di Riccardo Matesic*
L’esigenza di guardare oltre, sempre
Una vita fa mi trovai a fare il relatore a un convegno sulla sicurezza stradale. Al mio fianco sedeva una psichiatra, che presentava un libro sugli adolescenti che rischiano. Si parlava di ragazzi che rifiutano l’uso del casco in moto o che amano sfidare la sorte con corse folli. Mi disse una frase che allora trovai dirompente: ricordargli che così rischiano di farsi molto male è controproducente, perché è proprio questa consapevolezza che li spinge a determinati comportamenti. Meglio stimolare un dialogo positivo con i pari, dal quale possa emergere che per essere accettati nel gruppo non c’è bisogno di mettere in pratica comportamenti rischiosi. E in questo confronto fra ragazzi si potrebbero analizzare anche i possibili risvolti nefasti di certe pratiche. Il tutto porterebbe in molti la consapevolezza che non vale la pena rischiare.
Sto parlando di trenta anni fa, quando chi andava nelle scuole a parlare con i ragazzi, spesso spiegava loro la grande verità che sbattere la testa in terra senza casco potrebbe portare alla rottura della testa. Ma va? Da allora è passata molta acqua sotto i ponti, e chi insegna ha molte consapevolezze in più...
da il Centauro n.280
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