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Rassegna Stampa Alcol e guida del 7 maggio 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta


IL GAZZETTINO

Libertà di parola
ALCOOL & MORTI
Troppe vittime di guidatori ubriachi e il ministro Alemanno ci scherza su

Caro Direttore,

l’Appuntato scelto Ciro De Vita è stato ucciso, travolto da un automobilista ubriaco, a Villafranca di Verona.

Solo pochi giorni fa una coppia di giovani fidanzati sono stati travolti e uccisi, a Verona, da un conducente che guidava ubriaco.

Verona è la capitale del vino, la città del Vinitaly, manifestazione in cui il ministro Alemanno, un anno fa, ebbe a dire, soddisfatto, ai produttori di vino che aveva fatto oscurare l’informazione scientifica destinata ai cittadini italiani per metterli in guardia sui rischi del bere. Il ministro, divertito, in quell’occasione spiegò che "non esiste la sbronza passiva".

Verona continua a piangere morti ammazzati dal vino, dalla birra e dagli altri alcolici, tutte persone vittime della "sbronza passiva".

Il carabiniere Ciro De Vita è stato ucciso mentre svolgeva il suo lavoro, il suo servizio, così come i suoi colleghi morti ammazzati in Iraq. Anche lui merita il cordoglio di tutta la nazione, la commemorazione in Parlamento, il minuto di silenzio, il lutto al braccio sui campi di calcio, la processione dei cittadini italiani in camera ardente. Anche i suoi famigliari, sua moglie, i suoi due bambini di 11 e 17 anni, i suoi genitori, meritano l’abbraccio del Presidente della Repubblica, in diretta televisiva. A meno che le stragi sulle strade italiane siano considerate stragi di serie B.

A meno che la vita di chi muore sull’asfalto venga considerata una vita meno importante.

Carla Mariani Portioli Ass. Europ. Fam. e Vittime della Strada

Casoni di Luzzara (Re)


SALUTE di Repubblica

Editoriale del 4 maggio 2006

In agenda la lotta all’alcolismo

di Guglielmo Pepe

Il passato governo non ha dato prova di buona amministrazione. Altrimenti avrebbe vinto le elezioni. Eppure, tra leggi ad personam, forzature istituzionali e costituzionali, qualcosa di "sano" ha lasciato: il divieto di fumo e la patente a punti. Ambedue hanno dato risultati positivi per la salute pubblica. In particolare le norme antisigarette hanno fatto diminuire i fumatori e di conseguenza ci sarà un calo delle persone con problemi cardiovascolari e tumori e anche la diminuzione delle spese sanitarie (che oggi servono per assistere i "malati da fumo"). In sostanza è stata varata una "riforma" dai costi molto bassi (tranne per chi - ristorante o bar - ha voluto creare spazi appositi per fumatori), che dà e darà alti risultati. Ecco dunque un caso di intervento pubblico che potrà essere preso come esempio dal prossimo ministro della Salute e dal governo, per affrontare un altro grande problema di salute collettiva: l’alcolismo.

È un flagello. Sociale, sanitario, culturale, familiare (mettete questi termini nell’ordine che volete: il "prodotto" non cambia). I guasti sono devastanti e dolorosi. Ogni giorno la cronaca racconta gli effetti dell’alcol: violenze e abusi contro famigliari (soprattutto figli), omicidi, aggressioni, incidenti mortali. Per non parlare delle migliaia di vittime per malattie (come la cirrosi epatica), determinate da abuso di alcol. I danni economici complessivi non sono calcolabili.

Va però detto che talvolta si tende ad esagerare, accentuando fenomeni circoscritti (l’aumento dell’uso tra i giovanissimi), così come si diffonde una certa propensione al proibizionismo (*). C’è da considerare che un consumo moderato (ripeto, moderato) di alcol, non è la fine del mondo. Tenendo ferma la regola prima: evitare di bere prima di mettersi al volante. Perché sulle conseguenze dell’ubriachezza in auto non permangono dubbi. Come ha raccontato proprio su "Salute" il sociologo Guido Blumir, l’Organizzazione Mondiale della Sanità già 40 anni fa, dopo alcune rilevazioni statistiche, stabilì che circa la metà degli incidenti stradali - soprattutto i più gravi - andava attribuita all’alcol. E nei primi anni Settanta, il ricercatore dell’Oms, Dale Cameron, diceva: "Noi consegniamo i rapporti ma i governi hanno la tendenza a metterli in un cassetto".

È proprio qui che si può intervenire, con maggiore decisione. Iniziando dai controlli con etilometro: in Italia nel 2004 sono stati appena 122.569, e 33.960 i casi constatati di guida in stato di ebbrezza. Ora appare un po’ poco, visto che ogni giorno circolano sulle strade del Paese 30 milioni di autoveicoli. Oltre ai controlli, c’è il capitolo pene: per l’omicidio colposo non c’è arresto immediato. E può accadere, come a Latina lo scorso 17 aprile, che un conducente ubriaco e contromano investa e uccida tre persone, senza andare in carcere neanche un giorno. Si dice che i giudicanti, essendo un reato colposo, tendano ad applicare la pena minore. Sarà, ma questa sorta di impunità appare sconcertante agli occhi delle vittime (pensiamo agli invalidi) e dei loro familiari.

Che fare? La Camera dei deputati ha già approvato una nuova legge che innalza le pene per omicidio colposo in auto quando c’è lo stato di ebbrezza e fa sospendere la patente per cinque anni (secondo gli esperti non basta). Comunque il governo dovrebbe dare un altro segnale: spendendo pochi milioni di euro potrebbe far dotare tutte le pattuglie stradali di etilometro. L’aumento dei controlli, porterebbe ad un aumento delle multe e ad un numero minore di incidenti. Più in generale, sull’alcolismo si dovrebbero organizzare campagne di informazione e di prevenzione. Rivolte a tutti. Senza però criminalizzare i ragazzi, i loro comportamenti. Bere in gruppo fa parte della ritualità e della socialità giovanile. E una birra non ha mai ucciso nessuno. g.pepe@repubblica.it (**)

(*) Nota: mi occupo di questo problema da quasi vent’anni, come curatore di questa rassegna stampa leggo ogni giorno centinaia di articoli sull’argomento, e mai ho incontrato il pensiero di qualcuno che intendesse proibire il consumo di alcol in Italia.

Le uniche limitazioni di legge, mi pare ampiamente condivise, sono quelle relative al bere prima di guidare e al bene dei minori di 16 anni, ma questo è buon senso, non proibizionismo.

(**) Nota: la questione è estremamente complessa.

E’ ovvio che solo una parte dei bevitori hanno, o avranno, problemi alcolcorrelati, ma non è possibile individuare in anticipo chi li avrà.

Il problema è che tutti vogliono discutere il bere degli altri, il bere sbagliato è sempre il bere degli altri: naturalmente così non cambia niente e nessuno, con i tragici risultati che sappiamo.

Si vuole combattere contro i problemi alcolcorrelati e difendere il bere... ma i problemi arrivano bevendo.

Talvolta si vuole combattere l’alcol e promuovere le bevande alcoliche... ma i problemi vengono con l’assunzione delle bevande alcoliche: nessuno beve l’alcol.

Si vorrebbero più controlli con gli etilometro sulle strade, purché i controlli vengano fatti agli altri... e non si rinuncia al bicchiere, anche se dopo si deve guidare.


L’ADIGE

Alcol, un nemico sulle strade

Ragazzi “contromano” allo skatepark

Si è svolta ieri pomeriggio allo skatepark di via Ghiaie al motto «Io sono contromano non bevo» la festa finale del progetto M.A.P.P.A. Promosso dal consorzio delle cooperative sociali Con.Solida.in partnership con il servizio attività alcologiche, il servizio politiche sociali e il progetto politiche giovanili del Comune di Trento, con il finanziamento della Provincia. Il progetto nasce con lo scopo di sensibilizzare la comunità trentina rispetto ai rischi provocati dall’alcol sulla salute dei giovani che troppo spesso ormai associano questa parola al divertimento. «Lo scopo - dichiarano Francesca e Andrea, responsabili del progetto - è cercare di stimolare la creatività e la fantasia di ragazzi, perlopiù tra i 14 e i 20 anni, e di puntare piuttosto che sulla repressione, sull’educazione teorica e sulla diffusione di utili informazioni. Questa è la festa finale di un percorso durato un anno e mezzo nel quale abbiamo organizzato svariate attività come cineforum, feste analcoliche e animazioni sportive. Per questa festa, ad esempio, abbiamo organizzano un concorso artistico sul tema alcool e guida sicura che ha dato risultati davvero confortanti». Nello skatepark è stato allestito un percorso di macchine artigianali che permetteva di comprendere, seppur in maniera limitata, cosa vuol dire guidare una automobile senza controllo e dava la possibilità ai ragazzi di sfidarsi in gare senza la vita come posta in palio. Per i più grandi c’era la possibilità di vedere numerosi video forniti dai vigili urbani sulle stragi del sabato sera e di documentarsi grazie alla presenza di numerosissimi volantini informativi. I ragazzi si sono dati da fare nell’inventarsi cocktail analcolici fornendo inoltre uno spuntino gradito ai molti partecipanti. La manifestazione è culminata con la premiazione delle migliori opere artistiche eseguite dai ragazzi. Nella categoria giovanissimi il premio è andato a Matteo Ambrosi di 16 anni, nella categoria giovani a Jacopo Giacomoni , il premio gruppi allo Studio Andromeda , il premio femminile a Casa Zambiasi e il premio comunicazione a Nicola Srdic. «Sono molto contento di questo premio - ha detto quest’ultimo - perché io a causa dell’alcol ho fatto un grave incidente. La vita è un bene prezioso: ragazzi non bevete». A.R.


L’ADIGE

Levico: bar senza alcol

Il Tour di feste «Diversamente divertente» parte oggi a Levico nel Bar Turismo alle 17.30. Suoneranno i gruppi musicali locali Fantida, Raccolta Differenziata, e Taleban. La festa fa parte del ciclo di eventi organizzato dal Coordinamento alcol e guida per proporre ai giovani spazi di divertimento liberi dagli alcolici. In caso di pioggia sarà spostato al 14 maggio.


IL MESSAGGERO (Pesaro)

Il Questore lancia l’allarme Baia Flaminia

 «Alcol e risse ne fanno un’area problematica».

Gita scolastica: ai ragazzi del Marconi proibita la birra 

«Tra le zone più problematiche della città, per la concentrazione di punti di ritrovo giovanile e per il suo decentramento urbano, c’è sicuramente Baia Flaminia». Lo ha sottolineato ieri mattina in piazza del Popolo, alla festa per il 154° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, il questore di Pesaro, Giuseppe Mastrogiovanni. Da Pesaro alla provincia. A Urbino «rimane invariata la situazione conflittuale tra i residenti del centro storico e gli studenti dei paesi limitrofi». Intanto per gli studenti in gita scolastica, dopo il ritrovamento della droga, continuano i provvedimenti dei professori: niente più birra per tutta la gita».


IL MESSAGGERO (Pesaro)

«Ed ora birra vietata agli studenti in gita ma Pesaro tolga la maschera d’ipocrisia» 

di LUCA FABBRI

Diciamoci la verità, da sempre le gite scolastiche sono ricordate per intrusioni notturne nelle camere altrui, con conseguenti bicchierini di troppo e fuggi fuggi generale quando, immancabilmente, il professore passava a controllare. Tutte le gite, ma non quella di quest’anno dei ragazzi del liceo scientifico Marconi in visita in Sardegna.

Il ritrovamento, da parte degli uomini della Guardia di Finanza, di diversi grammi di hashish addosso a cinque studenti, infatti, oltre a provocarne l’immediato ritorno a Pesaro, ha reso più teso e intransigente il comportamento dei professori accompagnatori, tanto da vietare l’alcool a cena e in qualsiasi altro momento della giornata per gli altri 400 compagni rimasti nell’isola. «Già dopo le perquisizioni della prima giornata – spiegano gli studenti in gita – a cena e a pranzo potevamo bere acqua o sprite. Ci era concessa solo una birra piccola al bar dell’hotel. Da ieri, invece, ci è negata anche la birra, certo è diverso dalla gita precedente però visto come sono andate le cose penso che ci stia».

Per i ragazzi di età compresa tra i quindici e i diciotto anni, quindi, si prospetta un proseguo della settimana all’insegna della sobrietà più assoluta, senza possibilità di cedere alle tentazioni di Bacco, come spiega lo stesso dottore al seguito della comitiva scolastica, Maurizio Sebastiani. «In ogni gita – spiega – controlliamo che i nostri ragazzi non esagerino con la birra o con il vino, ma ora abbiamo deciso di bandire completamente gli alcolici per il resto della permanenza».

Una misura che i professori hanno deciso di adottare, anche per tranquillizzare i genitori che da casa, ogni giorno, chiamano preoccupati per il comportamento dei propri figli «Credo che la questione vada un po’ ridimensionata – spiega Sebastiani – certo è vero dei ragazzini hanno fatto una bravata, ma diciamoci la verità questo è sempre accaduto in tutte le gite. Anzi, penso che solo cinque studenti su quattrocento non sia un numero eccessivo e inoltre, credo che tutti torneranno a casa più maturi e consapevoli».

Il medico Maurizio Sebastiani vuole anche rassicurare i genitori degli alunni sulla sicurezza del liceo Marconi, apparso in questi giorni come un luogo di perdizione per giovani studenti incoscienti. «Innanzitutto – spiega il dottore – voglio precisare che il controllo è stato fatto su tutto il traghetto, perciò la droga ritrovata per terra poteva appartenere a qualsiasi passeggero, inoltre penso che Pesaro dovrebbe togliersi questa maschera di ipocrisia che fa gridare allo scandalo quando accadono cose che tutti sanno e prima fingevano di non conoscere. In qualsiasi altra scuola pesarese è possibile trovare degli studenti che si fanno uno spinello, il Marconi non è un caso isolato».



L’ADIGE

Lettere al giornale

Quella non era «droga da stupro»

Si è (tristemente) guadagnato le prime pagine dei giornali il ragazzo ledrense trovato in possesso di diverse dosi di MDMA, anfetamine molto in voga tra i giovani, pronte per il consumo o la cessione. Senza alcuna intenzione di sminuire la gravità di un eventuale reato di spaccio, che considero di assoluta gravità e tra i più odiosi, credo sia giusto puntualizzare alcune cose. La prima questione non è, purtroppo, una novità per la nostra provincia: la brutta abitudine dei giornali a sostituirsi anticipatamente ai tribunali, in barba ad ogni presunzione di innocenza. Certo, la nuova legge impone soglie rigide (e molto basse) per configurare il reato di spaccio: a maggior ragione, però, bisogna attendere il risultato delle analisi che chiariranno la quantità di principio attivo contenuto nelle sostanze. Sembrano finezze da azzeccagarbugli, ma quando si ha a che fare con la vita privata e con il futuro di persone spesso giovanissime, non ci si improvvisa ghigliottinatori, e al contrario è necessario rispettare le regole di una giustizia che, in linea di massima, garantisce la presunzione di innocenza fino a giudizio contrario. Secondo punto: è inaccettabile che un giornalista, tanto per creare titoli ad effetto, inventi cose inesatte e fuorvianti. L’MDMA (metilenediossimetanfetamina), più comunemente conosciuta con il nome di "ecstasy", non ha nulla a che vedere con il GHB, la cosiddetta "droga da stupro", che è un gammidrossibutirato definito erroneamente "ecstasy liquida", pur essendo una sostanza completamente diversa sotto il profilo chimico. Studi medici paragonano l’effetto del GHB a quello dell’alcol, piuttosto che a quello delle anfetamine, e una relazione della Commissione Europea sottolinea la forte pericolosità del GHB (e l’aumento del suo effetto stordente, finalizzato appunto alla violenza sessuale) se combinato con l’assunzione di sostanze alcoliche, che per essere precisi fino in fondo sono ancora oggi la più grande fonte di "sballo" in circolazione, sia per effetti che per diffusione di consumo. (*) Ciò che dico non toglie nulla alla gravità del possesso di dosi di MDMA, sostanza pericolosa per la salute propria e degli altri: ma voglio con forza sottolineare che è prima di tutto cattivo giornalismo quello sensazionalistico, che chiama "droga da stupro" ciò che non lo è. Per affrontare il fenomeno delle droghe e delle dipendenze non serve né l’ideologia né il sensazionalismo: è necessario un approccio scientifico, laico, consapevole, per dare risposte precise a questioni che il terrorismo mediatico tende solo a peggiorare.

Tommaso Iori, Giovani Comunisti/e - Trento

(*) Nota: quello che questo lettore non ha scritto è che il GHB, ovvero la pericolosissima droga definita “droga da stupro”, particolarmente pericolosa se abbinata ad alcol, da alcuni medici e da alcuni servizi in Italia viene prescritta a persone con problemi di alcol, con il nome farmaceutico di ALCOVER, talvolta con effetti estremamente negativi.

Così ho incontrato persone che ai già terribili problemi alcolcorrelati, hanno aggiunto, per prescrizione medica, problemi “alcovercorrelati” molto seri.


IL GAZZETTINO (Rovigo)

L’INDAGINE Record in negativo anche per l’età in cui si avvicinano alla bottiglia. L’incontro però va deserto 

Droga e alcol, boom tra i giovani 

Il consumo di eroina stimato del 13,5 per cento superiore alla media nazionale

Adolescenti apatici, solitari e pronti ad attaccarsi alla bottiglia già ad undici anni. È il ritratto degli studenti delle scuole medie superiori di Rovigo emerso da un’indagine regionale sul disagio giovanile e la promozione del benessere in ambito scolastico, presentato ieri mattina al liceo scientifico Paleocapa.

«Sono stati coinvolti sei istituti superiori - spiega l’assessore provinciale Laura Negri - per ogni scuola sono stati intervistati in maniera anonima gli studenti di ogni singola sezione, per un totale di 540 ragazzi». I risultati sono stati davvero scoraggianti, come spiega Ivano Spanò, docente di sociologia all’Università di Padova e responsabile della ricerca. «Per quanto riguarda il consumo di eroina il dato veneto è dieci volte superiore rispetto al dato nazionale - spiega Spanò - ma quello di Rovigo è superiore del 13,5 per cento. E si tratta soprattutto di ragazzi. Quasi il settanta per cento, poi, dichiara di fumare, e di questi un trenta per cento regolarmente, a partire dagli undici anni di età».

Anche vino, birra e superalcolici circolano regolarmente tra i ragazzi fin dalla più giovane età. Bere vino è comunque considerato saltuario, mentre il consumo di birra si concentra soprattutto nei fine settimana, così come per i superalcolici. I giovani polesani, poi, si avvicinano alla bottiglia ad un’età di molto inferiore a quella della media nazionale. «I ragazzi di oggi riescono a socializzare solo con questi mezzi - conclude Spanò - il reale problema, quindi, è a monte, ossia il modo in cui i ragazzi vivono la loro giovinezza, caratterizzata da vuoto interiore e invisibilità apparente. Spesso gli adolescenti hanno una scarsa visibilità sociale, che scompare del tutto se entrano in una fase di reale disagio».

Gli amministratori del Comune e della Provincia hanno concordato di mettere a punto una serie di azioni specifiche contro il problema, a cominciare proprio dalle scuole e dalle famiglie. A questo proposito, però, è stato forse un segnale d’allarme da non sottovalutare la scarsa affluenza di pubblico alla presentazione della relazione. Erano stati infatti spediti 12mila inviti, tra sindaci, genitori dei ragazzi delle scuole, docenti e operatori in ambito socio - sanitario. Ma ieri mattina nell’auditorium del Paleocapa ci saranno state più o meno trenta persone.

Maria Benedetta Errigo


L’ARENA di Verona

Serata di interventi per le pattuglie della polizia municipale

Due giovani finiscono fuori strada Entrambi avevano ecceduto nel bere

Due incidenti stradali rilevati ieri notte dalle pattuglie della Polizia municipale e due accertamenti per guida in stato di ebbrezza. Fortunatamente gli automobilisti, entrambi giovani, non hanno coinvolto altri veicoli.

Il primo è accaduto attorno all’una e mezza in via Monte Cimone, dove una Honda Civic guidata da un ventiquattrenne di Verona è andata a sbattere contro un muretto. Nulla di particolarmente grave e conducente apparentemente illeso, ma le pattuglie hanno rilevato un tasso di alcool nel sangue doppio a quello consentito.

Poco dopo un’altra pattuglia è intervenuta in via Monte Ortigara, dove un Fiat Ulisse aveva abbattuto un palo della luce ed una decina di paletti dissuasori della sosta. Anche in questo caso il conducente, un trentaseienne di Verona, è stato sottoposto a controllo tramite etilometro, risultato positivo con un valore di 2,57 grammi di alcool per litro di sangue, quando il massimo è consentito dalla legge è 0,5.

Ad entrambi gli automobilisti è stata ritirata la patente di guida.

Proprio questi due incidenti dimostrano come sia necessario essere nel pieno delle condizioni psicofisiche prima di mettersi alla guida. Infatti i dati elaborati dal Nucleo infortunistica relativi agli incidenti del 2005 dimostrano come questo tipo di incidenti sia molto più frequente nelle persone che hanno bevuto rispetto al totale degli altri conducenti.

Infatti le capacità di valutazione e reazione vengono gravemente compromesse, e la probabilità di andare a sbattere aumenta del triplo, indipendentemente dal coinvolgimenti di altri utenti della strada.

Altri controlli sono stati effettuati nelle vie del centro, piazza Erbe e piazza SanNicolò, dove sono state sanzionate alcune auto per intralcio e divieto di sosta. I controlli proseguiranno anche nelle prossime sere.


IL GAZZETTINO (Treviso)

MOGLIANO Dal letto di ospedale la testimonianza di Carlo Maffei, il barista accoltellato nella rissa al bar 

«Ho pensato di non uscirne vivo» 

Gli inquirenti setacciano la zona a caccia dei responsabili, una targa potrebbe portare agli autori

 Mogliano

«Posso dire di essermela cavata per un pelo: i medici mi hanno dato 25 punti di sutura all’addome per la coltellata che ho preso a tradimento». Queste le parole che Carlo Maffei, 31 anni, pronuncia dal letto di ospedale, al Ca’ Foncello dove si trova ricoverato. È lì dall’altra notte a seguito della furibonda rissa avvenuta all’enoteca-cicchetteria "Casetta Rossa" in via Don Bosco in centro a Mogliano. Maffei fortunatamente è stato giudicato fuori pericolo dai sanitari del Ca’ Foncello e oggi dovrebbe rientrare a casa. Chi invece è già tornato dietro il bancone del bar è Paolo La Terza, 40 anni, cognato di Maffei. Anche lui è rimasto ferito nella rissa. È stato colpito alla gola dal gruppo di clienti che, al momento di pagare il conto, hanno estratto il coltello e scatenato quella gazzarra che ha messo a repentaglio la vita dei due gestori del locale. Erano tutti ubriachi, di conseguenza "attacca brighe" gli avventori che si sono presentati verso l’una e mezza di giovedì notte alla "Casetta Rossa". Tra la ventina di giovani, dall’inconfondibile accento meridionale, c’erano anche tre donne. Forse delle "lucciole" che battono il Terraglio che sono state convinte dal gruppo in cerca di emozioni forti a bere qualcosa in compagnia. «Non avevo mai visto prima quelle facce», racconta La Terza che ha un vistoso cerotto all’altezza della carotide. «Mi hanno colpito con un pezzo di vetro - aggiunge il barista - mentre tentavo di difendermi dall’improvvisa aggressione. Ho avuto paura quando ho visto uno degli aggressori rompere una bottiglia in testa a Paolo, che poi è stato brutalmente colpito dalla coltellata. Volavano bicchieri e bottiglie dappertutto. È successo all’improvviso. Dopo il primo giro di bevute di vino, birra e qualche bibita, mi è stato chiesto il conto. Invece di pagare, il gruppo ha ordinato un secondo giro. E’ a questo punto che i più esagitati del gruppo hanno cominciato ad offendere: "Sei un ... te la facciamo pagare"» «Due di loro - continua il barista - mi sono saltati addosso. Nel frattempo Carlo ha allertato le forze dell’ordine, ed è stato a sua volta sopraffatto e colpito dal micidiale fendente».Il gruppo di violenti aggressori è riuscito a dileguarsi prima dell’arrivo delle pattuglie della Polizia di Stato. Le indagini della squadra Mobile si starebbero indirizzando agli operai delle numerose imprese che stanno operando nel territorio per la realizzazione di opere pubbliche, come il Passante di Mestre. Gli inquirenti sembrano essere sulla buona strada. Sembra che un cliente dell’enoteca sia riuscito a rilevare il numero di targa di una delle vetture parcheggiate lungo via Don Bosco. Si fa anche affidamento sul sistema della videosorveglianza installata dal comune di Mogliano in piazza Caduti. La brutale aggressione dei gestori della "Casetta Rossa" ha destato preoccupazione e sdegno tra la cittadinanza moglianese. Si è così riproposto il problema del pattugliamento delle forze dell’ordine nelle ore serali. Dopo le 10 di sera i cittadini di Mogliano, in caso di necessità, possono contare sull’intervento delle pattuglie di Carabinieri e Polizia che arrivano da Treviso.

Nello Duprè


IL GIORNALE DI VICENZA

Giovedì al Festari incontro promosso dal Lions Club
Giovani e alcolismo
Serata di confronto
Alla tavola rotonda anche Ulss e associazioni

di Giancarlo Brunori

Il sindaco lo aveva detto: nel mese di chiusura dei due bar della strada degli aperitivi, «non resteremo con le mani in mano e non mancheranno momenti di confronto e di riflessione» sulla questione dell’alcol. Ed ora è arrivata la prima occasione per affrontare in modo razionale i problemi legati all’abuso nei giovani. Giovedì prossimo sarà ospitato a palazzo Festari un incontro per trattare la questione sotto vari aspetti: dopo l’accoltellamento avvenuto in via Garibaldi la sera di sabato santo, è giunto il momento che le istituzioni di siedano attorno ad un tavolo.

A confronto ci sono rappresentanti di Comune, Ulss 5, Associazione alcolisti anonimi ed Acat. “Le insidie dell’alcol e come uscire dall’alcoldipendenza” è il tema trattato, a partire dalle 20.30, per fare il punto sulla situazione e per capire come aiutare le persone a superare i momenti di difficoltà.

Alla serata organizzata in collaborazione con il Lions Club Valdagno, di cui è presidente Domenico Berselli che si occuperà di coordinare l’incontro, parteciperà anche Giancarlo Acerbi, assessore ai servizi sociali. Per affrontare il problema in tutti i suoi aspetti, soprattutto legati all’aspetto medico e della dipendenza, interverranno Giuseppe Cicciù responsabile del Sert dell’Ulss 5 Centro alcologico residenziale di Valdagno con relazione sul “Progetto Teseo”, Fabio Armellini direttore del Dipartimento area medica dell’ospedale S. Lorenzo di Valdagno sul tema “Il ruolo del Dipartimento area medica nel Progetto Teseo” e Renato Magnabosco responsabile del Centro salute mentale del “S. Lorenzo” di Valdagno sul tema “L’alcool ed i giovani”.

Importante sarà anche il contributo di due esponenti di associazioni che quotidianamente operano sul territorio, per assistere e sostenere persone che hanno iniziato un percorso di recupero cercando di allontanarsi dall’alcol dopo averne abusato per periodi più o meno lunghi. Saranno presenti, come relatori, anche due rappresentanti del gruppo “Aiuto Aiuto” per affrontare il tema sotto il punto di vista delle associazioni “Alcolisti anonimi” e “Club alcolisti in trattamento”.

La serata è di interesse anche per i residenti del centro, che da tempo lamentano problemi di ordine pubblico in via Garibaldi.


IL GIORNALE DI VICENZA

Malo. Le forme di dipendenza sono molteplici
La piaga dell’alcolismo è un problema sociale

(v. c.) I genitori di Malo s’interrogano sull’uso ed abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti. Se ne è parlato nel corso di una conferenza organizzata da Blu Runner in collaborazione con l’assessorato ai Servizi sociali del Comune e l’Ulss 4 e ha avuto come relatore un vero esperto del settore: il dottor Giovanni Greco, vicepresidente della Società italiana di alcologia, che ha fin da subito sottolineato come l’abuso di alcolici e stupefacenti non sia il problema di una singola persona ma di una famiglia, e quindi dell’intera società.

L’incontro è stato incentrato soprattutto sul consumo di alcol fra i giovani e gli adolescenti; solo un breve accenno invece riguardo all’uso sempre più frequente di droghe nella nostra società, con una riflessione riguardo alla grande diffusione di cocaina in tutte le fasce di età.

Aumentano, infatti, i contesti in cui oggi un ragazzo è portato a bere: happy hours, street bar e lounge bar hanno ad esempio incrementato significativamente i consumi di aperitivi alcolici tra i giovani.

«Non esiste l’alcolismo - precisa il dottor Greco - esistono gli alcolismi: cioè molteplici modalità in cui una persona può sviluppare una dipendenza dall’alcol».

Uno dei problemi più gravi della società moderna è infatti quello del bere precoce: il bicchiere rappresenta un elemento di transizione verso il mondo adulto e diventa troppo spesso un metodo per dimostrare agli altri e a sé stessi di “essere grandi”.

Con la conseguenza che l’età della prima bevuta si abbassa notevolmente e si tende non solo a consumare alcolici, ma a provarne di diverse specie.

Una riflessione significativa è stata dedicata, più nello specifico, all’aumento delle giovani donne che bevono, prevalentemente per manifestare parità ed autonomia nei confronti dei maschi coetanei.

La tematica affrontata arriva, poi, a pochi giorni dalle polemiche sulla “via degli spritz” a Valdagno, seguite all’accoltellamento di un giovane: un argomento, quello dei ritrovi giovanili e del consumo di alcol, che tiene banco in tutto il territorio dell’Alto Vicentino.


IL GAZZETTINO (Padova)

Lettere
A PROPOSITO DI SPRITZ

Sono uno studente di 25 anni, abito a Piove di Sacco, e alle volte mi piace proprio venire in centro a Padova per bermi un aperitivo con gli amici. Il problema degli spritz c’è. Inutile negarlo. E purtroppo le varie misure prese dalla precedente giunta prima, e dall’attuale ora, si dimostrano lesive di entrambe le categorie, clienti ed esercenti. Io ho un’idea ce l’ho, l’ho copiata da una festa a cui sono andato l’anno scorso in quel di Mallorca, l’isola delle Baleari, in Spagna. Ad una specie di festival, mi ha subito colpito il fatto che il posto era davvero pulito. Ma dov’erano i bicchieri di plastica? Eppure c’era un bel po’ di gente abbastanza brilla. Appena sono andato a prendermi da bere pure io, sono stato sorpreso: 4 euro per una birra media, e ad un festival abbastanza piccolo e provinciale! In Spagna poi le cose costano meno! Però! Mah... La bibita mi è stata servita in un bicchiere di plastica rigida, e mi è stato subito detto che se fossi andato a riempirlo di nuovo, al posto di 4 euro, ne avrei pagati solo 2 e mezzo. E se prima di andare via glielo avessi riportato, mi avrebbero dato il mio euro e mezzo di "cauzione". (*) Bene. Come può applicarsi questa cosa a Padova? Ipotizziamo che un qualsiasi avventore vada a prendersi uno spritz in uno dei tanti bar. Lo paga 3 euro. Si aprono quindi tre strade. Nel primo caso si beve il suo spritz, chiacchiera un po’, riporta indietro il bicchiere, il barista gli ridà il suo euro di "cauzione" e sono tutti contenti. Niente bicchiere di plastica per terra. Nel secondo caso il cliente decide di berne tre o quattro, di spritz. Gli potrà scappare la pipì, ma se ci sono i bagni aperti, va a farla lì, ma non ha buttato via tre o quattro bicchieri. Nel terzo, e più divertente caso, il cliente trangugia lo spritz e butta via il bicchiere. Poi si rende conto della cosa controproducente, si prende un altro spritz a 3 euro, e nel caso in cui l’alcool lo abbia già annebbiato, butta via anche il secondo bicchiere. Ora ha speso 6 euro, quando avrebbe potuto spenderne 4. Per il primo giorno va bene lo stesso, e magari anche per il secondo. Ma al terzo giorno impara... Per i bicchieri si potrebbe fare un accordo con il Comune e i bar, vista l’attuale tensione, non penso che sarebbe difficile fare un summit. Un bel bicchiere sponsorizzato dal Comune, con un bel logo magari creato mediante un concorso, oppure con la collaborazione di comunità, anche virtuali. Un bicchiere di plastica rigida, che non si rompa, che abbia una bella forma, riutilizzabile.

Fosco Tonetto

(*) Nota: nella “questione spritz” il problema dei bicchieri che sporcano mi pare quello meno grave.


IL GAZZETTINO (Padova)

VANDALI IN CENTRO
Ubriachi spaccano la porta d’ingresso

L’altra sera, intorno a mezzanotte, alcuni ubriachi hanno danneggiato il portoncino di ingresso di un palazzo di via Squarcione. I vandali sono stati messi in fuga dai residenti. Dal luogo è stato visto allontanarsi un giovane con i capelli lunghi. Sul posto è intervenuta una Volante della polizia.


IL GAZZETTINO (Padova)

I BARISTI
«Daremo vita a un comitato e siamo pronti anche a boicottare la notte bianca del Comune»

Nasce il comitato dei bar del centro per combattere l’ordinanza anti-spritz (chiusura anticipata dei locali a mezzanotte anzichè alle 2) targata Flavio Zanonato. Una ventina di esercenti, la scorsa notte, si è riunita di nascosto, stile carboneria, per escogitare uno strumento che possa consentirgli un dialogo immediato ed efficace con l’amministrazione comunale. Portavoce del neo nato movimento è Federico Contin, titolare del pub "Il Vecio Bacaro - Ai Dadi" di via Soncin. «Nei prossimi giorni decideremo tutti insieme il nome da dare al comitato. Ci siamo riuniti, cosa per altro assai rara, perchè sentiamo la necessità di instaurare un rapporto diretto con il Comune. Al nostro meeting hanno partecipato non solo i bar raggiunti dal provvedimento del sindaco, ma anche altri locali che hanno voluto essere solidali alla nostra causa. In più, bisogna capire che noi attualmente non siamo rappresentati da nessun legale. Molti avvocati ci hanno contattato perchè hanno fiutato la possibilità di guadagnare. Noi, però, nella riunione di giovedì all’Appe abbiamo pensato di non intraprendere azioni legali e di percorrere la strada del dialogo». Fate le dovute premesse, Federico Contin punta senza indugi il bersaglio. «Questo comitato è sorto sì per comunicare con l’amministrazione comunale, ma pure per essere determinato e combattivo. Lunedì, come da accordi presi con l’Appe, consegneremo all’associazione un documento, che poi sarà recapitato al sindaco e all’assessore alla Polizia municipale Marco Carrai e all’assessore al Commercio Ruggero Pieruz, dove indicheremo la strategia che intendiamo perseguire per risolvere la parte negativa del fenomeno spritz». «Crediamo - prosegue Contin - che per affrontare alcune questioni, sia necessario muoversi nell’ambito sociale. Quindi dialogare il più possibile con tutte le tipologie di persone che vengono a bere l’aperitivo nelle piazze e nel Ghetto. Nel mio locale, ad esempio, vengono spesso Disobbedienti e "punkabestia", e non è mai successo nulla. Dobbiamo indicare ai giovani come comportarsi per non recare danno agli altri. Siamo favorevoli a vietare la consumazione di bottiglie di alcol all’esterno dei locali, a mettere dei bagni chimici ed, eventualmente, ad assoldare dei vigilantes preparati che, però, non devono fungere da buttafuori. Insomma, abbiamo ideato tante belle iniziative, che per altro se il Comune accetterà, saranno tutte a nostre spese».Il punto cruciale è proprio questo, perchè non è per nulla garantito che la giunta Zanonato si pieghi alle richieste degli esercenti. «In caso di risposta negativa - sottolinea Contin - attueremo diverse forme di protesta piuttosto dure. Inizieremo con il non partecipare alla Notte Bianca. Il Comune non ha ancora capito il reale valore del fenomeno spritz e continua a dare credito alle lamentele di quattro ricchi anziani residenti del centro che vogliono la città deserta per riposare. Le stesse persone che affittano in nero i loro appartamenti agli studenti e poi vengono a fare la morale agli stessi universitari che sfruttano. La verità è che Padova è provinciale e sta affogando in un mare di ipocrisia».

Marco Aldighieri


IL GAZZETTINO (Vicenza)

Investito mentre cammina a centro strada

Trevignano

E’ stato investito mentre camminava a centro strada, probabilmente alticcio, venerdì sera, alle 22.30. Vittima un giovane marocchino, il ventenne L.E.G. residente a Trevignano. E’ stato travolto in via Schiavonesca vecchia, sulla buia strada che collega Volpago a Trevignano, da u

Lunedì, 08 Maggio 2006
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