Giovedì 28 Maggio 2020
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Rassegna stampa alcol e guida del 18 maggio 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 LA PROVINCIA DI COMO

in breve
PARÈ impariamo a bere: ultimo incontro

(D. Lu.)

Per la serie d’incontri di educazione sanitaria promossi dai Comuni di Parè e Gironico stasera alle 21.15, nella sala consiliare parediense, secondo ed ultimo incontro, dedicato al vino, del ciclo «Impariamo a bere», mirato alla sensibilizzazione al consumo oculato degli alcolici per i giovani (*). Ingresso libero.


 

CORRIERE ROMAGNA

Gara di “rumori molesti” con il patrocinio del Comune

 Fusignano - Orgogliosi dei “rumori molesti” che seguono una bevuta di birra: presentata ufficialmente ieri all’osteria del Boccaccia di S.Agata sul Santerno la 5ª edizione della festa della birra e del rutto libero, in calendario nelle serate di venerdì 9 e sabato 10 giugno nella zona dello stadio comunale. “L’Associazione Goliardica Fusignanese, in modo particolare i suoi fondatori Margheritoni (Fabio Gallamini) e Rokko (Serafino Zaffagnini) - ha precisato Roberto Gallamini, portavoce degli organizzatori - si dice particolarmente orgogliosa della concessione per la prima volta del patrocinio del Comune di Fusignano”. Diverse e interessanti le novità di questa edizione, molto pubblicizzata grazie ai numerosi sponsor. Per il 10 giugno è annunciata la partecipazione di personaggi come il cantante Caparezza o Pierino Brunelli, l’imperatore della Magna Romagna. E ci sarà spazio anche per la miss, ovviamente la Ruttolina. “Un evento interessante e divertente al tempo stesso, senza creare il minimo problema di ordine pubblico, nonostante la presenza di migliaia di persone, di ogni età e di ogni estrazione culturale e sociale - commenta il sindaco Mirco Bagnari, intervenuto assieme all’assessore alla cultura Lino Costa -. Un momento di ulteriore aggregazione, armonicamente inserito nel calendario estivo delle manifestazioni fusignanesi. Una testimonianza di come il volontariato di Fusignano sappia esprimere, anche in questo caso, il meglio di sé (*)”.C’è infatti anche una finalità solidale. Nella due giorni Super Ruttì, mascotte “un po’ sopra le righe” ma dal cuore tenero, accoglierà gli intervenuti con un’urna per offerte libere che verranno devolute ad una struttura sociale del Comune di Fusignano. Con le offerte raccolte nella precedente edizione, è stato donato un gioco per bambini, installato nel parco pubblico. I partecipanti (sono già pervenute una ventina di adesioni, anche da località molto distanti) ai quali non è richiesta alcuna quota di iscrizione, dovranno sottoporsi a due prove: di potenza, con tanto di un misuratore dei decibel, e quella libera, più bizzarra, attraverso la quale il concorrente potrà dare libero sfogo al proprio estro “reinterpretando” parole, canti e poesie. In questa edizione, oltre al giudizio della giuria, i concorrenti saranno valutati anche in base agli applausi del pubblico. Il primo classificato si aggiudicherà un viaggio in una capitale europea, mentre ai primi 10 verranno assegnate ceramiche e premi di natura gastronomica. Sono inoltre previsti premi speciali.La serata di venerdì 9, sarà animata dal complesso rock ravennate Cly To Ride ed ospiterà l’esposizione dei veicoli "New generation Tuning car", mentre sabato 10, tra gli intermezzi musicali della band fusignanese "Quei bravi ragazzi", verrà disputata la gara.

Amalio Ricci Garotti

 
(*) Nota: i primi due articoli di oggi dimostrano l’impegno di alcune pubbliche amministrazioni per promuovere salute e cultura nelle nostre comunità locali.


 

LA PROVINCIA DI SONDRIO

il prefetto «Problema sempre grave: non si fa mai abbastanza»

(r.c.) «A un anno e mezzo dal mio arrivo a Sondrio, devo constatare che il problema degli incidenti stradali rimane grave. Speravo di non trovarmi più di fronte a eventi di questo tipo». Il prefetto di Sondrio Sante Frantellizzi non si dà pace: soltanto lo scorso fine settimana, sulle strade della nostra provincia, tre persone hanno perso la vita a causa di un sinistro. «È un fatto che provoca una sensazione di intenso dolore, anche perché le vittime, come spesso succede, erano giovani». Insomma l’emergenza resta, e questo nonostante tutti gli sforzi compiuti dalle forze dell’ordine e dalle istituzioni. «Una domanda sorge spontanea - ancora il rappresentante del Governo -: non si fa abbastanza? Eppure tutto questo non può farci desistere dal nostro impegno, al contrario deve servire da sprone a non abbassare la guardia». Se l’inevitabile scoramento degli addetti ai lavori non frana la volontà di risolvere quella che si presenta come una vera e propria piaga, il difficile è trovare la soluzione giusta. «A questo proposito ascolto con interesse anche i suggerimenti che vengono dai cittadini - dice Frantellizzi -, perché credo che su certi temi sia utile una partecipazione collettiva. Continueremo comunque a lavorare sui giovani, attraverso una serie di iniziative di sensibilizzazione; ma ci rivolgeremo anche alle famiglie. Proprio a queste ultime ho intenzione di indirizzare una lettera per parlare di questi problemi. All’iniziativa collaboreranno anche altri enti, a partire dalla polizia stradale». Parola d’ordine prevenzione, insomma, soprattutto con lo scopo di diffondere sempre più la cosiddetta cultura della sicurezza, indispensabile per rendere i giovani realmente consapevoli dei pericoli che derivano da alcol, droga e alta velocità. «Ma non è possibile percorrere soltanto questa via: i controlli sulle strade restano indispensabili - conclude il prefetto -, quantomeno per il loro effetto deterrente. Ecco perché già da questo fine settimana i servizi di pattuglia saranno intensificati, soprattutto il venerdì sera, che sembra essere diventato il momento più rischioso della settimana».


 

LA PROVINCIA DI SONDRIO

Dopo le stragi autovelox e più pattuglie Vertice in prefettura per la sicurezza: pugno di ferro contro chi crea pericolo

I tre giovani che hanno perso la vita lo scorso fine settimana lo hanno dimostrato: la piaga delle stragi sulle strade è tutt’altro che debellata, anche se i dati resi noti dalla polizia stradale nei giorni scorsi farebbero pensare a una diminuzione degli incidenti mortali. D’altra parte il comandante provinciale della polstrada, Pietro Primi, aveva avvertito che, nonostante i segnali incoraggianti, era presto per abbandonarsi all’ottimismo. Insomma il problema resta, così come resta alta l’attenzione delle istituzioni e delle forze dell’ordine, riunite ieri in un apposito vertice in prefettura presieduto dal prefetto Sante Frantellizzi nell’ambito del comitato per la sicurezza pubblica. Al termine, tutti si sono trovati d’accordo sul fatto che la linea da seguire non possa prescindere dal controllo e dalla repressione. In pratica, alle pattuglie di polizia e carabinieri sarà richiesto uno sforzo ulteriore in termini di presenza sulle strade, soprattutto nelle serate del fine settimana, i periodi nei quali gli incidenti gravi sono più frequenti. Nel mirino delle forze dell’ordine, naturalmente, i cosiddetti comportamenti a rischio riassumibili essenzialmente nell’abuso di alcol o droga da parte degli automobilisti e nell’eccesso di velocità. Già da questo fine settimana - si legge nel comunicato stampa diffuso dall’ufficio territoriale del Governo al termine della riunione - il dispiegamento di forze sulle strade di tutta la provincia sarà evidente. Non solo, ma si è preso un primo importante provvedimento per rispondere agli abitanti della Valchiavenna preoccupati per le folli corse notturne che si verificano sulla Trivulzia. Il prefetto ha annunciato che sulla strada provinciale presto scatteranno i controlli con l’autovelox. Tecnicamente, quello proposto è l’inserimento del tratto nel decreto prefettizio ai sensi della legge 168 del 2002, quella che consente alle forze dell’ordine di rilevare gli eccessi di velocità con le apparecchiature elettroniche senza il vincolo della contestazione immediata. Considerata da sempre una delle strade più pericolose della provincia, la Trivulzia è stata spesso in passato teatro di incidenti, a volte anche con esiti drammatici, dovuti per la maggior parte delle volte proprio alla elevata velocità. Nel corso della stessa riunione, si sono gettate anche le basi per affrontare nella massima sicurezza e con i minimi disagi sotto il profilo della viabilità l’arrivo della ventesima tappa del Giro d’Italia di ciclismo, la Trento-Aprica di sabato 27 maggio. Sotto la supervisione del prefetto, i vertici di tutte le forze dell’ordine e delle amministrazioni interessate al passaggio dei corridori (Aprica, Bormio, Grosio, Grosotto, Mazzo, Valfurva, Sondalo e Valdisotto) hanno messo in atto il piano di coordinamento necessario per poter gestire al meglio gli inevitabili disagi derivanti dalla chiusura delle strade. Oltre a polizia e carabinieri, sarà impiegato anche il personale delle polizie locali e municipali: un dispiegamenti di forze che necessita di un’attenta opera di coordinamento. Riccardo Carugo


 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BARI)

Automobilista ubriaco denunciato con i genitori

MOLFETTA Il piccolo di casa, un giovane di 24 anni, finisce in caserma perché, ubriaco, viene bloccato dai carabinieri mentre è alla guida di un’auto. Per lui, che ha anche alzato la voce e minacciato i militari, scatta la denuncia per guida in stato di ebbrezza e minaccia a pubblico ufficiale. Una manciata di minuti dopo vengono denunciati anche i suoi genitori, un uomo di 49 anni e una donna di 43 anni. I due devono rispondere di ingiuria aggravata nei confronti dei carabinieri che contestavano i reati commessi al loro «bambino». Non solo. Sono stati denunciati anche perché si rifiutavano di fornire le loro generalità. Sempre i carabinieri hanno denunciato, per inosservanza dei provvedimenti imposti dall’autorità giudiziaria, due uomini, di 39 e 27 anni, entrambi sorvegliati speciali di pubblica sicurezza trovai in compagnia di pregiudicati. Arrestati anche, su ordine di carcerazione, un 46enne, che deve scontare otto mesi di reclusione per furto aggravato, truffa e ricettazione, e un 21enne che deve scontare quattro mesi di reclusione per furto aggravato in concorso. l.d’a.


 

IL GAZZETTINO (PADOVA)

Migliaia di giovani in piazza delle ...

Migliaia di giovani in piazza delle Erbe hanno festeggiato il mercoledì sera universitario in barba all’ordinanza targata Flavio Zanonato, che vuole la chiusura anticipata alla mezzanotte anziché alle 2 di venti locali tra piazze e Ghetto. La folla di studenti, come da tradizione, ha iniziato a riversarsi su piazza delle Erbe e lungo le strette vie del Ghetto verso le 22 e 30. Ragazzi che non sono arrivati in centro per l’aperitivo, ma a cena terminata muniti di sporte della spesa piene di vino, birra e tutti gli alcolici necessari per miscelare un perfetto spritz. A movimentare il consueto rave party del mercoledì sera i Disobbedienti, che hanno portato in piazza gli strumenti per organizzare la festa. Un mega schermo dove hanno proiettato la finale di Coppa dei Campioni Barcellona-Arsenal, dei cestini per la raccolta dei rifiuti, due bagni chimici e un mixer con casse per sparare a volume massimo la musica. «Bastano dei cestini e dei bagni chimici - commenta Max Gallob, leader dei no global padovani - per risolvere i problemi di sporcizia che attanagliano il centro storico. Dovrebbe, però, essere il Comune a pensare a questo. Noi scendiamo in piazza - prosegue Gallob - perchè siamo contrari ad ogni tipo di militarizzazione e repressione voluti dalla giunta Zanonato, e perchè vogliamo partecipare ad uno splendido fenomeno di aggregazione giovanile. La vera vergogna di piazza delle Erbe - conclude Gallob - non è il fenomeno spritz, ma il palazzo delle Debite da anni abbandonato e con i cornicioni che rischiano di cadere in testa a qualcuno». Al rito dello spritz ha partecipato anche il Collettivo di Scienze Politiche che, in via Locatelli 1 in un edificio occupato nella mattinata di ieri, ha messo in piedi lo spritz alternativo. «Invitiamo a bere lo spritz - spiega Omid Firouzi portavoce del Collettivo - seguendo un percorso culturale. Infatti, all’interno del nostro laboratorio del sapere, proiettiamo dei filmati e mettiamo a disposizione una biblioteca. Proponiamo, pure, della musica che ad una certa ora abbassiamo. Insomma, un critical-spritz per andare contro il coprifuoco voluto dal sindaco».

Marco Aldighieri


 

IL GAZZETTINO (PADOVA)

ERA STATO CONDANNATO A 11 ANNI

Da undici a dieci anni. Un anno di "sconto" in appello per Daniele Toselli, il trentaseienne che l’11 giugno del 2004 assassinò a Padova il musicista Tony Mazzuccato. Ieri, in aula bunker a Mestre, davanti allla Corte d’Assise d’Appello di Venezia, l’omicida ha affrontato il giudizio d’appello dopo la condanna subita l’11 ottobre dello scorso anno quando il giudice condannò l’imputato (rito abbreviato) a undici anni di reclusione. La difesa, richiamandosi ad una sentenza delle sezioni unite della Cassazione, puntò allora sullo stato di "border line" dell’imputato legato all’abuso di alcolici. L’omicidio avvenne alle tre e mezzo del mattino. Un residente di via Dal Piaz allertò i carabinieri che qualcuno se la stava prendendo con i cartelli elettorali, urlando. La "gazzella" della Radiomobile imboccò prima via Chiesanuova e poi via Tartaglia individuando una persona che camminava sul ciglio della strada. Era Daniele Toselli. I Cc lo fermarono. In un primo momento sembrava una persona nel pieno delle sue facoltà mentali, insomma apparentemente non c’era nulla di strano in lui, non sembrava ubriaco. La pattuglia allora decise di lasciarlo andare proseguendo i controlli nella zona e fermandosi accanto al vecchio camper di Tony Mazzucato. La portiera era socchiusa e i carabinieri decisero di entrare illuminando il camper con una torcia elettrica, trovando il cinquantottenne musicista sdraiato sulla cuccetta. Stava dormendo. La "gazzella" riprese quindi il normale giro di ispezione. Un’ora e mezza più tardi scoppiò l’incendio all’interno del camper parcheggiato in via Dal Piaz. I militari dell’Arma trovarono dentro Toni Mazzuccato morto con la testa fracassata da cinque colpi di sbarra. Daniele Toselli venne arrestato dopo poche ore e confessò subito il delitto. Sul movente solo sospetti. Uno dei residenti della via che forniva l’acqua per lavarsi a Mazzuccato, raccontò agli inquirenti che lo stesso Mazzuccato gli raccontò di aver subito un paio di furti. Si ritrovò insomma con il portafoglio ripulito: prima 750 euro, poi altri 500. E sospettava proprio di Toselli", quel giovanotto che aveva accolto con sè quando il padre lo aveva cacciato di casa. Suonava le percussioni e di tanto in tanto se lo portava dietro quando Mazzucato si esibiva in giro per i locali.


 

IL GAZZETTINO (VENEZIA)

Era accusato di aver obbligato ...

Era accusato di aver obbligato un ventenne a subire un rapporto omosessuale, dopo averlo indotto a bere qualche birra di troppo, mescolata forse a qualche droga non meglio precisata.

Un artista cinquantottenne del Lido è stato assolto ieri mattina dal Tribunale di Venezia perché il fatto non sussiste. Il collegio presieduto da Angelo Risi ha ritenuto non provata la denuncia presentata dal giovane. Il sostituto procuratore Giovanni Zorzi aveva invece formulato una pesante richiesta di condanna: tre anni e 4 mesi di reclusione.

L’episodio finito sotto accusa risale al 24 marzo del 2000 e fu denunciato qualche giorno più tardi, il 5 aprile. Il giovane ha motivato il ritardo nella presentazione della querela con il forte choc patito: sarebbe stato lo psicologo dal quale era in cura a consigliarlo di rivolgersi alle forze dell’ordine.

La presunta vittima, oggi ventiseienne, raccontò ai carabinieri che quella sera era sceso dal vaporetto al Lido dopo aver lasciato a Venezia la fidanzata, con la quale aveva trascorso la sera. Percorrendo via Sandro Gallo, attorno a mezzanotte, fu fermato dall’imputato, da lui conosciuto qualche mese prima, presentatogli da un amico in un negozio: l’uomo lo avrebbe invitato a bere una birra in un locale vicino, e poi lo pregò di salire a casa sua dove gli avrebbe fatto bere altre due birre, per poi farlo spogliare e scattargli alcune fotografie. Il giovane raccontò di non essere riuscito ad opporsi alle presunte attenzioni sessuali a causa dell’alcool e di qualche altra sostanza ingerita.

L’imputato, difeso dall’avvocato Antonio Forza, ha sempre respinto ogni accusa, sostenendo di essersi limitato a scattare alcune fotografie che sarebbero servite per realizzare un ritratto che il giovane gli aveva chiesto. Il legale ha dimostrato che i tempi di svolgimento dei fatti non erano compatibili con gli atti sessuali denunciati e che non esistono droghe che abbiano gli effetti descritti dalla presunta vittima. Da alcune indagini difensive è poi emerso che il giovane attualmente convive con un compagno.


 

ALICE news

SICUREZZA STRADALE/ ACI: SI RIDUCE NUMERO INCIDENTI

Ma l’Italia resta ai primi posti nelle classifiche europee per decessii

Riva del Garda (Tn), 18 mag. (Apcom) - Sinistri in calo, forte riduzione dei decessi al volante e un abbassamento dei costi sociali legati all’incidentalità. In questo scenario si è aperta a Riva del Garda la quarta edizione del Siss, il Salone internazionale della sicurezza stradale organizzato dall’Aci e dalla Provincia autonoma di Trento.

Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi con più alto numero assoluto di incidenti mortali in Europa, l’Aci ricorda che le ultime statistiche indicano un’inversione del trend dell’incidentalità sulle strade italiane e "dimostrano come sia possibile puntare efficacemente alla sicurezza come obiettivo comune per tutta la filiera della mobilità". Secondo gli esperti dell’Aci "c’è ancora molto da fare e i traguardi imposti dall’Ue sono lontani, ma abbattere l’incidentalità stradale si può".

I dati Aci-Istat sugli incidenti registrati nel 2004 - ultimo anno statisticamente disponibile - contano, infatti, il 3,1% di incidenti in meno rispetto all’anno precedente, per un totale 224.553 sinistri. In diminuzione del 7,3% anche il numero dei morti (5.625) e del 3,3% quello dei feriti (316.630).

Significativa la riduzione del 5% del costo sociale degli incidenti, passato dai 35.464 milioni di euro del 2003 ai 33.706 milioni del 2004: una cifra che resta comunque considerevole, pari al 2,5% del Pil.

Il contesto urbano è quello più a rischio: in città si registrano il 75,7% degli incidenti e il 41,1% di morti. Le autostrade, invece, contano il 6,2% dei sinistri e l’11,4% dei decessi.

Le cause principali degli incidenti sono sempre le stesse, e prevalentemente riconducibili al fattore umano: guida distratta, andamento indeciso, velocità non adeguata alle caratteristiche della strada e mancato rispetto delle distanze di sicurezza. Sono otto al giorno, per un totale di 3.050 l’anno, gli incidenti causati da abuso di alcool (*); 876 quelli dovuti a malore o colpo di sonno. Anche la mancata manutenzione del veicolo è causa di incidente: 235 sinistri sono riconducibil aalla rottura o dall’insufficienza dell’impianto frenante, 216 incidenti imputabili ai pneumatici.

 
(*) Nota: questo dato tanto assurdo darebbe ad intendere che sono alcolcorrelati nel nostro paese un 1,4 per cento di incidenti stradali.

Sappiamo che la realtà è molto, molto diversa, e questo valore è solo la dimostrazione della inaccettabile carenza di controlli alcolemici in Italia, anche in chi ha provocato un incidente.


 

LA STAMPAWEB

TORINO

MODE DELLA NOTTE/1 I SUBSONICA DEDICANO UNA CANZONE ALLA SMART DRUG CHE VA FORTE NEI CLUB

La mia droga si chiama Fluido

Cresce l’uso di sostanze eccitanti non proibite per legge

Nell’epoca d’oro del rock and roll si inneggiava al famoso trittico in cui la droga occupava la posizione centrale. Ora le cose sono cambiate e tutt’al più al posto di una sostanza stupefacente si inneggia ad una smart drug, un prodotto energizzante ricavato da estratti naturali: lo fanno Subsonica con il 

L’interno di un negozio della catena Wipe Out:

colori acidi e arredo hi-tech 

cd allegato al numero di maggio del magazine «Tribe», intitolato «Galassia Subsonica».

La prima traccia del cd è infatti un inedito, chiamato «Fluido The Activator», un brano presentato solo dal vivo durante il recente Be Human Tour della band, nella versione registrata al Velvet di Rimini: su un tappeto dance viene ripetuto come in un mantra ipnotico il nome di questo prodotto. Il «Fluido» è una base, ottenuta da un mix di una decina di ingredienti - dalla caffeina, al cacao, fino alla sinefrina - da aggiungere a bevande alcoliche e non per trasformarle in energy-cocktail, con un effetto euforizzante pari a un paio di Redbull.

Il fatto che una delle band più amate in città gli dedichi questo tributo musicale, dimostra quanto il «Fluido», sostanza peraltro autorizzata dal ministero della Sanità, sia apprezzato dai giovani torinesi, attirando nuovamente l’attenzione sul fenomeno degli smart shop.

Non è un caso se in tempo di repressione contro le droghe questi negozi che vendono prodotti stimolanti e energizzanti di origine naturale, con tanto di marchio Ce, riscuotano un notevole successo non solo presso i teenagers ma anche tra persone tra i 30/40 anni. Bevande, pillole a base di guaranà, echinacea, ginseng e ginko biloba, sostanze che permettono a chi va in discoteca di ballare tutta la notte, di mantenere la concentrazione il più a lungo possibile o di controllare il proprio peso, sono quanto mai richieste. I

n Italia gli smart shop sono circa una cinquantina e a Torino sono aperti da tempo i due negozi della catena Wipe Out, in via Bellezia 15 e via Bava 30 (www.whipeoutsmartshop.com). Qui i prodotti più venduti sono le «Happy Caps», le smart drugs dai nomi espliciti come «Euphory», «Sex» e «X», e i cosidetti «semi da collezione». Tra quei semi - e qui sta l’escamotage, favorito dalle lacune di legge - ci sono pure quelli di cannabis (insomma, marijuana): da noi, è illegale seminarli, non collezionarli. Se poi qualche «collezionista» decide di interrare la collezione, lo fa a suo rischio e pericolo...

Quella delle smart drugs è una moda sotterranea, sostenuta anche da iniziative destinate al mondo della notte. Il Wipe Out allestisce il proprio bar, il Kynky Lab, ogni giovedì nel privé della serata Krakatoa al The Beach, mentre mercoledì 24 maggio inaugurerà alle Arcate dei Murazzi la stagione estiva con l’Absinthe Bar, con 25 tipi di assenzio. Naturalmente tutti addizionabili di fluido.


 

L’ADIGE

Ha fatto tutto da solo e da solo è riuscito a vivacizzare per bene il pomeriggio della piccola frazione alense di Pilcante

Ha fatto tutto da solo e da solo è riuscito a vivacizzare per bene il pomeriggio della piccola frazione alense di Pilcante. Un tunisino di 31 anni, Y.R. le sue iniziali, ieri pomeriggio è finito all’ospedale Santa Maria del Carmine per essere curato ad una mano, che presentava una profonda ferita. Si è pensato agli effetti di una rissa, ad un episodio violento, ad una collutazione. Invece, stando alla ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia roveretana, l’extracomunitario - in regola con il permesso di soggiorno - avrebbe fatto tutto da solo. In preda agli effetti dell’alcol avrebbe iniziato a prendere a calci e pugni i mobili della sua casa di Pilcante fino a sferrare un decisivo pugno ad una finestra. Con il vetro si è tagliato, iniziando a sanguinare. Il tunisino poi è sceso in strada e avrebbe iniziato a prendere a pedate anche la propria auto. Qui è stato notato da un passante, che visto il sangue ha avvisato i carabinieri. Quando sul posto sono arrivati i militari dell’Arma l’immigrato è scappato verso il fiume, cercando rifugio giù per l’argine, dove è stato poco dopo raggiunto dai carabinieri e fermato. Tutto per qualche bicchiere di troppo e per una lite familiare. Poi l’intervento del «118» e il trasferimento in ospedale.


 

IL QUOTIDIANO CALABRIA

Mai aggredito il gelataio

BERLINO - Ha raccontato di essere stato aggredito con una mazza da baseball da un gruppo di naziskin a Berlino. Ma l’aggressione di matrice xenofoba ai danni di un gelataio italiano non ci sarebbe mai stata. Si tratterebbe di un’invenzione della vittima, secondo quanto hanno detto ieri gli inquirenti tedeschi dopo aver visionato le riprese di alcune telecamere installate sul luogo dove sarebbe avvenuta l’aggressione. Come ha reso noto infatti ieri la procura della capitale tedesca, che si occupa sull’episodio, dalle indagini fin qui condotte sarebbe emerso che Gianni Congia, il trentenne sardo che sostiene di essere stato aggredito e ferito da un gruppetto di naziskin la notte tra sabato e domenica scorsi, sarebbe in realtà caduto - ubriaco - sui binari alla stazione della metropolitana di Alexanderplatz e si sarebbe in tal modo ferito. "Stando agli elementi raccolti finora, la presunta vittima è caduta sui binari perché in stato di ubriachezza ed è rimasto ferito", si legge in una nota del magistrato inquirente.


 

CORRIERE ROMAGNA

Insulti e spintoni ai gendarmi

SAN MARINO - Si era già reso protagonista, in un recente passato, di alcuni episodi di intemperanza nei confronti dei gendarmi, che aveva insultato. Protagonista, un giovane sammarinese, che il Commissario della Legge Vittorio Ceccarini aveva deciso di affidare in prova al servizio neuropsichiatrico, affinché seguisse un percorso terapeutico che lo riabilitasse. L’esperimento non ha però avuto successo, e nel frattempo il giovane si è reso protagonista di un altro episodio. Alcuni mesi fa, com’è stato ricostruito ieri in Tribunale, con l’imputato assente, era rimasto coinvolto in un incidente stradale, assieme ad un camionista. In un primo momento si era fermato, ma poi non aveva voluto lasciare le generalità e se n’era andato. E’ stato fermato dalla Gendarmeria a qualche chilometro di distanza, e i militari si sono subito accorti che guidava in stato di ebbrezza. Il giovane si è rifiutato di sottoporsi alle analisi e, non contento, ha iniziato di nuovo a insultare e ad inveire contro i gendarmi. Un militare è stato anche spintonato. Ieri doveva dunque rispondere anche di insulti e minacce a pubblico ufficiale. Il dottor Francesco Berti, che lo aveva seguito, ha suggerito di fargli seguire un percorso in una comunità, e probabilmente il giudice concederà un nuovo esperimento probatorio, sospendendo la pena al buon esito della prova.Sempre ieri mattina è stato condannato, contumace, un italiano che nel settembre 2005 era stato fermato dalla Polizia civile: girava col premio dell’assicurazione contraffatto. Aveva subito ammesso la sua colpa: per lui 500 euro di multa.


 

CORRIERE ROMAGNA

Ubriaco contromano in viale Salinatore Denunciato 38enne

forlì - Contromano in auto in viale Salinatore. Fortunatamente alle 2.30 di notte la strada non è molto trafficata, altrimenti poteva finire in tragedia. Un marocchino di 38 anni, cui gli agenti di Polizia avevano già ritirato la patente per guida in stato di ebbrezza nel febbraio scorso, è stato intercettato dagli uomini di una Volante. Pur senza patente l’uomo era alla guida, in evidente stato di alterazione alcolica, tanto da imboccare viale Salinatore dalla parte di Ravaldino, contromano rispetto alla normale circolazione. Per lui, che aveva un tasso di alcol nel sangue di 2,07 (0,50 il limite) è scattata un’altra denuncia.


 

CORRIERE ROMAGNA

“Crescono le illegalità Attenzione in strada”

BERTINORO - Sempre meno legalità sulle strade del territorio forlivese. Questo l’allarme lanciato dalle forze dell’ordine presenti alla festa della Polizia municipale di Forlì e della pianura forlivese. La ricorrenza, celebrata ieri nel Centro residenziale universitario della Rocca vescovile di Bertinoro, è stata l’occasione per fare un bilancio sull’attività svolta dai vigili” urbani nel 2005. Il quadro dipinto da Giorgio Morrone, comandante della Polizia municipale, presenta alcune tinte fosche. Le violazioni accertate sul territorio di Forlì, Forlimpopoli, Castrocaro e Bertinoro sono ben 45.874: poco più di 5mila per eccesso di velocità, 2.845 per violazioni della sosta riservata ad utenti deboli, 1.452 per la mancanza delle cinture di sicurezza, 574 per l’utilizzo del telefono al volante, senza auricolare o viva voce, 826 per mancata revisione e 340 per assenza di copertura assicurativa. A questi si aggiungono ben 3.808 posti di controllo realizzati, con oltre 30mila veicoli controllati (il 18 per cento in più del 2004); 1.300 sinistri rilevati (10 per cento in più); 900 denunce o querele ricevute, 59 persone trovate alla guida in stato di ebbrezza e 24 denunciate per omissione di soccorso. Sono state ritirate, nel 2005, 161 patenti e 566 carte di circolazione. Oltre 28mila le segnalazioni d’intervento giunte dai cittadini in 12 mesi. “Alcuni numeri sono ancora a due cifre - ha spiegato nella sua relazione Morrone - ma sono indizi preoccupanti della mancanza di cultura della legalità dilagante. La falsificazione dei documenti di identità, circolazione e assicurazione è un fenomeno in crescita. Per combatterlo abbiamo dovuto realizzare corsi di formazione sul falso documentale. Degli otto sinistri mortali rilevati negli ultimi mesi la metà non hanno visto coinvolti altri veicoli. Dei quattro rimanenti, ben tre hanno coinvolto pedoni o ciclisti. Segno di superficialità e disattenzione al volante. Abbiamo bisogno che i genitori, spesso iperprotettivi coi figli, gli insegnati e gli operatori delle autoscuole ci aiutino a diffondere la cultura della legalità”. “Le forze dell’ordine - ha aggiunto il prefetto Salvatore Montanaro, presente con tutte le altre cariche istituzionali e militari - hanno ormai raschiato il fondo del barile. Presidiare il territorio più di quanto facciamo è impossibile. Spero che la Polizia municipale, che offre un contributo prezioso a questa attività possa organizzare un servizio attivo 24 ore su 24, con il completamento del proprio organico, ma la gente deve capire che la cultura della legalità è necessaria anche in strada, perchè spesso un comportamento sbagliato può provocare la morte di una persona”. Il comandante della Polizia municipale, che conta 96 agenti a Forlì, 7 a Forlimpopoli, 6 a Bertinoro e 5 a Castrocaro, ha ringraziato i propri uomini anche per il servizio di Polizia amministrativa, con 1.297 controlli commerciali, 527 edilizi, e oltre 9mila anagrafici; per le lezioni di educazione stradale nelle scuole, che hanno coinvolto oltre 2mila studenti, e per la gestione del sistema di video sorveglianza, che conta 47 telecamere installate in 18 zone critiche della città. Un lavoro svolto in costante emergenza, per la mancanza di personale. Solo a Forlì, i vigili in servizio, dovrebbero essere 137. Il sindaco Nadia Masini, presente insieme ai “colleghi” Ariana Bocchini di Bertinoro, Paolo Zoffoli di Forlimpopoli, e Maurizio Fussi di Castrocaro Terme-Terra del Sole, ha promesso di provvedere presto a nuove assunzioni.Durante la celebrazione è stato conferito un encomio solenne al vigile Andrea Rocchi, che pur essendo fuori servizio e insieme alla famiglia, rispose il 4 luglio alle grida di aiuto di un’anziana scippata al parco urbano “Franco Agosto”. Dopo un lungo inseguimento catturò il ladro e, grazie alla successiva attività di investigazione, le forze dell’ordine arrestarono 3 giovani di nazionalità rumena, che erano stati protagonisti di vari furti.

Matteo Miserocchi


 

LA PADANIA

Il consigliere regionale Cecchetti dopo l’aggressione di Rho

«Violenza rom, colpa del buonismo di sinistra»

 «L’ennesimo fatto di cronaca che coinvolge un rom nella città di Rho ci fa dire ancora con maggiore convinzione che il sindaco comunista Pessina con la sua politica buonista sta sbagliando tutto, mentre non si accorge che i rhodensi non ne possono più dei soprusi di questa gente».

Questo il commento a caldo del consigliere regionale leghista Fabrizio Cecchetti alla notizia dell’aggressione da parte di un nomade ubriaco ai danni di due anziani in un bar nella frazione rhodense di Lucernate.

«L’uomo in questione è momentaneamente domiciliato nel campo nomadi difeso da Pessina - afferma ancora Cecchetti - ma è residente in un campo a Dalmine. Ormai i Comuni governati dalla sinistra sono diventati “enclave” dove queste persone possono girare tranquillamente e fare ciò che credono». Persino di fronte ai carabinieri «gli zingari si sentono impuniti tanto che oltre ad aggredire i nostri anziani lo zingaro ha assalito persino i militari e danneggiato l’auto di servizio. Di fronte a casi come questi mi chiedo come può un cittadino comune sperare di potersi difendere da simili personaggi?». A questo punto «speriamo che all’aggressore non vengano concessi gli arresti domiciliari visto che tutti sappiamo benissimo quale valore coercitivo avrebbero: appena tornato a casa farebbe perdere le proprie tracce».

La battaglia comunque non è terminata: «Per ora non ci resta che fare gli auguri di pronta guarigione alle vittime della violenza assicurando che la Lega, anche in Consiglio Comunale, porrà le barricate a fianco della gente per impedire che l’illegalità diffusa e tollerata dovuta ai campi abusivi venga sanata con il centro per rom tanto voluto dal sindaco Pessina»


 

 LA PADANIA

Il coraggio di essere Lucignolo

 rosanna scardi

Ci vuole coraggio per infiltrarsi nelle gang latino-americane, come quella dei Latin king, banda ecuadoregna, i cui componenti si riconoscono dalle bandane e dai tre tagli verticali sul sopracciglio. Ma le inviate di Lucignolo ne possiedono da vendere. Anche per questo il magazine settimanale di Studio aperto, creatura nata dalla mente del direttore Mario Giordano, è in continua crescita (la media della passata edizione sfiorava il 19% con punte del 26%) tanto da tornare con sette nuove puntate in seconda serata e altre nove in prima. Si parte stasera, alle 23.55, su Italia 1 con nuove, scottanti inchieste.

Giordano, qual è il segreto di Lucignolo?

«Raccontare la realtà senza toni moralistici. Come quando documentiamo le notti a base di alcol ed esagerazioni dei giovani nel Nordest. Lo facciamo e basta. Senza dare giudizi».

Cosa tratta la prima puntata?

«Il fenomeno sociale dei Latin king, banda che sta devastando le periferie di Milano e Genova, neanche fossero i peggiori quartieri di New York. Tutti sanno che esistono, ma nessuno è riuscito a documentarle. La nostra Gabriella Simoni ce l’ha fatta. È riuscita a infiltrarsi in una di queste e a descriverne codici d’onore e riti d’iniziazione come le botte, gli assalti agli uffici postali e alle auto. Ma ci sarà anche spazio per il mondo del calcio, per la festa mancata dei bianconeri, raccontata stando in mezzo agli ultrà. Anche in questo caso, laddove le telecamere non sono ammesse».

A proposito, cosa pensa dello scandalo che sta investendo il mondo del calcio?

«Si sta realizzando il peggio di quello di cui si discuteva al Bar sport, ma la cosa più grave è che accade in un mondo che dà spazio ai sogni. Che fa tornare bambini».

È vero che ha assoldato come inviata Man Lò, la cinesina del Grande fratello?

«Sbagliato. Man Lo non è un’inviata, ma un personaggio che ci farà da guida per raccontare la comunità cinese. Si parla tanto di cinesi come invisibili. Noi l’abbiamo fatto a proposito del lavoro clandestino e dei bambini, ma nessuno si è mai chiesto: i giovani cinesi come si divertono? Ve lo mostreremo con un servizio sul karaoke da Prato. Anche se a dire il vero è stato più facile per le nostre telecamere avvicinarci ai cinesi che per Man Lò».

Giovani e sempre giovani, ma poca politica, forse l’annoia?

«Non direi, è stata una stagione politicamente divertente da raccontare, anche se a volte si cade in un parolaio lontano dagli interessi concreti e nel quale i giovani non si riconoscono. Con la cronaca e le storie dei personaggi è più facile raccontare la realtà e acchiappare anche il pubblico che, altrimenti, starebbe lontano dall’informazione».


 

SALUTE (LA REPUBBLICA)

Terzo mondo, le idee Oms

In Cina risale al 1000 a.C. il primo libro di stomatologia, lo spazzolino da denti era diffuso già nel 1498, ma in alcuni paesi d’Africa ancora oggi i ragazzi si lavano i denti sfilacciando un legnetto in bocca. "In questo settore con poca spesa e un programma minimo si può fare molto per aiutare chi ha bisogno", spiega Guido Goracci, responsabile a Roma del centro Oms per la salute orale dei paesi in via di sviluppo. "Il mal di denti è uno dei dolori più forti: in Etiopia, 37 milioni di abitanti, ancora pochi anni fa la gente andava dallo stregone a farsi tirare i denti con leve di fortuna". Riorientati gli obiettivi del programma orale globale di salute dell’Oms: in primo piano i comportamenti modificabili di rischio per igiene, nutrizione, uso di tabacco ed eccessivo consumo di alcool. (a. mes.)


 

IL GAZZETTINO (TREVISO)

Mogliano

Hanno un nome i responsabili ...

 Hanno un nome i responsabili della rissa con accoltellamento del 5 maggio scorso all’enoteca "Casetta Rossa". E presto un "foglio di via" come individui indesiderati nel trevigiano.

A seguito delle indagini della Squadra Mobile di Treviso, coordinate dal dirigente Riccardo Tumminia, sono stati individuati nei giorni scorsi i responsabili di quell’episodio. La notte del 5 maggio infatti i gestori dell’osteria di via Don Bosco si erano ritrovati a vivere scene da far west all’interno del locale. Una rissa finita con il ferimento di entrambi i baristi: Carlo Maffei di 31 anni, accoltellato all’addome (che ha riportato 25 punti di sutura) e Paolo La Terza di 40, colpito alla gola.

Gli autori di quelle lesioni sono tre siciliani: S.B. di 39 anni, F.B. 20enne e S.M. 19 anni. I giovani, tutti di Siracusa, girano l’Italia a bordo di una roulotte, arrangiandosi con lavoretti da arrotino. Tutti e tre sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per lesioni personali gravi e S.B. (che aveva in mano il coltello) anche per porto di oggetti atti ad offendere. Per loro è scattata anche la procedura per il "foglio di via". Una misura di prevenzione che allontana definitivamente i tre siciliani: una volta emesso il foglio di via infatti non potranno più mettere piede nella provincia di Treviso.

Le indagini della Squadra Mobile hanno permesso anche di ricostruire l’esatta dinamica di quella serata. All’interno della "Casetta Rossa" di via Don Bosco a Mogliano quella notte intorno all’una e cinquanta c’erano circa una ventina di avventori. Ad un certo punto S.B., F.B. e S.M. hanno ordinato l’ennesimo bicchiere di vino. I tre siciliani erano già alticci ed avevano iniziato a creare qualche problema. Anche per questi motivi i due baristi, Carlo Maffei e Paolo La Terza, si sono rifiutati di servire i clienti, portando invece della sostanza alcolica, il conto. Un gesto, una sorta di invito a lasciare l’osteria che dai tre siciliani è stato vissuto come un vero e proprio affronto. A quel punto hanno estratto il coltello ed hanno iniziato a minacciare i presenti. Immediato il fuggi fuggi generale e i due baristi si sono ritrovati, loro malgrado a tu per tu con i tre siciliani. Ne è nata una colluttazione, che è terminata, e questo ormai è cronaca, con l’accoltellamento all’addome di Carlo Maffei, e le ferite alla gola per Paolo La Terza. Poi i tre sono immediatamente fuggiti, facendo perdere le proprie tracce. Almeno fino a quando sono stati fermati dagli agenti della Mobile.


 

IL GAZZETTINO (TREVISO)

IN TRIBUNALE Il fatto era accaduto fuori della chiesa di S. Maria della Pieve 

Esibizionista nel giorno delle cresime Condannato ventitreenne polacco

Castelfranco

Venerdì, 19 Maggio 2006

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