di Riccardo Matesic*
L’arretramento culturale della sicurezza stradale
Sono andato in vacanza con mio padre. A Vasto, dove c’è una bellissima pista ciclabile sul mare.
Un’opera fantastica: mi dicono circa 70 km di percorso per le bici, da Termoli a Pescara, nella calma, con paesaggi belli. Il mio hotel affacciava proprio su quella pista ciclabile, la vedevo dal terrazzo. E mentre perdevo tempo e meditavo, come è giusto fare in vacanza, mi sono andati gli occhi su chi la percorreva. Più che i vacanzieri, quelli che mi hanno colpito sono coloro che usano. quel percorso per le commissioni quotidiane, per andare al lavoro. Un’infrastruttura così utile ha creato delle abitudini, un’economia specifica. In particolare si sono diffuse delle bici elettriche comode, con spazio per portare le borse della spesa, o la borsa del lavoro.
Bello, bellissimo. Se non fosse che parecchie di quelle bici, in realtà non sono bici. Piuttosto sono ciclomotori mascherati...
da il Centauro n. 277
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