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Omicidio stradale 27/05/2026

Matilde Baldi, morta a 20 anni per una sfida tra Porsche in autostrada: "Andavano a 212 chilometri all'ora"

Una corsa in velocità ingaggiata da due commercianti diretti a una cena, poi lo schianto contro la Fiat 500 con a bordo la 20enne e la mamma. Le ultime risultanze delle indagini parlano di tentativi di inquinare le prove e ipotizzano i reati di omicidio stradale e omissione di soccorso

È di omicidio stradale l'accusa formalizzata dalla Procura di Asti che ha chiuso l'inchiesta sulla morte di Matilde Baldi, morta a vent'anni in un incidente sulla A33 (l'autostrada che collega Asti a Cuneo) l'11 dicembre 2025. Secondo quanto emerso dalle indagini, per gli inquirenti ad uccidere Matilde fu una gara tra auto, due Porsche che viaggiavano oltre 200 chilometri all'ora. 

La corsa tra Porsche, poi l'impatto contro la 500 con a bordo Matilde e la madre
Matilde era con la madre a bordo di una Fiat 500, quando la loro macchina è stata tamponata violentemente da una Porsche 911 GT3 con targa tedesca. L'impatto è stato devastante: la 20enne ha battuto la testa ed è morta in ospedale cinque giorni dopo. La madre è rimasta ferita ma si è salvata. A bordo delle due auto di lusso attorno alle 20:30 di quella sera c'erano due commercianti, uno indagato per omicidio stradale, l'altro per omissione di soccorso. Secondo quanto ricostruito dalla pubblico ministero Sara Paterno, avrebbero improvvisato una gara mentre erano diretti a una cena natalizia ad Alba.

I presunti tentativi di inquinare le prove
Secondo le ultime risultanze delle indagini, l'uomo al volante della supercar che avrebbe provocato l'incidente avrebbe cercato nei giorni successivi di occultare le proprie responsabilità cancellando possibili prove. Avrebbe cercato di far rimuovere immediatamente la sua Porsche telefonando ad alcuni conoscenti, ma il conducente del carro attrezzi si sarebbe rifiutato di farlo. Anche nei giorni successivi all'incidente, si sarebbe presentato più volte nel deposito dove la Porsche era sotto sequestro nel tentativo di manomettere le prove. A preoccuparlo sarebbe stata anche la presenza di uno scarico modificato sulla supercar. Tutte circostanze che hanno pesato nel far scattare gli arresti domiciliari per l'uomo accusato di omicidio stradale. Dai rilevatori automatici autostradali è emerso che la Porsche da lui condotta avrebbe raggiunto i 212 chilometri orari, mentre la seconda viaggiava a circa 205 km/h.

da today.it

 

 

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Mercoledì, 27 Maggio 2026
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