Lunedì 17 Febbraio 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 1 agosto 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

Nota: ogni tanto consentiteci di parlare un po’ di noi.

Il “nostro” bravissimo Eugenio, che da qualche mese cura da solo il novanta per cento del lavoro di questa rassegna stampa, grazie alla recente legge sull’indulto oggi è stato scarcerato.
Sono certo che tutti i lettori di questa quotidiana rassegna si uniranno a noi in un ideale abbraccio al caro Eugenio.
Brindiamo insieme, a questo che per noi è un giorno di festa...

...Con l’aranciata, naturalmente!


CORRIERE DELLA SERA

Sarebbero più pericolosi degli spinelli: provocano molti più morti
Parlamento Gb: alcol e sigarette sono droghe
I deputati britannici vorrebbero inserire alcolici e tabacco nella lista degli stupefacenti

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Inserire alcolici e sigarette fra le droghe. È la richiesta rivolta, sulla base del numero delle morti causate da questa sostanze, dal Parlamento britannico in un rapporto sulla politica del governo di Tony Blair sulle tossicodipendenze. Politica che viene bollata come «piena di incongruenze » e «inadeguata a raggiungere gli obiettivi».

RICLASSIFICAZIONE - I parlamentari chiedono una classificazione delle droghe a seconda dei danni che causano. Attualmente sono inserite in liste contrassegnate dalle lettere dell’alfabeto: della lista A fanno parte le sostanze per cui sono previste le sanzioni più pesanti, come l’eroina, mentre la cannabis si trova nella lista C. Alcol e sigarette, secondo il rapporto, dovrebbe essere inserite nell’elenco B, per dare all’opinione pubblica la piena consapevolezza della loro pericolositá e dei danni che causano. (*)


(*) Nota: secondo un sondaggio del Corriere della Sera, tra i (fino ad ora) 12.643 votanti, il 73,28 per cento degli italiani è d’accordo nell’inserire alcol e sigarette tra le sostanze stupefacenti per sottolinearne la pericolosità per la salute (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/07_Luglio/31/alcool.shtml ).

Mi sembra un dato interessante.

Ricordo come, dal punto di vista scientifico, non vi siano dubbi che l’alcol vada inserito tra le droghe più pericolose (http://www.aicat.net/rapporto_del_prof_bernard_roques.htm ).


IL MATTINO

«Alcol e sigarette sono droghe»

Londra. Fumare una sigaretta e bere un gin in un pub inglese? Si può rischiare l’arresto o una multa salata per uso di sostanze stupefacenti. È l’ultima richiesta rivolta, sulla base del numero delle morti causate da questa sostanze, dal Parlamento britannico in un rapporto sulla politica del governo di Tony Blair sulle tossicodipendenze. Insomma, bisogna inserire alcolici e sigarette fra le droghe, secondo i britannici. I parlamentari hanno infatti richiesto una classificazione delle droghe a seconda dei danni che causano. Attualmente sono inserite in liste contrassegnate dalle lettere dell’alfabeto: della lista A fanno parte le sostanze per cui sono previste le sanzioni più pesanti, come l’eroina, mentre la cannabis si trova nella lista C. Alcol e sigarette, secondo il rapporto, dovrebbe essere inserite nell’elenco B, per dare all’opinione pubblica la piena consapevolezza della loro pericolositá e dei danni che causano. La nuova classificazione delle droghe illegali in Gran Bretagna è stata chiesta dalla commissione parlamentare per combattere la recrudescenza delle intossicazioni soprattutto tra i giovani. Secondo i risultati dell’investigazione, l’attuale suddivisione delle droghe nelle tradizionali classi A, B e C non comporta una maggiore consapevolezza dei rischi connessi al loro consumo per la salute umana. L’ex ministro degli interni Charles Clarke aveva ordinato una revisione dei criteri che determinano la pericolosità delle droghe ingerite. Così, l’alcol e il tabacco dovranno essere inclusi tra le sostanze giudicate potenzialmente pericolose. Attualmente, la classe A elenca eroina, cocaina, ecstasy e altri potenti allucinogeni mentre la classe B si riferisce ai barbiturici e la classe C alla marihuana e ad una serie di tranquillanti. L’auspicata inclusione del fumo e degli alcolici servirà - secondo la commissione parlamentare - a distogliere molti giovani dal rischio di un’assuefazione che potrebbe provocare conseguenze catastrofiche a lunga scadenza. Molto più pericolose di quelle provocate dalle droghe leggere La progettata innovazione è stata commentata favorevolmente nei circoli accademici che da tempo hanno registrato la crescente diffusione dell’ubriachezza tra gli studenti di ambo i sessi. L.F.


CORRIERE ROMAGNA (Rimini)

Prima lo uccide poi rifiuta l’alcol test

RIMINI - I suoi familiari hanno scelto una fotografia che lo ritrae con lo sguardo serio e una chitarra in mano. È l’istantanea che più di altre racconta la vita troppo breve di Fabrizio Uras, scooterista non ancora diciannovenne, travolto da un’auto impazzita domenica alle 18 sulla Marecchiese. E adesso, mentre gli amici e la famiglia si stringono nel dolore, si fa strada il terribile sospetto che il conducente di quell’auto, una Mercedes 200, non sia stato sobrio. Alla pattuglia della polizia stradale che ha rilevato il sinistro è sembrato che il conducente, un giovane albanese, fosse alterato da alcol o altre sostanze. Gli hanno chiesto, subito, di eseguire il test con l’etilometro, ma si è rifiutato. Accompagnato in ospedale è stato sottoposto a un prelievo di sangue che accerterà le sue condizioni al momento della tragedia. Solamente quando arriveranno i risultati si sapranno i capi d’imputazione dell’automobilista. Oltre all’omicidio colposo potrebbe essere denunciato per guida in stato di ebbrezza e per il rifiuto di sottoporsi all’alcol test. Nel frattempo i familiari e gli amici ricordano un ragazzo pieno di virtù, che dopo il diploma all’Iti Leonardo da Vinci stava aiutando il padre Nicolino nell’attività di motonoleggiatore a Viserba e Torre Pedrera. Fabrizio tra qualche giorno sarebbe dovuto partire in campeggio con il suo gruppo scout. Quella vacanza è stata rimandata: i suoi compagni non se la sono sentita di partire senza di lui, hanno preferito rimanere a Rimini per portargli un ultimo saluto. Sono scossi, lo ricordano sempre sorridente ad animare i giochi dei bambini più piccoli nel Clan degli scout. Hanno negli occhi le immagini di Fabrizio con la sua chitarra in mano, quella che suonava e che insegnava a suonare agli altri ragazzi della parrocchia, la stessa che stringe in mano nella foto scelta per il manifesto funebre. Il ragazzo sarà seppellito con la divisa da scout, al termine della cerimonia prevista domani alle 16 nella chiesa di San Domenico Savio (Padulli) a San Lorenzo Monte.

Stefania Parmeggiani


CORRIERE ADRIATICO

La polizia ha sottoposto il conducente dell’auto che ha provocato lo scontro all’etilometro

Nepi lascia la moglie Monica e due figli piccoli.

La Jeep a bordo della quale si trovava è volata nella scarpata
Incidente lungo la strada Provinciale Valdaso a causa di un sorpasso azzardato.

Finisce fuori strada, muore giovane di 35 anni

MORESCO - Incidente mortale nel tardo pomeriggio di ieri lungo la strada provinciale Valdaso, all’altezza del Vivaio Lauri. La dinamica, ancora tutta da chiarire, è al vaglio degli inquirenti, in particolare della polizia stradale, intervenuta sul posto.

Per il momento, l’unica certezza è la morte di Giacomo Nepi, restauratore di 35 anni, residente a Porto San Giorgio, insieme a sua moglie Monica e ai suoi due bambini.

L’ultimo compagno di viaggio che gli ha dato l’estremo saluto è stato Tom, il suo cane.

Secondo i testimoni oculari, l’incidente sarebbe stato causato dal conducente di una Volkswagen Passat blu-notte, che ha compiuto un sorpasso a dir poco azzardato su quella maledetta strada provinciale, già teatro di tanti, troppi incidenti anche mortali.

Voleva infilare, in un colpo solo, un trattore, una Fiat Marea rosso bordeaux e tre motorini. Ma non ha fatto bene i suoi conti. Nella direzione opposta sopraggiungeva, infatti, la Jeep con a bordo Giacomo, che non era alla guida del mezzo.

Il conducente della Jeep ha fatto appena in tempo a schivare la Passat, prima di perdere il controllo dell’auto, che ha iniziato a sbandare all’impazzata. Poi l’impatto cruento con la Marea che giungeva nella direzione opposta, lo schianto e poi il volo nella scarpata.

Giacomo, sbalzato fuori dall’auto, ha battuto la testa sul lato frontale e non ce l’ha fatta. A poco è servito l’intervento degli operatori del 118, che hanno tentato un’immediata rianimazione sul posto.

Dopo pochi minuti hanno alzato le mani perché non c’è stato più niente da fare. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale, i Carabinieri di Fermo insieme ai Vigili del Fuoco.

Allertata, l’eliambulazna dall’ospedale regionale di Ancona ha sorvolato il luogo dell’incidente, ma non è atterrata. E comunque, poteva ben poco, a Giacomo non era rimasto molto.

Nel frattempo, è toccato agli agenti della Polizia stradale ricostruire l’intricata vicenda. Già, perché la Passat dopo aver causato l’incidente ha proseguito in direzione Valmir, salvo poi ritornare indietro pochi minuti dopo, in preda all’angoscia, “ad una velocità pazzesca, con le gomme che fischiavano” dice un testimone.

A puntare il dito contro il conducente della Volkswagen, che ha negato fino all’ultimo il suo coinvolgimento nella vicenda, sono stati i tre ragazzini che, a bordo del motorino hanno subito il sorpasso fatale.

 “Era quell’auto, ne sono sicuro - ci spiega uno di loro - ci ha sorpassato e poi ha proseguito dritta, mentre dietro di noi si è alzato un polverone tremendo”. E’ quanto hanno riferito anche i residente del luogo dopo aver visto questa immensa nuvola di polvere. Quando questa si è abbassata, tutto si è fermato. E Giacomo non c’era già più.

Gli agenti, insieme ai soccorritori, sono stati più di tre ore sul luogo dell’incidente per chiarirne la dinamica. Al conducente della Passat, che fino all’ultimo ha negato un suo diretto coinvolgimento, la Polizia stradale ha fatto anche il test dell’etilometro, e sembra che il risultato non sia per nulla rassicurante.

Dopo qualche minuto sono arrivati gli amici del ragazzo, insieme alla moglie disperata. La scena straziante ha commosso i moltissimi curiosi che si sono affacciati sul luogo dell’incidente. Dopo qualche ora Giacomo è stato portato via. Come pure i mezzi incidentati.


CORRIERE ADRIATICO

E’ allarme rosso tra le realtà medio-piccole ci battono solo la Liguria con 225 “crash”ogni 100 chilometri e il Friuli che ne registra 144. La media nazionale viaggia sui 130 sinistri

Ogni 900 metri d’asfalto scatta l’incidente.
Le Marche all’ottavo posto a livello nazionale
Sulle strade di una regione autoscontro

ANCONA - Un incidente ogni 900 metri d’asfalto. Centoundici sinistri ogni 100 chilometri. Più che una regione, un autoscontro. Gli ultimi dati Aci-Istat sono un pallottoliere senza fine: le Marche, con 7556 sinistri all’anno, sono all’ottavo posto nella classifica per numero di incidenti automobilistici in proporzione all’estensione della rete stradale.

Battiamo in volata la Campania (92 “crash” ogni 100 km di strada) e per distacco il Piemonte (65). Passi per le regioni che l’auto, per ovvi motivi, l’usano di meno (Trentino: 70). Allarme rosso, invece, se nel confronto si scopre che nelle Marche, in media, avvengono più disgrazie stradali che in Calabria (tre volte di più), Puglia, Sicilia e Abruzzo. Il luogo comune della “guida selvaggia”, nel sud Italia, si sgonfia. E tra le regioni medio-piccole ci battono solo le “nordiste” Liguria (225 incidenti ogni 100 km) e Friuli (144).

La correlazione da sottolineare è quella tra il numero degli incidenti per chilometro di strada, il grado di sviluppo economico della regione e l’intensità del traffico: secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat, elaborati dall’Associazione sostenitori amici polizia stradale, la maggior parte dei sinistri avviene nelle giornate di tempo sereno. Con il sole che illumina la strada a meraviglia, il piede di chi guida diventa improvvisamente pesante. L’alcol è la causa di quasi la metà dei circa sette mila decessi conseguenti agli incidenti stradali in Italia e rappresenta la prima causa di morte per gli uomini sotto i 40 anni. Gli incidenti spesso si verificano tra le 20 e le 24, solitamente nei weekend, nel raggio di pochi chilometri da casa.

La media italiana è di 130 sinistri stradali all’anno per ogni 100 chilometri catramati. Il dato emerge dalla più recente elaborazione dell’Osservatorio sulla logistica di “Due Torri”, operatore specializzato in servizi logistici, realizzato su dati ufficiali di Aci e di Istat relativi al 2004. Attenzione: nel conto non sono calcolate le collisioni con danni limitati agli autoveicoli o ad altre cose. Sono considerati soltanto quelli con danno alle persone. In Lombardia gli incidenti con danni alle persone sono stati 46.798 e, poiché la sua rete stradale ha una lunghezza di 11.860 chilometri, il numero degli incidenti per ogni 100 chilometri è di 395: la maglia nera.

All’opposto della graduatoria vi è la Basilicata che, nel 2004, sui suoi 4.855 chilometri di strade ha avuto 741 incidenti: 15 ogni 100 chilometri. Il rapporto dell’Osservatorio punta l’indice sull’inadeguatezza dell’estensione e della insufficiente manutenzione delle infrastrutture viarie. L’Italia, paese europeo con la più alta concentrazione di auto, ha una rete stradale non sufficientemente estesa e molto vecchia.

 “Le nostre strade - dice Claudio Franceschelli, presidente di Due Torri - sono state quasi tutte realizzate dall’immediato dopoguerra alla fine degli anni settanta e da trent’anni non si costruiscono più autostrade. Anche la larghezza delle carreggiate, progettate senza tenere conto dei futuri aumenti del traffico, incide”. In condizioni atmosferiche ideali, in Italia, si sono verificati 174.471 incidenti pari al 76,8 per cento del totale, con 4.067 morti e 239.099 feriti. Con la pioggia, invece, gli incidenti nello stesso periodo sono stati 26.327, cioè l’11,7%, con 663 morti e 39.582 feriti. Con la neve la sicurezza aumenta vertiginosamente: i sinistri scendono a 917. Facile: con la neve non si circola.

Il mese in cui si verifica il maggior numero di incidenti stradali è luglio (21.834), mentre giugno risulta essere il mese con la media giornaliera più alta (716). Raccomandazione per esodo e contro-esodo vacanziero: evitate il “fai da te”. L’associazioni italiana ricostruttori pneumatici raccomanda di controllare le gomme, rivolgendosi a un rivenditore specializzato. In caso di sostituzione dei pneumatici verificare sempre la piena corrispondenza con la carta di circolazione. Se si acquistano pneumatici, invece, ricostruiti scegliere esclusivamente prodotti omologati.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Barletta
Interrotta dalla polizia una storia di ordinario degrado
Costretta dal marito a prostituirsi in cambio di denaro per sonore sbronze
Costretta dal marito ubriacone a prostituirsi per ottenere denaro utile per sonore sbronze
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Un’altra storia di ordinario degrado è emersa grazie all’impegno della polizia di Barletta, che ha scritto, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, la parola fine al racconto degli abusi sessuali subiti da una donna. Tutto è cominciato quando l’uomo, con un passato da tossicodipendente, ha imposto alla donna di procurarsi i soldi che gli occorrevano per comprare viveri e bevande alcoliche prostituendosi in casa. La moglie, trattata come un oggetto, era ceduta a chiunque volesse avere rapporti sessuali, dietro il pagamento di poche decine di euro. Se la donna si fosse rifiutata di piegarsi alle volontà del marito-aguzzino, avrebbe subito le sue ire. In molti casi, infatti, il marito la percuoteva con estrema violenza, causandole vistose lesioni. La storia di soprusi si è protratta a lungo, fino al momento in cui è stata scoperchiata la verità. Dopo lunghe e meticolose indagini compiute dagli uomini della Squadra anticrimine del commissariato di polizia, l’incubo è stato spezzato. Ad aiutare gli investigatori è stata anche la confessione della donna, che ha raccontato in lacrime ogni singolo episodio di violenza patita in oltre un anno di tempo. I poliziotti hanno fatto irruzione nell’abitazione, sorprendendo due clienti in flagranza. Uno di essi era un minorato psichico che aveva pagato venticinque euro al marito per avere un rapporto con la donna. È occorso qualche giorno per ricostruire con esattezza il mosaico. Dopo avere fatto piena luce sugli avvenimenti, gli uomini della Squadra anticrimine hanno beccato il marito-padrone in un bar del centro cittadino, mentre consumava i soldi ottenuti dalle prestazioni della moglie svuotando allegramente una bottiglia di birra dietro l’altra. L’uomo è stato condotto in carcere a Trani. ni.cur.


L’ADIGE

Codice stradale: giro di vite per chi guida in stato di ebbrezza e per chi vende alcolici ai minorenni

La presenza degli autovelox sarà segnalata 

ROMA - Novità in arrivo per la sicurezza stradale: la presenza degli autovelox sarà segnalata trasformandoli in strumenti di prevenzione più che di repressione e si annuncia un giro di vite per chi guida in stato di ebbrezza e per chi vende alcolici ai minorenni. Intanto in occasione dell’esodo, Autogrill, con la collaborazione di volontari di Croce Rossa e altre organizzazioni, ha aumentato i presidi sanitari in 27 aree di sosta. Una sosta di viaggio, che ripristini le condizioni ottimali di conducente e vettura può, secondo il dossier del Censis presentato ieri a Roma, evitare il 60% degli incidenti in autostrada. «L’autostrada fa ancora paura» ha detto il segretario del Censis Giuseppe De Rita e questo nonostante il calo del 13,7% degli incidenti negli ultimi 5 anni e un calo del 24,9% degli incidenti mortali. «La sicurezza per gli italiani è importante» ha detto De Rita presentando il dossier dal quale risulta che l’incidentalità autostradale colloca l’Italia fra i paesi più sicuri, dietro a Francia e Danimarca. In generale, le province italiane meno sicure sono Milano e Roma (con rispettivamente 1.292 e 1.185 incidenti nel 2004 su autostrade e raccordi), quelle più sicure Taranto e Siracusa (rispettivamente 10 e 9 incidenti) ma in queste province i tratti autostradali sono meno. In occasione dell’esodo estivo (il periodo dove si ha il picco degli incidenti) aumenta l’impegno per la sicurezza sulla rete autostradale. E anche un mezzo come l’autovelox verrà utilizzato come strumento di sicurezza. La sua presenza, ha annunciato il prefetto Luciano Rosini, sarà segnalata per aumentare la sua funzione preventiva. Infatti sapendo di essere in presenza di autovelox gli automobilisti diminuiscono la velocità aumentando la sicurezza. Nel frattempo si annunciano tempi duri per chi guida in stato di ebrezza e chi vende alcolici ai minorenni. Saranno aumentate le sanzioni per chi guida in stato d’ebrezza e per chi vende alcolici ai minorenni. Il primo rischierà il sequestro del mezzo e il secondo potrà vedersi chiudere la discoteca o il locale.


LA PROVINCIA DI COMO

Brutta avventura per una coppia che si è fermata sulla Novedratese credendo che il pedone avesse bisogno di aiuto
Aggrediti di notte, terrore per marito e moglie
L’uomo ha sfondato a pugni il parabrezza e ha cercato di rapinare l’auto: arrestato e condannato a un anno

BRIOSCO Si è scagliato sul cofano dell’automobile e ha incominciato a menare pugni con una violenza inaudita. Tanto da sfondare, a mani nude, il parabrezza. Attimi di terrore per una la coppia sull’auto: marito e moglie hanno cercato di scappare, non prima di aver avuto la prontezza di riflessi di sfilare la chiave. Così, quando l’uomo che li aveva affrontati ha cercato di allontanarsi con la vettura, è rimasto a bocca asciutta. Ci sono voluti sei carabinieri per riportare a più miti consigli l’ucraino clandestino che, domenica mattina all’alba, ha tentato di rapinare una coppia di cinquantenni di Briosco, di ritorno a casa dopo aver trascorso una serata a una sagra nel Canturino. Un militare è pure finito all’ospedale di Giussano per farsi medicare le contusioni riportate. La prognosi è di sei giorni. La coppia, 58 anni lui, 54 lei, operai, stavano percorrendo la Novedratese, che in territorio di Briosco assume il nome di via Rossini, quando, poco dopo la «Trattoria del ponte», in una zona isolata, si sono visiti parare davanti alla loro Ford Focus un uomo che agitava le braccia. Hanno pensato che stesse male e si sono fermati. Ma hanno cambiato idea quando l’hanno visto bene in faccia, trasfigurato dall’alcool e dalla collera. Il marito, che era alla guida, ha cercato una via di fuga ingranando la retromarcia, ma l’uomo, che era particolarmente corpulento, si è gettato a peso morto sul cofano della vettura, tempestando di pugni il parabrezza fino a sfondarlo. Inutile raccontare il terrore della coppia, che ha cercato di fuggire scendendo dalla macchina: in un lampo di lucidità, però, la donna è riuscita a sfilare le chiavi dal motorino di avviamento e, tolto il cellulare dalla borsetta, a comporre il 112. Mentre l’aggressore - Oleksandr Avramenko, 33 anni - si sedeva al posto di guida nel chiaro tentativo di portarsi via l’automobile, arrivavano le tre pattuglie dei carabinieri (Giussano, radiomobile e equipaggio in borghese). Intanto l’ucraino, non trovando le chiavi, aveva incominciato a sfasciare tutto, in modo particolare il cassetto del cruscotto (dove sperava evidentemente di trovare la chiavi della macchina), divelto con un solo strattone. Avramenko è comparso ieri davanti al giudice monocratico del tribunale di Monza per il processo direttissimo, accusato di tentata rapina, danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale: è stato condannato a un anno (pena sospesa) e 600 euro di multa. E’ subito stato accompagnato a un centro di prima accoglienza per essere espulso dal nostro Paese.

Antonella Crippa


AGIonline

ESODO: POLIZIA STRADALE, 1 SU 10 NON SUPERA TEST ALCOL

(AGI) - Roma, 31 lug. - Uno su dieci non supera i controlli del tasso alcolemico. E’ quanto emerge dai dati diffusi dalla Polizia di Stato nell’ambito della campagna 2006 "Guido con Prudenza, zero alcool tutta vita", volta a sensibilizzare i giovani sui rischi legati alla guida in stato d’ebbrezza.

 In tutto, i controlli degli agenti della Stradale, effettuati con etilometro o precursore nelle notti di sabato e domenica, hanno coinvolto 2.622 conducenti e hanno accertato 287 infrazioni per guida in stato d’ebbrezza. Monitorati soprattutto i litorali nelle vicinanze dei luoghi di divertimento: la riviera di Jesolo e Lignano Sabbiadoro, la riviera romagnola, e i litorali della provincia di Grosseto, della costa pontina e della costa Smeralda. Chi e’ risultato negativo al test dell’etilometro si e’ guadagnato un ingresso gratuito in discoteca: e’ successo a 470 persone. Mentre, per le note di demerito, 354 automobilisti si sono visti ritirare la patente: sono state registrate 953 infrazioni, di cui 125 per eccesso di velocita’. In totale, nelle notti di sabato e domenica, sono sfumati 3.852 punti dalle patenti di conducenti indisciplinati.(AGI)


IL MATTINO

Gli «enovacanzieri» ubriachi ma trendy

 CECILIA DONADIO

Li vedi e li riconosci subito. Sguardo bovino di sonnolenta vacuità, andatura caracollante in cerca di un lampione dove trovare appoggio, perenne sorriso da amichevole pacca sulla spalla, naso paonazzo come da scottatura al primo sole e aria decisamente svagata, stile rave party il giorno dopo ovvero datemi un etilometro e faccio bingo! Sono i turisti del vino, beata stirpe di Bacco che ha scoperto come sbevazzare 24/7 (sarebbe tutto il giorno per ciascun giorno della settimana) e sentirsi troppo trendy, troppo giusti, troppo fighi, inseriti in quel circolo di eletti che odorano, assaggiano, interpretano, sputano (raramente perché, nonostante il vero sommelier sorseggi appena il vino, loro, gli enoturisti, preferiscono tracannarlo senza troppi indugi) per poi dare l’insindacabile giudizio di esperti degustatori. Che suona sempre pressappoco così: hmm, hmm, buono... dal retrogusto un po’ fruttato... Punto. Il che vuole dire: o assaggiano sempre lo stesso vino oppure già dopo il secondo bicchiere intorcinano lingua e palato, confondendo il Brunello col Gragnano. Poco male. Nemmeno gli altri compagni di bevute sembrano andar troppo per il sottile e poi, da quando anche il Papa Benedetto XVI è stato nominato «Sommelier Onorario» dall’Associazione Italiana Sommelier (Dio solo sa perché) esibire il luccicante tastevin d’argento (quella specie di tazzina appesa al collo da professionisti dell’assaggio) è per loro una vera benedizione, il massimo del vippesco. Tutte le riviste patinate considerano il turismo eno - nonché - gastro - nomico, la vacanza del momento, quella delle superstar che vanno nel Chiantishire, quella degli Sting che producono rosso firmato e numerato a ritmo di musica, quella del rosso, di capelli, Mick Hucknall che produce direttamente «Il Cantante» corposo Nero d’Avola dalle sue vigne in Val di Noto, quella dei Dalla che magnificano il proprio «Stronzetto dell’Etna» (si chiama proprio così), poche bottiglie di bianco genuino e ruspante. E poi andare per cantine significa riscoprire le vecchie tradizioni italiane - dicono - abbinare salutari passeggiate in campagna - aggiungono - vedere antichi borghi pieni di storia - sostengono. Peccato che alla fine dell’estate il ricordo più significativo di tanto colto girare sia un fegato a pezzi. (*)

(*) Nota: questa giornalista ha del coraggio.


IL MESSAGGERO

Gravina, manette a un pedofilo chiamato “maiale” 

La polizia: non c’è collegamento con i fratellini. Ma “Ciccio” in un foglio aveva indicato quel soprannome 

di DONATELLA LOPEZ

GRAVINA DI PUGLIA (Bari) – «Non vi è alcun elemento che consenta di collegare le accuse nei confronti di Laddaga alla scomparsa dei due ragazzini». La questura di Bari commenta così l’arresto di un presunto pedofilo avvenuto ieri pomeriggio a Gravina e frena ogni entusiasmo. A lui gli investigatori sono arrivati dopo alcune dichiarazioni di due compagni di gioco di Francesco e Salvatore Pappalardi, scomparsi da casa il 5 giugno. Gli amici di Ciccio e Tore hanno contribuito, così, a fare luce su episodi che hanno segnato forse anche altri minori del posto e magari a dare origine a un nuovo filone di inchiesta che potrebbe ricondurre alla scomparsa dei due fratellini di Gravina. La procura, quindi, ha accolto la richiesta inoltrata dagli investigatori la scorsa settimana consentendo l’arresto di Francesco Laddaga, 37 anni, del posto, con precedenti specifici, in paese soprannominato “il maiale”. Lo stesso “maiale” a cui si riferiva Francesco in un biglietto ritrovato per caso da mamma Rosa?

L’uomo, secondo la polizia, avrebbe più volte indotto alla prostituzione due ragazzini di 14 anni costringendoli, con ricatti o con danaro, a rapporti sessuali orali. Ragazzini adescati per strada e obbligati a seguire l’indagato negli anfratti del paese: nei pressi del ponte vecchio, nelle grotte, nelle gravine e perfino in località vicine al cimitero. Laddaga vive di lavori saltuari e spesso si ubriaca. Se Tore e Ciccio, come i loro amici, siano stati o meno adescati dall’uomo è tutto da dimostrare. Se Francesco, in particolare, il più grande dei due fratelli e per questo vicino per età alle vittime del presunto pedofilo, sia diventato testimone inconsapevole del dramma che vivevano gli amici, quindi teste scomodo, è un’altra ipotesi. Ma anche qui non ci sono prove. Di sicuro l’uomo è stato sottoposto a un lungo interrogatorio.

Intanto a Gravina non si è mai smesso di cercare Francesco e Salvatore. Da circa dieci giorni sono giunti in paese cani del Corpo forestale dello Stato specializzati nella ricerca di persone finite sotto le macerie. Giornate in cui è si tornati a ispezionare le zone più impervie compreso il bosco comunale. Una mole di lavoro infinita per gli investigatori che non disperano di arrivare alla conclusione del caso.


L’ARENA di Verona

I commercianti perdono la battaglia contro Palazzo Barbieri che aveva vietato la vendita di bevande e limitato l’orario di apertura
Alcolici allo stadio, il sindaco vince al Tar
Il giudice amministrativo: «L’ordinanza dettata da concrete esigenze di sicurezza pubblica»

Uno a zero per il Comune. Il Tar del Veneto, infatti, ha respinto il ricorso dei commercianti dello Stadio che avevano impugnato l’ordinanza del sindaco Paolo Zanotto con la quale il primo cittadino vietava la somminitrazione di bevande in occasione delle partite di calcio e limitava l’orario di apertura degli esercizi commerciali.

Si trattava delle controverse ordinanze, notificate lo scorso aprile, che il Comune aveva adottato in seguito alle misure predisposte dal ministero dell’Interno nella lotta contro la violenza negli stadi. L’iniziativa era stata sollecitata, per motivi di ordine pubblico anche dal questore.

L’ordinanza del Comune che vietava la somministrazione di bevande alcoliche in occasione di eventi sportivi e che limitava l’orario di apertura degli esercizi comerciali, era stata impugnata davanti al tribunale amministrativo regionale, che però ha dato torto ai commercianti.

Il Tar, nel rigettare il ricorso dei commercianti del quartiere Stadio, osserva che le ordinanze del sindaco erano dettate «a tutela dell’incolumità pubblica», e, quindi, appaiono giustificate. «Il loro contenuto», scrive il giudice amministrativo, «appare idoneo quanto meno a limitare, se non ad impedire, scontri e violenze tra facinorosi, in occasione di incontri calcistici». Le ordinanze, ribadisce il Tar del Veneto, «corrispondono a concrete esigenze di sicurezza pubblica, cui le attuali misure ordinarie non sembrano in grado di porre rimedio, salvo estendere stabilmente le aree di sicureza limitrofe agli stadi, escludendone le attività economiche, con ben maggiore pregiudizio», si sottolinea, per i ricorrenti».

L’ordinanza emessa dal sindaco lo scorso 21 aprile, in occasione della partita Hellas Verona - Torino, vietava la vendita di alcolici dalle 11 alle 19, all’interno dello stadio, nel piazzale circostante e negli esercizi pubblici che si trovano nelle vie Nascimbeni, delle Coste, Albere, Bastione ferrovia, San Marco e Camuzzoni.

Il provvedimento vietava, all’interno dello stadio, anche la vendita di altre bevande in contenitori di vetro e alluminio. Inoltre, i venditori ambulanti dei vari chioschi solitamente aperti durante lo svolgimento della partita di calcio, dovevano liberare l’anello esterno dello stadio entro le 16.45.

La terza sezione del Tar del Veneto, osserva, inoltre, che «opportunamente i provvedimenti di riferiscono a determinati incontri» e che «le limitazioni stabilite appaiono proporzionate nel bilanciamento degli interessi»


BRESCIAOGGI

GLI INTERVENTI

Parolini assicura: «La Provincia lavora sulla prevenzione»

Turbamento di fronte alle tragedie della strada, ma riamane la consapevolezza che è giusto continuare con la prevenzione. Mauro Parolini, assessore provinciale ai lavori pubblici, conferma: «le campagne di informazione condotte dall’amministrazione provinciale daranno i loro frutti». Informare per limitare al massimo tragedie come quelle di domenica che ha visto la morte di tre giovani, «ma c’è bisogno della collaborazione di tutti - ricorda Parolini - giovani, istituzioni e locali notturini».

Limitare il consumo di alcool, almeno per chi si mette alla guida. Si muove su questo piano l’ultima iniziativa proposta dalla Provincia in collaborazione con i maggiori locali del Garda tra cui compare anche il Fura, la discoteca da cui tornavano i ragazzi di San Polo che hanno perso la vita domenica mattina. «Proseguiremo anche a settembre con altre discoteche come Mazoom e Dehor - ribadisce Parolini - cercando di attirare i ragazzi e premiare chi non beve con un ingresso gratuito». Tra le altre c’è anche il progetto di trasporto con pullman: si parte da Toscolano e si arriva a Lazise fornendo ai giovani un servizio che riesca a coprire le principali discoteche del lago.

Le raccomandazioni rimangono le stesse per tutti, meglio non bere se ci si mette alla guida, cercando comunque di mantenere una velocità che consenta manovre in sicurezza. «L’obiettivo e quello di creare la giusta mentalità soprattutto per il sabato notte - sottolinea Parolini - altrimenti tutte le iniziative che prendiamo rischiano di non essere efficaci. Si potrebbe anche considerare l’ipotesi di vietare la vendita di super alcolici nei locali notturni».

Convincere senza spaventare, questo l’imperativo di Parolini che non crede nelle campagne pubblicitarie (come quelle promosse recentemente dal governo francese) che mostrano i raccapriccianti effetti degli incidenti. «Dobbiamo puntare sul ragionamento - dice - campagne pubblicitarie come quelle francesi potrebbero generare rifiuto e assuefazione, se non addirittura senso di sfida».

Fondamentale in questo senso il coinvolgimento delle scuole. «Da settembre cercheremo di raggiungere di più gli istituti superiori lavorando in collaborazione con l’associazione famigliari delle vittime della strada - annuncia Parolini - e intensificando gli incontri con medici e tecnici che spieghino i pericoli della guida in stato di ebbrezza».

La sicurezza dipende anche dalle infrastrutture. «Stiamo spendendo 50 milioni di euro all’anno per migliorare le strade - commenta Parolini - l’aumento delle rotonde ha portato, negli ultimi anni, ad un calo signigficativo degli incidenti».

Secondo l’assessore, fino ad ora, la Provincia ha messo in sicurezza circa 130 incroci periocolosi e prevede di migliorarne altri 80 nei prossimi tre anni. Sono previsti circa 120 cantieri grandi e piccoli. Tra le priorità dell’assessorato ai lavori pubblici: la realizzazione della rotonda del «Ciochet» a Iseo (da settembre in poi), due rotatorie alla Mandolossa (con l’inizio dei lavori stimato primadella fine dell’anno), una nella zona dell’Agricar di San Zeno e la messa in sicurezza della «Croce dei Vignali» sulla Sp 4 tra Bedizzole, Lonato, Padenghe e Calvagese.

f.ap.


CORRIERE ADRIATICO

Duro intervento di Michael Johnson
Landis e Gatlin, scuse banali

LONDRA - La notizia della positività al testosterone di Justin Gatlin, coprimatista del mondo dei 100 metri assieme al giamaicano Powell ha sconvolto il mondo dello sport anche perché ha seguito a breve distanza quella, molto simile, della positività del ciclista Floyd Landis, anche lui americano, anche lui positivo al testosterone.

Le giustificazioni addette dai due atleti sono state smontate in un batter d’occhio dagli esperti. Landis ha dichiarato che la sua positività potrebbe dipendere da un farmaco che lui assume da anni per un’altra patologia, e dalle due birre e dai quattro whisky da lui bevuti la sera prima della tappa di Morzine, poche ore dopo una cotta colossale. A parte l’assurdità di questa tesi, che vedrebbe Landis vittima di una crisi epocale fino alle ore 17, poi a cena con gli amici in albergo durante la quale beve due birre e quattro whisky, e il giorno dopo infine autore di un’impresa unica nel ciclismo moderno, gli esperti hanno comunque sottolineato che due birre, quattro whisky e una pasticca non sarebbero minimamente sufficienti per fargli raggiungere livelli di testosterone come quelli riscontrati nelle sue urine.

Per quanto riguarda Gatlin è stata chiamata in causa una pomata, somministrata forse in modo “doloso” e anche in questo caso una medicina, che Gatlin assumerebbe da anni per un’altra patologia, ma anche in questo caso gli esperti sono stati chiari: non è possibile che una combinazione del genere abbia un simile effetto sul testosterone. Riguardo a Gatlin va registrata una significativa presa di posizione del primatista del mondo dei 200 e dei 400 Michael Johnson: “La scusa dell’allenatore Graham è vecchia e non sta in piedi. Non è credibile, anzi visto che parecchi atleti da lui allenati hanno avuto guai con il doping bisognerebbe sospenderlo a vita, ma purtroppo non c’è nessuna regola...”. E’ durissimo il commento di Johnson dopo le scuse del tecnico di Justin Gatlin, che aveva tentato di scagionare il suo assistito dicendo che aveva usato una pomata al cortisone. “Finchè non ci libereremo di gente come lui ci saranno sempre atleti imbroglioni - ha continuato Johnson - Gatlin dovrà essere squalificato a vita meno che non dimostri di essere stato ingannato”.


CORRIERE ADRIATICO

Otto mesi a Riccardo Garbati e Alessandro Dubbini. Tensione dopo la lettura della sentenza
Condannati i picchiatori di piazzale Camerino

ANCONA - Otto mesi di reclusione per i reati di lesioni volontarie e resistenza a pubblico ufficiale. E’ la condanna inflitta ieri dal giudice Zagoreo a Riccardo Garbati e Alessandro Dubbini, i due giovani anconetani che sabato sera hanno picchiato davanti a un bar di piazzale Camerino un innocente padre di famiglia, senza neanche impietosirsi per il fatto che fosse insieme al figlioletto di tredici anni. La vittima del pestaggio, un quarantenne di Morciano di Romagna, ancora deve capire il perché di quei pugni. Era ad Ancona per ristrutturare l’appartamento di un parente e dopo cena era uscito con il figlio per prendersi un caffè. Purtroppo per lui, da quelle parti incrociavano Garbati e Dubbini, entrambi su di giri per l’alcol. Pare avessero brindato all’approvazione dell’indulto, una legge di cui avrebbe beneficiato Dubbini, attualmente in regime di affidamento in prova ai servizi sociali.

Poliziotti e carabinieri, chiamati da alcuni vicini, sono arrivati in tempo per bloccare i due autori dell’aggressione. Ieri mattina, durante l’udienza di convalida dell’arresto, Dubbini e Garbati, anche attraverso i familiari, hanno chiesto scusa al muratore picchiato dicendosi disponibili anche a un risarcimento. Ieri i loro avvocati, Cinzia Molinaro dello studio Scaloni e Mimmo Liso, hanno scelto la via del giudizio abbreviato, che consente uno sconto di pena, cercando fra l’altro di dimostrare che non c’era stata resistenza dopo l’arrivo delle forze dell’ordine. E qualche storia tesa, con parole non proprio gentili contro le forze dell’ordine, c’è stata anche dopo la lettura della sentenza, senza però che la situazione degenerasse.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

carosino Fanno ancvora discutere i lavori nel centro cittadino e i disagi conseguenti
Sagra del vino, An critica la maggioranza
Alba: «Manca la giusta attenzione all’evento». Bacchettate anche all’attuale minoranza

CAROSINO «Sagra del vino, che fine hai fatto?» La domanda se la pone Cataldo Alba, presidente del Circolo di An di Carosino, il quale criticato l’azione della maggioranza di centrosinistra attraverso una serie di considerazioni e coglie l’occasione per bacchettare anche l’opposizione ... attuale. «Siamo alle soglie della sua quarantesima edizione della sagra. Tale manifestazione meriterebbe ben altra attenzione. Manca ancora oggi quel battage pubblicitario che dovrebbe promuovere la sagra , portando a conoscenza dei vacanzieri, non solo nostrani, gli spettacoli programmati, e che dovrebbe conferire quella caratura di evento estivo che tale manifestazione merita. Per non parlare poi delle opere pubbliche e degli interventi relativi alla piazza, partiti in ritardo e che potrebbero mettere seriamente in discussione la riuscita dell’intera manifestazione enologica (*). Chiedo all’Assessore ai lavori pubblici i motivi del ritardo della consegna delle opere tanto proclamate in campagna elettorale, senza preoccuparsi dei disagi creati ai cittadini e alle attività commerciali presenti nella zona. Sono sotto gli occhi di tutti i risultati piuttosto modesti delle ultime edizioni della sagra - compresi gli eventi canori di Dalla e Giorgia poi miseramente falliti-. Per evitare il replicarsi di tali risultati, suggerisco un vecchio progetto per ridare splendore alla festa di Bacco: l’istituzione di un comitato di gestione indipendente che organizzi l’evento che nel passato ha esportato il nome stesso di Carosino anche a livello regionale». Poi Alba entra in merito all’ultimo consiglio comunale e alle presunte differenzazioni tra l’opposizione di ieri e quella di oggi. «Grazie all’intervento dell’opposizione sono stati bocciati alcuni punti come «l’adozione di un piano di lottizzazione in via De Gasperi sovradimensionato e uno schema di convenzione per opere di urbanizzazioni a scomputo degli oneri concessori. La fragilità della maggioranza di centro sinistra è stata palese già dalle sue prime mosse; ed è proprio questa prospettiva che sembra, per ora, funzionare da collante all’interno del gruppo di minoranza "Carosino che Rinasce", sopendo conflitti, contrasti ed ambizioni emergenti. Penso che alcuni personaggi, oramai lontani dalla massima assise, si siano fatti annebbiare le idee dall’indigestione di presunzione che hanno fatto nelle passate amministrative; forse un po’ di sano digiuno non guasterebbe! Ha fatto bene il sindaco Sapio quando, seppur con imbarazzo, a seguito di alcune dichiarazioni del gruppo di minoranza attuale, ha sottolineato la nobile opposizione della Casa delle Libertà perseguita nei cinque anni precedenti, che ha sempre lavorato con attenzione offrendo, con le moltepl

Mercoledì, 02 Agosto 2006
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