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Articoli 26/03/2003

Realtà attuale, futura e futuribile del reato di "guida in stato di ebbrezza"

Realtà attuale, futura e futuribile del reato di "guida in stato di ebbrezza"


di Giovanni Fontana (*)

PREMESSA

Tra i vari drammi del "nostro secolo", uno sembra imperversare, in modo assai drammatico, tra i "giovani d’oggi". Ieri, oggi e domani... un filo comune, di drammaticità e di speranza storica, contraddistingue, peraltro l’evoluzione della storia e del pensiero dell’uomo. Quando io ero ragazzo e si cominciavano a far sentire gli effetti della droga nell’intero sistema sociale e non più, in un ristretto ambiente elitario primigenio, i "capelloni", coloro i quali indossavano l’ "orecchino", i "figli dei fiori", apparivano agli occhi delle generazioni precedenti, il dramma di quell’epoca, così "povera di valori". Per quello che mi raccontavano in casa, i miei genitori, "ai loro tempi", si lavorava duro e tanti uomini di fatica, trovavano ristoro alla sera, dietro "un bel bicchier di vino, di quello nero" (come si dice in Toscana); poco meno le loro mogli, talvolta maltrattate o bistrattate dai "figli di Bacco"! E che dire, degli artisti e dei poeti, che non trovavano la giusta ispirazione, se non dopo aver trangugiato assenzio. E presso altri popoli, quanti sono gli accadimenti tramandati da storici e antropologi, circa questa insofferenza di fondo dell’uomo, che si trasfonde in un bisogno di evasione e di estasi (oggi, alcuni la chiamano "ecstasy")? Generazioni che sfidano altre generazioni, mode che cambiano, tecnologie sempre più sofisticate, non riescono però a nascondere una questione di fondo: l’uomo è un essere vivente che, come gli altri, è destinato a soffrire. Ma l’uomo, diversamente dagli altri esseri viventi, non accetta la sofferenza come dato di fatto esistenziale: ma la aborra, la isola, la combatte, la rifugge. In vari modi. Tra questi, torna in voga - soprattutto tra i giovani d’oggi(1) - la moda dell’alcol. Tramite l’uso e l’abuso dell’alcol, si inizia un percorso di illusivo piacere, che termina con un corpo ancor più sofferente, abbandonato su di un divano, su di un letto o sul tavolaccio dell’obitorio: stragi del sabato sera, per la quotidiana cronaca; strage per l’intera vita, per che quelli che hanno amato e hanno donato la vita! Il popolo dei consumatori, accusa il dramma della morte, come un fatto ingiusto, come una maledizione, come il segno di un mondo senza più valori (come se vi sia stata un’epoca, in cui nessuno mai s’è posto la questione): come un fatto che appartiene solo alla responsabilità degli altri, piuttosto che a quella dei singoli individui, che compongono la c.d. società civile. I più attenti, osservano i fatti per quelli che sono; ne traggono delle conclusioni, talvolta contrastanti e che danno luogo a dibattiti alla Bruno Vespa; fin troppo esasperati ed esasperanti: alla "sbatti il mostro in prima pagina"... così fai nuovi mostri! Poi ci sono gli "addetti ai lavori". Quelli che giornalmente si confrontano con una realtà sempre più schizofrenica: da un lato, il dato normativo, gli obiettivi da raggiungere, sempre più vaghi, sempre meno certi; segno, anche questi, di poca chiarezza di idee e di intenti; dall’altro, il dato di fatto, l’inosservanza generale delle più elementari regole di prudenza (relativamente ai quali, la legge è o dovrebbe essere, meramente speculare e di conferma di un diritto naturale preesistente), la consumazione di crimini paragonabili alla a quelli di chi, con estrema efferatezza, spara sulla folla, anziché correre tra la gente: ma puniti in modo modesto e quasi impercettibile. Spunti di riflessione, vogliono oggi caratterizzare questo intervento. Elementi che parlano di tempistiche attuative di disegni di legge molto importanti ma che, in concreto, segnano il passo logorroico di chi da troppo tempo, medita sugli scranni del potere pubblico, mentre per strada, la gente muore e noi, talvolta, soffriamo nel silenzio della nostra impotenza.

LA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA: IERI, OGGI E DOMANI

Drammaticamente, dopo l’entrata in vigore del nuovo codice della strada, approvato con d. Lgs. 285/92 (entrato in vigore, quindi, a far data dal 1.1.93), il relativo art. 186 è rimasto indenne da ogni intervento riformatore: eppure, il nuovo codice della strada, è stato maneggiato e rimaneggiato a tal punto, che oggi, potremmo parlare di un codice riformato se non - dopo le modifiche che (forse) saranno approntate in ragione di quanto previsto dalla legge n. 85 del 2001 - di un nuovissimo codice della strada. Solo recentemente e più specificatamente con il d.L. 121 del 2002, quindi, con un provvedimento d’urgenza, il Governo sembra avere fatto quadrato attorno alla necessità di mettere (come si suol dire, ma non fare in concreto) i puntini sulle "i" e quindi, emanare norme modificatrici dell’art. 186 cit. Ma, come si dice dalle mie parti, "la furia, fa gatti ciechi!". Ecco che quindi, l’art. 186 cod. str., nella sua nuova versione introdotta dal d. Lgs. n. 9 del 2002 (attuativo di una piccola parte dei numerosi principi stabiliti dalla l. 85/01), ha stabilito, direttamente nella legge, che il nuovo tasso alcolemico, oltre il quale un conducente (di veicolo a motore e non) è da ritenere legalmente ebbro, è pari a 0,5 g/l. Quanto alla possibilità di procedere a esame ematico, di è chi ricoverato in ospedale, in conseguenza a sinistro stradale, tutto questo è stato procrastinato al 1 gennaio 2003: ma i tempi tecnici (sarebbe interessante capire bene quali), sono stati ulteriormente procrastinati al 30 giugno del 2003 dall’art. 10 del d.L. 256/2002: se tutto va bene! E già, perché non è improbabile che la maxi riforma del nuovo codice della strada (...il nuovissimo codice, ricordate?), entrerà in vigore in toto, a far data dal 1.1.2004, visto l’attuale stato dell’arte.

IN CONCLUSIONE?

In conclusione? Beh, due consigli. Il primo e senza che ciò possa risultare come una sorta di pubblicità ad una Casa Editrice, quanto piuttosto un elogio ed un ringraziamento all’Avv. Nicola Fabio De Feo, alla consultazione del suo volume "Diritto Penale della Circolazione Stradale"(2). Il secondo, alla valutazione di elementi di fondamentale importanza alla valutazione della ebbrezza alcolica. Intanto, non si dimentichi che l’alcolometria legale, non dà certezza giuridica: il giudice, valuta il caso secondo il suo libero (e ci mancherebbe altro!) apprezzamento. Quindi, il dato strumentale (da non dimenticare che l’operazione, trattandosi di reato, è da ricondurre ad un accertamento tecnico irripetibile, eseguito dalla p.g.) va sempre suffragato dal dato obiettivo: sia con riferimento al reato di guida in stato di ebbrezza strumentale, sia con riferimento al reato di rifiuto al predetto esame, per riconoscere la giustezza dell’atto. Altro elemento da non sottovalutare è l’esame eziologico del reato ovvero, la valutazione dell’elemento psicologico. In parole povere, il giudice deve essere posto anche nella condizione di valutare se l’evento, sia da ricondurre al caso fortuito o di forza maggiore ovvero, se la condizione di ebbrezza sia derivata da un comportamento incolpevole dell’indagato (ad esempio, assunzione impropria di farmaci, ecc.) e comunque, l’ebbrezza stessa deve derivare dall’assunzione della sostanza alcolica e non da altra circostanza. Per il futuro, verosimilmente l’organo di polizia stradale avrà maggiori elementi di certezza giuridica, quali l’esame ematico: anche se, in ragione della tipologia e soprattutto, dei risultati che derivano da questo tipo di esame, sorgono specifici dubbi, di ordine formale e sostanziale. Se quindi, Il Centauro ci offrirà nuovi spazi, saremo lieti di tornare su queste pagine per approfondire nel dettaglio, ogni singola problematica che, come è ovvio, riverbera nel campo del diritto civile, amministrativo e penale e comunque, incide in modo così determinante sulla sicurezza della circolazione stradale.

(*) Ufficiale del corpo polizia municipale del comune di Forte dei Marmi (LU)
(1) Né più buoni, né più cattivi, di quelli di ieri e di quelli di domani: semplicemente giovani uomini e donne, alla ricerca di una loro dimensione esistenziale.
(2) Edito per il 2002 dall’Editore Maggioli Rimini, pagg. 31 ss.
 



di Giovanni Fontana

da "Il Centauro" n. 75
Mercoledì, 26 Marzo 2003
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