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Notizie brevi 23/06/2025

Madre investe il figlio di 18 mesi nel cortile di casa, lesioni a vita. Il pm: «Condanna da evitare, ha già il suo ergastolo»

La storia nell'hinterland di Milano. Un processo «costituirebbe un trattamento contrario al senso di umanità perché sconta già una sorta di “ergastolo con fine pena mai”»: la Procura prova a chiedere al gip la «non punibilità». O l’invio degli atti alla Consulta

Il processo e l’eventuale condanna» di una madre, che per sbaglio l’estate scorsa nel cortile privato di casa aveva messo in moto l’auto senza avvedersi di stare schiacciando sotto la ruota sinistra la testa del figlioletto di 18 mesi rimasto per sempre lesionato - «costituirebbe una sorta di trattamento contrario al senso di umanità (articolo 27 della Costituzione»): e questo perché la mamma (in un paese dell’hinterland milanese che qui non si indicherà per non farla identificare) «sconta già una sorta di “ergastolo con fine pena mai”», e «una reazione penalistica non serve a nulla, anzi appare addirittura controproducente», qui «non avendo il diritto penale alcuna funzione da svolgere, né per il reo né per la collettività». Con questa ardita teorizzazione la Procura di Milano chiede all’Ufficio Gip di escludere la punibilità della madre per «tenuità del fatto» e quindi archiviare la donna; o, in subordine, di sollevare alla Consulta questione di legittimità costituzionale del reato di lesioni gravissime per possibile contrasto con il divieto di pene inumane.

Le strade possibili, argomenta la richiesta di archiviazione notificata ora alla signora, sono infatti tre. Quella ordinaria sarebbe «proporre alla madre di patteggiare una pena minima, e sospesa». Ma «questa soluzione non terrebbe nel minimo conto la situazione che si trova a vivere l’indagata, nei cui confronti l’ordinamento reagirebbe senza alcuna ragione o necessità, e solo per riaffermare una norma di divieto, di fatto strumentalizzando l’indagata».

La seconda possibilità sarebbe forzare le norme, «cercare se nell’ordinamento, a fronte della ferma convinzione della ingiustizia» della situazione, «esistano valvole di sfogo che consentano di escludere la punibilità (e anche “la pena del processo”)»: il che - nella tesi del pm Paolo Storari - vorrebbe dire «praticare il diritto non tanto come valore in sé, ma strumento per arrivare alla soluzione più giusta, in un’ottica di umanità del punire che avvicina le norme alle persone (e non viceversa)». E la valvola potrebbe essere la clausola del 131 bis del codice, «non punibilità per particolare tenuità del fatto»: reputando «lievi» anche i «fatti che, pur provocando gravi, siano connotati da colpevolezza minima», ed evitando «una sproporzione tra reato e pena, che verrebbe in buona sostanza inflitta due volte».

Ma contro questa possibilità milita la relazione allo schema di decreto legislativo del 2014, che espressamente esclude l’applicabilità della «tenuità del fatto» a casi di morte o lesioni gravissime. E allora - terza possibilità - «non resterebbe che sollevare questione di legittimità costituzionale» della norma nella parte in cui, punendo le lesioni personali gravissime provocate per colpa incosciente dalla madre al figlio, contrasterebbe con il terzo comma dell’articolo 27 della Costituzione nella parte cui vieta pene inumane. L’anno scorso la Consulta non accolse una questione sollevata dal Tribunale di Firenze sulle «pene naturali», seppure a proposito della nozione di «prossimo congiunto» (in quel caso zio-nipote). Invece per il pm «la tematica delle “pene naturali” si attaglia perfettamente alla vicenda» della madre che per sbaglio inconsapevole schiaccia in auto la figlioletta di un anno e mezzo. Ora toccherà al gip decidere se vi sia uno spazio giuridico, e quale, per non raddoppiare quella sorta di interiore «ergastolo con fine pena mai».

da corriere.it


“Un processo «costituirebbe un trattamento contrario al senso di umanità perché sconta già una sorta di “ergastolo con fine pena mai”»: la Procura prova a chiedere al gip la «non punibilità». O l’invio degli atti alla Consulta.” (ASAPS)

 

 

 

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Lunedì, 23 Giugno 2025
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