Il veicolo in divieto di sosta che intralcia la circolazione stradale può essere concausa di un incidente
La sentenza 21/7/2025 n. 26491, della quarta sezione penale della Corte di Cassazione, pone un importante principio posto a presidio del rischio di verificazione dei delitti di colposa offesa stradale all’incolumità individuale.
La massima della Corte di Cassazione
L'apposizione del divieto di sosta può essere riconducibile alla finalità di evitare intralci alla circolazione stradale in determinate aree. Il divieto può però essere determinato anche dalla diversa esigenza di riservare spazi di sosta a categorie protette e non già dalla necessità di non intralciare la circolazione.
Il caso
Un conducente veniva chiamato a rispondere del delitto di cui al’art. 590-bis c. 1 c.p., perché per colpa generica, nonché in violazione della norme di cui agli artt. 146 e 158 C.d.S., aveva parcheggiato il motociclo in divieto di sosta, occupando parte della carreggiata, riducendo lo spazio utile di percorrenza di 70/80 cm., creando un ostacolo alla circolazione e determinando la caduta della conducente di un velocipede che, nell'effettuare la manovra di superamento dell'ostacolo, veniva colpita dal cassone di un motocarro che sopraggiungeva nella medesima corsia di marcia. La conducente del velocipede rovinava contro lo scooter parcheggiato, riportando lesioni personali gravi, con incapacità di attendere alla ordinarie occupazioni superiore ai 40 giorni...
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