di Paolo Carretta*
Santo proprio no, seppure talvolta salvifico
Lo sfollagente e le altre armi de-escalation
L'uso non ultimativo della forza e delle armii, quelle letali in particolare, distingue l’attività del militare (in guerra) da altre figure simili, come l’appartenente ad una forza di polizia (in pace), che non può limitarsi ad eseguire ordini o a rispettare regole d’ingaggio. Costui resta, in ogni circostanza, un interprete della norma, anche con riferimento all’uso della forza e delle armi, che rappresentano sempre, per l’operatore, l’extrema ratio; così, non ne fa mai uso contro chi fugga in cerca di scampo, desistendo dalla propria condotta criminosaii, anche quando, in astratto, potrebbe configurarsi un “uso legittimo delle armi” (art. 53, Cp), che reca tuttavia una disposizione autonoma, ma sussidiaria ed ulteriore, che viene in considerazione solo in difetto dei presupposti per la legittima difesa (art. 52, Cp) e l’adempimento del dovere (art. 51, Cp)...
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da il Centauro n. 280
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