Martedì 11 Agosto 2020
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna stampa Alcol e guida del 21 maggio 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

REPUBBLICA.IT

L’incidente vicino a Benevento, la vettura è piombata sul gruppo e si è fermata solo dopo aver urtato contro veicoli posteggiati

Ubriaco perde il controllo dell’auto

2 morti e 3 feriti fuori da discoteca

BENEVENTO - Tragedia davanti a una discoteca a Rotondi, in provincia di Avellino: un’auto impazzita è piombata sulle persone che si trovavano fuori dal locale e le ha travolte. Il bilancio delle vittime è pesantissimo, due morti e tre feriti. Alla guida della vettura c’era un uomo ubriaco.

La sciagura è avvenuta a pochi chilometri da Benevento, lungo la statale Appia. La ricostruzione è ancora frammentaria. Secondo una prima versione fornita dagli agenti della polstrada di Benevento, mentre alcune persone si attardavano di fronte al locale un’auto senza controllo è piombata sul gruppo, uccidendo due persone e ferendone gravemente altre tre. A quanto pare, il conducente della vettura, che proveniva da Caserta e viaggiava in direzione di Benevento, era ubriaco.

L’auto, dopo aver investito un primo gruppo di persone ha urtato tre vetture parcheggiate ai lati della strada, finendo successivamente la sua corsa sulla statale. Il guidatore è rimasto a sua volta ferito ed è ora ricoverato in ospedale.


CORRIERE.IT

MONZA

Investì ambulanza «Arresti domiciliari»

Un comportamento che denota «scarsa considerazione della vita altrui». Così il gip del tribunale di Monza Alessandro Rossato ha giustificato l’ordinanza che costringe agli arresti domiciliari V.R., 32 anni, l’automobilista che 15 giorni fa, ubriaco, ha travolto un’ambulanza sulla tangenziale nord ferendo un medico e un’infermiera e uccidendo un motociclista.


CORRIERE ROMAGNA (Rimini)

L’hanno ucciso per pochi spicci

RIMINI - L’ultima frase pronunciata con stupore da Elio Morri, la vittima, prima di essere massacrato è stata una domanda: "Ma chi siete?". Un uomo mite come lui, che in tasca custodiva solo un pezzo di formaggio e i santini di Rita da Cascia, non poteva spiegarsi tanta cieca ferocia. La risposta l’hanno data, tre giorni dopo la sua morte, gli investigatori: i due cittadini romeni fermati venerdì sera per l’omicidio si chiamano Marian Balauca, 20 anni, e Eduard Arcana, 19 anni, originari della stessa città, Roman, clandestini, arrivati a Rimini assieme nel mese di gennaio. Il motivo di tanto accanimento non lo sanno neppure loro: l’aggressione mortale davanti al bagno 106B, l’ultima di una serie, è avvenuta al termine di una notte di alcol e violenza gratuita. Schiaffi e pugni ai passanti in cambio di spiccioli, più per divertimento che per trarne profitto. Solo dopo ore di interrogatorio, alle 5.30 del mattino, Marian, l’ultimo dei due a rendere una confessione sufficiente a inchiodarlo è parso rendersi conto dell’accaduto. "Sono rovinato - ha sussurrato - uscirò di galera a cinquanta anni". I due, difesi rispettivamente dagli avvocati Corrado Bongiovanni e Simone Campolattano, rischiano l’ergastolo. Sono accusati di omicidio volontario aggravato da motivi futili e abietti e dalla crudeltà, tentata rapina aggravata, ma anche - per un precedente episodio - di rapina aggravata, e lesioni personali gravi. Tutti i reati sono contestati in concorso: a nulla varrà il tentativo, cominciato già nel corso delle conversazioni intercettate tra i due, di scaricarsi l’un l’altro le responsabilità maggiori. Eduard, il primo a crollare davanti agli uomini della Squadra mobile, ha ricostruito l’intera sequenza delle brutalità. Pieni di birra, acquistata a più riprese in un supermercato aperto fino a tardi, e con ancora le bottiglie in mano si sono piazzati, dopo mezzanotte, a presidiare la loro zona di caccia. Il tratto di lungomare che va dal bagno 100 al bagno 125. Il posto scelto per dare dimostrazioni di stupida prepotenza e arrotondare i guadagni in nero da muratore e carpentiere. Il primo a incappare nei due balordi è stato un italiano, non ancora identificato. Era in bici, ha raccontato Eduard. L’hanno bloccato, spintonato. Gli hanno chiesto i soldi. Lui, terrorizzato, ha svuotato le tasche: 80 euro. Quindi ha ricominciato a pedalare più in fretta possibile verso casa. "Avesse denunciato l’episodio, non sarebbe accaduto l’omicidio", commenta rammaricato un poliziotto. Magari non quella sera, ma si potrebbe aggiungere che aggressioni dello stesso tipo e nella stessa zona, e probabilmente da parte delle stesse persone, avvenivano con regolarità ormai da un mese. Presi di mira gli studenti stranieri in gita scolastica. Anche quella notte i due hanno fatto a pugni con due ragazzi tedeschi che non si erano piegati a insulti e minacce. Mica hanno pensato di lasciar perdere, però. “Violenti per gusto e per divertimento”, li ha definiti Sabato Riccio, dirigente della Squadra mobile. Infatti, poco dopo, sulla passeggiata s’è affacciata una giovanissima turista tedesca. Preda facile? Meno del previsto. La ragazza, infatti, viste le brutte ha tirato fuori dalla borsetta uno spray urticante e ne ha spruzzato il contenuto addosso a Eduard. La reazione è stata feroce: uno l’ha bloccata tenendole una mano sulla bocca per non farla urlare, l’altro le ha sferrato un cazzotto all’occhio destro (otto giorni di prognosi). I due romeni sono scappati con un bottino di 25 euro e con il telefonino della vittima: l’errore che consentirà di rintracciarli grazie all’intuito dei poliziotti, alla loro caparbietà nel rintracciare la ragazza per mezza Rimini, alle capacità del sostituto procuratore Marilù Gattelli e al sapiente utilizzo delle tecniche di intercettazione. Infine, Morri. Un’ultima, ma stavolta tragica, bravata. Lo hanno spinto per farlo cadere dalla bici. E’ caduto su un’aiuola, ha picchiato sulla fioriera. S’è rialzato. “Ci ha domandato: Chi siete?”. Lo hanno preso a pugni, a calci. Uno si è seduto sopra di lui. Gli hanno messo le mani in tasca, lo hanno quasi spogliato per cercare quello che non aveva: soldi. Poi, per la stizza, hanno gettato la bici - un ricordo dell’amica Sandra Sabattini, ragazza morta nell’84 in un incidente e per la quale è in corso una causa di beatificazione - oltre la recinzione. E l’hanno lasciato lì, agonizzante. “Trauma cranio-encefalico di tipo contusivo multiplo associato a meccanismo asfittico” scrive il professor Giuseppe Fortuni dopo l’autopsia.

Andrea Rossini


IL GAZZETTINO (Udine)

IN PIAZZA VENERIO 

Friuli d’Or al termine Oggi tocca a "Birrissima"

UDINE - In piazza Venerio la terza edizione della manifestazione "Friuli d’Or. Il tesoro della birra". Otto quest’anno i microbirrifici artigianali presenti in piazza, provenienti da tutta la regione. Accanto ai birrifici ormai noti di Cassacco, Resiutta, San Giovanni al Natisone, Sauris, Sarone di Caneva (Pn), Sgonico (Ts) e Travesio (Pn), che ritorna dopo un anno di assenza, presente per la prima volta il nuovo birrificio di Latisana. Unico il formato del bicchiere (0,20) ed unico il prezzo, decisamente promozionale. Si può anche assaggiare qualcuno dei prodotti gastronomici proposti tra i quali il "prosciutto e lo speck di Sauris", il "cotto in crosta" di Trieste, l’immancabile "Crudo di San Daniele", il tradizionale frico, il pesce e la pitina delle Valli Pordenonesi. Ad animare la saranno spettacoli di gruppi musicali che si esibiranno dal vivo, a partire dal tardo pomeriggio. Parallelamente oggi si svolgerà la manifestazione Birrissima alla sala convegni della Camera di Commercio di Udine. L’iniziativa, organizzata dalla P.A.B. s.a.s. in collaborazione con il Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Udine, prevede la partecipazione di importanti relatori come Stefano Buiatti, docente di Tecnologia della birra dell’Università di Udine, August Gresser, direttore Tecnico Birra Forst di Bolzano, Joseph Pitt, manager della ditta francese Fermentis, leader mondiale nella produzione di lieviti per birra, e di Lorenzo Dabove, direttore culturale Unionbirrai e membro del Camra. I relatori metteranno a disposizione la loro esperienza svolgendo lezioni sui procedimenti per la produzione della birra; alle relazioni seguirà una degustazione di birre artigianali e amatoriali. Al termine i relatori saranno disponibili per rispondere ai quesiti dei partecipanti.


VARESENEWS

Luino - I Carabinieri sono intervenuti nella notte: per la vittima setto nasale fratturato e varie ecchimosi e ferite guaribili in 30 giorni

Picchia la fidanzata e la chiude in casa: arrestato

Carabinieri al lavoro la scorsa notte. Verso le 3 circa, a Germignaga, i militari del nucleo operativo e radiomobile hanno arrestato un uomo, P.D., pregiudicato, di Luino ma residente a Germignaga, classe 1977, perché colto in flagranza dei reati di sequestro di persona, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Vittima della violenza la fidanzata 24enne dell’uomo: i due hanno furiosamente litigato e la ragazza ha avuto la peggio, riportando la rottura del setto nasale e diverse ecchimosi e ferite, giudicate guaribili in 30 giorni dalle autorità sanitarie intervenute. Ma l’uomo non si è limitato a picchiare selvaggiamente la fidanzata. Infatti l’ha anche chiusa a chiave in casa, nascondendo la chiave della porta blindata per non permettere alla ragazza, con la quale tempo addietro aveva convissuto, di lasciare l’appartamento. Secondo le prime indagini, i due erano soliti litigare di continuo anche se in luogo pubblico, anche in piazza o davanti alla caserma dei Carabinieri. Tra le cause di questi continui e violenti battibecchi, l’alcool, che stando alle rilevazioni degli uomini dell’Arma l’uomo assumeva in grandi quantità giornalmente. I militari sono stati avvertiti da una telefonata della ragazza. Una volta arrivati al domicilio della giovane, l’uomo si è rifiutato in un primo momento di aprire ostentando indifferenza per la presenza degli uomini delle forze dell’ordine, che sono comunque riusciti ad introdursi nell’appartamento passando attraverso una portafinestra socchiusa. L’uomo è stato così arrestato dopo una breve colluttazione con i Carabinieri, mentre la ragazza, trovata in lacrime sul divano di casa, è stata trasportata d’urgenza in Ospedale a Luino. P.D. è ora in carcere a Varese, a disposizione dell’autorità giudiziaria.


L’ADIGE

Vino, tra rischio e salute

Il consumo di vino si è più che dimezzato negli ultimi quarant’anni, passando dai 120 litri all’anno per abitante di inizio anni ’70 a gli attuali 50 litri, ma è anche vero che oggi il contenuto del vino è diverso. «Le rese per ettaro si sono ridotte notevolmente e c’è una maggiore concentrazione di sostanze non alcol - spiega Francesco Spagnolli, preside dell’Istituto Agrario di San Michele -. Inoltre oggi gli effetti benefici di un consumo moderato di vino sono sostenuti da evidenze scientifiche». Vino e alcol in ogni caso sono spesso al centro di dibattiti e di polemiche e i consumatori sono continuamente bersagliati da notizie contrastanti che finiscono con il creare sconcerto e diffidenza. Parlando di vino e salute è giusto ricordare come prima cosa gli effetti negativi, cioè i danni relativi alla dipendenza e all’abuso di alcol. E correttamente, ieri, in occasione del convegno dal titolo «Il vino fa buon sangue?», promosso da Cantina La Vis e Valle di Cembra nel contesto della Mostra dei vini del Trentino, la prima relazione è stata affidata al dottor Mauro De Concini, componente della commissione medica per le patenti di guida. «L’etanolo (alcol etilico prodotto per fermentazione o distillazione) è una molecola perfida - dice De Concini -, perché il nostro organismo è molto portato all’assorbimento di alcol, ma ha tempi molto lunghi per il metabolismo». Sono noti gli effetti euforizzanti dell’alcol: vivacità, loquacità, comportamento spavaldo, sottovalutazione dei pericoli si manifestano già a concentrazioni di 0,5 grammi per litro. Ecco perché a norma dall’articolo 186 del codice della strada chi si mette alla guida superando questa soglia compie un reato penale. «L’incidente da traffico è la più grossa epidemia - continua De Concini -, e l’unico rimedio è prevenire». Man mano che le concentrazioni di alcol nel sangue aumentano, anche i sintomi diventano più pesanti: tra 0,8 e 1 grammo per litro si manifestano tachicardia, difficoltà di respiro, andatura barcollante, atteggiamento aggressivo. Fino da arrivare al coma etilico con 3 - 4 grammi per litro. Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo alla quantità di alcol ingerita, e le donne sono svantaggiate. Gli effetti in ogni caso compaiono dai 30 ai 60 minuti dopo il consumo, e scompaiono non prima di 2 ore. Per chi viene sorpreso alla guida, le pene sono severe: ammenda da 258 a 1032 euro, arresto fino ad 1 mese, patente sospesa, e penale di 10 punti. «Sottoporsi alla prova dell’etilometro conviene - dice ancora De Concini - perché il rifiuto vale come ammissione». Un protocollo d’intesa con l’Azienda sanitaria, che gestisce i problemi alcolcorrelati, fa sì che chi viene condannato per guida in stato di ebbrezza, ed è recidivo, entri nei programmi di recupero. Si pone allora il problema di quali siano le quantità lecite. «Le linee guida - conclude De Concini - parlano di un boccale di birra, i bicchiere di vino e un bicchierino di superalcolici». Gli effetti benefici per la salute di un consumo moderato di vino (due o tre bicchieri al massimo al giorno, uno o due per le donne) sono stati al centro della seconda relazione, tenuta da Flavio Mattivi, ricercatore presso il centro sperimentale dell’Istituto agrario. Il vino contiene a antiossidanti sulla cui azione protettiva rispetto al rischio di malattie cardiocircolatorie oggi esistono ben pochi dubbi (*). Ma il vino è un prodotto complesso, contenente numerosi composti (se ne conoscono più di 250), la cui valenza salutistica non è stata ancora studiata completamente. E che potrebbero riservare ulteriori sorprese: recenti ricerche deporrebbero infatti per un effetto antiobesità di un altro composto del vino, gli «antociani». Con l’avanzare delle conoscenze, infine, esistono ulteriori prospettive di miglioramento delle proprietà nutrizionali dell’uva e del vino, in relazione soprattutto ai progressi ottenuti nel campo della genetica della vite.

(*) Nota: è vero. Ma gli antiossidanti si trovano in decine di altri cibi e bevande, tramite le quali è possibile assumerli senza ingerire l’alcol, che è sostanza tossica e potenzialmente cancerogena, classificata come droga.


L’ADIGE

Acat, finalmente una nuova sede che sarà punto di ascolto: 130 gli utenti e 400 con le famiglie.

Contro l’alcol “serve avere la testa”

Chiedono una cosa giusta e difficilissima insieme: un cambio di mentalità. I vertici dell’Acat Vallagarina-Montalbano, non vogliono più sentir parlare di ex-alcolisti, un’etichetta che rischia di costringere gli aderenti dei loro 34 club in un cliché stretto come una gogna. «Noi in realtà non seguiamo solo i singoli dipendenti da alcol, ma anche le loro famiglie». Pertanto Acat, cioè: associazione delle famiglie con problemi alcolcorrelati. A deciderlo è stato un referendum interno che ha raccolto il 98% dei consensi: bisogna cambiare immagine. La distinzione non è solo formale come ha spiegato ieri il presidente Franco Berlanda durante l’incontro con la stampa svoltosi nella nuovissima sede del Centro Civico al Brione. Sono 130 gli utenti, 400 dunque le persone coinvolte (19 i club della Vallagarina, 14 quelli compresi tra Mori e destra Adige). In ogni club non più di 8 famiglie e un servitore che aiuta le dinamiche di auto-mutuo-aiuto. Il nuovo vertice Acat che succede a Renzo Stedile (e che eredita grazie alle sue battaglie la nuova sede), mostra di avere le idee chiare anche sulle battaglie da fare in una società che è molto «alcolica». Non passeranno inosservate le politiche schizofreniche: avviare campagne di sensibilizzazione contro l’alcol (un seminario dell’Azienda Sanitaria con 90 corsisti parte proprio domani alla Beata Giovanna) e dall’altro finanziare le varie feste della birra. Si vigilerà sulle sponsorizzazioni alcoliche, sulle parole di circostanza all’indomani di incidenti mortali dove alcol e alta velocità si danno la mano senza far nulla per diffondere l’etilometro. Lo sforzo principale sarà far capire che l’alcolismo non è una malattia, ma uno stile di vita. «Serve avere testa» dice Berlanda affiancato dal responsabile del gruppo di Montalbano Franco Baldo. La preoccupazione è anche per il nuovo fenomeno dell’happy hour come se la socializzazione avvenisse solo tenendo un bicchiere in mano. «Non siamo proibizionisti» dice Baldo «ma bisogna sapere i rischi che si corrono». L’Acat farà della sua sede un punto di ascolto per le famiglie che sentono di avere in casa il problema: il figlio che "sballa" al sabato sera, il congiunto spesso alticcio. Il lunedì dalle 10 alle 12 e il mercoledì e venerdì dalle 17 alle 19 (info: 04064-412496) c’è un operatore per loro. In futuro verrà il sito internet per facilitare i contatti. Ottima la collaborazione con il Servizio Alcologia dell’ospedale di Rovereto. Ma un appello c’è: investire sull’ospedale semivuoto di Ala per farne un centro ad alto livello come quello di Auronzo (Belluno). In Trentino c’è solo una struttura, ma privata: villa San Pancrazio ad Arco. E ai comuni: «Chiamateci: siamo pronti a tenere incontri di sensibilizzazione con la popolazione, ma soprattutto una cosa: non metteteci più l’etichetta "ex-alcolisti" anche per rispetto delle nostre famiglie. Siamo persone, molte delle quali in astinenza da qualche decennio». C. P. (*)

(*) Nota: l’articolo contiene un sacco di imprecisioni. Nel Club non ci sono “utenti”, ci possono essere fino a 12 famiglie, non ci si configura nell’auto-mutuo-aiuto.

Quanto al superamento del concetto di “alcolisti”, per mettere al centro la famiglia, va fatta una considerazione: l’approccio dei Club ha già operato questo fondamentale passaggio culturale decine di anni fa, e il nome “Club degli alcolisti in trattamento” non è coerente con questa visione.

La discussione per il cambio di nome al Club è aperta da molti anni: è una questione molto complessa ed importante.


IL GAZZETTINO (Padova)

CINTO EUGANEO Davanti alla trattoria "Al Cantinon". Il gruppo di amici dell’Alta era uscito dal locale per fumare 

Minaccia i clienti con la pistola 

L’uomo, era ubriaco

Preso in consegna dai carabinieri e denunciato. L’arma era ad aria compressa 

 Cinto Euganeo

In preda ai fumi dell’alcol ha terrorizzato con una pistola, un gruppo di amici che stavano cenando alla trattoria Al Cantinon di Valnogaredo, la frazione di Cinto Euganeo. Alla fine A.R., 36 anni, elettricista, residente a Cinto Euganeo ha rimediato un’altra denuncia per ubriachezza molesta.

Già alticcio, al volante di un Fiat "Fiorino" e accompagnato da un amico di bottiglia, anch’egli non più lucido per effetto del vino, si è recato prima al bar Dal Santo. Il locale era già chiuso e fuori alcuni giovani clienti stavano per fare ritorno a casa.

«Un uomo è sceso dal "Fiorino", lasciando i fari puntati su di noi. Subito non abbiamo capito cosa volesse - racconta Diego Dal Santo, titolare dell’omonimo bar - poi dalle parole che farfugliava abbiamo capito che era ubriaco. E impugnava una pistola. Con il calcio dell’arma ha cominciato a colpire il cofano del suo camioncino. Subito dopo è risalito sul "Fiorino", ha fatto retromarcia e se ne è andato».

Altra tappa alla trattoria Al Cantinon che si trova poco lontano dal bar Dal Santo. Fuori dalla trattoria si trovava un gruppo di amici provenienti dall’Alta Padovana. Erano usciti dalla trattoria per fumare. Uno di loro stava per essere investito dal "Fiorino" dell’elettricista. L’ironia del cliente, scampato al pericolo di essere travolto, non è piaciuta al conducente del "Fiorino" che ha minacciato con la pistola l’esterrefatto cliente.

L’uomo faceva fatica a reggersi in piedi: il gruppo di amici è tornato nel locale per proseguire la cena. L’elettricista, invece, si è seduto fuori con il suo amico, ha chiesto ancora da bere e poi ha atteso l’uscita dalla trattoria del gruppo di amici.

Quando li ha visti comparire ha inscenato una sorta di virtuale eliminazione, puntando la pistola contro i nove clienti che si stavano salutando fuori dal locale. Una scena paradossale: l’elettricista sempre più in preda agli effetti dell’alcol, faceva fatica a reggersi in piedi e con parole impastate dall’alcol colpiva virtualmente quelli che considerava, nella sua mente sconvolta dal vino, i suoi nemici. Mentre il titolare del Cantinon chiudeva la porta, intorno alle 0.30, arrivavano i carabinieri del radiomobile di Abano e il comandante della stazione dei carabinieri di Lozzo che prendevano in consegna l’elettricista, denunciato poi per ubriachezza molesta. La pistola era ad aria compressa.

Orfeo Meneghetti


LA PROVINCIA DI CREMONA

Il Motorock fa il pienone Migliaia i bikers in festa

Birra, musica, allegria per una grande edizione

di Giuseppe Bruschi L’invasione dei bikers, annunciata ed iniziata venerdì sera, ieri finalmente, civilmente e rumorosamente, c’è stata. Il parco del Po, supercontrollato e superaccaldato (anche se non sono mancati pomeridiani e serali salutari refoli di brezza padana), si è trasformato nell’Eden degli amanti di moto, birra, rock’n’ roll. Una festa coinvolgente, simpatica, fragorosa eppure ordinata. Con notevole soddisfazione e del Gruppo Custom Cremona e del suo capitano Roberto Guareschi che, prudentemente ma realisticamente, ha stimato in 3 mila i bikers arrivati da ogni angolo d’Italia. Ed ovviamente da mezzo mondo, con i tedeschi, tra cui il gruppo ‘Warlock’ in prima fila. Spiega il presidente Guareschi: «Ci siamo conosciuti in Germania, ad un raduno simile al nostro. Siamo diventati amici, ci hanno promesso che sarebbero venuto in riva al Po. Così è stato». Ma c’è anche chi ha attraversato mari in nave e monti in moto per mettere le tende (canadesi)al Parco del Po. E’ il caso del brasiliano Carlos e della sua bella compagna Alina, tutti di pelle vestiti, che confessano il loro amore per Cremona e per la birra che è l’ingrediente ‘tonico e tonificante’ della kermesse. Quest’anno la tedesca Eku, classe 1872, scorre a fiumi nei boccali e soprattutto troneggia in un enorme tank da 5 mila litri riempito due ore prima dell’inizio della festa. Tira moltissimo, e ieri alle 19 c’era già la coda, il ristorante tirolese, collocato sotto il megatendone ed affiancato dalla paninoteca. Crauti, salsicce, fagioloni, cipolle vanno a ruba e ci sono anche quelli che fanno il bis. E se le ruote ti rovinano le scarpe, niente paura. si possono comperare, insieme a scarponi, maglie, cinture e giubbotti. Un bazar da mille ed una notte. Poi note, quelle da milioni di decibell, allietano la notte. Grandi gruppi ieri sera sul palco: Midnite Sun, band casalasco-mantovana; U.D.O, band teutonica di livello internazionale, autentica icona dell’heavy metal con uno strepitoso Udo Dirkscheiner ed infine The Claymor che hanno debuttato a Cremona. Bene pure la lotteria, con una moto Guzzi Griso 1100 assegnata a mezzanotte (domani i numeri vincenti). I bikers hanno anche fatto la fortuna dei bar della città che li hanno accolti con simpatia. E stasera il Motorock 2006 chiude i battenti. In rumorosa bellezza.


IL GAZZETTINO (Pordenone)

LUOGHI DI LAVORO 

ALCOL UNA MINACCIA ALLA SICUREZZA

Il fenomeno dell’uso di alcol e, più in generale, di sostanze psicoattive nei luoghi di lavoro, è un problema ancora troppo sottovalutato.

In Italia non esiste ancora un sistema di monitoraggio sull’impatto che l’uso di sostanze psicoattive ha sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. I dati cui è possibile far riferimento sono le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo la quale, tra il 10\% e il 30\% degli infortuni sul lavoro, hanno fra le loro cause l’uso di bevande alcoliche. Secondo il rapporto Inail, nel 2002 ci sono stati 967.785 infortuni sul lavoro, di cui 1.397 mortali. Una stima conservativa che attribuisca all’uso di alcolici il 10\% degli infortuni in Italia, porterebbe ad attribuire a tale causa 139 infortuni mortali e circa 96.700 infortuni non mortali.

Ma non c’è solo l’elemento della sicurezza che si deve prendere in conto se si parla di lavoro. L’uso di questa sostanza, infatti, spesso ha un ruolo sinergico o di potenziamento per i danni alla salute derivanti dall’esposizione ad alcune sostanze chimiche spesso presenti nelle nostre realtà produttive e molto deve essere fatto ancora sul versante della comprensione e la definizione scientifica di tali aspetti.

Ulteriori difficoltà devono essere affrontate sul piano culturale e sulla informazione per sfatare o definire in modo più adeguato il problema. L’attenzione rivolta verso i problemi di dipendenza cronica fanno spesso sottovalutare la presenza ed il ruolo del modico bevitore, figura molto più diffusa e verso la quale si devono attuare specifiche forme di informazione e di formazione. La nefasta associazione di alcol e lavoro può essere affrontata efficacemente solo attraverso la responsabilizzazione di tutti soggetti che operano nei luoghi di lavoro (datori di lavoro, lavoratori, medico competente, servizi pubblici di prevenzione).

È essenziale la funzione assegnata dalla legge alle figure del Medico competente, ai Servizi pubblici di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro e ai Servizi di Alcologia, che devono creare le condizioni per rilevare le possibili non idoneità a specifiche mansioni, nonché definire e realizzare precisi percorsi terapeutici e di recupero, nel rispetto delle singole competenze.

Sono questi i motivi che hanno portato all’organizzazione, a Pordenone di due importanti momenti formativi. In particolare, domani, nell’Auditorium della Regione, in via Roma 2, è in programma il convegno nazionale "Alcol e mondo del lavoro: una relazione in-sicura" e martedì, il Villaggio del Fanciullo ospiterà un workshop regionale su "Alcol nei luoghi di lavoro: diagnosi, trattamento e prevenzione". Le iniziative sono organizzate dalla Società italiana di alcologia e dall’Ass n. 6 "Friuli Occidentale" e rientrano nell’ambito del progetto nazionale "Alcol e lavoro" promosso dal Ministero della Salute, al quale aderisce anche la nostra Regione.

Sarà l’occasione per affrontare la complessità dell’operare su questi temi nella nostra articolata realtà lavorativa, ricordando la particolarità del momento storico legato sempre più ad una spiccata dinamicità aziendale, alla sua complessità organizzativa, ai fenomeni di flessibilità del lavoro e dell’immigrazione. La tavola rotonda organizzata che prevede anche la partecipazione delle Organizzazioni sindacali, delle Associazioni imprenditoriali permetterà non solo un articolato confronto ma sarà un punto di partenza anche per nuove e condivise iniziative nella nostra provincia. In una particolare sessione del convegno e del workshop si affronterà poi il tema della terapia e della prevenzione del fenomeno, aggiornando i partecipanti sulle più recenti metodiche di intervento. Più in generale anche in questa occasione si tenterà di creare le premesse per la realizzazione di ambienti favorevoli, incrementando la disponibilità di informazioni sul tema, migliorando le abilità personali e le opportunità che consentano di fare scelte sane.


IL GAZZETTINO (Udine)

Electroblog, festival della musica giovane

Trieste

(gb) Si chiama Electroblog il primo festival della cultura elettronica organizzato a Trieste dall’associazione interculturale Etnoblog. Un evento dedicato alla musica elettronica con artisti di fama internazionale impegnati in una lunga serie di serate dal 26 al 28 maggio. Tre giornate che dalle 17 alle 22.30 avranno come location all’aperto i Giardini di via San Michele e quelli di Androna degli Orti, a pochi metri dal cuore storico e archeologico del Colle di San Giusto.

Mentre per chi vorrà fare l’alba, le serate continueranno dalle 23 alle 5 del mattino presso l’Hip Hop, il locale ricavato all’interno dell’Ippodromo di Montebello. Non solo musica elettronica di alto livello comunque. Nella sede di Etnoblog, in via Madonna del Mare 3 (dove si svolgeranno anche gli eventi pomeridiani in caso di pioggia) la manifestazione ospiterà sabato pomeriggio pure alcuni dibattiti sulla cultura elettronica. Il Festival, realizzato con il contributo della Regione e con il patrocinio del Comune di Trieste, ha il supporto mediatico di Radio Italia Network che trasmetterà le performance in streaming web. A Trieste arriveranno così i migliori artisti dalla regione ma anche da Lubiana, Berlino (madre con la Loveparade dei grandi party di questo genere), Palermo, Roma, Londra, Ginevra e Sidney.

Nel contesto del Festival muoverà primi passi, un progetto nato dalla collaborazione tra Etnoblog e il Servizio per le Tossicodipendenze di Trieste che vuole analizzare il problema dell’abuso di alcool e sostanze stupefacenti. L’intento è quello di sviluppare metodologie di intervento efficaci e soprattutto condivise da tutte le diverse realtà e professioni coinvolte nell’ambito dell’intrattenimento serale. Personale medico fornirà allo staff le informazioni basilari sulla gestione di situazioni di primo soccorso, oltre ad assicurare il proprio sostegno durante tutto il Festival. Nei pomeriggi musicali inoltre verranno serviti solo alcolici a bassa gradazione e distribuite gratuitamente bottiglie d’acqua. (*)

(*) Nota: c’è l’idea, infondata, che la gran parte dei problemi alcolcorrelati derivi dai superalcolici: in Italia l’ottanta per cento dei problemi deriva dal consumo di “alcolici a bassa gradazione”.

In un’iniziativa di prevenzione e sensibilizzazione sarebbe auspicabile, a mio parere, che, in maniera simbolica, per una volta venissero servite solo bevande analcoliche.


L’ADIGE

Folla a «Non solo rock», spettacolo e promozione sociale

Piné, le chitarre elettriche spingono la crescita civile

BASELGA DI PINÉ - Musica, danza, cabaret, ma soprattutto tanto entusiasmo giovanile. Tutto questo è stata la prima edizione di «Non solo rock» la grande kermesse giovanile organizzata nel pomeriggio e nella serata di ieri allo stadio del ghiaccio di Miola di Pinè. Oltre 300 giovani provenienti da tutta la Valsugana (approfittando anche del servizio di bus-navetta messo a disposizione dal Comprensorio C4) hanno affollato la struttura pinetana (priva ieri della sua consueta superficie ghiacciata) per dar vita ad un evento dove sentirsi realmente protagonisti. Grazie alla presenza di ben undici band locali (quattro provenienti dal Pinetano), alle proposte di diciotto stand delle associazioni locali (dai cori, alle bande, dall’Avis alle tante associazioni sportive), ai cocktail analcolici del «bar bianco» allestito dalla scuola alberghiera di Levico, ed allo spettacolo finale di SuperMario Cagol si è infatti potuto vivere un pomeriggio divertente e sereno, sperimentando un’atmosfera diversa ed alternativa rispetto al solito ritrovo pubblico. Protagonisti della serata in particolare i giovani del Centro Giovani di Baselga, delle associazioni Scaladi di Rizzolaga e Free Time di Bedollo (sostenuti dalle amministrazioni comunali locali) che hanno visto concretizzarsi un sogno lungo otto mesi. Tanto è infatti durata la gestazione e l’organizzazione di una scommessa alla fine pienamente vinta. La manifestazione, che ha raccolto anche l’adesione del coordinamento «Alcol e sicurezza stradale» promosso dalla Asl del Comprensorio Alta Valsugana, ha concluso in modo positivo i tre eventi racchiusi sotto lo stesso titolo di «Diversamente divertente». «Non solo rock» è stato quindi un reale momento di incontro tra le esigenze e le richieste del pianeta giovanile, e le proposte del modo locale dell’associazionismo, del volontariato, dello sport per affrontare assieme le tematiche della salute, del benessere, della solidarietà e di stili e proposte di vita alternativi. Molto di più quindi che un semplice concerto di musica rock. D. F.


IL GAZZETTINO (Treviso)

IN VIA MANIN 

Ubriaco molesta le ragazzine del bar Arriva la polizia e lui se la dà a gambe

Hanno dovuto chiamare la polizia municipale le ragazze al bar "Trevigi" di via Manin ieri pomeriggio. Il locale è frequentato da giovani donne. Ieri oltre a loro, clienti assidue, anche un uomo. Uno sconosciuto, sembra un extracomunitario che aveva bevuto qualche bicchiere in più ed che ha iniziato a molestare le ragazze con commenti poco garbati. «Che belle....», non smetteva a dire l’ubriaco, tentando di allungare le mani. Le giovani e i gestori, temendo che la cosa degenerasse hanno richiesto l’intervento dei vigili urbani. L’uomo visto la malaparata ha pensato bene di cambiare bar. Una volta giunti sul posto infatti gli agenti della polizia municipale non hanno trovato nessuno. Al bar c’erano solo le ragazze e non hanno potuto fare altro che chiedere loro come fosse andata.


IL GAZZETTINO (Venezia)

PER DANNI, RESISTENZA E LESIONI 

Ubriaco nell’ascensore bloccato aggredisce i poliziotti, arrestato

Chioggia

(M.B.) Si è chiuso in ascensore completamente ubriaco e ha cominciato a colpire a calci e pugni le porte e gli specchi al suo interno. Un interno condominio di via Zarlino a Chioggia è finito nel caos nel tardo pomeriggio di giovedì. E.P. 40 anni, stando a quanto riferito dagli inquirenti, in preda ai fumi dell’alcol ha preso l’ascensore per arrivare al suo appartamento. Ha però schiacciato il tasto del blocco di emergenza e ha finito col bloccare l’ascensore al secondo piano. Ad accorgersi di quanto stava accadendo sono stati gli altri condomini che hanno sentito l’uomo urlare e colpire con violenza le pareti dell’ascensore. Subito sono stati allertati i vigili del fuoco e la polizia. I pompieri hanno forzato le porte e sono riusciti a fare uscire E.P. nel giro di pochi minuti. Alla vista della Polizia l’uomo è andato improvvisamente e inspiegabilmente su tutte le furie. Si è scagliato con violenza contro i due agenti tentando di colpirli con calci e pugni. Inevitabile l’arresto per danneggiamento, resistenza violenza e lesioni a pubblico ufficiale. L’uomo, pregiudicato, era già noto alle forze dell’ordine per via di diversi episodi avvenuti in passato. Qualche anno E.P. aveva minacciato i poliziotti brandendo addirittura un coltello. Condotto al carcere veneziano si trova ora a disposizione della magistratura.


VIRGILIO.IT

Discoteche unite contro l’alcool

Taxi a costo ridotto e test nel Codice Etico

(ANSA) - ROMA, 21 MAG - Taxi ridotti, alcoltest fuori dai locali e limiti di consumo tra le proposte delle discoteche per combattere l’ebbrezza alla guida. Il Silb (Sindacato Italiano Locali da Ballo), a fronte di un fenomeno sempre piu’ in crescita, ha istituito il Codice Etico delle discoteche per combattere le stragi del sabato sera, un decalogo vero e proprio con valore etico e sociale. Maggiore attenzione anche per l’esposizione dei cartelli di divieto per la somministrazione di alcool.


LA PROVINCIA DI CREMONA

Danni e violenza all’ospedale. Per neutralizzare l’uomo arrivano i vigili urbani

Guardia aggredita da un paziente

Prima ha dato in escandescenza ed ha danneggiato le macchinette che erogano bibite e snack nei pressi del locale ristoro, a due passi dalle bariste, prima allibite, poi impaurite. Quindi si è avventato sulla guardia ospedaliera intervenuta per fermarlo (che ha riportato lesioni giudicate guaribili in sei giorni, salvo complicazioni). A seguire se n’è andato, ma non s’è allontanato molto: è stato rintracciato e bloccato poco dopo, all’intersezione tra via Giuseppina e viale Concordia, dagli agenti della Polizia urbana allertati pochi minuti prima dalla stessa guardia. Un primo pomeriggio all’insegna della violenza, ieri, all’ospedale Maggiore. Protagonista un romeno di 38 anni, A.L.T., residente in città, che gli agenti hanno poi ricondotto all’ospedale per le cure necessarie. La sua posizione è al vaglio degli stessi agenti del comando di piazza Libertà. Potrebbe esser denunciato per danneggiamenti, ubriachezza molesta, lesioni. Al vaglio anche l’ipotesi della resistenza. Sono le 15 quando il 38enne — che a quanto pare ha appena lasciato il pronto soccorso — inizia a sbraitare nei pressi del bar. Pochi secondi e inizia a colpire le macchinette. L’allarme arriva alla guardia ospedaliera, che accorre. Appena individua il romeno cerca di bloccarlo, a quanto pare anche ricorrendo allo spray in dotazione. Ne nasce una colluttazione nel corso della quale il romeno colpisce più volte la guardia ospedaliera. Gli assesta anche un morso. Da non crederci. Subito dopo il 38enne riesce a lasciare il nosocomio ma a quel punto gli agenti della Polizia municipale, coordinati dai colleghi della centrale operativa, sono già sulle sue tracce. I vigili urbani individuano e bloccano il romeno in una aiuola. Quindi lo riportano all’ospedale, dove, con estrema cautela, vene messo nelle condizioni di non nuocere. A seguire gli agenti — appurato che tutto è tornato sotto controllo — fanno rientro al comando e iniziano a redigere gli atti, non prima di essersi accertati delle condizioni della guardia ospedaliera e di aver sentito il suo racconto.


IL GAZZETTINO (Venezia)

Ad un posto di blocco della Polizia 

Alla vista dell’etilometro molla l’auto e fugge a piedi 

Subito raggiunto, patente ritirata

 Chioggia

Aveva alzato un po’ troppo il gomito ma non voleva rimetterci la patente. E così un trentenne Chioggiotto, alla vista degli agenti della Polizia, ha pensato bene di mollare la sua Renault proprio davanti al posto di blocco e di fuggire a piedi per evitare i controlli. Venerdì sera la polizia di Chioggia ha effettuato una serie di controlli a tappeto lungo il Lungomare Adriatico di Sottomarina. Muniti di etilometro gli agenti hanno controllato una cinquantina di automobilisti, in gran parte giovani. Cinque di loro sono risultati alla guida in stato di ebbrezza ed è stata loro immediatamente ritirata la patente. La reazione più incredibile della serata spetta però al trentenne chioggiotto. Vistosi davanti il posto di blocco non ci ha pensato su due volte. Ha frenato di colpo in mezzo alla strada, ha aperto la portiera e si è dato alla fuga a gambe levate. Gli agenti lo hanno rincorso e raggiunto immediatamente. Per lui non c’è stato scampo: test etilometrico positivo e ritiro immediato della patente. Con l’arrivo dell’estate la polizia ha intensificato i controlli nelle strade cittadine e, anche nei prossimi giorni, verranno effettuati numerosi posti di blocco per dissuadere i guidatori a sedersi al volante alticci.


CORRIERE.IT

Ancora tensione causata dalle scorribande di centinaia di giovani: i violenti dispersi dalle forze dell’ordine

Campo de’ Fiori, notte di paura per i commercianti

Un’ora di tensione davanti alla statua di Giordano Bruno. Da una parte carabinieri e poliziotti pronti ad intervenire, dall’altra un centinaio di giovani impegnati fino a qualche minuto prima in una partita di «vaiolance». Si è sfiorata ancora la rissa l’altra notte in piazza Campo de’ Fiori dove sono volati insulti e qualche bottiglia contro le forze dell’ordine intervenute su richiesta dei commercianti della zona. Dopo un breve periodo di tregua, seguito alle scorribande dei teppisti prot

Lunedì, 22 Maggio 2006
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK