito in attesa di novità sul suo caso con l’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il carabiniere colpito presenta una contusione alla mandibola, ma non ci sono tagli profondi, né fratture e quindi se la caverà in una decina di giorni.
Ferdinando Garavello


IL GAZZETTINO (Padova)
AL BINGO ALL’ARCELLA

Romena picchiata e rapinata

Una romena venticinquenne è stata picchiata e rapinata l’altra notte mentre si trovava nella sala Bingo di via Tiziano Aspetti. Pochi minuti prima delle quattro, l’immigrata si è recata in bagno e quando è tornata al tavolo ha scoperto che le era stata rubata la borsa dentro la quale c’erano 140 euro vinti giocando. La donna si è guardata attorno e ha puntato le sue attenzioni nei confronti di un maghrebino, ritenendolo il responsabile del furto. Così la giovane si è avvicinata allo straniero che per tutta risposta l’ha malmenata e poi è fuggito. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Del bandito nessuna traccia mentre la vittima è stata portata al pronto soccorso dove i medici le hanno riscontrato escoriazioni al corpo giudicate guaribili in alcuni giorni. La donna era in stato di ebbrezza alcolica.


LA SICILIA
In breve 

Salvatore Di Dio, 24 anni di Caltagirone, già conosciuto dalle forze dell’ordine, è stato arrestato dai carabinieri di Mazzarrone con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale per avere inveito contro i militari dell’Arma, che erano intervenuti per cercare di riportarlo alla ragione.
Infatti, secondo la ricostruzione dell’episodio compiuta dai carabinieri, il giovane, in evidente stato di ebbrezza, aveva aggredito i propri familiari (ancora da chiarire con esattezza i motivi del suo comportamento, probabilmente riconducibili alle sue condizioni psico-fisiche), nel centro abitato di Mazzarrone e non si era fermato neanche dopo l’arrivo sul posto della polizia municipale. I vigili urbani hanno, pertanto, avvertito i carabinieri.
Quando sono giunti i militari dell’Arma della locale stazione, Di Dio ha spintonato uno di loro, aggrappandosi poi a una vettura posteggiata lì vicino per evitare di essere caricato sulla macchina dei militari. Questa «manovra» è servita soltanto a ritardare di qualche minuto l’arresto, ma non certo a impedirlo.
Per il ventiquattrenne calatino (condotto prima in caserma) si sono, quindi, aperte le porte della casa circondariale di contrada Noce, dove il giovane - difeso dall’avv. Francesco Bellino - è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per le formalità del caso.
M. M.


IL GIORNALE DI VICENZA
Tentato omicidio in v.della Pace «Mi avevano accerchiato»

In auto contro due americani L’albanese resta in carcere

(d. n.) «Volevo scappare, mi avevano accerchiato. Ho fatto delle schinche, mi sono reso conto di averne colpito uno di striscio ma non mi sono fermato. In primo luogo perché erano in dieci e temevo che mi menassero, in secondo perché c’erano gli altri a soccorrerlo».
Si è difeso Ervin Kaja, il giovane albanese in carcere da sabato sera con l’accusa di tentato omicidio nei confronti dei due militari americani John Ruescher, 19 anni, e Michael Johnson, 25. Le sue parole però non hanno convinto del tutto il giudice che ha emesso nei suoi confronti, anche perché clandestino, un’ordinanza di custodia in carcere. L’episodio era avvenuto verso le 5 di sabato in viale della Pace, fra il parcheggio davanti al bar “Colorado” (che è del tutto estraneo ai fatti) e un vicino distributore di benzina.
Come ha spiegato davanti al gip Pesenti, Kaja (assistito dagli avv. Paolo Mele senior e Andrea Balbo) era andato a prendere la fidanzata, una giovane romena che lavora come ballerina di lap dance in un locale della zona. Probabilmente c’erano stati degli attriti con gli americani che avevano importunato la ragazza. «Ero sulla Volvo e con me c’era la ragazza - ha detto l’albanese - Un americano si è avvicinato, io ho abbassato il finestrino e lui mi ha detto qualcosa nella sua lingua. Non ho capito nulla e sono partito fermandomi al distributore, quando sono stato circondato da una decina di americani. Questi ultimi mi hanno battuto sulla macchina, mi hanno rotto lo specchietto retrovisore. Ho cercato di scappare, è stato in questo momento che ho investito uno di loro».
La ricostruzione dei carabinieri della Setaf (fra l’altro Kaja, come del resto gli altri, avrebbe esagerato quella notte con l’alcol) è però diversa. L’albanese, che vive a Zimella (Verona) dove è stato rintracciato grazie al numero di targa preso da una guardia giurata, e poi arrestato, avrebbe centrato volontariamente gli americani dopo una discussione.


IL DENARO
Usa, l’etanolo è l’arma di Bush contro lo smog
 

La politica energetica Usa sarà ancora una volta al centro del discorso sullo stato dell’Unione che il presidente George W. Bush terrà davanti al Congresso il prossimo 23 gennaio. Fonti vicine alla Casa Bianca riferiscono che stavolta Bush affronterà il problema del surriscaldamento del clima e chiederà un forte aumento dell’uso dell’etanolo. (*) Secondo le fonti, Bush proporrà che fino al 2030 la benzina sia miscelata con oltre 60 miliardi di galloni (227 miliardi di litri) di etanolo, un alcol etilico che in molti Paesi, come il Brasile, viene ricavato dalla canna da zucchero e usato come combustibile per autotrazione. La proposta di Bush comporterebbe un forte incremento rispetto a quanto previsto fino al 2012 dall’attuale normativa Usa, che consente di miscelare alla benzina 7,5 miliardi di galloni di alcol etilico.
(*) Nota: se tutto l’alcol invece di essere bevuto fosse utilizzato per autotrazione, sarebbe economicamente conveniente. Anche se fosse ricavato dalla distillazione di costosi alcolici.


TGCOM
Lohan,ricovero per disintossicarsi L’attrice: "Lo faccio per la mia salute"

Dopo aver fatto bisboccia con Paris Hilton e Britney Spears e aver collezionato figuracce in quasi tutti locali di Los Angeles, Linsday Lohan ha deciso di darsi una regolata ed è entrata in una clinica per disintossicarsi dall’alcol. "L’ho deciso per prendermi cura della mia salute" ha spiegato la ventenne attrice tramite il portavoce. "Apprezzo molto gli auguri di tutti, ma vi prego di rispettare la mia privacy".
Stando a quanto riporta "People", la Lohan avrebbe finalmente deciso di tornare in carreggiata. "Sarebbe in uno stato mentale positivo e determinata a cambiare" dice il magazine.
Già in dicembre la sua portavoce, Leslie Sloane Zelnik, aveva svelato che la Lohan da un anno stava frequentando gli Alcolisti Anonimi per fronteggiare qualche problemino con i superalcolici. Chi la conosce sostiene anche che, dalla notte di Capodanno (trascorsa a Miami), la bella Linsday non aveva smesso di festeggiare. Le dichiarazioni dell’attrice in proposito però erano state altalenanti. In novembre aveva negato di essere una "party-girl", protestando con Oprah Winfrey che la intervistava. "E’ forse un crimine divertirsi con gli amici?" si era chiesta.
In estate il primo ricovero dell’attrice, durante le riprese del film "Georgia Rule", ufficialmente dovuto a un colpo di calore e alla disidratazione. Qualche settimana fa la nuova corsa in ospedale, per un attacco di appendicite. Il terzo ricovero oggi, dopo l’ennesimo bagno d’alcol e la paura di non riuscire più a dire basta.


LA NAZIONE
GUIDAVA in stato di ebbrezza, Z.J. 38 anni, originario della ex Jugoslavia, e fu fermato dalle forze...

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
Camion sui binari a Grumo: « Alcol nel sangue dell’autista »

IL TIRRENO
SENIGALLIA - Denunce penali per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sosta...

IL GIORNO
Guidi ubriaco? Rischi la vita

L’ADIGE
Tornare a vivere dopo l’alcol I l mio nome è Riccardo e sono un alcolista sobrio, ho raggiunto con l’aiuto di Dio e degli Alcolisti anonimi, giorno per giorno, 20 anni di astinenza


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Venerdì, 19 Gennaio 2007
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