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Notizie brevi 06/02/2026

Tutor in autostrada, si rischia lo spegnimento su 83 tratte: «Anche quasi tutti i telelaser fuori gioco per il decreto omologazioni»

«I nuovi criteri escludono automaticamente i Tutor approvati tra il 2004 e il maggio del 2017 e mettono fuori gioco quasi tutti i telelaser», avverte Luigi Altamura. Le associazioni delle vittime e della sicurezza stradale protestano: «Senza correttivi, il rischio di aumentare le vittime è concreto»

Il decreto sull’omologazione degli autovelox, inviato a Bruxelles martedì scorso, se tornerà in Italia a maggio senza osservazioni e verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale, entrerà in vigore presumibilmente entro fine maggio. I paletti fissati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel testo avranno come conseguenza lo spegnimento di 2.591 misuratori di velocità, omologando automaticamente i restanti 1.282 censiti sulla piattaforma digitale del ministero. Scendendo nel dettaglio, si tratta di autovelox, Vergilius, Tutor e telelaser.

I Tutor
«In particolare, andranno spenti i Tutor che vigilano in autostrada su almeno 83 tratte», lungo alcuni degli assi più trafficati del Paese. Dall’A1 Milano–Roma–Napoli all’A4 Torino–Trieste, dalla A13 Bologna–Padova alla A14 Adriatica, fino all’A16 Napoli–Canosa. Interi corridoi strategici. «I criteri contenuti nel testo escludono automaticamente i Tutor di vecchia generazione, quelli approvati con decreti che vanno dal 2004 al maggio del 2017», spiega Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e referente nazionale di Anci in Viabilità Italia. Dispositivi elettronici che non rispetteranno più gli standard fissati dal ministero. «Nei mesi successivi all'entrata in vigore del decreto bisognerà capire se si sceglierà di  sottoporli alla nuova procedura di omologazione. Il risultato? Mesi di inattività e di “liberi tutti” sulle strade».

Le reazioni
Ma il punto è che non si tratta di sistemi marginali. I dati storici mostrano che, dopo l’installazione dei Tutor, la velocità di picco è diminuita del 25 per cento e la velocità media del 15 per cento sulle tratte controllate. Ancora più significativo l’effetto sulle persone: sin dal primo anno il tasso di mortalità si è ridotto del 56 per cento. «Tradotto significa che questi dispositivi hanno salvato nel tempo migliaia di vite – spiega Stefano Guarnieri, presidente dell’associazione intitolata a suo figlio Lorenzo, ucciso a 17 anni sulla strada, promotrice della legge sull’omicidio stradale – perché la prima causa di scontri con morti in Italia è la velocità. I dati dei Tutor si spiegano da soli e dimostrano perché questi dispositivi abbiano rappresentato, negli anni, uno dei pochi strumenti capaci di modificare in modo stabile i comportamenti di guida. Se il decreto entrerà in vigore così, il rischio di aumentare le vittime è concreto».
Anche le associazioni che si occupano di sicurezza stradale da anni, come Asaps, protestano. «Lo diciamo con chiarezza – afferma il presidente Giordano Biserni – spegnere sistemi che hanno dimostrato di funzionare in centinaia di tratte è una deregulation improvvisa, proprio all’inizio dell’estate, quando il traffico cresce e le collisioni più gravi si concentrano». Poi aggiunge: «È un errore grave spegnerli, perché il Tutor è stato anche accettato dai guidatori come strumento “equo”: misura la velocità media lungo un determinato tratto e non quella istantanea come l’autovelox, dove pochi chilometri orari in un solo momento del viaggio possono tradursi in una multa».

I telelaser
Dentro questo scenario si inserisce un secondo effetto, meno visibile ma altrettanto rilevante. Con l’entrata in vigore del decreto, spiega ancora Altamura, andranno spenti quasi tutti i telelaser, perché non conformi al nuovo decreto. Il risultato è che una parte consistente dei controlli su strada rischia di fermarsi, in attesa di nuove omologazioni. «Analizzando gli apparati censiti e l’elenco di quelli omologati d’ufficio – prosegue il comandante – non sfugge come interi Comuni rimarranno scoperti dai controlli sulla velocità, perché gli strumenti in dotazione alle polizie locali non rientrano nell’elenco presente nell’allegato del decreto. Per riattivarli, anche in questo caso, serviranno due condizioni: l’istanza dell’azienda produttrice e il superamento della nuova procedura di omologazione. Intanto noi comandanti dovremo riporli negli armadi dei comuni».

C’è poi un altro aspetto . «I telelaser sono indispensabili per contestare subito le violazioni. Siamo stanchi di ricevere dichiarazioni per la decurtazione dei punti patente intestate ad asseriti automobilisti di 90 anni che alle tre del mattino sfrecciano a 120 chilometri orari, ben sapendo che alla guida c’erano figli o nipoti che sfruttano la patente del nonno». Altamura infine pone una domanda provocatoria: «Chi rimborserà i Comuni per strumenti acquistati da poco tempo e improvvisamente da spegnere per effetto di questo decreto del Mit, che per anni ha sostenuto che approvazione e omologazione fossero procedure equivalenti?».

di Alessio Ribaudo

da corriere.it

 

 

 

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