Vicenza, tir travolge operai lungo la A31: un morto e un ferito grave
Mancava ancora qualche anno alla pensione, la sognava ogni giorno per potersi dedicare alla musica, quella che faceva risuonare nella stanza di casa. Aveva installato un impianto audio da fare invidia agli esperti del mestiere e si preparava in vista delle sue serate in discoteca nei panni di «dj Tirano». Il momento di dedicarsi totalmente alla sua passione non arriverà mai per Nazario Pontellato, 61 anni, l’operaio del Polesine travolto e ucciso oggi, 2 dicembre, alle 13 da un camion lungo l’autostrada A31, tra Noventa Vicentina e Agugliaro. Al momento non è chiaro che cosa ci sia all’origine della perdita di controllo dell’autoarticolato, ora al centro delle verifiche da parte degli agenti della polizia stradale, tra le cause non si esclude una distrazione o l’alta velocità. Pontellato, dipendente della «E.s.t. Cantieri», è morto mentre stava smantellando insieme ad alcuni colleghi un cantiere per la posa di telecamere di sicurezza da parte di una ditta esterna appaltatrice. Ancora in vita, ma in gravi condizioni, un altro operaio rimasto coinvolto nell’incidente. Quest’ultimo ha riportato diverse fratture agli arti e si trova ora ricoverato in Terapia intensiva all’ospedale San Bortolo di Vicenza.
«Nazario era uno dei migliori colleghi che io avessi mai incontrato — dice Thomas Sartorato, dipendente di un’altra società che collaborava spesso con la ditta della vittima —. Era tanto burbero quanto leale. Sono senza parole, noi andiamo a lavorare per vivere e non per morire. Il nostro mestiere ci obbliga a operare nelle strade trafficate, ed è rischioso, ogni giorno auto e camion ci sfiorano a velocità altissime senza pensare che siamo i figli, i mariti e i padri di qualcuno». Pontellato lascia la compagna Linda, con la quale si era trasferito di recente a Villamarzana, in provincia di Rovigo. «Siamo sconvolti per la tragica morte del nostro concittadino — dichiara il sindaco Daniele Menon — lo conoscevo di vista e lo incontravo spesso in paese. Un uomo pacato, sempre gentile. Il pensiero che abbia perso la vita mentre svolgeva onestamente il proprio mestiere ci lascia davvero sconcertati. Spero si faccia chiarezza su quanto accaduto, nel 2025 in Italia si continua a morire sul posto di lavoro e questo ci invita a una profonda riflessione, oltre a lasciarci tanta amarezza».
Nonostante vivesse da poco a Villamarzana, Pontellato era molto noto. Il ricordo dell’operaio arriva anche dal bar «La Plaza», dove la vittima si fermava quasi tutti i giorni per un caffè o per un aperitivo con gli amici. «Abbiamo sperato fino all’ultimo che la vittima di quell’incidente non fosse Nazario — confida il proprietario —. E invece abbiamo perso una persona splendida, un uomo onesto e cordiale con tutti». «Amava la musica, la compagnia e svolgeva il suo lavoro con grande senso di responsabilità — raccontano gli amici —. Non si meritava quella fine».
La tragedia non è passata inosservata ai sindacati: «Ribadiamo la necessità di un cambio di passo sulla sicurezza sul lavoro, perché i numeri delle vittime continuano a essere drammaticamente alti — scandisce il segretario generale di Uil Veneto, Roberto Toigo —. Occorre mettere in campo tutte le azioni necessarie per invertire questa rotta. Non possiamo pensare che più di così non si possa fare, i veri nemici della sicurezza non sono la mancanza di investimenti e controlli, ma l’indifferenza e la rassegnazione. Ogni morto ci deve indignare e spingere ad agire».
da corrieredelveneto.corriere.it
L'Osservatorio ASAPS-SAPIDATA nell'anno 2024 ha registrato 163 incidenti gravi nei cantieri stradali con 33 morti di cui 5 fra operai e cantonieri.
303 i feriti. 81 incidenti (49,7%) sono avvenuti su strade a carreggiate separate.
Nel 2025, al 31 ottobre, l'Osservatorio ha già registrato 139 incidenti gravi con 32 vittime, fra le quali 6 decessi di operai o cantonieri e 235 feriti. Ora gli operai deceduti durante i lavori su strada sono 7.
Condoglianze alla famiglia della vittima. (ASAPS)
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