di Lorenzo Savastano*
Evasione fiscale e cripto-asset: dai paradisi off-shore agli algoritmi on-chain
1. Cripto-evasione: un recente “caso di scuola”
È dello scorso febbraio la notizia del pagamento, da parte di un soggetto faentino, di oltre 12,5 milioni di euro al Fisco italiano, a seguito di un accordo con l’Agenzia delle entrate volta a regolarizzare l’omessa dichiarazione dei redditi, per gli anni 2017, 2018 e 2019, degli ingenti guadagni ottenuti mediante investimenti in cripto-attività.
Si tratta dell’epilogo della più complessa e significativa attività a contrasto dell’evasione fiscale con cripto-valute condotta finora in Italia, che ha visto protagonisti i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ravenna e del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche di Roma, con il coordinamento della Procura della Repubblica romagnola.
Più nel dettaglio, gli accertamenti hanno fatto emergere come il trader in moneta virtuale non solo non avesse adempiuto agli obblighi in materia di monitoraggio fiscale, ma avesse altresì omesso di dichiarare al Fisco le consistenti plusvalenze realizzate con cripto-valute...
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da il Centauro n. 275
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