Senza patente alla guida: «Negli ultimi dodici anni hanno provocato in Italia 3.536 morti e 70.001 feriti»
In Italia c'è un fenomeno legato alla sicurezza stradale i cui numeri non lasciano scampo. Gli «spatentati» al volante non sono eccezioni: sono una presenza fissa sulle nostre strade. «Rielaborando i dati Istat, tra il 2013 e il 2024 — spiega Giordano Biserni di Asaps — hanno provocato 3.536 morti. Per i feriti si sale a 70.001 persone». È come se fossero rimasti feriti tutti i residenti di una città delle dimensioni di Venezia. In media significa un ferito ogni un’ora e 38 minuti e una vittima ogni 32 ore.
Gli «spatentati» al volante non sono eccezioni: sono una presenza fissa sulle nostre strade. «Rielaborando i dati Istat, tra il 2013 e il 2024 — spiega Giordano Biserni di Asaps — hanno provocato 3.536 morti. Per i feriti si sale a 70.001 persone». È come se fossero rimasti feriti tutti i residenti di una città delle dimensioni di Venezia. In media significa un ferito ogni un’ora e 38 minuti e una vittima ogni 32 ore.
Dopo la pandemia il fenomeno è tornato ad allargarsi. Nel 2022 i morti causati da chi guidava senza patente — oltre il 10 per cento del totale nazionale — sono stati 342. Nel 2024 è arrivato il record dei feriti: 9.218. Venticinque persone al giorno spedite in ospedale da qualcuno che non avrebbe mai dovuto essere al volante. Numeri che corrono paralleli alle fughe dopo lo scontro: molti “pirati” scappano lasciando dietro di sé non solo i feriti, ma anche la certezza di rischiare una sanzione tutto sommato modesta.
Biserni senza giri di parole punta l'indice sulla depenalizzazione di questo reato: «Nel 1999 la guida senza patente fu depennata dalla lista dei reati, nel 2007 fui reintrodotta perché i dati sugli scontri stradali erano disastrosi. Nel 2016 un’altra retromarcia. I processi sono diminuiti, ma i numeri del 2024 devono preoccupare tutti». Oggi, chi viene pizzicato a guidare senza patente paga una multa tra 5.100 e 30.599 euro (3.570 con lo sconto dei cinque giorni) e subisce il fermo del veicolo per tre mesi. Solo con una seconda violazione nel giro di due anni scatta il penale, fino a un anno di arresto e la confisca del mezzo. E il proprietario rischia l’incauto affidamento.
Sulla carta basterebbe. Nella realtà no. «Il nodo è accertare la recidiva», continua Biserni. Perché per verificare se un conducente abbia già violato la norma serve una banca dati unica, condivisa tra tutte le forze dell’ordine. Oggi non esiste. «Le polizie locali, per esempio, non possono consultare il Sistema di indagine informativo interforze (Sdi), la banca dati centrale del Viminale – dice Luigi Altamura, comandante della Municipale di Verona e delegato Anci in Viabilità Italia – che raccoglie anche violazioni di questo tipo. Così può accadere che un secondo episodio, contestato da un corpo diverso dal primo, non faccia scattare alcuna notizia di reato. Un vuoto che apre una prateria di impunità di fatto». E, intanto, guidatori privi di patente ogni giorno attraversano il Paese provocando in media 272 vittime e 5.385 feriti l’anno.
Gli “Spatentati “. Il Corriere della Sera, con Alessio Ribaudo, si occupa del preoccupante fenomeno sulla base dei dati ASAPS pubblicati su il Centauro n. 279.
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