Roberto Sangiovanni, studente di 20 anni muore a 5 giorni dall’incidente: donati gli organi
Morto dopo cinque giorni di agonia in seguito allo schianto contro una Fiat 500 in via Noalese a Santa Maria di Sala in provincia di Venezia. E per il decesso dopo un grave incidente stradale di Roberto Sangiovanni, 20 anni, falciato in moto da un’auto condotta da una sua coetanea è stato aperto un fascicolo per omicidio stradale. Su richiesta dell’ospedale e dei familiari, ieri il pubblico ministero di turno Stefano Buccini ha autorizzato l’espianto di organi per la donazione. L’incidente era avvenuto lo scorso 12 giugno. Roberto era in sella alla sua moto, la ragazza indagata era al volante di una Fiat 500 e da via Tintoretto viaggiava in direzione via Rugoletto: nell’attraversare la Noalese, per motivi da accertare aveva preso in pieno la moto.
Dopo cinque giorni di agonia, martedì Sangiovanni è morto, e il fascicolo aperto in Procura (e passato al pm Andrea Petroni) è passato dall’accusa di lesioni stradali gravissime a quella di omicidio stradale. Al momento pare che la causa sia stata la mancata precedenza, l’auto si sarebbe immessa senza considerare gli altri mezzi in ballo nel crocevia. La tragedia acclarata è che il corso delle vite di due ventenni è stato deviato irrimediabilmente: uno sbalzato dalla moto è morto in ospedale, l’altra alla guida dell’auto ora è indagata per omicidio stradale. Era presto quella mattina di giovedì, una settimana fa. Erano le 8, con il traffico sostenuto e così la velocità dei mezzi sul tratto vicino a Stigliano.
La collisione fra la due ruote e l’automobile ha generato un botto, tanto forte da allarmare i residenti del vicinato. Tra i primi a uscire e a prestare soccorso al giovane, con il casco rotto, c’era la moglie dell’assessore al Bilancio della nuova giunta di Santa Maria di Sala, Luca Morosin. «Io ero via, lei sotto choc mi ha detto di raggiungerla. Intanto ha chiamato il 118 e dopo l’ambulanza è atterrato l’elicottero (da Padova, ndr) vicino alla chiesa. Il ragazzo era gravissimo. La rianimazione dei medici è stata portata avanti a lungo», racconta Morosin. In base al racconto di altri testimoni, il giovane aveva superato tutte le auto in corsia e alla fine ha trovato davanti a sé la Fiat che usciva da via Tintoretto guidata da una coetanea che nell’impatto è rimasta anche lei ferita. Ai rilievi del grave sinistro hanno lavorato i carabinieri di Mirano mentre la polizia locale gestiva il traffico.
Andava all’università a Padova il giovane centauro che, ricoverato in Rianimazione all’Angelo, non si è più ripreso pur avendo lottato per una settimana. Studente del Levi-Ponti a Mirano, a indirizzo informatico, aveva poi proseguito gli studi e si manteneva facendo delle consegne lavorando in una pizzeria. La famiglia che risiede a Noale ha origini campane: Roberto ha lasciato una sorella e un fratello che fa parte del calcio di Stigliano. Mercoledì il sindaco della città dei Tempesta, Stefano Sorino, ha espresso la vicinanza da parte di tutta la comunità. Sulla pericolosità della Noalese invece l’assessore Morosin è stato duro. «Siamo troppo in ritardo sulla messa in sicurezza, bisogne intervenire velocemente per evitare alle tragedia come quella che ha ucciso Roberto Sangiovanni».
da corrieredelveneto.corriere.it
Ecco la strada, o meglio i comportamenti sulla strada, portano a tragedie come questa. (ASAPS)
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