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Rassegna stampa Alcol e guida del 26 giugno 2006

a cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

MARKETPRESS.INFO

PER COMBATTERE LE DIPENDENZE DALLE DROGHE PRESENTATO: “DORID” CENTRO DOCUMENTAZIONE RICERCA 

Padova, - Le dipendenze dalle droghe da parte dei giovani e degli adulti è un problema di primaria importanza per la Regione Veneto. Da oggi c’è un nuovo strumento regionale per combatterle. Si tratta del centro di documentazione e ricerca - Dorid - presentato stamani a Padova, a Villa Ottoboni da parte dell’Assessore regionale alle politiche sociali Antonio De Poli. “Il centro - ha detto De Poli - è stato voluto dalla Regione dalla per approfondire i temi relativi alle dipendenze da sostanze psicoattive, con un’attenzione particolare alle nuove emergenze legate all’evoluzione e alla complessità del mondo moderno, dall’alcool al fumo al gioco d’azzardo, responsabili di malessere, malattia, marginalità e si propone di offrire un servizio utile all’accrescimento culturale e scientifico degli operatori del settore, dei ricercatori, del personale dei Dipartimenti di Prevenzione, dei Sert e delle Comunità terapeutiche”. Il Centro di Documentazione e Ricerca si basa sulla collaborazione tra Regione, Azienda ospedaliera e Ulss 16 di Padova e conta sulla professionalità di un Comitato scientifico, sull’esperienza di operatori provenienti dai Sert, dalle comunità terapeutiche e di docenti universitari. Dorid è un portale web - indirizzo www. Dorid. Org - ma sarà anche un Centro servizi - Biblioteca e sarà aperto prossimamente a Padova. Per il direttore di Dorid, Paolo Stocco, il Centro “sarà un importante strumento di formazione ed informazione tecnico-scientifica, contenitore “intelligente” di leggi e fatti giuridici; eventi e manifestazioni scientifiche; contatti, progetti di respiro locale ed internazionale; spazio di interscambio tra operatori del settore, supporto interattivo per quanti operano nel campo delle dipendenze. Inoltre - ha aggiunto - consentirà di offrire agli esperti del settore, pubblico e privato, dei percorsi di aggiornamento attraverso l’accesso alle più importanti banche dati e alle più prestigiose riviste internazionali, acquisendo dettagliata documentazione scientifica in tempo reale. L’accesso sarà gratuito, tramite password”.


 

VIVIMILANO.IT

Allarme droga. Moratti: serve un patto per i giovani

Il sindaco: lo spinello fa male come la cocaina. Subito un’alleanza istituzioni-volontariato. No alle stanze del buco

Non c’è nessuna differenza tra uno spinello e un tiro di cocaina. «Droghe leggere e droghe pesanti fanno egualmente male». Boccia anche le «stanze del buco» proposte dal ministro di Rifondazione, Paolo Ferrero, ritenute una vera aberrazione, perché condannano il tossicodipendente a una «cronicizzazione senza soluzione». Il sindaco Letizia Moratti, alla vigilia della Giornata mondiale contro la droga, lancia il grido d’allarme del Comune e propone un’alleanza tra istituzioni e volontariato per combattere le tossicodipendenze. Partendo da un assunto: non c’è nessuna differenza tra le droghe leggere e le droghe pesanti. Fanno male entrambe. Posizione lontana mille miglia dall’Albertini pensiero, che ai suoi tempi aveva detto: «Ne ammazza più l’alcol di uno spinello». Ma con uno scarto essenziale rispetto alla Giovanardi-Fini: la Moratti non è assolutamente d’accordo con l’equazione spinellatore-criminale. Parole che però provocano subito la reazione del centrosinistra: «È un abbaglio. Ancora una volta si premia un approccio ideologico sconfessato da numerosissimi operatori del settore. Con il rischio di far finire in carcere migliaia di studenti che fumano uno spinello». Gli appelli dei tecnici hanno avuto una risposta. L’allarme era stato lanciato dall’Istituto di ricerca farmacologica Mario Negri che aveva analizzato l’acqua del depuratore di Nosedo. I residui di cocaina presenti nell’acqua avevano tracciato uno scenario inquietante: oltre 10mila giovani tra i 15 e i 34 anni fanno uso quotidiano di cocaina. In altri termini, il 4 per cento dei 15-34enni assume ogni giorno una dose di cocaina di duecento milligrammi. Cifre che avevano spinto il direttore del Negri, Silvio Garattini, e Don Rigoldi a chiedere l’intervento del Comune. Ieri, la risposta è arrivata. La Moratti, che da sempre ha sostenuto l’azione e il programma sociale della comunità di San

Patrignano, dove quando può vi trascorre il weekend con il marito Gianmarco, ha lanciato il nuovo piano d’informazione e prevenzione di Palazzo Marino, coordinato dall’assessorato alla Salute di Carla De Albertis: «La droga è il sintomo di un disagio profondo che vivono specialmente i più giovani che, anche per difficoltà relazionali con il mondo degli adulti, cercano vie di fuga dalla realtà per un vuoto, una fatica interiore e un senso d’angoscia dal quale sembra non esserci scampo. Ma dalla droga si può uscire: per questo è importante intervenire in modo sempre più preventivo moltiplicando i luoghi nei quali i giovani possono essere aiutati ad individuare e attuare un proprio progetto, un percorso umano e professionale, dove siano vinte le difficoltà di comunicazione tra generazioni diverse e sia possibile riscoprire motivazioni e interessi». La Moratti promette: «Lavoreremo con tutti gli istituti scientifici e gli esperti per costruire al meglio un piano di prevenzione come quello che abbiamo lanciato adesso». E non nasconde di essere mille miglia lontana dalle proposte del ministro Ferrero di istituire «stanze del buco». «Per quanti cadono in questa tremenda dipendenza è necessario aiutare i tentativi di un affrancamento definitivo, valorizzando la rete di volontari già presenti sul campo, che insieme al Comune e alle altre Istituzioni sono attive in un’azione di recupero e reinserimento, anche professionale, lavorando con i ragazzi e con le loro famiglie, che spesso rimangono isolate nel combattere questa battaglia». In altre parole: «Sono assolutamente contraria alle stanze del buco, perché significa considerare il problema della droga come una questione di ordine medico. E per di più un problema medico che rischia di diventare "cronico", dal quale non è possibile uscire. Dalla droga invece si può uscire». Non è d’accordo l’Unione che con il segretario cittadino dei Ds, Pierfrancesco Majorino, replica: «La strategia a cui si fa riferimento si fonda, nel solco dell’orribile legge nazionale Fini-Giovanardi, sull’equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti e prosegue nell’inseguire un pericoloso abbaglio, quello secondo il quale serva insistere sulle politiche repressive e proibizioniste risultate tristemente fallimentari. Ancora una volta si premia un approccio ideologico sconfessato da numerosissimi operatori laici e cattolici del settore delle comunità terapeutiche e da esponenti della comunità scientifica come il professor Veronesi».

Maurizio Giannattasio


 

IL GAZZETTINO (ROVIGO)

Una serata con don Gelmini può essere contagiosa.

 Una serata con don Gelmini può essere contagiosa. «Siete giovani, lavorate!» ha esortato rilanciando la cultura del buon esempio contro il "malessere da benessere", la cultura dello sballo (in Polesine un giovane su 4 consuma abitualmente alcol o droghe) e di quanti sono «rincoglioniti a 20 anni, senza sprint e senza amore».«Ascoltate i nonni invece della tv - ha consigliato augurando ai giovani di ricevere dai genitori - ideali e valori, non appartamenti e conti correnti». L’intervento di don Gelmini alla seconda edizione di "Spettacolo, musica e solidarietà" ha richiamato nel parco 2000 di Borsea oltre 500 persone, affascinate dagli 81 anni e dall’esperienza delle 254 "Comunità incontro" seminati nel mondo dal sacerdote testimone. Salito sul palco subito dopo la musica degli Heza e l’azzurra di sci alpino Melania Corradini, è andato a ruota libera. Raccontandosi di quando pascolava le mucche e fino a diventare il sacerdote che dal 1979 ha accolto nelle Comunità incontro oltre 500mila giovani con problemi di dipendenze. «Sindaco - ha detto don Pierino a Fausto Merchiori, presente in platea - ti occuperai di fogne perché non salga il puzzo nelle strade, di lampioni e, tra tante cose, anche di tenere in ordine i cimiteri, ma se non ti occuperai anche dell’educazione dei ragazzi, sarà la città a diventare un cimitero». Don Pierino oggi è preoccupato da chi propone le cosiddette "stanze del buco" ma anche dall’atteggiamento dei giovani verso cocaina, ecstasy o crack. Giovani che entrano nelle comunità incontro «e dicono di non essere drogati perché non si bucano», ha detto. In Polesine il cammino delle Comunità incontro proseguirà con la riapertura, prevista nel 2008, del centro di Grignano: alla ristrutturazione sono state devolute le offerte raccolte nelle tre serate di "Sms", concluse ieri, dalla musica delle Foxy ladies, e dall’attrice Claudia Koll.

Nicola Astolfi


 

IL MESSAGGERO (ABRUZZO)

Oggi la Giornata contro la droga il Cipa lancia l’allarme: consumi in aumento 

di DANIELA CESARII

ORTONA - E’ allarme per l’aumento del consumo di droga e alcol. Lo dicono gli esperti preoccupati perché il fenomeno, prima limitato al mondo giovanile, sta sempre più diffondendosi in tutte le fasce della società. ”Le droghe non sono un gioco da ragazzi” è il tema della campagna dell’Onu diffuso oggi in occasione della Giornata mondiale di lotta alla droga. Lamberto Iannucci del CIPA, il Centro di Informazione e di Prima Accoglienza di Ortona, associazione impegnata fin dal 1985 in interventi sociali legati alle dipendenze, dice: « Oggi l’utilizzo di sostanze stupefacenti presenta un forte legame con i contesti e gli atteggiamenti della normalità. In particolare, il fenomeno delle dipendenze non interessa più solo i giovani, ma coinvolge tutta la nostra società. Gli interventi degli esperti dei servizi pubblici e del privato sociale, svolti in collaborazione con le diverse agenzie educative, devono essere occasione di sensibilizzazione e di corretta informazione sul tema delle droghe ma, anche e soprattutto, di riflessione sul rapporto che le persone hanno con le sostanze e di contrasto del concetto della normalità dell’assunzione. Siamo infatti convinti che una seria e consapevole visione del problema, unita alla sensibilità e al coinvolgimento di tutti sia il modo migliore per portare avanti una valida strategia di prevenzione, partendo da noi stessi, dal nostro quotidiano e iniziando a svincolarci da modelli socio-culturali che ci spingono verso una logica dei consumi sempre più esasperata».


 

SALUTE EUROPA.IT

Traumatismi involontari: responsabili dei due terzi delle morti annuali in Europa

Ogni anno, circa 800 000 persone muoiono a causa di traumatismi (8.3% di tutte le morti in Europa), una media di circa 2200 al giorno o 90 all’ora. Per ognuna di queste morti, si stima che 30 persone vengano ospedalizzate ed ulteriori 300 richiedano cure nelle unità di pronto soccorso. Tuttavia, due su tre di queste morti e la maggior parte delle lesioni non mortali potrebbero essere evitate.

Per prevenire i traumatismi esistono molte strategie vantaggiose dal punto di vista costo-beneficio. Se tutti i paesi della regione europea avessero lo stesso tasso di mortalità per traumatismi del paese col tasso più basso, circa 500 000 vite potrebbero essere salvate ogni anno.

Questo è il quadro che emerge dalla pubblicazione Injuries and violence in Europe. Why they matter and what can be done (Traumatismi e violenza in Europa. Perchè sono importanti e cosa si può fare), che l’OMS Europa lancia oggi in occasione della prima Conferenza Europea sulla prevenzione dei traumatismi e la promozione della sicurezza, in corso di svolgimento a Vienna il 25-27 giugno 2006.

Per arginare l’epidemia di traumatismi sono necessari interventi in diversi settori; questo libro identifica opportunità uniche per migliorare la salute attraverso un approccio multisettoriale pioneristico guidato dal settore sanitario.

Il libro documenta inoltre l’ampiezza del problema e gli interventi chiave disponibili per affrontarlo. La pubblicazione mira a fornire supporto ai decisori, alla società civile e ai professionisti del settore sanitario per promuovere la prevenzione dei traumatismi e la sicurezza e collaborare con altri settori per lo sviluppo di piani e azioni preventive.

I traumatismi possono essere sia involontari (come ad esempio quelli causati da incidenti stradali, avvelenamenti, annegamenti, cadute, incendi e ustioni) che volontari (causati da violenza diretta su sé stessi o su altri). Insieme essi costituiscono la prima causa di morte per le persone al di sotto dei 45 anni. In particolare, i traumatismi sono responsabili di 28 000 vittime all’anno fra i bambini al di sotto dei 15 anni (il 36% di tutte le morti in questa fascia di età).

Tuttavia, nella regione europea dell’OMS i tassi di mortalità per traumatismi nei paesi più ricchi e in quelli più poveri presentano la più ampia escursione che in qualsiasi altra parte del mondo. Chi vive in paesi a reddito medio e basso ha una probabilità circa quattro volte più alta di morire per traumatismi rispetto a chi vive in paesi ad alto reddito. Inoltre, indipendentemente dalla ricchezza del paese, i bambini, gli anziani e i poveri hanno un rischio maggiore di morire per traumatismi. In particolare, per i bambini provenienti da famiglie indigenti il rischio è 3-4 volte più alto rispetto ai bambini provenienti da famiglie agiate.

Adattare e trasferire l’esperienza dei paesi a minore mortalità ai paesi a mortalità più alta consentirebbe grandi guadagni. Prima di tutto, la prevenzione dovrebbe essere riconosciuta come una responsabilità dell’intera società. Ciò rappresenta un cambio paradigmatico che si allontana dalla delega di responsabilità esclusiva all’individuo. Alcuni fattori di rischio, come il consumo di alcool e la povertà, sono comuni a tutti i tipi di traumatismi e violenza. Il controllo di tali fattori potrebbe produrre i maggiori benefici per la salute .

Interventi salvavita forniscono un ottimo ritorno per gli investimenti effettuati, poiché possono contribuire a ridurre i costi annuali per l’intera regione europea di tutti i traumatismi, letali e non (la cui stima ammonta rispettivamente a €1-6 miliardi e €80-290 miliardi). Per esempio, ogni euro speso per misure preventive di diverso tipo puo’ portare grandi risparmi:

allarmi antincendio: 69 €

seggiolini di sicurezza dei bambini: 32 €

controllo del possesso di armi: 79 €

visite domiciliari ed educazione dei genitori contro l’abuso dei minori: 19 €.

Il settore sanitario può giocare un ruolo centrale nel guidare un approccio multisettoriale alla prevenzione dei traumatismi, che va oltre le attività di emergenza e riabilitazione. Può coinvolgere altri settori e dare supporto, quantificando i decessi e i casi di malattia, fornendo informazioni sui fattori di rischio, identificando e promuovendo interventi efficaci.

I traumatismi involontari sono responsabili dei due terzi delle morti annuali per traumatismi:

Gli incidenti stradali uccidono 127 000 persone (55% fra i 15 e i 44 anni) e ne feriscono o rendono disabili 2.4 milioni.

Gli avvelenamenti causano 110 000 decessi. L’uso di alcol è responsabile fino al 70% di queste morti, specialmente nella parte orientale della regione europea.

Gli annegamenti provocano 38 000 morti e sono la terza causa di morte per i bambini tra i 5 e i 14 anni.

Le cadute uccidono 80 000 persone, con un tasso di mortalità maggiore fra gli ultra-ottantenni.

Le ustioni causano 24 000 morti e sono la principale causa di deturpazioni.

La violenza causa circa 257 000 decessi ogni anno (il 32% di tutti i decessi per ogni tipo di traumatismi).

Le lesioni autoinflitte sono la prima causa di morte per traumatismi, con 164 000 vittime all’anno.

La violenza interpersonale uccide 73 000 persone l’anno. Per ogni morte ci sono 20-40 visite ospedaliere. La denuncia in misura ridotta di episodi di violenza porta a sottostimare la dimensione del problema.

L’abuso di minori e gli omicidi causano annualmente 1 500 morti nei bambini e ragazzi al di sotto dei 15 anni. Le conseguenze degli abusi si possono manifestare successivamente nel corso della vita delle vittime.

La violenza giovanile è la terza causa di morte con oltre 12 000 vittime all’anno.

La violenza tra partner è responsabile del 40-70% di tutti gli omicidi di cui sono vittime le donne.

La violenza sessuale viene denunciata da una donna su 4 e da un uomo su 20 nel corso della loro vita.

L’abuso degli anziani avviene sul 4-6% degli anziani che vivono in casa.


 

IL GAZZETTINO (PADOVA)

IN VIA TIZIANO ASPETTI

Minaccia i cinesi del bar "C", denunciato

Un padovano di 34 anni, M.B. è indagato in stato di libertà dalla Questura per aver minacciato i titolari cinesi del bar "C" in via Tiziano Aspetti. L’uomo l’altro giorno alle 18.30 è entrato nel bar in stato di ubriachezza e ha fatto una discussione con i titolari probabilmente perché voleva da bere. Al loro diniego è ritornato alla carica poco dopo distruggendo uno dei lampioncini decorativi del locale. Ma non basta. Ha minacciato anche gli agenti e quindi è stato denunciato anche per resistenza. La Questura ha indagato in stato di libertà anche A.P. che sempres sabato è stato controllato da una pattuglia della Volante in via Anelli. L’uomo che era stato arrestato anche pochi giorni fa era in bicicletta e nel suo zaino è stato trovato un tronchese. È stato denunciato per porto ingiustificato di arnesi da scasso.


 

IL MATTINO (NAZIONALE)

ANIELLO SAMMARCO

Torre Del Greco.

A due settimane da una mega-rissa che mise a soqquadro l’ospedale, nuova aggressione al Maresca. M.A. e S.C., trentenni di Portici, giunti in stato di ebbrezza al pronto soccorso hanno sfogato la loro rabbia su poliziotti, medici e infermieri ieri attorno alle 2 di notte. Poco prima i due sarebbero stati aggrediti da un gruppo di extracomunitari al porto di Portici (s’indaga sull’episodio). Qualche apprezzamento di troppo a una ragazza - secondo i due - avrebbe scatenato la rissa. Sul posto un’ambulanza del 118 e una volante del commissariato Portici-Ercolano. Per le ferite M.A. e S.C. sono stati portati al Maresca. Dopo gli accertamenti (controllato il tasso alcolemico, risultato elevato) hanno inveito contro gli agenti per non essere intervenuti in tempo a sedare la rissa. I due si sono scagliati contro i poliziotti e hanno aggredito a calci e pugni anche medici e infermieri. Dopo la rissa (sedata a fatica con l’intervento di altri agenti in borghese) un’infermiera, Maria Teresa Petruzzella, che ha battuto violentemente il capo contro un muro, ha riportato una leggera commozione celebrale, quattro punti di sutura e 10 giorni di prognosi. 5 giorni per Walter Niglio (contusioni e escoriazioni), medico di turno. Refertati due poliziotti. I due sono liberi perché incensurati ma denunciati per aggressione e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento.


 

IL MESSAGGERO (ABRUZZO)

Con l’auto investe quattro ragazzi e fugge Giovane di 22 anni fermato dalla Polizia 

Ha investito quattro ragazzi e poi ha proseguito la sua corsa. Quando gli agenti della Volante sono riusciti a fermarlo, il ragazzo, 22 anni, di Montesilvano, è apparso ubriaco e secondo la Polizia, aveva anche fumato hashish. Risultato: è stato denunciato per guida in condizioni di ebbrezza e omissione di soccorso. Stessa accusa di omissione di soccorso per un giovane di 26 anni che era con lui. I ragazzi investiti hanno riportato solo ferite leggere. Il fatto è accaduto tra l’una e mezza e le 2 della notte tra sabato e domenica in piazza della Repubblica.

Figlio ladro. E sempre la Polizia è intervenuta in un’abitazione dei Colli, visitata da un ladro. Ladro particolare, però, essendo il figlio della proprietaria dell’alloggio. La signora ha raccontato agli agenti della Volante di aver visto il figlio, tossicodipendente e non più convivente, nel giardino della sua vicina. In mano il ragazzo aveva un sacchetto. Quando la signora è entrata in casa si è resa conto che mancavano i gioielli, il cui valore approssimativo si aggira tra 40 e 50 mila euro. E’ finita che la mamma ha denunciato il figlio.


 

IL MESSAGGERO (VITERBO)

Continuano i raid notturni e di disturbo della quiete pubblica, soprattutto il sabato. La rabbia dei residenti 

Tornano i vandali, assalto alla Telecom 

Civita Castellana, distrutta una centralina. Colpita anche una cabina Enel 

A Civita Castellana oramai il teppismo è di casa il sabato notte. Ai poco raccomandabili ubriaconi e a quelli che non rispettano il codice della strada, oltre alle più elementari regole di convivenza civile, si sono aggiunti da tempo i vandali. La settimana scorsa erano stati spaccati alcuni grossi vasi in ceramica all’esterno di un giardino in via Santa Felicissima, una colonnina per l’allaccio della Enel e imbrattati alcuni portoni nelle vicinanze, questa volta è toccato ad una centralina della Telecom in via San Gratiliano andare in pezzi. Ignoti teppisti l’hanno completamente distrutta forse con una mazza, anche se qualcuno ha sostenuto l’ipotesi che per procurare un danno cosi ingente alla struttura e ai collegamenti interni, gli imbecilli di turno, si siano serviti di un fuoristrada. Un centinaio di metri più avanti le attenzioni sono state rivolte ad una cabina delle media tensione dell’Enel, che ha però ha resistito ai colpi e si è solo piegata su un lato. Per gli abitanti della zona compresa tra via Giovanni XXIII, via San Gratiliano, piazza della Liberazione è stata l’ennesima notte insonne e piena di incubi quella tra sabato e domenica; schiamazzi, grida, musica a palla, corse sfrenate di auto e moto e scene boccaccesche oltre a quelle di vandalismo sono stati pezzi forti. In via San Giovanni, alle prime luci dell’alba una ragazza, ubriaca, forse per questioni d’amore da parte di un certo Luca, tra urla impressionanti ha tentato il suicidio cercando di gettarsi sotto le ruote delle macchine che transitavano in quel momento.

Oramai i residenti esasperati, hanno i nervi a fior di pelle e chiedono tolleranza zero da parte delle forze dell’ordine. Quello che viene maggiormente contestata è la scarsa presenza di forze dell’ordine durante il fine settimana. All’amministrazione comunale poi viene chiesto un intervento deciso che possa arginare queste situazioni di violenza, disordine e aggressività che vanno sempre aumentando. Da più parte viene invocata una presa di posizione che venga fatta rispettare in modo da poter tornare a vivere in pace a casa propria senza l’incubo delle scorribande notturne.

Re. Vi.


 

LA PROVINCIA DI CREMONA

Malavita. L’uomo, un albanese di 34 anni, a Paullo ha travolto una famiglia e poi è fuggito. Intercettato sulla Paullese

Scontro, fuga e botte ai carabinieri

Pirata della strada arrestato sabato sera a Pandino: era ubriaco

di Luca Bettini PANDINO — La serata folle di un albanese si è conclusa nel carcere di Cremona. Nel mezzo, Sheptim Kumria, 34 anni, residente nel Milanese, fra sabato e ieri, ha fatto di tutto: a Paullo, ubriaco, al volante della sua auto, ha provocato un incidente ed è fuggito; quindi ha minacciato un altro automobilista che aveva cercato di fermarlo. Infine, bloccato a Pandino da una pattuglia del nucleo radiomobile di Crema, ha pensato bene di aggredire due carabinieri che sono finiti all’ospedale: il brigadiere ne avrà per dieci giorni, l’appuntato per sette. Anche l’albanese è uscito malconcio dal ‘match’: sette giorni di prognosi. E’ stato arrestato e oggi lo aspetta il processo per direttissima.

La notte da malavita per Kumria inizia presto, verso le 21,30 a Paullo nel Milanese. E’ a bordo della sua Marea, ed è sbronzo (più tardi i test dell’alcolemia riveleranno un tasso di 1,96), All’incrocio fra via Dante e via Mantova ‘brucia’ lo stop e si scontra con una Volvo: nell’abitacolo padre, madre, e due figli. L’albanese fugge a folle velocità lungo la Paullese in direzione di Crema. Tutti gli occupanti della Volvo hanno riportato ferite, fortunatamente non gravi, guaribili dai venti ai sette giorni. La scena avviene sotto gli occhi di alcuni testimoni. Uno dei più intraprendenti, si lancia all’inseguimento del pirata della strada. Ma Kumria non è uomo da spaventarsi, specie con in corpo qualche bicchiere in più. Si accorge di essere tallonato e invece di accelerare accosta la macchina e scende. Aggredisce e minaccia l’inseguitore fino a costringerlo a risalire sull’auto e tornare sui suoi passi. Verso le 22 viene fermato da una pattuglia del Radiomobile a Pandino. Capisce che i militari sono al corrente di quanto ha combinato una mezzora prima a Paullo e non appena gli viene contestata la guida in stato di ebbrezza, l’albanese cerca di riprendersi i documenti che aveva consegnato ai carabinieri. Scoppia la rissa: Kumria colpisce con una testata al volto sia il brigadiere che l’appuntato che però reagiscono riuscendo a bloccarlo fino all’arrivo dei rinforzi e dei sanitari. Militari e pirata della strada finiscono all’ospedale. Kumria ha un tasso alcolico molto superiore alla media: dovrà rispondere anche di questo, oltre che dell’omissione di soccorso e dell’aggressione a pubblico ufficiale. Dopo due notti passate nel carcere di Cremona, oggi comparirà davanti al giudice per la direttissima.


 

CORRIERE ROMAGNA

Ubriaco al volante Denunciato

 IMOLA - Aveva sicuramente bevuto qualche bicchiere di troppo. Ma sfortunatamente ha incontrato sulla propria strada una pattuglia di carabinieri che stava effettuando i classici controlli del week end. Così un giovane di 33 anni, residente vicino a Milano, è stato fermato dai carabinieri verso le 2.10 di ieri notte vicino al ponte sul Santerno verso Faenza alla guida della sua Fiat Punto. Il controllo dell’etilometro è stato implacabile e ha avuto come conseguenze il ritiro della patente e la denuncia per guida in stato d’ebbrezza.


 

CORRIERE ADRIATICO

via torrioni ubriaco alla guida rischia il filotto

ANCONA - Alza troppo il gomito, la vista gli si appanna e le mani gli tremano sul volante. Rischia di fare filotto, colpisce di striscio due o tre auto e poi per fortuna si ferma. Poteva avere conseguenze ben peggiori la carambola innescata ieri mattina nella strada che corre sopra il distretto militare. La traiettoria fuori controllo ha lasciato i segni ai bordi di via Torrioni, dov’erano parcheggiate le auto di sventurati che l’hanno trovata con la fiancata da rifare. L’automobilista responsabile del fuori programma sull’asfalto, ad un controllo dei carabinieri è risultato in stato di ebbrezza. Il test per misurare la quantità di alcol nel sangue ha infatti rivelato che aveva bevuto qualche bicchiere di troppo. Dovrà pagare i danni.


 

METRONEWS

Picchia la figlia, denunciato dai carabinieri 

Bologna, (Adnkronos) - Ubriaco, ha malmenato la figlia di 15 anni e ha minacciato i carabinieri che hanno cercato di ridurlo alla ragione tentando di farsi del male con un grosso coltello da cucina. Momenti di tensione ieri a Calderara di Reno (Bologna) a causa della condotta di un cittadino di origine magrebina, 41enne.


 

 

VIRGILIO NOTIZIE

Germania: aggredito immigrato turco

Nuovo episodio razzista, arrestati due uomini

(ANSA) - BERLINO, Un immigrato turco di 29 anni e’ stato vittima di un’aggressione xenofoba a Grimmen, nel nordest della Germania. Come ha riferito la polizia, il nuovo episodio razzista si e’ prodotto sabato sera quando due uomini di 20 e 30anni - in preda all’alcol e agli stupefacenti - hanno affrontato il turco alla stazione ferroviaria. Dopo averlo offeso con frasi di contenuto xenofobo, lo hanno picchiato. Poco dopo i due aggressori sono stati identificati e arrestati.


 

L’ARENA

Radicale trasformazione nella proposta della commissaria Ue Fischer Boel: basta distillazioni, spendiamo in modo intelligente

Ecco la riforma del vino europeo

Per la riforma del settore del vino in Europa la parola d’ordine a Bruxelles è: competitività. Per raggiungere l’obiettivo la commissaria Ue all’agricoltura Mariann Fischer Boel promuove una riforma radicale del settore che suggerisce l’estirpazione dei vigneti meno redditizi e il taglio dei contributi Ue alla distillazione delle eccedenze di vino in alcool, allo stoccaggio, all’utilizzo del mosto. I fondi così risparmiati andrebbero a sostenere campagne di commercializzazione e promozione dei vini europei.

Insomma, Fischer Boel nel varare giovedì scorso a Bruxelles il documento sulle quattro opzioni di riforma possibili - che verrà sottoposto al consiglio dei ministri dell’agricoltura e al Parlamento europeo - ha tenuto a indicare quelle che sono le sue preferenze: ossia avviare «una riforma radicale per rafforzare la competitività, equilibrare il mercato, salvaguardare le zone rurali e semplificare le norme per produttori e consumatori».

Quanto ai tempi della riforma saranno scelti dagli stati membri - in una o due tappe - per dare tempo al settore di adeguarsi progressivamente.

-SPENDERE FONDI UE IN MODO INTELLIGENTE. Per Fischer Boel il settore vitivinicolo Ue «ha un enorme potenziale di sviluppo che va sfruttato appieno, i consumi però scendono (l’equivalente di 750 mila ettari l’anno). Anche se sono in aumento le esportazioni di vino di qualità, il vino proveniente dai paesi del nuovo mondo invade il mercato Ue. In Europa si spende troppo per smaltire le eccedenze anziché rafforzare la qualità e la competitività. Non vogliamo, decurtare il bilancio Ue per il settore (tra 1,2 e 1,3 miliardi di euro) ma ritengo - dice - che questi soldi vadano spesi in modo più intelligente».

-ESPIANTI: 400.000 HA E 15 MLN DI HL IN MENO Bruxelles è convinta che bisogna eliminare quelle situazioni che pesano sul mercato in termini di costi a scapito della produzione. Insomma, tagliere i rami meno produttivi (tra 8 e 15% della produzione) in modo da ritrovare una salute eccellente. Per gli esperti Ue «questa è una partita che non va giocata nè con il catenaccio nè in contropiede: il pareggio non è soddisfacente, bisogna vincere - dicono - e il vino ha i numeri per farcela. Restano però interrogativi su come riuscire a raggiungere gli effetti voluti. Gli incentivi - ribadisce Fischer Boel - saranno generosi (2,4 miliardi di euro su base volontaria) e varieranno a seconda della aree di intervento».

-NUOVI IMPIANTI E ZUCCHERAGGIO Bruxelles prevede, una volta ottenuto l’equilibrio del mercato, di avviare nuovi impianti dal 2013-2014, mentre ritiene necessario mettere al bando lo zuccheraggio per aumentare il titolo alcolometrico del vino.

-CANTINE CHE PRODUCONO SENZA UVA Tra gli elementi che appaiono contraddittori c’è l’idea di sopprimere il divieto di miscelazione dei vini e di importazione dei mosti extra-Ue. Gli esperti di Bruxelles ammettono «che l’Organizzazione per il mercato mondiale (Wto) non ha chiesto di revocare questo divieto, almeno per ora, ma la scelta è stata quella di mettere tutte le possibilità sul tavolo che potrebbe essere attaccabile come ostacoli al commercio». Questo però fa temere la creazione di cantine senza uva, che comprano vino, anche extra-Ue, lo miscelano, ne fanno un prodotto di bassa qualità ma con un nome attraente, pronto a fare concorrenza al vino 100% europeo».

-PRATICHE ENOLOGICHE La Commissione apre alla possibilità di utilizzare le pratiche enologiche accolte dall’Organizzazione internazionale del vino e della vigna ma non applicate in Europa: sono sei e rischiano di sollevare nuovi timori.

-DISTILLAZIONE Fischer Boel la vuole mettere al bando ma non esclude interventi in caso di emergenze nell’ambito di ’pacchettì finanziari che ogni paese riceverebbe e sul quale avrebbe una certa manovra di intervento.

Ora partirà il dibattito a livello europeo che porterà a gennaio ad una proposta giuridica da parte della Commissione Ue.


 

Il Mattino di Padova

champagne party con un record da superare

La Tribuna di Treviso

l’aperitivo più sfizioso con il fragolino spritz

Il Resto del Carlino (Ravenna)

’I nuovi mostri’, assaporando un calice di vino

Il Secolo XIX

Il bar di via Gramsci sembra Stoccarda

Il barista storico di Millesimo getta la spugna: «Alcol e aggressività, basta con questi giovani»

Il Mattino di Padova

la polizia ritira tre patenti

Gazzetta di Reggio

una busta di coca per pagare da bere

Libertà

risse e alcol in centro storico

Il Sole 24 Ore (Plus)

La domanda di alcolici sostiene i margini

La Nuova Sardegna

sballo con la musica e poi si beve di tutto

germania, fiumi di birra per festeggiare

Gazzetta di Parma (abbonati)

Centro « L’Orizzonte » : in cinque sconfiggono la tossicodipendenza

La Stampa

Novi Ligure Guidava ubriaco giovane denunciato I carabinieri di Novi hanno fermato e de...

La Nuova Venezia

lo spirito di vino ? non può che far ridere

ubriaco si schianta contro il guard rail

La Nazione (Siena)

Pontedera Scontro sulla Fi-Pi-Li Denunce per guida in stato di ebbrezza

Il Resto del Carlino (Bologna)

Alcol e droga, muore davanti a un locale

Il Resto del Carlino (R. Emilia)

Chiede un bicchiere di vino e lo paga con una dose di coca

La Nazione (Nazionale)

Pontedera Scontro sulla Fi-Pi-Li Denunce per guida in stato di ebbrezza

Il Resto del Carlino (Imola)

Alcol e droga, muore davanti a un locale

La Nazione (Pisa)

Alcol e velocità, tre feriti Di nuovo paura sulla Fi-Pi-Li

Il Tirreno

birra super di farro e di castagne

Il Messaggero Veneto

uno studio di fattibilità sulle "strade del vino"

festa nella distilleria aperta

l’export vinicolo: nel 2005 l’italia leader nel mondo

un’enoteca regionale ais

Il Piccolo di Trieste

gandin: l’impianto non era acceso. chiederò i danni a chi ha bevuto gratis


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Martedì, 27 Giugno 2006
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