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Rassegna stampa Alcol e guida del 27 luglio 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

REDATTORE SOCIALE

ALCOLISMO

Con ’’Guidatore designato’’ giovani scoraggiati a guidare l’auto dopo aver bevuto alcolici

Campagna di sensibilizzazione della Provincia di Brescia; si vuole invitare un giovane, in un gruppo di almeno tre persone, a candidarsi ’’guidatore sobrio’’ per il viaggio di rientro dalla discoteca

BRESCIA - “Chi non guida alcool la prossima volta entra gratis”. E’ lo slogan della campagna “Guidatore Designato”, promossa dall’assessorato ai Lavori Pubblici della Provincia di Brescia, che ha avviato un progetto di sensibilizzazzione rivolto ai giovani, già sperimentato in altre zone d’Italia. L’obiettivo della campagna è scoraggiare i ragazzi che nei week-end frequentano le discoteche a mettersi alla guida dopo aver bevuto alcolici. Un comportamento rischioso e diffuso, causa di molte vittime lungo le strade. Nel 2005, nella provincia di Brescia, sono morte 143 persone per incidenti stradali. Con questa campagna si vuole invitare un giovane, in un gruppo di almeno tre persone, a candidarsi “guidatore sobrio” per il viaggio di rientro dalla discoteca. L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere fra i giovani l’abitudine, già diffusa in altri paesi europei, di individuare a rotazione chi in una compagnia si “sacrifica” a non bere alcol per guidare al rientro della serata. 

Da mezzanotte e mezza fino alle 4.30, vicino agli ingressi delle discoteche, sarà posizionato un gazebo per informare i giovani, con la distribuzione di volantini colorati, della campagna e per permettere ai gruppi formati da almeno tre persone di candidarsi per l’iniziativa. Il giovane che si offre “guidatore sobrio” verrà identificato da un’immagine timbrata sulla mano destra. All’uscita della discoteca dovrà sostenere l’alcooltest con etilometri “usa e getta” e se rientrerà nei parametri di sobrietà riceverà un buono che gli permetterà nell’arco di dieci giorni di entrare gratuitamente nella stessa discoteca.

L’iniziativa partirà il 29 luglio fuori dalla discoteca Fura di Lonato, per poi ripetersi il 12 e il 19 agosto nelle discoteche Dehor di Lonato e Mazoom di Desenzano e proseguirà in settembre in altri tre locali da individuare. Per la campagna “Guidatore designato” è stata anche realizzata una T-shirt disegnata da Enrico Bonomini, ideatore di tutte le campagne sulla sicurezza stradale della Provincia. La maglia sarà regalata a tutte le persone che, sottoponendosi spontaneamente al test dell’etilometro, dimostreranno di non aver bevuto alcolici. (sp)


L’ADIGE

L’associazione ha festeggiato i vent’anni di presenza nel Pinetano

Domenica senz’alcol per i club

BEDOLLO - Il ventesimo anniversario dalla nascita del primo club degli alcolisti in trattamento nell’Altopiano di Piné è stato festeggiato domenica con una festa campestre analcolica che ha avuto luogo a Centrale, nel Comune di Bedollo, organizzata dai club «Vita Serena» e «Camminando Insieme». Una giornata trascorsa in insieme, serenamente e senz’alcol, a testimonianza del fatto che sì, i problemi di alcol ci sono, sono tanti e portano con sé tanta sofferenza. Ma esistono le strade per affrontarli e risolverli: cambiare si può, sempre. È stata una bella soddisfazione per le famiglie dei club constatare non solo la presenza di tanta persone della comunità alla festa, ma anche la disponibilità e la sensibilità dimostrata nei loro confronti dalle amministrazioni comunali e da altri soggetti che hanno dato un contributo alla realizzazione della manifestazione ed a cui va il grazie delle famiglie dei club.


VARESENEWS

Varese - Il miglior cocktail analcolico è del bar "Scuderie Cavallotti". L’assessore Navarro:

«Importante opera di sensibilizzazione»

Alcol prevention day, i vincitori premiati a Palazzo estense

Sono stati premiati questa mattina in Comune, i primi tre classificati del concorso per il miglior aperitivo analcolico, svoltosi sabato scorso nell’ambito dell’Alcol prevention day.


L’assessore ai servizi sociali, Gregorio Navarro, ha consegnato le targhe di riconoscimento a tre bar del centro di Varese, i cui aperitivi sono stati considerati i migliori da una giuria composta da esponenti delle associazioni del settore (Slowfood, Associazione italiana sommelier ed altre). Al primo posto si è classificato il bar “Scuderie Cavallotti”, che ha conquistato i palati dei giurati con il cocktail “Furrrbo”, analcolico a base di maracuja tritata, ananas, fragole fresche ed una spruzzatina di succo di limone. A guarnire il tutto, una striscia di zucchero e lime sul bordo del bicchiere. Piazza d’onore per l’“Angolo di cielo”, che ha prodotto un omonimo cocktail. Gradino più basso del podio invece per l’“Uva rara”, con il suo “Uva rara nature” prodotto per l’occasione.

Soddisfatto del successo dell’iniziativa, cui hanno partecipato più di venti bar di Varese, l’assessore Navarro: «E’ importante sensibilizzare le persone, soprattutto i giovani, ad un uso corretto dell’alcol. E’ evidente che se assunto in termini e quantità non corrette l’alcol diventa un veicolo negativo, per questo vogliamo che il 2007 sia l’anno della prevenzione all’alcolismo. Organizzeremo a Varese convegni e manifestazioni di carattere nazionale, ma staremo molto attenti anche alle periferie, dove spesso il problema dell’alcol si inserisce in contesti sociali difficili, proponendo giornate come quella di sabato in collaborazione con le circoscrizioni».

Sabato in piazza Carducci era presente anche il Discobus della cooperativa “Lotta contro l’emarginazione”, che in serata ha effettuato il test dell’etilometro ad un’ottantina di giovani tra i venti ed i trent’anni. «Circa il 40% è risultato sopra la soglia consentita dalla legge, ma un dato di questo tipo al sabato sera è da considerare positivo» afferma Silvia Antonetti, responsabile della cooperativa. Anche perché, probabilmente, non tutti coloro che si sono sottoposti al test si sarebbero poi messi alla guida. (*)

Diverso invece l’approccio al problema dell’alcol da parte di Ivan Rovetta, presidente provinciale di Slowfood: «I giovani vanno educati dal punto di vista del gusto – afferma – proponendogli bevande genuine, prodotte con ingredienti del territorio. Non sottovaluto il problema dell’alcol, ma se l’alternativa è un beverone analcolico fatto con prodotti poco sani tanto vale bere un buon bicchiere di vino». (**) Slowfood Varese ha quindi chiesto all’assessore Navarro di istituire un premio per la miglior bevanda realizzata con prodotti ed ingredienti del territorio.

(*) Nota: il 40% dei giovani con un tasso alcolemico superiore allo 0.5 g/l non è un dato positivo. Non tutti guideranno, ma non tutti quelli che guideranno si sottoporranno volontariamente al test. Del resto sperare nel buon senso di chi ha una alcolemia superiore allo 0,5 g/l è illusorio.

(**) Nota: perché mai ci deve essere qualcuno che insegna il gusto a qualcun altro. Non bastano le papille gustative dei diretti interessati? Perché mai, poi, dobbiamo considerare il vino come un prodotto più genuino di altre bevande. I produttori di vino hanno nel tempo accumulato più denunce per frodi commerciali e alimentari di tutti i produttori di altre bevande messi insieme. Senza contare che qualsiasi vino, per genuino che sia, contiene mediamente il 10% di una sostanza decisamente tossica come l’alcol.


CORRIERE ROMAGNA

Locali da ballo per la sicurezza

BAGNO DI ROMAGNA - Locali da ballo e pubblici esercizi per la sicurezza e la salute dei giovani. Una delle questioni sulle quali i gestori di locali per l’intrattenimento si sentono accusati è quella che vede l’identificazione dei locali da ballo come "i locali da sballo". Già dalla primavera scorsa il sindacato dei gestori di discoteche e luoghi di ritrovo (il Silb, aderente alla Confcommercio), ha però messo a punto un codice di comportamento, in particolare destinato alla tutela dei giovani. Ne parla Enzo Visi, presidente del sindacato per la provincia di Forlì-Cesena.“Sì, è vero, da tempo abbiamo previsto alcune iniziative che vengono attuate anche in gran parte dei locali del nostro territorio. Abbiamo promosso da tempo - dice Visi - la figura del cosiddetto "guidatore designato", che diventa così non solo un consiglio, ma una vera e propria figura ufficiale. E’ colui che guiderà l’auto al ritorno dopo essersi impegnato a non consumare alcool. Per lui è previsto il biglietto d’ingresso omaggio e consumazioni di analcolici a prezzi scontati".Tra gli impegni poi degli aderenti al sindacato anche la stipula di convenzioni con alberghi per chi non si trovasse nella condizione di poter rientrare da solo. Inoltre la tranquillità dei locali viene garantita anche rifiutando l’accesso a chi dia evidenti segni di alterazione od assuma evidenti atteggiamenti provocatori, anche attraverso l’esibizione di segni che incitino all’odio razziale."Ricordiamo poi ai nostri aderenti - riprende Visi - di non tollerare la somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni. Come Silb e come Confcommercio ci sentiamo impegnati a promuovere queste iniziative, in gran parte già messe in pratica dagli operatori, ed a promuovere l’immagine del settore. Ed invitiamo i gestori - conclude Visi - a restare legati alla loro associazione, il che tra l’altro consente loro di usufruire di sconti sul costo dei diritti d’autore e di consulenze legali telefoniche gratuite da parte dell’avvocato Attilio Pecora, che è il nostro consulente legale a livello nazionale".

al.me.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (NORDBARESE)

In occasione di due concerti 

No all’alcol iniziativa a Bisceglie


BISCEGLIE L’abuso di alcol così come l’uso di sostanze stupefacenti sono «piaghe» sociali purtroppo molto diffuse specie tra i giovani. Lo dimostrano i frequenti casi di tal genere che si registrano nel servizio di pronto soccorso. Talvolta l’educazione familiare e le lezioni scolastiche non sono sufficienti ad evitare che si alzi frequentemente il gomito con boccali di birra e alcolici o che si cada nel tunnel dello «spinello». Quindi iniziative di informazione e sensibilizzazione su tali problematiche, specie se ripetute con costanza nei luoghi di ritrovo dei giovani, hanno certamente un’utile funzione. In concomitanza con i concerti di Paola Turci (28 luglio) e di Alex Britti con Edoardo Bennato (18 agosto) l’assessorato alle politiche giovanili proporrà in abbinamento il tour estivo «Chill Out» realizzato in accordo con l’associazione «Oasi 2» onlus di Trani, che consisterà nella presenza di un pullman informativo con piano bar . Si tratta di un progetto finanziato con i fondi regionali ed europei e che persegue i suoi obiettivi nel «mondo della notte» con la proiezione di un video informativo. In largo Salsello, nelle due suddette serate, sarà allestito un gazebo in cui verranno distribuiti gadget e depliant sul tema e sarà attivo un centro di ascolto e per la misurazione del tasso alcolico. Inoltre saranno effettuati servizi di body-painting e di hair-styling. «Avvalendoci della collaborazione dell’Oasi 2 - dice l’assessore alle politiche giovanili, Pasquale Todisco - vogliamo promuovere una campagna contro l’uso delle droghe e l’abuso degli alcolici, senza ghettizzare i luoghi del divertimento dei giovani, è giusto che ci si diverta, ma la è nostra premura è quella di assicurare un divertimento sicuro e pulito, ricordare cioè ai ragazzi che la vita va vissuta ogni momento con intensità e per questo è giusto preservarla dalle droghe e alcool».Luca De Ceglia


LA PADANIA

perplessità sulla campagna “guida con prudenza”

«I soliti quattro poliziotti contro le stragi del sabato sera»


È partita “Guida con prudenza”, la campagna di prevenzione delle stragi del sabato sera promossa dal Ministero dell’Interno. Un progetto importante il cui compito fondamentale sarebbe quello di contenere e prevenire gli incidenti stradali, specialmente quelli del weekend. Ma diverse perplessità arrivano dalla Uil Polizia, specialmente per quanto riguarda la mancanza di uomini e mezzi per contrastare un fenomeno sempre più in crescita. Basti pensare che gli organici della Stradale sono fermi agli anni Settanta, mentre non si sono affatto fermati gli autoveicoli circolanti, che nel frattempo sono addirittura quadruplicati. A Roma, sul Grande raccordo anulare, 30 km per le due direzioni, il sabato notte circolano solo due pattuglie della Polstrada. E il numero degli stessi poliziotti, invece di aumentare almeno in concomitanza con l’iniziativa in questione, rimane invariato, mentre gli stessi devono sostenere doppi turni di lavoro, molto lontani dalle classiche otto ore.

«Quello che ci lascia profondamente perplessi è che a tutelare e a vigilare sull’incolumità dei cittadini saranno sempre e soltanto i soliti quattro poliziotti, cioè gli elementi di cui dispone la Polizia Stradale - denuncia Sebastiano Di Luciano, Segretario generale della Uil Polizia - già pochi ed ora costretti a sobbarcarsi massacranti orari di lavoro per poter coprire (giorno e notte) i turni di servizio». «Una campagna necessaria quella decisa dal Ministero - prosegue il numero uno della UilPs - ma partita senza aver sentito e coinvolto nel progetto le parti sociali, come invece più volte auspicato dallo stesso ministro Amato che rischia di far pagare un prezzo troppo alto agli uomini della Stradale e con riflessi negativi per la qualità del servizio offerto alla cittadinanza».

«“Guida con prudenza” va benissimo - conclude Di sebastiano - e la carneficina avvenuta sulle nostre strade nell’ultimo fine settimana dimostra quanto sia urgente prevenire tali incidenti, ma non si può risparmiare a scapito della sicurezza, dell’efficienza e dell’organizzazione». L’iniziativa è giunta ormai alla sua terza edizione: partita il 14 luglio, proseguirà fino al 20 agosto. Se organizzata con cura, dovrebbe rendere più serene le vacanze e le serate estive dei giovani che vogliono divertirsi. Secondo le stime dell’istituto superiore di Sanità, infatti, gli incidenti causati dall’alcol costituiscono il 30 per cento di quelli gravi. Materiale informativo, magliette colorate, cartoline ironiche e palloncini per i test dell’alcol saranno distribuiti fuori dai 20 locali che aderiscono all’iniziativa, situati in Toscana, Sardegna, Veneto, Emilia Romagna e Lazio. I ragazzi che risulteranno negativi alla prova dell’etilometro, riceveranno un ingresso omaggio in discoteca per la settimana successiva.


IL MESSAGGERO

Campo de’ Fiori, vertice in Prefettura

Trastevere e Campo de’ Fiori: il comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza si occuperà, questa mattina alle 9.30 in Prefettrura, delle due aree preferite da romani e turisti per la vita notturna in centro storico. Ma insieme ai divertimenti della notte arrivano anche i problemi. A Trastevere i cittadini hanno chiesto aiuto al prefetto perché hanno riscontrato un aumento della microcriminalità, dai borseggi ai furti in appartamento. Per quanto riguarda Campo de’ Fiori c’è da decidere se mantenere anche ad agosto il presidio di forze dell’ordine che vigila durante le notti del week-end. Proprio in questi giorni i comitati dei cittadini della zona hanno denunciato la difficile convivenza con i locali notturni. Ma anche commercianti ed esercenti pubblici hanno scritto al prefetto Serra, al sindaco Veltroni, al presidente del I Municipio Lobefaro e all’assessore alle Politiche giovanili Touadì, per denunciare «l’abbandono in cui, nonostante i tanti interventi, versano la piazza e le zone circostanti, spesso teatro, nelle notti d’estate, di veri e propri scontri a colpi di bottiglie tra giovani ubriachi e tra questi e le forze dell’ordine». Nella lettera, i commercianti hanno chiesto l’intervento urgente delle istituzioni.

M.Ev.


L’ARENA.IT

Sotto gli occhi del Sammicheli

E a Pradaval regna la disperazione

Sulle panchine sostano gli emarginati della città. E c’è anche un improvvisato barbiere A terra bottiglie vuote di alcolici e proprio lì si fermano i pullman con i turisti stranieri


Ad ogni panchina gruppi di uomini e donne, la maggior parte non più giovanissimi, che, a qualsiasi ora del giorno e della notte, consumano superalcolici. Alcuni, su quelle stesse panchine, sono caduti esausti, qualcuno ubriaco. Molti, invece, negli ormai tristemente noti giardini Pradaval, ci vengono per «lavorare», spacciando droga ai tossici che gravitano in quella zona.

Chi conosce gli abituali frequentatori, di solito preferisce non attraversare quell’area, ma starne alla larga e passare dal vicino marciapiede di corso Porta Nuova.

Sotto le chiome degli alberi e tra la fontana dei giardini Pradaval, sostano sulle panchine, cercando di trovare un pò di refrigerio dal gran caldo di questi giorni, praticamente solo i turisti.

La fresca sosta, però, difficilmente dura più di una manciata di secondi, quella cioè che serve al malcapitato e stanco turista per rendersi conto del degrado e, talvolta, della pericolosità del luogo scelto. Spesso il Corso e la zona di Pradaval, sono il biglietto di benvenuto della città, dato che molti pullman sostano proprio in fianco ai giardini per far salire e scendere i passeggeri. E il primo impatto con una delle città più belle d’Italia, riconosciuta da poco anche patrimonio dell’Unesco, è tutt’altro che edificante.

A terra, bottiglie vuote di alcolici di ogni tipo, di birra, di vino e anche di superalcolici. In mano ai fedelissimi dei giardini, invece, quelle ancora piene, pronte da consumare.

Gli sbandati che, giorno e notte, gravitano attorno ai giardini, sono in grandissima parte italiani, molti i veronesi, alcuni drogati e volti noti alle forze dell’ordine. Il punto di ritrovo preciso è esattamente il centro dei giardini, luogo un po’ più nascosto agli occhi dei passanti.

Ieri mattina, poco prima delle undici, erano già una quindicina, i soggetti che, abiti sporchi, barcollanti, sguardo perso e sorriso privo di denti, parlottavano e discutevano, di panchina in panchina, passandosi alcool e sigarette. Un ragazzo, addirittura, si stava lavando nell’acqua della fontana.

A metà mattina, si aggiungono alla compagnia altri due uomini e una donna che, prima di raggiungere gli altri, guardando attentamente intorno a loro, forse temendo di essere visti, estraggono dei soldi. Poco dopo li passano ad una quarta persona, che a sua volta porge velocemente qualcosa ai tre.

Assiste alla scena una famiglia, probabilmente tedesca, mamma, papà e due bimbi piccoli. La giovane madre, osservati i movimenti e i frequentatori del parco, allarga istintivamente le braccia, cerca e trova le mani dei due figli, le afferra ed insieme ai piccoli allunga il passo verso una delle fermate degli autobus di Corso Porta Nuova.

È da poco passato mezzogiorno, quando tra due degli habitué scoppia una lite. Qualche insulto gridato, uno spintone, la copia di un giornale agitato in aria in modo minaccioso. Qualche minuto di tensione ma poi tutto torna alla tranquillità, posto che, sotto questi alberi, in pieno giorno e a due passi dal centro, di tranquillità si tratti. Infatti qualche mese fa, proprio qui una rissa finì con un accoltellamento.

Intanto, il ragazzo che si stava lavando nella vicina fontana ha finito la pulizia del corpo e, attaccato un rasoio elettrico a una colonnina d’elettricità si sta facendo rasare viso e capelli da un amico, sotto lo sguardo incredulo e divertito dei passanti. Al fianco dei due, qualche bottiglia di birra, alcune vuote, altre ancora da bere.

Ilaria Noro


L’ADIGE

A colpi di spranga contro la prostituta

Voleva rapinare la donna ma finisce dietro le sbarre

Il caldo torrido di quest’estate che si annuncia ancora lunga ha giocato un brutto tiro ad un ragazzo russo che vive e studia a Rovereto. Se al classico colpo di testa dovuto all’afa si aggiunge poi l’eccesso di alcol ecco che la frittata è fatta. Lui si chiama Stanislav K., classe 1987, dalla notte scorsa ospite della casa circondariale di via Prati con l’accusa di tentata rapina aggravata. A questa imputazione, poi, si aggiunge anche una denuncia per guida in stato di ebbrezza e una bella dose di decurtazione di punti dalla patente. Al giovanotto, dunque, sta costando cara la canicola stagionale. E pensare che, prima d’ora, non aveva mai avuto guai con la giustizia e, tra l’altro, ha scelto la città della Quercia per studiare dopo la scuola dell’obbligo frequentata a Nalkik, in Russia appunto. Stanislav, dunque, è accusato di aver tentato di rapinare, dopo averla percossa, una prostituta nigeriana di 29 anni, domiciliata a Brescia ma che lavora in via Abetone, nell’area di servizio Shell dopo la chiusura dell’impianto. È stata la donna a indirizzare gli agenti della polizia sul ragazzo, indicandolo come colui che voleva strapparle la borsetta con l’incasso dell’intera serata. L’episodio è accaduto la scorsa notte verso le 2.30. La «lucciola» era in attesa dell’ultimo cliente quando è stata avvicinata da dietro da un individuo, descritto nella denuncia verbalizzata ieri dagli ispettori di polizia giudiziaria come un uomo giovane, molto alto e con un piercing al labbro inferiore. Stando sempre al racconto della malcapitata, l’aggressore brandiva una sbarra, un profilato in ferro lungo un metro con il quale l’ha colpita più volte all’avambraccio destro tentando al contempo di strapparle la borsetta. La vittima è comunque riuscita a divincolarsi ed a fuggire di corsa verso piazzale Orsi. Il ragazzo ha dapprima tentato un inseguimento a piedi per poi desistere ed allontanarsi. Quando la donna ha raggiunto la stazione ferroviaria, ha scorto una volante del commissariato di polizia ed ha cercato di attirare l’attenzione. Agli agenti ha raccontato il pessimo quarto d’ora appena trascorso e proprio in quel momento è arrivato colui che ha indicato come il rapinatore mancato. Stanislav era in sella ad uno scooter Kymco 50 e pare che avesse ancora con sé la spranga. È stato così fermato e accompagnato al vicino commissariato dove è stata raccolta la denuncia della prostituta e formalizzato l’arresto del giovane russo. Che, tra l’altro, è stato pure sottoposto all’esame dell’etilometro che ha rivelato un tasso alcolemico pari a poco meno del doppio di quanto consentito dalla legge ai conducenti di qualsiasi tipo di veicolo. Di qui la denuncia per guida in stato di ebbrezza. La trentenne nigeriana, dopo aver firmato il verbale, è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria del Carmine dove i medici l’hanno medicata formulando una prognosi di guarigione di cinque giorni. Il referto, d’altro canto, parla di contusione al polso destro con abrasioni da violenza altrui. Il ragazzo sarà interrogato oggi dal sostituto procuratore Marco Gallina. L’accusa, come si può facilmente intuire, è pesante e non è escluso che l’avvocato difensore Nicola Canestrini tenti la carta del patteggiamento. In caso contrario si procederebbe al processo per direttissima. N. G.


IL GAZZETTINO (VICENZA)

Romeno in ospedale con un forte trauma cranico

Tenta di rubare una bici poi precipita da 5 metri 


 

Rossano - (f.b.) Ricoverato in ospedale in prognosi riservata, a causa di un forte trauma cranico, dopo aver cercato di rubare una bicicletta al gestore di un bar e aver successivamente tentato la fuga a piedi, precipitando dallo scivolo di un garage di quasi 5 metri di altezza. La disavventura è accaduta nella notte tra martedì e ieri, a Rossano veneto. Protagonista, un romeno di 35 anni, residente a Rosà. N.I. le iniziali del nome e del cognome.

Stando al racconto del titolare del Bar sport di via Torricella, il 47enne G.Z. di Rossano, l’extracomunitario si sarebbe intrattenuto nel suo locale per tutto il pomeriggio di martedì. Pare fosse abbastanza alticcio quando il proprietario, all’ora di chiusura, verso la mezzanotte, ha cercato di convincerlo ad andarsene. Inizialmente con le buone maniere. Poi, date le resistenze dell’avventore, con metodi più spiccioli. L’uomo, dopo aver accennato ad allontanarsi, si sarebbe appostato sul retro, all’esterno del bar. Manca un quarto d’ora all’una, più o meno, quando il gestore lo coglie in flagrante mentre tenta di rubare la bicicletta della moglie. Per farlo recedere dal suo intento, gli urla contro. Il romeno abbandona la bici per terra e se la dà a gambe levate, dirigendosi verso l’ingresso della proprietà retrostante il locale. Qui, sembra che provi a dileguarsi avventurandosi lungo lo scivolo di un garage. Un passo falso, poi, la caduta da un’altezza di quasi 5 metri e il forte impatto della testa contro il suolo. Il titolare del Bar sport, allarmato dal rumore del tonfo, lo trova davanti all’ingresso del manufatto, esanime. N.I. è ora in prognosi riservata in ospedale a Bassano, vittima di un grave trauma cranico. Della vicenda si stanno occupando i Carabinieri del Comune del Grappa, intenzionati a fare scattare la denuncia per tentato furto aggravato.


IL GAZZETTINO (NORDEST)

Uccise il fratello durante un litigio: 7 anni per omicidio preterintenzionale

Venezia - Durante una lite con il fratello ubriaco che lo picchiava da tempo, aveva reagito e aggredendo a sua volta il congiunto lo aveva ucciso. Oggi, in udienza davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Venezia, Vincenzo Santoro, Andrea Bugno, veneziano di 29 anni, è stato condannato a sette anni e otto mesi di carcere per omicidio preterintenzionale. L’accusa, in una precedente udienza, aveva chiesto 10 anni di reclusione.

Bugno, che una perizia psichiatrica aveva indicato come capace di intendere e volere all’epoca dei fatti, nella notte tra il primo e il 2 settembre 2005 aveva avuto l’ennesima lite con il fratello Roberto (25 anni), con cui conviveva nella città lagunare nel sestiere di Cannaregio, e che da tempo lo picchiava. La lite, secondo quanto ricostruito dalla forze dell’ordine, era poi degenerata.

Il maggiore dei due fratelli, reagendo in modo scomposto alle aggressioni del minore ubriaco, aveva spinto violentemente Roberto contro un muro dell’abitazione, prendendogli poi la testa e spingendola con forza contro una parete. Dopo che Roberto era crollato a terra, il fratello si era reso conto di quanto aveva fatto, chiamando aiuto.

Roberto Bugno era morto successivamente all’ospedale Umberto I di Mestre, per la gravità delle ferite riportate. La lite, trasformatasi in omicidio, era una delle tante in quella che pare fosse una convivenza difficile, aggravata da problemi di disagio sociale e alcolismo.

Il legale di Andrea Bugno, l’avvocato Annamaria Marin, ha annunciato che farà ricorso in appello.


IL MATTINO (NAZIONALE)

LA CROCIERISTA SCOMPARSA 

Elisabetta in mare dalla suite dei genitori vane le ricerche

CHIARA GRAZIANI Elisabeth è rimasta accanto ai suoi genitori che dormivano mentre la grande nave navigava nella notte. Intontita, avvilita. Ubriaca. Fragile ragazza già tormentata a 23 anni ha cercato di loro, Frank e Jerry, prima di scivolare nel nulla e sparire dalla nave dei sogni, la Voyager of the Seas. Probabilmente - gli inquirenti lo credono più che possibile - è volata giù proprio dalla balconata della suite reale, la mini reggia galleggiante sospesa a 32 metri sul livello del mare che suo padre e sua madre avevano prenotato e della quale aveva le chiavi. Un volo che l’ha uccisa sul colpo, come caduta sul marmo per la velocità della nave e quella del corpo. Un volo che l’ha cancellata, risucchiata sotto la chiglia della campionessa di mari, fino a poco fa la più grande nave da crociera del mondo. Addio Elisabeth. Potrebbe essere questa la scena della sua scomparsa. Una richiesta d’aiuto muta nel cuore della notte. I genitori non si svegliano. Elisabeth Galeana (l’esatto cognome), da tempo a disagio per vicende personali travagliate, si fa vincere da disperazione e troppo alcool. Gli inquirenti sono convinti che alla suite dei suoi genitori la ragazza sia effettivamente andata. Venti metri da quella che divideva con nipoti e una sorellastra nella cittadella di lusso che i Galeana avevano requisito sulla Voyager, prenotando i migliori e più esclusivi appartamenti per la loro famiglia allargata, frutto di due matrimoni di Frank e di quattro dei suoi figli di primo letto. La risposta arriverà dalle tecnologie sofisticate del castello disneyano galleggiante della Carribean. Telecamere esterne che potrebbero aver ripreso il volo in mare e, soprattutto, le chiavi elettroniche personalizzate. Chiavi consegnate ad ogni passeggero e che lasciano una scia elettronica, di passaggio in passaggio. Il responsabile sicurezza della Voyager of the seas ha consegnato tutto alla Polmare, coordinata da Angela Ciriello. Ogni membro del clan Galeana disponeva, infatti, delle chiavi delle altre suites. La polizia scientifica, coordinata dal vicequestore Fabiola Mancone, cercherà di ricavare una traccia dalle immagini notturne della fiancata della nave. E ripercorrerà il sentiero elettronico che segna gli ultimi passi di Elisabeth. I suoi genitori, però, sono ripartiti sul castello disneyano. La capitaneria di porto allarga il raggio delle ricerche, più difficili ad ogni ora e ad ogni rimescolio di corrente. Il ritorno di Elisabeth non sarà facile. 


 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (CAPITANATA)

Le tappe Dalla scomparsa di Giusy sino al verdetto di primo grado del gup 

Omicidi, suicidi, accoltellamenti

Decisivo l’esame del Dna per arrivare all’arresto dell’imputato


Le tappe dell’inchiesta 12 novembre 2004 Giusy esce di casa alle 17.15 per comprare i «cd» alla madre e da quel momento se ne perdono le tracce. 13 novembre 2004 Alle 13 rinvenuto in una scogliera, vicino l’ex Enichem, il cadavere della quindicenne: è senza scarpe, con i pantaloni in parte calati e il volto massacrato a colpi di pietra. 14 novembre 2004 La madre di Giusy invita gli assassini a pentirsi. 15 novembre 2004 Durante l’autopsia trovato liquido seminale sul corpo da cui ricavare il Dna dell’assassino. 19 novembre 2004Diecimila persone alla fiaccolata organizzata dai compagni di scuola della vittima. 23 dicembre 2004 Fermatoo Giovanni Potenza, 27 anni, pescatore, sposato e padre di due figli, cugino del padre di Giusy: lo incastra l’esame del Dna perchè è suo il liquido seminale trovato sul cadavere. Confessa d’aver ucciso la procugina, con cui aveva una relazione clandestina da 2 mesi perchè lei voleva che lasciasse la famiglia per mettersi con lei. 26 dicembre 2004 Giovanni Potenza ribadisce in carcere al gip la confessione: sostiene che prima di vedere Giusy aveva bevuto alcolici e fumato un paio di spinelli. 5 aprile 2005 Il pm chiede al gip l’esperimento giudiziale: riportare l’indiziato sul luogo del delitto perchè ricostruisca con un manichino le modalità dell’omicidio; il gip rigetterà la richiesta. 6 maggio 2005 Due amiche della vittima - Sabrina Santoro e Floriana Mangini - arrestate e poste ai domiciliari per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione nei confronti di Giusy: le procacciavano i clienti e dividevano i soldi. Si dicono innocenti. 30 maggio 2005 Carlo Potenza, padre di Giusy, accoltella in un bar Pasquale Mangini, padre di una delle ragazze accusate d’aver indotto Giusy a prostituirsi: arrestato per tentato omicidio. 24 ottobre 2005 Grazia Rignanese, madre di Giusy, s’impicca in casa: era incinta al settimo mese. 27 ottobre 2005 Il pm Vincenzo Maria Bafundi chiude l’indagine sull’omicidio di Giusy: unico indagato è Giovanni Potenza. 25 novembre 2005 Carlo Potenza condannato a 4 anni e 2 mesi per il tentato omicidio di Pasquale Mangini del 30 maggio 2005. 15 dicembre 2005 Giovanni Potenza chiede il processo abbreviato davanti al gup per l’omicidio di Giusy. 26 gennaio 2006 Il pm Vincenzo Maria Bafundi chiede 30 anni per Giovanni Potenza. 9 febbraio 2006 La difesa chiede l’assoluzione del pescatore, sostenendo che Giusy è morta per la caduta accidentale dalla scogliera. 3 aprile 2006 Il gup non emette la sentenza ma dispone un supplemento d’indagini, affidando a un medico legale e a un poliziotto dell’«Uacv», l’incarico di verificare la compatibilità della confessione di Giovanni Potenza con le lesioni riscontrate sul cadavere. 21 aprile 2006 Carlo Potenza arrestato per evasione: abbandona i domiciliari per recarsi a casa della figlia Michela e accusarla per quanto successo a Giusy. 5 luglio 2006 I periti escludono che Giusy sia caduta accidentalmente dalla scogliera come detto dall’imputato. 13 luglio 2006 Carlo Potenza condannato in appello a 2 anni e 4 mesi per il ferimento Mangini, dimezzata la condanna di primo grado. 25 luglio 2006 Il pm ribadisce la richiesta di condanna a 30 anni, la difesa chiede una condanna a 16 anni con la concessione delle attenuanti. 26 luglio 2006 Il gup condanna Giovanni Potenza a 30 anni per omicidio aggravato dalla crudeltà.


L’ARENA.IT

Condannato per una «serata brava»

Incendia un’auto a Casette Preso e processato


Legnago. Tutto è iniziato con una lite e lì poteva finire. Invece Francesco Catter, 32 anni, pluripregiudicato e sorvegliato speciale, non si è limitato, ubriaco com’era, a questo. E perciò, probabilmente per chiudere i suoi «conti» con coloro con i quali aveva discusso, ha dato fuoco ad una macchina e ha cercato, poi, di bruciarne un’altra. Scoperto in flagranza con gli abiti ancora impregnati di gasolio, un accendino e il tappo della bottiglia con la quale aveva portato il combustibile, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo e Radiomobile di Legnago con l’accusa di incendio e tentato incendio volontario.

La serata brava di Catter è iniziata alle 18 di ieri. Il trentenne - che abitava al campo nomadi ma che da poco è domiciliato in via Tobagi - si è presentato in via Fioroni, nel quartiere di Casette, ubriaco e accompagnato da alcuni amici anch’essi di origine nomade. Non si sa cosa av

Venerdì, 28 Luglio 2006
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