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Articoli 07/06/2006

Falso documentale. Professionalità e tecnica



Parlando del fenomeno della circolazione degli stranieri sul territorio nazionale e del controllo dei rispettivi documenti identificativi e di guida, dobbiamo ammettere, senza più nasconderci, che è in corso una piccola ma significativa rivoluzione culturale e tecnica in seno alle Polizie territoriali. Ovvero gli operatori di queste ultime stanno prendendo sempre maggiore consapevolezza che il proprio lavoro risulta finalizzato al controllo del territorio a 360 gradi e comprende anche la necessità di acquisire sempre una maggiore competenza in argomenti che sono stati, per decenni, privilegio di pochi “appassionati”. Intuire quelle che sono le tendenze lavorative future e renderle immediatamente attuabili presuppone una fatica improba, ma lungimirante, e i risultati non potranno che essere professionalmente entusiasmanti. Sicuramente gli argomenti che, in questa occasione, ci troviamo a trattare e ad affrontare sono emersi, dal limbo che li caratterizzava, dalla sempre maggiore libertà di movimento che le persone hanno ottenuto grazie sia alle innovazioni dei mezzi di trasporto, che a cambiamenti politici epocali che hanno aperto significative possibilità di spostamento che prima erano precluse o, quantomeno, difficoltose. Legato a questi fenomeni generali si aggiunge un significativo cambiamento di attitudine del nostro Paese che, in breve tempo, si è trasformato da “paese di emigranti” in “paese di immigrati” con nuove problematiche  a cui le pubbliche amministrazioni fanno fatica ad adeguarsi. Questi grandi cambiamenti sono sempre stati, in ogni epoca essi siano avvenuti, motivo di difficoltà ma anche di crescita: noi dobbiamo puntare su questa ultima caratteristica; questa che ci viene offerta è un’opportunità di crescita umana, professionale e tecnica. Fortunatamente abbiamo a disposizione una serie di strumenti efficaci sia per aggiornare le nostre conoscenze che per poter lavorare con quella tranquillità necessaria al raggiungimento di auspicabili ottimi risultati. In questo senso (finalmente!) la professionalità e la volontà degli operatori può procedere di pari passo con le innovazioni della tecnica nel campo del controllo del falso documentale, è non è un’impresa da poco visto che, normalmente, la tecnologia riesce a fare passi avanti con una tale velocità che gli operatori si trovano ad arrancare fra mille difficoltà. Oggi, contrariamente alla tendenza generale, la capacità e la volontà degli operatori è di stimolo alla creazione di nuovi strumenti tecnici che vanno incontro alle esigenze lavorative che, a loro volta, sono riferite al controllo stradale. Il controllo dei documenti stranieri, comunitari o extracomunitari che siano, oltre ad essere un’esigenza, è, in primo luogo, la vera essenza del lavoro di un operatore di polizia: ogni atto da noi compiuto presuppone la visione ed il controllo di uno o più documenti. Dobbiamo aggiungere che, purtroppo, nella mentalità di molti Agenti si è radicata l’abitudine che si possono trovare risposte semplicistiche per un lavoro complesso, ma questo preconcetto è sbagliato e pericoloso (ad esempio: riempire tutti gli spazi richiesti dal frontespizio di un incidente stradale sicuramente ci soddisfa, ma non è la garanzia di un buon lavoro svolto). Vero è che il nostro è un lavoro complesso e che molto impegno ci viene richiesto nello svolgerlo, ma vi sono semplici soluzioni (non semplicistiche!) alla portata di mano di tutti, che non incidono sulla rapidità d’intervento e rendono pienamente giustizia alla elevata professionalità che spesso contraddistingue il nostro operato. Il segreto per un controllo efficace e sicuro di qualsiasi tipo di documento è in due parole: possibilità e volontà; sono termini che funzionano solo se abbinati fra loro e si traducono in strumentazione adeguata e preparazione per il primo e nella semplice voglia, abbinata a curiosità e senso del dovere per il secondo. Senza strumenti (che siano tecnici o di conoscenza) la volontà non può nulla o quasi, così come la migliore strumentazione senza un desiderio di controllo effettivo non porta a risultati tangibili. Dosare sapientemente questi due ingredienti produce certezza e tranquillità; certezza dei risultati raggiunti nello stabilire la genuinità o meno di un documento e quella impagabile tranquillità data dalla consapevolezza di non avere lasciato nulla di intentato e nell’aver portato a termine con professionalità una qualsiasi procedura di controllo. A tutto questo dobbiamo aggiungere la parola “garanzia” che è duplice: garanzia per il cittadino straniero che si aspetta, a sua tutela, un controllo professionale dei propri documenti e garanzia per i cittadini di tutta l’Unione che si aspettano una maggiore incisività nell’affrontare fenomeni criminali perpetrati all’interno del suo territorio, siano essi commessi da cittadini comunitari che extracomunitari. Dai dati statistici disponibili è ormai evidente che fenomeni quali la contraffazione e falsificazione di documenti sono, negli ultimi anni, in rapida espansione sia meramente numerica che di tipologia dei soggetti attivi. Ora passiamo a parlare del controllo vero e proprio, parlando di cosa è intimamente contenuto nei documenti e che ci permette di poterli verificare: i sistemi di sicurezza. Ricordiamo che dobbiamo considerare i documenti come l’esito finale di una serie di lavorazioni e che, in ognuna di queste fasi formative, sono presenti dei sistemi di sicurezza. Conoscendo l’essenza di questi sistemi ci sarà più facile controllare un documento, anche se sconosciuto, in quanto si potrà individuare una contraffazione anche solo dal tentativo di imitazione di uno di questi ultimi. Iniziamo ora una veloce disamina dei vari sistemi di sicurezza: 

Filigrana: Probabilmente ci troviamo di fronte a una di quelle meravigliose scoperte storiche del genere umano destinate ad essere valorizzate per secoli, senza la reale possibilità di venire, in alcun modo apprezzabile, sostituita da moderne tecnologie.  La semplicità del controllo e la difficoltà di riproduzione sono le sue doti basilari. La visione in trasparenza del documento, utilizzando una fonte luminosa qualsiasi (basta anche una candela o il faro dell’autovettura di servizio!), ci permette la visione di una scritta, trama, simbolo, stemma o quant’altro si sia voluto riprodurre, in modo chiaro e intelligibile. Si tratta, molto semplicemente, di un intervento avvenuto nel momento di fabbricazione del supporto cartaceo con delle tecniche particolari che consentono di poter graduare a piacimento lo spessore della carta medesima, in modo che il passaggio della luce, attraverso tale supporto, risenta di tale spessore dando vita alla riproduzione ottico-grafica desiderata. Tuttavia è possibile riprodurre la sensazione data dal disegno in trasparenza; questo avviene, generalmente, con una riproduzione in stampa all’interno di una delle due parti che potrebbero impropriamente costituire il supporto. Chiaramente, anche in questo caso, entra in gioco la nostra sensibilità: infatti l’abitudine a maneggiare documenti ci può aiutare a capire se il supporto che stiamo verificando è composto da un unico foglio oppure da due distinti fogli sovrapposti. 

Microscrittura: Siamo già passati a una fase successiva della produzione di un documento, vale a dire alle modalità di stampa. Ebbene nel più vasto ambito di definizione delle qualità della stampa dei documenti troviamo inserita quella stampa di sicurezza che consente di impressionare il supporto con caratteri minuscoli a formare sigle, parole o particolari disegni. La sua forza è insita nella qualità di stampa, infatti solo con una stampa litografica e tecnica tipografica si possono produrre queste microstampe. La loro riproduzione risulterebbe, nonostante i mezzi digitali presenti sul mercato, non paragonabile con l’originale.

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Calcografia:Viene comunemente definita “stampa in rilievo” ed è una dei sistemi grafici che offre maggiori garanzie sull’autenticità di un modulo. Anche il semplice sfiorare la superficie della parte del documento, stampato con questa tecnica, darà la sensazione tattile di un leggero spessore. Inoltre grazie a questa tecnica si possono creare effetti ottici di rilievo come l’inserimento di scritte celate in determinati riquadri apparentemente insignificanti. Tutto questo viene ottenuto proprio con l’ausilio di un significativo rilievo costituito dall’inchiostro medesimo che viene apposto con una tecnica particolarmente raffinata. L’unica possibilità di ottenere effetti simili, utilizzando altre tecniche di stampa, è quello di creare un rilievo sul supporto cartaceo e poi utilizzare una stampa piana che rispetti i punti goffrati oppure con una serie di stampe sovrapposte. 

Sistemi a luce ultravioletta:Il controllo delle reazioni di un documento alla luce ultravioletta possono comunque venir ricondotte, per la maggior parte dei casi, alle tecniche di stampa in quanto vengono utilizzati particolari inchiostri reagenti alla fonte luminosa in questione. Fanno eccezione quelle parti estranee (fibrille o filamenti) che, inseriti direttamente nel supporto cartaceo al momento primordiale, sono già stati trattati in modo da illuminarsi alla luce ultravioletta. Le reazioni possono dividersi in due grandi fenomeni definibili, con semplicità esplicativa, latenti o cangianti. Nel primo caso l’inchiostro reagente non è visibile ad occhio nudo ma apparirà (magicamente?!) se sottoposto alla fonte di luce predetta facendo risaltare il disegno o la scritta predisposta. Questo tipo di stampa si può trovare anche su particolari plastificazioni o pellicole protettive e serve per dare maggiore sicurezza ai dati riportati al di sotto delle stesse; infatti la rimozione e la riapplicazione di una pellicola protettiva, sempre possibile al patto di utilizzare particolari tecniche che implicano l’utilizzo di procedure chimiche o termiche, determina il deterioramento della stampa latente che perderà le sue caratteristiche originali. Nel caso di stampa cangiante una parte stampata del documento, visibile ad occhio nudo, si illuminerà cambiando generalmente anche la propria consistenza cromatica. Anche nei casi sopradescritti esiste la possibilità di trovare in commercio inchiostri reagenti che consentono di produrre effetti visibili, ma il risultato rimane distante da una produzione di sicurezza specializzata. Altro controllo rilevante che deriva dall’utilizzo della luce ultravioletta viene dato dalla caratteristica propria della carta valori, mezzo con cui sono stampati praticamente tutti i documenti che possiamo incontrare. La carta valori ha come caratteristica intrinseca di assorbire la luce ultravioletta (detta inerzia ottica), pertanto un documento originale esposto tende a rimanere opaco e non riflette la luce. Al contrario la carta commerciale, trattata chimicamente con uno sbiancante ottico, utilizzata generalmente per produrre le varie contraffazioni, tenderà a riflettere vigorosamente la luce ultravioletta illuminandosi nella sua interezza. 

Pellicole speciali:Ricordiamo che negli ultimi anni, soprattutto nei passaporti, è aumentato l’utilizzo di particolari pellicole a salvaguardia dei dati personali. Queste contengono elementi di sicurezza quali stampe ologrammatiche otticamente variabili o incisioni laser che ne rendono improbabile la rimozione meccanica. Oppure possiedono caratteristiche di stampa latente particolare (come la pellicola Confirm della 3M) che sono visibili attraverso l’uso di appositi strumenti. 

Bande magnetiche e codici a barre:Spesso ci troviamo nell’impossibilità di effettuare un reale controllo di questi sistemi in quanto non siamo dotati delle strumentazioni tecniche atte alla lettura di questi sistemi. Vale la pena ricordare che soprattutto i codici a barre possono venir utilizzati come ulteriore fattore di controllo, basandosi sulle loro caratteristiche di stampa, tenendo presente che sono prodotti, in originale, per poter essere letti da una macchina e devono avere una determinata qualità di tratto stampato. 

Infrarosso: esistono anche sistemi di sicurezza che si basano nel trattare gli inchiostri in modo che vi sia la possibilità di controllare la loro genuinità attraverso una fonte luminosa passante filtri specificatamente tarati. Questo sistema si trova principalmente utilizzato sulla carta valori. Molto importante, alla luce di quanto sopraesposto, diventa l’adatta dotazione tecnica per poter effettuare un corretto intervento. Una semplice lente che abbia un ingrandimento di 8, 10 o 15X oppure un microscopio portatile con un ingrandimento minimo di 30X consentiranno un primo controllo. Per le reazioni alla luce ultravioletta si rivela utile una lampada di “Wood” portatile, ponendo particolare attenzione alla qualità di emissione che deve essere necessariamente quella corretta di 366 nanometri corrispondente a quella più utilizzata nella produzione di questo tipo di inchiostri. Sono da poco disponibili in commercio anche scanner documentali utilizzati dalle forze di polizia di frontiera di tutto il mondo capaci di controllare automaticamente la validità e le caratteristiche di sicurezza dei documenti leggendo i codici ICAO e catturando una immagine a diverse lunghezze d’onda, il tutto in meno di 5 secondi. L’acquisto di questa strumentazione deve, per forza, percorrere una strada istituzionale e non dovrebbe essere perpetrata in regime di “fai da te”. Una volta in possesso degli strumenti, ecco che ognuno di noi può istituire un proprio metodo di controllo, questa delicata fase è totalmente nelle mani e nella mente del singolo operatore che, aiutato da questi strumenti portatili, potrà trasferire la propria sensibilità ed esperienza nel lavoro sul campo. Importante è che vi sia un minimo di metodologia che consenta di standardizzare le procedure di controllo al fine di renderle il meno dispendiose possibile in termini di efficacia spaziotemporale. 


Polizia Locale di Milano Ufficio Falso Documentale Reparto Radiomobile (Antonino Di Mauro, Davide Capsoni, Luca Bellettati)   



© asaps.it

di Antonino Di Mauro, Davide Capsoni, Luca Bellettati

Mercoledì, 07 Giugno 2006
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