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Rassegna stampa Alcol e guida del 22 dicembre 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DALL’ARCAT PIEMONTE

Emendamenti alla proposta di Piano Socio-Sanitario Regionale 2006-2010

Premessa

L’ARCAT (Associazione Regionale Club degli Alcolisti in Trattamento) del Piemonte condivide pienamente il concetto di “salute come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale dell’individuo e della comunità” che apre la premessa alla “Proposta di Piano socio-sanitario regionale 2006-2010”.

Tale enunciazione è il principio fondante della metodologia Ideata dal prof. Vladimir Hudolin (eminente medico-psichiatra croato) che trova pratica applicazione nei Club degli Alcolisti in Trattamento (CAT) nati a Zagabria nel 1964, esportati in Italia nel 1979 e dal 1968 attivi anche in Piemonte, con l’apertura del primo CAT (anche comunità multifamigliare) a Chieri (TO), e che oggi conta 180 Club sul territorio regionale aderenti all’Associazione ARCAT Piemonte. Ad ottobre 2006, i Club degli Alcolisti in Trattamento, risultavano presenti in 29 paesi nel mondo.

Il concetto di salute che sta alla base del metodo Hudolin trova piena affinità soprattutto al capitolo 3 della bozza di PSSR 2006-2010: “promozione della salute e prevenzione”. Infatti affinchè si raggiunga il completo benessere fisico, psichico e sociale delle persone è necessario attivare iniziative atte a prevenire i rischi di malattia ed aumentare le probabilità di salute.

L’attività di promozione della salute è elemento essenziale del lavoro metodologico dei Club che settimanalmente riuniscono le famiglie (massimo 12 per Club) per affrontare i problemi alcol-correlati interpretando il comportamento di consumo di sostanze alcoliche non come malattia ma come stile di vita e di personale rapporto con la sostanza alcolica che mette a rischio la salute proponendo alle persone un cammino che metta al primo posto non la sostanza ma l’individuo e il suo rapporto con l’ambiente che lo circonda.

Il rapporto Roques del 1998 (che compara i fattori di pericolosità delle diverse droghe) colloca l’alcol tra quelle con:

– molto forte dipendenza fisica;

– molto forte dipendenza psichica;

– forte neurotossicità;

– forte tossicità generale;

– forte pericolosità sociale.

Per quanto attiene, dunque, ai problemi alcol-correlati specificatamente trattati al punto 4.5.3.5. “Patologie delle dipendenze”: si concorda sull’analisi delle “criticità” ed in particolare:

• Vi è scarsa consapevolezza sul fatto che spendere nella prevenzione e nel contrasto alle dipendenze conviene alla collettività ed alla sanità perché contribuisce ad evitare o contenere i costi sociali ed economici che le dipendenze determinano.

• I Servizi pubblici e privati sono prevalentemente orientati ad occuparsi dei problemi in proporzione all’allarme sociale suscitato piuttosto che alla loro rilevanza in termini di salute individuale e pubblica.

Nel settembre 2006 la Commissione Europea alla Salute del W.H.O. in preparazione della prima strategia europea sull’alcol (di imminente emanazione) è addivenuta, tra le altre, alle seguenti conclusioni:

conclusione 4: i costi tangibili riferiti al consumo di alcol sono stati stimati in 125 miliardi di euro nel 2003 e di questi circa 59 miliardi di euro riguardano la perdita di produttività derivante da assenteismo, disoccupazione e anni di lavoro persi a causa di morte prematura;

conclusione 5: i costi tangibili dell’alcol (che descrivono il valore che le persone attribuiscono alla sofferenza e alla morte) all’interno dell’Unione Europea sono stati stimati in 270 miliardi di euro nel 2003;

conclusione 9: l’alcol è un determinante di salute, responsabile del 7,4% di tutte le disabilità e delle morti premature nell’Unione Europea (almeno 195.000 morti ogni anno);

conclusione 10: l’alcol a causa di danni provocati ad altre persone diverse dai “bevitori”, che comprendono

circa 60.000 nascite sottopeso, dai 5 ai 9 milioni di bambini che vivono in famiglie con problemi alcolcorrelati e 10.000 morti per incidenti stradali (persone non alla guida).

È da notare che, in talune aree del territorio, la collaborazione tra i Servizi pubblici ed in particolare i SerT e i Servizi di Alcologia e l’associazionismo (nella necessaria distinzione di ruoli e metodologia di approccio ai problemi alcolcorrelati) è affidata alla particolare sensibilizzazione dei singoli operatori più che ad una estesa e convinta opportunità di intervento sinergico da mettere a disposizione della salute della comunità territoriale.

In considerazione di questa ultima analisi si concorda sulle “Strategie generali di sviluppo” e sulle linee di sviluppo individuate soprattutto laddove si scrive: …in considerazione dell’ampia diffusione dei disturbi della patologia delle dipendenze … si dovrà intervenire anche con:

• la promozione degli interventi basati su rapporti di mutuo-aiuto (per noi leggi comunità multifamigliari)

e sul coinvolgimento delle famiglie; questi interventi coinvolgono i genitori come risorsa per i propri figli e li rendono al tempo stesso risorsa per altri genitori con il medesimo problema.

A livello regionale si concorda con la strategia che prevede:

• la costituzione di un tavolo tecnico di coordinamento regionale, con esperti di patologia delle dipendenze del settore pubblico e del privato sociale, al fine di rendere partecipata e diffusa l’attuazione del presente piano;

• la promozione di una serie di iniziative di comunicazione sanitaria volte alla divulgazione di informazioni corrette sul fenomeno, fondate su criteri scientifici, alla popolazione generale, ai media ed ai decisori.

Per quanto riguarda quest’ultima parte si auspica un maggior coordinamento tra decisori al fine di predisporre materiali univoci e con maggiore attenzione all’utilizzo delle risorse evitando sprechi e sovrapposizioni di iniziative e risorse.

Si porta all’attenzione quanto elaborato a livello europeo del “Freamwork for Alcohol Policy” (W.H.O. 2006) nel quale si afferma quanto di seguito (estratto dagli artt: 52, 53 e 54):

– per ridurre i problemi alcolcorrelati vi sono misure veramente efficaci amche se possono risultare impopolari ma che bisogna avere il coraggio politico di mettere in atto; ad esempio l’aumento delle imposte sulle bevande alcoliche che farà aumentare il prezzo finale (e questo, sappiamo, scoraggia i consumi);

– rigorosi controlli di polizia sui locali muniti di licenza di vendita (per evitare che vengano ven

dute bevande alcoliche ai minori di 16 anni o a chi è già alterato dall’alcol) sono più efficaci delle campagne di informazione destinate agli stessi gestori dei locali di vendita;

– riduzione della disponibilità delle bevande alcoliche ai giovani anche attraverso la riduzione degli orari di apertura e vendita dei locali, evitando che gli stessi raggiungano una densità eccessiva nei centri storici, ed impedendo in certi orari la vendita da asporto che viene spesso praticata da maggiorenni a favore di minorenni;

– le campagne di educazione, soprattutto rivolte solo ai giovani, hanno dimostrato di avere scarso successo. Anche quelle condotte nelle scuole sono state deludenti, salvo quando vengono

coinvolti anche i genitori. Infatti, quando si riesce ad illustrare ai genitori i fattori di rischio e la loro influenza sulla protezione della salute, essi capiscono che devono diventare supporto per i ragazzi e capiscono la necessità di imporre limiti ai propri figli.

In conclusione si evidenzia la necessità di un intervento sulla cultura del bere alcolico personale e della comunità come comportamento a rischio di malattia e non come malattia esso stesso e da produrre con strumenti quali quelli evidenziati e presenti nel Piano socio-sanitario regionale e nella bozza di Piano Nazionale Alcol e Salute (del Ministero della Salute): “… nel nostro Paese il sistema di prevenzione ed assistenza è ancora lontano dal far fronte ai bisogni. Per quanto attiene il solo aspetto socio-sanitario, ad esempio, il ruolo svolto dalle associazioni del volontariato nella disassuefazione dell’alcolismo appare ancora in molte Regioni sostitutivo del ruolo del servizio pubblico, e non, come sarebbe auspicabile, di collaborazione sul piano della prevenzione e riabilitazione…”.

Alla luce di quanto sopra si propone che il redigendo PSSR 2006-2010 dia indirizzi per:

• la definizione di una strategia di contrasto alle malattie e per la promozione della salute con una integrazione ed una collaborazione tra Servizi ed associazionismo volontario;

• la costituzione di una consulta regionale (come articolazione regionale della Consulta Nazionale

Alcol, recentemente insediata in ottemperanza della Legge quadro sull’alcol nº 125 del 2000) sui problemi alcol-correlati di cui facciano parte tutti i soggetti pubblici e privati che sulla base di risultati scientifici e su quelli metodologici sperimentati nei gruppi di auto-mutuo-aiuto e delle comunità multifamigliari.

Scopo della Consulta dovrà essere quello di mettere in comunicazione i vari soggetti che operano sul disagio alcol-correlato al fine di elaborare una strategia comune valida per l’intero territorio piemontese e che orienti il proprio lavoro a partire dai risultati e dai suggerimenti elaborati dalla Consulta Nazionale sull’alcol.

• l’attivazione di un sistema informativo sull’alcol in grado di rilevare l’entità del fenomeno ed evidenziare i risultati raggiunti nel campo del trattamento dei problemi alcolcorrelati.

A titolo informativo si rende noto che dal 2005 è in atto una collaborazione tra l’AICAT (Associazione Nazionale Club Alcolisti in Trattamento) e il CNR di Pisa per l’immissione e la lettura dei dati relativi ai circa 2100 Club esistenti sul territorio nazionale. Il primo rapporto di ricerca AICAT-CNR (presentato a Pisa il 4 dicembre 2006) ha evidenziato come il censimento delle famiglie frequentanti i CAT italiani, rappresenti il 10% del totale dei dati alcologici in possesso del Ministero della Salute costituendo un notevole patrimonio di ricerca e valutazione sui trattamenti dei problemi alcolcorrelati e per l’elaborazione di strategie nazionali, regionali e locali per la riduzione dei problemi alcolcorrelati nella comunità territoriale.

• Elaborazione di strategie di contrasto del disagio alcol-correlato e in applicazione delle risoluzioni dell’OMS e della Commissione Europea sull’Alcol che indirizzino ad una considerevole diminuzione del consumo di alcol come favorevole condizione alla diminuzione del danno alla salute della comunità.

Un recente studio multicentrico condotto da ricercatori tedeschi, inglesi, svizzeri e italiani ha dimostrato che più a lungo si rimane astinenti, o meglio ancora astemi, più il cervello mantiene integre le sue funzioni ed in grado di migliorare le sue performance.

Le strategie dovrebbero, in particolare, essere indirizzate:

1. al mondo del lavoro: per esempio con l’approvazione dei provvedimenti della Conferenza permanente Stato-Regioni e provincie autonome in materia di “attività lavorative a rischio, divieto di assunzione e di somministrazioni di bevande alcoliche e superalcoliche” della Lg. 30 marzo 2001 nº 125 “Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati”all’Art. 15 (disposizioni per la sicurezza sul lavoro) e quindi dando seguito alle specifiche funzioni di vigilanza di competenza delle ASL territoriali;

2. al mondo della scuola: sollecitando iniziative di promozione della salute che vedano coinvolti

i ragazzi, i genitori e gli insegnanti, con metodologie scientificamente validate, quali quelle elaborate dallo studio EU-DAP (European Drug Addiction Prevention trial), finanziato dalla Commissione Europea (European Public Health programme 2002), che ha come obiettivo di confrontare l’efficacia di diversi interventi a base scolastica che si effettuano in Europa, al fine di validarli con l’evidenza scientifica;

3. alla sicurezza stradale: elaborando progetti di collaborazione tra i Servizi di Alcologia, le Associazioni di volontariato del settore e le forze dell’ordine, per ridurre il consumo di alcol alla guida, con interventi di controllo ma anche di educazione, non escludendo il coinvolgimento delle scuole guida.

L’A.R.C.A.T. Piemonte coglie l’occasione per ribadire la propria disponibilità a collaborare con l’Assessorato Tutela Salute e Sanità della Regione Piemonte, nelle attività che consentiranno di rendere operativi gli indirizzi che saranno definiti dal prossimo P.S.S.R.

Il Presidente ARCAT Piemonte

Roberto Graffieti


 
ADNKRONOS

Questo il bilancio di una tragica sciagura verificatosi questa notte lungo la corsia nord

Incidenti, Autobrennero: tre feriti gravi

Un furgone ha centrato in piena velocita’ l’auto, mandandola a cozzare violentemente contro l’Alfa

Trento, 22 dic. - (Adnkronos) - Tre ragazzi in condizioni disperate ed altre tre persone ferite piu’ leggermente costituiscono il bilancio di un tragico incidente verificatosi questa notte lungo la corsia nord dell’autostrada del Brennero, all’altezza di Nogaredo. Un’Alfa con tre ragazzi a bordo stata e’ costretta a fermarsi lungo la corsia di emergenza perché aveva esaurito il gasolio; una Bmw con a bordo due amici ha allora raggiunto il distributore per riempire una tanica e rifornire l’auto rimasta in sosta; quindi, ha fatto ritorno dagli amici per risolvere il problema.

Mentre i cinque ragazzi stavano riempiendo il serbatoio, un furgone, senza neppure accennare ad una frenata, ha centrato in piena velocita’ la Bmw, mandandola a cozzare violentemente contro l’Alfa. I giovani si trovavano in mezzo. Una 20enne di Laives, in provincia di Bolzano, e una 32enne di Bolzano sono state trasportate a Verona e sono giudicate in condizioni disperate; il fratello di una di loro e’ invece ricoverato all’ospedale di Rovereto ed e’ anch’egli in prognosi riservata. Feriti in maniera meno grave altri due fratelli Laives. Ricoverato anche il conducente del furgone, un 44enne, che sarebbe risultato positivo all’alcol test.


TGCOM

Trento, grave incidente sull’A22

Ubriaco investe giovani: 3 sono gravi

Tre persone sono in condizioni disperate e altrettante sono rimaste leggermente ferite per un tragico incidente verificatosi sull’autostrada del Brennero, all’altezza di Nogaredo. Un furgone ha centrato in pieno una Bmw sulla corsia dell’emergenza, ferma per aiutare un’Audi priva di gasolio. A farne le spese sono stati tre giovani. L’autista del furgone sarebbe risultato positivo al test dell’alcol.


LA PADANIA

Cremona, il romeno ubriaco aveva anche danneggiato due volanti. «A Natale lui festeggerà, mentre i nostri dovranno curarsi le ferite»

Picchia due agenti: libero. Insorge il sindacato di Polizia

Era il 17 dicembre scorso. Un romeno, 38 anni, regolare permesso di soggiorno in Italia, dà in escandescenza. Spacca due auto della polizia e manda 2 agenti in ospedale. Ora, giudicato, ha patteggiato 12 mesi di reclusione ma, per pena sospesa, è ridiventato immediatamente libero come l’aria. Solo che adesso a insorgere non sono più solo i cittadini di fronte a un caso come questo. È la stessa polizia.

Il Lisipo, infatti, Libero sindacato di polizia, si dice indignato e ha diramato tanto di comunicato stampa per esprimere pubblicamente tutta la rabbia per l’ennesimo caso del genere. Ma ecco cosa è successo non trascurando nessun dettaglio, perché i fatti sono quantomeno inquietanti. L’uomo si trova alle 3 di notte del 17 dicembre in un bar in posizione semicentrale a Cremona. Beve senza tregua. E, come da copione, dopo diversi bicchieri di troppo inizia a dare in escandescenze. Importuna un po’ tutti nel locale. Il proprietario del bar lo sopporta per qualche minuto. Poi teme per la sicurezza dei presenti e, senza farsi vedere troppo, allerta il 113. Non si fanno attendere le forze dell’ordine. Sul posto, pochi minuti dopo, arrivano due pattuglie della volante. I 4 poliziotti credono di andare ad incontrare il solito avvinazzato. Sono ben corazzati e altrettanto preparati. Invece si trovano di fronte a una furia. Quando li vede, infatti, il trentottenne Adrian Livio Tabacelea diventa una furia sotto gli occhi atterriti dei clienti del bar ma anche degli stessi agenti che tentano ogni carta per cercare di immobilizzarlo nel più breve tempo possibile ma con grave rischio personale.

L’uomo, infatti, continua a sferrare calci e pugni. Viene, comunque, bloccato una prima volta e condotto fuori dal locale. Ma non finisce qui. Appena fuori il romeno si scaglia contro le due autovetture guidate dagli agenti. Distrugge letteralmente i vetri e fa gravi danni alla carrozzeria della Fiat Marea. Non contento, caricato sull’altra Marea rompe uno dei finestrini tentando di lanciarsi dall’auto in corsa. Alla fine la follia arriva in questura. L’uomo, un po’ meno in forze, viene dichiarato in arresto ma due degli agenti intervenuti devono ricorrere alle cure del pronto soccorso. L’arresto è per lesioni, resistenza e ingiurie a pubblico ufficiale oltre a danneggiamento aggravato in continuazione. Uno degli agenti, contemporaneamente, rimedierà ferite guaribili in 7 giorni, l’altro in 15 giorni. Non cosa da nulla, insomma. Adesso l’uomo è finito in tribunale ma qui, appunto, i 12 mesi diventano pena sospesa, chiaramente per precedenti non presenti. E così il romeno gira a piede libero, continua a muoversi tranquillamente per le vie di Cremona o di dove vuole. Ma stavolta più che la gente, probabilmente ormai abituata a quanto accade, ad insorgere pesantemente ci ha pensato il Lisipo. Che sul risvolto giudiziario della vicenda si dice assolutamente indignato. «Mentre lui festeggerà il Natale con i suoi cari - questo il comunicato ufficiale del sindacato - sulla scorta della promessa di sottoporsi a terapie contro i problemi di etilismo, i nostri colleghi dovranno curarsi le ferite a loro spese. Per loro, sotto l’albero di Natale l’amara considerazione che per chi rischia la vita quotidianamente per la sicurezza della città non vi è neanche la soddisfazione di veder irrogate pene esemplari». Parole durissime, dunque. Senza sconti, certamente dopo aver mandato giù rospi a volontà, spettatori di esempi del genere a gogò. Ma il Lisipo di Cremona si chiede anche: «Chi risarcirà i danni all’amministrazione? Chi risarcirà i danni fisici e morali dei colleghi feriti? Nessuno. Perché la persona in questione per ora ha soddisfatto il suo debito con la giustizia. Per gli altri colleghi che lavoreranno a Natale, invece, la certezza di dover far servizio senza le due Fiat Marea semiblindate, che per ora restano inutilizzabili rinunciando, perciò, alla già scarna sicurezza, visto il parco auto per noi carente e vetusto». E così siamo giunti al capolinea: dove, ormai, persino chi permette di esercitare la giustizia si lamenta della giustizia. E allora il dubbio diventa pesante: sarà davvero giusta questa giustizia?

Fla.Ma.


IL TEMPO

I carabinieri del Radiomobile sono accorsi in via A.

Acetosa Ostiense dove una giovane donna, in preda a una violenta crisi depressiva, dopo aver ingerito barbiturici e alcool, si era barricata in casa con propositi suicidi. I militari dopo aver tentato di persuaderla, sono riusciti a entrare in casa abbattendo a spallate la porta. La donna ha poi cercato con un lungo coltello da cucina di infliggersi ferite mortali all’addome, ma è stata fermata.


ASAPS

Stati Uniti

Merry Christmas, ma occhio all’abuso di alcolici, non solo sulla strada

Gli esperti americani si mobilitano per prevenire le conseguenze delle sbronze, anche quelle passive

Le istruzioni per l’uso

WASHINGTON (USA), 22 dicembre 2006 – Avreste mai creduto che il Natale fa male? Gli addobbi natalizi, i tanti alberelli illuminati nelle case con luci che si tramandano da un anno all’altro, magari riposte in scantinati umidi, pronte ad incendiarsi, sono una delle insidie più letali, insieme all’alcol, che incide pesantemente sul PIL americano per i suoi effetti nefasti sull’organismo umano e sulla strada. Lo rivelano gli esperti statunitensi dell’ACEP, l’American College of Emergency Physicians, e dell’NHTSA, LA National Highway Traffic Safety Administration, in due studi diversi, ripresi in questi giorni da tutta la stampa a stelle e strisce, conscia che non c’è solo la guerra in Iraq a mettere a dura prova un’intera generazione di giovani.

Il Natale, negli States, è una festa molto sentita: si cerca ovunque di ricreare l’atmosfera giusta, e anche se a New York non si è ancora vista Lady Snow, sulle strade della Grande Mela c’è un gran viavai di slitte e renne.

L’invito dell’ACEP e della NHTSA, però, è quello fare molta attenzione e di seguire alcune importanti regole di sopravvivenza, riassunte in un decalogo. “Il Natale – ha detto il dottor Brian Keaton dell’ACEP – è uno dei periodi dell’anno in cui c’è maggior movimento, pieno com’è di attività sociali e di tradizioni rigidamente rispettate. Per poter fare tutto, la gente presta meno attenzione alle più elementari norme di sicurezza, ed il numero di incidenti si moltiplica”.

Tanto per fare un esempio, è già stato calcolato che in Florida non meno di 12mila persone dovranno ricorrere al pronto soccorso per le conseguenze di cadute, tagli, folgorazioni e ustioni.

Proprio queste due ultime fattispecie di patologie traumatiche, sono quelle che maggiormente destano preoccupazione, e sono provocate perlopiù dagli addobbi per l’albero di natale o per gli esterni delle abitazioni.

Ma non sfugge, ed anzi preoccupa, la piaga dell’alcol, destinata nel periodo natalizio a farsi più pericolosa, sia per le conseguenze sul copro umano dell’etilismo, che per gli effetti (devastanti) da sbronza passiva.

Con questo termine, intendiamo quei casi nei quali a pagare, spesso duramente, non è colui che beve, ma bensì chi si trova sulla sua strada.

La NHTSA, l’agenzia federale che si occupa di sicurezza stradale negli Usa, ha infatti rivelato che durante il Natale 2004, oltre mille persone sono rimaste uccise in incidenti stradali provocati da conducenti in stato di ebbrezza, con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. Per far fronte all’emergenza, tutte le polizie di stato sono state allertate per incrementare i controlli, ma ci sono luoghi nei quali l’etilometro nulla può: luoghi lontani dalle strade, dove l’uso di alcol diventa abuso, con le ovvie conseguenze sulla salute dei bevitori.

“I casi di lesioni fortuite legate all’assunzione di alcol – ha detto la dottoressa Luisa Lopez-Luciano, primario del pronto soccorso di Homestead (Florida) – sono tantissimi: si va dalla semplice distorsione della caviglia, a ferite al viso o alla testa, per arrivare a patologie da etilismo acuto che in certe circostanze possono produrre una serie di eventi assurdi, anche letali”.

Così, gli americani dell’ACEP e dell’NHTSA hanno creato un vero e proprio formulario comportamentale, che noi riproponiamo in forma integrale:

•Non bere e comunque farlo con moderazione;

•Non guidare mai dopo aver toccato alcolici: se proprio non si vuol fare a meno di bere, designare un autista che resti sobrio;

•Usare sempre le cinture di sicurezza;

•Prestare sempre la massima attenzione quando in casa ci sono candele accese;

•Revisionare le luci decorative, assicurarsi che siano in ottimo stato e comunque spegnerle sempre prima di andare a letto.

Come si vede, anche il Natale ha le sue insidie. Noi, dal canto nostro, raccomandiamo a tutti di andare piano, sempre. Anche l’ultimo dell’anno…


STAR CONTROLLER

Vodka e lapdance, per un Natale da star

Le stelle ci guardano. Anzi di più: pensano a noi.

Ma come può una diva aiutare un comune mortale?

E’ semplice, basta elargire qualche prezioso consiglio, e in un attimo sollevare le sorti di milioni di grame esistenze.

Un esempio? Presto fatto. L’attività fisica è il vostro cruccio? Non riuscite a occuparvi dei vostri addominali come dovreste? Dimenticate squallide sessioni in palestra e sfiancanti corse nel parco. La soluzione per tutti voi ce l’ha Kate Hudson.

L’attrice, dalle pagine di Cosmopolitan, ha consigliato ad ogni donna di praticare la lapdance. “E’ fondamentale per la vostra autostima - ha spiegato la protagonista di You, Me and Dupree - ogni donna dovrebbe prendere lezioni e così si renderebbe conto che la lap dance è una di quelle cose che non sai di saper fare finché non provi. Quando la pratichi ami di più la vita”

Kate sostiene di aver sviluppato muscoli in luoghi insospettabili e pare che la disciplina abbia conquistato molte altre giovani leve dello spettacolo, a cominciare dal trio delle meraviglie Lindsay Lohan, Britney Spears e Paris Hilton.

Questo è solo il primo dei consigli, ma c’è ben altro. Il vostro problema è il peso? Non sapete come eliminare gli antiestetici rotolini? Date retta a Sienna Miller.

La giovane attrice, per interpretare la parte della musa di Andy Warhol Edie Sedgwick nel film Factory Girl aveva esigenza di diventare ancora più magra di quello che è. Come avrà fatto? Sienna è buona, e ha deciso di non tenere solo per sé questo fantastico segreto: ha sostituito il vino con la vodka, perché contiene meno calorie.

Capito? Era semplicissimo. Anni e anni sprecati a consumare inutilmente cespi interi di insalata, riempirsi di yogurt e fare incetta di prodotti light. La soluzione ai vostri problemi di linea stava nel frigobar. E in fondo, anche se non perderete peso, quando sarete ubriachi di vodka dalla mattina alla sera ve ne importerà ben poco.

Ma i consigli non sono finiti e ce ne sono anche per il Natale.

Ci pensa sua maestà delle feste Britney Spears, colei che non la smette mai di impazzare.

Fresca dello strip al club 40 Deuce - dove è stata trascinata giù dal palco due volte dal club manager dopo essersi slacciata il reggiseno - ha permesso alle telecamere di introdursi in casa sua per svelare il segreto del suo albero di Natale. Brtiney lo decora con delle boccette del suo profumo e sostiene che si tratta di un modo estremamente sexy di decorarlo. Se eravate ancora fermi alle palle di Natale ora sapete come porre rimedio.


 

TGCOM GOSSIP

UNA SETTIMANA DA SOBRIA

Lindsay Lohan ha tagliato un bel traguardo riuscendo a non toccare l’alcol per sette giorni interi. L’attrice, che di recente ha ammesso la sua dipendenza, aggiungendo di frequentare gli incontri degli Alcolisti anonimi, avrebbe trascorso le sue serate mondane nei locali più chic di Los Angeles bevendo solo analcolici. "E’ un percorso lungo", ha riconosciuto Lindsay, che per prima cosa ha deciso di tagliare i ponti con Paris Hilton, sua "brava" maestra.


IL GIORNALE DI VICENZA

Ubriaco al volante sfreccia sulla s


© asaps.it
Sabato, 23 Dicembre 2006
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