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Rassegna stampa 07/06/2006

Rassegna stampa del 6 giugno 2006

Da “Brescia Oggi”    del 6 giugno 2006

 La vettura aveva già percorso oltre 280 mila chilometri
A fuoco in autostrada l’auto della stradale

 Desenzano

Coda in autostrada nella tarda mattinata di ieri nella zona di Desenzano per un’auto che ha preso fuoco. Stavolta, però, si è trattato della vettura della polizia stradale della cittadina gardesana. Il guasto non è un fatto eccezionale: la vettura aveva già percorso circa 280 mila chilometri e il motore, quindi, ha ceduto.
Il rapido intervento dei vigili del fuoco ha impedito che si creassero condizioni di pericolo.
L’ennesimo guasto, però, limita le possibilità operative della stradale gardesana, come più volte hanno denunciato i sindacati degli agenti. I tagli operati dai governi in questi anni alle dotazioni della polizia creano problemi di questo tipo: sono molte le vetture utilizzate più di quanto si dovrebbe, il tutto a scapito della sicurezza degli agenti, ma anche della possibilità di operare con tempestività, soprattutto in una zona «sorvegliata speciale» come quella del Garda, invasa nel week end da moltissimi ragazzi attratti dalle discoteche.


 
Da “L’Arena”    del 6 giugno 2006

 Fermato picchia gli agenti
Arrestato

d.a.

 Cerea

Pareva «solo» un motoclista ubriaco da controllare e si è rivelato invece - forse proprio a causa del bere - un personaggio aggressivo e violento che ha insultato i poliziotti e picchiato il carrozziere che era stato chiamato a recuperare il motorino. Ciò gli ha procurato le manette ai polsi per oltraggio, minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Oltre che per lesioni e guida in stato di ebbrezza, reati che si sono sommati ai già tanti che ha commesso in meno di due ore. Il protagonista della «nottata brava» è un operaio ventunenne di origine marocchina, E.H.A., che abita a Roverchiara. All’una di domenica è stato interecettato dalla Polstrada di Legnago, in pattuglia nella zona, in via Palesella, nelle vicinanze della discoteca Corte degli angeli. Lo hanno fermato perché guidava zigzagando il motorino, un MBK. Non appena i poliziotti gli hanno contestato l’ebbrezza, lui ha dato in escandenze ed ha cominciato ad insultare pesantemente gli agenti. Questo fino all’arrivo del carro attrezzi della ditta Bianco di Minerbe, quando la sua rabbia si è traformata in violenza fisica. Il ventunenne infatti ha sferrato due testate a F.B., il carrozziere, una sulla bocca ed una sulla faccia; poi l’ha rincorso fino alla cabina del camion dove F.B. voleva rinchiudersi, tirandogli calci e pugni alla schiena. Dopo di ché ha distrutto il suo motorino con colpi sferrati con il casco che aveva in mano. Alla fine è stato bloccato e portato in cella di sicurezza della Polstrada di Legnago. Ieri mattina l’arresto è stato convalidato: E.H.A. è potuto tornare a casa, in attesa di processo, ed ha l’obbligo di firma dai carabinieri di Legnago.


 
Da “Il Gazzettino”    del 6 giugno 2006

 Nel violento incidente di domenica sera a Resana, nel trevigiano, sono scomparsi Ines Basso, 36 anni, e Michele Bortoletti, 42
Schianto con l’auto di un ubriaco, coppia uccisa
Nel sangue del conducente della vettura riscontrata una percentuale di alcol superiore ai limiti. Si aggrava la bimba ferita

Fulvio Fioretti

 Trebaseleghe

Probabilmente non si sono nemmeno accorti di morire tanto improvviso e violento è stato l’impatto frontale della loro Alfa 147, presa a noleggio, contro il monovolume Fiat Ulysse che ha invaso la loro corsia di marcia domenica sera alle 22.15 a Resana. Michele Bortoletti, 42 anni, residente a Spinea nel veneziano, e la sua compagna Ines Basso, 36 anni, domiciliata a Trebaseleghe sono morti praticamente sul colpo, incastrati tra le lamiere della vettura distrutta, in seguito alle gravi ferite riportate nello schianto. Il fratello della donna, Ezio Basso, 43 anni, che abita in via don Orione 14 a Trebaseleghe ha riportato una serie di traumi e fratture varie alle costole, al bacino, al viso e agli arti, giudicati guaribili in 45 giorni, ed è ricoverato all’ospedale di Treviso. Ezio Basso ha anche due fratelli: Ermelina e Umberto.

È successo nel tratto di strada tra Castelminio e il capoluogo, al chilometro 17+200 della strada provinciale 19, fuori del centro abitato. Il Fiat Ulysse era condotto dal rumeno Johan Mihaly, 37 anni, residente a Resana, rimasto gravemente ferito e in prognosi riservata all’ospedale di Castelfranco per politraumi, trauma commotivo, fratture costali e lesioni al rachide e al quale è stato effettuato, dopo il ricovero, anche l’esame alcolimetrico. Sul sedile del passeggero c’era un amico connazionale, S.A. di 43 anni, che ha riportato 30 giorni di prognosi per fratture multiple. Dietro la figlia del Mihaly, A.M., di 6 anni, che in primo momento non sembrava ferita seriamente, ma che, in ospedale a Castelfranco, dove è stata comunque trasportata si è molto aggravata nel corso della notte ed ora, trasferita a Padova, versa a sua volta in prognosi riservata con sospette lesioni interne e trauma commotivo con edema cerebrale. Sulla dinamica dell’incidente sta indagando la Polstrada di Vittorio Veneto. Il tratto di strada dove è avvenuto lo scontro è praticamente un rettilineo all’uscita di una semicurva a sinistra. Il monovolume era diretto verso Resana e subito dopo la semicurva ha invaso la carreggiata opposta dove, diretta verso Castelminio, arrivava l’Alfa 147 condotta da Bortoletti, che pare abbia cercato invano di evitare l’impatto deviando sulla destra. Sul posto nessuna traccia di frenata, e nemmeno sono emerse cause di tipo meccanico. Più probabile invece una distrazione dovuta al tasso alcolico del conducente del Fiat Ulysse, risultato positivo ieri all’esame del sangue, con una percentuale di alcol di molto superiore al limite stabilito dalla legge.


 
Da “L’Arena”    del 6 giugno 2006

 Polstrada
Sequestrati 12 tir con difetti ai freni

Dodici camionisti multati, altrettanti autotreni finiti sotto sequestro amministrativo per un mese. È il bilancio di un’operazione della polstrada di Verona sud che ha interessato i due tratti delle autostrade Serenissima e del Brennero che attraversano la città.
I dodici autotreni, infatti, avevano tutti l’impianto frenante che non era funzionante a dovere, come invece impongono le norme. L’operazione della polstrada è stata condotta in collaborazione con gli uffici della motorizzazione civile che ha impiegato per i controlli uno strumento che fa una sorta di «check up» del veicolo.
L’obiettivo, infatti, era quello di riscontrare non solo il rispetto della normativa sulle emissioni di gas combustibili ma anche verificare che l’intera strumentazione, e i dispositivi di sicurezza, fossero funzionanti.
Le carenze sull’impianto frenante erano in molti casi rilevanti al punto che, hanno spiegato i poliziotti, in caso di necessità si poteva verificare un grave pericolo non solo per il camionista ma per altri veicoli che si fossero trovati sulla sua traiettoria. I controlli hanno anche interessato la guida in stato di ebbrezza, un’altra delle violazioni più diffuse che causa ogni anno centinaia di incidenti. Gli agenti della polstrada di Verona sud ripeteranno i controlli anche nei prossimi giorni, sia sull’Autobrennero che sulla Serenissima.


 

 

 

 Da “Il Gazzettino”    del 6 giugno 2006

 Il grande fratello arriva

Ctp

 Il grande fratello arriva su camion e autocorriere. Ormai da decenni gli autisti di camion, tir e corriere erano abituati a essere controllati dal cronotachigrafo analogico. Questo, però, era facilmente manomissible (basti dire che su un milione di controlli nel 2002, sono state riscontrate 70 mila manipolazioni). L’Unione europea, allora, ha deciso di introdurre un nuovo, modernissimo ed occhiutissimo cronotachigrafo digitale. Formato da due elementi, un’unità montata sul veicolo e una smart-card per ogni autista l’apparecchio, collegato con i sensori del veicolo, registra i dati relativi all’uso del mezzo per il periodo di un anno. Rileva l’identità del (o dei) conducenti, i tempi e le modalità di guida. Registra, inoltre, automaticamente, i dati identificativi del veicolo, la distanza percorsa, le anomalie di funzionamento del mezzo e la velocità tenuta nelle ultime ventiquattro ore. Insomma a questo "piccolo, grande fratello" non sfugge nulla e nel prossimo futuro gli autisti, volenti o nolenti, saranno costretti a fare i bravi.

Il funzionamento della nuovo cronotachigrafo è stato illustrato ieri nei dettagli alla Camera di commercio di Udine durante un convegno organizzato con la collaborazione delle principali associazioni di categoria del settore trasporto. Introdotto da Bernardino Ceccarelli (del consiglio della Camera di commercio) e moderato da Massimo Masotti (capogruppo autotrasporto merci in conto terzi dell’Assindustria friulana). Sono, quindi, intervenuti: Alessandra Procesi di Unioncamere e Romano Manoni, vice segretario generale di Unioncamere che hanno descritto nei dettagli la normativa di riferimento, mentre tutte le caratteristiche, le funzioni, gli obblighi e i doveri legati all’utilizzo del tachigrafo digitale sono state illustrate da Giovanni Ciceri, responsabile vendite tachigrafi della Siemens Vdo. Agostino Olivato, responsabile marketing di Infocamere ha, poi, proposto una panoramica sulle applicazione informatiche a carico del sistema camerale connesse alla gestione del nuovo strumento. Infine, Gianluca Romiti, dirigente della Polstrada di Udine si è soffermato sulle norme del Codice della Strada legate al tachigrafo digitale.

Secondo quanto emerso da tutti gli interventi, il nuovo tachigrafo digitale rappresenta vera e propria rivoluzione nell’ambito del trasporto su strada poichè coinvolge imprese, officine, autisti, e organi di controllo e permette sia di migliorare la sicurezza stradale e le condizioni di lavori degli autisti, sia di garantire una concorrenza più equa. Secondo la Camera di commercio saranno circa 7500 le carte che nel biennio 2006-2007 verranno dirtribuite agli autisti della provincia.


 
Da “Il Gazzettino”    del 6 giugno 2006

 SULLA A4 A 207 ALL’ORA

 TRIESTE

Sono 320 le infrazioni al Codice della strada riscontrate nella scorsa settimana in Friuli Venezia Giulia dalla Polizia stradale, tramite Autovelox-Telelaser-Provida, 27 le patenti ritirate. La velocità più elevata (207 km/h su limite di 130) è stata contestata ad un cittadino tedesco, che guidava un’Audi sulla A4 a Pocenia (Udine). Il conducente (di Pordenone) di una Volkswagen Passat è stato invece sorpreso a Spilimbergo (Pordenone), mentre viaggiava alla velocità di 167 km/h su un limite di 90.


 
Da “Il Gazzettino”    del 6 giugno 2006

 Due morti a Resana, l’investitore era ubriaco
L’uomo, rumeno di 37 anni, ha perso il controllo del mezzo e si è scontrato con un’altra auto.
Grave la figlia di 6 anni

 Treviso

Un altro fine settimana tragico sulle strade della Marca. Sabato mattina era deceduto a Postioma di Paese Marco Caon, 21 anni, di Castelfranco Veneto, passeggero di una vettura finita contro un camion. L’altra sera un altro schianto terribile. Stavolta a Resana. E in questo caso probabilmente non si sono nemmeno accorti di morire tanto improvviso e violento nello stesso tempo è stato l’impatto frontale della loro Alfa 147, risultata essere a noleggio, contro il monovolume Fiat Ulysse che ha invaso la loro corsia di marcia.

Michele Bortoletti, 42 anni, residente a Spinea, nel Veneziano, e la sua compagna, la 37enne Ines Basso, domiciliata a Trebaseleghe (Pd) sono morti praticamente sul colpo, incastrati tra le lamiere della vettura distrutta. Il fratello della donna, E.B., 43 anni, ha riportato una serie di traumi e fratture varie alle costole, al bacino, al viso e agli arti, giudicati guaribili in 45 giorni, ed è ora ricoverato all’ospedale di Treviso.

È accaduto nel tratto di strada che collega Castelminio al capoluogo, al chilometro 17,200 della strada provinciale 19, all’altezza del civico 8/b, fuori del centro abitato.

Al volante del Fiat Ulysse c’era il rumeno Johan Mihaly, 37 anni, residente a Resana, rimasto gravemente ferito e in prognosi riservata all’ospedale di Castelfranco per politraumi, trauma commotivo, fratture costali e lesioni al rachide toraco-addominale. All’uomo, dopo il ricovero, è stato effettuato anche l’esame alcolimetrico. Sul sedile del passeggero c’era un amico connazionale, S.A. di 43 anni, che ha riportato 30 giorni di prognosi per fratture costali multiple e la frattura dell’ala iliaca destra. Dietro si trovava la figlia di Mihaly, A.M., di 6 anni: in primo momento non sembrava ferita seriamente, ma una volta giunta all’ospedale di Castelfranco le sue condizioni si sono aggravate. Ora versa a sua volta in prognosi riservata con sospette lesioni interne e trauma commotivo con edema cerebrale.

Sulla dinamica dell’incidente sta indagando e raccogliendo testimonianze la Polstrada di Vittorio Veneto.

Il tratto di strada dove è avvenuto lo scontro è praticamente un rettilineo all’uscita di una semicurva a sinistra. Il monovolume era diretto verso Resana e, subito dopo la semicurva, avrebbe invaso la carreggiata opposta lungo la quale viaggiava, diretta a Castelminio, l’Alfa 147 condotta da Bortoletti. Pare che quest’ultimo abbia cercato invano di evitare l’impatto deviando sulla destra. Sul posto non sono state trovate tracce di frenata, e nemmeno sono emerse cause di tipo meccanico. Più probabile invece una distrazione dovuta al tasso alcolico del conducente del monovolume, risultato positivo nella giornata di ieri all’esame del sangue: la percentuale di alcol riscontrata era di molto superiore al limite stabilito dalla legge.

A Mira,l’altro giorno un venticinquenne castellano, Nicola Menini, è stato trovato riverso nei pressi del suo motorino. Non si sa se si sia sentito male o se sia stato investito. Ricoverato in ospedale, è deceduto nel pomeriggio di ieri.



Da “La Provincia di Cremona    del 6 giugno 2006

 Il caso.
Donna di 51 anni denunciata per guida in stato di ebbrezza e per aver sottratto il documento appena sequestrato
Le ritirano la patente e lei la ruba
Troppo alcol in corpo, coinvolta in un incidente

Cerca di allontanarsi con i verbali dei poliziotti

di Cristiano Mariani

 Al volante con un tasso alcolico da primato, resta coinvolta in un incidente lungo la Bergamina e si allontana come nulla fosse accaduto. La polstrada riesce comunque a rintracciarla alle porte della città e le ritira la patente. Ma lei, una donna cremasca di 51 anni, non ci sta. E si riprende il documento. Semplicemente, una volta uscita dalla caserma, si è avvicinata alla vettura di servizio della Stradale e ha prelevato dal cruscotto il permesso di guida, ma anche i verbali del caso. I poliziotti li avevano appoggiati lì, in attesa di ultimare la pratica. L’episodio risale a sabato e l’automobilista è stata denunciata.
Ieri mattina, negli uffici della procura della Repubblica, è stato aperto un fascicolo per «guida in stato di ebbrezza» e «furto». Sebbene quest’ultima ipotesi di reato appaia — a detta degli stessi inquirenti — ancora da vagliare. Perchè afferrata la patente, la donna ha avuto giusto il tempo di allontanarsi di pochi passi: gli stessi agenti che l’avevano sottoposta alla prova dell’etilometro l’hanno raggiunta, recuperando l’incartamento appena ‘rubato’: «Ma cosa fa signora? Il documento ce lo deve lasciare e anche i verbali». Alla cinquantunenne è stato riscontrato un tasso di due grammi di alcol per litro di sangue, contro lo 0,50 previsto come soglia massima per mettersi al volante. Superato il limite, oltre al taglio dei punti e all’immediata sospensione del permesso di guida, scatta una contravvenzione di tutto rispetto, cui è abbinata la denuncia penale. Insomma, un bel guaio. L’incidente nel quale è rimasta coinvolta la donna risale a pochi minuti prima delle 15 e ha avuto per teatro la via che dalla periferia di Dovera conduce alla ex statale Paullese: un tratto di strada particolarmente impegnativo, con carreggiata stretta e curve in quantità. La Peugeot della cremasca è ‘venuta a contatto’ con la vettura su cui viaggiavano alcuni stranieri, giovani di origine africana. Nulla di grave, ma la cinquantunenne ha tirato dritto. E agli immigrati non è rimasta alternativa, se non seguire quell’auto, avvertendo la polizia con una telefonata. La Peugeot ha puntato su Crema, percorrendo la trafficatissima ex statale Milano-Cremona. E giunta alla periferia della città è stata ‘agganciata’ da un equipaggio dei vigili urbani, che ha poi passato il testimone ai colleghi della Stradale. Gli agenti hanno scortato la donna in comando e qui è stata sottoposta alla prova di rito. Il test ha confermato i sospetti iniziali: alcol in concentrazione superiore al consentito. Di qui il ritiro della patente e l’avvio dell’iter per la denuncia a piede libero. Cui si è aggiunta la nuova accusa: il furto di una patente... che poi era la sua.


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Mercoledì, 07 Giugno 2006
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