Operazione della polizia svela traffico illecito di veicoli da cantiere: 17 indagati
Era ottobre 2025 quando la Squadra di Polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per l’Emilia Romagna, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bologna, avviava un’indagine relativa ai delitti di appropriazione indebita, furto, ricettazione e riciclaggio di veicoli industriali, nonché falso documentale, materiale e ideologico.
Successivamente, il seguito dell’attività investigativa ha poi portato all’individuazione di una vera e propria organizzazione criminale a carattere transnazionale, gerarchicamente organizzata che, con un “modus operandi” ben collaudato, portava all’acquisizione di un elevato numero di mezzi da cantieri (sollevatori telescopici, escavatori e macchine da lavoro) di illecita provenienza, che veniva successivamente esportato all’estero, in Arabia Saudita e Libia, mediante l’utilizzo degli scali portuali di Ravenna e Civitavecchia, per un valore complessivo accertato di oltre 1.800.000 euro. Il tutto utilizzando società fittizie riconducibili a componenti di spicco del sodalizio criminale, ovvero mediante persone compiacenti. 17 le persone indagate di cui 8 legate, a vario titolo, da vincolo associativo: di queste 6 sono state sottoposte agli arresti domiciliari; sequestrati 12 mezzi d’opera, 2 semirimorchi, 2 autocarri e 3 autovetture, tutti oggetto di riciclaggio ed appropriazione indebita.
L’indagine è scattata a seguito di un sequestro operato dalla Squadra di PG della Sezione Polizia Stradale di Ravenna che grazie ad un’attività investigativa “lampo” rinveniva e sequestrava due macchine operatrici all’interno del porto di Ravenna, prima che venissero imbarcate su una nave diretta in Arabia Saudita, già munite di “nuova identità” ovvero con false targhette identificative e documentazione per l’esportazione apocrifa.
Gli ulteriori sviluppi, intrapresi dalla squadra di PG del Compartimento Polizia stradale Emilia Romagna ha portato all’individuazione di una vera e propria fabbrica di “taroccamento dei veicoli” e di realizzazione di documenti di circolazione apocrifi finalizzati all’elusione dei controlli di polizia, che avrebbero ostacolato la riconducibilità dei veicoli agli effettivi proprietari, con il fine ultimo di procedere alla loro re-immissione in territorio Estero.
Le indagini hanno compreso servizi di osservazione, controllo e pedinamento, analisi di tabulati telefonici e di cella e intercettazioni telefoniche.
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