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Articoli 15/02/2006

Due chiacchiere con I Nomadi Un gruppo rock fuori dalle mode, ma più che mai sull’onda



Si è sempre definito un gruppo musicale «on the road».
E sì, dal lontano 1963 (anno in cui Augusto Daolio, cantante e Beppe Carletti, tastierista, due ragazzi di 16 anni, fondavano il gruppo de «I Nomadi», inizialmente composto da sei persone) «I Nomadi» ne hanno macinato di chilometri per farsi applaudire dai numerosissimi fans presenti un po’ ovunque. Non a caso, in tutti questi anni, «I Nomadi» (definito come un «gruppo che ha sempre avuto la forza di superare gli ostacoli» ed essere «fuori dalle mode») sono riusciti a farsi apprezzare, con la loro spontaneità ed immediatezza, da un pubblico sempre più vasto, coinvolgendo ragazzi e adulti allo stesso modo.
«NOMADI 40» è il titolo dell’ultimo album ma anche gli anni di vita dei Nomadi che, ad oggi, hanno inciso 235 canzoni, tutte scritte con un unico obiettivo: seguire il tempo, la vita di tante persone.
«Nomadi», insomma, di nome e di fatto. E, proprio per questa loro innata propensione ad essere sempre in viaggio («I Nomadi» è una delle band che fa più concerti durante l’anno: si pensi che percorrono mediamente 100 mila chilometri all’anno!) il gruppo novellarese ha sempre avuto a cuore il tema della sicurezza stradale. Chissà, forse perché proprio uno dei Nomadi, Dante Pergreffi di appena 30 anni, morì nel 1992 in un incidente stradale. «È stato un triste evento che ha segnato la storia del nostro gruppo - spiega il tastierista Beppe Carletti, ultimo superstite della band -. Anche perché, sempre nel 1992, perdemmo l’amatissimo Augusto Daolio che morì dopo una breve e straziante malattia. Quell’anno, sono certo, fu il più nero, il più nefasto della storia dei Nomadi».

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Certo è da quel momento in poi il gruppo di «Io vagabondo», di «Aironi neri» e «Ma noi no» (giusto per citare solo alcuni dei loro intramontabili successi), è diventato spesso testimonial delle campagne sulla sicurezza stradale (hanno aderito, per esempio, a «Vacanze coi fiocchi», la campagna estiva di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale promossa dal Centro Antartide di Bologna). «Proprio perché viaggiamo spesso - continua Carletti - ne vediamo veramente "di tutti i colori". Il comportamento degli automobilisti non sempre è consono al traffico che c’è nelle nostre strade ed autostrade. Con questo non voglio dire che noi siamo bravi e gli altri no, ma è l’esperienza e la tanta strada che facciamo che ci porta ad essere critici rispetto agli altri».
Insomma, protagonisti della storia della musica italiana ma, anche, ambasciatori e testimoni attivi dell’importanza della prudenza e della prevenzione nella guida. «Sicuramente un maggior controllo non sarebbe male. Ci capita spesso di incrociare incidenti appena accaduti e spesso abbiamo dato una mano ai primi soccorritori: sono esperienze molto dure. Ed è proprio per questo che vorrei fare due raccomandazioni: allacciare sempre le cinture di sicurezza e usare sempre l’auricolare!!!. Per il resto, quando si viaggia cerchiamo di stare tranquilli e rispettiamoci».
Parola dei «Nomadi», parola di Beppe Carletti, Daniele Campani, Cico Falzone, Danilo Sacco, Massimo Vecchi e Sergio Reggioli che concludono: «Buon viaggio a tutti ed un abbraccio e un saluto a tutti gli amici dell’ASAPS».

 
* Referente Asaps Sottosezione Polstrada Barletta (BA)


© asaps.it


di Ciro Caggiani*
da "Il Centauro" n.100 novembre-dicembre 2005
Mercoledì, 15 Febbraio 2006
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