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Articoli 01/06/2006

MILANO-BRESCIA, GUERRA DI DATI. PER L’ANAS GLI INCIDENTI SONO IN CALO, PER GLI INDUSTRIALI SONO IL TRIPLO RISPETTO ALLE ALTRE AUTOSTRADE. SULLO SFONDO DELLA POLEMICA: CANTIERI, PROGETTI E SOLDI CHE POTREBBERO NON BASTARE

Troppi incidenti sull’autostrada tra Brescia e Milano? L’Anas non ci sta, e replica all’esposto in procura degli industriali bresciani con una serie di dati che forniscono un’altra chiave di lettura sulla sicurezza della A4. In buona sostanza, se gli industriali sostengono che lungo la tratta autostradale in questione si verifica il triplo degli incidenti rispetto al resto della rete viaria, l’Anas controbatte affermando che dal ’99 ad oggi gli incidenti sono in calo e che, in relazione alla grande mole di traffico, sulla Brescia-Milano se ne verificano meno rispetto altrove. Addirittura sostiene, in un comunicato ufficiale, che “dal 1999 ad oggi è stato quasi dimezzato il tasso di mortalità e il tasso di incidentalità globale è stato ridotto di oltre 7 punti”. Poi snocciola una serie di dati. “L’Autostrada Milano-Brescia risulta percorsa da un volume di traffico di oltre 100.000 veicoli al giorno, con picchi di 140.000 veicoli/giorno e punte di 40.000 camion e pullman; nonostante tale intenso traffico il TIG (Tasso di Incidentalità Globale) dal 1999 ad oggi si è ridotto notevolmente, passando da 51 incidenti ogni 100 milioni di chilometri percorsi, a 43,5. Il Tasso di mortalità (TM) si è quasi dimezzato passando da 0,82 a 0,43 decessi ogni 100 milioni di chilometri percorsi”. Ed ancora: “Tali dati risultano molto significativi se paragonati ai valori dell’intera rete autostradale italiana, dove il Tasso d’incidentalità globale è passato da 59 a 44 e la mortalità è scesa da 1,00 a 0,47”. L’Aib, Associazione Industriali Bresciani, aveva fornito tutta un’altra chiave di lettura, in netta contrapposizione con quella dell’Anas: “Nel secondo trimestre 2005, lungo l’intera rete autostradale italiana (di 5.391,2 chilometri) si sono verificati 8.985 incidenti, con un rapporto di 1,65 per chilometro. Sulla tratta Milano - Brescia di 93,5 chilometri sono stati registrati, invece, 408 incidenti, con un rapporto di 4,36 al chilometro. Quasi il triplo .”. Da qui, il recente esposto in procura e le dichiarazioni ufficiali del Presidente dell’Associazione, Franco Tamburini, che chiedeva il contingentamento o il sequestro della tratta autostradale, diventata ad alto rischio. Un’iniziativa che portava indirettamente a pensare alla Brebemi, tratta autostradale alternativa di cui si parla da anni (contestata tra l’altro dagli ambientalisti per costi e impatto sul territorio) e che consentirebbe di unire Brescia a Milano senza transitare da Bergamo, ma i cui lavori sono fermi. Sarà un caso, ma la replica arriva all’indomani dall’annuncio di Vincenzo Pozzi, Presidente Anas, della mancanza di fondi per la realizzazione delle grandi opere e per il proseguimento dei lavori nei cantieri già avviati. Un’ulteriore lettura della querelle potrebbe essere che “non essendoci i soldi è inutile pensare alla Brebemi, la A4 va bene cos’ com’è”. Tra l’altro, sulla A4 sono già in corso dei lavori. Scrive l’Anas in un comunicato ufficiale: “ Per quanto riguarda la presunta pericolosità dell’A4 Milano-Brescia, l’Anas segnala che nel tratto Milano-Bergamo sono in corso lavori di ampliamento a quattro corsie, mentre la tratta Bergamo-Brescia, sottoposta a recenti sopralluoghi, risulta in buone condizioni per quanto riguarda la pavimentazione e la segnaletica sia verticale che orizzontale”. Ecco i dettagli di quanto è stato già iniziato: “Nel tratto Milano-Bergamo i lavori di ampliamento a quattro corsie sono suddivisi in tre lotti: dal km 13,600 al km 23,800 (lotto 1); dal km 23,800 al km 33,200 (lotto 2); dal km 33,200 al km 48,700 (lotto 3). I lavori prevedono, tra l’altro, il rifacimento di 39 cavalcavia per poter ospitare l’ampliamento autostradale, l’installazione di 29 km di barriere fonoassorbenti, il rifacimento della stazione di Trezzo e l’adeguamento della stazione di Capriate. I lavori del lotto 2 sono iniziati nel 2004 e termineranno nell’ottobre 2006; i lavori dei lotti 1 e 3, iniziati nel 2005, termineranno rispettivamente a maggio e luglio 2007. Nel tratto Bergamo-Brescia tra giugno e settembre sono previsti lavori di rifacimento della pavimentazione stradale, che verrà interamente sostituita con asfalto di tipo drenante”. Ma i fondi, ci saranno per mantenere le promesse? La domanda è d’obbligo dopo le recenti dichiarazioni alla stampa dello stesso Vincenzo Pozzi, che al quotidiano Il Tempo ha affermato: «Abbiamo 12 miliardi di euro di lavori, da un tetto di spesa di 3,3 miliardi siamo scesi a 1.913 milioni. Fino a fine luglio, agosto riusciamo a far andare i cantieri, poi ci serve il delta», vale a dire i 1.200 milioni di euro che la Finanziaria ha tagliato. Senza quelli, «tutti i cantieri sono a rischio» ha aggiunto Pozzi al quotidiano. Che i soldi per i cantieri non ci sono lo ha, però, sottolineato anche il neo ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che (sempre a Il Tempo) ha dichiarato: «Berlusconi ha fatto come Vanna Marchi, sui cantieri delle grandi opere ha venduto solo placebo e chiacchiere. Non ci sono i soldi, il Tesoro non ha neanche le risorse ordinarie per Anas e Ferrovie che nel giro di due o tre settimane potrebbe non essere più in grado di far andare i cantieri». In questo quadro complesso e contraddittorio resta in piedi un grosso interrogativo: alla fine, che ne sarà della questione sicurezza sulla A4?

 

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Di Maria Teresa Zonca

Giovedì, 01 Giugno 2006
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