Martedì 11 Agosto 2020
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna stampa Alcol e guida del 4 giugno 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

CORRIERE ADRIATICO

E’ la vicenda di Gaetano Angeletti, tipografo di Corridonia, che ha fondato l’associazione “La Rondinella” 
Un padre coraggio combatte la droga
Un overdose gli uccise il figlio, ora lotta contro le tossicodipendenze
CORRIDONIA - La droga gli ha strappato dalle braccia un figlio che adorava.
E ora non vuole che altri padri, in futuro, siano costretti a soffrire come lui. L’infinito dolore di Gaetano Angeletti, noto tipografo, si è trasformato in voglia di combattere la tossicodipendenza.
Di aiutare quei giovani che finiscono nella sabbie mobili di un mondo che promette felicità e invece regala morte e disperazione.
Manolo Angeletti morì il 17 ottobre dello scorso anno a Perugia, all’età di 30 anni, stroncato da un’overdose di cocaina. Ma adesso a Corridonia c’è un gruppo di persone che non vuole rimanere inerme. Allo scopo di aiutare le famiglie con problemi di disagio giovanile, che spesso sfociano nella dipendenza da alcol e droga, si è costituita infatti una libera associazione di volontariato, aperta a tutti, denominata La Rondinella, con riferimento allo stesso volatile, che in primavera ritorna sempre al suo nido, esplicito riferimento alla ripresa della vita in tutti i suoi valori.
All’associazione presieduta da Gaetano Angeletti il Comune ha assegnato una sede presso il Centro Sociale Anziani, in via Pier Paolo Bartolazzi. Per perseguire l’obiettivo di massima adesione con la collaborazione di altri enti e associazioni analoghi - sia cattolici che laici, il cui contributo è stato determinante - mette a disposizione una prima assistenza con un punto telefonico (il numero verrà reso noto al più presto) con personale qualificato, in grado di fornire una prima indicazione a chi ha queste problematiche, cercando di fornire consigli utili o indirizzando verso specifiche strutture.
Per la formazione di persone addette a questo servizio, l’ associazione ha organizzato il corso formativo Familiari in ascolto, aperto a tutti, che si terrà presso il Centro Sociale Anziani, a cura dello psicopedagogista Filippo Sabattini, specializzato in Counseling educativo e genitoriale, con il seguente programma articolato in cinque sedute.
Mercoledì 7 giugno primo incontro (previsto alle ore 21 - 24) Le competenze di base dell’ascolto profondo: la comunicazione empatica e interruttiva. Le competenze esistenziali nella relazione d’aiuto e l’ascolto profondo come presupposto per l’incontro autentico.
Martedì 13 secondo incontro (sempre con orario 21 - 24) La conduzione del colloquio d’aiuto, dall’esplorazione del problema alla formulazione dell’obiettivo.
Mercoledì 21 giugno terzo incontro (ore 21 - 24) Modelli di famiglia e stili genitoriali: come rileggere la propria storia senza colpevolizzarsi. Lunedì 26 quarto incontro (ore 21 - 24) Le emozioni distruttive: aiutare ad elaborare il dolore, la paura, la rabbia ed il senso di colpa.
Sabato 8 luglio quinto incontro (seminario intensivo ore 14 - 20): L’attivazione dei gruppi ai auto-mutuo-aiuto per i familiari di tossicodipendenti, uno spazio per riappropriarsi della vita.


 IL GAZZETTINO (Udine)

SAN DANIELE Realizzato dai giovani della zona con l’aiuto del Distretto sanitario

Un Dvd per combattere la droga

San Daniele

Un Dvd interamente realizzato dai giovani del territorio del Distretto Sanitario di San Daniele, con l’intento di descrivere le attività di prevenzione della tossicodipendenza svolte nell’ambito distrettuale sandanielese.Lo hanno chiamato "Informabus" e sarà presentato ufficialmente ai sindaci dei 14 Comuni dell’Ambito distrettuale del sandanielese, il 14 giugno alle 18,30 nella sala consiliare della Biblioteca Guarneriana.Il Dvd "Informabus", per l’appunto, è maturato sull’idea di alcune video-interviste che sono state realizzate negli anni 2004-2005 dai giovani del territorio, ad adolescenti, referenti istituzionali nonchè operatori che ruotano intorno all’omonimo progetto.Tutto il lavoro era mirato ad interventi di promozione del benessere degli adolescenti e fra gli obiettivi si proponeva: la promozione della frequentazione in particolare di forme sane di divertimento; la prevenzione delle azioni a rischio legate all’uso di sostanze stupefacenti, in particolare alcol e droghe sintetiche, nonchè la visibilità delle produzioni culturali giovanili.Il progetto è stato promosso dai 14 Comuni dell’ambito distrettuale del Sandanielese, in collaborazione con l’azienda sanitaria 4 "Medio Friuli" ed il coordinamento del Dipartimento delle Dipendenze, in particolare il Ser.T. di Udine, che ha messo a disposizione il Camper "Nautibus" con il quale si sono contattati i gruppi di adolescenti nei singoli Comuni.L’attività è stata finanziata dal Ministero della Sanità e degli affari sociali, per mezzo della regione Friuli Venezia Giulia. Le azioni principali sono state svolte dagli operatori della Cooperativa Co.S.M.O., specializzati da anni nel campo dell’intervento psico-sociale con adolescenti.Ivano Mattiussi


 LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

UNA SEDE CITTADINA DELL’ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA STRADA

Nasce una filiale magliese dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus. La sede dell’associazione, il cui motto è «fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti», si trova da oggi in via Garibaldi 121. «È una vera e propria strage, anche se una strage silenziosa - dichiara Eva Ruggeri, responsabile della sede di Maglie, e il cui fratello Alessandro ha perso la vita lo scorso 8 gennaio in un incidente stradale, all’età di 22 anni - Ogni vittima affronta da sola il proprio dolore, senza che nessuno tenga il conto. Ogni anno, sulle strade italiane, muoiono seimila persone, i feriti sono trecentomila e ventimila i disabili gravi. Noi siamo con le vittime e con i superstiti, ma, soprattutto, ci battiamo sul terreno della prevenzione, per avere strade più sicure e automobilisti più diligenti e attenti alla guida». Ed è importante che una città così geograficamente centrale come Maglie, che, spesso, si ritrova con molti automobilisti provenienti da tutto il Salento per i più svariati motivi, cerchi di tutelarli dai possibili pericoli o, se qualcosa accade, eviti che l’ingiustizia di chi, ad esempio, risultasse ubriaco al volante, resti impunita. «La giustizia è un’altra nota dolente - continua Eva Ruggeri - Dopo ogni incidente grave, per chi rimane inizia un doloroso ed estenuante iter legale, che spesso si conclude dopo molti anni e senza che sia resa giustizia alle vittime. Ma non è l’unico problema: siamo indietro su tutti i fronti rispetto agli standard europei. Il Parlamento europeo ha chiesto all’Italia una riduzione del 40 per cento del numero di incidenti in dieci anni. L’introduzione della patente a punti, che è stata promossa dall’Aifvs, ha certamente contribuito a ridurre sensibilmente gli incidenti, ma i dati attuali vedono l’Italia ancora molto lontana dal raggiungimento dell’obiettivo». Necessari dunque più attenzione, ma anche più prevenzione. Angela Leucci


 IL TEMPO

ALLA FESTA DEL VINO In cinque si picchiano per un palloncino bucato

FIRENZE — Forse erano un po’ alticci, altrimenti non si spiegherebbe come mai l’altra notte tre uomini e due donne, abbiano dato vita a una maxi rissa generata da un motivo futile: un palloncino bucato. È accaduto a mezzanotte a Montespertoli, nel Chianti fiorentino, durante la «Festa del Vino». La rissa è scoppiata dopo che un fiorentino ha bucato il palloncino che era legato al polso di una giovane pistoiese. L’uomo e il fidanzato della ragazza hanno iniziato a litigare, poi si è passati alla rissa, a cui si sono aggiunti la moglie del fiorentino, la ragazza di Pistoia e un amico della coppia. I 5, poi arrestati dai carabinieri, si sono colpiti con pugni, calci e bicchieri di vetro. In due sono finiti all’ospedale.


LA PROVINCIA DI CREMONA

Ubriachi, una notte di follia 
Un irlandese arrestato, nove denunciati per danneggiamenti 
di Francesca Morandi. Uno, l’irlandese Michael O’ Donoghue, di 35 anni, è stato arrestato dalla polizia per le lesioni cagionate a un agente in borghese, colpito al volto con un pugno, per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Sei irlandesi e tre inglesi tra i 20 e i 47 anni, sono stati invece denunciati dai carabinieri per rissa e danneggiamenti alla Capannina e nel campeggio. Qui si stanno vivendo ore di autentico terrore causato dall’invasione di circa 150 rom irlandesi, che sfasciano tutto, urinano e non solo, tra i camper.
Una invasione di teste rosse e bionde, molte «teste calde», cominciate ad arrivare una settima fa a Cremona su auto di lusso (Rang Rover, Touareg, Cherokee) e camper costosi (dai 20mila euro in su), pieni di argenteria, oggetti di cristallo, dotati di cucine modernissime. Gente ricca, piena di mazzette da 500 euro, che ancora non è ben chiaro che cosa sia venuta a fare a Cremona. E che dall’una di ieri notte «in evidente stato di ubriachezza» ha scatenato il pandemonio lungo la riva sinistra del Po, prima al Coloniale, dov’è intervenuta la polizia, poi alla Capannina e al campeggio dove hanno agito in massa 40 carabinieri. «Sono rom irlandesi. Ci hanno detto che offrono prestazioni di lavoro occasionale. Smentita la voce che facessero lavori di asfaltatura sull’A21. Noi stiamo verificando», ha detto Sergio Lo Presti, capo della squadra mobile, ieri mattina in una conferenza stampa congiunta con gli uomini dell’Arma, perché in sinergia è stata l’operazione delle forze dell’ordine (vi ha partecipato anche una pattuglia della Guardia di Finanza) nella notte di follia firmata da giovanotti e adulti ubriachi di birra, che nel campeggio hanno spaccato un cancello, divelto una sbarra e una tapparelle, rotto bicchieri e perfino una tenda, nella quale dormivano due ciclisti tedeschi. Gente, i rom irlandesi, che risiede nell’Unione europea, regolare, senza precedenti. Non c’è legge che possa cacciarli via dall’oasi verde sulla riva del Po. Tutto ha avuto inizio al Coloniale, dove la polizia ha arrestato Michael O’ Donoghue. L’irlandese era in compagnia di amici. E’ scivolato dalle scale, ha litigato con un connazionale, è intervenuto un poliziotto in borghese conosciuto dal titolare del locale. L’agente ha mostrato il tesserino e ha invitato lo straniero a seguirlo all’esterno per l’identificazione. O’ Donoghue gli ha rifilato un pugno in faccia. Il poliziotto, che intanto aveva chiamato i colleghi della volante, è finito al pronto soccorso: sette giorni di prognosi, salvo complicazioni. Ieri mattina è infatti tornato all’ospedale per altri accertamenti. Chiuso il capitolo Coloniale, sono stati i carabinieri a continuare e completare l’operazione: un intervento massiccio, 40 uomini in tutto, con l’ausilio dei militari delle stazioni di Fiorenzuola e Monticelli d’Ongina, Casalmaggiore, Piadena, Crema, Montodine, Soresina, Pizzighettone, Castelverde e naturalmente tutti i reparti di Cremona. Una squadra è partita per la Capannina, un’altra per il campeggio. Gli altri hanno setacciato la zona. Nella rete tesa dai carabinieri sono rimasti impigliati e denunciati gli irlandesi R.I. di 34 anni, J.Q., di 21 anni, D.M.C., di 25 anni, D.K., di 21 anni, T.F., di 24 anni, e P.O. D., di 21 anni e gli inglesi T.D, di 20 anni, J.A., di 47 anni, e S.M.C., di 20 anni. I nove stavano cercando di scappare.


 LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Giovane preso a Leporano 

Aggredisce i carabinieri
Prima ha litigato violentemente in un bar con altre due persone, poi, a causa dello stato di ubriachezza, ha aggredito gli uomini delle due pattuglie dei carabinieri che volevano controllarlo. È successo venerdì pomeriggio a Leporano, dove un uomo di 35 anni, Angelo Lo Re, pregiudicato e già coinvolto in precedenza in risse e noto per l’uso eccessivo di alcool, è stato arrestato. I militari della compagnia di Taranto, diretti dal capitano Giovanni Sozzo, sono intervenuti nel bar dopo la segnalazione al 112 di una rissa. Quando sono giunti però c’era solo Lo Re che, alla richiesta di documenti, ha reagito aggredendo i carabinieri e brandendo una bottiglia di vetro. Poi è passato alle minacce verbali e infine ai calci e ai pugni. I militari hanno faticato non poco per immobilizzarlo, riportando escoriazioni e qualche contusione. L’uomo è stato arrestato per violenza, resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale e condotto in carcere, a disposizione del pubblico ministero di turno Alessio Coccioli. Sono in corso indagini del Nucleo Radiomobile e della Stazione di Leporano per identificare le altre due persone coinvolte nella rissa per la quale saranno tutti e tre denunciati.


 IL MESSAGGERO (Marche)

Tre donne ferite a Porto Recanati e Recanati

(...) Pompieri impegnati anche a Recanati per un incidente nel quale è rimasta ferita una maceratese ora in osservazione all’ospedale di Recanati. Altre due ragazze, M.M. e R.R. di Potenza Picena, hanno riportato lesioni guaribili in 10 giorni per un tamponamento a catena, a Porto Recanati. Illeso il giovane, C.C. di 30 anni di Loreto, che lo ha provocato. Il ragazzo è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza: la polstrada di Camerino gli ha ritirato la patente.
C.Pas.


 IL GAZZETTINO (Nordest)

In carcere per l’incidente dopo la rissa

Accusa di omicidio per il muratore che aveva inseguito i due amici in moto facendoli schiantare

Verona

Ha investito deliberatamente un motociclista dopo una rissa in un bar, provocandone la morte. Ieri Luigi Liguori, 38 anni, è stato arrestato. L’uomo nella notte di domenica era stato al centro di una rissa in un bar di Brenzone (Verona), poi aveva inseguito con la sua Alfa 155 due giovani a bordo di una Suzuki 650, scaraventandoli contro la serranda di un negozio lungo la Gardesana Orientale. Uno schianto fatale per Alessandro Patrone, 37 anni, che era alla guida della moto, mentre il passeggero, Giuseppe Pellegrini, 38 anni, era rimasto ferito.

Le indagini della Polizia stradale di Bardolino hanno portato all’arresto del guidatore dell’auto, che da lunedì era indagato per omicidio colposo. Il gip ora lo accusa di omicidio intenzionale. Liguori, residente dal 2002 a Brenzone, muratore campano, è stato arrestato a Sarno (in provincia di Salerno), nella casa dei genitori. L’uomo ora è in carcere nel capoluogo campano, in attesa di essere trasferito a Verona, per essere interrogato dal pm Paolo Sachar.

Proprio ieri alle 15 sono stati celebrati i funerali di Alessandro Patrone, molto conosciuto da tutti nella zona del Garda orientale perché era l’artista che ha dipinto ad affreschi l’oleificio di Brenzone.

Sarebbe stato inseguito e ucciso solo per aver detto: «Guarda quello com’è ubriaco». Il tragico episodio aveva vissuto il preludio verso le due di notte al bar "La Pinta", un pub in centro a Brenzone. C’era un uomo che dava fastidio ai clienti, che aveva alzato un po’ troppo il gomito e alcuni ragazzi della compagnia di Alessandro lo avevano apostrofato dandogli appunto dell’ubriaco. Forse è volata anche qualche parola grossa. Ma sembra che tutto fosse finito lì.

Alle 2.30 il locale aveva chiuso e Alessandro era andato a riprendere la sua moto assieme a un amico, Giuseppe Perbellini, 38 anni, di Verona, per tornare verso casa. All’improvviso, dopo neanche un chilometro di strada, la moto è stata affiancata dall’Alfa 155 rossa di Liguori. Secondo l’amico della vittima l’uomo al volante sembra pazzo: un altro testimone che ha visto tutto da un balcone e racconta che l’Alfa ha stretto la moto fino ad andarci sopra, e poi ha continuato la sua corsa, trascinando la Suzuki 650 per venti metri, e sbattendola contro il muretto.


IL GEZZETTINO (Venezia)

Era talmente ubriaco che ...

(G.B.) Era talmente ubriaco che gli agenti della Polizia Municipale di Cavallino-Treporti prima hanno dovuto sequestrargli la bicicletta e poi denunciarlo per ubriachezza molesta. Si tratta di M.I., un uomo di 40 anni residente a Mira, che ieri mattina si trovava a Cavallino-Treporti in sella alla propria bicicletta. Così mentre percorreva via Fausta, all’altezza di Ca’ Savio, l’uomo si è scontrato contro un auto condotta da una coppia di turisti austriaci da qualche giorno in vacanza nel litorale. Nulla di particolarmente grave: una piccola ammaccatura per l’auto e qualche botta leggera per il ciclista. Un incidente da poco conto insomma, come tanti altri. Piuttosto, a preoccupare la pattuglia di agenti della Polizia Municipale locale accorsi per i rilievi di rito, è stato il grado alcolico del ciclista. A stento infatti l’uomo riusciva a reggersi in piedi da solo. Nonostante questo l’uomo, che è stato poi denunciato per ubriachezza molesta, (*) ha rifiutato più volte il ricovero in ospedale. Agli agenti della Polizia Municipale non è restato altro che affidarlo ai Carabinieri di Ca’ Savio, che per evitare che commettesse guai ben più gravi in grado di compromettere la sua vita o quella di altre persone, l’hanno tenuto in custodia fino allo smaltimento della sbornia.

(*) Nota: l’articolo 186 (guida in stato di ebbrezza) vale anche per i ciclisti. Anche se la Polizia Municipale di Cavallino-Treporti avesse considerato più grave l’ubriachezza molesta, il reato di guida in stato di ebbrezza rimarrebbe. Per il Codice della Strada “ubi maior minor non cessat”


 IL MESSAGGERO (Umbria)

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA: DENUNCIATI 5 GIOVANI

Agenti della squadra volante della questura di Terni, con il supporto di alcune pattuglie della polizia stradale, hanno svolto nella nottata tra ieri e venerdì un ampio servizio di controllo sul territorio.
I controlli sono stati effettuati soprattutto nei pressi di pub e discoteche, per la prevenzione e la repressione della microcriminalità.
Nel corso dell’operazione sono state controllate una sessantina di autovetture e identificate circa 120 persone.
Cinque giovani, tutti residenti a Terni, con età comprese tra i 21 ed i 32 anni, sono stati denunciati per guida in stato di ubriachezza.
A tutti a cinque è stata, ovviamente ritirata la patente, con la conseguente decurtazione di dieci punti.
Sono state anche fatte anche alcune multe per infrazione alle regole della circolazione stradale, soprattutto per il mancato uso di cinture di sicurezza.
C.N.


 LA STAMPA

CONTROLLI. GIOVANI TRA I 18 E 25 ANNI FERMATI DAI CARABINIERI VICINO A DISCOTECHE, PUB E BIRRERIE

Guidavano ubriachi, ritirate 19 patenti

ALBA

Diciannove patenti ritirate ed altrettanti giovani automobilisti, tra i 18 e i 25 anni, denunciati per guida in stato di ebbrezza. È il risultato dell’operazione condotta negli ultimi giorni dai carabinieri della compagnia di Alba per prevenire gli incidenti stradali. Sono state impegnate numerose pattuglie, con controlli esegkuiti mediante l’etilometro, soprattutto in prossimità di discoteche, birrerie pub ed altri esercizi pubblici.

Un fenomeno, quello dell’abuso di alcol, che sta diventando qualcosa di più che un semplice campanello di allarme. Sarà la consuetudine in famiglia con la bottiglia di vino sul tavolo, sarà l’immagine di un territorio dove bere è sinonimo di tradizione e status symbol, ma i ragazzi, ma i ragazzi vanno oltre e mescolano con sempre più leggerezza la birra ed i micidiali cocktail a base di vodka o gin, ritrovandosi senza rendersene neppure conto dall’abuso del sabato sera ad una dipendenza che a volte diventa patologica.

“ben vengano questi controlli – dice il responsabile del dipartimento prevenzione dell’ASL 18, Attilio Clerico – l’alcol e le droghe sono un fenomeno in crescita tra i giovani. Sarebbe opportuno che anche i gestori dei locali si attenessero alla regola di non somministrare superalcolici ai ragazzi, cosa che spesso invece non avviene. Non si possono che auspicare ispezioni sempre più rigorose”.

Un dato è particolarmente significativo: “anche se gli incidenti stradali nel 2005 sono diminuiti in tutta Italia e nel Cuneese, nella nostra provincia sono aumentati quelli attribuibili all’abuso di alcol, soprattutto nei fine settimana – dice ancora Clerico -. La regione ha affidato all’ASL 18 uno studio triennale sulla prevenzione degli incidenti stradali in Piemonte, per capire le cause e mettere in atto azioni educative”. (...)


 CORRIERE ROMAGNA

Notte brava, chieste le attenuanti perchè tifa Juve

FORLI’ - Si è dichiarato tifoso della Juve e l’avvocato che lo difendeva ha chiesto al giudice le attenuanti generiche per il delicato momento che la sua squadra sta attraversando. Ieri mattina, Alessandro Zoli, 42 anni, residente a Forlì era imputato in Tribunale in un processo per direttissima. Poche ore prima, nella notte, era stato arrestato dai Carabinieri davanti al pub X-Ray in viale Italia perchè in stato di ebbrezza creava problemi agli avventori che uscivano dal locale. Le manette sono scattate perchè alla vista dei militari, il 42enne, ha dato in escandescenze e ha sferrato calci e pugni e danneggiato la Gazzella dell’Arma. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Forlì, a fatica, sono riusciti a bloccarlo per poi arrestarlo in flagranza con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento. Messo in cella di sicurezza, ieri mattina, è comparso davanti al giudice monocratico Roberto Evangelisti per il processo per direttissima dove è stato chiesto di procedere con un patteggiamento. Riacquistata la lucidità, l’imputato, ha dichiarato di essere tifoso della Juventus, facendo capire a chiare lettere di non passare un bel periodo e di essere arrabbiato per tutto ciò che sta accadendo alla sua squadra del cuore, e lo spettro di una retrocessione di categoria che pare ormai inevitabile. Come dire: “Cercate di capirmi se ho bevuto troppo e mi sono ubriacato, è periodo nero e sono un po’ scontroso”. A questo punto l’avvocato difensore Carlo Zauli ha chiesto al giudice monocratico le attenuanti generiche proprio perchè tifoso della Juve. Alla fine, ad Alessandro Zoli, è stata comminata una pena di sei mesi (per le accuse mosse rischiava una condanna molto severa), ma quello che più conta è che stata concessa l’immediata scarcerazione. Il pubblico ministero Fabio Di Vizio lo voleva in galera e aveva quindi chiesto la custodia cautelare in carcere. Per questa volta si può ben dire che il fantasista non è stato Del Piero, ma l’avvocato.


LA STAMPA

Bergamo

Un russo ubriaco cacciato dall’aereo

Un russo ubriaco ha aggredito gli agenti a Bergamo-Orio al Serio. Era su un volo diretto in Germania, ha cominciato ad importunare gli altri passeggeri. Il comandante ha chiesto aiuto alla polizia di frontiera, ma gi agenti hanno faticato a farlo scendere. Si è scoperto che è un ex tossicodipendente affetto da epatite C. gli agenti graffiati sono stati sottoposti a esami.


WINENEWS.IT
Un bicchiere di rosso per non diventare sordi? (*)

... Secondo recenti studi il consumo moderato di vino rosso potrebbe abbassare il colesterolo, prevenire le malattie cardiovascolari, la demenza senile e forse anche alcuni tipi di cancro. Ma se a qualcuno servisse un’altra buona scusa per non rinunciare a un buon bicchiere di rosso a tavola… Sappia che potrebbe fare bene anche all’udito. L’orecchio invecchia. I tessuti dell’orecchio interno subiscono nel tempo un processo di ossidazione dovuto ai radicali liberi presenti nell’ossigeno, responsabili del danneggiamento dei cosiddetti villi, le cellule che catturano le onde sonore e le trasmettono al cervello sottoforma di impulsi nervosi. La conseguenza di questo deterioramento è la graduale perdita dell’udito che affligge molte persone anziane. E secondo Jochen Schacht dell’università del Michigan anche alcuni antibiotici, come la gentamicina, utilizzati per combattere le infezioni dell’orecchio, hanno sulle cellule lo stesso effetto dei radicali liberi, spesso causando sordità anche prematuramente. La dieta per l’udito. Questo deperimento dei villi, causato dall’invecchiamento, dalle medicine o dagli ambienti troppo rumorosi, potrebbe essere scongiurato grazie all’uso di antiossidanti come il resveratrolo, contenuto nel vino rosso, nel tè verde e nel salicilato, uno degli ingredienti dell’aspirina. Durante un esperimento, guidato da Schacht, i ricercatori hanno somministrato ad alcuni pazienti affetti da infezioni all’orecchio il gentamicin e subito dopo un’aspirina, mentre a un altro gruppo veniva dato, in seguito all’antibiotico, un placebo. Solo il 3 per cento dei pazienti trattati con l’aspirina, hanno mostrato una certa perdita dell’udito. Mentre nell’altro gruppo i "sordi" erano più numerosi: il 13 per cento. Gli esperimenti per ora si sono fermati all’aspirina e non si conosce ancora esattamente il legame tra una dieta ricca di antiossidanti (tra cui il fantomatico bicchiere di vino) e la prevenzione della sordità. Ma è molto probabile, secondo gli scienziati, che ne esista uno. Bisognerà dunque cambiare il proverbio: un bicchiere di rosso al giorno toglie il medico di torno?

(*) Nota: eppure gli estimatori del vino, quando si dice loro che il vino può anche far male, non ci sentono proprio!


IL MESSAGGERO (Umbria)

VINI NEL MONDO/I DIBATTITI

«L’agroalimentare di qualità sostenuto con 50 milioni» 

E’ un settore in crescita, dice il capo dipartimento del ministero delle Politiche agricole. E l’Ice conferma: l’export ”tira” 

«Occorre fare azioni collaterali coordinate sulla logistica, il marketing, la comunicazione: in questo senso il ministero intende affrontare le problematiche legate al mondo dell’enologia salvaguardando la qualità e affiancandovi il marketing»: è quanto ha dichiarato Giuseppe Ambrosio, capo dipartimento del ministero delle Politiche agricole, durante il convegno "Il nostro vino nel mondo" svoltosi nell’ambito della manifestazione “Vini nel Mondo”.
«A questo riguardo – ha continuato Ambrosio - sono disponibili dall’anno in corso finanziamenti per 50 milioni di euro che mirano a sostenere l’internazionalizzazione dei prodotti agroalimentari italiani tra cui il vino». Aggiunge Alessandro Casali, ideatore di “Vini nel Mondo”: «Questa manifestazione con 30.000 bottiglie stappate e la presenza di oltre 200 cantine provenienti da tutta Italia è l’evento che unisce arte, vino e glamour per i consumatori, avvicinandoli al prodotto come le iniziative promosse dalle regioni Piemonte, Veneto, Lazio, le degustazioni del Gal dell’Alto Casertano e quella "Dal bianco al Rosso" organizzata dalla Provincia di Salerno». Secondo i dati forniti dall’Ice -per cui era presente Giovanni Boncagni, direttore Agroalimentare- l’export italiano di vino è concentrato per il 90 per cento in 11 mercati e la rimanente quota è polverizzata nel resto del mondo (155 mercati). In questa ottica la politica promozionale e l’implementazione delle iniziative promozionali sui mercati esteri può essere funzionale alla produzione regionale per risolvere i problemi strutturali o congiunturali, ponendo le basi per un approccio organico tra una programmazione nazionale e regionale. E in questo senso si colloca la manifestazione di Spoleto - dice Ugo Calzoni, direttore dell’Ice- la via Montenapoleone dell’eccellenza enologica d’Italia». Aggiunge Carlo Liviantoni, assessore regionale all’Agricoltura: « L’Umbria ha 800mila abitanti e 92 comuni: il nostro piano di sviluppo rurale porterà una trasformazione epocale nel sistema agroalimentare regionale. La Regione cerca sinergie tra produttori e imprese».
Secondo una indagine dell’Ice la capacità di assorbimento dell’export è in grado espandere di circa 500 mila ettolitri il flusso diretto verso i mercati internazionali. In questo senso la domanda estera riesce in qualche misura a moderare la crisi dei consumi che si registra sul mercato interno.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Il vino al gusto di legna

«Colore chiaro, gusto pulito...» ecc.: ricordate la pubblicità di quel liquore? Qualcosa di simile potremmo sentirlo a proposito del vino: «Colore rosso, gusto forte, sapore asciutto: non si può sbagliare, è puro truciolato di quercia!». Doveva toccare anche questo, al nostro povero vino, che già da tempi appena posteriori a Noè si spremeva nell’Enotria, ossia nella terra del vino, com’era allora denominata l’Italia. Le disavventure attraverso le quali è passata di tempo in tempo questa nostra bevanda nazionale sono varie e note: dalle clamorose mistificazioni degli anni Cinquanta al rischio lattina, subìto una ventina di anni fa, per ... istigazione del mercato americano. Entrare nell’osteria o nell’enoteca e ordinare una lattina di rosso di Puglia, anziché un mezzo litro, con o senza annessa gazzosa, sarebbe stato come pronunciare una bestemmia. Pericolo poi sostanzialmente scongiurato, ma ecco che adesso è il turno del vino trattato con truciolato di legno: perché ne guadagni (si dice) un gusto che sappia di botte di rovere, ottenuto però non dopo anni d’invecchiamento ma per immissione diretta di trucioli. E la cosa, ahinoi, sembra seria. Leggeremo sulle bottiglie indicazioni come «bianco di acero», «cerasuolo di mogano», «nero di ebano»? Che ci sia, almeno, questa chiarezza. Né manchi, in ogni etichetta, a garanzia della genuinità del prodotto, l’indicazione rituale: vino Sog, ossia a Segheria d’Origine Controllata.(Giuseppe Rosato)


IL CITTADINO

Cresce anche il fenomeno dei giovani che si mettono alla guida ubriachi: negli ultimi 12 mesi sono state ritirate 704 patenti

L’ADIGE

Neopatentato brillo centra due auto

Lunedì, 05 Giugno 2006
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK