Lunedì 30 Marzo 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 28 giugno 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

BRESCIA OGGI

GAMBARA. Nei giorni scorsi il terzo congresso regionale Acat

Alcolismo, piaga diffusa

Servono più sinergie tra il club e gli enti locali

Il terzo Congresso Regionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento della Lombardia svoltosi a Gambara nei giorni scorsi, ha registrato una numerosa partecipazione di iscritti oltre che a molti rappresentanti delle Comunità locali. Tema dell’importante incontro: «I cambiamenti delle Famiglie e delle Comunità» .

Toccanti e sincere le diverse testimonianze delle vittime dell’alcol. Una piaga che ha dimensioni sconosciute all’opinione pubbliche. Una piaga che fa molte più vittime di altre droghe giustamente considerate illegali.

Dopo un breve cenno di saluto delle autorità e i ringraziamenti del sindaco Roberto Arturi al presidente Acat di Gambara Mario Cigala, il congresso ha dato ampio spazio alla tavola rotonda partecipata dagli iscritti. Persone che stavano distruggendo, anche economicamente, la propria famiglia ma che sono riuscite a guarire grazie all’aiuto dell’associazione, sempre più radicata sul territorio, la cui risorsa principale è formata dai tanti volontari che affiancano e aiutano i nuovi iscritti.

Ma dalla riunione è emersa l’importanza per il club di mantere forti legami con le comunità in cui opera, essendone parte integrante, anche in prospettiva di costruzione di forti valori umani e sociali da trasmette alle generazioni future. In tal senso risulta essenziale il coinvolgimento dei figli alla vita del Club. Spesso nei piccoli paesi si deve combattere con i pregiudizi della gente che può dissuadere ad iscriversi all’associazione. Proprio per questo la sinergia tra amministrazioni pubbliche e Acat deve creare in modo discreto ma massiccio canali informativi chegiungano alla gente.

g.b.m.


IL GAZZETTINO (ROVIGO)

ALCOL Progetto pilota del Sert

«Minori sedotti da spritz e aperitivi» Dylan dog porta la prevenzione a scuola

Va in archivio la prima parte del progetto Dylan dog, l’iniziativa di prevenzione all’abuso di sostanze alcoliche condotto dalla cooperativa Nike kai dike in collaborazione con l’Ulss 18. Un progetto avviato nel 2005, che lascia in eredità una preziosa banca dati su consumi e stili di vita dei ragazzi della provincia oltre ad attrezzature, strumenti tecnici, schede di valutazione e un team collaudato. Quello di Dylan dog, però, è un arrivederci al prossimo autunno. Già previsto, infatti, il rifinanziamento per completare il percorso di prevenzione perchè il lavoro svolto ha messo a fuoco una realtà allarmante. Il consumo di alcolici cresce soprattutto tra i giovani con una dimensione pari alla diffusione del vino negli anni 50-60. E quel che è peggio, manca la percezione della pericolosità del fenomeno.«È un progetto ambizioso - commenta Alberto Roncon, responsabile del progetto Dylan dog - che ha consentito di mappare i luoghi a rischio, porre le basi di interventi educativi e di riduzione del danno promuovendo stili di vita sani. Abbiamo creato un gruppo di lavoro strutturato in grado di lavorare sui grandi numeri. In questa prima fase abbiamo coinvolto 1850 studenti di 15 istituti superiori di Medio e Alto Polesine e contattato circa 10 mila persone con la struttura mobile attrezzata per la distribuzione di materiale, tra cui i test etilometrici rapidi ai frequentatori di locali notturni e feste di piazza». Alla realizzazione di Dylan dog hanno collaborato il Sert dell’azienda Ulss 18, le amministrazioni comunali, le forze dell’ordine e i gestori dei locali notturni, molto più attenti di quanto si creda all’aspetto sicurezza.«Appena ricominceranno le scuole - commenta Renato Casari, presidente della cooperativa Nike kai dike - andremo a riprendere l’opera di informazione. Il fenomeno spritz e happy hour sta crescendo in modo esponenziale e bisogna lavorare per arginarlo finchè è possibile».Perchè gli alcolici sono sempre più al centro di momenti di aggregazione. Aperitivi e spritz sono il nuovo rito di massa, fanno status e facilitano la socialità. Così dappertutto si vedono ragazzi e ragazzini con il bicchiere in mano pieno di alcool. Ma la percezione di stare assumendo sostanze tossiche per l’organismo è pericolosamente inferiore al danno reale.

«Dei 1850 studenti intervistati - sottolinea Matteo Spagnolo, uno degli psicologi della cooperativa - uno su tre ha risposto di ritenere il problema poco rilevante, uno su due di consumare alcolici e birra abitualmente. Nella fascia tra i 14 e i 16 anni ben 8 adolescenti su 100 fanno uso di alcolici, uno su dieci si è ubriacato una volta negli ultimi sei mesi e uno su 4 almeno due. Solo il 20\% ha dichiarato di non bere mai».

Dylan dog è andato anche su strada monitorando chi si mette al volante. Sei operatori hanno effettuato 37 uscite prendendo di mira feste della birra, sagre paesane, concerti e locali notturni e distribendo qualcosa come 7.500 test etilometrici. Ne è risultato che l’autopercezione di aver bevuto oltre i limiti ed essere pericolosi per sé e per gli altri è inversamente proporzionale alla quantità bevuta. Vale a dire che proprio chi più beve, crede poi di essere più sobrio.

N. C.


GREEN PLANET

ALCOL TRA I GIOVANI, AL PRIMO POSTO LA BIRRA

Anche gli aperitivi tra le bevande preferite

Cresce il consumo di alcol nella fascia tra i 14 e 16 anni. Quasi uno studente su due assume aperitivi alcolici e birra, uno su tre fa uso di superalcolici. L’assunzione più o meno regolare di alcolici, soprattutto aperitivi, si attesta in tre studenti su quattro. C’è chi tra gli assuntori fino ai 34 anni oltrepassa di non poco il tasso alcolemico legale dello 0,5 per mille, fino a raggiungere 4. A rivelarlo è l’indagine che la cooperativa sociale Nike Kai Dike ha condotto su un campione di 1859 studenti di prima e seconda superiore, tra febbraio 2005 e giugno 2006 e in secondo luogo procedendo con 1830 test etilometrici lungo la strada, locali notturni, feste paesane (fascia d’eta’ interpellata: tra 18 e 34 anni, il 40% è risultato oltrepassare il tasso legale).
La ricerca si innesta nel progetto “Dylan Dog” che ieri dopo un anno e mezzo di sperimentazione è stato prorogato per i prossimi tre anni.
Nel mirare a prevenire l’abuso di sostanze alcoliche, il progetto ha coinvolto in totale 15 istituti scolastici nel territorio dell’Ulss 18, tramite la predisposizione di un questionario. Come ha illustrato il responsabile del progetto Alberto Roncon, i quesiti sottoposti agli studenti attenevano l’uso di alcol e la percezione dei rischi correlati. In controtendenza rispetto ai dati Istat del 2001 che a livello nazionale attestavano che il consumo di alcol (specie birra e vino) nella fascia tra 14 e 16 anni fosse al 50%, Dylan Dog 2005 rivela che i consumatori siano l’80% (83% maschi e 79% femmine) con predilezione per aperitivi e birra.
«Quello che preoccupa — ha sottolineato lo psicologo Matteo Spagnolo — è la sottovalutazione del fenomeno. Poco meno della metà ritiene sia poco rilevante o inesistente. Metà degli interpellati ritengono per essere ‘brilli’ di dover bere almeno dai 3 ai 5 bicchieri». La percezione che dovrebbe essere quella di ubriachezza è invece in taluni casi quindi di semplice alterazione.
Cambiando versante d’indagine, quello del test alcolemico su strada non è più rassicurante del primo. Con l’ausilio di sei operatori di strada, due psicologi, le forze dell’ordine, è stato possibile effettuare 1830 test alcolemici per decretare che il 40% degli esaminati oltrepassa il tasso legale di 0,5. Di questi il 18% in forma lieve, il 15% grave. «Si raggiunge anche il 2,50-2,70, sabato scorso persino il 4 per mille — ha confermato il presidente di Nike Kai Dike, Renato Casari — Tanti ragazzi non avevano la percezione della soglia raggiunta». Un’impresa quella dei collaboratori al progetto, non facile, se si pensa che «alcuni organizzatori delle feste della birra — ha rivelato Casari — hanno detto al nostro intervento un secco no. Temono si ottenga il risultato contrario, essendosi diversi ragazzi sfidati a raggiungere il tasso alcolemico più alto». (*)

(*) Nota: chi organizza feste della birra non ha forse molto titolo a dare consigli sulla prevenzione, tuttavia il problema che le opportunità offerte per conoscere meglio gli alcolici vengano usate in modo diverso da come proposto è reale. L’offerta di informazioni sugli alcolici deve andare di pari passo con l’offerta di alternative agli alcolici, altrimenti è peggio. Se do solamente delle informazioni sul tabacco ad un fumatore è probabile che questi le usi per rinforzare le sue sicurezze di fumatore. (Dobbiamo sempre avere in mente che i medici fumano più degli altri). Per scegliere occorre avere la possibilità di sperimentare delle alternative.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIRNO (CAPITANATA)

torremaggiore Con progetto 

Altra sfida nella «lotta» alla droga

TORREMAGGIORE C’è bisogno di un colpo da maestro per vincere la partita contro droghe e abuso di sostanze alcoliche; occorre un break point da mettere a segno sul campo della prevenzione e del recupero. "Break point" è oggi il nome di un progetto per l’impiego di volontari in servizio civile approvato dalla Provincia di Foggia e che sarà attuato dal Servizio tossicodipendenze di Torremaggiore dell’Asl Fg/1. Vi parteciperanno quattro giovani volontari in aiuto dello staff tecnico che coordinerà e guiderà i lavori previsti da questa iniziativa: si tratta di Fernando D’Angelo (medico referente Asl per i rapporti con la Provincia), Genè Ciaccia (psicologa), Fausto Campanozzi (medico responsabile del Sert), Andreina Ciaccia (assistente sociale) e Luigi Sacco (infemiere). L’area che sarè il campo di lotta alla droga e all’alcolismo è compresa nei territori di Torremaggiore, Chieuti, San Paolo Civitate e Serracapriola. «Quì il fenomeno della tossicodipendenza sta acquisendo una consistenza di dimensioni preoccupanti, ma soprattutto si sta assistendo in questi ultimi anni ad una modificazione del fenomeno» che preoccupa non poco gli operatori. Con questo progetto «il Sert di trova a perseguire una metodologia d’intervento su soggetti che attribuiscono alla droga un significato sociale di tipo non problematico": come a dire che lo fanno per gioco, per puro passatempo senza minimamente pensare ai danni che ne derivano. Ecco perch? "Break point" può essere la chiave giusta: «I volontari impiegati si occuperanno di accoglienza, animazione, mappatura dei contesti più rilevanti rispetto a uso e abuso di droghe e alcol, attività di supporto, eventuale accompagnamento e sostegno domiciliare» ai soggetti presi in cura. Lo scopo delle attività programmate dal progetto è anche «rafforzare sul campo la rete degli interventi», per studiare e cercare adeguate contromisure ad un fenomeno contro cui il Sert da anni sta spendendo le sue migliori energie. M.Tor.


IL GAZZETTINO (PORDENONE)

IL PROGETTO

(S.M.) Viviamo immersi in un oceano di suoni e immagini dove la musica e il video sembrano realizzare bisogni e desideri umani. La cooperativa Fai conosce bene il valore del linguaggio musicale e l’ha trasferito oltre confine. Ha recentemente partecipato a due progetti nell’ambito del programma europeo Gioventù.Il progetto Youth Participation in Youth Information (Partecipazione dei giovani all’informazione dei giovani), presentato e cofinanziato dall’agenzia slovena per il Progetto Gioventù, consisteva in un seminario di contatto a Lubiana per diversi soggetti operanti in vari paesi nel campo delle politiche giovanili. La visita studio ha dato la possibilità ai quattro partner del progetto di conoscere le norme che disciplinano le attività nel settore giovanile e le politiche per i giovani in Slovenia. Oltretutto ha consentito ai partecipanti che operano nel settore giovanile e nel campo dell’educazione non formale di stabilire rapporti e creare nuove partnership.

La Fai era partner nel progetto con altre associazioni non-profit: l’ente non-governativo Stadtmission Chemnitz e. V (Germania), Youth for Understanding (Ungheria) e l’associazione culturale Marasma (Italia).

Nella prima fase del progetto sono state introdotte le attività coordinate dal centro informazioni Drustvo Skuc, dall’info point per i giovani della biblioteca di Lubiana, dal centro informazione per i giovani Mic, dall’info point e centro per il lavoro Fuzine, dall’associazione Kud e Drogart. L’ufficio per la gioventù del Comune di Lubiana ha presentato al gruppo le politiche locali slovene, ponendo l’accento sullo sviluppo e il supporto finanziario alle attività e ai progetti per i giovani.

La seconda parte del meeting è stata particolarmente proficua per tutti i partner, nell’ottica dello scambio di esperienze nel lavoro con i giovani. In questo contesto Fai ha presentato il progetto video No Format, in quanto esempio di iniziativa che coinvolge gli adolescenti e incoraggia, nelle sue varie fasi, lo spirito d’iniziativa e la creatività. No Format aiuta i giovani ad acquisire conoscenze, capacità e competenze nel campo dei nuovi media, in particolare dei video e a riconoscere il valore di tali esperienze.

La Fai ha poi partecipato a un altro progetto a Trieste ("Trieste’s Match Point"), coordinato dall’ufficio Europe Direct del Comune di Trieste. In questa occasione si sono incontrati 37 partecipanti provenienti da dieci paesi diversi: Bulgaria, Repubblica Ceca, Cipro, Finlandia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Repubblica Slovacca e Slovenia. Un’occasione di approfondimento e conoscenza di culture e approcci diversi alle politiche per i giovani e di nuove possibili collaborazioni con associazioni e soggetti provenienti da altri paesi che sono in procinto di entrare nell’Unione Europea.

La Fai, durante questo meeting, ha presentato i progetti,sia conclusi, sia in itinere, avviati al Deposito Giordani con la collaborazione del Comune di Pordenone e dell’Arci: tra le iniziative giovanili, i progetti multimediali, video, discografici, di prevenzione dell’abuso di alcol e di integrazione nei confronti delle comunità di stranieri presenti sul territorio.


IL GAZZETTINO (PADOVA)

Bastianello: «Il Comune non fa nulla perchè Padova sia la città dei giovani» Marcassa: «A settembre inaugureremo un teatro tenda in corso Australia» 

«Il rischio è che diventi una festa dell’alcol» 

Stasera apre il villaggio Naviglio al Portello. Arci e Aics mettono in guardia sui pericoli dell’operazione se ci saranno solo spritz

Parte questa sera alle 21, nonostante qualche difficoltà, il villaggio "Il Naviglio" al Portello, dove dovrebbe traslocare il popolo degli spritz. La conferma arriva da Federico Contin, presidente del comitato "Bar per il centro". «Abbiamo avuto qualche problema con gli allacciamenti all’acqua e alla elettricità, ma credo che riusciremo a risolverli per tempo. Sette sono i bar che partecipano con altrettanti gazebo: Cafè Madrid, VerdeOro, Ai Dadi, Chez Moi, Corte Sconta, Cantina del Gufo e Bacareto. Ancora in dubbio è, invece, il Quinto Elemento che non si capisce cosa voglia fare. Dal 5 luglio - prosegue Contin - inizieremo ad offrire dalle 17 alle 2 di notte una navetta (il Citysightseeing, il bus rosso a due piani, ndr) che andrà da Prato della Valle al Portello, passando per piazza delle Erbe, piazza dei Signori, corso Milano e le riviere. Costo del biglietto un euro che comprende la consumazione gratuita di uno spritz». Il villaggio, a parte questa sera, sarà aperto tutti i giorni dalle 17 alle 3 fino al 23 di settembre.

A guardarla bene questa operazione di "spostamento" del fenomeno spritz, non ha altro che l’aria di una mera apertura estiva di un gruppo di locali tra piazze e Ghetto. Una soluzione, promossa dal comitato "Bar per il centro" e avvallata dal Comune, che fa storcere il naso ad associazioni come Arci e Aics che per anni hanno chiesto alle varie amministrazioni comunali diversi spazi all’paeerto, senza mai ottenerli.

«Credo sia lodevole - commenta Marina Bastianello presidente dell’Arci - che un gruppo di esercenti del centro si sia unito per creare un punto di aggregazione e di cultura lungo il Piovego al Portello. L’importante è che in queste sere d’estate organizzino, come hanno promesso, spettacoli di musica, di teatro e di cabaret. Se questo venisse meno e il loro villaggio si trasformasse in una mega festa dell’alcol, allora l’iniziativa perderebbe di significato. Il vero problema del fenomeno spritz è il largo consumo che molti giovani fanno di alcol. Una tragedia sociale a cui devono rispondere non solo le istituzioni e i genitori di questi ragazzi, ma anche i baristi. Arci è da dieci anni che si preoccupa dei danni legati all’uso di bevande alcoliche e sempre ci accorgiamo che molto pochi sanno quanto può distruggere l’alcol. Una piaga micidiale nella nostra regione». Il presidente dell’Arci che coglie l’occasione per stuzzicare la giunta Zanonato. «Penso che Padova abbia tutte le potenzialità per diventare in assoluto la città dei giovani, eppure il Comune non fa nulla per sfruttare al meglio questa enorme e bella possibilità. Troppo spesso ai ragazzi vengono negati spazi dove esprimersi, un assurdo se pensiamo che a Padova c’è l’università».

Sulla stessa linea d’onda il presidente dell’Aics, Maurizio Marcassa. «Il villaggio al Portello può essere una bella idea a patto che non diventi una scusa per creare un popolo di ubriaconi. Deve essere anche un evento culturale, per cui spero che, come hanno promesso, organizzino spettacoli musicali e di cabaret. Certo è - dice Marcassa - che noi ad esempio abbiamo chiesto al Comune un’area su via Longhin e ci è stata negata perchè a breve si metterà il mercato dei moldavi. Aggiungo, che da regolamento comunale per poter aprire un locale all’aperto è necessario avere il benestare dell’Arpav che decide se in quella zona è possibile acoltare ad alto volume della musica. Approvazione che di solito arriva dopo tre mesi dalla richiesta, invece mi sembra che per questi baristi il tutto si sia confezionato in un solo mese. Comunque, noi per il decentramento degli spritz stiamo preparando per settembre un teatro tenda da mille posti nell’ex macello di corso Australia».

Marco Aldighieri


IL GAZZETTINO (ROVIGO)

GUARDA VENETA

Confronto per i giovani

(e.z.) "Pianeta giovani: pericoli, speranze ed attese" è il titolo dell’incontro che si terrà questa sera, alle 21, nela saletta della biblioteca comunale. Interverrà Tiziana Virgili, assessore provinciale alle politiche giovanili, che illustrerà i dati 2005 dell’Osservatorio sul disagio giovanile. La ricerca prende in esame l’uso di sostanze stupefacenti e l’abuso di alcool nel Polesine. Un incontro particolarmente rivolto ai giovani che l’Amministrazione comunale vorrebbe più partecipi delle iniziative della biblioteca. Con una lettera inviata in questi giorni il sindaco Monica Rizzato ha invitato i suoi giovani concittadini a partecipare alle iniziative che mensilmente vengono organizzate sui temi più vari: dalla storia alla medicina, dalla cultura in generale all’ambiente.


VIRGILIO NOTIZIE

BOLOGNA/ COFFERATI: BOTTIGLIE DI VETRO E ALCOOL SONO UN PROBLEMA

"Giro di vite necessario, commercianti non ci hanno aiutato"

Bologna, 28 giu. (Apcom) - A Bologna "c’è una situazione molto delicata in alcune zone della città: una delle ragioni che provocano difficoltà ai residenti e ai ragazzi che vogliono trascorrere le loro serate in centro è data dalla presenza di bottiglie di vetro e dalla vendita di alcool". Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, spiega così il giro di vite contro i negozi di alimentari aperti di notte in zona universitaria e in via Del Pratello, pizzerie da asporto incluse, che a partire dalla prossima settimana saranno obbligati per due mesi a chiudere alle 21, in seguito a un’ordinanza sperimentale voluta dal Comune.

"Ci sono negozi che vendono birra e alcolici in bottiglie di vetro, pericolose in caso di risse - prosegue Cofferati - che contribuiscono ad aumentare la sporcizia delle zone interessate". "L’obiettivo finale è cambiare la struttura economica e sociale di quelle zone - sottolinea il sindaco di Bologna - noi abbiamo reso disponibili incentivi robusti, ma da parte dei commercianti c’è stato un apprezzamento a parole ma nessun atto concreto".

"Per questo agiamo sul piano del contenimento - conclude Cofferati - l’intervento per ora riguarda in via sperimentale i negozi di alimentari da asporto, ma abbiamo già parlato della nostra intenzione di fissare la chiusura all’una per i locali notturni, con eventuali deroghe, dopo l’estate".


REDATTORE SOCIALE

DROGHE

L’Aicat al Ministro Turco: ’’La cannabis é dannosa per la salute’’

Il presidente Palmesino condivide i dati del Trimbos Institute (Olanda), secondo cui l’uso provoca danni al cervello, dipendenza, comportamenti delinquenziali e aggressivi, scarso rendimento a scuola

ROMA - La cannabis provoca cambiamenti neurobiologici al cervello, comportamenti delinquenziali e aggressivi, scarso rendimento a scuola ed oltre il 9% dei consumatori diventa dipendente. Dati che Ennio Palmesino, presidente Associazione italiana dei club degli alcolisti in trattamento, offre come argomento di riflessione al Ministro per la salute Livia Turco in una lettera aperta. “Avendo avuto modo di partecipare lo scorso 16 giugno ad una conferenza sulle dipendenze a Deventer (Olanda), - spiega - ritengo di fare cosa utile riportandole i dati che sono stati comunicati in quella sede dal Trimbos Institute”. “Noi ne faremo tesoro per parlarne con i nostri giovani, all’interno dei nostri Club, - conclude - almeno con i giovani che hanno problemi complessi (alcol ed altre droghe), tenendo conto che questi dati non vengono da un paese proibizionista, ma al contrario, da un paese come ’"Olanda, che ha accettato di liberalizzare la cannabis, ed è considerato un paese permissivo al massimo”.


IL GIORNALE.IT

Consumatori abituali? Rischiano in 15 mila  - di Redazione - 

I numeri, i costi, i problemi dei consumatori di sostanze stupefacenti in una ricerca realizzata dall’Osservatorio del dipartimento delle dipendenze patologiche della Asl. L’indagine è finalizzata a indagare i consumi di sostanze stupefacenti nella popolazione, con particolare attenzione rivolta alla cocaina. Questa sostanza, infatti, negli ultimi anni ha mostrato un aumento della diffusione e del consumo. Complessivamente sono stati contattati oltre 2mila milanesi di età compresa tra i 15 e i 64 anni, che hanno compilato un questionario sulle abitudini del consumo di alcolici, sedativi e droghe nel corso della vita, degli ultimi 12 mesi e degli ultimi 30 giorni. Ebbene, 386 persone (il 18 per cento) hanno dichiarato di aver consumato cocaina almeno una volta nella vita, 146 (7 per cento) l’hanno consumata negli ultimi 12 mesi e 102 (5 per cento) negli ultimi 30 giorni. Il consumo è distribuito su una fascia di età compresa tra i 15 e i 44 anni, e risulta maggiore per i maschi. In totale, circa 120mila milanesi hanno provato la cocaina almeno una volta nella vita, circa 35mila negli ultimi 12 mesi, e circa 25mila nell’ultimo mese. Secondo la ricerca, infine, circa 15mila milanesi potrebbero presentare forme di dipendenza da cocaina.


ASAPS

Il quesito del giorno
L’utente può scegliere di sottoporsi al prelievo ematico piuttosto che al test dell’etilometro?

Dovendo contravvenzionare un utente non coinvolto in sinistro stradale per guida in stato di ebbrezza, art. 186/2 cds, se questi preferisce farsi fare il prelievo ematico invece che utilizzare l’etilometro come ci dobbiamo comportare?
Di fatto il cds cita che come unica prova da eseguirsi in mezzo alla strada, solo l’uso dell’etilometro, mentre per eseguire il prelievo ematico deve rimanere coinvolto in un sinistro stradale; di fatto a mio avviso non si può contravvenzionare l’utente per il rifiuto a sottoporsi al test, è sua intenzione sottoporsi sì ma non mediante etilometro ma mediante prelievo. Cosa ne pensate?

(Asaps) Si ritiene che l’utente non possa rifiutarsi, posto che le disposizioni di legge mettono a disposizione degli agenti accertatori quei dispositivi, e, ove lo facesse, si opererà secondo la normale procedura, contestando il rifiuto di sottoporsi al test con l’etilometro e citando, nell’annotazione che si invierà al Comando, che l’utente aveva chiesto di essere sottoposto a prelievo ematico.
Sarà poi il magistrato che valuterà la situazione.
Ovviamente dovrà valutarsi anche lo stato sintomatico del soggetto, in quanto, ove evidenziasse chiari segni del suo stato di ebbrezza, nulla vieta di procedere solo sulla scorta di tali dati, fermo poi restando il concorso del reato per il rifiuto.


IL MATTINO (AREA METROPOLITANA)

OFFESE, BOTTE E UMILIAZIONI, EPISODI DI VIOLENZA SU UNA CASALINGA

Picchia la moglie perché fuma troppo: preso 

Sant’Antimo, la donna stufa dei maltrattamenti lo ha denunciato

UGO FERRERO Sant’Antimo. Non sopportava il fumo, quel fastidioso odore che si incolla agli indumenti e sulla pelle. Ma, soprattutto, non sopportava il continuo sperpero di denaro per un vizio tanto nocivo quanto costoso. Per questo Francesco M., pensionato di 62 anni originario di Sant’Antimo, avrebbe maltrattato più volte la moglie. Minacce, insulti, botte. La storia è andata avanti per qualche tempo fino a quando la donna non si è rivolta ai carabinieri e ha raccontato tutto. Ora il pensionato è rinchiuso in una cella del carcere di Poggioreale a disposizione dell’autorità giudiziaria: dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Ad innescare la denuncia della moglie, l’altro giorno, è stato l’ennesimo episodio di violenza. La donna, una casalinga di 56 anni anche lei originaria di Sant’Antimo, si è presentata alla locale tenenza e ha vuotato il sacco. Ai militari ha raccontato delle continue violenze fisiche e psicologiche subite tra le mura domestiche a causa del vizio del fumo. Solo poche ore prima era stata aggredita dal marito che le aveva procurato alcune contusioni alla schiena e alla testa che i medici dell’ospedale civile di Aversa hanno giudicato guaribili in tre giorni. La 56enne ha raccontato ogni dettaglio agli investigatori: «Fumo tre pacchetti di sigarette al giorno. E questo mio marito non lo sopporta. Dice che è uno spreco inutile di denaro». La donna ha anche riferito del continuo stato di ebbrezza del coniuge, una condizione che avrebbe inasprito la violenza dei maltrattamenti. Offese, botte e umiliazioni che, alla fine, sono diventate insopportabili. La moglie, secondo quanto emerso dai verbali della querela, aveva minacciato più volte di rivolgersi alle forze dell’ordine. Una strada che il marito, a modo suo, le aveva caldamente «sconsigliato» di percorrere. Ed è stato solo grazie alla partita di calcio della nazionale che la 56enne ha potuto lasciare l’abitazione indisturbata e recarsi dai carabinieri. Gli investigatori della compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Gaetano de Biase e dal tenente Vincenzo Massimiliano Russo, e quelli della tenenza di Sant’Antimo, coordinati dal maresciallo capo Raffaele Martucci, hanno appuntato tutto. Pochi minuti dopo è scattato l’arresto in flagranza di reato: Francesco M. è stato raggiunto nel suo appartamento dove guardava tranquillamente la tv. Ai militari ha ribadito le sue ragione, ma non c’è stato nulla da fare. Per il pensionato, dopo le formalità di rito, si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale. Nelle prossime ore sarà interrogato dal magistrato. 


 

IL GAZZETTINO (UDINE)

Un quarantottenne dopo aver litigato con la donna si è ubriacato e poi è ritornato a casa armato 

Minaccia la moglie con la pistola, denunciato

Spilimbergo

Prima la lite, poi la scelta di annegare i problemi nell’alcol e infine le minacce alla moglie e ai parenti con tanto di pistola in pugno. Una storia che potrebbe costare cara al protagonista, un quarantottenne di una frazione di Spilimbergo, S.L., che è stato denunciato per minacce aggravate e tentata violenza privata.

Il fattaccio è accaduto la sera di giovedì scorso, più o meno alle 20, un’ora in cui, solitamente, le famiglie si siedono attorno a un tavolo per cenare e parlare della giornata trascorsa.

Forse a causa del caldo, che imbizzarrisce gli animi, o semplicemente perchè a volte basta un niente per far scoppiare la scintilla, il quarantottenne comincia a litigare con la moglie. Nulla di strano o di particolarmente violento; insomma una baruffa come tante tra coniugi. Finita la lite, l’uomo sbatte la porta di casa e se ne va.

Tutto sembra rientrare, le urla dimenticate, ma così non è. Qualche ora dopo, infatti, S.L. rientra a casa, palesemente ubriaco. Ha in pugno una pistola, peraltro detenuta regolarmente. Con l’arma inizia a minacciare la moglie e i parenti che, terrorizzati e impotenti assistono alla scena senza potere fare nulla. Pochi attimi di paura e poi l’uomo scappa via.

Visto l’accaduto, i parenti decidono di chiedere aiuto ai Carabinieri, preoccupati anche per la sorte dell’uomo. L’intervento viene affidato alla pattuglia della stazione dei Carabinieri di Spilimbergo che iniziano subito le ricerche del quarantottenne. L’uomo è ubriaco e si teme che possa commettere qualche atto inconsulto.

Trascorrono ancora delle ore, ma alla fine le ricerche hanno esito positivo: S.L. viene rintracciato e i Carabinieri gli trovano addosso la pistola con la quale aveva minacciato la famiglia e gliela sequestrano. Riescono poi a far ragionare l’uomo, a fargli capire cosa stava facendo, a farlo ragionare.

Purtroppo questo pentimento tardivo non gli consente di evitare la denuncia per minacce aggravate e tentata violenza privata.


IL GAZZETTINO (VICENZA)

SOCCORSE IN CAMPO MARZO 

Vodka e canicola: due ragazze in coma etilico

VICENZA - Canicola e alcol: una miscela micidiale. E due ragazze di vent’anni di Altavilla ieri nel tardo pomeriggio sono finite in ospedale in coma etilico. Le hanno raccolte in Campo Marzo, all’altezza delle poste, un’ambulanza del Suem: trasportate in ospedale e trattate si sono riprese quasi subito: una rimane ricoverata in osservazione. A dare l’allarme una loro amica, decisamente più sobria. Pare che le tre giovani abbiano deciso di trascorrere la giornata cercando refrigerio nel parco pubblico. E invece di dissetarsi con acqua o qualche altra bibita analcolica, si sono scolate una bottiglia di vodka, lasciandosi andare, prima di stare male, a condotte piuttosto disinibite.


IL MATTINO (AREA METROPOLITANA SUD)

Ubriaco blocca le auto e schiaffeggia i guidatori

Torre del Greco. Ubriaco in strada ferma gli automobilisti che transitano e all’improvviso gli rifila un ceffone per poi scappare tra le imprecazioni delle casuali vittime. Almeno tre le persone colpite, mentre molte altre sono riuscite a evitare di diventare un bersaglio. È accaduto tutto durante la notte scorsa nei pressi della zona del lungomare. In molti, poi, per «compassione» o ancora peggio per evitare ulteriori grane hanno poi preferito non reagire e neanche presentare denuncia alle forze dell’ordine, limitandosi semplicemente a una segnalazione. Protagonista della vicenda, molto probabilmente un extracomunitario completamente ubriaco che ha deciso di dare sfogo alla sua ebbrezza intraprendendo un «gioco» che non è risultato però per niente gradito a chi è stato costretto a subirlo. In piena notte, l’uomo si è quindi parato sulla carreggiata dinanzi alle auto spesso costrette a brusche frenate. Bloccata la vettura, si avvicinava quindi al finestrino per elemosinare qualche euro dinanzi ad attoniti e talvolta spaventati guidatori. Neanche il tempo di rendersi conto di quanto stava accadendo che all’ignara vittima venita rifilato un ceffone. Poco importava, insomma, se l’uomo aveva ricevuto qualche centesimo o meno: l’ubriaco entrava in azione comunque. Barcollando poi si allontanava sotto gli occhi increduli e soprattutto le imprecazioni dei guidatori. Non tutti gli automobilisti, comunque, forunatamente per loro si sono fermati all’improvviso ed estemporaneo alt. Ad assistere al scena, che per alcuni aspetti ricordava le zingarate della commedia all’italiana «Amici miei» del regista Mario Monicelli, hanno però assistito alcuni passanti e operai addetti alla nettezza urbana. A questo punto non è da escludere che lo straniero possa nuovamente essere protagonista di altri episodi simili, con il rischio stavolta di incappare in qualche controllo delle forze dell’ordine e finire pertanto nei guai o addirittura di essere malmenato da qualche automobilista poco incline a subire passivamente un ceffone. Naturalmente non poteva sfuggire alla corsa alla fortuna una simile vicenda: al lotto i numeri gettonati ieri sono così stati il 73 (ubriaco), 3 (risate), 25 (automobilista) e 21 (imprecazioni). mi.in.


IL MESSAGGERO (METROPOLITANA)

Preso mentre fa razzia su alcune auto in sosta 

Prima ha cercato di scassinare alcune auto in sosta nel parcheggio dell’ospedale di Tivoli e quando sono arrivati gli agenti della forestale allertati dai vigilantes in servizio al San Giovanni Evangelista, ha tirato fuori un coltello. E’ finita in carcere la “notte brava” di C.G. trentanovenne senza fissa dimora residente a Milano che, ubriaco, ha tentato anche di introdursi nei reparti dei degenti.

Alle due di ieri è stato bloccato dopo una lunga colluttazione da una pattuglia del corpo forestale che transitava nella zona. L’uomo, che alla vista delle divise ha cominciato a dare in escandescenze, è stato arrestato per porto abusivo di arma da taglio e resistenza a pubblico ufficiale. Oggi verrà processato per direttissima nel Tribunale di Tivoli.

C.Ciav.


IL GIORNALE DI VICENZA.IT

Si è addormentato a pochi passi da casa, nel parco dietro la questura. Il ventisettenne ha chiesto scusa agli agenti che lo hanno portato a casa

«Aiuto, c’è un morto in giardino». Ma è solo ubriaco

La segnalazione alla polizia alle due della notte: un giovane inglese aveva esagerato con gli alcolici

(fe. ba.) «Venite, presto, c’è un cadavere in giardino». La segnalazione è arrivata ieri notte intorno alle due e venti quando una signora, che probabilmente non riusciva a dormire per il gran caldo, si è affacciata alla finestra e ha visto un corpo nel parco di via Lussemburgo, proprio dietro la questura.

L’uomo non si muoveva ed effettivamente si poteva pensare che gli fosse capitato qualcosa di brutto, soprattutto a quell’ora della notte.

Non ci hanno messo molto gli agenti delle volanti ad intervenire, visto che il parchetto si trova proprio dietro alla questura. Per sicurezza sono stati avvisati i sanitari del suem. Ma una volta arrivati vicino al “cadavere” ci si è accorti che non solo non presentava ferite ma respirava pure in modo regolare. Dei medici non c’era proprio bisogno.

Gli agenti con qualche scossone hanno svegliato il giovane che, anche se in dormiveglia e confusamente ha spiegato di essere inglese, di avere 27 anni e di avere davvero esagerato con gli alcolici quella sera tanto da non essere riuscito ad arrivare a casa (o a trovarla...) prima di essere vinto dal sonno. «Un pisolino, un pisolino soltanto» ha pensato addormentandosi sul prato umido senza immaginare di poter essere notato a quell’ora della notte.

Nonostante l’ubriachezza è riuscito a spiegare agli agenti dove abitava. Visto che il suo appartamento non era molto distante gli agenti hanno deciso di accompagnarlo mentre lui, resosi conto del disagio arrecato continuava a chiedere scusa.

Non avendo importunato nessuno l’inglese un po’ allegrotto ha evitato pure la sanzione amministrativa che viene comminata a chi, in stato di ebbrezza, arreca disagio per il suo comportamento smodato. Ma anche ubriaco l’inglese ha conservato il suo “self control” che gli ha evitato la multa.


LA GAZZETTA DI PARMA

Picchiato dal ladro della bici

Picchiato dal ladro della bici Un 66enne aggredito da un immigrato ubriaco nei viali dell’ospedale Quando ha notato quella persona vicino alla sua bici parcheggiata ha subito capito che quell’armeggiare nascondeva qualcosa di sospetto. « Ma cosa sta facendo? Lasci stare la mia bicicletta » , ha quindi intimato il proprietario, un parmigiano 66enne, che certo però non si poteva immaginare che la sua comprensibile reazione avrebbe trasformato il tentativo di furto in un pestaggio in piena regola.


Giovedì, 29 Giugno 2006
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