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Notizie brevi 20/10/2025

Sicurezza stradale, scontro di cifre tra Italia e Ue: «Il numero di morti e feriti in Italia è sostanzialmente invariato»

Per la Commissione europea, l’Italia non mostrerebbe significativi progressi. Invece secondo il ministero dei Trasporti «negli ultimi dieci mesi calano collisioni, feriti e morti (-119, -10,2%)»

È scontro di cifre tra Roma e Bruxelles sui dati sugli scontri stradali in Italia. Oggi la Commissione europea ha diffuso un rapporto secondo cui  l’andamento delle vittime, nei primi sei mesi del 2025 nel nostro Paese, è  «sostanzialmente invariato» rispetto allo stesso periodo del 2024. Tanto che non è citata tra gli Stati «che stanno dando segnali positivi con un calo del numero di vittime», come Grecia, Estonia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia. 

Una valutazione che contrasta con quella diffusa giovedì dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), secondo cui, a dieci mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada (14 dicembre 2024 – 13 ottobre 2025), la sicurezza stradale «segna un importante risultato». Tanto che era stata espressa «grande soddisfazione» da parte del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Secondo il Mit, sulla base dei dati forniti da polizia stradale e carabinieri  relativi a quel periodo, afferma  una diminuzione delle collisioni e, soprattutto, delle vittime: 119 vite salvate, con un calo dei morti da 1.162 a 1.043 (-10,2%), degli scontri mortali da 1.052 a 968 (-8%), dei feriti da 36.411 a 35.336 (-3%).  

Le rilevazioni, precisa il Mit, comprendono solo quelle di polizia stradale e carabinieri mentre mancano quelle delle polizie locali e provinciali. «Noi però rileviamo il 66 per cento  di tutti i sinistri stradali in Italia - chiosa Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e componente di VIabilità Italia per Anci - e bisognerebbe iniziare a comunicare più tempestivamente i dati. Non possiamo fare analisi a distanza di troppi mesi. Ci servono più agenti e pattuglie per fermare una risalita degli scontri stradali. Per questo chiediamo al Governo maggiori risorse nella prossima finanziaria». 

Lo scontro

Due analisi diametralmente opposte. Le analisi della Commissione «si basano esclusivamente sulle comunicazioni ufficiali degli Stati membri alla banca dati europea Care», la piattaforma comune che raccoglie i dati armonizzati a livello continentale. E secondo quella banca dati, l’Italia ristagna anche nel 2024: 3.030 persone hanno perso la vita in scontri stradali, un numero sostanzialmente invariato rispetto al 2023, con una riduzione del 5 per cento rispetto al 2019, contro il 12 per cento medio dell’Unione.

L'andamento

La Commissione europea ha anche fornito i dati definitivi del 2024. In tutta l’Unione europea, 19.940 persone sono morte sulle strade: 55 ogni giorno, più di due ogni ora. Un calo del 2 per cento rispetto al 2023, che Bruxelles definisce un progresso «continuo ma lento».  Nel confronto europeo, l’Italia non brilla: 51 morti per milione di abitanti contro una media europea di 45. Peggio in Ue fanno solo Ungheria, Polonia, Portogallo, Lettonia, Croazia, Grecia e Bulgaria mentre le migliori sono Svezia (20) e Danimarca (24). Secondo i dati di Bruxelles, la progressione italiana è tra le più lente d’Europa: nel 2024 nessun miglioramento sul 2023, appena un –5 per cento rispetto al 2019 e –8 per cento rispetto alla media del triennio 2017-2019. Paesi partiti peggio hanno invertito la rotta: Lituania –33 per cento, Danimarca –27, Belgio –27, Slovenia –33, Polonia –35.

Le reazioni

Il Commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, sottolinea: «Sebbene questi dati mostrino progressi, dobbiamo sempre ricordare che dietro ogni statistica ci sono famiglie e comunità in difficoltà. Il fatto che quasi 20.000 persone abbiano perso la vita in scontri stradali lo scorso anno è inaccettabile. La Commissione europea continuerà a sostenere tutti gli Stati membri nel rendere le strade più sicure. Ma si tratta di uno sforzo comune: governi, industria e ogni utente della strada hanno un ruolo da svolgere per garantire che ogni viaggio si concluda in sicurezza».

da corriere.it


 "È scontro di cifre tra Roma e Bruxelles sui dati sugli scontri stradali in Italia. Oggi la Commissione europea ha diffuso un rapporto secondo cui  l’andamento delle vittime, nei primi sei mesi del 2025 nel nostro Paese, è «sostanzialmente invariato» rispetto allo stesso periodo del 2024."
Ah ma allora l'ASAPS aveva anticipato questa situazione con i suoi dati. Non presi sufficientemente in considerazione. E ora di fronte a queste affermazioni del Commissario Europeo...?

 

 

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Lunedì, 20 Ottobre 2025
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