Sabato 08 Agosto 2020
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Rassegna stampa alcool e guida del 31 gennaio 2006

CORRIERE ROMAGNA (Rimini)

Aggredito dal folle e condannato a vita

RIMINI - Poco più di un vegetale che per il resto della sua vita avrà bisogno di assistenza 24 ore su 24. Per ogni cosa. E’ il verdetto definitivo, sconvolgente seppur già anticipato dal perito delle parte lesa, pronunciato ieri mattina davanti al Gip Giacomo Gasparini dal dottor Olivieri, incaricato dal tribunale di esaminare Tommaso Vara, il 72enne commerciante di San Giuliano Mare, ridotto in fin di vita da Lorenzo Boselli, nel tardo pomeriggio del 16 luglio scorso. Il lodigiano aggredì il titolare della rosticceria intervenuto in aiuto della convivente che era stata a sua volta aggredita dall’avventore nel momento in cui era stato informato che non gli sarebbe stata venduta altra birra perché ubriaco fradicio. Boselli spintonò Vara facendolo cadere a terra. Poi gli prese la testa e iniziò a battergli la nuca sul marciapiede, facendolo finire in coma. La perizia conferita dal giudice, doveva anche fornire ulteriori prove al pubblico ministero per un eventuale aggravamento della posizione processuale del lodigiano che ha alle spalle precedenti specifici, tutt’ora in carcere con l’accusa di lesioni volontarie gravissime. Il Gip Gasparini tra i tanti quesiti posti, aveva domandato se per il perito l’azione intrapresa da Boselli poteva contenere gli estremi per la contestazione del tentato omicidio. Olivieri ha inequivocabilmente collegato lo stato di "vegetale" all’aggressione patita da Vara.
Una “sentenza” che chiude l’incidente probatorio, che non ha scalfito di un minimo la freddezza della famiglia dell’aggressore tra cui non correrebbe buon sangue ma che comunque gli ha garantito l’assistenza di ben due avvocati. Madre e sorella che ieri non hanno minimamente accennato alla possibilità - cosa manifestata in un primo tempo all’avvocato Umberto De Gregorio - di un risarcimento danni. Così Vara, da alcuni giorni, non è più assistito neppure dalla propria convivente: la donna, infatti, ha fatto le valige ed è tornata in Sicilia non riuscendo più a far fronte ai mille impegni economici, conseguenza della forzata chiusura della rosticceria. Vara, al momento, è ricoverato nel reparto di lungodegenza dell’ospedale Franchini di Santarcangelo. Unica ad aver avuto un qualche aiuto, comunque spettante per legge, è la figlia con gravi problemi psichici e che adesso è affidata a una struttura protetta pubblica.


WINENEWS.IT

CAMBIO DI EDITORE PER LA GUIDA “VINI BUONI D’ITALIA”: IL TOURING CLUB SI “LANCIA” NEL VIVO DELLA CRITICA ENOLOGICA

Cambio alla guardia per la guida “Vini buoni d’Italia”: dopo Gribaudo, il nuovo editore diventa il Touring Club, una scelta prestigiosa che garantisce una distribuzione capillare non solo nelle librerie, ma anche negli autogrill, nei ristoranti e negli alberghi associati. Con questa pubblicazione, il Touring - che da anni si occupa in generale di enogastronomia - si lancia nel vivo della critica enologica. A Mario Busso, che da tre anni coordina la guida e ha definito finora l’impostazione generale e gli indirizzi di degustazione, si affianca uno dei massimi critici italiani di enogastronomia, Luigi Cremona, che da anni collabora con Touring e con alcune tra le più autorevoli riviste di settore. Agli storici coordinatori si affiancano poi nomi importanti del giornalismo italiano e delle enoteche d’Italia, tra cui Guido Ricciarelli, Luciano Pignataro, Vittoria Cisonno, Nicolo Regazzoni, Guido Montaldo, Walter Filiputti, Manuela Zangrossi e Caterina Adorno. La guida sarà pubblicata anche in inglese e tedesco, per un totale di 10.000 copie.


IL MESSAGGERO (Ancona)

MALMENATO IL BARISTA DEL CAFFE’ DEL TEATRO

Jesi - Entra in un bar e sferra un cazzotto al gestore che, vedendolo ubriaco, non vuole dargli da bere. E’ successo domenica sera al Caffè del Teatro. Un polacco di 21 anni, residente a Rosora, è entrato nel bar chiedendo insistentemente da bere al barista, il quale vedendolo già in evidente stato di ebbrezza, più volte ha tentato di allontanarlo negandogli la consumazione. Il 21enne allora ha iniziato a insultare il barista, minacciandolo. Quindi si è avvicinato al gestore sferrandogli un pugno in pieno volto facendolo cadere in terra. A quel punto alcuni dei clienti hanno immobilizzato il 21enne costringendolo poi a uscire dal locale. Il polacco, temendo l’arrivo dei carabinieri, si è messo a correre ma ubriaco com’era , imboccando le scalette che costeggiano il teatro è rotolato giù rovinosamente. Il giovane ha riportato la frattura della gamba destra ed è stato trasportato al pronto soccorso di Jesi. C.A.D.E.


CORRIERE ROMAGNA (Cesena)

L’alcol diventa sempre più “rosa”

CESENA - “Bevo per divertirmi di più”. “L’ho fatto per curiosità”. Queste sono le principali ragioni indicate da molti giovani per spiegare perché assumono alcol, sostanza psico-attiva di uso frequente quando sono in compagnia, in discoteca e nei luoghi di divertimento. Purtroppo ancora oggi gli adolescenti, ma anche molti adulti non considerano una vera e propria droga. Invece l’alcol rientra fra le droghe e risulta essere la sostanza più assunta in assoluto fra i giovani, sia nel passato che nel presente, anche se nel territorio di Cesena l’unità operativa Sert rileva che non vi sono ancora situazioni allarmanti di incremento dell’abuso di alcol. Se da una parte si registra una diminuzione dell’assunzione di alcol nei giovani adulti dai 26 ai 29 anni, dall’altra c’è un aumento nella fascia dei più giovani, con una novità: il consumo di alcolici in misura consistente fra le ragazzine, che in questi ultimi anni stanno assumendo le stesse abitudini nel bere dei loro coetanei maschi. Da una ricerca condotta proprio dal Sert di Cesena su un gruppo di 229 ragazzi dai 14 ai 24 anni, svolta qualche tempo fa dagli operatori dell’Informabus con la compilazione di un breve questionario individuale anonimo, l’abuso di sostanze alcoliche è risultato molto diffuso: il 71 per cento dei giovani intervistati ha ammesso di aver abusato almeno una volta di superalcolici, che risultano essere i più utilizzati per l’ubriacatura, seguiti dalla birra e dal vino.“Le ragazze abusano, più dei maschi - si legge nella ricerca del Sert - di superalcolici e di birra soprattutto nei week-end e rispetto al passato l’alcol è utilizzato come un mezzo per sballarsi e per divertirsi più dalle ragazze che dai maschi”. Questo evidenza anche un’altra tendenza del comprensorio cesenate: l’aumento del consumo di sostanze alcoliche fra i giovani specialmente nel fine settimana, con il consistente incremento dell’uso di cocktails e soft-drinks, accattivanti bevande al gusto di frutta ma che contengono percentuali di rum o gin.
“Il giro d’affari dei cosiddetti ‘alcol pops’ - spiega Paolo Ugolini, del Sert di Cesena - in Italia è incalcolabile. Queste bevande non vengono vendute ai ragazzi come alcol e negli ultimi tempi stanno sempre più diventando qualcosa di attraente per i più giovani, che iniziano così ad avvicinarsi all’alcol. Comincia ad essere preoccupante soprattutto il fatto che le sostanze alcoliche iniziano ad essere consumate dai ragazzi lontano dai pasti”. Il 21 per cento dei ragazzi intervistati ha detto di consumare alcol più volte alla settimana, mentre 26 giovani su 229 hanno ammesso di farne uso tutti i giorni. Dal 1999 esiste a Cesena il progetto “Notti sicure”, realizzato dal Sert in collaborazione con gli enti locali di Cesena, Cesenatico, Gatteo, Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli. Mira a studiare il fenomeno emergente delle nuove droghe collegate agli stili di vita giovanili. In questi otto anni di “Notti sicure” oltre 8 mila ragazzi tra i 18 ed i 21 anni sono stati contattati presso i locali di divertimento del Cesenate e della costa adriatica, con lo scopo d’informarli sui rischi legati all’uso di alcol in particolare. Nel corso degli anni gli operatori del Sert hanno misurato il tasso di alcolemia dei giovani e nell’ultimo triennio la percentuale dei ragazzi che avevano un tasso superiore allo 0,80 grammi per litro (il limite per legge è lo 0,49) è aumentata dal 21 per cento del 2003 al 33 per cento del 2005. Un giovane su tre con valori superiori alla soglia dei 0,50 gr/litro si dichiara anche intenzionato a guidare la propria auto per il ritorno a casa. Nel 2004 sono stati 157 gli alcolisti che si sono rivolti al Sert di Cesena, di cui 141 sono stati inseriti in un percorso terapeutico (44 casi erano nuovi). Su un totale di 340 ricoveri di persone affette da problematiche connesse all’uso ed abuso di alcol e droghe, il 76 per cento erano con diagnosi per alcol. Un dato che sottolinea ancora una volta come i problemi connessi all’abuso di questa sostanza siano troppo spesso sottovalutati.

Serena Dellamore


ADNKRONOS SALUTE

PEDIATRIA: 8 MLN DI BEBE’ AL MONDO NASCONO OGNI ANNO CON DIFETTI GENETICI

Milano, 30 gen. (Adnkronos Salute) - Sono almeno otto milioni ogni anno nel mondo i bambini nati con un serio difetto genetico. Lo rivela la prima indagine planetaria dedicata a questo problema, firmata dagli esperti di March of Dimes, fondazione non-profit dedicata alla salute pediatrica. Secondo il rapporto presentato oggi, almeno 3,3 milioni di piccoli al di sotto di cinque anni perdono la vita per un grave problema genetico alla nascita ogni anno. Non solo, ma stando alle stime 3,2 milioni dei piccoli che riescono a sopravvivere possono presentare una disabilita’ mentale o fisica che li accompagnera’ per il resto della vita. In generale, gli esperti spiegano che circa il 6% di tutti i neonati viene alla luce con un grave o parziale difetto genetico. Senza contare i casi di problemi di salute legati all’esposizione ad alcol o infezioni (come rosolia o sifilide) quando i piccoli erano ancora nel pancione della mamma. Secondo il rapporto le morti e i casi di disabilita’ legati a difetti generici neonatali potrebbero essere ridotti anche del 70% con l’introduzione di semplici misure ‘ad hoc’, come la somministrazione di acido folico alle donne in gravidanza per ridurre al minimo il rischio di spina bifida. Fino ad oggi i numeri del problema non erano conosciuti, sottolineano gli autori dell’indagine. La nuova ricerca si basa sui dati di 193 Paesi, e sottolinea il fatto che la maggioranza dei piccoli con problemi neonatali ha madri con serie difficolta’ economiche o che vivono in Paesi poveri. Inoltre, secondo il rapporto le piu’ comuni patologie neonatali sono: difetti cardiaci congeniti alla nascita, difetti del tubo neurale, disordini legati all’emoglobina (come la talassemia), sindrome di Down e carenza dell’enzima G6PD. ‘’Il nostro rapporto - sottolinea Jennifer Howse, presidente di March of Dimes - identifica per la prima volta il peso globale dei difetti genetici neonatali. Un serio, sottostimato e sottofinanziato problema di sanita’ pubblica’’. (Mal/Adnkronos Salute)


ANSA.IT

Soccorre donna aggredita dal marito
Ma e’ tamponato dall’uomo ubriaco a Belluno

(ANSA) - BELLUNO, 31 GEN - Un uomo ubriaco ha malmenato la moglie e il figlio di un anno a Belluno, un automobilista e’ intervenuto ma e’ stato rincorso e tamponato. E’ accaduto la notte scorsa nelle vicinanze della stazione ferroviaria. L’aggressore e’ stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, violenza privata e guida in stato di ebbrezza.


L’ARENA di Verona

Brutta avventura per i passeggeri del 91, ma due riescono ad allontanare il molestatore
Minacce sul bus, indiano nei guai
Ha puntato un coltello contro una signora e contro il conducente

L’alcol e un coltello usato in modo improprio sono costati cari a un giovane indiano, finito in manette con l’accusa di minacce aggravate. La vicenda, che si è conclusa nei giardinetti di San Fermo, è iniziata domenica pomeriggio poco dopo le 15 sull’autobus della linea 91 in servizio da Madonna di Campagna in direzione della città.
L’uomo, un quarantaseienne senza fissa dimora e non in regola con il permesso di soggiorno era sul mezzo dell’Amt ed è stato visto ripetutamente bere da un bricco che, si accerterà poi, conteneva del vino. Improvvisamente, per una brusca frenata, l’uomo ha fatto cadere il contenitore e il vino si è sparso per terra, sporcando anche alcuni passanti. L’indiano è stato ripreso da una signora, comprensibilmente scocciata per l’accaduto. E lui, per tutta risposta, ha estratto un coltello e ha minacciato la donna, urlandole contro parole incomprensibili. Ma ha scatenato anche la reazione dei presenti: il conducente ha fermato il bus e ha aperto le porte; due uomini hanno afferrato l’indiano e lo hanno fatto scendere.
Quest’ultimo, però, non si è dato per vinto. E sempre brandendo il coltello si è messo davanti all’autobus, urlando altre minacce. A quel punto i testimoni si sono avvicinati e dopo avergli strappato l’arma di mano l’hanno gettata in un giardinetto. Nel frattempo sono arrivati gli agenti delle volanti, chiamati dai passeggeri del bus, che hanno arrestato l’indiano con l’accusa di minacce aggravate. L’uomo è finito in camera di sicurezza in attesa di comparire davanti al giudice per il processo per direttissima.


CORRIERE ROMAGNA (Rimini)

Poliziotti, dopo il derby è una levata di scudi

RIMINI - Non lo dicono apertamente, ma il tenore del loro comunicato ha quel sapore: in molti siamo stati buttati allo sbaraglio! E’ lo j’accuse lanciato dal Sap (Sindacato autonomo di polizia) dopo gli scontri avvenuti prima e fuori dal Neri in occasione del derby con il Cesena, verso chi, negli uffici di corso d’Augusto ha redatto l’ordinanza per l’ordine pubblico di venerdì scorso, sorvolando su “dettagli” “che solo grazie alla fortuna” non hanno portato a conseguenza ben più serie. E’ stato così per quattro uomini della Questura di Rimini - stigmatizza il Sap - comandati a presidiare uno dei varchi di accesso da via Pascoli alla tribuna centrale, in prima linea davanti ai Reparti mobili di Polizia e carabinieri, senza avere però avere “scudi di protezione e mezzi di trasporto adeguati” mentre i teppisti riminesi avanzavano lanciando bottiglie di vetro, sassi, sbarre di ferro e di legno. La presenza alle loro spalle della “cavalleria” e una buona dose di “ fortuna” li ha salvati dalle ire degli ultras. Nel sottolineare, come detto, che “solo grazie alla fortuna” gli aggrediti “sono rimasti illesi”, il Sap evidenzia che i teppisti li hanno aggrediti dopo aver consumato una notevole quantità di bevande alcoliche acquistate nelle adiacenze della stadio. Gli accertamenti subito scattati su questo specifico episodio, hanno permesso di stabilire che nessun locale pubblico ha trasgredito all’ordinanza emessa da Questore e Comune che vietava la vendita di alcolici. E’ stato però individuato un possibile punto di rifornimento degli ultras: dovrebbe essere stato un minimarket nella zona, in cui il provvedimento non poteva essere applicato. Un buco normativo su cui gli esperti stanno già lavorando. Lo “sfogo” della segreteria provinciale del Sindacato autonomo polizia, arriva nella giornata in cui la Digos ha iniziato a visionare i Cd con le immagini registrate dal nuovo sistema di videosorveglianza dello stadio, inaugurato proprio in occasione del derby. Al momento l’unico tifoso finito nel libro dei cattivi del commissariato di Cesena, è un tifoso bianconero presentatosi venerdì al Bufalini con una spalla rotta. A Rimini si sta visionando tutto il materiale fotografico e video ripreso anche dalla Scientifica di corso d’Augusto. La loro visione e le circostanziate “denunce” dei colleghi riminesi aggrediti dai “teppisti” biancorossi, quasi certamente porteranno all’allontanamento di qualche ultrà per un lungo periodo dal Neri. E.ch.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

ARRESTATO PICCHIA I CC
Tre pattuglie per l’ubriaco

E’ stato necessario l’intervento di tre pattuglie dei carabinieri e di alcuni agenti della Polizia Municipale per bloccare ieri sera a Foggia un ucraino, Sergiej Nastasiychuk, di 34 anni che dopo aver danneggiato un’auto in sosta ha aggredito i militari. L’altra sera sera alcune persone avevano segnalato al «112» la presenza in corso Roma di uno straniero che, in stato di ebbrezza stava danneggiando una «Opel Astra» parcheggiata sul corso. All’arrivo dei militari l’uomo si è scagliato contro di loro apostrofandoli con minacce , gridando anche «carabinieri nazisti io vi uccido». I militari hanno cercato di bloccarlo - un vero e proprio colosso alto quasi due metri secondo quanto riferiscono gli investigatori - ma sono stati colpiti con calci e pugni , ed uno dei carabinieri è anche caduto a terra. Sul posto poco dopo sono giunte altre due pattuglie dei carabinieri e alcuni vigili urbani che a fatica sono riusciti a bloccare e arrestare l’energumeno, accusato di violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. I militari, medicati al pronto soccorso, hanno riportato ferite guaribili in 3 e 5 giorni. Anche l’extracomunitario ha dovuto far ricorso alle cure dei sanitari, che gli hanno somministrato calmanti.


CORRIERE ROMAGNA (Ravenna)

Ostaggio di un ubriaco liberato dalla polizia

Ravenna - Una mano in tasca per fingere la presenza di un’arma. Puntata - si fa per dire - alla schiena di un malcapitato sessantenne; dipendente di un distributore di viale Europa, portato a spasso per Ravenna prima dell’arrivo provvidenziale della polizia. Un uomo di nazionalità ucraina - Yaroslav Habhak - è stato arrestato con l’accusa di violenza personale continuata al termine di una vicenda più bizzarra che violenta, causata molto probabilmente dall’alcol, ma che ha comunque rappresentato un incubo per la vittima. Erano le 20 di domenica sera, quando l’uomo è andato a mettere in funzione i sistemi antifurto della stazione di servizio nella zona del Pala De André. Nell’oscurità ha visto comparire un extracomunitario che, con una mano in tasca, gli ha minacciosamente chiesto di rientrare nella sua auto; una Opel Vectra. Una volta dentro gli ha intimato di andare verso un bar che si trova sulla Ravegnana, poco dopo lo svincolo per via Falconieri. Qui, come se non bastasse, l’ucraino è sceso e ha chiesto al benzinaio di seguirlo fin dentro al bar, dove ha ordinato un caffè corretto e ha insistito affinché l’ostaggio gli facesse compagnia. Mentre i due stavano consumando il caffè, un uomo è entrato nel locale chiedendo di chi fosse l’auto parcheggiata fuori che gli stava ostruendo il passaggio. A quel punto il benzinaio ha colto l’occasione per allontanarsi un secondo, ha spostato l’auto e da dentro l’abitacolo ha chiamato con il cellulare il 113, raccontando della singolare vicenda. Poco dopo due volanti di polizia sono arrivate sul posto, bloccando l’ucraino che è stato poi arrestato. Perquisito dalla polizia, non aveva con sé nessun tipo di arma. Si trattava di un immigrato regolare, anche se colpito da qualche precedente di polizia per reati contro il patrimonio. In quel modo - ha raccontato in questura - voleva solo “trovare un passaggio per raggiungere Forlì”. Ieri mattina, dopo aver passato una notte in camera di sicurezza, è stato processato con rito direttissimo. Difeso dall’avvocato Brunella Baruzzi ha chiesto i termini a difesa. Nel frattempo il giudice Messini D’Agostini ha disposto la sua rimessa in libertà con l’obbligo di firma.


CORRIERE ROMAGNA (Rimini)

Coma etilico: lituano appiedato dai carabinieri

RIMINI - Sei patenti ritirate, una studentessa 21enne segnalata al prefetto quale assuntrice abituale di stupefacenti. Sono i numeri del controllo del territorio predisposto nella notte tra sabato e domenica dalla Compagnia carabinieri di Rimini. Tra gli appiedati, quello con il tasso di alcol più alto nel sangue, è risultato essere un 40enne lituano che al doppio soffio nell’etilometro da parte del Radiomobile dell’Arma, ha fatto registare un picco di 1,88 milligrammi per litro. In pratica, secondo i parametri medici, si trovava alla guida in stato di coma etilico. Tra le appiedate anche 22enne riminese: i risultati delle due prove di “soffiata” hanno dato valori di 94 la prima e 85 la seconda.


CORRIERE DELLA SERA (Milano)    Lettere

GIOVANI E ALCOL
Il coraggio di educare


Ho letto con interesse e partecipazione «La denuncia di una madre: alcol senza limiti ai giovani». La ritengo una donna realista e coraggiosa. Realista, perché ha avuto il coraggio di guardare in faccia i fatti senza pudori perbenisti e di prendere atto che una festa di giovani si era trasformata in tutt’altro. Coraggiosa, perché ha fatto una denuncia controcorrente rispetto alla mentalità dominante che fa delle debolezze umane un presunto nuovo «codice di comportamento» (lo fanno tutti), senza riconoscere che ciò porta al relativismo morale e alla distruzione della persona. La scelta di educare i giovani è oggi già di per sé un atto di coraggio e lavoro faticoso.
Essa compete prima di tutto ai genitori (*): lo dico non come rivendicazione di un principio astratto, ma come riconoscimento della prima risorsa che può introdurre i giovani alla vita, con adulti al loro fianco in una posizione di educatori. Quante situazioni apparentemente tranquille derivano da genitori che rinunciano programmaticamente ad educare i loro figli!

(*) Nota: la prima forma di educazione è l’esempio.

Questo è particolarmente vero quando si parla dell’alcol, dove i giovani non fanno altro che riprodurre la cultura del bere appresa dai genitori e dai nonni, che associa sempre l’alcol al divertimento, alla festa in compagnia, alla celebrazione.


IL GAZZETTINO (Treviso)

FLAMING-TAVERNA
Domenica notte denunciati ancora schiamazzi fuori dai locali
Cittadini furiosi chiamano l’Arma

Vittorio Veneto - Ancora caos e proteste nei dintorni dei bar "Flaming" e "La Taverna" di via Vittorio Emanuele II. Nella notte tra domenica e lunedì i residenti vicino ai due locali hanno chiesto per ben due volte l’intervento dei carabinieri a causa del disturbo arrecato da giovani che stazionavano, forse alticci, all’esterno dei due esercizi pubblici. I militari dell’Arma, recatisi sul posto, hanno sottoposto a test alcolimetrico un ragazzo che si era appena messo alla guida di un’auto che era stata parcheggiata nel complesso "Vecchia Cementeria" nonostante il divieto di sosta in vigore dalle 23 alle 7 di mattina. Dopo che i carabinieri hanno multato il conducente dell’auto, nel parcheggio ha fatto la propria comparsa anche il carro attrezzi, che ha caricato e portato via l’auto del giovane. Nemmeno questo weekend, inoltre, sono mancati attriti tra i giovani stazionanti all’esterno dei locali e alcuni residenti che li richiamavano all’ordine già dal pomeriggio.


CORRIERE DELLA SERA

Capossela: «Io primo nella hit? Chissà come sono gli altri»
Successo a sorpresa del cd «Ovunque proteggi»

Come fa un viaggio irreale fra scioglilingua, orchestre d’archi, bande paesane (c’è perfino una Medusa che balla il cha cha cha) a finire, appena uscito, primo in classifica? «Non lo so, sono sorpreso», commenta Vincio Capossela, considerato fino a ieri un genio musicale sì, ma di nicchia: «Dopo una nottataccia mi hanno telefonato dicendo che ero primo in classifica. Classifica di che genere? - ho chiesto. Mi hanno spiegato e mi son detto: se io sono primo, chissà come sono messi gli altri. Poi ho pensato a una frase che mi ripeto spesso: "Gli ultimi saranno i primi sempre che i primi ce ne lascino qualcosa». «Ovunque proteggi», che esce a 16 anni dall’esordio con «All’una e 35 circa», premiato con la Targa Tenco, è un susseguirsi di filastrocche, sinfonie, sberleffi, marcette, evocazioni mitologiche e bibliche («Soprattutto l’Ecclesiaste, libro di poesia e di forza incredibile, una vertigine di polvere, specialmente nella traduzione di Guido Ceronetti»). Insomma c’è profumo di Frank Zappa. Una delle prime canzoni scandisce, in mezzo a un cavallo «ciucco»: «Brucia Troia!»: «Perché l’aggressività è rappresentata dalla erre, grande conquista dell’uomo: Brucia Troia è un assalto di erre. Elena, che non ne ha, non la tocca nessuno. È rimasta bionda, piacente, nessuno si sogna di imprecare "Brutta Elena"... In realtà la canzone è dedicata alla solitudine del Minotauro chiuso nel suo labirinto. Aspetta qualche visitatore per divorarlo. La considero una buona metafora dell’amore».
Uno degli eroi dell’album è tale Spessotto, un po’ Franti un po’ Pinocchio: «È il contrario di Davide. Davide è quello che non finisce mai nei guai, Spessotto ha sempre il grembiule senza il fiocco, è nei guai da subito... essere dalla parte di Spessotto significa avere la falla dentro il canotto. Ma lui non ha colpe. Non fa altro che fischiettare sul disastro. Lui ha capito che il paradiso è ormai perduto e che siamo tutti dalla parte di sotto, belli, brutti, ubriachi e sobri».
Nella copertina e nelle foto interne c’è un Capossela foderato da pelle di capra e addirittura, all’interno, con la testa di caprone. Immagini pesanti cui si contrappongono all’interno momenti di surreale lievità come «Medusa cha cha cha». «Lei si butta fra le braccia del primo che capita. Per un peccato d’amore è stata punita con lo strano dono di pietrificare chi entra nel suo sguardo diventando, come dice lei stessa "un baccalà". Per forza che poi diventa un po’ "nerviosa" , come diceva una mia amica svedese. La canzone è un pretesto per sovvertire dei luoghi comuni sulla seduzione che si basa tutta sullo sguardo. Così scatta il "toccare ma non guardare buona regola da imparare"».
Fra tamburi e slogan truculenti si canta del Colosseo. «Il Colosseo è il tritacarne, è il mondo dello spettacolo, i gladiatori, Ben Hur. La macelleria mediatica dove non importa chi è il vincitore o il vinto. Sandali e polvere».
Come intende festeggiare? «D’istinto con la poesia: buttarsi a piè pari nelle vasche di Campari, batter la notte a botte di Gordon Rouge e annegare fra cascate di Berlucchi». Che rapporto ha con l’alcol? «Continuativo. Ma fino ad ora lui mi ha dato di più di quanto gli abbia dato io. E poi cosa vuole insinuare? Guardi che lei sta parlando col primo in classifica. Un’esperienza importante, come il morbillo o la scarlattina. Ma ne basta una».
Tour in partenza il 14 febbraio da Avellino.

Mario Luzzatto Fegiz


L’ARENA di Verona

Il comico dagli occhi tristi
Buster Keaton senza mai sorridere divertì il mondo

L’attore è morto 40 anni fa. Lo chiamavano «Faccia di pietra» perché non cambiava mai espressione. Dagli show familiari alla gloria dello schermo.

Con l’arrivo del sonoro l’inizio del declino. Finì la carriera in Italia

Era l’uomo che, senza mai sorridere, aveva divertito il mondo. Joseph Frank Keaton VI, soprannominato "Buster" ("Rompicollo") dal grande mago Houdini, che l’aveva visto cadere involontariamente dalle scale senza farsi un graffio, è morto quarant’anni fa, il primo febbraio 1966.
A solo sei mesi frequentava già i palcoscenici americani con i genitori Joe e Myra. Assieme a Houdini, padrino di Buster, avevano fondato la Mohawk Indian Medicine Company, compagnia di girovaghi e venditori di tonici miracolosi. Il gruppo familiare, conosciuto come "I tre Keaton", era amato nel circolo dei teatri vaudeville grazie ad uno spettacolo ricco di pericolose acrobazie. Il tema dello show era: "Come educare un piccolo monello". Buster veniva lanciato dal padre ad altezze vertiginose, spesso affidato solamente ai riflessi ed al buon cuore del pubblico. A quattro anni eseguiva le sue acrobazie senza mai cambiare espressione, come un giocatore di poker. Aveva notato che esternare il suo divertimento, di fronte alla pericolosità dei voli, indispettiva gli spettatori. La compagnia-famiglia finì per sciogliersi in seguito al grave alcolismo di cui soffriva papà Joe.
Il debutto al cinema avvenne nel 1917 con "Il garzone di macelleria", una comica che vedeva protagonista una grande star del muto: Roscoe "Fatty" Arbuckle. Keaton girerà altre quindici comiche con Fatty. Il loro produttore Joseph M. Schenk decise che il talento di Keaton giustificava il rischio di trasformarlo in un protagonista e così fondò il Keaton Studio.
Tra le sue comiche dei primi anni ’20: "Una settimana", "La barca", "Poliziotti" e "La casa elettrica" tutti grandi successi, diretti dallo stesso Keaton, rivelatosi, oltre che una grande maschera, regista dal spirito innovativo. Le sue tecniche di ripresa e montaggio, in particolare l’uso della telecamera, mobile ai limiti del virtuosismo, non erano particolarmente gradite agli spettatori dell’epoca. Ciò non gli impedì di entrare nella triade dei grandi del cinema muto assieme a Charlie Chaplin e Harold Lloyd.
Tra i suoi lungometraggi i più famosi sono "Accidenti che ospitalità" (1923), "Il navigatore" (1924) e "Come vinsi la guerra" (1927), un vero kolossal sulla Guerra di Secessione, la cui sequenza di un treno che deraglia è, tutt’oggi, la più costosa mai girata per un film senza sonoro.
Lo chiamavano "Faccia di pietra" perché il suo viso non cambiava mai espressione: era serio ed immobile, qualsiasi fosse la peripezia fisica o sentimentale nella quale era intento ed è diventato una delle icone del ventesimo secolo. Il passaggio ad una Major, la MGM, nel 1928 segnò l’inizio del declino. La mancanza di controllo sulle opere ed il passaggio al sonoro, che Keaton, avendo una bella voce baritonale ed una certa abitudine al palcoscenico, a differenza di Chaplin, non temeva, segnarono una serie di delusioni che lo portarono ad attaccarsi alla bottiglia. Come suo padre prima di lui.
Scomparve per quasi tutti gli anni trenta, scrivendo battute per i film più celebri dei Fratelli Marx e rimanendo nell’ombra, inghiottito dal periodo più oscuro della storia statunitense. Negli anni cinquanta, dopo una lunga serie di piccoli camei in produzioni hollywoodiane, guadagnò due spazi televisivi: Il "Buster Keaton Show" e "Life with Buster Keaton".
Il riconoscimento per l’importanza della sua opera sarà tardivo ma enorme, permettendogli di morire sollevato dal dubbio di essere stato dimenticato. Storica resta la sua apparizione in "Luci della Ribalta" (1951) di Charlie Chaplin, nel quale i due duettano per dieci minuti, incontrandosi per la prima volta sullo schermo, nella parte di attori sull’orlo della rovina, in cerca di un ultimo applauso. In «Sunset Boulevard» di Billy Wilder (1950) si era calato nel ruolo del giocatore di poker. Una delle sue ultime interpretazioni è in "Film" (1965), unica pellicola diretta dal commediografo Samuel Beckett, un corto, muto, di venti minuti, oggi considerato un capolavoro.
Finirà la sua carriera in Italia, recitando con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia in "Due marines ed un generale" (1966) e sotto la regia di Richard Lester in "Dolci vizi al foro" (1966). Morì nel sonno, di un cancro ai polmoni che gli era stato tenuto nascosto dalla moglie perché non smettesse di recitare. Credeva di soffrire di bronchite cronica.
Non nascose mai l’ammirazione per i suoi colleghi: considerava Chaplin un genio e Lloyd il più grande attore di comiche mai vissuto. Quando si sentiva dire che, dei tre, il regista migliore era stato lui, scrollava le spalle incredulo. La vita ha spinto "Buster" giù per molte rampe di scale ma, a quanto pare, il collo è riuscito romperselo una volta sola, durante le riprese di una comica. Se n’è accorto anni dopo facendo una radiografia. Casi della vita. La sua maschera impassibile resta, invece, una misteriosa emozione.

Adamo Dagradi


LA STAMPA

Ubriachi al volante due denunce

Il guidatore era ubriaco? Si fa esame

IL GIORNO (Brianza)

La lunga notte degli ubriachi

LA GAZZETTA DI MODENA

scazzottata tra ubriachi, rissa al graziosi

IL PICCOLO DI TRIESTE

alcol alla guida: sarà mitigata la tolleranza zero

Mercoledì, 01 Febbraio 2006
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