Giovedì 06 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 23 luglio 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 IL MESSAGGERO Abruzzo

Prima l’insulta, poi l’accoltella 

Il giovane, un maghrebino, è ricercato dai carabinieri 

di MONICA DI PILLO

FRANCAVILLA - E’ caccia all’uomo a Francavilla dove dalle prime ore di ieri i carabinieri stanno setacciando ogni angolo nel tentativo di scovare il ragazzo nordafricano, probabilmente un maghrebino, che, nella notte tra venerdì e sabato, ha accoltellato e ferito gravemente un giovane francese di origine algerina nel tratto di spiaggia libera antistante via Figlia Di Iorio.

Stando alle testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine, alla base del litigio, finito poi in accoltellamento, qualche bicchiere di birra di troppo.

Dunque nessuna torbida storia di droga o di prostituzione a fare da sfondo, ma solo tanto alcol. Tutto si è consumato in pochi minuti: erano le 2 quando tra il nord africano ora ricercato e il francese di origine algerina, Recheck Hidare, che si trovavano sul tratto di spiaggia libera confinante con via Figlia Di Iorio, sono iniziati a volare insulti e spintoni, fino a quando dalla parole si è passati ai fatti, anzi, alle mani. Il giovane nord africano ha infatti estratto un coltello e, senza ripensamenti, lo ha piantato dritto nel ventre di Recheck Hidare, per poi fuggire a piedi lasciando il francese a terra riverso in una pozza di sangue.

Subito, alcune delle persone che avevano assistito al litigio e all’accoltellamento hanno allertato i carabinieri e gli uomini del 118, che hanno provveduto a trasportare l’uomo gravemente ferito all’ospedale di Chieti.

Recheck Hidare, ventinovenne francese di origine algerina, ”pendolare” tra Francavilla e Pescara, anche se non possiede una fissa dimora, è stato sottoposto ieri ad un delicato intervento chirurgico di ricostruzione del colon, la prognosi é riservata ma fortunatamente non è in pericolo di vita. A fornire un identikit dettagliato dell’aggressore sono stati i testimoni che si trovavano nel tratto di spiaggia, teatro del violento litigio, a quell’ora non ancora deserto.

Questo episodio ha creato tensione tra cittadini e turisti che si godono le vie e le spiagge della città del Cenacolo michettiano fino a tardi e devono sentirsi tranquilli di poter girare. Francavilla, che vive essenzialmente di turismo, in queste calde sere d’estate non può insomma permettersi "il lusso" di richiamare i turisti con manifestazioni e mostre di pregio, per poi offrire come contorno scazzottate e accoltellamenti.


 

CORRIERE ADRIATICO

Il fidardense è stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico

Chiapponi ricoverato in rianimazione

ANCONA - Si trova ricoverato in rianimazione Massimiliano Chiapponi, il 37enne di Castelfidardo rimasto ferito l’altra notte in un incidente stradale avvenuto in contrada Cerretano, nei pressi dell’incrocio in zona Gatto Nero. Chiapponi, al quale era stata ritirata la patente proprio di recente, era a bordo di un’auto priva di assicurazione e presa dalla vecchia carrozzeria della madre. Il giovane si era schiantato frontalmente contro un’altra auto il cui automobilista è rimasto però fortunatamente illeso. Sul posto erano intervenuti i carabinieri per effettuare i rilievi di rito. Dai successivi esami tossicologici è emerso inoltre che Massimiliano Chiapponi aveva fatto uso di cocaina, lsd e alcol.

Chiapponi, arrivato gravissimo al pronto soccorso di Torrette, è stato subito trasferito in ortopedia e sottoposto ad un lungo intervento chirurgico. Successivo il ricovero in rianimazione. Le sue condizioni, nonostante non rischi la vita, sono comunque molto gravi.

Massimiliano è il figlio di Bruno Chiapponi, l’uomo che nel maggio di tre anni fa, uccise la moglie al termine di una violenta litigata. In quell’occasione, Massiliano, intervenuto per difendere la madre, fu colpito al petto da una scarica di pallettoni sparata dal padre rimanendo ferito, in maniera non grave.

al. big.


 

CORRIERE ROMAGNA Rimini

Ritirate 48 patenti, tolti 503 punti Ai “Bob” regalati quasi 100 biglietti 

RIMINI - Tutto in una notte: ritirate 48 patenti, decurtati 503 punti, regalati 98 biglietti omaggio per le discoteche che aderiscono all’iniziativa. Sono alcuni dei numeri che hanno caratterizzato l’altra notte i controlli della polizia stradale nell’ambito del progetto "Guido con Prudenza - Zero alcol, tutta vita", avviato nelle scorse settimane, per la terza estate consecutiva, per contrastare il fenomeno delle stragi del sabato sera. Gli equipaggi della polstrada riminese, piazzati non lontano dalle vie di accesso ai locali hanno utilizzato le speciali apparecchiature in dotazione per scoraggiare le abitudine più pericolose adottate dai giovani al volante: dall’eccesso di velocità alla guida allo stato di ebbrezza alcolica. Complessivamente sono state controllate 419 persone, 372 veicoli e ritirate, appunto, ben 48 patenti.Gli agenti hanno ovviamente mantenuto l’impegno preso in caso di etilometro negativo: discoteca gratis per 98 guidatori che, di ritorno da una serata di divertimento, hanno dimostrato di mantenersi astemi al volante. L’iniziativa - organizzata da Fondazione Ania, Polizia di Stato ed il Silb, l’associazione degli imprenditori dei locali da ballo - continuerà anche nei prossimi fine settimana, fino al 20 agosto. In Romagna, ma anche in altre zone turistiche Jesolo, l’Argentario, Latina e Sassari, i ragazzi sono quindi invitati a nominare il proprio "Bob", cioè colui che sceglierà di non bere per riaccompagnare a casa i propri amici. Già all’uscita dei locali potranno ritirare, insieme a un gadget, un kit per il test dell’alcol, con cui verificare liberamente il proprio eventuale stato di ebbrezza. Se i giovani incapperanno in una pattuglia e risulteranno negativi alla prova dell’etilometro, potranno entrare gratis in discoteca nel fine settimana successivo.


 

GAZZETTA DEL SUD

Grosseto Individuato dalla Polizia il gruppetto che ha imbrattato con bestemmie e simboli le facciate di sei chiese

Raid sacrilego, presi cinque giovani satanisti... per noia

GROSSETO – Un raid sacrilego dovuto più alla noia, all’alcol, all’auto esaltazione che non a una attrazione vera per i temi del satanismo.

Ci sarebbe questo dietro all’imbrattamento, con bestemmie e simboli del satanismo, delle facciate di sei chiese (cinque cattoliche, una protestante) e il danneggiamento di un crocefisso a cui furono staccate le braccia, avvenuti nella notte fra sabato e domenica scorsi a Grosseto e per i quali la polizia ha individuato e denunciato cinque giovani.

Fra loro anche un diciassettenne, gli altri sono di poco più grandi: il più piccolo ha 19 anni, 22 anni il più grande. Proprio quest’ultimo sarebbe stato a capo del gruppetto, al suo interno legato anche da una passione per l’heavy metal. Di mestiere da un mese fa l’idraulico, oltre ad essere un diplomato in grafica. Nella sua abitazione sono state ritrovate i bracci del crocefisso, avvolte in pagine di giornali – è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa tenuta dal questore di Grosseto Fabrizio Gallotti – in cui si parlava del raid alle chiese. Erano nella sua camera, tappezzata di poster con frasi e simbologia satanista, comprese croci rovesciate e il numero 666, realizzati dallo stesso grafico. Trovato anche un quaderno con riferimenti analoghi. Ma, ha spiegato lo stesso questore, il gruppo non avrebbe avuto nulla a che fare con una setta satanica. Quanto accaduto sarebbe da ricondurre più alla noia, ad un certo degrado culturale, e anche all’alcol. Ai cinque, che, a parte l’idraulico, sono studenti o non hanno un’occupazione, la polizia di Grosseto è risalita nel giro di una settimana dopo una serie di accertamenti e grazie anche alla riprese di telecamere installate in strada. Il ritrovamento a casa del ventiduenne dei bracci del crocefisso, un Cristo in legno situato davanti alla chiesa dell’Addolorata, uno degli edifici colpiti nel corso del raid, a cui il giovane aveva staccato gli arti con le mani, ha fornito la conferma della bontà delle indagini. I cinque, secondo quanto emerso, hanno ammesso le loro responsabilità, addossandosi anche quella di un altro episodio analogo, avvenuto il 3 giugno scorso sempre a Grosseto, quando fu imbrattato il portone della chiesa di Santa Lucia. Per tutti è scattata la denuncia per offesa alla religione mediante vilipendio, deturpamento e imbrattamento delle facciate delle chiese e danneggiamento del crocefisso. «Non dobbiamo abbassare la guardia su questo fenomeno - ha detto il questore Gallotti -. Credo che sia un impegno di tutti, delle famiglie, delle scuole, delle chiese e delle istituzioni, per contrastare questi episodi». Il raid aveva suscitato allarme a Grosseto. Solidarietà al vescovo e al ministro della chiesa apostolica di Grosseto era stata espressa dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato, e anche dall’ex ministro all’Ambiente Altero Matteoli. Venerdì sera, nella chiesa dell’Addolorata, cattolici, evangelisti e apostolici si erano anche riuniti in una veglia di preghiere di riparazione per quanto accaduto.


 

IL GIORNALE

Coca party col morto in casa del barista della sinistra chic

Gianluigi Nuzzi

Qualcuno ha lasciato Concetta seminuda morire in una lenta agonia. Dopo un festino di cocaina, alcool e sesso con amici ancora senza volto. Concetta stava male ma chi si divertiva con lei senza esitare l’ha abbandonata al suo destino.
Fuggi fuggi. Se ne sono andati tutti dall’appartamento sfitto al terzo piano di corso di Porta Ticinese 83, un palazzo vecchia Milano che in quella domenica notte di maggio ancora ospitava le vetrine delle «Cantine Rattazzo», ritrovo cult della sinistra radical milanese di proprietà di Piero Rattazzo.

Concetta, 39 anni compiuti in aprile, si è trascinata sul pavimento boccheggiante, tra preservativi, bicchieri vuoti e fazzoletti. Ma da sola non ce l’ha fatta: all’alba è morta. I partecipanti al festino per un giorno intero, tutto il lunedì, hanno fatto finta di niente, come rimuovendo la tragedia della notte prima, quel cadavere seminudo ancora nella stanza da letto. «L’hanno lasciata morire come un topo in trappola, per un giorno intero nessuno l’ha aiutata», urlano oggi Pilly e Cinzia, sorelle del fidanzato Roberto, con il quale Concetta conviveva da cinque anni in un buco di monolocale al primo piano proprio dello stesso stabile. E in effetti sembra esser andata proprio così visto che solo la sera dopo, tra le 24 e l’una di notte, una persona si è presentata ad aprire quella porta.
Seppur non abiti lì da quasi un anno a girare le chiavi arriva l’ultimo inquilino, il tabaccaio Angelo di corso di Porta Ticinese: «Avevo mandato Concetta a pulire casa, dandole le chiavi - afferma - e l’ho trovata morta».

Angelo ferma una volante, accertamenti, interrogatori. I medici collocano il decesso almeno dodici ore prima. Quindi all’alba o nella mattinata di lunedì. Ma chi era con lei? Chi le ha passato la droga? Chi non l’ha soccorsa? Mistero.
Con i segugi del commissariato di Porta Ticinese e della squadra mobile che partono dai dati certi e da quelle che almeno per ora bisogna definire delle coincidenze per ricostruire questo giallo. A iniziare dalla casa del festino. Chi aveva le chiavi? Oltre ad Angelo, che evidentemente le conservava ancora pur non abitando più lì, un altro mazzo lo aveva e ha anche il proprietario del bilocale, che coincidenza vuole essere se non amico buon conoscente sia di Angelo sia della stessa Concetta, sua cliente abituale. Chi è? Piero Rattazzo, proprietario della storica vineria, Ambrogino d’oro nel 2005 su proposta del consigliere di Rifondazione Atomo Tinelli. Insomma, un’icona vivente che coagula le anime della sinistra, tra radical chic, intellighentia e punkabbestia.

«Quella sera - assicura - non sono salito su in quella casa e nemmeno sapevo di questo festino. Magari la polizia troverà dei mozziconi di mie sigarette, ma che volete, ogni tanto andavo in quell’appartamento sopra il bar a riposare». Tutto chiaro? Per niente. Almeno stando al sostituto procuratore Giulia Perrotti e ai suoi inquirenti. Da mesi scandagliano questa brutta storia che il Ticinese vorrebbe buttarsi presto alle spalle, dopo aver però capito come è andata. Bisogna quindi ritornare a quella domenica, il 14 maggio.
Tutto accade in pochi metri, nel palazzo di corso di Porta Ticinese al civico 83. A piano terreno il bar Rattazzo, al primo la casa di Concetta con Roberto, al terzo sia il trilocale della madre di Roberto e «suocera» di fatto di Concetta, sia in fondo al ballatoio l’appartamento di Rattazzo, dove lunedì 15 maggio, verso le 24, viene trovata la donna ormai morta. Siamo in piena campagna elettorale. Atomo Tinelli festeggia dalle 18 in poi un «aperitivo rosso sinistra - si legge sul suo sito - vino rosso, salame e pancetta per tutti al mitico bar Rattazzo». La sera è fresca e piacevole. Fuori dal Rattazzo, a firmare autografi si mischia a centinaia di persone persino Dario Fo, che corre per la poltrona di primo cittadino. Dietro al bancone, come sempre, Rattazzo smista piatti e birre. Tra avventori, amici e compagni ecco che sbuca verso le 20 proprio Concetta, cliente abituale che ama ciondolare al bar di Piero. La ragazza beve qualche bicchiere. Chiacchiera con un’amica detta «la francesina», pare di origini iraniane.

Scherza. E organizza o accetta di partecipare con degli sconosciuti al festino.
Al terzo piano però la suocera e le sorelle del convivente l’attendono per cena. Ma lei, pur legatissima ai familiari di Roberto, non si fa vedere. Sino a tarda sera quando passa per un saluto. «Mi disse che andava a riposarsi a casa sua al primo piano - ricorda la madre di Roberto - mentre a mio figlio, abbiamo poi scoperto, gli disse che avrebbe dormito da me, come ogni tanto faceva. Ma qui dopo quel saluto non è mai entrata».

Insomma, una bugia a suocera e una al convivente per eludere qualsiasi sospetto.
Così Concetta si infila nel bilocale al terzo piano. Con lei entrano ed escono amici che nessun vicino vede o incrocia. L’indomani mattina, lunedì quindi, Roberto e la madre capiscono che Concetta ha detto loro una bugia: «Credemmo che fosse andata - spiega Roberto - a trovare una sorella fuori Milano». Passa l’intera giornata e nessuno si preoccupa più di tanto. Così la sera al rientro dal lavoro. Fino all’una di notte.

Quando alla porta di Roberto bussa la polizia chiamata da Angelo. Ora gli inquirenti sondano i rapporti che legano i protagonisti di quella serata. Per individuare chi ha passato la droga a Concetta e incriminarlo per «morte come conseguenza di altro delitto», ovvero omicidio colposo derivante dallo spaccio di stupefacenti.
Al momento infatti nessuno è indagato. Ma gli inquirenti stanno stringendo ora dopo ora il cerchio degli indiziabili. «Il fatto che Rattazzo abbia precedenti per spaccio di cocaina - spiega un investigatore - è un indizio che di certo non lo aiuta».

Ma lui ancora giura: «Di questa storia non so niente».
Gianluigi.nuzzi@ilgiornale.it


 

IL GAZZETTINO Padova

Terrorizzava il quartiere: in manette 

Blitz notturno dei carabinieri a Marano per catturare un ventenne pluripregiudicato serbo

Mira

Blitz dei carabinieri di Mira nel cuore della notte nel quartiere Battaggia a Marano di Mira. Arrestato mentre dormiva a casa dei genitori il latitante e pluripregiudicato Dragan Mitrovic, 20 anni, insieme alla moglie R.S. di 17 anni. Da tempo i carabinieri della Tenenza di Mira erano sulle tracce dell’uomo, ben conosciuto a Marano per il suo carattere aggressivo e violento e per le sue angherie versi famigliari e vicini. Dopo l’ultima "prepotenza" (aveva pestato insieme al fratello di 18 anni un’anziana e mandato all’ospedale un’intera famiglia che aveva cercato di difendere la donna) si era dato alla macchia ma sull’uomo pendeva l’ordine di carcerazione. L’altra notte il passo falso. Dragan insieme alla moglie e al figlioletto sono andati a dormire a casa dei genitori ed è lì che i carabinieri, guidati dal tenente Massimo Ferrari, li hanno sorpresi, a mezzanotte e mezza, dopo aver circondato Marano di pattuglie per evitare ogni possibile fuga.

"E’ stato proprio un bliz, quasi non ce ne siamo accorti - hanno commentato gli abitanti del quartiere Battaggia - speriamo che questa volta il nostro incubo sia finito. I suoi modi violenti, i suoi atteggiamenti aggressivi soprattutto sotto l’effetto dell’alcool e a qualsiasi ora del giorno e della notte hanno creato il terrore in questo quartiere di gente semplice e tranquilla. Anche se in questo periodo latitanza la situazione si era calmata, per mesi abbiamo avuto paura di uscire di casa - denunciano i vicini - lui e suo fratello minore, ora espulso, erano persone violente e senza scrupoli. Un grazie ai carabinieri che ci hanno sempre sostenuto ed evidentemente continuano a farlo".Il serbo era da anni considerato l’ossessione di Marano e del quartiere Battaggia, dove viveva insieme ad altre famiglie di profughi dell’ex Jugoslavia che, a differenza di Dragan, si sono ben inserite tra la comunità maranese. Gli abitanti, impauriti dagli atteggiamenti del serbo di appena 20 anni ma già con due mogli e due figli a carico, più di qualche volta avevano anche in assemblee pubbliche denunciato la situazione e chiedendo ad amministrazione comunale e alle forze dell’ordine maggiore sicurezza. Nonostante i controlli dei carabinieri Dragan si era sempre comportato in modo violento e arrogante con tutti. Pluripregiudicato, con precedenti per furto e rapina oltre che per danni al patrimonio e alle persone, era stato espulso diverse volte ma aveva beneficiato dei termini di legge per avere a carico dei figli molto piccoli e, recentemente, si era reso latitante. Ieri il blitz dei carabinieri e l’arresto insieme alla giovanissima moglie.

Luisa Giantin


 

IL MESSAGGERO

Ladispoli, ubriaca al volante semina il panico e finisce fuori strada: ritirata la patente 

Si è messa al volante completamente ubriaca. E solo il tempestivo intervento dei carabinieri ha evitato che provocasse una serie di incidenti a catena. A creare scompiglio per le strade di Ladispoli è stata S.T., 30 anni, che in stato di ebbrezza ha prima scorrazzato per il centro, dirigendosi poi pericolosamente a zig zag verso la via Aurelia.

La vettura della donna, inseguita da una pattuglia dell’Arma, ha rallentato la corsa finendo dentro una cunetta. La giovane non ha riportato ferite, ma l’esame in ospedale ha rivelato ingenti quantità di alcool nel sangue. S.T. è stata denunciata per guida in stato di ubriachezza. Immediatamente ritirata la patente.


 

IL GIORNALE DI VICENZA

La polizia è intervenuta in via Fermi per calmare un quarantenne

Maltratta madre e padre e reagisce agli agenti. In cella

I genitori convinti a denunciare il figlio

 (d. n.) Ha reso la vita in famiglia un inferno. L’altra sera, dopo l’ennesimo colpo di testa, oltre ai genitori ha aggredito i poliziotti e per lui, inevitabili, sono scattate le manette. In carcere la polizia ha accompagnato Nicola Pinaffo, 40 anni, residente in città in via Fermi, volto già noto alle forze dell’ordine. Alcuni mesi fa era stato arrestato a Creazzo dopo aver minacciato di dar fuoco ad un bar. Questa volta il pm Peraro lo accusa di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.

Gli anziani genitori lo seguono da anni con amore partecipe. Pinaffo ha problemi legati alle dipendenze e la convivenza con lui è difficile, ma madre e padre non avevano mai voluto denunciarlo. L’altra sera, verso le 21.45, però, l’uomo - che non lavora ed ha costantemente bisogno di soldi - ha esagerato. Ha inveito in tutti i modi contro i genitori, e poi ha iniziato a sfasciare i mobili buttando le suppellettili in giro per la casa. La madre, disperata, ha chiesto aiuto al 113, sperando che gli agenti riuscissero a calmarlo e che lui, di fronte alle divise, si sarebbe quietato.

In realtà, quando i poliziotti delle volanti sono entrati nell’appartamento di via Fermi, Pinaffo è andato su tutte le furie. Ha prima iniziato ad offenderli, a chiedere cosa volessero da lui, ed ha proseguito minacciandoli di sparare loro non appena si fosse procurato una pistola. Era fuori di sè, e si presentava visibilmente alterato come se avesse esagerato con l’alcol o con qualche sostanza.

Gli agenti hanno cercato in tutti i modi di farlo ragionare, mentre i genitori si sono ritirati spaventati dal comportamento del figlio, che pareva intenzionato a far loro del male. «Se mi denunci me la pagherai», ha sibilato alla madre, minacciandola seriamente.

Quando, alla richiesta di seguirlo in questura, è arrivato a spintonare e a sputare in viso ad un agente non ci sono stati più gli estremi per trovare un accordo. Gli agenti hanno ammanettato Pinaffo e, nonostante i suoi tentativi di divincolarsi, lo hanno caricato nella vettura di servizio. I genitori lo hanno denunciato, e Pinaffo è stato accompagnato al S. Pio X. Ora, in attesa di essere interrogato, avrà il tempo per calmarsi.


 

IL MESSAGGERO Pesaro

IL NUOVO PICCO 

 Che caldo

Il 118 soccorre cento persone 

 Più di cento persone ieri hanno accusato malori a causa del caldo, che è tornato a farsi sentire prepotentemente. Alla temperatura già alta (ha sfiorato i 30 gradi), s’è infatti aggiunta l’umidità, che incrementa la temperatura percepita dal corpo umano con la classica sensazione di afa. A richiedere aiuto sono state principalmente i vecchietti e gli scriteriati della tintarella. La mattina infatti a chiamare gli operatori del 118 sono stati soprattutto gli anziani, vittime della disidratazione, che trova un facile terreno in tutte quelle persone che già soffrono di qualche malattia cronica. Nel pomeriggio invece ad accusare malori sono stati soprattutto quei bagnanti che, dopo aver preso il sole tutto il giorno senza le necessarie preoccupazioni, sono stati vittime di episodi di insolazione. Per lo più si è trattato tuttavia di casi non preoccupanti, tanto che la maggior parte dei richiedenti è stata medicata sul posto dai sanitari di Anconasoccorso e dalla guardia medica. Coloro che hanno necessitato di ricoveri si sono contati sulle punte delle dita. Lo stesso pronto soccorso ha registrato un numero di malori da caldo leggermente superiore alle medie stagionali fatte registrare negli scorsi anni. Il “leggermente” ha anche una spiegazione. Il servizio di guardia medica infatti il sabato non è in funzione dalle 8 alle 10. Gli infermieri del 118 si trovano così costretti a portare a Torrette tutti i bisognosi di cure. Tra loro anche parecchi ubriachi, particolarmente vulnerabili al caldo.

A.B.


 

IL GAZZETTINO Venezia

Sul divieto di bottiglie di vetro e alcolici, Azione giovani insorge 

Jesolo

(F.C.) È attivo da ieri il divieto di vendita delle bottiglie di vetro nelle ore notturne e Azione Giovani invita il sindaco a fare marcia indietro. Dopo le proteste di vari operatori turistici e quella forte dell’Associazione jesolana albergatori, il primo cittadino Francesco Calzavara comunicò l’intenzione di ripetere l’esperienza della Notte Bianca e di vietare la vendita di alcolici nelle bottiglie di vetro; provvedimento da attuare nella zona compresa da Largo Augustus a piazza Trento, dall’una di notte, mentre dalle quattro divieto della somministrazione di qualsiasi tipo di alcolico. «Vogliamo esprimere tutta la nostra contrarietà», esordiscono Nicola Rossi e William Castagnotto, rispettivamente presidente e vice presidente di Azione Giovani, il gruppo giovanile di Alleanza Nazionale. «È un provvedimento infelice per una serie di motivi. In primo luogo, il ferimento di un noto imprenditore jesolano la notte dei festeggiamenti mondiali, coperta dal divieto di vendita di alcolici in bottiglia, dimostra come l’ordinanza non scoraggi i malintenzionati, ma soprattutto non limiti il consumo di alcolici in bottiglia, spesso portati direttamente da casa. In secondo luogo, la scelta di imporre il divieto nella sola zona Largo Augustus-Piazza Trento appare come un paradosso: un giovane potrà quindi comprare degli alcolici in bottiglia un metro prima di Largo Augustus, in una zona non soggetta all’ordinanza e recarsi poi in piazza Mazzini munito di bottiglia in barba all’ordinanza. In terzo luogo, tale ordinanza va a penalizzare direttamente e in maniera discriminatoria tutti gli esercenti compresi nella fascia interessata che vedranno drasticamente ridotta la loro attività per mano di un’ordinanza tanto affrettata quanto infelice (*)». Viene, quindi, chiesto al sindaco di ritirare l’ordinanza. Da ricordare che Calzavara aveva anche spiegato che il provvedimento era stato concordato proprio con gli esercenti. «Si rivolga invece l’attenzione - chiude Azione Giovani - alla grave situazione di anarchia che regna nel lungomare».

 

(*) Nota: i problemi alcolcorrelati non hanno colore politico.

Dove ordinanze di questo tipo sono proposte da amministrazioni di centro-destra, insorge il centro sinistra.


 

IL MESSAGGERO Pesaro

L’ALLARME 

 «Io, molestata da ubriachi di sera non passo più di lì» 

La fitta vegetazione e le numerose zone d’ombra presenti all’interno del Miralfiore rendono il parco un luogo di incontro ideale per gli spacciatori e i loro “clienti”. Lo sanno bene anche i residenti della zona che spesso si sono lamentati per la mancanza di controlli, soprattutto la sera. «Non passerò mai da sola la sera – racconta Federica – ma neppure di giorno sono tranquilla se non si vede nessuno in giro. Qualche mese fa, in pieno giorno, alcuni extracomunitari ubriachi mi hanno importunato mentre passeggiavo, da quella volta non sono più ripassata in quel punto del parco». Non solo di notte, quindi. Secondo alcuni anche di giorno sarebbe possibile imbattersi in spacciatori, molestatori o ubriachi. «Nel sentiero interno che costeggia l’Ipercoop io non ci passo più – afferma una preoccupata signora – troppo spesso vedo strani individui aggirarsi lì intorno e poi scomparire tra gli arbusti, così liberamente alla luce del giorno. Gli anni passati ho anche ritrovato qualche siringa». Testimonianze di come alcuni cittadini vivano il parco Miralfiore, una zona che dovrebbe essere tra le più belle della città.

Lu.Fa.


 

IL MESSAGGERO Marche

Centro più sicuro contro vandali e ubriachi, raddoppiano di notte le pattuglie dell’Arma 

 di SERGIO BIAGINI

Da adesso in poi le notti estive in città saranno più sicure. Contro vandali, teppisti, writers scatenati e ubriachi l’Arma dei carabinieri raddoppia i controlli. E saranno ben due, oltre a quella del Radiomobile, le pattuglie che ogni notte sorveglieranno il centro cittadino con servizi di perlustrazione che si estenderanno fino a Campolungo e in periferia per prevenire i raid ladreschi. E’ questa la risposta del comando provinciale dei carabinieri alle sollecitazioni insistenti giunte negli ultimi mesi da cittadini, associazioni e istituzioni. Di fronte alla cosiddetta crescente “domanda di sicurezza” il Ten. Col. Sante De Pasquale, con uno sforzo non da poco visto anche il periodo estivo, ha attivato una serie di servizi che richiameranno uomini e mezzi anche dalle stazioni limitrofe, allo scopo appunto di garantire per almeno 3 ore ogni notte un pattugliamento del centro. Un discorso anche di visibilità. Le auto, dice De Pasquale, avranno i lampeggianti accesi e saranno facilmente individuabili. Per la gente sarà possibile uscire la sera con più tranquillità, senza timore di esagitati, schiamazzi, danneggiamenti, che d’estate aumentano. E per chi anche solo si diverte a imbrattare muri e monumenti il “messaggio” è chiaro: l’Arma è presente e vigila con la collaborazione dei cittadini. L’esperienza del carabiniere di quartiere conferma l’ottimo rapporto insturato con la popolazione. I militari in servizio a Porta Romana, Porta Maggiore, Campo Parignano-Borgo Solestà e piazza Immacolata, hanno dato un ottimo riscontro, dice De Pasquale. E spesso sono state raccolte informazioni preziose per evitare e reprimere reati, ma anche per risolvere i piccoli problemi quotidiani. «I carabinieri di quartiere sono un’interfaccia utilissima tra la gente e l’Arma» nota il comandante provinciale. L’attività di monitoraggio è del resto basilare. Nel corso del bilancio semestrale De Pasquale ha parlato di 96.216 persone identificate contro le 93.805 dei primi sei mesi 2005. E sono triplicate le persone “di interesse”, in pratica schedate passate da 1129 a 3.335. Novità ci saranno sul fronte anche delle contravvenzioni stradali che nei primi sei mesi del 2006 hanno raggiunto quota 20.367 (19.550 nel 2005). De Pasquale ha fatto capire che ci sarà una maggiore discrezionalità rispetto al passato, fermo restando che le norme dovranno essere sempre rispettate.


 

IL TEMPO

SENTENZA D’ASSOLUZIONE

Denunciato in stato d’ebbrezza ma aveva bevuto melissa

CUNEO — Non aveva esagerato con l’alcool prima di mettersi al volante, ma si era limitato a una lunga sorsata di estratto di melissa per riprendersi da uno spavento: un automobilista di 30 anni è stato così assolto dall’accusa di guida in stato di ebbrezza. La melissa è un tonico che può provocare una variazione del tasso alcolico nel sangue per un periodo di tempo compreso fra i cinque e i quaranta minuti. Lo scorso gennaio, l’imputato aveva appena avuto un incidente su una strada della provincia di Cuneo e, per calmare i nervi, aveva fatto ricorso alla bevanda che portava sempre con sè come rimedio contro i cali di energia. Quanto i carabinieri giunsero sul posto per gli accertamenti notarono che i valori erano fuori norma e lo denunciarono.


 

IL MESSAGGERO Ancona

SPIAGGIA BOLLENTE 

Falconara, rissa tra ubriachi

FALCONARA Momenti di paura in spiaggia per colpa di cinque stranieri ubriachi e molesti. E’ accaduto ieri intorno alle 18 (*) ai confini tra Palombina e Collemarino. I cinque, originari dell’est Europa, dopo aver bivaccato a lungo a ridosso del muro di cinta della ferrovia hanno dato in escandescenze sbraitando e spingendosi tra loro. Sono intervenute due pattuglie della Polizia e un’ambulanza che ha caricato uno di loro "crollato" sulla sabbia. Visibilmente ubriachi tanto da non reggersi in piedi e da non riuscire a rispondere alle domande degli agenti, dopo i controlli del caso i cinque sono stati invitati ad allontanarsi.

 

(*) Nota: che peccato, un’altra ora e potevano approfittare dell’happy hour (vedasi articolo successivo)


 

IL MESSAGGERO Ancona

Quando comincia a scendere il buio gli stabilimenti balneari della Riviera del Conero e di Falconara si animano di musica e sapori 

Happy hour, l’estate comincia al tramonto 

Fermarsi in spiaggia fino a tardi in costume e infradito gustando un aperitivo è il must dell’estate 

 di SERENA BUSSOTTI

In spiaggia dalla mattina alla sera, ma soprattutto al tramonto, quando gli stabilimenti balneari della Riviera del Conero e di Falconara si animano di musica e sapori. E la domenica è la serata clou per gli happy hour. Fermarsi in spiaggia in costume, pareo e infradito fino a tardi dopo una giornata sotto il sole è il must dell’estate. Stasera, come ogni domenica di luglio e agosto, sono due gli appuntamenti da non perdere: a Marcelli, il ristorante La Perla organizza l’happy hour a partire dalle 19. Dalla cucina sfilano vassoi di prelibatezze: olive ripiene di salmone, frittelline di pesce, insalate di mare, cozze all’agro, sarde fritte e spiedini di calamari alla griglia (costo: 6 euro). Poco più a sud, a Scossici, c’è il Sunday Party del Bahari Cafè : dalle 18 aperitivo a buffet sulla terrazza sul mare, ricette estive, vino e cocktail mentre si balla a piedi nudi sul bagnasciuga (dagli 8 ai 10 euro). Ma sono molti i locali on the beach che propongono l’aperitivo sette giorni su sette. Al Pinimpero (a nord di Porto Recanati) ogni sera dalle 18 alle 21 viene servito l’aperitivo più fusion: spiedini di polipo con aceto balsamico e fragole, melone e gamberi, spiedini fritti di calamari e zucchine e salmone marinato al sesamo (7 euro). Il Risto-Cafè’ Les Parasoles di Marcelli propone invece due assaggi: uno vegetariano e l’altro di pesce e verdure (8-10 euro). Sempre a Marcelli ma un po’ più a sud, si può optare per un aperitivo sulla terrazza del Cucale , dove si sceglie tra il pesce (10 euro) o l’aperitivo più classico (6). Se invece il mare preferite godervelo dall’alto, La Torre di Numana fa per voi: la terrazza sul ristorante è teatro ogni sera dell’aperitivo più scenografico (12 euro). Aperitivo&musica è il must anche sul litorale falconarese. Lo sanno bene al Solaria Beach Village , al New Tropical e da Abbronzantissima . Il clou si ha nei week-end, ma ogni sera si possono assaggiare le specialità di uno chalet diverso. Da segnalare quelli a tema del lunedì al Jeko Cafè che questa settimana propone i sapori della Spagna con venti ballerine di flamenco.


 

CORRIERE DELLA SERA Roma

LUDOVISI PALACE

 «C’è un morto in hotel» Ma era solo un ubriaco

 Giallo ieri mattina al «Ludovisi Palace» in via Ludovisi, a due passi da via Veneto. Un inserviente ha chiamato il «113» dicendo di aver trovato il corpo di un giovane inglese in uno sgabuzzino. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti che però, dopo aver aperto la porta del ripostiglio, non hanno trovato nessuno. Il presunto morto, in realtà un trentenne ubriaco, si era solo addormentato nello sgabuzzino e poi si era allontanato raggiungendo la terrazza dell’hotel. L’allarme è rientrato poco dopo.


 

IL MESSAGGERO Rieti

Montalto, non si ferma all’alt e urta una “gazzella”: via la patente a ragazzo viterbese 

L’alcool molto probabilmente gli aveva annebbiato la vista ed è così che un giovane di Viterbo, di passaggio a Montalto Marina con amici, tutti già noti alle forze dell’ordine, non si era accorto del posto di blocco dei carabinieri, che nella notte di ieri erano appostati per il controllo notturno del litorale.

Infatti con la sua auto, oltre a portare via lo specchietto retrovisore di una “Gazzella” dei carabinieri, per poco non investiva un militare che gli aveva mostrato la paletta per l’alt. Subito inseguito e fermato, al giovane è stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza e poi denunciato per altri reati connessi.

A.Sal.


 

L ARENA di Verona

ARCOLE. Continua la polemica sulla concessione dell’aula civica al gruppo

Gatti: «C’è posto per l’Acat»

Ma il club antialcolismo replica al sindaco: «Sala negata»

Il sindaco: «Riconosco l’importanza dell’associazione ma anche altre ci chiedono spazi. In caso di sovrapposizioni abbiamo sempre avvisato in tempo»

 Arcole. L’uso della sala civica da parte del club antialcolismo Acat 525 (*) continua a far discutere. Dopo le dichiarazioni del presidente Acat Sergio Varcati («Siamo senza sede per i nostri incontri», L’Arena, 10 luglio) interviene il sindaco Gabriele Gatti.

«Quest’amministrazione, riconoscendo l’importanza dell’associazione», dice il sindaco, «al di là di quanto previsto dal regolamento per l’utilizzo della sala civica, ne riserva all’Acat l’utilizzo ogni mercoledì sera. Si tenga presente che la sala civica monsignor Socche è a disposizione non solo dell’amministrazione per lo svolgimento del Consiglio comunale o di altre riunioni ma anche per incontri di associazioni o gruppi politici, i quali non possono programmarsi l’attività all’inizio dell’anno, ma che sono a conoscenza, comunque, che il mercoledì la sala civica non è per loro disponibile».

 Il sindaco sostiene che «negli anni scorsi è sempre stata evitata la sovrapposizione di altre riunioni nella serata del mercoledì e quando questo è accaduto il presidente Sergio Varcati è sempre stato avvisato per tempo (**) o comunque le altre riunioni sono state organizzate dopo gli incontri del Club 525». Il sindaco sottolinea che Varcati «ha dato la disponibilità a spostare gli incontri dal mercoledì al venerdì per il periodo dal 10 marzo al 26 maggio 2006, a seguito della richiesta di effettuare un corso di attività teatrale».

Anche nel caso di una riunione scolastica, lo spostamento per gli alcolisti dal mercoledì al venerdì, secondo il sindaco, sarebbe stato accettato dal coordinatore: «La vicepreside delle medie chiese la sala civica venerdì 12 maggio», dice il sindaco, aggiungendo che a Varcati sarebbe stato chiesto «di spostare per quella settimana l’incontro della sua associazione in un locale della biblioteca comunale».

Ribadisce Varcati: «Il problema delle sovrapposizioni di incontri c’è e non ne parlo per fare polemica. Abbiamo già 40 soci e ci serve la sala grande. In primavera si sono tenuti gli incontri della protezione civile per un mese e mezzo e il sottoscritto non è stato informato. Un altro mercoledì c’era l’Avis a occupare la sala, noi ci siamo spostati in biblioteca ma lì c’era il coro. Un’altra sera abbiamo dovuto lasciare la sala civica perché c’era la squadra di calcio... Sono situazioni di disagio per i nostri ospiti, che si trovano a vivere un percorso di recupero spesso difficile e con sofferenza (***). Se c’è Consiglio comunale non abbiamo alcun problema a lasciare libera la sala civica. In caso diverso abbiamo diritto a essere almeno anticip

Lunedì, 24 Luglio 2006
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